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Wine tours, cantine e strane domande

Tour dopo tour, anno dopo anno, le domande dei turisti in cantina sono state tante e diverse ma alcune, più che altro, strane…davvero strane!

Wine tours a casato Prime Donne, Montalcino

Wine tours a casato Prime Donne, Montalcino

Di Sara MazzeschiFattoria del Colle

Uno degli aspetti più entusiasmanti  del mio lavoro a Fattoria del Colle è il tempo che passo in cantina o in giro per la struttura con i turisti. Sia qua che a Casato Prime Donne a Montalcino è davvero bello mostrare a inesperti o appassionati wine lovers dove produciamo e affiniamo Chianti, Doc Orcia e, nel caso dell’altra azienda, Brunello.

Ho sempre pensato che far conoscere alle persone ciò che sta “dietro” ad una bottiglia, quanti sforzi e decisioni difficili portano – si spera – ad un vino di alta qualità, è l’aspetto più importante del mio parlare e raccontare, per questo sono sempre contenta quando leggo curiosità nelle facce di chi mi segue e quando mi vengono fatte domande . Va detto, non c’è limite a ciò che mi è stato chiesto, ogni volta che penso di aver sentito tutto arriva un ragazzino sveglio o un professore che solleva gli occhiali per guadarmi meglio e…resto senza parole! Leggi tutto…

Violante in Nuova Zelanda

Beach Bach

Beach Bach

Spiagge della Nuova Zelanda

Spiagge della Nuova Zelanda

vigneti della Nuova Zelanda
vigneti della Nuova Zelanda

Violante e gli altri corsisti del Master OIV (Organisation internationale de la vigne et du vin) stanno visitando le cantine della Nuova Zelanda e sono affascinati dalla bellezza incontaminata di questo paese.

Ciao a tutti dalla Nuova Zelanda. Qui la natura è molto bella e hanno dei Sauvignon Blanc eccezionali!  Ieri siamo stati in un posto favoloso, si chiama Waiheke Island. E’ un’isola talmente bella che non sono più sicura che il mio paese preferito sia il Sud Africa.

Abbiamo dormito in un posto stranissimo, dentro i vagoni letto di un vecchio treno. Era freddo e per andare in bagno bisognava andare fuori… comunque sono sopravissuta anche a questo!
Oggi invece abbiamo visitato la cantina “Pegasus“. Ve la ricordate? Quella che produce il vino Prima Donna. Hanno più di una gamma e producono i vini Prima Donna sono in annate speciali e in poche bottiglie. E’ un Pinot noir.
Mi hanno regalato una bottiglia perché la porti nella nostra cantina Casato Prime Donne a Montalcino, vedrò come fare per metterla in valigia senza rischiare il disastro.

Domani, uno dei figli del proprietario parte per stare 6 mesi in Italia, l’ho invitato a venirci a trovare!
Abbiamo fatto una traversata di 5 ore nelle montagne, che fatica! E dopo l’ultima cantina alle 8.30 finalmente siamo arrivati in hotel dove staremo solo stanotte.
L’avventura continua!

Violante Gardini


Brunello di Montalcino 2006 Camicia Rossa – Per celebrare i centocinquant’anni dall’unità d’Italia

A centocinquant’anni dall’Unità d’Italia Donatella Cinelli Colombini onora la memoria del suoi antenati con l’edizione limitata del Brunello Camicia Rossa

Per Donatella Cinelli Colombini i centocinquant’anni dall’unità d’Italia sono l’occasione per onorare gli antenati che maggiormente hanno partecipato alle lotte d’indipendenza: Angelo e Guelfo Guelfi. A loro è dedicata una piccola selezione di 1000 esemplari di un grandissimo Brunello di Montalcino Prime Donne  2006, vendemmia cinque stelle.

