Vigne e vini

Donatella Cinelli Colombini nuovo presidente della Doc Orcia

La Doc Orcia è forse la denominazione più bella del mondo e anche una delle più giovani e delle più piccole, ma ha grandi speranze

Doc Orcia vendemmia

Donatella Cinelli Colombini vendemmia 2012

Donatella Cinelli Colombini è stata chiamata a ricoprire la presidenza quasi a “furor di popolo” dai produttori che vedono in lei la persona che può dare una svolta alla denominazione. <<La stima dei miei colleghi mi tocca profondamente. Ce la metterò tutta per vincere una sfida davvero difficile>> Per capire la situazione basta dire che per i 10 posti in Consiglio di amministrazione non c’erano 10 candidati, insomma il consorzio ha pochi mezzi economici e molte speranze.
<< I vini sono davvero buoni e manifestano tutto l’impegno e la passione dei produttori che nella stragrande maggioranza delle aziende fanno tutto direttamente: dalla vigna alla vendita delle bottiglie>> Insomma in un mondo globalizzato nella Doc Orcia il vino è ancora un prodotto familiare anche se ci sono ottimi agronomi e enologi come consulenti.
Solo 220.000 bottiglie all’anno in  un territorio pieno di città d’arte, di centri termali e con uno dei paesaggi agricoli più belli del mondo che l’Unesco, nel 2004, ha riconosciuto patrimonio dell’Umanità.

La Doc Orcia si estende su 13 comuni: Buonconvento, Castiglion d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San

Orcia Doc Vigneto Sangiovese

Orcia Doc Vigneto Sangiovese Fattoria del Colle

Quirico d’Orcia, Trequanda e parte di Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita di Siena.
<<Proprio la bellezza del territorio della Doc Orcia e i turisti che ogni anno vengono a visitarlo sono>> secondo Donatella Cinelli Colombini <<la soluzione del problemi commerciali della giovane Doc Orcia nata fra due colossi come il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano>>.
A chi le chiede se la presidenza della Doc Orcia significa il suo disimpegno dal Consorzio del Brunello Donatella risponde sorridendo <<assolutamente no! Io ho avuto tanto dalla vita, tante soddisfazioni professionali e vorrei dare qualcosa in cambio. Quello che so fare: comunicazione, progetti di marketing territoriale, turismo del vino>> Una scelta che le fa onore anche se ammette << Il mio cuore è a Montalcino  anche se farò del mio meglio per accrescere le prospettive di questa giovane denominazione >>

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