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Tag Archives: Donatella Cinelli Colombini

Château Petrus e Petrus Lambertini 2° Vin

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Le etichette sono diverse ma l’uso del nome Petrus e l’indicazione 2° Vin potrebbe far pensare alla seconda etichetta dell celebre Château Petrus 

Petrus Lmbertini vino contestato da Château Petrus

Petrus Lmbertini vino contestato da Château Petrus

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Secondo me la confusione sul nome Petrus c’è ed è più che sufficiente a confondere un consumatore poco esperto ma la Corte d’Appello francese non la pensa allo stesso modo ed ha autorizzato la vendita di “Petrus Lambertini Major Burdegalensis 1208”. La vicenda ha stuzzicato la mia curiosità e ho scoperto delle cose curiose che vi racconto.
Effettivamente il primo sindaco di Bordeaux fu Pierre Lambert eletto nel 1208 cioè 800 anni prima dell’attuale primo cittadino Alain Juppé. Nei documenti in latino del XIII secolo il nome Pierre era sicuramente tradotto in Petrus ma ci vuole uno sforzo di fantasia per trovare legittima la celebrazione di questo personaggio storico su una bottiglia di vino con il nome che, guarda caso, corrisponde a quello di uno dei vini più famosi del mondo.

Château Petrus

Château Petrus

Altro elemento curioso riguarda la cantina C.G.M.Vins che nel 2011 crearono il vino Petrus Lambertini mettendolo in commercio a circa 12€. L’azienda è stata creata nel 1997 da Jerome e Stéphane Coureau e altri soci, che hanno proprietà nel Nord della Gironda dal oltre un secolo. Essa commercializza e produce vini di Bordeaux ed è proprio guardando i nomi dei loro chateau che vengono fuori altre cose strane: La Tour Saint Blaise e Chateau Du Haut Guerin. Sarà un caso ma l’assonanza con Latour e Haut Brion mi pare che ci sia. Insomma questa C.G.M.Vins sembra fare un grande uso del sounding. Leggi tutto…

Il vino di Violante

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Violante era la figlia di Federico II, Violante di Baviera fu governatrice di Siena nel ‘700, Violante è il nome di mia figlia ma anche di un vino Nero di Troia

Violante Gardini Cinellicolombini Jr

Violante Gardini Cinellicolombini Jr

Di Donatella Cinelli Colombini

Molti anni fa chiesi a mia figlia Violante <<ho idea di creare un nuovo vino perché non lo chiamiamo come te?>> ma lei era contrarissima e descrisse la scenetta di due persone al ristorante con una che dice all’altra <<dammi un bicchiere di Violante>>. Per poi commentare <<che vergogna!>>
Va detto che la mia adorata rampolla ha sempre detestato il suo nome soprattutto a causa della fama dell’Onorevole Luciano Violante. Spesso che le chiedeva <<come ti chiami>> e alla sua risposta <<Violante>> seguiva la replicava <<si ma di nome?>> perché molti davano per scontato che si trattasse di un cognome.

Violante 2015 Nero di Troia-Rivera

Violante 2015 Nero di Troia-Rivera

In realtà mia figlia porta questo nome in ricordo di una donna di eccezionale talento: Violante Beatrice di Baviera (1673-1731) personaggio di grande rilievo nella storia di Siena dove fu Governatrice per 14 anni e firmò il bando “Nuova divisione dei confini delle Contrade“. Con questo documento si fissava in modo definitivo il numero delle contrade che avevano diritto a correre il Palio e si stabilivano i confini territoriali di ciascuna di esse. L’editto di Violante è rispettato ancora oggi nella suddivisione delle centro storico di Siena.
Donna sentimentalmente sfortunata fu moglie di Ferdinando dè Medici e con lui sul trono di Toscana, rimase vedova e morì giovane forse a causa della malattia trasmessale dal marito impenitente donnaiolo.
Il territorio senese ricorda con ammirazione Violante di Baviera anche celebrando i luoghi dove è stata. Nell’ospedale di Montalcino dove è nata la mia Violante una targa ricorda la vista della Governatrice medicea, a Siena c’è il ristorante “la sosta di Violante” …..
Tuttavia mia figlia ha sempre considerato bruttissimo il suo nome. Il vino che volevo dedicarle si è poi chiamato Cenerentola ed è una DOC Orcia di grande successo. Leggi tutto…


Il whisky più caro del mondo

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Si tratta di due bottiglie di Scotch whisky Macallan del 1929 vendute a Dubai per 1,2 milioni di Dollari, sono i whisky più cari del mondo

The Macallan 1026 Whisky più caro del mondo

The Macallan 1026 Whisky più caro del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Sono state vendute dall’enoteca Le Clos nell’aeroporto di Dubai, un negozio che vende eccellenze enologiche di tutto il mondo a un pubblico di viaggiatori ma soprattutto di milionari. Ricordo che mia figlia Violante si era fermata in questa celebre enoteca durante la sosta di un suo viaggio in Asia rimanendo sbalordita dal numero di vini a prezzi stellari ma anche della presenza del direttore in persona alle tre del mattino. Evidentemente è proprio durante il cambio di aereo dei voli diretti in Cina o in India che il pubblico dei collezionisti sosta a Le Clos facendo shopping di bottiglie introvabili. << We are thrilled to be able to celebrate our 10 year anniversary with another world-record sale>> ha detto il direttore di Le Clos Iain Delaney a Forbes ribadendo che l’enoteca intende diventare il leader nella vendita di vini luxury a livello mondiale.

