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Guigal e Chaputier i miti della Valle del Rodano

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Chi dice Syrah pensa alla Côte du Rhône, a Guigal e Chaputier come chi dice Chiraz pensa all’Austalia e Penfolds. Ecco il patriarca del Syrah

Guigal

Guigal

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Pensando alla Valle del Rodano e ai suoi stupendi Syrah vengono subito in mente due nomi: Chapoutier e Guigal. Il primo è riuscito a un’impresa che tutti gli invidiano 9 vini della stessa annata con 100 centesimi da Robert Parker-Wine Advocate. Mamma mia! Chaputier è una specie di icona della naturalezza nel vigneto, un genio guidato dall’idea visionaria del perfetto equilibrio fra ambiente e qualità del vino. Oggi il marchio Chaputier abbraccia un impero colossale con vigneti in tre zone della Francia, in Portogallo e Australia.

Guigal-La-Mouline

Guigal-La-Mouline

Ma fra i vini con più “centoni” nel rating di Robert Parker, il campione assoluto è La Mouline” Côte-Rôtie di Guigal. Ha ottenuto 100 centesimi 31 volte e continua. I vigneti sono celebrati secoli e ricordano le risaie tale è l’intrico di muretti che sorreggono la poca terra dove crescono le viti. La collina è ripidissima e esposta al sole infatti Cote Rotie significa letteralmente parete arrostita. Leggi tutto…

Vendemmia 2017 di Bordeaux poco vino ma buono

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La vendemmia 2017 di Bordeaux riserva nuove sorprese alle cantine: scarsissima d’uva, valutazioni eccellenti ma forse prezzi in calo

Chateau Margaux-Bordeaux-vendemmia-2017

Chateau Margaux-Bordeaux-vendemmia-2017

Di Dontella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Bordeaux 2017 le vendite en primeur, 9-12 aprile, segnano  una pioggia di giudizi eccellenti sui principali chateau bordolesi. Ma, dopo il crollo produttivo seguito alla gelata dello scorso anno, la vendemmia 2017 viene chiesta a prezzi più bassi dai grandi négociants  che acquistano i vini dell’ultima vendemmia dalle cantine per metterli sul mercato fra 3 anni e anche oltre.
Sono appena stata a Bordeaux e ho visto i vigneti appena potati. Le viti colpite dalla gelata si vedevano benissimo e credo produrranno poco anche nel 2018. Una situazione che preoccupa molto le cantine dove le bottaie contengono molte meno barriques del solito.
Da Millésima, dove sono andata per presentare i miei vini che sono appena entrati nel loro portafoglio, ho incontrato il CEO Fabrice Bernard. Si tratta di uno dei BIG delle aste en-primeur perché Millésima è celebre a livello mondiale proprio per avere in catalogo bottiglie dei più grandi Chateau bordolesi, che hanno conosciuto solo due cantine:

Millésima-Bordeax-magazzini-di-vini-di-pregio

Millésima-Bordeax-magazzini-di-vini-di-pregio

quella di origine e la sua. Le parole di Bernard pesano nel mercato e lui ha dichiarato a Wine Searcher “I’m expecting prices to come down by 20 to 25 percent,” mi aspetto un calo delle quotazioni del 20-25%.
Il calo dei prezzi rispecchia il sistema francese di gestire le petite vendange – cioè le annate meno buone. Loro calano il prezzo mentre noi, nel Brunello, diminuiamo le quantità. In pratica in Toscana aumentiamo la produzione di Rosso di Montalcino e lasciano solo il meglio per il vino di punta. Il risultato è una maggiore oscillazione dei volumi di Brunello ma una maggiore costanza dei prezzi e forse anche della qualità. Leggi tutto…


Château d’Yquem il vino da dessert più famoso del mondo

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Storia, piccoli segreti, assaggi e prezzi di Château d’Yquem il vino cult di chi ama la dolcezza nel bicchiere. E non guardate me io ammiro solo il mito

Château d'Yquem

Château d’Yquem

Di Donatella Cinelli Colombini, vignaiola al Casato Prime Donne di Montalcino

STORIA
La sua storia parte con regalità: era proprietà del re di Francia finchè non fu acquistata nel 1593.
Già a quell’epoca la zona di Sauternes produce vini da vendemmie tardive. Il nostro chateau, dove nel frattempo viene costruito l’edificio con le torri reso celebre dal disegno nell’etichetta, inizia ad avere vigneti nel 1711 quando diviene proprietà di Léon de Sauvage d’Yquem appartenente a una famiglia che, nei secoli successivi, si imparenterà strettamente con Re Luigi XV.
Il colpo di fortuna arriva quando Thomas Jefferson visita la proprietà e letteralmente si innamora del nettare biodo che vi si produce. Ordina 250 bottiglie della vendemmia 1784 per sé e una per George Washington.
Come in molte notissime cantine la svolta che porta al successo avviene per mano di una donna, la giovane vedova Françoise Joséphine de Sauvage d’Yquem che la guida dal 1788 in tutto il burrascoso periodo della rivoluzione quando, la donna, viene

