Tag Archive

Tag Archives: Foglia Tonda

Peposo, la ricetta di un piatto che racconta un territorio

E’ fra i piatti di carne più saporiti e facili della Toscana ma anche fra quelli con la storia più bella. Ecco la ricetta dei “cocciari” di Petroio

Consigli golosi di Donatella Cinelli Colombini

Peposo_ricetta_tipica_Toscana_FattoriaDelColle

Peposo_ricetta_tipica_Toscana_FattoriaDelColle

Petroio (Siena), delizioso borgo a 10 km dalla Fattoria del Colle, è conosciuto per la produzione di terrecotte fin dal Rinascimento. Vasi, orci, cassette decorate con festoni, volute, amorini … oggetti artistici ma anche materiali da costruzione come tegole e pavimenti . Come la più celebre Impruneta vicino a Firenze.

Due territori che sfruttano banchi di argilla di grande qualità per creare oggetti di terracotta rossa a Impruneta e ambrata a Petroio. Due territori che hanno in comune la ricetta del peposo, il saporitissimo spezzatino che veniva cotto nei forni delle terrecotte e dava ai maestri “cocciari” la forza per il loro faticosissimo lavoro. Pare che l’invenzione del peposo sia legata alla costruzione della cupola del Duomo di Firenze e all’enorme sforzo produttivo imposto dall’architetto Filippo Brunelleschi alle fornaci di Impruneta. Storia o leggenda il peposo è ormai per sempre legato alla più bella cupola mai realizzata al mondo e ai mattoni rossi con cui è costruita.
Inutile dire che il vino rosso è alla base della preparazione e del servizio in tavola del peposo. Quello che vi consiglio è il Cenerentola DOC Orcia prodotto alla Fattoria del Colle con uve autoctone –Sangiovese e Foglia Tonda-. Leggi tutto…

La vendemmia è finita e aspettiamo le 5 stelle e la pioggia

 2012 è stata una vendemmia incredibile, Donatella Cinelli Colombini è passata dal terrore per la siccità all’entusiasmo per un’uva  per il Brunello strepitosa

Donatella con l'uva per il Brunello

Donatella con l'uva per il Brunello

Un inverno freddo, con nevicate che hanno bloccato la gente in casa per un mese, ma anche un inverno arido in cui anche la neve ha rilasciato pochissima umidità nel terreno.

Dunque, l’estate 2012 è cominciata con alle spalle 12 mesi poco, anzi pochissimo piovosi, cioè con la metà dei 700 mm normali in questa zona della Toscana.

E’ a questo punto che arriva il bello!  Da giugno 3 mesi senza una goccia di pioggia con temperature sopra la media ma soprattutto cielo sempre limpido per cui le  ore di insolazione erano moltissime ogni giorno. Una situazione che ha messo a dura prova i vignaioli. Le cimature dei tralci sono state modeste e le foglie vicino ai grappoli sono state lasciate a proteggerli dal sole.  Il terreno vitato è stato zappato in modo da mantenere l’umidità sottostante, i grappoli sono stati diradati per due volte finchè sono diventati pochissimi. Leggi tutto…


Vendemmia anticipata e poca uva per Brunello e Doc Orcia

Nei vigneti di Donatella Cinelli Colombini l’uva è poca e probabilmente dovrà essere ancora diminuita con la vendemmia verde che aiuta le viti assetate

V-Lavigne,F-Bencini-B-Magnani-E-Luche dalle-viti-Foglia-Tonda

V-Lavigne,F-Bencini-B-Magnani-E-Luche dalle-viti-Foglia-Tonda

Oggi i vignaioli tagliano e gettano a terra una parte dei grappoli di Sangiovese.  Questa attività si chiama diradamento e serve a aiutare le viti messe a dura prova dal caldo e dalla mancanza di pioggia. I grappoli da togliere sono quelli non invaiati cioè quelli dove il cambiamento di colore da verde a blù è parziale o manca del tutto. L’invaiatura è un processo ormonale indotto dallo stress idrico, quando questo stress è eccessivo, come nel 2012, avviene molto lentamente oppure non avviene affatto. La vite, pianta saggia, in caso di difficoltà, abbandona una parte dei suoi figli, quelli meno promettenti perché più lontani al tronco legnoso . I vignaioli toglieranno proprio quelli.