Ed infatti è proprio qui che un collezionista ha comprato 2 bottiglie di Whisky Macallan

Le-Clos-Dubai-ha-venduto-il-whisky-più-caro-del-mondo

Le-Clos-Dubai-ha-venduto-il-whisky-più-caro-del-mondo

del 1926 alla modica cifra di 600.000€ ciascuna. Un prezzo mai pagato nel passato che rende questi esemplari i whisky più cari del mondo.  In effetti non si tratta di bottiglie qualsiasi. Il liquido in essi contenuto è stato distillato nel 1926 e ha maturato per 60 anni in ex botticelle da sherry prima di venir imbottigliato nel 1986. Anche le etichette costituiscono qualcosa di raro: una è disegnata da Sir Peter Blake molto noto per la sua collaborazione con The Beatles e dall’artista italiano Valerio Adami. Complessivamente furono prodotte solo 40 bottiglie di cui 12 + 12 confezionate con le etichette firmate dai due artisti. La Macallan le mise in vendita al prezzo di 27.000 Dollari ciascuna dopo di che le bottiglie scomparirono nelle casseforti dei collezionisti finchè, nel 2007 una di esse fu battuta all’asta da Christie’s al prezzo di 75.000$. Leggi tutto…

BIO nuova legge, vecchi compromessi

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L’Italia chiedeva regole più severe per il BIO e invece l’Europa ascolta il Nord e permette di importare nel nostro Paese BIO contaminato da pesticidi e OGM

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Sangiovese Fattoria del Colle

Sangiovese Fattoria del Colle coltivazione BIO

Le nuove regole BIO entreranno in vigore nel 2021 sostituendo quelle del 2007. La notizia buona è che, nelle aziende biologiche, sono banditi OGM, fertilizzanti, diserbanti, pesticidi e altri “agrofarmaci”. La notizia cattiva è che proprio sui prodotti di sintesi gli europarlamentari italiani hanno perso la battaglia e il regolamento allarga le maglie in quanto a residui di pesticidi e contaminazioni OGM.
Le associazioni italiane hanno espresso la loro delusione. Paolo De Castro
rimpianto ex Ministro dell’Agricoltura e vice presidente della Commissione Agricoltura al Parlamento Ue, ha commentato in modo molto duro << l’esito dei negoziati per dare

orto rotante BIO padiglione Belgio Expo

orto rotante padiglione Belgio Expo

nuove regole alla produzione biologica in Europa rappresenta un’occasione persa>> ha detto <<per noi, tuttavia, la sfida di replicare o avvicinare il più possibile il sistema europeo al modello biologico di alta qualità e sostenibilità italiano resta aperta. Il punto cruciale negativo è aver eliminato completamente le soglie per i residui di fitofarmaci. Che differenza c’è con l’agricoltura convenzionale?>> .
In pratica la contaminazione con fitofarmaci e OGM che in Italia comporta la perdita della certificazione non ha gli stessi effetti in altre nazioni europee che possono esportare i prodotti contaminati in Italia con sopra il marchio BIO. Leggi tutto…


Dormire nella botte arriva l’autorizzazione

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Il Veneto è la prima regione a autorizzare e regolare la ricettività turistica nelle botti. Le cantine con ricettività potranno avere 4 camere-botti
Di Donatella Cinelli Colombini

Dormire nella botte B&B Shlafen im Weinfass

Dormire nella botte B&B Shlafen im Weinfass

La Giunta Regionale del Veneto ha approvato il regolamento che autorizza l’uso delle botti come camere o alloggi per i turisti fino a un massimo di 8 posti letto. L’obiettivo è quello di << distinguersi nel mercato, differenziando la propria offerta rispetto a quella dei concorrenti >> ha detto l’assessore al Turismo Federico Caner spiegando che l’uso delle botti permette un << soggiorno che esalta le caratteristiche del territorio, delle sue tradizioni, della vita e del lavoro di chi lo abita>> cioè permette un’immersione totale nel vino e delle vigne. L’Assessore Carner intende puntare parecchio sul turismo esperienziale e promette nuove iniziative nei prossimi mesi.

Dormire nella botte Alberi&Case Barrique

Dormire nella botte Alberi&Case Barrique

Per ora niente stelle ne grappoli bensì una sola categoria ma intanto le botti entrano a pieno titolo nell’offerta ricettiva delle zone del vino e le altre regioni – Trentino Alto Adige, Toscana e Piemonte in testa – dovranno adeguarsi in tempi brevi se non vorranno rimanere esclusi da questo nuovo segmento di offerta e dal suo probabile successo.
La tipologia di botte-camera da letto autorizzata in Veneto deve trovarsi in immobili destinati alla ricettività deve cioè ampliare un’offerta di pernottamento già esistente. Leggi tutto…

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