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Doc Toscana Rosso – lettera aperta

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Lettera aperta all’Assessore Marco Remaschi e ai Consorzi toscani del vino riguardo alla DOC Toscana Rosso proposta sul “Corriere Fiorentino” 13 febbraio

Buy-Wine-rappresnetanti-consorzi-toscani

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La proposta di una DOC Toscana Rosso arriva da Piero Tantini ex ristoratore che da una decina d’anni importa vino a Sydney e, in questa veste, è intervenuto a Buy Wine 2017 organizzato dalla Regione Toscana al fine di offrire opportunità di esportazione alle piccole cantine della Toscana.
Una pagina intera del Corriere Fiorentino (Corriere della Sera) è dedicata all’intervista di Tantini mentre solo una colonna laterale riguarda i dati economici sul vino toscano.
L’Australia produce ottimi vini e ne importa pochi dall’estero, talmente pochi che mancano persino le percentuali di import dall’Italia e nelle tabelle diffuse dall’ISTAT i dati sull’isola dei canguri vanno a finire in fondo, nella voce “resto del mondo”. Insomma Sydney è un luogo molto periferico rispetto al mercato estero del vino toscano e italiano. Per questo la proposta di Piero Tantini pubblicata a tutta pagina e titolata <<Le divisioni frenano il Chianti E se nascesse il Toscana Rosso?>> appare sovradimensionata rispetto all’entità della fonte. Sembra invece la letterina di qualcun altro indirizzata ai politici toscani, nel momento delle Anteprime, quando il risalto alla proposta è maggiore e scatena un’immediata polemica sulla stampa. Leggi tutto…

Vitigni autoctoni e critica enologica è vero amore?

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Gli esperti ne parlano tanto ma li assaggiano poco. Vitigni autoctoni, le denominazioni minori sembrano più amate dai consumatori che dai critici del vino

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda

Donatella-Cinelli-Colombini-Foglia-Tonda

Di Donatella Cinelli Colombini, Orcia Doc, Cenerentola

Una frase, di qualche giorno fa, di un amico giornalista, mi ha fatto molto riflettere <<la critica del vino fa poche scoperte, non esplora nuovi territori, o vitigni minori e non cerca nuove cantine>>. Forse non è del tutto vero ma in parte è così, soprattutto qui in Europa e soprattutto in Francia. I giudizi sui vini e le denominazioni sono molto stabili e rispecchiano rendite di posizione costruite nel tempo. Un mix di qualità intrinseca, rete commerciale, prezzo, investimenti nella comunicazione … elementi a cui va aggiunto l’istinto alla coerenza di ogni essere umano per cui anche i critici enologici tendono a non smentirsi e difficilmente stroncano le cantine che precedentemente hanno esaltato. Tutto questo creata una situazione quasi bloccata che penalizza le denominazioni, i vitigni autoctoni minori o le cantine che, pur non avendo grandi mezzi, meriterebbero più attenzione.

Donatella-CinelliColombini- Sangiovese.Vitigni autoctoni

Donatella-CinelliColombini- Sangiovese-Vitigni -autoctoni

Ecco che invece il mercato e i consumatori più evoluti cercano proprio queste rarità, premiano la diversità, vogliono sorprendersi. Ovviamente per le piccole denominazioni e per i vitigni minori la strada è tutta in salita perché le cantine devono convincere un importatore a scommetterci. E’ difficile perché comporta spese, viaggi, bottiglie omaggio … un’impresa titanica per i piccoli vignaioli sempre alle prese con i bilanci che non tornano. Poi però i risultati arrivano perché il pubblico cerca proprio quello che “è solo li” i vini che possono essere proposti ad altri come vere scoperte. Sono tanti, sempre di più, i wine lovers, di ogni parte del mondo, che si comportano da talent scout e poi diffondono la notizia dei loro vini del cuore on line mettendo recensioni nei portali come Vivino, CellarTracker, Snooth … oppure iniziando una comunicazione virale nei propri social network. Leggi tutto…


Sud Africa: uve amare per i contadini neri

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Un video danese intitolato “Bitter Grapes: Slavery in the Vineyards” uve amare : schiavitù nelle vigne accusa 5 cantine del Sud Africa

Sud-Africa-vendemmia

Sud-Africa-vendemmia

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, Orcia Doc

Adoro il Sud Africa, i suoi panorami, le sue coste, la sua cucina, i suoi vini … ma non sono razzista e quindi, durante i miei viaggi, mi dava molto fastidio vedere trattori senza cabina dare i trattamenti nelle vigne con il guidatore nero in maglietta che assorbiva per tutto il giorno pesticidi. Anche noi italiani abbiamo i nostri peccati: ricordate i

Sud-Africa-vigneti

Sud-Africa-vigneti

reparti verniciatura FIAT dove, negli anni sessanta, morivano tutti di cancro ai polmoni. Solo che i miei ricordi sudafricani sono di dieci anni fa non di sessanta.
Sono stata sei volte in Sud Africa cercando una cantina con cui fare un accordo di collaborazione che non si è mai concretizzato. Di trattori e trattoristi senza protezioni ne ho visto parecchi e infatti mi dissero che nel settore del vino l’integrazione razziale stentava a affermarsi e per questo il comparto era privo di finanziamenti governativi. La ricchezza dei proprietari, quasi tutti boeri, quasi tutti banchieri o con miniere, e la povertà estrema dei vignaioli neri ha colpito anche Angelo Gaja pochi mesi fa<<Le cantine visitate sono immerse in giardini vasti, ricchi di vegetazione e di fiori, curati da mano d’opera di colore e di bassi salari>>.
La cosa più impressionante tuttavia la scoprii l’anno scorso quando, attraverso l’Ambasciata Sudafricana a Roma venni in contatto con Black Owner Brands BOB, donne nere con picolissime produzioni di vino. Mi raccontarono che gli operai neri impiegati nelle vigne venivano pagati in uva o in vino e diventavano quasi subito alcolisti e violenti. Per questo il governo stava puntando sulle donne nere nella speranza che riuscissero a costruire delle mini imprese e pian piano creassero un comparto enologico alternativo a quello dei bianchi. Leggi tutto…

