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Cantine profitti e assunzioni di export manager

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Export manager, addetti al commerciale e esperti di e-commerce; le cantine italiane guadagnano e sono alla ricerca di chi sa vendere il vino

Nomisma-Denis-Pantini-richeste-di-export-manager

Nomisma-Denis-Pantini-richeste-di-export-manager

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Le imprese enologiche hanno due principali obiettivi: vendere di più e ottimizzare la produzione. Nell’ordine vorrebbero penetrare i mercati esteri (61%), aprirsi al turismo del vino e alla vendita diretta (51%), ridurre i costi (49%), trovare nuovi canali distributivi in Italia (47%) migliorare la qualità dei propri prodotti (34%), puntare sul biologico (24%) e sull’e-commerce (23%).
Se tuttavia andiamo a vedere in quali reparti vorrebbero assumere degli specialisti oppure acquisire nuove competenze la successione delle voci della stessa lista cambia completamente e gli addetti al commerciale (51%) schizzano in vetta seguiti dagli export manager (40%) e dall’e-commerce (35%).

Vini e Capricci Gozo Donatella Cinelli Colombini guida la degustazione 2

Vini e Capricci Gozo Donatella Cinelli Colombini guida la degustazione 2

Sorprende lo scarso interesse per le competenze che riguardano l’incoming turistico e la vendita diretta ma un simile atteggiamento riflette l’illusione tutta italiana che << i turisti verranno sempre>> e che basti aprire la porta perché qualcuno entri a comprare. In realtà fra tutti i settori quello turistico è l’unico in piena crescita ma, a causa delle sue dimensioni enormi (1.200 miliardi contro i meno di 80 del vino) richiede professionalità molto sofisticate sia a livello nazionale che nelle imprese. Leggi tutto…

Il futuro del vino è rosa per WineMonitor di Nomisma

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Rosè, biologico, vini premium, enoturismo ecco in trend del vino italiano raccontati da WineMonitor di Nomisma oltre alle bollicine regine dell’export

Nomisma-WineMonitor ai Georgofili

Nomisma-WineMonitor ai Georgofili

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Georgofili, la più antica istituzione del mondo dedicata all’agricoltura, fondata nel 1753, quasi un tempio dedicato allo studio di agricoltura, ambiente e alimenti. Parlare in un posto simile è un privilegio e mette soggezione anche perché i relatori siedono in un alto banco che somiglia a quello di un rettorato universitario. Mi sento privilegiata e emozionata.
L’incontro è organizzato da Silvana Ballotta la vulcanica CEO di Business Strategies, che è sempre un passo avanti a tutti in materia di export e mercati mondiali. Accanto a me siedono Lamberto Frescobaldi, Guido Folonari e Sergio Zingarelli pronti a commentare il libro Wine Marketing che viene presentato dal suo autore Denis Pantini responsabile Nomisma WineMonitor. Un volume che contiene dati su produzione consumi e export di vino oltre a un elenco di 125 pagine con i principali importatori in

LambertoFrescobaldi-GuidoFolonari,-SilvanaBallotta

LambertoFrescobaldi-GuidoFolonari,-SilvanaBallotta

Europa e Stati Uniti curato da Agra Editrice (che è anche l’editore dei miei manuali).
Dall’incontro emergono spunti nuovi e, in certi casi persino inaspettati soprattutto nel focus sulla Toscana. Le esportazioni sono letteralmente trascinate dal Prosecco, le bollicine segnano infatti un + 240% negli ultimi 10 anni contro un + 56% dei vini rossi. I prezzi medi all’export sono sempre stati la nota dolente delle bottiglie tricolori ecco che se la Nuova Zelanda vende a 4,9 € al litro i bianchi ed a 7,31€ i rossi, noi italiani, nel 2017 abbiamo fatturato rispettivamente a 2,8€ e 4,37€ il litro. Tuttavia stiamo migliorando, negli scorsi 5 anni, l’aumento medio dei prezzi è stato positivo: uno spettacoloso +36% in Piemonte e un buon + 24% in Toscana. C’è tuttavia una nota dolente: nello stesso arco di anni i volumi sono cresciuti in Piemonte del 6% e calati in Toscana del 12%. Leggi tutto…


Il futuro del Brunello secondo Vivino e Nomisma

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Nel presente ci sono i giovani wine lovers USA ma nel futuro del Brunello ci sono i Cinesi. Da migliorare social, e-commerce e l’immagine eco-friendly

