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Tag Archives: fattoria del colle

Vita da produttore di vino: Donatella e il suo tempo

La corsa con l’orologio di Donatella, produttrice, wine blogger, presidente di associazioni con l’ambizione di godersi il meraviglioso territorio in cui vive

Donatella-insegnante-di-turismo-del-vino-Pisa Scuola -Universitaria-Superiore-Pisa

Donatella-insegnante-di-turismo-del-vino-Pisa Scuola -Universitaria-Superiore-Pisa

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del ColleTrequanda, Casato Prime Donne, Montalcino 

Il giorno peggiore è il lunedì e i periodi più frenetici sono quelli prima delle vacanze o dopo i viaggi all’estero. Si tratta di giornate lunghissime con un’interruzione dietro l’altra.
L’avvento di internet ha aggravato la situazione moltiplicando i contatti e facendo sparire le vacanze. Ricevo circa 80 e-mail al giorno e ne mando una trentina. Ho un PC molto piccolo che mi segue ovunque nel mondo per cui rispondo alla posta ogni giorno anche quando viaggio per lavoro ed ho una degustazione dietro l’altra e un appuntamento dietro l’altro. Anzi, quando sono dall’altra parte del mondo, certe persone, cercano la mia attenzione come un bambino piccolo con la mamma e mi sommergono di e-mail, suscitando le mie rispostacce. Poi mi dispiace e impiego giorni per rasserenare i rapporti, ma detesto quando qualcuno mi toglie il poco tempo che ho per dormire, pensare, conoscere … facendomi sentire in trappola.

Donatella-CinelliColombini-Matla

Donatella-CinelliColombini-Matla

E’ così che anche le mie vacanza nell’adorata isola di Gozo si riducono a 3 ore al giorno perché invariabilmente c’è un problema che, per essere risolto da li, richiede moltissimo tempo.
Le interruzioni sono il mio incubo. Fare attività lunghe e complesse nella giornata lavorativa è praticamente impossibile perché, in campagna, non c’è l’abitudine a prendere appuntamenti. Cantiniere, vignaiole, addette al commerciale e al turismo … entrano nel mio ufficio e chiedono una immediata attenzione, soprattutto il mio dolce maritino e la vulcanica figlia Violante. Leggi tutto…

Orcia Wine Festival 2018, A corto di vino

Il tema 2018 dell’Orcia Wine Festival “Paesaggi di-vini Orcia” è stato interpretato dai corsisti dell’Università di Siena con 3 video girati alla Fattoria del Colle

Orcia Wine Festival Richard Baudain

Orcia Wine Festival Richard Baudain

Di Donatella Cinelli Colombini 
Il festival che, da 9 anni, San Quirico d’Orcia-salotto medioevale lungo la via Francigena, dedica al vino Orcia DOC ( 21-25 aprile 2018) ci ha regalato un’emozione in più rispetto alle precedenti edizioni. 3 video realizzati dagli studenti del Corso di Comunicazione Digitale tenuto dal prof. Maurizio Masini all’interno della Laurea Magistrale dell’Università di Siena. Il progetto aveva il simpatico nome “A corto di vino” e ha riguardato 40 corsisti in prevalenza italiani ma anche provenienti da Paesi lontani come Cuba. Gli studenti sono stati divisi in sei gruppi ciascuno dei quali doveva realizzare un video aziendale e uno “territoriale” sul tema “Paesaggio di-vino Orcia” ideato dall’Assessore Ugo Sani. Le lezioni in aula sono state seguite da due visite in zona. Un impegno vero con un voto finale che ha messo a dura prova i ragazzi. Durante la visita alla Fattoria del Colle i corsisti mi hanno sommersa di domande, riprese e foto. Un gruppo aveva le

