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Le vigne di Brunello in primavera

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Venite con me a Montalcino nelle vigne di Brunello mentre avviene la “spollonatura” cioè la pulizia del tronco dai germogli che non portano uva

di Alice Bracciali

vigne di Brunello

vigne di Brunello

Una cosa ho imparato appena ho iniziato a lavorare per Donatella Cinelli Colombini: un ottimo vino si ottiene solo con una cura smodata della vigna. Oggi vi porto nelle vigne di Brunello per vedere la prima potatura verde del sangiovese.

Eccomi qui dunque, armata di scarponi, crema solare contro le scottature, macchina fotografica. Una bella mattinata di lavoro per i nostri vignaioli e di scoperte per me e per voi che mi seguite attraverso il video.

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Verso la vendemmia 2014 sperando in un settembre assolato

Uva sana, leggero ritardo sul calendario degli ultimi anni e raccolta prevista fra il 20 settembre e il 5 ottobre per i Brunello, subito dopo per Chianti e Orcia

Vendemmia 2014 agosto Sangiovese alla Fattoria del Colle

Verso la vendemmia 2014 agosto Sangiovese alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Le viti, piante notoriamente intelligenti, si stanno chiedendo le stiamo trasformando in cammelli. Prima un 2012 e 2013 asciutti come il deserto e ora un 2014 che, fino a luglio, sembra l’inizio del diluvio universale. Finalmente a agosto è arrivato il sole, due soli temporali in tutto il mese. Secondo le statistiche 1,5°C in più rispetto all’ultimo decennio del Novecento e 2°C in meno rispetto alla media dal 2000 in poi. Le notti sono fresche e di giorno il termometro segna 28-33°C. Temperature ideali per la sintesi degli aromi. Le prime analisi dell’uva diffuse dal Consorzio del Brunello su grappoli raccolti il 26 agosto sono molto positivi: la maturazione “tecnologica” cioè la formazione dello zucchero, è ancora lontana ma l’evoluzione delle sostanze nobili della buccia -polifenoli – è avanti. Leggi tutto…


Vendemmia verde. Il diario della vita del Brunello di Donatella Cinelli Colombini e l’impegno per un vino di alta qualità

Si prevede una vendemmia d’altri tempi e questo grazie ai segnali dell’invaiatura. Ecco perché produrre meno uva e uva migliore.

Si chiama “vendemmia verde” perché di fatto i grappoli vengono vendemmiati cioè tolti dalle viti, ma invece di andare in cantina, come durante la vendemmia vera, sono gettati a terra. Il diradamento serve per diminuire il carico d’uva delle piante in modo che i grappoli rimasti arrivino prima e più facilmente alla perfetta maturazione. Viene fatto durante l’invaiatura cioè il cambiamento di colore dell’uva da verde a blù. Normalmente, nella Toscana centrale l’invaiatura avviene i primi di agosto ma quest’anno è ancora in atto.

Il cambio di colore è indotto da uno stress idrico che, evidentemente, in questo pazzo 2010 non c’è stato. Infatti dopo l’inverno più nevoso a memoria d’uomo, la primavera più piovosa degli ultimi duecento anni e un luglio che ha battuto tutti i record di alte temperature le viti sono talmente disorientate che non sanno nemmeno loro cosa fare.

Ha invaiato l’uva Merlot, che è sempre la più precoce; sta invaiando il Sangiovese, ma il Foglia Tonda è ancora verde. Tutto fa presagire una vendemmia in ottobre come avveniva trent’anni fa. Questo rende ancora più importante la vendemmia verde perche i vignaioli potrebbero trovarsi in una partita a scacchi con la pioggia per portare a casa i grappoli sani e maturi prima che l’umidità autunnale li rovini.

Bisogna quindi aiutare le viti affinché accorcino i tempi da qui alla vendemmia. La quantità d’uva che ogni pianta dovrebbe produrre è poco più di un chilo mentre quest’anno molte viti sono sovraccariche di grappoli, toglierne una parte aiuta la maturazione di quelli restanti. Le viti selezionano da sole le zocche migliori lasciando verdi quelle più deboli. Le viti infatti non cercano di produrre vino ma di riprodursi per cui privilegiano i “figli” più promettenti. La vendemmia verde toglie i grappoli “scartati” e favorisce i grappoli “spargoli” cioè più aperti e quindi con maggiori probabilità di dare ottimi vini.

In termini generali ridurre la produzione d’uva è anche un atto di responsabilità rispetto alla sovrapproduzione delle cantine italiane e addirittura mondiali. A livello internazionale lo sbilancio fra vino prodotto e vino consumato è di decine di milioni di ettolitri. Praticamente un lago. Produrre meno e meglio è ormai un dovere per tutti i vignaioli del mondo che, sull’atro fronte, chiedono ai consumatori di sostenerle praticando e diffondendo la cultura del grande vino.

Per maggiori informazioni e foto:

Alessia Bianchi

Fattorie di Donatella Cinelli Colombini

+39 0577 662108

pr@cinellicolombini.it

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Antonio Gnassi

press@cinellicolombini.it

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