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L’enologa Valerie Lavigne e il Brunello

L’enologa Valerie Lavigne arriva il 13 febbraio da Donatella Cinelli Colombini con l’intenzione di assaggiare il futuro Brunello in cantina.

Impossibile andare nei vigneti

Impossibile anche la degustazione del futuro Brunello 2008 con le 4 degustatrici – Prime Donne. C’è troppa neve, vere e proprie

Fattora del Colle - degustazione Brunello 2007

Fattora del Colle - degustazione Brunello 2007

montagne ovunque. Tuttavia riusciamo a organizzare un assaggio bendato di 6 nuovi Brunello 2007 scelti fra quelli nella stessa fascia di prezzo del nostro.

Il risultato è confortante, tutti ottimi vini, Montalcino mette in campo dei veri gioielli quest’anno anche se con personalità diversa in ogni cantina. Il nostro entusiasma tutti e anche questo ci fa piacere.

Valerie Lavigne e la cantiniera Barbara Magnani lavorano per ore nel piccolo ufficio a piano terra dove cent’anni fa c’era lo crittoio del fattore della Fattoria del Colle. Nella stanza aleggia un profumo di vino intrigante e in giro ci sono decine di bottiglie.

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Il Drago e le 8 colombe

Siamo nel capodanno cinese e inizia l’anno del drago. L’anno magico per questo vino che cambia completamente.

Nuova annata, nuovo uvaggio, nuovo nome e nuovo packaging per il Drago di Donatella Cinelli Colombini.

Le colombe del nome simboleggiano le donne  e fanno riferimento allo staff, caso unico in Italia, tutto femminile delle cantine. Con l’arrivo dell’enologa Valerie Lavigne le colombe aumentano di numero e il nome del vino cambia: era “Il Drago e le 7 colombe” ed è diventato “Il Drago e le 8 colombe

Il Drago e le 8 colombe in carne e ossa

Il Drago e le 8 colombe in carne e ossa

Al contrario il Drago evidenzia la presenza maschile in azienda – nessuno ha mire discriminatorie –  ed è impersonato da Carlo Gardini, marito di Donatella e grande appassionato di vino.

L’arrivo di Valerie Lavigne segna l’inizio di una seria riflessione sui vitigni italiani e le loro possibilità di bland per la produzione di vini di alta qualità e capaci di affrontare i mercati stranieri. Da qui la valorizzazione del Sagrantino, un vitigno molto usato in Umbria che dista circa 20 km dalla Fattoria del Colle e appartiene allo stesso ambito geografico. Per il momento la coltivazione del Sagrantino è limitata a pochi filari di vite ma presto sarà possibile vendemmiare l’uva di un secondo piccolo vigneto. Leggi tutto…


Le 7 colombe diventano 8

[gplusone]

Ricordate il vino “Il Drago e le 7 colombe”? Con l’arrivo dell’enologa Valerie Lavigne lo staff tutto femminile della cantine di Donatella Cinelli Colombini aumenta di organico. Le colombe in volo, simbolo del progetto “Prime donne”,  diventano  8

le 8 colombe

le 8 colombe

Ma chi sarà il drago?
E’ Carlo Gardini. Tre anni fa è arrivato in azienda ed è il marito di Donatella Cinelli Colombini. All’inizio il suo intervento si limitava al settore finanziario e al ristorante ma da un anno Carlo è protagonista di progetti enologici con la creazione di un passito e, più recentemente, di un Vin Santo “occhio di pernice” che, tuttavia, andrà in degustazione fra molti anni.

Ecco dunque che il vino “Il drago e le 7 colombe” diventa  “Il drago e le 8 colombe” con un rinnovamento nell’etichetta e nell’uvaggio.  Rimane il luogo di produzione, la Fattoria del Colle nel sud del Chianti.

Volete saperne di più? Purtroppo è top secret.  Vi dirò le uve del nuovo drago e  vi mostrerò la sua  immagine solo fra qualche mese. Per ora vi presento le 8 colombe della cantina in rosa che quest’anno ha prodotto 6 vini giudicati oltre i 90/100 dal Wine Spectator.

Il nostro Brunello parla cinese

Avere un proprio depliant aziendale in cinese è qualcosa di nuovo e di molto diverso dal depliant in inglese o tedesco a cui siamo già abituati. Fa sentire meno provinciali. E’ solo una sensazione ma infonde coraggio, in un momento in cui il futuro sembra privo di certezze l’idea di rivolgersi alla Cina con buone prospettive commerciali è sicuramente un sollievo

Violante Gardini col depliant in cinese

Violante Gardini col depliant in cinese

Ed ecco che Violante (la Cinellicolombini Jr) export manager per l’Asia si fa venire gli occhi a mandorla.
Ha accolto la richiesta del nostro importatore ed ha fatto impaginare un depliant con testi in cinese e immagini adatte a quel mercato: le sale storiche della villa della Fattoria del Colle, le opere d’arte nei vigneti di Sangiovese Brunello …. Soprattutto, in copertina, la squadra tutta femminile della cantina del Casato Prime Donne di Montalcino. C’è anche l’enologa francese Valerie Lavigne. Il contrasto con le immagini toscanissime dei muri in pietra, dei cipressi e delle dolci colline della Val d’Orcia con i caratteri cinesi del testo è forte ma tutto sommato appare nuova  e piacevole.


Madame Lavigne e i luoghi comuni sull’enologia francese

[gplusone]

Valerie Lavigne, l’enologa dell’Università di Bordeaux che segue i nostri vini,  sembra voler sfatare tutti i luoghi comuni legati agli esperti di vino d’oltralpe. Barriques, Merlot, Cabernet e poca attenzione per l’ambiente? Macché

Barbara, Valerie e Donatella

Barbara, Valerie e Donatella

Moltissimi pensano che gli enologi francesi  usino solo barriques  e invece Valerie Lavigne le ha letteralmente espulse dalle cantine del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle. Ne restano solo alcune per fare gli esperimenti ma tutte le altre sono nei giardini a scopo decorativo oppure in una rimessa in attesa che il falegname le trasformi in mobili. Valerie Lavigne preferisce le botti piccole e medie per il Brunello.

Secondo luogo comune: agli enologi francesi piacciono Merlot, Cabernet, Chardonnay  ….  i vitigni principali della loro terra. Niente affatto!  Valerie Lavigne adora i vitigni autoctoni italiani e vuole usarli in purezza e in blend per  produrre vini in grado di scalare le classifiche mondiali. Sangiovese, Foglia Tonda, Canaiolo nero, Sagrantino …. Per lei il carattere di un territorio nasce dal terroir e dai vitigni storici.  Da questi bisogna partire per

Brunello Prime Donne e formaggio

Brunello Prime Donne e formaggio

raggiungere l’eccellenza qualitativa e soprattutto per dare emozioni  durante  la degustazione.

Infine un altro luogo comune: da noi c’è attenzione per l’ambiente  e in Francia meno. Sarà anche vero ma Valerie Lavigne ci ha chiesto di evitare  del tutto l’uso del  diserbo nei vigneti.

Il diserbo fa male all’ambiente, impoverisce i terreni e, non meno importante, contrasta con la produzione di uva di alta qualità.

Vi stupisce Madame Lavigne? Se venite nel nostro agriturismo in Toscana oppure  a fare una visita in cantina, vi proporremo  una degustazione di Brunello e della doc Orcia Cenerentola …. vini in cui c’è il suo tocco magistrale,  rimarrete sbalorditi. Sono vini armoniosi,  raffinati e con personalità da vendere.

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