Tartufo bianco con vino rosso: si certo Brunello e tartufo

Week end del tartufo bianco delle Crete senesi alla Fattoria del Colle per un’intensissima e gustosissima esperienza eno-tartufigena

Tartufo-bianco-e-Brunello-o-Orcia

Tartufo-bianco-e-Orcia-Cenerentola

4-6 / 11-13 / 18-20 novembre con il tartufo bianco in Toscana nelle Crete senesi, una zona tartufigena di altissimo pregio. La Fattoria del Colle organizza per voi dei week end all’insegna del tartufo bianco e dei grandi vini rossi Brunello e Orcia DOC. Negli stessi giorni a San Giovanni d’Asso (15 km dalla fattoria) c’è la Mostra mercato del tartufo bianco delle Crete senesi. Shopping e ricerca alla preziosa trifola in una delle 5 riserve tartufigene della Fattoria del Colle, cene a tema con piatti al tartufo e persino una piccola lezione di cucina al tartufo. Per rendere indimenticabile questi week end ci saranno le degustazioni di grandi vini. E qui arrivano le due piccole chicche di questo programma, capace di dare emozioni e informazioni ai veri gourmand come ai meno esperti. Due esperienze nella cantina di Brunello, Casato Prime Donne: la degustazione enomusicale creata dal sommelier musicista Igor Vazzaz con 4 vini e 4 brani e la nuovissima tinaia del Brunello dove una colomba in volo fa entrare i visitatori nel vero spirito di Montalcino con suoni immagini e emozioni. Sorpresa!

Brunello-cantina-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Brunello-cantina-Casato-Prime-Donne-Montalcino

Il programma dettagliato è nel sito.
3 giorni –due notti € 214 a persona. E’ possibile prenotare soggiorni più brevi accordandosi con la reception 0577 662108

PERCHE’ TARTUFO BIANCO E VINO ROSSO
Lo scorso anno sono stata nominata Cavaliere Onorario dell’Ordine del Tartufo e dei vini di Alba. In occasione della cerimonia, chiesi al Gran Maestro Bianca Vetrino << cosa bevete con il vostro tartufo?>> e lei sicura << vino rosso>>. Una risposta che mi fece riflettere … l’abbinamento fra tartufo bianco delle Crete Senesi con Brunello e Doc Orcia non è da meno di quello piemontese, anzi va approfondito … magari con un week end all’insegna delle eccellenze gastronomiche. Il nostro tartufo bianco è “mielato”, di insuperabile raffinatezza; ha un profumo intenso e decisamente intrigante (non a caso è afrodisiaco) . La sua valorizzazione è recente, per questo il suo prezzo è ancora abbordabile. Leggi tutto…


Oggi Calici di stelle doppio per Donatella e Violante

Calici di stelle con l’Orcia Doc a Castiglion d’Orcia per Donatella e Calici di stelle tosco-greco alla Fattoria del Colle per Violante. CinelliColombini bis

Calici-di-stelle-by-Valerio-Marini-calicin

Calici-di-stelle-by-Valerio-Marini-calicin

Di Donatella Cinelli Colombini

Un grande successo nonostante la minaccia di pioggia è stata proprio una grande festa del vino, dei luoghi del vino e della gente del vino -consumatori e produttori-

Sapete che l’ho inventata io? Ho ideato il nome e la formula di Calici di stelle quasi per gioco durante un Vinitaly di vent’anni fa e organizzai la prima edizione sperimentale in Emilia Romagna. Speravo che facesse conoscere i territori del vino alle persone in vacanza e soprattutto ai giovani vincendo la loro paura di non capire le differenze e le qualità delle bottiglie. Ci speravo…. ma non avrei mai immaginato un tale successo. Calici di stelle è diventata la festa del vino più grande del mondo: 150 località e un numero enorme di cantine festeggiano l’estate con degustazione di grandi vini, assaggi di prodotti tipici, musica, balli … la notte delle stelle candenti, in Italia è diventata la festa del vino e dei giovani.
Questa sera noi Cinellicolombini facciamo il bis.
CALICI DI STELLE A CASTIGLION D’ORCIA

Calici-distelle-Castiglion-d'Orcia-Leggera-Electric-Folk-Band

Calici-di-stelle-Castiglion-d’Orcia-Leggera-Electric-Folk-Band

Io vado a Castiglion d’Orcia un paese medioevale che domina, con i suoi due castelli, un paesaggio di armonia incantata. Con me ci sono 11 produttori di Orcia Doc e i degustatori Onav che guidano le degustazioni tecniche. Nella sala d’Arte i commenti al libro “A cena di Babette” di Giovanni Pellicci e Lorenzo Bianciardi mescolano cibi, film e vini. Leggi tutto…

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