L’etichetta disegnata dal pittore Alessandro Grazi, è la camicia rossa del generale Garibaldi che

BRUNELLO 2006 CAMICIA ROSSA - Per celebrare i centocinquant’anni dall’unità d’Italia

BRUNELLO 2006 CAMICIA ROSSA - Per celebrare i centocinquant’anni dall’unità d’Italia

sembra avvolgersi a coprire interamente la bottiglia. La scritta in verticale, con il nome del vino,  è conclusa in alto da una coccarda tricolore con al centro una colomba bianca simbolo di pace e della cantina Casato Prime Donne di Montalcino in cui è stato prodotto il Brunello.
Dietro è riportata la dedica di Donatella Cinelli Colombini << La camicia rossa, vestita da Garibaldi e dai suoi soldati, è oggi indossata dal mio meraviglioso Brunello 2006 che vi invito a bere ricordando la generosità e il coraggio di chi, come i miei antenati, ha reso libera e unita l’Italia>>.
Il Brunello “Camicia Rossa” è  riservato ai membri del Club Donatella Cinelli Colombini fino al 30 aprile. Per entrare nel club basta  acquistare  nelle cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle a Trequanda e  al negozio “Toscana Lovers” in Via delle Terme 33, a Siena.Per informazioni pr@cinellicolombini.it

Cenni Storici

Angelo e Guelfo Guelfi
Angelo Guelfi
e gli altri patrioti maremmani si trovarono davanti Giuseppe Garibaldi in modo inaspettato e improvviso alla fine dell’agosto 1849. La moglie del generale, Anita , era morta pochi giorni prima nelle paludi di Comacchio. Il generale e il capitano Leggero avevano attraversato l’Appennino a piedi braccati dall’esercito austriaco. Erano sfiniti, soli, senza mezzi né guida. Angelo Guelfi e i suoi amici patrioti toscani nascosero Garibaldi nelle loro case tenendo segreta la presenza del Generale persino ai loro familiari. Fu così che l’impresa ebbe successo e, benché la polizia granducale tenesse d’occhio i patrioti e soprattutto il Guelfi per le sue simpatie liberali, il 2 settembre, Garibaldi prese il mare a Cala Martina e qualche giorno dopo giunse sano e salvo nella terra amica di Liguria.
Angelo Guelfi aveva un figlio di 12 anni di nome Guelfo al quale, molto tempo dopo e in gran segreto, raccontò del suo incontro con Garibaldi. Il giovane ereditò il patriottismo del padre e, in occasione della seconda guerra di indipendenza, si arruolò volontario nei Cacciatori delle Alpi. Sotto il comando di Garibaldi combatté a Bezzecca. Aveva una lettera del padre diretta al Generale e Garibaldi lo ricevette immediatamente presentandolo ai figli con parole di gratitudine affettuosa.
Molto più tardi, nel 1889, Guelfo Guelfi raccontò la fuga di Garibaldi attraverso la Toscana in un opuscolo intitolato Dal molino di Cerbaia a Cala Martina, che servì a finanziare il monumento eretto  per ricordare i 21 patrioti toscani che aiutarono il Generale.

Per maggiori informazioni e foto:

Alessia Bianchi

Fattorie di Donatella Cinelli Colombini

+39 0577 662108

pr@cinellicolombini.it

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Antonio Gnassi

press@cinellicolombini.it

Fattoria del Colle: entrano le botti in cantina ed escono le barriques

I vini Orcia Doc della Fattoria del Colle iniziano il loro affinamento nelle nuove botti di rovere Allier appena arrivate in sostituzione delle barriques
Le barriques escono dalla cantina

Le barriques escono dalla cantina

ed entrano le botti

ed entrano le botti

Tempo di travasi nelle cantine di Donatella Cinelli Colombini. Con un po’ di ritardo a causa di una fermentazione malo-lattica insolitamente lunga, i vini 2010 iniziano finalmente il loro sonno nei contenitori in legno. Seguendo le istruzioni dell’enologa Valérie Lavigne quasi tutte le barriques sono uscite dalla cantina della Fattoria del Colle dove ne rimangono solo 12. Sono arrivate le botti da 30 hl realizzate in Italia con rovere Allier. Le vecchie barriques si trasformeranno in mobili e pavimenti. Sono alcune rimarranno alla Fattoria del Colle per arredare i giardini in cui avvengono le feste e i matrimoni.


Tassa di scopo. Ma davvero siamo sicuri di fare un piacere al turismo italiano?