Orcia Wine Festival Cecilia Sacchi a Palazzo Chigi

Orcia Wine Festival Cecilia Sacchi a Palazzo Chigi

idee chiare: voleva raccontare una mia giornata tipo <<vorremo riprenderla mentre cucina, quando mangia con la famiglia …. >> mi hanno detto, ma io li ho spiazzati <<ma io non ho tempo per cucinare e spesso mangiamo “a tappe” perché la giornata lavorativa è frenetica e deve tenere conto dei fusi orari dei mercati dove esportiamo … >> e poi per rincuorarli << il lavoro in campagna non ha più ritmi lenti di una volta, la lentezza è riservata alla vigne e al vino>> paradosso che ha fatto sorridere anche al Professor Masini << è vero qui il tempo ha come due velocità>>. Da questo dialogo è nata a prima idea del video “Dove il tempo non ha tempo” che interpreta perfettamente l’apparente paradosso della Fattoria del Colle dove <<tante cose sono rimaste così com’erano … mentre altre corrono più veloci del tempo>>. Ottimo il testo, le immagini e persino la musica composta appositamente.
Bello anche il video “Tra passione e coraggio” che ha colto in modo formidabile la passione vignaiola che è dentro di me. Non riesco a guardarlo senza commuovermi.

Più evocativo l’ultimo intitolato “Una favola tutta da scoprire” fatto da un gruppo di studenti che nel racconto del territorio “Val d’Orcia semplicemente perfetta” si è espresso in modo compiuto creando un video di grande forza espressiva.

Orcia Wine Festival Vini Orcia DOC

Orcia Wine Festival Vini Orcia DOC

Nel complesso i 40 studenti del corso sono futuri professionisti davvero talentuosi che, nel futuro sapranno fare grandi cose. E’ bello vedere come l’Università di Siena li sta facendo sbocciare.
Ovviamente l’Orcia Wine Festival 2018 non riguarda solo i video ma soprattutto assaggi. 18 produttori che offrono la degustazione dei loro vini nelle sale affrescate del seicentesco Palazzo Chigi a San Quirico con la regia del Consorzio Orcia. Degustazioni guidate da ONAV e dal wine writer del celebre magazine britannico “Decanter” Richard Baudain. Degustazioni nelle cantine all’interno dei wine tours. Degustazioni a tavola durante la cena di gala ( il Prefetto di Siena Armando Gradone e

Orcia Wine Festival cena di gala con i produttori

Orcia Wine Festival cena di gala con i produttori

l’Onorevole Susanna Cenni hanno onorato la serata con la loro presenza) e le cene con il produttore nei ristoranti. Per noi la cena-degustazione è avvenuta all’Hotel Posta Marcucci di  Bagno Vignoni che si sta trasformando in un lussuoso Hotel de Charme ed ha un ristorante che sembra volare sulla valle davanti a Rocca d’Orcia.
Che fortuna vivere in questo territorio e godere ogni giorno del paesaggio di-vino Orcia.

 


Chianti Classico territorio di grandi vini e grandi celebrità

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Il fantasma di Bettino Ricasoli barone di ferro alle vacanze di Tony Blair. Chianti Classico, un territorio glamour e anglofono che produce grandi vini e moda

Chianti-Classico-Castello-di-Brolio-tomba-Bettino-Ricasoli

Chianti-Classico-Castello-di-Brolio-tomba-Bettino-Ricasoli

PARTE SECONDA

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle 

Il personaggio centrale nella storia del Chianti è Bettino Ricasoli (1808-1880), il Barone di Brolio, uomo di rigidezza così inflessibile da essere soprannominato “il barone di ferro”. Ancora oggi il suo fantasma vestito di nero e in sella a un cavallo, terrorizzi chi si trova, di notte, nel parco del suo splendido castello. Ricasoli fu due volte Presidente del Consiglio del neo nato Regno d’Italia e primo ministro dell’Agricoltura. A lui si deve, nel 1872,  la  “formula” del Chianti:   7/10 di Sangiovese 2/10 di Canaiolo e 1/10 di Malvasia. Quello stesso anno il

Chianti-Classico-Collection-2009-1

Chianti-Classico-Collection

Chianti del Castello di Brolio vinceva la medaglia d’oro all’Esposizione internazionale di Parigi a significare il grande sforzo profuso dal Barone nella qualificazione dei suoi vini.

