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Gozo la seconda casa (col buco) di Donatella e Carlo

L’ampliamento della casa di Carlo e Donatella a Gozo-Malta è in ritardo e c’è un buco dove finisce la scala per andare nella terrazza sul tetto. Speriamo non piova

Lo scheletro della scala e il buco nel tetto nella casa di Gozo di Donatella e Carlo

Lo scheletro della scala e il buco nel tetto nella casa di Gozo di Donatella e Carlo

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Io e mio marito Carlo Gardini abbiamo una casa nell’isola di Gozo da 8 anni e un nutrito gruppo di amici italiani, maltesi e gozitani. Sulla stessa isola Ulisse rimase con la dea del mare Calipso per sette anni. Quindi noi abbiamo superato l’eroe di Omero e anzi promettiamo di rimanere qui molto più a lungo.
Da qualche anno desideravamo creare una terrazza sul tetto, per godere dello splendido panorama su Comino, la blue lagoon e Malta. Questo è stato all’origine dei nostri guai. L’architetto che ha ritardato l’inizio dei lavori per due anni e ha creato intoppi sulle forniture fino alla fine, i muratori introvabili, il fabbro sovraccarico di commesse … insomma dopo nove mesi abbiamo ancora buco al posto della chiusura del vano scale che porta alla terrazza. Speriamo che non piova perché altrimenti si allaga la casa.

Gozo-terrazza-casa-di-Carlo-e-Donatella

Gozo-terrazza-casa-di-Carlo-e-Donatella

Generalmente facciamo delle vacanze periodiche di una settimana ciascuna, da maggio a ottobre, ma quest’anno non è stato possibile e tutt’ora, per prendere il sole in terrazza, bisogna arrampicarsi sullo scheletro della scala rischiando di precipitare di sotto. Che avventura!
La lunghezza dei lavori di costruzione è una sorta di saga maltese, c’è chi, come Azzurra la sinalunghese che fa i cappuccini migliori di Gozo, ha ottenuto la consegna delle nuove porte dopo mesi e mesi, altri, come Marco e Orietta Lambrocchi della Foresteria Ogygia, aspettano la fine lavori da un anno all’altro. L’unico che riesce a costruire a tempo di record è Abraham Said il re di Gozo che è riuscito ad ampliare lo store “Vini e Capricci” trasformandolo nel quartier generale della sua rete di distribuzione di eccellenze enogastronomiche. Chi sa se tiene fruste e forconi nell’armadio, come Lucifero! Leggi tutto…

Archi una villa per le feste

Panorama mozzafiato, piscina e parco privati, salone con camino monumentale, 5 bagni e 7 camere con aria condizionata. Villa Archi per la tua festa toscana

Villa-per-le-feste-Toscana-Archi-Fattoria-del-Colle-agriturismo

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Il lusso di una villa con duecento mq da abitare e un giardino di oltre un ettaro che continua negli oliveti e nei vigneti intorno. L’esperienza unica di vivere in un edificio con trecento anni di storia che conserva ancora il portico con il forno del pane e un camino talmente grande da poterci sedere dentro. Una villa in esclusiva, senza nessuno intorno, nel silenzio della campagna.
Un luogo autenticamente toscano ma anche attrezzato in modo moderno: le 7 camere hanno l’aria condizionata (5 bagni), c’è WiFi, TV, una cucina completa … In altre parole c’è l’intimità trasmessa dai mobili di piccolo antiquariato, la libertà dei grandi spazzi e dei panorami più belli della Toscana, insieme al confort e a una piscina ad uso esclusivo proprio accanto.

Villa-per-le-feste-Toscana-Archi-piscina-Fattoria-del-Colle-agriturismo

Villa-per-le-feste-Toscana-Archi-piscina-Fattoria-del-Colle-agriturismo

E’ il luogo ideale per organizzare la vacanza con gli amici, abbronzarsi, cenare tutti insieme allo stesso tavolo sotto il gazebo, oppure nel salone della villa. E per chi ama le vacanze che arricchiscono è possibile partecipare alle lezioni di cucina, le degustazioni, le visite guidate, gli assaggi … organizzati ogni giorno dalla Fattoria del Colle.
Villa Archi è adatta anche per organizzarci la festa di compleanno o di laurea. La Fattoria del Colle con il suo piccolo borgo e il ristorante, dista 200 metri ed è nascosta da un oliveto. Può fornire cibi tradizionali, prelibatissimi vini, camerieri e tutto quello che occorre per una festa in grande stile. Leggi tutto…


La realtà aumentata del vino: etichette parlanti

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Dagli australiani 19 Crimes Wine agli ambienti virtuali durante gli eventi. La realtà aumentata del vino farà parlare i produttori dalle loro bottiglie

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Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

La prima a farmi vedere le etichette che, una volta riprese con lo smartphone, iniziano a parlare, è stata Monica Larner il 29 gennaio scorso. Realtà aumentata del vino che promette di cambiare il marketing, il packaging e la comunicazione.

I vini fanno parte di una serie chiamata 19 Crimes Wine prodotte dall’australiana Treasury Wine Estates e raffigurano i primi coloni della terra dei canguri, condannati alla deportazione oltremare che partivano dalle prigioni inglesi e fecero un enorme lavoro per costruire i primi insediamenti e le prime terre coltivate trasformandosi da criminali in veri e propri pionieri. Si tratta dunque di storie vere e non di novelle.

