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Tag Archives: rosso di Montalcino

Rosso di Montalcino 2014 l’anno dei vigneti BIO

Donatella Cinelli Colombini vi presenta il suo Rosso di Montalcino 2014 raccontandovi un’annata stile Novecento e all’insegna dei vigneti BIO

Rosso di Montalcino 2014 Donatella Cinelli Colombini

Rosso di Montalcino 2014 Donatella Cinelli Colombini

2014 un’annata stile Novecento con grande diradamento dei grappoli (vendemmia verde) e sfogliatura delle viti come quella che facevano i nonni. Alla fine un’uva perfetta e matura che ha premiato il grande lavoro dei vignaioli.
In effetti il 2014 è stato l’anno della riscossa di chi, come Donatella Cinelli Colombini, crede nella coltivazione manuale e biologica dei vigneti. Viti sane, uva sana e matura. Chi ha usato pesticidi non può dire altrettanto!

Il Rosso di Montalcino 2014 esce dalla cantina del Casato Prime Donne a Montalcino con qualche mese di anticipo sulle previsioni per il grande successo dell’annata precedente che è stata letteralmente “bruciata” dal mercato.

Casato Prime Donne vendemmia 2014

Casato Prime Donne vendemmia 2014

Il nuovo stile del Rosso di Montalcino di Donatella Cinelli Colombini, che è piaciuto così tanto ai wine lovers di tutto il mondo, si basa su una vinificazione delicatissima che estrae dalle bucce dell’uva solo il meglio. Il risultato è appagante e facile da abbinare con cibi di tutto il mondo, elegante e morbido ma soprattutto straordinariamente armonioso.
Proprio l’estrema armonia è il tratto distintivo delle uve dei vigneti del Casato Prime Donne grazie alle maturazioni lente e graduali dei grappoli caratteristiche di questa zona. Nel 2014, le condizioni climatiche sono state ideali per la sintesi degli aromi dell’uva e quindi del vino. Proprio il clima ha impresso nei vini 2014 di Montalcino uno stile molto moderno: profondo, morbido e poco alcolico. Leggi tutto…

Gian Piero Staffa il tenore e il Brunello

  • Pubblicato in Forum

Racconto divertente di un velista esperto di vino Gian Piero Staffa – dei noti esponenti della lirica italiana inesperti, alle prese con 2 vini di Montalcino

Gian Piero Staffa

Gian Piero Staffa

Scritto da Gian Piero Staffa per Donatella Cinelli Colombini

Pranzo di Pasqua con alcuni noti esponenti della Lirica italiana. Io naturalmente sono addetto al vino e conosco i miei polli quindi vanno bene le bollicine extra dry ed i rossi con un tantino di residuo zuccherino come Zinfandel e Cesanese del Piglio tanto per stare un po sul diverso.

Un Tenore piuttosto conosciuto mi porta una bottiglia di Brunello di Montalcino di

Musica-per-il-palato

Musica-per-il-palato

Paradiso di Manfredi del 2003. Ne ha comprate alcune bottiglie direttamente in Azienda, ne ha aperta una e dice che il vino e’ andato a male perche’ <<ha un colore aranciato ed ‘allappa>>. Apro la bottiglia. Il tappo e’ perfetto, il colore
tipico. Palato chiuso, grazie al cavolo, e’ stato appena stappato. Lo metto vicino al camino, lo riassaggiamo dopo una mezz’ora dopo un po di volute nel bicchiere. Leggi tutto…


Il Rosso di Montalcino rivaleggia con il Brunello?

