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Aeroporti e turismo del vino: alleanza possibile?

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I Duty free degli aeroporti e la zona ritiro bagagli sono i luoghi strategici per incuriosire al vino e al turismo del vino il viaggiatore che aspetta 

Vino-in-aeroporto-Feudi-di-San-Gregorio

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Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle
Questa riflessione parte con le notizie sulle vendite dei Duty Free, cioè dei negozi aeroportuali dove non si pagano le tasse, qui vino e alcolici sono la seconda tipologia di shopping. Dopo un periodo difficile hanno ripreso a crescere.
In ogni aeroporto c’è un negozio che vende vini e alcolici, non solo negli hub. La possibilità di portare le bottiglie in cabina è un grosso incentivo allo shopping. Tuttavia anche questo settore ha risentito delle turbolenze degli ultimi mesi: cambi delle monete ballerini con un Dollaro forte e un Euro più debole, terrorismo, nuove leggi sui

Aeroporto-zona-adatta-per-promuovere-il-turismo-del-vino

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prodotti di importazione in Cina … tutto ha contribuito a contrarre le vendite dei duty free che infatti hanno avuto cali generalizzati. Nel 2015 vino e liquori -2,7%, moda e accessori -3%, dolciumi e gastronomia -4%, tabacco -7%, e orologi e gioielli -10,1%.
Ma le prospettive, almeno per gli alcolici, sono buone anzi ottime, grazie all’accresciuto interesse per questo comparto nel sentiment dei viaggiatori. Essi percepiscono il vino come un prodotto territoriale e quindi capace di raccontare il Paese visitato, uno strumento per portare a casa sapori e atmosfere autentiche della vacanza e quasi di prolungarla. Leggi tutto…

Animali ubriachi: l’alcol piace anche a loro

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In certi casi gli animali ubriachi hanno mangiato frutta o bambù fermentato ma spesso rubano alcolici e li bevono diventando davvero pericolosi

Di Dontella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

The Drinks business racconta 12 episodi di animali ubriachi, alcuni comici e

Animali-ubriachi-Francis-Bacon-maiale-amante-della-birra

Animali-ubriachi-Francis-Bacon-maiale-amante-della-birra

alcuni davvero spaventosi per le persone coinvolte.
Ci sono gli uccelli canadesi che si ubriacano mangiando bacche gelate e fermentate. Le autorità di difesa della fauna sono stati costretti a catturarli e rinchiuderli per fargli smaltire la sbornia impedendo loro di farsi male con voli spericolati.
Francis Bacon è un maiale vietnamita che sgattaiola nel pub Conquering Hero a West Norwood per rubare pinte di birra e altre leccornie. I proprietari Vicky e Ian Taylor-Ross hanno notato che è socievole come un cane ma ha un olfatto strepitoso. Peccato non usarlo per i tartufi! In Australia i maiali selvatici rubano lattine di birra nei campeggi. Le rompono con i denti e poi bevono il liquido. I racconti dei turisti sono comici, con i suini che inseguono mucche, nuotano nel fiume e poi, per fortuna, crollano addormentati. Più che spaventati i campeggiatori sembrano arrabbiati per il furto della birra.
Poi c’è lo scoiattolo che mangia le mele fermentate e saltella sulla neve senza riuscire ad andare dritto. Il video è diventato virale ed è stato visto oltre cinque milioni di volte. Leggi tutto…


TOP 10 Champagne 2016

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La TOP 10 di Champagne di The Drinks Business comprende i brand più forti del mondo: Brut non millesimati scelti per volumi, qualità e capacità di innovare

TOP-10-Champagne-Moet-Chandon-brut-imperial

TOP-10-Champagne-Moet-Chandon-brut-imperial

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Le 10 marche di Champagne più forti è stata costruita da The Drinks business sui 10 best selling ma anche sulla qualità e la capacità di innovare per rispondere ai competitori esterni allo Champgane (come il Prosecco). La concorrenza è forte e tutte le grandi maison si sono orientate su tipologie Brut con dosaggi di 2,8g/l e un deciso sforzo per qualificare uve e attrezzature di cantina compreso un maggiore ricorso alla maturazione in legno; il risultato sono vini più complessi e eleganti. L’articolo è pieno di curiosità intriganti per chi ama le bollicine francesi deve leggerlo, mentre io vi propongo solo qualche notizia sui primi tre della lista.

