Posts Tagged ‘fattoria del colle’

Sformato di pecorino delle Crete con salsa di baccelli

Written by Donatella on . Posted in Vigne e vini, Vivi e rivivi l'esperienza in Fattoria

Marzia Morganti Tempestini, la super esperta che insegna all’Università di Scienze gastronomiche di Parma ci regala una sua ricetta double face

E’ una ricetta semplice nella preparazione e di grande effetto nella presentazione. Inoltre è comoda perchè si può

Sformatino di pecorino - con Chianti Superiore

Sformatino di pecorino - con Chianti Superiore

preparare anche ore prima non impegnandoci in cucina all’ultimo momento, quando ti arrivano gli ospiti o torni stanca dal lavoro. Basta riscaldare lo sformato in un bagnomaria per pochi minuti e sembra fatto al momento. In autunno vi consiglio di sostituire la salsa di fave-baccelli con delle lamelle di tartufo bianco delle Crete senesi; il risultato è eccezionale, provare per credere.
Che vino abbinare a questa ricetta double face cioè primaverile e autunnale insieme? Il più versatile vino del mondo il Chianti nella versone Chianti Superiore della Fattoria del Colle

Ingredienti per 4 persone :
kg. 2 di baccelli (nome toscano che indica le fave)., g. 200 di pecorino fresco delle Crete senesi, g. 100 di panna, dl. 1,5 di panna liquida,
g. 80 di pancetta, 1 cipolla bianca, poco burro, pangrattato, sale e pepe bianco

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  • Sformato di pecorino toscano

Voglia di primavera nella Toscana in fiore

Written by Donatella on . Posted in Vivi e rivivi l'esperienza in Fattoria

Primavera strana questa, con il caldo e pioggia, ma lo spettacolo della natura è grandioso e la fattoria del Colle è al centro della zona dei panorami
di Donatella Cinelli Colombini

panorami campagna Toscana

panorami in Toscana Fattoria del Colle

Le Crete Senesi sono un mare verde increspato dal vento che carezza i giovani steli del grano. Al tramonto la strada, fra Asciano e Siena, pullula di fotografi. E’ proprio il caso di dire che “la natura dà spettacolo”, con scenari mai visti grazie a otto mesi di pioggia che hanno idratato il terreno e adesso fanno esplodere la rinascita della natura con colori intensi come smalti. Che bellezza! Una sensazione subacquea che sbalordisce e rilassa. Chi crede nell’effetto rigenerante della “terapia del paesaggio” troverà nel territorio intorno alla fattoria del Colle scenari resi celebri dalla loro stessa bellezza: la collina con i cipressi, la strada serpeggiante di Monticchiello, la chiesetta vicino a Pienza …. il chilometro più bello d’Italia sulla Cassia verso Gallina … troppi ce ne sono di luoghi magici come i panorami che si vedono da Vignoni vecchio. La bellezza è tanta, persino troppa.
Per chi la vuole godere fino in fondo ci sono i voli in mongolfiera la mattina all’alba con partenza dal vicino borgo di Montisi, per tutti gli altri basta un’auto e una macchina fotografica.

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  • agriturismo fiore archi

Torta Ricciolina del Monte Amiata

Written by Donatella on . Posted in Vivi e rivivi l'esperienza in Fattoria

La ricciolina è un dolce complesso da preparare e di altissima qualità. Richiama la biscotteria secca toscana a base di pasta frolla, mandorle e meringa

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ricetta toscana, dal Monte Amiata la Riccioina

La ricciolina, ricetta del Monte Amiata

Si tratta dunque di un dolce moderno che nasce nel solco della tradizione e all’interno di una famiglia di pasticceri di Abbadia San salvatore e Piancastagnaio (Siena) i Vinciarelli. Fra loro c’è il mitico Rossano che ha vinto titoli mondiali nel 2002, nel 2004 e insegna la sua arte culinaria in corsi di altissimo livello. Il suo negozio Maron Clace è una meta per i golosi di tutto il mondo.

La ricciolina è diventata patrimonio collettivo della gente del Monte Amiata che, con piccole variazioni, la prepara nelle occasioni più importanti. Quella che segue viene dalla famiglia Sacchi che abitavano accanto ai Vinciarelli e ha imparato la ricetta dalla nonna di Rossano.

La ricciolina si associa magnificamente al più tipico dei vini da dessert toscani, il Vin Santo, provatela con quello della Fattoria del Colle di Trequanda.

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Shabby chic il finto povero che va di moda

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Storia, caratteri e tendenze dello shabby chic compreso qualche consiglio per lo shopping e per il banchetto di nozze

Toscanalovers coltelli

Coltelli da bistecca Toscana lovers

Il suo guru è l’interior design americana Rachel Ashwell che ha fatto del trasandato elegante una filosofia di vita. L’inizio ha forti contenuti etici: riciclare, restaurare, accettare la patina del vissuto come elemento capace di rivelare l’anima delle cose, perché l’uso intrappola dentro gli oggetti un’umanità e la storia di chi li ha usati. Racconti che le cose nuove non hanno. Da qui la passione per il vintage, i mercatini e il nuovo stile di abbigliamento e soprattutto di arredamento basato sugli abbinamenti azzardati fra cose eleganti diverse fra loro. Ecco le sedie spaiate intorno alla tavola, in cui si apparecchia con porcellane d’epoca e posate d’argento scompagnate giocando in modo creativo sui contrasti.

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Storia di un Traminer emigrato in Toscana e del suo passito

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Mi presento sono Carlo Gardini marito (o forse martire) di Donatella Cinelli Colombini e vi racconterò della vigna di Traminer della fattoria del Colle

Traminer grappoli per il passito

Traminer per passito Carlo Gardini

Si potrebbe pensare ad una sperimentazione o ad una voglia di diversità a ogni costo ma la realtà è molto più prosaica e meno fantasiosa.
Tutto inizia circa 35 anni fa quando, per seguire una tendenza al consumo di vini a più bassa gradazione alcolica, un gruppo di importanti aziende toscane decise di utilizzare le uve bianche del territorio chiantigiano per produrre “Galestro”, un vino bianco semplice e molto beverino destinato ad accompagnare i piatti soprattutto di pesce e calmare la sete estiva
Passano gli anni e a mio suocero ed al suo enologo, di origine veneta, questa tipologia di “bevanda” non piace e non convince………ed allora come utilizzare le uve di trebbiano ancora presenti alla Fattoria del Colle di Trequanda? Dopo una attenta riflessione e qualche discussione, l’enologo propone di piantare del Traminer per realizzare un bianco che sommasse al corpo del Trebbiano, già presente in azienda, il profumo del Traminer appena arrivato.
Ecco quindi le prime bottiglie di “Sanchimento”, il nuovo bianco che prende il nome dalla giovane vigna di Traminer piantata proprio dietro la chiesetta della fattoria dedicata a San Clemente (storpiato in “vernacolo” locale proprio in San Chimento).
Con il passare degli anni, le vecchie viti di Trebbiano producono sempre meno e, lentamente, diminuiscono di numero fino a scomparire…..ed il Sanchimento diviene un bianco toscano prodotto unicamente da uve Traminer.