19-crimes-wines-realtà-aumenta-del-vino

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Le immagini in bianco e nero raffigurano adulti – criminali, artisti e studiosi- con poveri vestiti, volti scavati e un cartello davanti che sembra quello delle foto segnaletiche. Sotto ogni immagine c’è un nome. Escludo che le foto siano effettivamente quelle dei deportati infatti la flotta di undici vascelli con a bordo i 736 condannati approdò in Australia il 26 gennaio 1788 (giorno ricordato come festa nazionale) mentre la fotografia fu inventata più di quarant’anni dopo. Tuttavia l’insieme è verosimile, le storie sono vere e la reazione dei consumatori è degna di nota. Su You tube è possibile vedere i video amatoriali con persone al supermercato che si fermano davanti alle bottiglie per sentire le storie dei personaggi in etichetta, poi ci sono i bambini a casa che mettono le dita fra il vino e il telefonino perché non capiscono cosa succede. Leggi tutto…

Tempi duri per i cinghiali in Lombardia

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Finalmente Liguria e Lombardia consentono agli agricoltori di difendere i loro raccolti abbattendo i cinghiali. La Toscana piena di cinghiali segua il loro esempio

Cinghiali mangiano i rifiuti

Cinghiali mangiano i rifiuti

Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia, Fattoria del Colle

La norma che permette agli agricoltori di sparare ai cinghiali per “legittima difesa” delle proprie produzioni agricole è partita dalla Liguria nel 2016 e ora è stata approvata anche dalla Lombardia.

<<Consente già agli agricoltori professionisti, titolari di azienda agricola e possessori di porto d’armi da caccia, la possibilità di abbattere gli ungulati nei loro appezzamenti, dopo averne dato comunicazione e dopo la verifica del corpo di vigilanza regionale>> spiegava due anni fa l’Assessore ligure all’Agricoltura Stefano Mai.

Toscana-cinghiali-un-problema-enorme

Toscana-cinghiali-un-problema-enorme

In Lombardia le norme finalizzate a ridurre il numero dei cinghiali entro limiti accettabili hanno avuto una gestazione tormentata. Il primo provvedimento, del 17 luglio 2017, era stato infatti subito bloccato dal Governo perché riguardava l’intero territorio regionale e quindi anche nelle aree protette come i parchi dove la caccia è vietata.Ma chi la dura la vince e la Lombardia è riuscita ad approvare un provvedimento che prevede la “legittima difesa” del proprio raccolto. Per la prima volta gli agricoltori, provvisti di regolare licenza, possono abbattere, tutto l’anno i cinghiali, con l’ampliamento dell’attività di contenimento finora riservata solo alla polizia provinciale e ai cacciatori. Ci sono degli adempimenti burocratici che servono soprattutto a verificare l’esistenza di ungulati dannosi ma poi è possibile abbatterli.

Secondo la Coldiretti, in Lombardia nel quinquennio 2013/2018, i cinghiali hanno causato danni alle colture agricole per quasi 1,7 milioni di euro, somma erogata dalla Regione.  Non solo: hanno provocato anche 384 incidenti stradali che sono costati oltre 600mila euro alle casse regionali. Leggi tutto…


Tappi vegetali innovativi per vini da invecchiamento

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E’ l’ultima novità nella battaglia contro la puzza di tappo. Viene da Nomacorc e riguarda tappi porosi all’ossigeno ottenuti dalla canna da zucchero

Normacorc-tappi-vegetali-innovativi

Normacorc-tappi-vegetali-innovativi

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Come scongiurare il rischio della puzza di tappo ? E’ possibile tappare i grandi vini da invecchiamento con dei tappi innovativi? Se siete dei fan di Penfolds penserete di si visto che i suoi stupendi BIN sono chiusi a vite. Ma non tutti amano lo screwcap che anzi viene spesso associato all’immagine di vini a basso costo.
L’ultima novità nella battaglia contro l’orribile puzzetta è la Nomacorc Green Line, una nuova tipologia di tappi chiamati PlantCorcTM e ottenuti dalla canna da zucchero. I tappi sono belli alla vista e morbidi al tatto. Una tecnologia rivoluzionaria promette un

DIAM-origine-conglomerato-olio-cera

DIAM-origine-conglomerato-olio-cera

controllo preciso dell’ossigeno che penetra nella bottiglia usando solo prodotti naturali con un impatto ambientale pari a zero. Nomacorc è il colosso industriale che detiene da sola il 70% delle chiusure sintetiche, ha prodotto 20 miliardi di tappi in 15 anni e lavora da tempo su tecnologie bio. La Green Line contiene una tipologia “Riserva” specificamente pensata per vini con un affinamento in bottiglia di 25 anni grazie a una permeabilità all’ossigeno programmato che si riduce nel corso del primo anno fino a stabilizzarsi a 0,6 mg ogni 12 mesi.
Il problema a cui la ricerca tenta di porre rimedio è la puzza di tappo cioè le devianze che arrivano dalle querce da sughero. I pesticidi e degli erbicidi, insomma l’uso della chimica in agricoltura, ci ha regalato questo problema. Infatti la molecola responsabile, il tricloroanisolo TCA è un derivato dal triclorofenolo che è arrivato nella natura a partire dagli anni ‘Sessanta. Leggi tutto…

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