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Tag Archives: Ian D’Agata

Vitigni autoctoni diffidate dalle imitazioni

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I vitigni autoctoni cominciano a globalizzarsi. Bisogna puntare su quelli rari: i vini sono difficili da produrre ma attraggono i turisti e hanno prezzi alti

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda

Di Donatella Cinelli Colombini, Doc Orcia, Cenerentola

Non c’è tempo da perdere; bisogna valorizzare i vitigni autoctoni rari che sono coltivati solo nel loro luogo di origine. In Australia cominciano a produrre Nero d’Avola, Vermentino, Fiano, Arneis, Dolcetto, Sagrantino e Teroldego. Le chiamano varietà alternative cioè non internazionali come sono invece Merlot, Cabernet e Chardonnay. In realtà si tratta di un primo passo verso la globalizzazione dei maggiori vitigni autoctoni italiani che rischiano di perdere la loro caratteristica identitaria come prima è successo al Syrah – Shiraz, oppure al Prosecco.
Non si tratta di un problema piccolo. Infatti l’Australia è un “market driven” cioè indirizza la produzione in base alle vendite, come gli USA che, tuttavia, a causa della dimensione del Paese ha dinamiche più lente. La svolta australiana verso i vitigni autoctoni abbandonando i “soliti noti” così come verso un maggiore collegamento fra vini e territori di origine, deve suonare, per noi, come un’opportunità e insieme come campanello di allarme. Significa che i consumatori

Uvalino-Cascina-Castlet-Mariuccia-Borio

Uvalino-Cascina-Castlet-Mariuccia-Borio

chiedono qualcosa di diverso e di più originario. Per le cantine italiane la cosa è estremamente favorevole, siamo infatti il Paese con il maggior numero di vitigni autoctoni al mondo e siamo fra quelli che hanno costruito la piramide qualitativa sull’origine dell’uva, IGT, DOC e DOCG. Un’opportunità che contiene anche una minaccia perché, come abbiamo visto, c’è già chi pianta vitigni autoctoni italiani e forse riuscirà anche a produrre degli ottimi vini.
Ma cosa possiamo fare di fronte a colossi stranieri di enorme forza commerciale come Yellow Tail, Hardys, Lindemans oppure Jacobs Creek, per parlare solo dei grandi player australiani? Leggi tutto…

Vinitaly e vitigni autoctoni che saranno famosi

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Mai sentito parlare di vitigni orseleta, uvalino, canaiolo bianco, catalanesca, asprinio, minutolo, nascetta? Grazie alle Donne del Vino saranno famosi

vinitaly2017-DonneDelVino-Vinitaly2017-stand

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

Questi sono solo alcuni dei vitigni rari che le Donne del Vino stanno coltivando e fanno assaggiare a Vinitaly 2017 in due degustazioni che rimarranno memorabili. Nelle schede dei vini il racconto di un lavoro tenace, durato per anni e spesso solitario, per salvare i vitigni dall’estinzione.
Da vere “madri adottive” le cantine delle Donne del vino hanno sperimentato e spesso trovato i sistemi di allevamento, vinificazione e maturazione, capaci di valorizzare il potenziale enologico di queste viti quasi scomparse. Alla fine hanno avuto il coraggio di fare vini con questi vitigni autoctoni rari in purezza. Una sfida coraggiosa, visionaria, pazzesca … ma piena di amore.
Ian D’Agata guida i due assaggi di Vinitaly di fronte a 60 membri della VIA – Vinitaly 17800384_10210591780048904_4735420762165480295_nInternational Academy e ad 80 buyer e giornalisti invitati dalla fiera veronese (9 aprile ore 15-17,30 Sala Tulipano). Proprio per adattarsi a questo pubblico internazionale entrambe le degustazioni sono solo in inglese.
VIA– VINITALY INTERNATIONAL ACADEMY
VIA è un autentico gioiello: riunisce super – opinion makers già molto noti nei loro Paesi di origine come Master of Wine e Master Sommelier, che vengono formati per diventare ambasciatori del vino italiano nel mercati più importanti del mondo. Il direttore scientifico Vinitaly International Academy è Ian D’agata, senior editor di Vinous, autore di “Native Wine Grapes of Italy”, unico libro scritto da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year.
Ian D’Agata è il vero eroe dell’ “operazione autoctoni rari” delle Donne del Vino. Nei due mesi passati, il giornalista italo-canadese ha saputo rendere persino divertente la lunga preparazione dei due eventi. Quando gli ho scritto <<Ian abbiamo troppi vini le Donne del Vino si sono scatenate e hanno aderito in massa alla nostra richiesta>> lui mi ha risposto << donne scatenate, sono il mio sogno!>> oppure quando Vinitaly ci ha concesso mezz’ora in più per la degustazione del 9 aprile e quindi la lista ristretta che gli avevo chiesto non serviva più <<ma come … con tutta la fatica che ho fatto per selezionare … se ti acchiappo!>>. Leggi tutto…


