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Con Amore dalla Norvegia alla Fattoria del Colle di Trequanda

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Si chiama Con Amore il coro polifonico  norvegese che ha scelto la Fattoria del Colle per il concerto annuale all’estero

Coro Con Amore nel bosco dei giochi antichi
Coro Con Amore nel bosco dei giochi antichi

E’ composto da 50 cantanti diretti da Ida  Baalsrud e si chiama  Con Amore per la  passione per la musica, per  il canto e per l’Italia. Hanno atteso da un anno questo viaggio in Toscana e si sono preparati per sei mesi. Hanno visitato Siena e Pienza, si sono esercitati alla Fattoria del  Colle all’interno della cinquecentesca cappella di San Clemente e nel bosco dei giochi antichi per poi esibirsi  a Foiano della Chiana e a Monte San Savino. Per Foiano della Chiana in piazza della Collegiata hanno scelto un repertorio di musiche popolari di autori classici dedicate al cibo, al vino e alla birra, per la Chiesa della Pieve a Monte San Savino invece un repertorio di musiche sacre. L’ultimo giorno hanno cantato tra le botti di Chianti Docg e Cenerentola Orcia DocFive reasons to drink” sperando che le buone vibrazioni del canto rendessero  migliore il vino.
Hanno perfino cantato Happy Birthday ad un ospite per il suo compleanno e una serenata ad una coppia in viaggio di nozze.

Grazie infinite  per  averci reso partecipi di questa  meravigliosa passione!
Alessia Bianchi


 

Santa Caterina e Oliviero Diliberto

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La Chiesa di San Francesco che ospita un convegno sulla Santa dei Domenicani
Mostra e Convegno intitolati “I caratteri di Caterina – Libri e incisioni dei secoli XV e XVIII” e fra i relatori un personaggio che non ti aspetti: il Deputato e Ex Ministro di Rifondazione Comunista Oliviero Diliberto, la città capolavoro creata da Papa Pio II alla metà del Quattrocento.

Pienza Piazza Pio II

Pienza Piazza Pio II

Cronaca di Donatella Cinelli Colombini
Sono queste cose che mi portano a Pienza un caldissimo sabato di giugno. Eccomi dunque al convegno che precede l’inaugurazione della Mostra ( un plauso a Gianpietro Colombini anima delle due iniziative ) in occasione dei 550 anni dalla canonizzazione della Santa avvenuta in San Pietro il 29 giugno 1461 a opera di Papa Pio II, lo stesso che fondò Pienza. La canonizzazione di Caterina fu una cerimonia sontuosa di cinque ore che costò la ragguardevole somma di 3.000 Ducati. La Santa senese fu l’unica donna canonizzata nel Quattrocento. Una popolana, con caratteristiche molto lontane dal raffinato umanista Pio II della nobile famiglia dei Piccolomini.Ma questa non è la sola cosa singolare: Caterina era semianalfabeta. Come ha spiegato Roberto Barzanti << all’inizio dettava le sue lettere, poi imparò a leggere e quindi a scrivere>> , del resto i << libri e la scrittura erano ambiti inaccessibili alle donne nel Trecento >> ha aggiunto Diliberto. Eppure l’immagine di Santa Caterina è quella di una vergine con un libro in mano e <<Papa Paolo VI la mette fra i Dottori della Chiesa>> ha sottolineato Padre Alfredo Scardiglia.
Questo “miracolo” è il nocciolo vero del convegno. Caterina scrive e fa scrivere centinaia di lettere e fa in modo che non vadano dispere dopo di lei. << La sua è una parola di fuoco, capace di portare nel mondo la sua esperienza mistica >> ci spiega Barzanti.  E’ proprio la Santa, dunque, a puntare sulla parola scritta. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1380 a soli 33 anni, il suo confessore Raimondo da Capua scrive  in latino la “Legenda Maior” con il racconto della sua vita.  Gli scritti di Caterina e su Caterina furono prima copiati e poi pubblicati in un

Dintorni di Pienza

Dintorni di Pienza

modo che non conosce eguali. Nessun Santo ha la stessa fortuna letteraria.
Pensate che persino Lucrezia Borgia, una donna che non può certo dirsi un esempio di virtù, ne aveva uno.