Futuro-del-Brunello-tavola-rotonda-50°-anniversario-Consorzio

Futuro-del-Brunello-tavola-rotonda-50°-anniversario-Consorzio

Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne

Il Consorzio del Brunello celebra il suo 50° compleanno con due convegni dedicati al passato e al futuro della denominazione. Lo sguardo in avanti è affidato a Nomisma e Vivino
Cominciamo dal portale con il maggior catalogo mondiale di vini: Vivino 10 milioni di referenze provenienti da 200.000 cantine. Ogni giorno avvengono 500.000 ricerche ma gli utenti totali nel mondo sono 24 milioni di cui due in Italia. Si tratta, per la maggior parte, di wine lovers competenti infatti il loro giudizio sui vini rispecchia quello dei grandi critici. Siccome ogni ricerca o recensione lascia una traccia misurabile, Vivino fornisce anche tendenze e opinioni. Ecco dunque che i vini italiani che interessano di più sono i rossi del

degustazione-Brunello-storico-in-occasione-del-50°-anniversario-del-Consorzio

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centro. Ma la tipologia più popolare è il Barbera, seguito da Barolo,Chianti Classico e Brunello.
L’interesse per il Brunello cresce in inverno, le marche più conosciute sono in ordine decrescente Banfi, Frescobaldi, Barbi e Biondi Santi. Il brand montalcinese che ha accresciuto maggiormente l’interesse dei wine lovers è Ciacci Piccolombini ma anche il mio Brunello ha aumentato il suo appeal di un bel 39%. Le parole più usate per descrivere il Brunello sono tabacco, cuoio, terra, liquirizia, ciliegia, tannino, complessità, eleganza. Leggi tutto…

Vino bianco: è l’anno dellla riscossa

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Il simbolo della rinascita dei bianchi italiani è il Lugana. Nei ristoranti meno caraffe e più bottiglie, cresce il vino al bicchiere e le bollicine fanno il botto

vino-bianco-Sanchimento-IGT-Toscana-Donatella-Cinellicolombini

vino-bianco-Sanchimento-IGT-Toscana-Donatella-Cinellicolombini

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana IGT, Fattoria del Colle

Nella ristorazione meno caraffe e più bottiglie; anche se i volumi di sfuso sono ancora molto alti gli acquisti di bottiglie aumentano mentre quelli di sfuso sono stazionari sia in valore che in quantità.
Aumentano anche i calici vista la diffusione dei locali che propongono vino al bicchiere.
Il grande protagonista 2016 è il bianco – trascinato avanti dalle bollicine – che negli acquisti all’ingrosso della ristorazione ha superato il business dei rossi con uno strepitoso +8% in valore a fronte di un +3,8% dei rossi (Iri-Sales Out pubblicato da “Ristoranti” febbraio 2017).

Vino-bianco-è-l'anno-della-riscossa?

Vino-bianco-è-l’anno-della-riscossa?

Degna di nota anche la performance dei rosati che finalmente, anche nei ristoranti italiani, diventano di tendenza. Ancora dall’indagine IRI qualche curiosità sullo shopping dei ristoranti: la tipologia di vino con maggior aumento è il Sangiovese ma quella che ha visto crescere di più il suo prezzo al litro è il Lugana.
Anche i dati, analizzati da WineNews, confermano: i bianchi italiani sono adesso 25,6 milioni di ettolitri salendo ben sopra i volumi consueti. Un cambiamento che ha prodotto effetti anche negli investimenti e infatti i dati UIV indicano che i nuovi vigneti sono, nel 57% dei casi, di uva bianca. Leggi tutto…


Web e cantine aperte: una scelta obbligata

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Web delle cantine: le difficoltà di essere visibili in un mondo virtuale dove il turismo è protagonista e investe tantissimo ma non esserci è mortale

web-e-cantine-aperte-una-scelta-obbligata

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Di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2015 Nomisma, ha intervistato 1200 aziende agricole scoprendo che 6 agricoltori su 10 usano internet tutti i giorni per lavoro, il 18% ha lo smartphone o il tablet ma solo una piccola minoranza ha un sito internet. Il dato corrisponde a quello del CNR secondo il quale solo il 5% delle aziende agricole, che sono circa 1.2 milioni, ha un sito ma questa percentuale è nettamente più alta fra le imprese che producono vino.
Se poi esaminiamo la qualità di questi siti vediamo che molti non sono responsive cioè non sono navigabili con il cellulare, quasi tutti hanno evidenti errori nella struttura e nei contenuti per cui non sono indicizzabili. Molti sono solo in italiano e hanno un

web-e-cantine-aperte-una-scelta-obbligata

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caricamento lentissimo con un risultato sgradevole per chi li confronta alle immagini virtuali delle cantine di California, Francia o Sud Africa. Il problema nasce dal livello tecnico insufficiente e dallo scarso aggiornamento di molte agenzie “di campagna” cioè fuori dai centri come Milano o Bologna dove ci sono Università di ingegneria e un fitto tessuto industriale. Il risultato è spesso un sito inadeguato a promuovere il vino e il turismo del vino. BeSharable ha effettuato una ricognizione nelle cantine medie e piccole, cioè in quelle che maggiormente trarrebbero profitto da una buona attività on line scoprendo che il 43% ne aveva piena consapevolezza e voleva attivare nuovi canali di comunicazione web entro il 2015. Leggi tutto…

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