Il mio è definito un mini Brunello, altri hanno sex appeal, moltissimi mostrano una finezza di aromi e sapori che fino 15 anni fa sarebbero stati impensabili

Rosso di Montalcino 2012 Donatella Cinelli Colombini - Decanter

Rosso di Montalcino 2012 Donatella Cinelli Colombini – Decanter

Di Donatella Cinelli Colombini

Ecco il nuovo Rosso di Montalcino che scala velocemente il podio del fratello maggiore Brunello.
Il problema di questo vino è che ognuna delle 208 cantine di Montalcino lo interpreta in modo diverso con il risultato che manca un profilo distintivo e complessivo capace di farlo emergere nel mercato. C’è chi fa un baby Brunello e chi invece lo considera un vino di serie B in cui usare le sue uve meno promettenti. Chi lo produce dalle vigne giovani e chi dalle zone più calde.
Sta di fatto che, a differenza di tutti gli altri distretti enologici del mondo, Montalcino produce molto più vino di punta che vino di base: 9 milioni di bottiglie di Brunello, 4 di Rosso di Montalcino e meno di uno di Sant’Antimo. Una piramide rovesciata che sbalordisce gli esperti di marketing e fotografa invece la vocazione all’eccellenza che contraddistingue tutte le cantine ilcinesi. In realtà la ragione che spinge i produttori verso la produzione del Brunello non è enologica bensì economica, perché la denominazione maggiore è più remunerativa. Leggi tutto…

Rosso di Montalcino 2012 una strepitosa vendemmia 5 stelle

Il 2012, la vendemmia più piccola a memoria d’uomo offre una versione “mediterranea” del Rosso di Montalcino per le alte temperature estive

 

Rosso di Montalcino 2012 D.Cinellicolombini

Rosso di Montalcino 2012 D.Cinellicolombini

Nel 2012, da giugno a agosto, fu caldo di notte e di giorno. Un clima arido inconsueto per Montalcino che, tuttavia, le viti hanno sopportato bene aiutate dai diradamenti dell’uva e dalle continue zappature del terreno. Ancora una volta le viti si sono rivelate “piante intelligenti” riducendo la propria vitalità. Poca uva e grappoli piccoli, spargoli ottimi per produrre grandi vini ma anche adatti a una situazione di stress idrico estremo. 

I temporali di inizio settembre hanno dissetato le piante e abbassato le temperature creando le condizioni per una maturazione graduale e perfetta dell’uva. Anche la vendemmia è avvenuta in condizioni ottimali con giornate fresche ma serene che hanno mandato in cantina l’uva a una temperatura di 20- 25°C.

Dopo lo spettacolare successo commerciale del Rosso di Montalcino 2011, soprattutto all’estero, è molto, molto, molto probabile che questo 2012 otterrà gli stessi risultati.

*** Leggi tutto…


Una vinificazione piena di belle sorprese a Montalcino

Nel nuovo vino 2014 le eccellenze ci sono anche se in quantità inferiore al 2012 e 2013 che, per noi, sono state entrambe strepitose

Sangiovese Fattoria del Colle e Felix

Sangiovese Fattoria del Colle e Felix

Di Donatella Cinelli Colombini
E’ stato l’anno del BIO come ha giustamente osservato Loredana Sottine in Trebicchieri, settimanale del GamberoRosso << mai come quest’anno, il settore potrà prendersi una rivincita sulla produzione convenzionale>> . L’unica via possibile per portare in cantina dell’uva buona, infatti, è stata una maggiore attenzione alla natura. Per noi che coltiviamo i vigneti in modo biologico è una gran bella notizia!
Prima sorpresa, rispetto al resto d’Italia, dove si prevede una vendemmia di dimensione inferiore alle precedenti ( 41 milioni di ), è stata l’abbondanza della nostra. Niente cali.
Seconda sorpresa, ci aspettavamo una vendemmia ritardata e invece la raccolta ha coinciso con i 40 giorni dall’invaiatura, quasi da manuale! I vigneti più giovani e quindi tendenzialmente precoci e con una inferiore ramificazione delle radici, quelli esposti a mezzogiorno e con buone pendenze hanno dato uva buona e eccellente. Un’uva da Brunello senza alcun dubbio. Leggi tutto…

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