La biografia di Caterina di Raimondo da Capua vengono tradotti e pubblicati nel Quattrocento in italiano e poi in inglese. Alla fine dello stesso secolo viene stampato anche l’epistolario di Caterina. La strabiliante vicenda editoriale di questa semianalfabeta divenuta Dottore della Chiesa viene narrata da Oliviero Diliberto a un auditorio di quasi duecento persone che l’ascoltano affascinate. Strepitosamente colto, chiaro, efficace,

Convegno

Convegno

innamorato dei libri e capace di contagiare del suo amore, l’Onorevole Diliberto è un uomo di straordinaria statura culturale e umana e da laico e comunista  ha dimostrato di saper far amare


Incontri di musica e folklori

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coro liv laga 1

coro liv laga 1

Il coro Liv Laga, coro polifonico folkloristico norvegese, è stato ospite alla Fattoria del Colle questo fine settimana appena terminato, da giovedì a lunedì mattina. Il loro repertorio è tutto composto di canti popolare della tradizione norvegese e scandinava in generale.

Un coro eterogeneo, composto maggiormente di donne, ma comunque misto, che ha passato qualche giorno lontano dalle nevi primaverili della Norvegia.
Sì, perché proprio loro mi raccontavano di quanto apprezzassero il clima così caldo (anche troppo per noi e le nostre medie stagionali), considerando che appena il giorno prima di partire a Oslo aveva nevicato.
Dopo il primo giorno trascorso a visitare Pienza e Montepulciano, molti di loro sono tornati abbronzatissimi, qualcuno anche lievemente scottato, ma ben felice di esserlo.
coro liv laga 2

coro liv laga 2

Ogni giorno si sono esercitati, con esercizi vocali, fisici e provando il loro repertorio, approfittando della possibilità di farlo all’aperto, nel Bosco dei Giochi Antichi, dove l’ombra degli alberi li riparava dal sole diretto, oppure nel grande soggiorno di uno degli appartamenti che occupavano.

Il sabato poi hanno cantato a Trequanda, nella piazza principale, con una calorosa partecipazione degli abitanti del luogo, che li hanno accolti ben volentieri come una ventata di novità, e hanno richiesto ben due bis!
Infine la domenica hanno cantato a Siena, collaborando con il coro di Vico Alto, che li ha accolti e con cui speriamo sia nato un nuovo scambio culturale e una reciproca collaborazione internazionale.
Sono infine ripartiti il lunedì mattina seguente, soddisfatti e appagati dal sole, i bei panorami, l’accoglienza calorosa di queste zone, e soprattutto (a detta loro) grandi scorpacciate di ottimo cibo e vino.
Speriamo tornino a trovarci presto!

Gilberto Simoni insegna il cicloturismo

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Gilberto simoni

Gilberto simoni

A San Quirico d’Orcia un convegno sul cicloturismo ha mostrato la grande crescita di questo sport ma anche i pericoli costituiti dal traffico stradale.

Sabato 19 marzo nello splendido Palazzo Chigi di San Quirico d’Orcia, il Comune aveva  organizzato un convegno sul cicloturismo insieme a un gruppo di appassionati di cultura e ciclismo di Pienza capeggiati da Gianpietro Colombini. C’era uno dei più grandi campioni italiani – Gilberto Simoni – che ha portato la sua testimonianza di atleta professionista e, ora, di amatore che va in bicicletta per tenersi in forma e per godersi dei luoghi di particolare bellezza come la Val d’Orcia. C’era anche Fabio Masotti degli “Amici della bicicletta” di Siena, che ha inventato “Binbinbici” un evento cha si è diffuso, con gran successo, in tutta Italia.
Tutti hanno concordato su tre punti: il cicloturismo è una moda in grande crescita, auto, camion e soprattutto moto, sono un serio pericolo per chi va in bicicletta, l’Italia è poverissima di piste ciclabili e percorsi per cicloturisti.
E’ stato bello ascoltare Simoni, proprio un bel personaggio. E’ piccolo di statura e di corporatura ma è un fascio di muscoli. Sa ascoltare e sorride spesso, parla poco con spiccato accento trentino, con la bocca leggermente serrata come usa in quella zona. Ha una vena ironica decisamente piacevole, si esprime in modo diretto e senza fronzoli.
E’ molto legato alla sua terra d’origine e quando ha sentito che noi parlavamo della Val d’Orcia come della nostra terra anche lui ha parlato delle sue valli.
E’ rimasto colpito dalla bellezza di San Quirico. Come non rimanere affascinati da questo paese da sogno dove anche le mura medioevali sono circondate da roseti e le strade del centro storico sembrano salotti.


