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Premio Casato Prime Donne alla Bertocchini ricercatrice disoccupata

Premio Casato Prime Donne 2017 sui tagli alla ricerca e le migliori valorizzazioni di Montalcino e dei suoi vini: di Lazzaro, Pancera e Patanè

Premio Casato Prime Donne

Premio Casato Prime Donne

Negli anni il Premio Casato Prime Donne ha scelto vincitrici emblematiche di grandi argomenti e del contributo femminile a una società che cambia: il contrasto al terrorismo di matrice religiosa, l’accoglienza dei profughi, i cervelli in fuga che decidono di tornare, la violenza sulle donne e quest’anno la mancanza di investimenti sulla ricerca scientifica che blocca anche scoperte capaci di risolvere gravi malattie o problemi globali come l’inquinamento causato dalla plastica.
La giuria presieduta da Donatella Cinelli Colombini e composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione ha scelto una vincitrice 2017 che è un esempio degli effetti dei tagli alla ricerca: Federica Bertocchini , la scopritrice del bruco mangia plastica che, dal 21 aprile, è disoccupata.

Premio Casato Prime Donne

Premio Casato Prime Donne

VINCITORI 2017: PIETRO DI LAZZARO, STEFANO PANCERA, VANNINA PATANE’
Nelle sezioni giornalistiche del Premio, che ha lo scopo di valorizzare i migliori contributi alla divulgazione di Montalcino e del Brunello i vincitori sono due giornalisti televisivi e una giornalista di turismo.
Vince il Premio sul tema “Io e Montalcino” Pietro di Lazzaro per il servizio televisivo dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello trasmessi dal TG3 RAI. Un racconto breve ma incisivo e a tratti provocatorio, di un anniversario che celebra la folgorante ascesa del vino Brunello da eccellenza per pochi estimatori a star dell’enologia internazionale. Leggi tutto…

Il Casato Prime Donne presenta il suo Brunello di Montalcino 2006.

Brunello di Montalcino Prime Donne Docg

Brunello di Montalcino Prime Donne Docg

Nasce il primo Brunello firmato dall’enologa francese Valerie Lavigne. La testimonianza di una vendemmia di lusso che ha visto protagoniste le uve delle nuove vigne di Sangiovese piantate sulla collina che domina il Casato Prime Donne.

A mezzanotte, con l’inizio del nuovo anno, il vino rosso che è stato per anni a dormire nelle cantine di Montalcino diventa Brunello. Una magia che, in questo caso, riguarda una vendemmia 5 stelle, quindi della massima qualità. Per le cantine di Donatella Cinelli Colombini, il Brunello 2006 ha un significato particolare perché è il primo in cui sono state utilizzate le uve delle nuove vigne di Sangiovese piantate sulla collina che domina il Casato Prime Donne ed è il primo firmato dalla nuova enologa Valerie Lavigne.

Il Brunello 2006 segna una tappa importante anche nel progetto “Prime Donne” perché, per la prima volta, le assaggiatrici che seguono il vino dalla nascita nel lungo percorso di maturazione in botte, hanno deciso anche le ultime fasi che precedono l’imbottigliamento.

Chi vuole assaggiare subito questo strepitoso Brunello, che ha appena fatto il suo ingresso nel mercato, deve venire a Montalcino oppure fare una caccia al tesoro nelle enoteche più importanti. Probabilmente è faticoso ma vi assicuro che ne vale la pena.

Per maggiori informazioni e foto:

Alessia Bianchi

Fattorie di Donatella Cinelli Colombini

+39 0577 662108

pr@cinellicolombini.it

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Antonio Gnassi

+39 347 5822285

press@cinellicolombini.it


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