Wine Spectator - Archivio - Cinelli Colombini

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Tag Archives: Wine Spectator

Le origini del vino. La Toscana sempre in prima fila. 1° Parte

Dagli Etruschi a Wine Spectator, la Toscana insegna a fare il vino e detta le regole della qualità

di Sara Mazzeschi

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

La storia del vino si intreccia con quella della civiltà umana fin dagli albori, non a caso Sapere e Sapore, Cultura e Coltura, Vita e Vite hanno la stessa radice etimologica. Alcune leggende, spesso legate al Cristianesimo, vogliono l’uva come frutto proibito al posto dell’anonima mela ed un passo della Genesi racconta di come Noè, passato il Diluvio Universale, avesse piantato una vite e bevuto il succo fino ad ubriacarsi. Bibbia a parte, in Toscana e più precisamente vicino ad Arezzo, sono stati ritrovati fossili di Vitis Vinefera di oltre 2 milioni di anni fa.

A testimonianza che il vino di eccellenza proviene sempre dalle stesse zone, a Montepulciano esiste un documento del 789 dC che sancisce il lascito di una vigna alla Chiesa e a Tenuta Capezzana, nella zona del Carmignano, è conservato un contratto di affitto della fattoria, con vigneti ed ulivi, datato 804 dC. Leggi tutto…


Vernaccia di San Gimignano, il bianco di Toscana

Le 16 torri di San Gimignano vegliano sui filari di Vernaccia, il vino bianco che migliora invecchiando e sa di pietra focaia

di Sara Mazzeschi

San_Gimignano e vigne di vernaccia

San_Gimignano e vigne di vernaccia

Ricordo bene la mia prima degustazione orizzontale, a Siena l’Enoteca Italiana aveva riunito nelle esclusive sale sotteranee molti produttori di San Gimignano e per me, appena uscita dal 2°corso AIS, era un’incredibile occasione per conoscere meglio il vino bianco toscano per eccellenza, la Vernaccia Docg.  Che delusione! Al sesto assaggio già i vini mi sembravano tutti uguali ed in più la beffa, quel bianco asciutto dal retrogusto amarognolo e minerale proprio  non “andava giù”! Ho impiegato un po’ di tempo e numerosi bicchieri per apprezzarlo ed oggi, come spesso accade nel mondo del vino, non solo ho cambiato idea ma  ne sono diventata un’appassionata estimatrice, soprattutto della versione Riserva. Leggi tutto…

Quale vino bevono gli americani?

Dall’indagine del Wine Spectator su quale vino bevono gli americani, molti gli stereotipi confermati, qualche novità e una riflessione

Di Alice Bracciali, Fattoria del Colle

wine-spectator-febbraio-2016

wine-spectator-febbraio-2016

Wine Spectator di febbraio riporta in sintesi i risultati della seconda indagine annuale del Sonoma State’s Wine Business Institute sulle preferenze dei consumatori di vino in America. I campioni erano di un’età compresa fra i 21 e i 68anni. Nonostante il mercato in crescita degli ultimi anni per il Pinot Noir, i grandi rossi e qualche vino bianco meno conosciuto, il 50% ha incluso lo Chardonnay nella lista dei vini preferiti. Il 40% ha inserito il Pinot Grigio che, come aveva predetto Leonardo Lo Cascio in un’intervista al Vinitaly del 2011, ha un mercato in crescita, non come alternativa allo Chardonnay (impossibile da trovare) ma come vino completamente diverso da quest’ultimo, con buona acidità e ottimo rapporto qualità prezzo.
Più della metà degli intervistati preferisce un vino che sia fruttato, semi dolce e morbido. Solo il 26% si orienta su uno stile più secco. “This is the perfect example of the American palate”, questo è il perfetto esempio del palato americano, ha commentato Liz Thach, docente di wine business alla Sonoma State University. In effetti la cultura del vino e del cibo negli USA sta iniziando adesso, gli americani si approcciano al vino solo dopo aver bevuto per molto tempo bevande dolci, molto zuccherate. Il gusto americano è ancora immaturo e poco sofisticato, come rivela Lo Cascio nell’intervista. Basti pensare al consumo procapite di 10L in USA contro i 34L in Italia.
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Wine Advocate e Wine Spectator con rating stellari

Donatella Cinelli Colombini festeggia i 7 vini oltre i 90 centesimi del Wine Advocate e il meraviglioso 97/100 del Brunello Riserva 2010 del Wine Spectator

Wine Spectator home page con il team delle cantine di Donatella Cinelli Colombini

Wine Spectator home page con il team delle cantine di Donatella Cinelli Colombini

Pioggia di premi sui vini di Donatella Cinelli Colombini. Il Brunello riserva 2010 apre la sezione Hot Wines del Wine Spectator con uno spettacoloso 97 centesimi. <<Ci sono una pienezza di note profonde aumentate da sentori di prugne, liquirizia, spezie e cioccolato, insieme a ciliegie e profumi floreali. La struttura è solida e preannuncia una lunga vita come la lunga persistenza fa sperare in futuri piaceri. Mostra un’eccellente equilibrio e un’armonia totale >>

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

ha scritto Bruce Sanderson, senior Editor del Wine Spectator. Nell’ambitissima sezione Insider, dove ci sono i vini che <<have excited our editors>> hanno entusiasmato gli assaggiatori della prestigiosa rivista statunitense, ci sono una decina di Brunello e fra loro un altro gioiellino di Donatella Cinelli Colombini, il Brunello 2011 Prime Donne con un giudizio di 93/100. Piccola chicca: nella home page del sito della prestigiosa rivista americana c’è anche una bella foto del team femminile della cantina di Donatella, la prima in italia interamente in rosa. Leggi tutto…

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