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E se i difetti dei vini diventano pregi

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Acidità volatile e brettanomyces dalle istruzioni via internet alle opinioni degli esperti. Spesso i difetti dei vini diventano pregi e non solo per sbaglio
Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Lorenzo-Corino

Lorenzo-Corino

La lettura dello spassosissimo articolo di Oliver Styles in Wine Searcher riapre la discussione sui difetti dei vini e la loro percezione guidata da internet.
Da una parte ci sono i manuali on line che trasformano certi difetti in caratteristiche di specifiche denominazioni, dall’altro la pubblicazione di recensioni tranchant che segnalano difetti influenzando i consumatori inesperti che finiscono per sentirli anche se non ci sono.
Acidità volatile, ossidazione e brettanomyces sono i principali argomenti della critica enologica dei dilettanti digitali. On line c’è persino chi insegna a valutare, in 10 punti, la soglia di percezione alla “puzzetta di pollaio”.
Una cosa va comunque detta, il vino è un mondo complesso per diversità di vitigni, terroir, sistemi di invecchiamento. Un mondo dove i giovani consumatori entrano con curiosità ma anche con la preoccupazione di perdersi senza riuscire a capire i profumi e i sapori che trovano nel bicchiere. Per questo,

Montalcino-CasatoPrimeDonne_

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almeno all’inizio il distinguo è fra il gusto omologato ma senza difetti, del vino industriale che affronta il mercato globale con caratteri standard e i vini con personalità distintiva che lasciano nel consumatore il dubbio di essere difettosi. Credo che innamorarsi delle diversità sia il primo passo per diventare wine lovers e per scoprire, qualche anno dopo, quali sono le migliori etichette di ogni singolo territorio.
A tutto ciò vanno aggiunte alcune considerazioni sulle nuove tendenze: il successo dei vini naturali e degli orange wines oltre alla nuova ricerca di identità e diversità. Leggi tutto…

DOCG un segno di qualità distintiva o di confusione?

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E’ un vecchio argomento ma sempre di attualità: DOCG contraddistingue sempre vini di qualità superiore? Forse all’inizio ma ormai non è più vero

Brunello-una-delle-prime-denominazioni-DOCG

Brunello-una-delle-prime-denominazioni-DOCG

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Tom Hyland scrive su Wine Searcher un articolo duro e capace di suscitare la riflessione. L’istituzione delle DOCG è avvenuta nel 1980 come un tentativo di differenziare poche denominazioni di livello più alto rispetto alle normali DOC. Ebbero questo riconoscimento per primi Barolo e Barbaresco in Piemonte, Brunello e Vino Nobile in Toscana ma poi le cose hanno preso una dinamica diversa <<today, there are 74 wines that are DOCG in Italy, including such humble offerings as Bardolino Superiore, Frascati Superiore (a dry white from Lazio) and Colli Bolognesi from Emilia-Romagna>> ora le DOCG sono circa 74 e fra loro Bardolino Superiore, Frascati Superiore e Colli Bolognesi spiega Hyland. In

Fine Wines BaroloBrunello 2014 Barolo Ceretto

Barolo-una-delle-prime-denominazioni-DOCG

effetti le DOCG sono troppe, lo ammette anche Riccardo Ricci Curbastro Presidente di Federdoc e spesso beneficiano di questo riconoscimento denominazioni che non la meriterebbero perché la legge destinava la DOCG solo a vini di qualità intrinseca superiore e grande reputazione internazionale.
E’ anche vero, come dice Sandro Boscaini, <<che la qualità non si fa per legge>> ed è vera la riflessione di Gianluca Grasso di Monforte d’Alba circa i <<i controlli che riguardano più le quantità che le qualità>>.
Sta di fatto che ancora oggi il marchio DOCG è un segno distintivo che in certe denominazioni ha funzionato nel modo giusto e in altre ha creato confusione.
Ha giustamente distinto il Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG prodotto in un’area circoscritta della Provincia di Treviso dal normale Prosecco DOC con centinaia di milioni di bottiglie. Leggi tutto…


Comprare grandi vini con Bitcoin

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La criptovaluta ha ora anche le sue enoteche dove con Bitcoin è possibile comprare un Domaine de la Romanée-Conti Romanée-Conti Grand Cru 