Vinitaly delle Donne del vino

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Donne del Vino a Vinitaly 2017: scelta coraggiosa che punta sulla difesa dei vitigni italiani e particolarmente su quelli più rari e quasi estinti

Donatella-Cinelli-Colombini-Violante-Gardini-Vinitaly-delle-Donne

Donatella-Cinelli-Colombini-Violante-Gardini-Vinitaly-delle-Donne

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Le prime due donne siamo io e Violante, il nostro stand è al Padiglione 6 D4. Da noi potrete assaggiare dei meravigliori Brunello 2012 di purissimo Sangiovese – vitigno autoctono non raro ma prelibato. Per chi ama anche il sigaro martedì alle 16 degustazione del nostro Passito di Traminer e del Chianti Classico “Mauro” dell’Agricola Tamburini con il sigaro nello stand degli amici del Toscano fra i padiglioni 7 e 8. Non mancate è a numero chiuso!

Vinitaly-degustazione-Donne-del-Vino-vini-da-vitigni-autoctoni-raril

Vinitaly-degustazione-Donne-del-Vino-vini-da-vitigni-autoctoni-raril

DONNE DEL VINO

Un’azione che vedrà protagoniste la maggior parte delle Donne del Vino produttrici e si riassume nella parola autoctono. <<Durante Vinitaly 2017 i vitigni italiani saranno protagonisti di sei iniziative legate dallo stesso tema e principalmente la degustazione di  vini ottenuti da viti autoctone di cui esistono meno di 50 ettari di vigneto>> ha spiegato la presidente Donatella Cinelli Colombini facendo riferimento alle tre degustazioni dedicate a Falanghina, vitigni toscani complementari del Chianti, Brunello oltre che alla distribuzione di viti pugliesi e alla carta dei vini della cena evento che concluderà Vinitaly. Leggi tutto…

Collisioni: il debutto rock della Doc Orcia

Le Langhe nella loro più abbagliante bellezza fanno da cornice a Collisioni: musica, vino, cultura in una girandola di incontri al top

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle

Concerti di Elton John, Mika, Modà, Marco Mengoni, Niccolò Fabi, Negramaro. Oltre centomila persone ogni sera per un’operazione culturale senza eguali in Italia che letteralmente rivoluziona la tranquilla vita di Barolo. Il centro storico chiuso al traffico e i parcheggi iniziano a molti chilometri di distanza e sono allestiti in campi illuminati da cellule fotoelettriche. Da li si arriva in paese con i bus. Anche l’antico borgo è trasformato con i palchi dei talk show nelle piazze e gli stand gastronomici nelle strade. Ma non pensate a uno stile “fiera paesana” qui tutto è al massimo e persino il ristorante sotto i gazebo è gestito dallo chef Massimo  con due stelle Michelin Massimo Camia.

Collissioni

Collissioni

Ma non solo musica! Ci sono poi incontri con personalità della cultura prima fra tutti il Premio Nobel Svetlana Aleksievic e poi una raffica di opportunità capaci di aprire il cuore e la mente. Sul palco Wine&Food arrivano le contaminazioni: gli scrittori Richard Ford e Michel Houllebecq, il regista Aton Egoyan, gli intellettuali Corrado Augias, Beppe Severgnini, i cantanti Francesco Guccini, Emma, Loredana Bertè, Ron, Alessandra Amoroso, Noemi, Francesco Renga, Nek, Ligabue, … e persino politici come il Ministro Maurizio Martina. Leggi tutto…


Le bottiglie pesanti danno immagine o danno all’ambiente?

Dieci anni fa usare bottiglie pesanti era un elemento di distinzione oggi fa sembrare la cantina poco rispettosa dell’ambiente. E’ l’ora di cambiare?

riciclo vetro

riciclo vetro

Di Donatella Cinelli Colombini  Brunello Casato Prime Donne

Più grande e visibile sullo scaffale, più costosa e ben fatta, un tempo la bottiglia pesante era un complemento quasi indispensabile dei vini di lusso come il tappo lungo che richiedeva un vero esercizio fisico per essere estratto.
Poi la maggiore sensibilità all’ambiente ha spinto tutti a riflettere su questa scelta. Infatti, benché il vetro sia fra i prodotti più riciclabili e riciclati, richiede comunque una bella dose di energia per essere fuso mescolato e rimodellato in nuovi oggetti. Per questo i mercati dove i consumatori sono più attenti all’ambiente storcono il naso di fronte alle splendide bottiglie pesanti. Leggi tutto…

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