Posts Tagged ‘visto per voi’

La guerra delle stazioni Chiusi batte Arezzo 1 a 0

Written by Donatella on . Posted in Vigne e vini

Si chiamerà stazione MediaEtruria e romperà lo storico isolamento di Umbria, Toscana del Sud e alto Lazio. Benzina per economia, turismo e turismo del vino

Alta-velocità

Alta-velocità

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Il treno, il più antico mezzo di trasporto meccanico, ha una nuova giovinezza con l’alta velocità. Meno inquinante e decisamente più pratico dell’aereo, il treno è ormai preferito per i percorsi medio lunghi e quindi è ripartita la guerra per accaparrarsi fermate e linee.

Chiusi candidatura Stazione MediaEtruria

Chiusi candidatura Stazione MediaEtruria

Per l’area che comprende Umbria, Toscana meridionale e alto Lazio la prospettiva di rompere un isolamento lunghissimo e penosissimo ha scatenato un’autentica guerra tra Arezzo e Chiusi. Entrambe baricentriche, ma con Chiusi molto più avanti nella progettazione della stazione nei 5 ettari dell’ex centro carni, un’area che il comune sta bonificando e che permetterebbe di costruire l’intera infrastruttura velocemente e con un investimento di soli 20 milioni di Euro.
Un sogno che si realizza per il territorio senese rimasto fuori dalle grandi direttrici di traffico quando gli fu “scippata” l’autostrada del Sole deviando il percorso originario, per favorire Arezzo.

Perrier-Jouët quelli che trasformarono brutal in brut

Written by Donatella on . Posted in Forum

Facciamo una piccola pazzia: beviamoci un Perrier-Jouët Belle Epoque Blanc de Blancs 2002 e gustiamo un mito sensuale e senza tempo

Perrier-Jouët Belle Epoque Blanc de Blancs 2

Perrier-Jouët Belle Epoque Blanc de Blancs 2

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Io e mio marito Carlo Gardini amiamo pasteggiare con le bollicine. Tutti i pretesti sono buoni: il caldo d’estate, i tartufi in autunno ( la fattoria del Colle ha 5 riserve tartufigene), il bisogno di variare dopo l’assaggio di tanti vini rossi. Il Perrier Jouet non è fra i miei preferiti perché io detesto il liberty e la bottiglia di questo Champagne mi è sempre sembrata orrenda. Ma ho scoperto che il contenuto non è niente male, anzi devo ammettere che mi affascina profondamente.
Per questo l’articolo di Caroline Henry su Wine Searcher mi ha attratto subito: Le 10 cose che ogni wine lovers dovrebbe sapere su Perrier-Jouët.
Alcune di queste dieci sembrano fiabe. Prima di tutto la storia: Pierre Nicolas Perrier e Rose Adelaïde (Adèle) Jouët si sposano nel 1810. Lui vende tappi e lei ha 19 anni ed è figlia di un produttore di Calvados. Un anno dopo fondano la loro cantina Perrier-Jouët e tre anni dopo comprano il grande edificio dove si trova, ancora oggi, la direzione aziendale.

Novello … ma vi piace ancora?

Written by Donatella on . Posted in Forum

Il vino Novello sembra in piena crisi dopo il boom della fine del Novecento. E’ uscito dalle cantine il 30 ottobre fra l’indifferenza generale

castagne e vino novello

castagne e vino novello

per voi da Donatella Cinelli Colombini

Ammetto di averne bevuto pochissimo perché non lo amo e ancora meno apprezzo il Beaujolais nouveau con quell’odore da medicinale che lo fa sembrare artificioso. Il mio non è snobismo, solo che trovo molto più piacevole un buon Lambrusco con le castagne e la mortadella. Mi piaceva invece l’apparato di comunicazione che i francesi mettevano in campo per promuoverlo con i furgoni carichi che, allo scoccare della mezzanotte, uscivano dai cancelli delle cantine mentre i consumatori aspettavano nei locali per stappare le prime bottiglie. Un rito collettivo, in diretta TV, il terzo giovedì di novembre, che faceva sembrare tutto una festa.
In Italia il Novello si era diffuso negli anni ’70 con il Vinot di Angelo Gaja ( non ve lo aspettavate vero? ) e il San Giocondo dei Marchesi Antinori a cui si accodarono altri produttori principalmente di Veneto, Trentino e Toscana. Un successo effimero che ha segnato il suo apice alla fine del Novecento. Finito, passato di moda! Vi ricordate il salone del Novello a Vicenza? Si è spostato a Verona e ora non esiste più.

