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Dematerializzazione dei registri di cantina e AGEA

Tragicomica sulla dematerializzazione dei registri di cantina: AGEA chiede i dati su carta e poi ci ripensa quando ormai tutti hanno mandato i moduli

Maurizio Martina premio Italia a tavola

Maurizio Martina premio Italia a tavola

Di Donatella Cinelli Colombini

Il 31 luglio una circolare di AGEA sigla che significa Agenzia per le erogazioni in Agricoltura ed è un ente governativo, ha chiesto alle aziende la dichiarazioni sul vino presente in cantina su moduli di carta.
<<Come ogni anno>> penserete voi.
E no!
Perché negli ultimi mesi, con spese, perdite di tempo e patemi d’animo …. 17.000 cantine italiane, cioè tutte quelle più grandi di una dimensione familiare, si sono adeguate al sistema SIAN di dematerializzazione dei registri messo in campo dallo stesso ministero. Anzi, il 21 dicembre 2016 il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina aveva dichiarato <<dal I° gennaio 2017 (data poi slittata al I° luglio), sarà pienamente operativo e obbligatorio il registro telematico del vino che consentirà di eliminare i registri cartacei, compresi gli adempimenti connessi con la vidimazione>>. La dematerializzazione era presentata con un grande successo nonostante il sistema SIAN fosse tutt’altro che una semplificazione per le imprese.

Maurizio Martina e AAlessandro Regoli Winenews

Maurizio Martina e AAlessandro Regoli Winenews

<<Allora perché AGEA chiede le dichiarazioni su carta? >> penserete ancora voi << Assurdo, incredibile, il Ministero che non si fida del suo stesso data base>>.
La circolare di AGEA aveva scatenato reazioni furibonde: la FIVI Federazione Italiana di Vignaioli Indipendenti ha chiesto alle sue 1.100 cantine di attuare la disobbedienza civile e non mandare la dichiarazione cartacea. La stampa specializzata ha commentato con accuse e dileggio. Leggi tutto…

Ischia vintage appassionatamente

L’isola delle acque calde diventa quella delle piccole eccellenze enologiche con Ischia Vintage, curato da Ian D’Agata e destinato a un pubblico esclusivo 

Matilde Poggi, Marianna Mura, Antonio Ciccarelli, i coniugi Albanesi, Donatella Cinelli Colombini Ian D'Agata e Ampelio Bucci

Matilde Poggi, Marianna Mura, Antonio Ciccarelli, i coniugi Albanesi, Donatella Cinelli Colombini Ian D’Agata e Ampelio Bucci

Di Donatella Cinelli Colombini

Io e mio marito Carlo arriviamo a Ischia invitati da Ian D’Agata. E’ una situazione strana, in genere sono i produttori a invitare i giornalisti e non il contrario. Ian è un personaggio anticonformista anche da altri punti di vista. Conosce vini e produttori in modo enciclopedico ma i suoi giudizi sono spesso fuori dal coro, ha il coraggio delle grandi sfide come il libro The native Wine Grape of Italy sui vitigni autoctoni, il festival Contaminazioni che ha ringiovanito l’immagine dei vini piemontesi, oppure Vinitaly International dove ha trovato in Stevie Kim qualcuno che è addirittura più innovativo di lui. Insomma Ian è uno che cerca sempre nuove frontiere e infatti gli invitati a Ischia Vintage non sono “i soliti noti” bensì cantine in grado di sorprendere.

Ischia Vintage la sala da degustazione

Ischia Vintage la sala da degustazione

Produttori bravissimi come Ampelio Bucci il più grande interprete del Verdicchio, Marianna Mura con il suo straordinario Vermentino, Fausto Albanesi che a Torre dei Beati produce uno strepitoso Montepulciano d’Abruzzo. C’era anche Antonio Ciccarelli dell’Agenzia Marc de Grazia che ci ha fatto assaggiare una sorprendente  Gran Cuvée Spumante Brut Gini. Marc de Grazia non è un importatore come gli altri ma un vero talent scout che ha valorizzato Langa Inn – Barolo Boys, le piccole cantine irpine e più di recente i vini dell’Etna. Accanto a noi Matilde Poggi presidente FIVI Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti di cui anch’io faccio parte. Leggi tutto…


Autorizzare l’arricchimento dei mosti nel 2015? Assurdo!

Uniamoci alla Presidente FIVI Matilde Poggi per denunciare l’uso di mosto concentrato rettificato in un’annata in cui solo chi straproduce può averne bisogno

Matilde Poggi, Presidente FIV

Matilde Poggi, Presidente FIV

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello Casato Prime Donne

Il mosto concentrato rettificato MCR è zucchero d’uva liquido ottenuto da mosti di basso livello mediante l’uso di resine scambiatrici e successiva concentrazione. Arriva soprattutto dal Sud Italia e particolarmente dalla Sicilia che detiene la leadership mondiale di questo prodotto. Serve per l’arricchimento cioè per aumentare la gradazione delle uve poco mature nei Paesi, come l’Italia, dove lo zucchero, vero e proprio, non viene

Profumo di mosto selvatico

Profumo di mosto selvatico

permesso. Si perché in Francia, ad esempio, le cantine usano il normale saccarosio che costa 5 volte di meno del mosto concentrato.
Già questo dice molto sulla forza di pressione dei produttori di MCR rispetto al nostro ministero. Ma la cosa più sbalorditiva avviene quando, in presenza di un’estate molto calda, con contenuti zuccherini persino troppo alti nell’ uva vediamo Piemonte e Lazio autorizzare l’uso di mosti concentrati rettificati. Leggi tutto…

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