Week end di Pasqua toscana in agriturismo: nella campagna senese tra storia e tradizione

La Pasqua ci offre l’unico fine settimana lungo della primavera 2011 bisogna dunque sfruttarlo al massimo e vivere un’esperienza ricca, romantica e coinvolgente che faccia imparare cose nuove e sorprenda piacevolmente. Insomma qualcosa di più.
Cappella di San Clemente - Fattoria del Colle in Trequanda, Siena

Cappella di San Clemente - Fattoria del Colle in Trequanda, Siena

Io vi racconto la Pasqua nella campagna senese, deciderete poi voi se vale la pena venire dalle mie parti.

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Nella campagna toscana le chiese sono piene di fiori per i tradizionali sepolcri e la sera del Venerdì Santo le processioni percorrono le strade di ogni paese. Molto suggestiva quella del piccolissimo borgo di Farnetella nei pressi di Sinalunga. Poche case in pietra su una collina. La domenica delle Palme vengono sorteggiati i 12 uomini che parteciperanno alla Lavanda dei piedi e le donne che porteranno la statua della Madonna addolorata.
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Da noi la pietanza tradizionale è la ‘schiacciata‘ che a dispetto del nome è molto alta. Ha la forma di una torta cilindrica di un bel colore nocciola. A Trequanda e in tutta la Val di Chiana è salata e contiene formaggio e pancetta, a Siena e a Montalcino è dolce e profuma di anice. Va comprata dal fornaio non in pasticceria.
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In quasi tutte le case la ‘vigilia’ cioè il digiuno di Pasqua si ‘rompe’ la mattina della festa mangiando le uova sode benedette, il capocollo (coppa) di maiale e la schiacciata salata. Fino a qualche anno fa, e ancora oggi nelle case più tradizionaliste, l’uovo benedetto veniva sminuzzato nell’Acqua cotta,  zuppa di provenienza maremmana a base di  bietole e cipolle. Oggi l’acqua cotta Pasqualina viene proposta da molti ristoranti per far provare ai turisti i sapori del passato. Ovunque il pranzo della festa è dominato dall’agnello arrosto.
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La coincidenza di Pasquetta con il 25 aprile ci porta a un’altra tradizione gastronomica: il carciofo di Chiusure. Piccolissimo borgo di origine etrusca, Chiusure, offre uno spettacolare panorama delle Crete Senesi e dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore (da vedere il chiostro grande affrescato da Signorelli e Sodoma 1497-1508) ma anche l’assaggio in piazza dei suoi rinomatissimi carciofi.
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Trekking nei vigneti di Donatella Cinelli Colombini

Trekking nei vigneti di Donatella Cinelli Colombini

Chi prosegue da Chiusure fino a Buonconvento troverà il mercatino delle “Cose del passato” giunto quest’anno

Casato Prime Donne - Montalcino, Siena

Casato Prime Donne - Montalcino, Siena

alla 29°edizione. Oggetti, mobili, libri, stampe sono disposti nelle vie e nei palazzi di uno dei borghi fortificati più belli d’Italia. Basta risalire verso Montalcino per trovare i cartelli del Casato Prime Donne dove c’è un trekking nei vigneti e la possibilità di visitare la cantina del Brunello concludendo l’esperienza enologica con una degustazione. Intorno frasi di donne celebri e opere d’arte contemporanea rendono più nuovo un paesaggio iscritto dall’Unesco nel patrimonio dell’umanità.

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Vigneti della Fattoria del Colle in Trequanda, Siena

Vigneti della Fattoria del Colle in Trequanda, Siena

Un gioco tradizionale delle campagne non strettamente legato alla Pasqua ma spesso praticato nelle prime giornate di primavera è quello del cacio. Una forma di pecorino molto stagionato viene fatta rotolare fra due zappe disposte per terra a formare una specie di V aperta al centro. Vince chi riesce a mandare il formaggio alla punta delle zappe senza farlo uscire fuori. Il miglior giocatore vince il ‘cacio’ e poi lo apre offrendolo agli altri insieme ai sigari toscani e al miglior vino rosso. Questo è il vero spirito della campagna, giocare per il gusto di giocare per poi condividere il bottino.

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Ovviamente nel Sud della Toscana c’è tanto di più: le piccole città d’arte (Cortona, Montepulciano, Pienza, Montalcino e altre ancora), i grandi vini rossi, i ristoranti stellati e le piccole e meravigliose osterie. Ma la Pasqua non è solo turismo e non è solo una festa religiosa è anche un momento in cui ritrovare le proprie radici e la propria intimità e forse persino un momento per ritrovare sé stessi.
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Qui da noi è ancora possibile.
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Donatella Cinelli Colombini
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