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Donne assaggiatrici più brave ma più severe

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Donne assaggiatrici, più severe dei colleghi uomini ma anche più capaci di percepire le differenze. Il gentil sesso è sensibile soprattutto agli aromi

assaggiatrici donne Fiammetta Mussio e Michela Marenco

assaggiatrici donne Fiammetta Mussio e Michela Marenco

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Che ci siano differenze fra le preferenze degli uomini e quelle delle donne è più che accettato. Quello che, invece, viene quasi sempre messo in dubbio è maggiore capacità femminile di giudicare il vino. Eppure le evidenze scientifiche si susseguono. Nel 2014 Deborah Parker professore associato del “Sensory Science Testing and Research Centre” del Kent in Gran Bretagna spiegava a The Drinks Business che nel loro centro selezionano assaggiatori capaci di percepire minime differenze fra i gusti dolce, amaro, acido, salato e umami (saporito) ebbene <<solo il 10% -15% della popolazione ha caratteristiche sufficiente per diventare “panellista” del gusto … e quando diamo ai consumatori il test sensoriale (che seleziona i membri del pannel) le donne risultano sempre le migliori>>.
Non è un caso e pochi giorni fa è arrivata un’altra conferma. Si tratta della ricerca realizzata dal team di Caroline Chaya dell’ Universidad Politécnica de Madrid

Donne del Vino degustazione Vinitaly 2018

Donne del Vino degustazione Vinitaly 2018

pubblicata su Food Quality and Preference. 208 volontari hanno assaggiato alla cieca sei vini: 2 bianchi, 1 rosè e 3 rossi. I risultati dicono che le donne danno giudizi più severi degli uomini ma colgono differenze che i colleghi maschi non sentono. La stessa ricerca ha anche evidenziato come, con il passare degli anni, i consumatori diventino più compiacenti finendo per apprezzare tutto “basta che sia vino”.
Donne giudici severi, dunque, ma molto attente soprattutto agli aromi che vengono preferiti nelle note floreali e fruttate mentre piacciono di meno liquirizia, chiodo di garofano e vaniglia cioè gli elementi aromatici più direttamente collegati alla maturazione in botte. Leggi tutto…

Vigneti sostenibili nell’epoca dei climi insostenibili

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Dopo la scarsa vendemmia 2017 ci aspetta un’altra raccolta povera d’uva. In futuro sarà sempre peggio. Istruzioni e riflessioni dai vigneti toscani 

2017-vigneti-colpiti-dalla-siccità-lato-al-sole

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Sarà sempre più caldo. Ormai tutti i meteorologi ripetono lo stesso messaggio, l’Italia e in generale il Mediterraneo sono una delle aree dove l’aumento delle temperatura innescato dall’effetto serra, è più forte e diventerà ancora più forte. Infatti l’aumento di 1°C della temperatura media mondiale non significa che ovunque è più caldo e neanche che le temperature sono più elevate in tutti i periodi dell’anno. Il riscaldamento è a macchia di leopardo e anzi certe zone, durante l’inverno, sono più fredde di prima a causa della variazioni delle correnti cicloniche e anticicloniche.
Per i vigneti italiani le prospettive sono poco allegre. <<Oggi il 68% del vigneto italiano è colpito da siccità, nel 2030 sarà l’ 89%>> ha detto il presidente della Società

2017-vigneti-colpiti-dalla-siccità-lato-all'ombra

2017-vigneti-colpiti-dalla-siccità-lato-all’ombra

Meteorologica italiana Luca Mercalli, intervenuto al convegno Vigneti sostenibili per climi insostenibili organizzato a Roma dall’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.
I nostri territori vitati dovranno affrontare stagioni bollenti e aride che somigliano a quelle dell’Iraq cioè a una zona desertica dove nessun vignaiolo raziocinante avrebbe a piantare le sue viti.
I rimedi sono salire in montagna, oltre gli 800 metri, oppure andare a Nord. Rimedi che sono possibili solo per i singoli vignaioli perchè le denominazioni hanno un carattere “stanziale” che richiede altri rimedi. Leggi tutto…


Gian Marco Centinaio Ministro dell’Agricoltura

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Gli agricoltori hanno finalmente un Ministro, è il capogruppo della Lega al Senato Gian Marco Centinaio uno dei politici più esperti e capaci del governo Conte

Gian Marco Centinaio Ministro dell'Agricoltura

Gian Marco Centinaio Ministro dell’Agricoltura

Di Donatella Cinelli Colombini

47 anni, di Pavia, sposato con un bimbo di 3 anni, appassionato di moto, Gian Marco Centinaio è il nuovo Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Sia in questa che nella precedente legislatura è stato capogruppo della Lega al Senato della Repubblica e ancora prima era Vicesindaco di Pavia con delega alla cultura.
Laureato in Scienze Politiche mentre frequentava l’università era già consigliere

