Wine Spectator - Archivio - Cinelli Colombini

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Carte dei vini: meglio 100 oppure 1.000 vini in carta?

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I lettori del Wine Spectator preferiscono le carte dei vini con meno di 350 etichette e anche i Sommelier italiani TOP rifiutano le liste sterminate

Carte dei vini dei ristoranti

Carte dei vini dei ristoranti

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Il Wine Spectator, più autorevole magazine del vino a livello mondiale, ha lettori che amano e soprattutto comprano bottiglie importanti, cioè clienti abituali di ristoranti stellati e collezionisti che hanno in casa cantinette blindate dal valore di centinaia di migliaia di Dollari. A questa élite di appassionati il sito del Wine Specator pone spesso delle domande; non si tratta di vere statistiche quanto piuttosto di sondaggi che danno l’idea del sentiment dei consumatori di vino più esigenti. Questa volta il quesito era << Quanto dovrebbe essere ampia la carta vini di un ristorante?>>
Il lettore poteva scegliere fra quattro possibili risposte:
1) meno di 90, non voglio dedicare troppo tempo alla scelta perché preferisco

Anna-Sala-Wicky's-Milano

Anna-Sala-Wicky’s-Milano

godermi la cena
2) tra i 90 e i 349, voglio avere un buon numero di scelte fra vini capaci di accompagnare il menù e con prezzi convenienti
3) da 350 a 1.000; voglio una scelta ricca e ampia ma senza che richieda troppo tempo a sfogliare un tomo gigante;
4) più di 1.000, voglio l’opportunità di scelta più ampia possibile e mi piace cercare i vini esclusivi
I risultati sono chiarissimi: 49% ha scelto la risposta 2 e il 35% la risposta 3 mentre quelli che prediligono libroni con un numero sterminato di vini sono un’esigua minoranza. Leggi tutto…

Divorzio Pitt Jolie: che fine farà il loro rosato da Oscar?

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A chi andrà lo splendido Chateau Miraval in Provenza, dove Brad Pitt e Angelina Jolie si erano sposati nel 2014 e dove nasce il loro rosato super premiato?

Pitt Jolie rosato da Oscar

Pitt Jolie rosato da Oscar

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

La domanda potrebbe essere più cattiva <<il rosé di Chateau Miraval avrà lo stesso successo commerciale e soprattutto gli stessi riconoscimenti da parte della critica specializzata senza il duo Pitt-Jolie?>>
Due personaggi belli, ricchi e famosi, una grande storia d’amore, 6 figli fra naturali e adottivi con uno stile multietnico che ricorda più gli hippie che la famiglia patriarcale ….. insomma è gente che sbalordisce. Per noi produttori di vino, a tutti gli altri motivi di invidia se ne aggiunge un altro squisitamente

Angelina-Jolie-Chateau-Miraval-2014

Angelina-Jolie-Chateau-Miraval-2014

enologico. Nel 2008 Angelina Jolie e Brad Pitt avevano acquistato per 55 milioni di Dollari, una splendida tenuta in Provenza. Quasi un villaggio aristocratico di edifici nel tipico stile locale che sono stati sapientemente restaurati: 35 stanze, centro benessere con Jacuzzi, piscina coperta, palestra e una sala da incisione che è stata usata dai Pink Floyd e da Sting. Tutto intorno piscine, fontane, laghetti e più lontano oliveti, vigneti e boschi per un totale di 400 ettari. In questo luogo da sogno la coppia più invidiata del cinema mondiale si è sposata nel 2014 coronando quella che sembrava una “favola bella”, lei in abito bianco coperto di piccoli disegni dei figli. Leggi tutto…


Biodinamica e espressionismo

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I motivi dell’attuale ricerca di piccolo, diverso e naturale; le somiglianze fra l’espressionismo pittorico e la ricerca di emozioni in vini eroici

