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Etichette da vino horror: più scioccanti che belle

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C’è chi ci disegna maschere antigas e chi la bandiera dei pirati con le tibie incrociate e i teschi …. Le etichette da vino horror sono una nuova tendenza

Di Donatella Cinelli Colombini

Etichette-da-vino-horror-Chronic_Cellars_Purple_Paradise

Etichette-da-vino-horror-Chronic_Cellars_Purple_Paradise

Sulle etichette da vino horror i più anticonformisti sono gli australiani produttori di “natural wine” che hanno abbandonato lo stile fine Novecento – maturità, frutto, alcool, legno – il così detto “stile Parker” e stanno puntando su vini con maggiore personalità e eleganza.
Ecco che Patrick Sullivan ci propone un blend di Pinot Noir, Shiraz e Gewürztraminer con un’etichetta brutta ma spiritosa in cui è disegnato un fiasco umanizzato, pieno di vino rosso solo nella parte inferire, che tenta di stapparsi. Il disegno esprime il nome Half full -“Jamping Juice”. Ancora più brutta l’etichetta ovale Dormilona blanco 2017 a base di Sauvignon Blanc e Sémillon (40$) con le tibie incrociate e i teschi come all’epoca dei pirati. Poi c’è quello che ha messo l’immagine della maschera antigas in etichetta.
Viene da chiedersi se l’horror faccia vendere o sia solo l’adesione a una cultura alternativa rock e metallara.
La Chronic Cellars hatte tutti: ha un’intera serie di teschi nei tappi, nelle capsule e persino nelle barriques … La cantina è stata fondata nel 2004 da Josh e Jake Beckett a Paso Robles in California e i suoi vini si caratterizzando da etichette con colori vivaci e immagini horror: c’è il teschio con i dadi al posto degli occhi e il vino Suite Petit in cui è raffigurato uno scheletro femminile mentre sorseggia un calice disteso in posa rilassata.
Ma lo berreste un vino così?
E cosa vi aspettate che ci sia dentro? Un vino alternativo sicuramente e anche decisamente fuori dagli schemi.

Etichette-da-vino-horror--Dormilona “Blanco” 2017

Etichette-da-vino-horror–Dormilona “Blanco” 2017

Altro esempio di etichette noir sono le australiane 19 crimes della Treasury Wine Estates con le foto dei carcerati inglesi che furono deportati nell’isola dei canguri e ne furono i primi coloni. Grazie alla realtà aumentata, inquadrando il vino con il telefonino i 19 galeotti raccontano la loro storia. Una trovata di marketing che ha fatto il giro del mondo ma che deve aver richiesto una bella dose di coraggio alla Treasury perchè la serie non riguarda certo antenati nobili o personaggi storici di impeccabili virtù.
Invece il successo è stato mondiale a significare che l’audacia paga e non bisogna mai vergognarsi della propria storia.
Cavalcando l’onda del vino horror c’è chi propone etichette adatte per la festa di Halloween: teschi, streghe, ragni … mancano la magia nera e i riti satanici ma per il resto il repertorio è vastissimo. Leggi tutto…

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