Château d'Yquem

Château d’Yquem

gettata per due volte in prigione. Con lei Yquem assume il carattere di una vera impresa enologica e viene e messo a punto il sistema di raccolta con tre passaggi successivi nella vigna.
In occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, nel 1855, quando viene stilata la celebre classifica dei domaine bordolesi, Yquem è l’unica cantine del Sauternes a essere indicato come Premier Cru Supérieur cioè fra quelli che chiamiamo oggi First Growth.
La longevità del suo nettare biondo è leggendaria. Nel 1996 è organizzata una degustazione con bottiglie dal 1811 in poi e Robert Parker rimane così estasiato dal Sauternes di 181 anni da dargli 100/100 come giudizio di assaggio. Leggi tutto…

Gli intoccabili del vino

Gli intoccabili del vino sono quei brand che ottengono oltre 95/100 in qualunque annata solo perché hanno una reputazione monumentale

Gli-intoccabili-del-vino-Chateau-Ausone

Gli-intoccabili-del-vino-Chateau-Ausone

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Ecco i nomi dei 13 intoccabili del vino che gli esperti premiano con punteggi altissimi in tutte le vendemmie solo perché criticarli fa sembrare l’assaggiatore incompetente o alla ricerca di visibilità in un coro dove le voci ripetono tutte la stessa melodia.
Angelus
Ausone
Cheval-Blanc
Haut-Brion
Lafite
• Lafleur
• Latour
• Le Pin
• Margaux
• Mission Haut Brion
• Mouton Rothschild
• Petrus
• Yquem

Intoccabili-del-vino-Chateau-Cheval-Blanc

Intoccabili-del-vino-Chateau-Cheval-Blanc

L’articolo è di Wine Searcher firmato da Oliver Styles ed è davvero spassoso anche se non arriva all’effetto del bambino che grida <<il re è nudo>> perché tutti siamo ben consapevoli che esiste una scala di valori consolidata e un business esteso in mezzo mondo che ha tutto l’interesse a mantenere le cose come stanno. Del resto chi visita il vigneto bordolese ha una chiara percezione della valanga di denaro spesa in vigneti coltivati con i cavalli, tini, pompe, consulenti …. E tutto quello che serve per trasformare un grande vino in un’eccellenza inarrivabile sotto il profilo dell’immagine e della qualità intrinseca. Leggi tutto…


Gli influencer del vino e la pubblicità invisibile

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Quanto si fanno pagare certi influencer del vino e che effetto producono i loro post, simili a consigli disinteressati sono invece vere pubblicità

Influencer del vino

Influencer del vino

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Chi pensa alla pubblicità come a un persuasore occulto poco sincero e a internet come un ambito onesto dove le informazioni e i commenti sono disinteressati e quindi assolutamente credibili deve ricredersi, almeno su certe persone.
Altro che disinteressati!
Molti, non dico tutti, ma molti influencer del vino vengono pagati per i loro post sul vino. Ho sentito una recente intervista di Francesco Saverio Russo che spiegava

vigneto-Sangiovese-estate-2013

vigneto-Sangiovese-estate-2013

questa situazione e dichiarava di aver scelto la strada dell’assoluta autenticità. Bravo! Forse quelli che contano veramente hanno fatto la sua stessa scelta il problema è distinguerli da quelli che invece si fanno pagare.
Il mondo internet non ha le regole dei giornali dove la pubblicità è ben distinta dall’informazione giornalistica e esiste una deontologia professionale che obbliga alla lealtà nei confronti dei lettori. On line i confini fra verità e fake news è, spesso, impalpabile come quella fra i giudizi obiettivi e la pubblictà.

Ma vediamo i numeri perché fanno impressione.
Sono in un articolo di Kathleen Willcox pubblicato su Wine Searcher che vi invito a leggere. La Willcox ha intervistato Jeremy Benson, presidente della Benson Marketing, un’agenzia di marketing digitale del vino con uffici a New York City, Napa e Lione.
Per le sue campagne Benson usa influencer che hanno da 5.000 a 500.000 follower su Istagram e Facebook. Evidentemente il prezzo di un post è diverso ma anche il coinvolgimento e il target è diverso. Leggi tutto…

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