Nel tempo questa sorta di ricetta è radicalmente variata: rimane un predominanza di Sangiovese  – obbligatorio per almeno l’80% – mentre il restante 20% può essere di vitigni a bacca rossa autoctoni come il Canaiolo o il Colorino e internazionali come il Merlot o il Cabernet. Dal  2006 sono state vietate uve bianche. Leggi tutto…

Storia e leggenda del Chianti

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Pochi territori hanno lo stesso mito del Chianti. E’ una delle 10 parole italiane più conosciute nel mondo e ha una storia nobile come tutti i grandi vini

PARTE PRIMA

Chianti Classico Revolution indosso a Sara e Diletta

Chianti Classico Revolution indosso a Sara e Diletta

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Il Chianti, un territorio di boschi, castelli e borghi fortificati con un passato guerriero di contese fra Siena e Firenze. Le due ricche città di banchieri che, nel medioevo, prestavano denaro a re e papi avevano qui le loro vigne migliori come ci mostra l’affresco con “Gli effetti del buono e cattivo governo” dipinto da Ambrogio Lorenzetti nel 1337-9 nel Palazzo Pubblico della città del Palio. Le colline del Chianti sono quasi coperte di vigne “fitte” cioè senza altre colture a intercalare i filari. Un esplicito segno della vocazione di quel terreno nella produzione del vino.

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Chianti-Rocca di Staggia

Un territorio in cui c’erano briganti ma anche corti quasi principesche come (nel XII

secolo) la rocca di Staggia oppure conventi come Abbadia Isola poco distante da Monteriggioni, che aveva una cantina, dove ancor oggi è possibile vedere un tino da vinificazione in muratura.

Non vorrei deludervi, ma il vino migliore di quel territorio era originariamente bianco, anche se prodotto da uve a bacca rossa.  Come ci ha spiegato lo storico  Gianfranco Pasquali <<fino al XII secolo il vino importante era solo bianco, come in epoca romana. L’uva veniva prima torchiata e poi fatta fermentare . I contadini invece vinificavano le uve rosse con le loro bucce in modo da ottenere prima il vino e poi il “vinello” facendo rifermentare le vinacce con l’acqua. Sono nel XIII-XIV secolo si diffuse la vinificazione in rosso grazie alla scoperta del processo che permetteva di ottenere rossi più gradevoli>>. Leggi tutto…


Vi presento il mio Leone Rosso che ruggisce da 400 anni

Leone Rosso Doc Orcia un vino che dona piacere e racconta la storia degli antenati eretici di Donatella Cinelli Colombini che fecero la Fattori del Colle

Leone-rosso-2015-fattoria-del-Colle

Leone-rosso-2015-fattoria-del-Colle

Il leone rampante è il simbolo degli antenati di Donatella Cinelli Colombini che costruirono la Fattoria del Colle nel 1592. Gli stemmi di questa famiglia, che si chiamava Socini o Soccini, sono negli ingressi, nei soffitti e in alcuni mobili della villa. Si tratta di una famiglia molto antica, molto importante e molto ricca ma con un grave problema: cinque dei suoi membri erano protestanti e due di loro, Lelio (1525-1562) e Fausto (1539-1604) convinti oppositori del dogma della trinità. Le loro teorie li resero celebri in tutta Europa, e ancora oggi i loro nomi sono scritti in ogni manuale di filosofia, ma furono considerate eretiche dalla Chiesa e portarono alla rovina economica tutta la famiglia. I due pensatori furono scomunicati e i loro beni confiscati.  Livio e Fausto Socini scapparono all’estero e il resto della famiglia rimase a Siena in miseria. All’inizio del Novecento il bisnonno di Donatella, che si chiamava Livio Socini, fece fortuna con la distillazione dell’alcool fu sindaco di Siena (1914-1916) e, nel 1919 ricomprò la Fattoria del Colle scoprendo poi che questo luogo era stato dei suoi antenati.

Donatella ha ricevuto la fattoria da suo padre Fausto Cinelli nel 1998 e ha dedicato alla famiglia Socini il primo vino che vi ha prodotto, il “Leone RossoDOC Orcia.

Fattoria-del-Colle-soffitto-villa

Fattoria-del-Colle-soffitto-villa

LA DOC ORCIA

La denominazione ORCIA è nata nel 2000 nel Sud della Toscana, in una grande zona collinare che sale dalle Crete senesi verso il Monte Amiata. Un comprensorio di 12 comuni dove, un tempo, le gelate primaverili colpivano un anno su tre impedendo, di fatto la viticultura. Dopo il global warming le gelate sono quasi scomparse, l’ultima è del 1997, mentre il clima fresco con notti estive quasi fredde aiuta la produzione di uve di alta qualità perché la maturazione è generalmente lenta e regolare mentre il contenuto acido dell’uva e dei vini è un tratto caratteristico della DOC Orcia e una garanzia di longevità. Leggi tutto…

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