La produzione è già scarsa e il diradamento la farà diminuire ancora ma poco importa se questo serve a ottenere un risultato migliore nei grappoli che restano. Quest’anno l’uva migliore è attesa nei vigneti su terreni argillosi, umidi e meno esposti al sole. Insomma da quelli che fin ora erano considerati meno qualitativi. Leggi tutto…

Cenerentola cresce: la sorellina diventa principessa

Donatella Cinelli Colombini vi presenta l’annata 2008 del vino principale della Fattoria del Colle, la Doc Orcia Cenerentola, una nuova principessa in rosso

Cenerentola Doc Orcia -Donatella Cinelli Colombini

Cenerentola Doc Orcia -Donatella Cinelli Colombini

Un grande vino rosso da bere subito o da conservare per anni. Cenerentola Doc Orcia è ormai la principessa sognata da Donatella Cinelli Colombini quando, nel 2001, ha deciso di produrre un vino resuscitando l’antico vitigno toscano Foglia Tonda abbandonato da quasi un secolo. Un sogno che ha richiesto oltre dieci anni di lavoro per capire questa vite tendenzialmente troppo produttiva e trasformarla nella compagna ideale per il Sangiovese. Lui elegante e austero, lei “piaciona”. Dieci anni di lavoro in cantina per individuare la botte e il legno più adatti e per capire la durata della maturazione. Alla fine eccola, Cenerentola, sontuosa elegante, moderna e toscana.

Tipologia: rosso secco.

Zona di produzione: Toscana, Trequanda, vigneti della fattoria del Colle.

Caratteri dell’annata: primavera molto piovosa che ha idratato il terreno consentendo alle viti di sopportare il forte caldo estivo senza grossi problemi. I tralci usati in funzione ombreggiante e il diradamento dei grappoli hanno agevolato la maturazione completa e regolare dell’uva

Uvaggio: 65% Sangiovese  (Brunello), 35 % Foglia tonda Leggi tutto…


Madame Lavigne e i luoghi comuni sull’enologia francese

[gplusone]

Valerie Lavigne, l’enologa dell’Università di Bordeaux che segue i nostri vini,  sembra voler sfatare tutti i luoghi comuni legati agli esperti di vino d’oltralpe. Barriques, Merlot, Cabernet e poca attenzione per l’ambiente? Macché

Barbara, Valerie e Donatella

Barbara, Valerie e Donatella

Moltissimi pensano che gli enologi francesi  usino solo barriques  e invece Valerie Lavigne le ha letteralmente espulse dalle cantine del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle. Ne restano solo alcune per fare gli esperimenti ma tutte le altre sono nei giardini a scopo decorativo oppure in una rimessa in attesa che il falegname le trasformi in mobili. Valerie Lavigne preferisce le botti piccole e medie per il Brunello.

Secondo luogo comune: agli enologi francesi piacciono Merlot, Cabernet, Chardonnay  ….  i vitigni principali della loro terra. Niente affatto!  Valerie Lavigne adora i vitigni autoctoni italiani e vuole usarli in purezza e in blend per  produrre vini in grado di scalare le classifiche mondiali. Sangiovese, Foglia Tonda, Canaiolo nero, Sagrantino …. Per lei il carattere di un territorio nasce dal terroir e dai vitigni storici.  Da questi bisogna partire per

Brunello Prime Donne e formaggio

Brunello Prime Donne e formaggio

raggiungere l’eccellenza qualitativa e soprattutto per dare emozioni  durante  la degustazione.

Infine un altro luogo comune: da noi c’è attenzione per l’ambiente  e in Francia meno. Sarà anche vero ma Valerie Lavigne ci ha chiesto di evitare  del tutto l’uso del  diserbo nei vigneti.

Il diserbo fa male all’ambiente, impoverisce i terreni e, non meno importante, contrasta con la produzione di uva di alta qualità.

Vi stupisce Madame Lavigne? Se venite nel nostro agriturismo in Toscana oppure  a fare una visita in cantina, vi proporremo  una degustazione di Brunello e della doc Orcia Cenerentola …. vini in cui c’è il suo tocco magistrale,  rimarrete sbalorditi. Sono vini armoniosi,  raffinati e con personalità da vendere.

Seguici su : f t g p fl is l y tripadvisor icon

Log In

Create an account