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Comprare grandi vini con Bitcoin

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La criptovaluta ha ora anche le sue enoteche dove con Bitcoin è possibile comprare un Domaine de la Romanée-Conti Romanée-Conti Grand Cru 

Bitcoin-vendita-vino-InBitcoin

Bitcoin-vendita-vino-InBitcoin

Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino
La grande finanza tradizionale critica pesantemente i Bitcoin definendoli “veleno per topi” e gli Hacker attaccano le piattaforme usate per le transazioni, per questo la criptovaluta ha perso il 50% del suo valore dall’inizio dell’anno ma nonostante ciò il business legato alla moneta virtuale è immenso. Oggi un Bitcoin vale intorno a 7.000 Dollari ma a dicembre 2017 era arrivato a valerne 22.000.
Bisogna ricordare che il Bitcoin è un sistema di pagamento virtuale e altamente volatile, creato nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Il sistema è estraneo al controllo delle banche centrali e persino del fisco visto che tutte le intermediazioni sono anonime.
Fa strano comprare il vino con Bitcoin ma ormai è possibile usarli per acquistare qualunque cosa: da un biglietto aereo a un soggiorno in beauty farm e a Zurigo, nella Svizzera delle banche dal 2016, è possibile pagare in bitcoin persino alcuni servizi pubblici, tra cui la sanità e i trasporti.
La cosa impressionante è il modo con cui i Bitcoin siano diventati la moneta di acquisto per i vini da investimento. Uno spassosissimo articolo di Don Kavanagh pubblicato su Wine Searcher, dà un intero elenco di vini esclusivi da acquistare con Bitcoin. Petrus, Lafite Rothschild, Château d’Yquem, Henri Jayer Cros Parantoux per arrivare a Bruno Giacosa. Nomi così celebri da lasciarmi il dubbio che si tratti di uno scherzo, di stampo anglosassone. Leggi tutto…

I 10 vini migliori del mondo

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Le bottiglie della Grande Dame della Borgogna Lalou Bize-Leroy sbancano la classifica dei 10 vini migliori del mondo a parere della grande critica del vino

10 vini migliori del mondo, Lalou Bize-Leroy

10 vini migliori del mondo, Lalou Bize-Leroy

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Chi si stupisce leggendo questo titolo ha diritto a una spiegazione, si tratta dei 10 vini che hanno il punteggio medio migliore sommando i giudizi dei critici più influenti del mondo. Quasi come alle Olimpiadi quando la medaglia d’oro del pattinaggio artistico, della ginnastica o dei tuffi è assegnata da una giuria internazionale. Ogni giudice esprime il suo giudizio che viene sommato a quello degli altri e il totale decreta chi sale sul podio.
Nel vino questa sorta di Olimpiade è organizzata da Wine Searcher che ha messo insieme il punteggio aggregato di tutti i vini del suo immenso database che proviene da 90.887 rivendite di tutto il mondo. Alla fine i 10 vini migliori del mondo sono qui sotto ed hanno una regina assoluta Lalou Bize-Leroy. Una specie di asso piglia tutto come i mostri sacri dello sport Usain Bolt nella corsa, Simone Biles nella ginnastica oppure PyeongChang nel pattinaggio.

10-vini-migliori-del-mondo-Screaming-Eagle

10-vini-migliori-del-mondo-Screaming-Eagle

1 – Domaine Leroy Chambertin Grand Cru, Côte de Nuits. Domaine Leroy è stato fondato nel 1988 ed è una delle più belle tenute della Borgogna, la sua proprietaria Lalou Bize-Leroy è la Grande Dame del vino francese, forse la donna del vino più straordinaria del mondo. Lalou è una sostenitrice della biodinamica e della vita nei vigneti. Ha 85 anni ed è un autentico genio dell’enologia e del marketing. Il suo Chambertin Grand Cru ha un punteggio medio di 97 punti e costa 4.426$.
2- Leroy Domaine d’Auvenay Chevalier-Montrachet Grand Cru, Côte de Beaune. Ancora un vino firmato da Lalou Bize-Leroy, proveniente dalla tenuta che inizialmente era gestita dal marito, Marcel Bize, scomparso nel 2004, dove ancora oggi Lalou risiede. Il punteggio medio è solo leggermente più basso del precedente 96,7 ma il prezzo medio è più alto 5.500 $ perché la produzione è piccolissima. Leggi tutto…


Guigal e Chaputier i miti della Valle del Rodano

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Chi dice Syrah pensa alla Côte du Rhône, a Guigal e Chaputier come chi dice Chiraz pensa all’Austalia e Penfolds. Ecco il patriarca del Syrah

Guigal

Guigal

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Pensando alla Valle del Rodano e ai suoi stupendi Syrah vengono subito in mente due nomi: Chapoutier e Guigal. Il primo è riuscito a un’impresa che tutti gli invidiano 9 vini della stessa annata con 100 centesimi da Robert Parker-Wine Advocate. Mamma mia! Chaputier è una specie di icona della naturalezza nel vigneto, un genio guidato dall’idea visionaria del perfetto equilibrio fra ambiente e qualità del vino. Oggi il marchio Chaputier abbraccia un impero colossale con vigneti in tre zone della Francia, in Portogallo e Australia.