Di Donatella Cinelli Colombini

cornoletame-viticultura-biodinamica

cornoletame-viticultura-biodinamica

GIOVANBATTISTA VICO, IL VINO E L’ESPRESSIONISMO
Ricordate la teoria dei corsi e ricorsi storici di Gianbattista Vico? Il filosofo sosteneva che la storia si ripete, anche a distanza di molto tempo, con le stesse tre fasi: Divino dominato dai sensi e dall’immaginazione. Eroico con la società dominata dai più forti. Umano, trionfo della ragione con conseguente uguaglianza tra gli uomini e governi dittatoriali o assolutamente democratici.
Senza addentrarsi in considerazioni filosofiche, per le quali non ho ne competenza ne tempo, mi vorrei soffermare sulla costatazione che l’esagerazione, il tirare troppo

matisse-la-danza-espressionismo

matisse-la-danza-espressionismo

la corda, porta sempre a una reazione, nelle cose grandi come nelle cose piccole.
In pittura la cultura accademica dell’Ottocento aveva soffocato la creatività dentro forme classicistiche creando i presupposti della reazione ed ecco il 1863 il “Salon des Refusés” con gli artisti cacciati dalle esposizioni ufficiali: Manet, Monet, Pisarro, Degas, Renoir… (bei nomi vero! ) per non parlare degli espressionisti come Munch, Matisse … che nel 1905 furono battezzati Fauves cioè belve. Un’esplosione di creatività che ricorda quella del rinascimento a Firenze. Leggi tutto…

Le Prime Donne al NY Wine Experience: un sogno si avvera

Il Brunello di Donatella Cinelli Colombini va al NY Wine Experience, la degustazione dei 250 vini top scelti dal Wine Spectator per prestigio e qualità

Brunello-riserva-2010-NY-Wine-Experience

Brunello-riserva-2010-NY-Wine-Experience

Ha 18 anni, la giovane impresa di Donatella Cinelli Colombini (è nata nel 1998) è maggiorenne e ha ricevuto l’invito più atteso, quello che per una cantina equivale al ballo delle debuttanti all’Operà di Vienna. L’invito a partecipare al Wine Experience, la degustazione organizzata a New York dalla prestigiosa rivista statunitense Wine Spectator. Una selezione dei migliori 278 vini del mondo scelti per prestigio e qualità. Una degustazione così esclusiva da attrarre wine lovers da Paesi lontani perché sono certi di trovarvi il meglio del meglio e anche molte novità. Il biglietto di ingresso costa 2.495$ ed è a numero chiuso, gli ingressi vengono acquistati on line

new-york-wine-experience-2015

New-York-Wine-Experience-2015

fino al full booking. Per il Brunello di Donatella Cinelli Colombini c’è stato un regalo ulteriore: il suo è uno dei 4 Brunello scelti per il seminario. Davanti a 1.000 persone lei racconterà la storia di un casolare diroccato che diventa la prima cantina italiana con uno staff interamente femminile e del vigneto Ardita, un piccolo appezzamento di circa due ettari, dove nasce un’uva straordinaria con una straordinaria continuità qualitativa nelle diverse annate. Un luogo magico per la coltivazione del Sangiovese. Leggi tutto…


Le origini del vino. La Toscana sempre in prima fila. 1° Parte

Dagli Etruschi a Wine Spectator, la Toscana insegna a fare il vino e detta le regole della qualità

di Sara Mazzeschi

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

La storia del vino si intreccia con quella della civiltà umana fin dagli albori, non a caso Sapere e Sapore, Cultura e Coltura, Vita e Vite hanno la stessa radice etimologica. Alcune leggende, spesso legate al Cristianesimo, vogliono l’uva come frutto proibito al posto dell’anonima mela ed un passo della Genesi racconta di come Noè, passato il Diluvio Universale, avesse piantato una vite e bevuto il succo fino ad ubriacarsi. Bibbia a parte, in Toscana e più precisamente vicino ad Arezzo, sono stati ritrovati fossili di Vitis Vinefera di oltre 2 milioni di anni fa.

A testimonianza che il vino di eccellenza proviene sempre dalle stesse zone, a Montepulciano esiste un documento del 789 dC che sancisce il lascito di una vigna alla Chiesa e a Tenuta Capezzana, nella zona del Carmignano, è conservato un contratto di affitto della fattoria, con vigneti ed ulivi, datato 804 dC. Leggi tutto…

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