Gian Marco Centinaio Ministro dell'Agricoltura

Gian Marco Centinaio Ministro dell’Agricoltura

comunale a Pavia per la Lega Nord. E’ dunque un politico di lunga esperienza che tuttavia ha fatto in tempo ad avere anche un’esperienza di dirigente d’azienda in Banca Mediolanum e poi un tour operator. A livello politico è considerato un duro ed il suo soprannome a Pavia è “guerriero”.
Amico da lunga data di Matteo Salvini gli è stato affidato uno dei ministeri a cui la Lega tiene di più e in cui nutre più speranze di ottenere brillanti risultati. L’agricoltura era stata infatti indicata dal leader del carroccio come uno dei comparti chiave della sua strategia di politica economica. Leggi tutto…

Le stelle del Brunello e la valutazione precoce

E’ possibile giudicare la qualità di un vino con 4 anni di anticipo? Le 5 stelle del Brunello 2012 e le 4 dell’annata successiva appaiono ora da invertire

Stelle-del-Brunello-Sting-davanti-alla-mattonella-della-vendemmia-2017

Stelle-del-Brunello-Sting-davanti-alla-mattonella-della-vendemmia-2017

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Lo strano caso dei Brunello 2012 e 2013 il primo con cinque stelle e il secondo con quattro ma attualmente, a giudizio unanime giudicato migliore del precedente, riapre la discussione sull’attribuzione del valore della vendemmia a pochi mesi dalla nascita del vino.
Bisogna ricordare che non si tratta di un’invenzione italiana. Da duecento anni, ad aprile, centinaia di esperti, negozianti, importatori e (da una quarantina d’anni) collezionisti accorrono a Bordeaux per assaggiare il vino En-Primeur cioè in anteprima. Oltre 150 tra i più grandi châteaux aprono le porte e fanno degustare i vini dell’ultima annata direttamente dalle barrique. In seguito ai giudizi dei grandi

Stelle-del-Brunello-2017-Sting

Stelle-del-Brunello-2017-Sting

esperti, e fino al 2014 soprattutto alle valutazioni di Robert Parker, vengono decisi i prezzi e i commercianti comprano i vini Primeurs cioè 12-24 mesi in anticipo sul momento in cui verranno imbottigliati.
Un sistema basato sulla convinzione che sia possibile valutare con assoluta certezza e in modo definitivo, la qualità del vino poco dopo la vendemmia prevedendo la sua evoluzione futura.
Da secoli il sistema en-primeur da liquidità alle cantine e permette ai commercianti più capaci di guadagnare sulla crescita dei valore. Si perché non tutti hanno fatto soldi, negli anni c’è anche chi è fallito per aver sbagliato a comprare e vendere.
E arriviamo in Italia. Un tempo la valutazione dell’annata veniva fatta dai giornalisti e soprattutto da Antonio Niederbacher storico giornalista ed esperto che, 1963 fu fra i creatori del SIMEI salone delle attrezzature enologiche che si svolge a Milano. Leggi tutto…


Enoteche: la seconda giovinezza in Italia

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Le 7300 enoteche italiane sono trendy. Napoli è la città che ne ha di più con 546 esercizi. Le donne dirigono il 27% del totale, crescono i gestori giovani al Sud

Enoteca-Molesini-Cortona-vita-da-produttori

Enoteca-Molesini-Cortona

Di Donatella Cinelli Colombini

Dopo il boom negli anni Settanta del Novecento, quando le enoteche accesero i riflettori sulla scalata qualitativa del vino italiano e dopo la crisi dei primi anni Duemila, le enoteche vivono, in Italia, una seconda giovinezza.
Due tendenze sembrano emergere: i wine bar per consumare vino, cibo e intrattenimento e i negozi per i turisti. I primi sono luoghi dove i wine lovers trovano amici vecchi e nuovi, scoprono vini rari e vigneti sconosciuti, partecipano a intrattenimenti in chiave enoica, soprattutto vivono il vino come life style capace di dare stimoli e socializzazione. Insomma più che un luogo per lo shopping l’enoteca è vista come un luogo dove trascorrere il tempo libero all’interno di uno stile di vita più lento e attento alla salute. In altre parole nessun cliente cerca la sbornia quanto piuttosto di emozionarsi con la scoperta di una piccola cantina in un’isola vulcanica dove le viti sono coltivate interamente a mano.

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Poi ci sono le enoteche pensate per i turisti che arrivano nelle zone del vino o genericamente in Italia, con l’intenzione di assaggiare ma soprattutto comprare eccellenze, rarità e novità del vigneto tricolore. Questa tipologia di negozi ha sicuramente beneficiato della crescita dei turisti esteri 2017 così come del segmento di quelli interessati al vino. In pratica due visitatori stranieri su 3 tornano tornano  a casa con una bottiglia in valigia. L’enoturismo fa breccia anche sugli italiani ed ecco che, nell’ultimo anno, 16,1 milioni di connazionali hanno partecipato ad almeno un evento enoico. Appuntamenti che spesso avvengono nei distretti di produzione ed hanno nelle enoteche dei punti di sosta quasi obbligatori. Leggi tutto…

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