  • Pubblicato in Forum

I comuni con le casse vuote cercano soldi dai turisti. Dal punto di vista delle amministrazioni locali la tassa di scopo o di soggiorno è un modo per ripagare le spese sostenute dalle città per aumentare la propria attrattività; concerti, mostre, decoro urbano, promozione ed altro, tutto ciò che serve a far tornare chi è già venuto e a trasformare l’esperienza di viaggio in qualcosa di unico e emozionante.

Donatella Cinelli Colombini

Donatella Cinelli Colombini

I comuni hanno ragione nel lamentare la mancanza di risorse e, mentre i cittadini hanno sempre più bisogno di aiuto, rimane da vedere se la tassa di scopo sia la via giusta per finanziare case di riposo, asili nido, assistenza domiciliare, trasporto pubblico e altri servizi. Ci sono infatti da considerare due aspetti. In primo luogo la tassa andrebbe a gravare solo sulle strutture ricettive e non sugli altri comparti afferenti al turismo come ristoranti, guide turistiche, agenzie di trasporti e simili. Colpirebbe gli alberghi e non i turisti perché i prezzi delle camere sono stati decisi da mesi e sono già pubblicati nei cataloghi dei tour operator e nei siti Web. Va considerato, a questo proposito, come gli alberghi italiani siano alle prese con un autentico crollo dei ricavi collegato allo sviluppo di Internet e soprattutto dei potentissimi network di prenotazione online come (Expedia o Trip Advisor) che arrivano a chiedere commissioni del 30% sul listino e li costringono a competere sui prezzi in una corsa costante al ribasso. I 33.000 alberghi italiani, per la quasi totalità piccoli e a conduzione familiare, non hanno la forza di costruire alternative come fanno le catene alberghiere straniere e reagiscono riducendo il personale, i servizi e gli investimenti.

Continuando di questo passo avremo presto una ricettività degna del terzo mondo. Se non bastassero i voli aerei insufficienti, i treni ad alta velocità insufficienti, le autostrade insufficienti e i servizi pubblici urbani insufficineti… a ostacolare l’arrivo dei turisti e a scoraggiarli sarà poi la qualità degli alberghi. In questa situazione la tassa di soggiorno sembra voler accelerare il declino del turismo italiano che ha tante cause ma purtroppo tragici effetti visto che il settore ha in Italia oltre un milione di addetti e due e mezzo nell’indotto. Il turismo è l’unica industria su cui l’Italia può scommettere per il suo futuro, l’unica prospettiva occupazionale e reddituale con qualche probabilità di tenuta sulla concorrenza estera.

Parlo di probabilità perché il grande patrimonio artistico, l’offerta enogastronomica e la bellezza del territorio potrebbero non bastare di fronte a una concorrenza estera che mette in campo sistemi organizzati sempre più sbalorditivi, nuovi e ben comunicati. L’Italia é una squadra di campioni senza uno schema di gioco che perde con avversari più deboli ma meglio organizzati. La tassa di scopo rischia di far scoraggiare anche quelli che ancora giocano per vincere.

A tutto questo voglio aggiungere una seconda considerazione: siamo sicuri che la tassa di scopo renda? Gli alberghi che chiuderanno o manderanno una parte dei dipendenti in cassa integrazione, il mancato apporto di denaro dei turisti che andranno in Spagna o in Tunisia, alla fine ci costeranno più della tassa? In una città d’arte come Roma la spesa giornaliera media dei turisti supera i 100 Euro, questo significa che se la tassa di scopo innescherà una turbativa e i pernottamenti caleranno del 2% – cosa tutt’altro che improbabile – ecco che i 50 milioni di Euro che il Comune spera di intascare andranno in fumo perché in città arriveranno comunque 50 milioni di Euro in meno. Se poi la tassa verrà adottata da un comune meno famoso, meno unico e senza un aeroporto internazionale come Roma, la probabilità del tracollo economico e occupazionale innescato dal calo del turismo diventa molto più probabile.

Io ho detto la mia sulla tassa di scopo evidenziando grossi dubbi sulla sua utilità ma vorrei sentire cosa ne pensate voi.

Donatella Cinelli Colombini

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