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Tag Archives: Gaja

Sito delle cantine aperte: un tormentone web

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2° parte sulla comunicazione digitale: sito delle cantine aperte: è difficile essere visibili ma l’assenza è mortale, solo Angelo Gaja può permettersela

Sito-delle-cantine-aperte-caprai-sagrantino

Sito-delle-cantine-aperte-caprai-sagrantino

Di Donatella Cinelli Colombini

Il turismo è particolarmente adatto al commercio elettronico per la sua stessa natura di vendere solo l’immagine dei prodotti e non i prodotti nel senso più fisico del termine. Per questo è presente in internet come nessun altro comparto economico. Anche gli italiani acquistano on line soprattutto viaggi, cioè voli aerei e prenotazioni alberghiere. Il livello tecnico delle proposte virtuali è spesso altissimo in tutti gli elementi della comunicazione: storytelling, digital pr, mobile strategy, social media marketing, web design ….. La competizione per avere visibilità e un’identità ben percepita è dunque fortissima e le nostre cantine, specialmente se medio piccole, fanno fatica partendo dal loro mondo di grappoli e botti.

Sito-delle-cantine-aperte-Frescobaldi

Sito-delle-cantine-aperte-Frescobaldi

Soprattutto perché nel turismo le dimensioni aziendali e la marginalità sul fatturato sono completamente diverse da quelle agricole. Ecco che la scarsità di risorse economiche pesa anche sull’immagine virtuale, che invece avrebbe bisogno di qualcuno capace di intervenire ogni giorno aggiornando il blog collegato al sito, promuovendo notizie e immagini nel social network (Facebook, Twitter, Istagram, YouTube, Google+ ….) secondo una coerente strategia di web marketing corretta anche sotto il profilo SEO. Leggi tutto…

Bolgheri, il Bordeaux della Toscana, alla ricerca di identità

Igt, Bolgheri Doc, Sassicaia Doc, una gran confusione definita “il solito pasticcio all’italiana”che però ha dato vita ad alcuni dei migliori vini al mondo

Sara Mazzeschi

Viale dei cipressi, Bolgheri

Viale dei cipressi, Bolgheri

Sassicaia, Paleo, Super Tuscan , vini toscani per lo più della zona di Bolgheri, tra i più apprezzati ma allo stesso tempo ritenuti il tipico esempio del caos italiano perché vini da tavola dai costi esorbitanti. Questo è più o meno quello che il mondo sa su di loro ma non è proprio la verità! Molti di questi vini hanno ottenuto – faticosamente – la Denominazione di Origine Controllata e Bolgheri è da anni teatro di discussioni, modifiche al disciplinare, acquisizioni da parte di grandi investitori. Un’area in pieno fermento dove “identità” e “terroir” sono sentiti più che mai perché se da una parte sono punto di partenza per la produzione enologica, dall’altra non c’è ancora un’idea precisissima di dove sia la zona, pur conoscendo ed apprezzandone i vini. Leggi tutto…


Le cantina star del turismo del vino

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Sono le cantine e i produttori italiani più famosi del mondo i luoghi dove ogni wine lover vorrebbe entrare e proprio per questo sono anche le più inaccessibili

Sassicaia

Sassicaia

Di Donatella Cinelli Colombini esperta in turismo del vino

Continuiamo la nostra panoramica sulle cantine italiane aperte al pubblico e parliamo dei luoghi cult, quelli che producono i vini da mito destinati alle tavole dei miliardari, degli attori famosi, delle rock star e dei wine lover  più esigenti. Non mi riferisco però ai produttori come Bruno Giacosa oppure Quintarelli che ottengono altissime  quotazioni nelle aste dei vini di lusso ma sono noti soprattutto ai collezionisti e grandi esperti di vino.

Mi riferisco a vini come Sassicaia, Gaja, Biondi Santi, Ornellaia …  Quando

Gaja

Gaja

Madonna è stata intervistata nel programma tv “Che tempo che fa”, il giornalista Fabio Fazio le ha offerto una bottiglia di Sassicaia, lei l’ha presa in mano e l’ha riconosciuta immediatamente. Questo è un vino da mito Leggi tutto…

La tragicomica dei moduli cinesi del vino sbagliati

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I moduli anti–dumping del Governo Cinese sulle cantine europee tra traduzioni maldestre, pioggia di e-mail e rischio di super tassa sull’export di vino in Cina 

cinesi vino e tasse d'importazione

cinesi vino e tasse d'importazione

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini 
Tutto inizia qualche mese fa con i produttori tedeschi di pannelli solari che riescono a ottenere una tassa su quelli cinesi importati in Europa.
Il I° luglio le autorità cinesi rispondono con un’indagine sul vino europeo esportato in Cina e finalizzata a verificare chi ha usufruito di fondi OCM per la promozione del vino nel loro Paese. Tutte le cantine che vogliono esportare nel gigante asiatico devono dichiararsi disponibili a una verifica da parte delle autorità cinesi.
Senza questa dichiarazione la Cina applicherà un dazio superiore.
I documenti da riempire sono quattro di cui due da compilare in cinese. Devono arrivare in Cina entro il 22 luglio. Comincia una pioggia di e mail da parte di Ministero, Federdoc, Consorzi al ritmo di uno ogni ora. E inizia una corsa col tempo con intoppi di vario genere. Traduzioni delle istruzioni cinesi per la compilazione quasi incomprensibili. Il Ministero che si rende disponibile a tradurre dall’italiano al cinese i moduli ma dichiara di non sapere se riuscirà a tradurli tutti. In effetti nei nostri c’era il riferimento all’ufficio legale della Berlucchi. Leggi tutto…


La qualità del vino che non si beve

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Gli elementi immateriali del vino valgono quasi 2/3 del valore percepito delle bottiglie e sono storia, territorio, packaging, brand, fama, mercato, prezzo

Canelli OICCE I valori immateriali

Bersanetti, Gallo, Mainardi, CinelliColombini, Macchi, Baldini

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Siamo all’Enoteca Regionale di Canelli ospiti di OICCE. Qui, dove la densità dei vigneti è forse la più alta in Italia e le cantine Gancia e Riccadonna sono parte del centro storico del paese, è difficile dire che, nel vino, l’immaginario supera il reale. Eppure è vero. Il valore percepito di una bottiglia va molto oltre la qualità del liquido che c’è dentro. Un esempio eclatante è il Lafite del 1787 di Thomas Jefferson venduto per 156.000 $. La qualità del vino all’interno non è così importante <<ma la storia della bottiglia si>> dice Giusi Mainardi che insegna proprio storia del vino all’Università di Torino.
La storia dunque, ma non solo. Il territorio del vino che diventa protagonista con il turismo -e qui entro in campo io- oppure diventa unico come i terrazzamenti della viticultura eroica che Gianluca Macchi del Cervim ci racconta. Poi c’è la qualità raccontata, la comunicazione sul vino che Fabio Gallo dell’AIS guarda con occhio critico << ce n’è così tanta che il vino rischia di morire di troppa comunicazione>>. Leggi tutto…

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