Bitcoin-vendita-vino-InBitcoin

Bitcoin-vendita-vino-InBitcoin

Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino
La grande finanza tradizionale critica pesantemente i Bitcoin definendoli “veleno per topi” e gli Hacker attaccano le piattaforme usate per le transazioni, per questo la criptovaluta ha perso il 50% del suo valore dall’inizio dell’anno ma nonostante ciò il business legato alla moneta virtuale è immenso. Oggi un Bitcoin vale intorno a 7.000 Dollari ma a dicembre 2017 era arrivato a valerne 22.000.
Bisogna ricordare che il Bitcoin è un sistema di pagamento virtuale e altamente volatile, creato nel 2009 da un anonimo inventore, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Il sistema è estraneo al controllo delle banche centrali e persino del fisco visto che tutte le intermediazioni sono anonime.
Fa strano comprare il vino con Bitcoin ma ormai è possibile usarli per acquistare qualunque cosa: da un biglietto aereo a un soggiorno in beauty farm e a Zurigo, nella Svizzera delle banche dal 2016, è possibile pagare in bitcoin persino alcuni servizi pubblici, tra cui la sanità e i trasporti.
La cosa impressionante è il modo con cui i Bitcoin siano diventati la moneta di acquisto per i vini da investimento. Uno spassosissimo articolo di Don Kavanagh pubblicato su Wine Searcher, dà un intero elenco di vini esclusivi da acquistare con Bitcoin. Petrus, Lafite Rothschild, Château d’Yquem, Henri Jayer Cros Parantoux per arrivare a Bruno Giacosa. Nomi così celebri da lasciarmi il dubbio che si tratti di uno scherzo, di stampo anglosassone. Leggi tutto…

I 10 vini migliori del mondo

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Le bottiglie della Grande Dame della Borgogna Lalou Bize-Leroy sbancano la classifica dei 10 vini migliori del mondo a parere della grande critica del vino

10 vini migliori del mondo, Lalou Bize-Leroy

10 vini migliori del mondo, Lalou Bize-Leroy

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Chi si stupisce leggendo questo titolo ha diritto a una spiegazione, si tratta dei 10 vini che hanno il punteggio medio migliore sommando i giudizi dei critici più influenti del mondo. Quasi come alle Olimpiadi quando la medaglia d’oro del pattinaggio artistico, della ginnastica o dei tuffi è assegnata da una giuria internazionale. Ogni giudice esprime il suo giudizio che viene sommato a quello degli altri e il totale decreta chi sale sul podio.
Nel vino questa sorta di Olimpiade è organizzata da Wine Searcher che ha messo insieme il punteggio aggregato di tutti i vini del suo immenso database che proviene da 90.887 rivendite di tutto il mondo. Alla fine i 10 vini migliori del mondo sono qui sotto ed hanno una regina assoluta Lalou Bize-Leroy. Una specie di asso piglia tutto come i mostri sacri dello sport Usain Bolt nella corsa, Simone Biles nella ginnastica oppure PyeongChang nel pattinaggio.

10-vini-migliori-del-mondo-Screaming-Eagle

10-vini-migliori-del-mondo-Screaming-Eagle

1 – Domaine Leroy Chambertin Grand Cru, Côte de Nuits. Domaine Leroy è stato fondato nel 1988 ed è una delle più belle tenute della Borgogna, la sua proprietaria Lalou Bize-Leroy è la Grande Dame del vino francese, forse la donna del vino più straordinaria del mondo. Lalou è una sostenitrice della biodinamica e della vita nei vigneti. Ha 85 anni ed è un autentico genio dell’enologia e del marketing. Il suo Chambertin Grand Cru ha un punteggio medio di 97 punti e costa 4.426$.
2- Leroy Domaine d’Auvenay Chevalier-Montrachet Grand Cru, Côte de Beaune. Ancora un vino firmato da Lalou Bize-Leroy, proveniente dalla tenuta che inizialmente era gestita dal marito, Marcel Bize, scomparso nel 2004, dove ancora oggi Lalou risiede. Il punteggio medio è solo leggermente più basso del precedente 96,7 ma il prezzo medio è più alto 5.500 $ perché la produzione è piccolissima. Leggi tutto…


Guigal e Chaputier i miti della Valle del Rodano

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Chi dice Syrah pensa alla Côte du Rhône, a Guigal e Chaputier come chi dice Chiraz pensa all’Austalia e Penfolds. Ecco il patriarca del Syrah

Guigal

Guigal

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Pensando alla Valle del Rodano e ai suoi stupendi Syrah vengono subito in mente due nomi: Chapoutier e Guigal. Il primo è riuscito a un’impresa che tutti gli invidiano 9 vini della stessa annata con 100 centesimi da Robert Parker-Wine Advocate. Mamma mia! Chaputier è una specie di icona della naturalezza nel vigneto, un genio guidato dall’idea visionaria del perfetto equilibrio fra ambiente e qualità del vino. Oggi il marchio Chaputier abbraccia un impero colossale con vigneti in tre zone della Francia, in Portogallo e Australia.

Guigal-La-Mouline

Guigal-La-Mouline

Ma fra i vini con più “centoni” nel rating di Robert Parker, il campione assoluto è La Mouline” Côte-Rôtie di Guigal. Ha ottenuto 100 centesimi 31 volte e continua. I vigneti sono celebrati secoli e ricordano le risaie tale è l’intrico di muretti che sorreggono la poca terra dove crescono le viti. La collina è ripidissima e esposta al sole infatti Cote Rotie significa letteralmente parete arrostita. Leggi tutto…

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