Guigal-La-Mouline

Guigal-La-Mouline

Ma fra i vini con più “centoni” nel rating di Robert Parker, il campione assoluto è La Mouline” Côte-Rôtie di Guigal. Ha ottenuto 100 centesimi 31 volte e continua. I vigneti sono celebrati secoli e ricordano le risaie tale è l’intrico di muretti che sorreggono la poca terra dove crescono le viti. La collina è ripidissima e esposta al sole infatti Cote Rotie significa letteralmente parete arrostita. Leggi tutto…

Vendemmia 2017 di Bordeaux poco vino ma buono

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La vendemmia 2017 di Bordeaux riserva nuove sorprese alle cantine: scarsissima d’uva, valutazioni eccellenti ma forse prezzi in calo

Chateau Margaux-Bordeaux-vendemmia-2017

Chateau Margaux-Bordeaux-vendemmia-2017

Di Dontella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Bordeaux 2017 le vendite en primeur, 9-12 aprile, segnano  una pioggia di giudizi eccellenti sui principali chateau bordolesi. Ma, dopo il crollo produttivo seguito alla gelata dello scorso anno, la vendemmia 2017 viene chiesta a prezzi più bassi dai grandi négociants  che acquistano i vini dell’ultima vendemmia dalle cantine per metterli sul mercato fra 3 anni e anche oltre.
Sono appena stata a Bordeaux e ho visto i vigneti appena potati. Le viti colpite dalla gelata si vedevano benissimo e credo produrranno poco anche nel 2018. Una situazione che preoccupa molto le cantine dove le bottaie contengono molte meno barriques del solito.
Da Millésima, dove sono andata per presentare i miei vini che sono appena entrati nel loro portafoglio, ho incontrato il CEO Fabrice Bernard. Si tratta di uno dei BIG delle aste en-primeur perché Millésima è celebre a livello mondiale proprio per avere in catalogo bottiglie dei più grandi Chateau bordolesi, che hanno conosciuto solo due cantine:

Millésima-Bordeax-magazzini-di-vini-di-pregio

Millésima-Bordeax-magazzini-di-vini-di-pregio

quella di origine e la sua. Le parole di Bernard pesano nel mercato e lui ha dichiarato a Wine Searcher “I’m expecting prices to come down by 20 to 25 percent,” mi aspetto un calo delle quotazioni del 20-25%.
Il calo dei prezzi rispecchia il sistema francese di gestire le petite vendange – cioè le annate meno buone. Loro calano il prezzo mentre noi, nel Brunello, diminuiamo le quantità. In pratica in Toscana aumentiamo la produzione di Rosso di Montalcino e lasciano solo il meglio per il vino di punta. Il risultato è una maggiore oscillazione dei volumi di Brunello ma una maggiore costanza dei prezzi e forse anche della qualità. Leggi tutto…


Château d’Yquem il vino da dessert più famoso del mondo

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Storia, piccoli segreti, assaggi e prezzi di Château d’Yquem il vino cult di chi ama la dolcezza nel bicchiere. E non guardate me io ammiro solo il mito

Château d'Yquem

Château d’Yquem

Di Donatella Cinelli Colombini, vignaiola al Casato Prime Donne di Montalcino

STORIA
La sua storia parte con regalità: era proprietà del re di Francia finchè non fu acquistata nel 1593.
Già a quell’epoca la zona di Sauternes produce vini da vendemmie tardive. Il nostro chateau, dove nel frattempo viene costruito l’edificio con le torri reso celebre dal disegno nell’etichetta, inizia ad avere vigneti nel 1711 quando diviene proprietà di Léon de Sauvage d’Yquem appartenente a una famiglia che, nei secoli successivi, si imparenterà strettamente con Re Luigi XV.
Il colpo di fortuna arriva quando Thomas Jefferson visita la proprietà e letteralmente si innamora del nettare biodo che vi si produce. Ordina 250 bottiglie della vendemmia 1784 per sé e una per George Washington.
Come in molte notissime cantine la svolta che porta al successo avviene per mano di una donna, la giovane vedova Françoise Joséphine de Sauvage d’Yquem che la guida dal 1788 in tutto il burrascoso periodo della rivoluzione quando, la donna, viene

Château d'Yquem

Château d’Yquem

gettata per due volte in prigione. Con lei Yquem assume il carattere di una vera impresa enologica e viene e messo a punto il sistema di raccolta con tre passaggi successivi nella vigna.
In occasione dell’Esposizione Universale di Parigi, nel 1855, quando viene stilata la celebre classifica dei domaine bordolesi, Yquem è l’unica cantine del Sauternes a essere indicato come Premier Cru Supérieur cioè fra quelli che chiamiamo oggi First Growth.
La longevità del suo nettare biondo è leggendaria. Nel 1996 è organizzata una degustazione con bottiglie dal 1811 in poi e Robert Parker rimane così estasiato dal Sauternes di 181 anni da dargli 100/100 come giudizio di assaggio. Leggi tutto…

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