Buon compleanno Parco della Val d’Orcia e Agriturist

Written by Donatella on . Posted in Forum

Feste in grande per il 50° anniversario di Agriturist Toscana e i  10 anni del riconoscimento Unesco della Val d’Orcia. Progetti, ricordi e qualche polemica

Treno natura alla stazione di Trequanda

Treno natura alla stazione di Trequanda

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Feste diverse ma ugualmente importanti. A San Quirico un convegno riassume il lavoro fatto nei primi 10 anni dall’iscrizione della Val d’Orcia nel patrimonio dell’umanità Unesco e fornisce qualche indicazione per il futuro. Due ottime proposte arrivano da Carlo Cambi –giornalista e professore universitario – il festival e il museo  della val d’Orcia. Il festival dovrebbe coinvolgere, incuriosire ed entusiasmare, insomma più estro e meno contesto.  Nel museo il territorio si dovrebbe raccontare, e dare agli agricoltori il ruolo di artefici della campagna più bella del mondo.

Quercia delle Checche

Quercia delle Checche

Potrebbero essere queste le realizzazioni da proporre alla Regione Toscana che è arrivata al convegno mostrando una borsa di soldi da conquistare con progetti convincenti. Del resto la situazione della ricettività, salvo l’Hotel Adler di Bagno Vignoni, non è confortante: i posti letto sono cresciuti ma rimangono vuoti due terzi dell’anno. E questo nonostante  ci siano tante cose da gustare, da vedere e da provare in Val d’Orcia. Una su tutte,  il treno natura,  piccolo gioiello dell’Assessore di Siena Stefano Maggi che meriterebbe molte più corse delle 10 attualmente in calendario. I viaggi sui treni storici e sulle strade ferrate semi abbandonate sono ormai una vera attrattiva turistica.

Stessa cosa gli alberi monumentali e quindi aderisco volentieri all’appello di Nicoletta Innocenti per la Quercia delle Checche di 360 anni di età che si è rovinata lo scorso ferragosto. Un albero storico che è ormai una celebrità internazionale.  

In memoria di Francesco Lambertini un gigante che sussurrava

Written by Donatella on . Posted in Forum

Ci ha lasciato uno degli uomini che hanno dato di più al vino e al turismo del vino in Italia. Francesco Lambertini sapeva imporsi senza alzare la voce

F. Lambertini

F. Lambertini

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
L’ho conosciuto nel 1992 quando venne a Siena, da Bologna, per assistere al convegno in cui presentavo il primo identikit dei turisti del vino elaborato dall’Università Bocconi. Da quel momento non ha mai smesso di lavorare per accrescere le visite nelle cantine italiane fino a succedere a Ornella Venica nella Presidenza nazionale del Movimento turismo del vino.
Negli anni eroici dell’associazione, proprio all’inizio, quando c’erano pochissimi soldi e tante speranze, io incontravo spesso Francesco ammirando il suo carattere pacato e l’enorme mole di lavoro che faceva mantenendo sempre degli altissimi livelli. Era professore universitario di economia, sviluppava la Tenuta Bonzara fino a portare i suoi vini all’eccellenza e trovava anche il tempo di promuovere il turismo del vino. A quell’epoca, sia io che lui, avevamo i figli piccoli ma Francesco riusciva a dedicare ai suoi molto più tempo di quello che io davo alla mia Violante. Mi ricordo la sua casa <<cucino-centrica come tutte le vere case bolognesi>> mi spiegò sorridendo. Ricordo la cantina Bonzara che rispecchiava perfettamente la sua personalità: tecnologia avanzata, organizzazione e ordine perfetti, ma nessuna ostentazione. Mi mostrò il museo dove aveva raccolto gli oggetti degli antichi contadini e la spettacolosa sala banchetti sopra la tinaia.

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