Top-10-Champagne-Veuve-Clicquot

Top-10-Champagne-Veuve-Clicquot

1 – Moët & Chandon Brut Impérial Non- millesimato 40% Pinot Noir, 40% Pinot Meunier, 20% Chardonnay costa 35,7€ ed è stato prodotto in 30 milioni di bottiglie. Moët & Chandon è un brand di successo mondiale che ha alle spalle il gigante del lusso LVMH. Pensate che una bottiglia su dieci di Champagne, consumata nel mondo, è di questa marca. Piccola curiosità la versione destinata al mercato americano è leggermente più dolce. Ovviamente la gamma Moët & Chandon è molto ampia e comprende anche serie molto care come la cuvée, commercializzata a partire dalla fine del 2015, in sole 15.000 bottiglie dal costo di 450€ l’una. Leggi tutto…

Dopo Parker in Australia e fra i wine critics

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C’è chi celebra il vino dopo Parker con grida di gioia e chi continua a essere influenzato dal grande Robert ma oggi tutti i punteggi contano meno di prima

Monica-Larner-Robert-Parker

Monica-Larner-Robert-Parker

Di Donatella Cinelli Colombini

Dopo Parker   Il portale The Drinks Business, sempre attentissimo a tutto quello che succede nel mondo del vino e della birra ha pubblicato un’intervista al Master of Wine Chris Hancock (Robert Oatley Vineyards nella New South Wales in Australia) soprannominato Mr Chardonnay per aver diffuso questa varietà nella terra dei canguri all’inizio degli anni ‘80. Un articolo che stimola alcune riflessioni.
La frase che mi ha colpito è << We have just about lost all of the jammy, alcoholic, heavy, dead skin Shirazes that are Parker pleasing palate killers, which is an hallelujah moment. Instead, we’re moving towards lighter, brighter more interesting

Robert Oatley Vineyards

Robert Oatley Vineyards

wines from quality producers>> Sono meno frequenti tutte le caratteristiche preferite da Parker nel Shiraz – confettura, alcol, pesante estrazione dalle bucce dell’uva – è un momento di giubilo. Invece ci stiamo orientando verso vini più leggeri e brillanti che interessano di più ai produttori di qualità. Anche l’Australia, dunque, cambia rotta e dopo essersi affermata con vinoni monumentali caratterizzati da quantità esagerate di polpa, legno e alcol, per cui davano l’impressione di doverli masticare anziché bere, sta ricercando l’identità attraverso una nuova attenzione per le vigne. Leggi tutto…


Le migliori bollicine rosè del mondo

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La giuria di Master of Wine, Master Sommelier e senior buyer per il Global Master di The Drinks business ci presenta le 10 bollicine rosè migliori del mondo

Miglior-bollicine-rosè-del-mondo-Laurent-Perrier-Alexandra

Miglior-bollicine-rosè-del-mondo-Laurent-Perrier-Alexandra

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

La degustazione di The Drinks Business è bendata, comprende vini di tutto il mondo e di prezzo completamente diverso: da sotto 10 Sterline a sopra 200. Alla fine la TOP 10 delle bollicine rosè migliori del mondo è formata da vini italiani, neozelandesi, francesi e sorprendentemente inglesi. Una lista che rivela la forte predilezione dei degustatori britannici per le bollicine con lunghissimo soggiorno sui lieviti, sono infatti queste ultime a dominare la scena. Un gusto che non è il prediletto da noi italiani ma che comunque corrisponde ai TOP spender cioè alla clientela più esigente e disposta a comprare bottiglie costose.
I rosè sono di gran moda. Il loro consumo cresce quasi ovunque, purtroppo la parola quasi si riferisce all’Italia dove invece sono meno richiesti. Gli aumenti più

Champagne-Henriot-Brut-Rosé

Champagne-Henriot-Brut-Rosé

consistenti sono in Regno Unito, Svezia, Canada e Hong Kong e in Francia dove, fra il 2002 e il 2004 ha segnato un +43%. I Francesi sono i maggiori produttori del mondo (31% del totale) ma il successo di questa tipologia è stato così forte che sono stati costretti a importarne ancora. I consumatori di rosato siano i giovani sotto i 25 anni. Con il crescere dell’età questa predilezione cala visibilmente come se il rosato si associasse a uno stile di consumo spensierato e festaiolo tipico dei teenager.
Ecco la classifica The Drinks business che vi invito a leggere nella versione originale, in inglese, dove ci sono tanti dettagli Leggi tutto…

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