Vigne e vini

Il look del vino, come vestono i produttori italiani

Vignaioli  nella vigna e vignaioli che viaggiano per il mondo, donne senza trucco oppure molto sofisticate … ecco a voi i dress code del vino italiano

Angelo-Gaja

Angelo-Gaja

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello

Alcuni produttori hanno un look molto personale che li distingue come il maglioncino Oscar Farinetti che ricorda tanto Marchionne, tuttavia il Signor Eataly cambia colore e il capo della Fiat no. Le camice senza cravatta di Angelo Gaja che qualche volta la cravatta la tette. Le giacche country di Pieno Antinori che con il suo stile british e gli abiti vissuti è il prototipo perfetto della vecchia aristocrazia fiorentina. Uno stile basato sulla semplicità che caratterizza anche l’abbigliamento delle figlie Albiera, Allegra e Alessia: niente gioielli vistosi, vestiti griffati o altri status symbol perché proprio non ne hanno bisogno belle, brave e famose come sono!

Albiera, Allegra e Alessia Antnori

Albiera, Allegra e Alessia Antnori

Il look degli uomini del vino italiano potrebbe essere riunito in due tipologie principali: campagnolo e gessato. Quasi a rappresentare due facce della produzione del vino: la vigna e la vendita. Il look dei primi è con giacca di velluto in Piemonte e maremmana in Toscana, pantaloni a coste oppure jeans. Gli stessi vignaioli indossano il completo blu nelle occasioni ufficiali e mostrano una crescente disinvoltura in questi abiti che, vent’anni fa, mettevano solo ai matrimoni e ai funerali. Quelli che viaggiano di più per vendere i loro vini hanno anche il completo gessato. In questo look il prototipo perfetto è Giovanni Geddes il più geniale uomo marketing del vino italiano.

Donne del vino

Donne del vino

I più ben vestiti sono i pugliesi. Come dicono loro <<c’è chi si copre e chi si veste>> cioè c’è chi si mette la prima cosa che gli arriva fra le mani e chi studia con somma attenzione ogni pezzo dell’abbigliamento abbondantemente griffato.
Fra le produttrici di vino i look diventano tre: al naturale, aristocratico, sexy. Ovviamente sono ancora le pugliesi le più eleganti mentre quelle del Nord Est mettono più in evidenza la femminilità e quelle del Nord Ovest hanno un look più sofisticato e forse le siciliane quelle più attratte dalle griffe della moda.
La necessità di rinunciare a due accessori importanti del fascino femminile – il profumo e il rossetto – spinge molte produttrici a presentarsi con poco trucco sul volto. Uno stile che è stato giustamente celebrato da un film di Giulia Graglia intitolato “Senza trucco” e dedicato a Elisabetta Foradori, Arianna Occhipinti, Nicoletta Bocca e Dora Forsoni. E’ anzi lo stile austero della Foradori che ha finito per contraddistinguere il look delle produttrici più attente alla natura e alla biodiversità, quasi volessero presentarsi come la prova vivente del rifiuto di ogni artificio.
C’è comunque una marcata differenza fra chi viaggia in tutto il mondo per vendere il vino e chi vive tutto l’anno nella provincia dove ha le vigne. Eleganti ma sobrie le prime, più vistose e colorate le seconde.

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2 Comments

  1. simona mannoni casini Reply

    Non penso debba esistere un look stereotipato per nessuno. Non sono fautrice del trucco pesante ma neppure della donna ” acqua e sapone”. Credo fermamente che ognuno debba essere se stesso in ogni circostanza ed in ogni luogo

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