Vigne e vini

Kerin O’Keefe il talent scout dell’Orcia

Kerin O’Keefe inaugura l’Orcia Wine Festival 2017 con una masters class di 10 vini Orcia Doc. E’ lei il pigmalione dell’Orcia e la fata di Cenerentola?

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Di Donatella Cinelli Colombini

ORCIA DOC
Orcia, un territorio incantato di alte colline, nel Sud della Toscana, dove il tempo sembra essersi fermato. Paesaggio, piccole città, d’arte, stile di vita, tutto è in armonia con la storia e la natura. Il vino è prodotto da millenni ma solo da una ventina d’anni, dopo il global warming le cantine hanno iniziato a puntare in alto. Prima le gelate primaverili distruggevano un raccolto su tre e spesso, in estate e nel primo autunno, era troppo freddo per arrivare a una perfetta maturazione dell’uva. Oggi invece l’altitudine e la
forte escursione termica estiva fra la notte e il giorno, sono una vera fortuna e aiutano a produrre vini di notevole ricchezza aromatica, che in bocca sono eleganti e armonici ma si distinguono fra i rossi toscani per la piacevole freschezza (struttura acida) che promette una grande longevità. Sono dunque vini raffinati e di grande qualità che in pochi anni hanno fatto una crescita qualitativa impressionate. Piccole produzioni artigianali, curate a mano giorno per giorno, che complessivamente si traducono in 240.000 bottiglie annue e sono

OrciaDoc-Vino-più-bello-del-mondo-BagnoVignoni

OrciaDoc-Vino-più-bello-del-mondo-BagnoVignoni

vendute quasi tutte in zona ai turisti.
Vini che hanno nell’Orcia Wine festival il loro palcoscenico e hanno bisogno di un pigmalione che se ne innamori e ne diventi il portabandiera davanti al mercato e ai critici del vino di tutto il mondo. Sarà Kerin O’Keefe il talent scout?
La fata che trasforma Cenerentola in principessa?
Si perché il mio vino Orcia porta il nome della giovane che pulisce il camino mentre le sorellastre più grandi vanno al ballo. Per il vino Orcia le sorelle grandi sono le denominazioni a destra e a sinistra del suo territorio, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, quelle che vanno al ballo del principe. Ci vuole dunque un pizzico di magia e forse la raffinata editor del Wine Enthusiast ha la bacchetta magica.KERIN O’KEEFE
Kerin O’Keefe ha una cultura umanistica; ha studiato letteratura inglese alle università del Massachusetts Amherst e dell’ East Anglia. Nel 1991 si è trasferita in

Kerin-O'Keefe-all'Orcia-Wine-Festival

Kerin-O’Keefe-all’Orcia-Wine-Festival

Italia e l’anno dopo ha spostato un italiano. Anche se vive con lui in Svizzera, Kerin adora il nostro Paese e il vino italiano, particolarmente quello prodotto con uve autoctone. I suoi primi libri sono stati dedicati al Brunello: Franco Biondi Santi. Il gentleman del Brunello (2004), Brunello di Montalcino (2012) a cui è seguito Barolo and Barbaresco. The King and Queen of Italian Wine (2014).
Il suo passato universitario segna profondamente il suo modo di scrivere misurato e elegante. Un senso di misura che non significa debolezza anzi contiene una grande forza nei contenuti: si è battuta contro chi voleva aggiungere altre uve al Sangiovese del Brunello ed ha contrastato il “rozzo stereotipo del Palato Americano” cioè l’omologazione che stravolgeva l’originario carattere dei vini con troppo legno e troppi estratti. Recentemente ha lanciato l’idea della zonazione del territorio di Montalcino come strumento per capire differenze e identità.
CENERENTOLA ORCIA DOC
Ed ecco Kerin davanti a Cenerentola Orcia Doc, con il suo strano uvaggio di Sangiovese e Foglia Tonda, un vitigno quasi estinto e difficilissimo da coltivare.

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Come tutte le varietà poco studiate lo sforzo per capirlo e portarlo all’equilibrio perfetto è enorme ma il Foglia Tonda è uno sposo ideale per il Sangiovese perché ha potenza mentre l’altro ha eleganza. Il risultato è un vino unico, diverso da ogni altro, complesso, profondo, ricco e armonico. Un vino che, con le sue 6.000 bottiglie all’anno, sta conquistando un cliente dietro l’altro, un mercato dietro l’altro. Cero si tratta di una piccola produzione ma … se poi Cenerentola diventerà principessa …

FATTORIA DEL COLLE IN FESTA PER KERIN O’KEEFE
Ed ecco Kerin O’Keefe alla Fattoria del Colle che si incrocia con l’arrivo di un gruppo

AntonellaCantarutti-DonatellaCinelliColombini-DonatellaBriosi-Fattoria-del-Colle

AntonellaCantarutti-DonatellaCinelliColombini-DonatellaBriosi-Fattoria-del-Colle

di amanti di grandi vini arrivati in Toscana per scoprire le somiglianze e i distinguo delle cantine Cinelli Colombini, quella di mio fratello e le mie del Casato Prime Donne e della Fattoria del Colle. Ci sono Cristiana Cirielli e Antonella Cantarutti rispettivamente delegata friulana e consigliera nazionale delle Donne del vino, Claudia Vincastri, enotecaria a Portogruaro,la sommelier Donatella Briosi, Paolo Ianna wine consultant, coordinatore della Guida Vinibuoni d’Italia e Michelangelo Tagliente giornalista wine blogger.
Completa la brigata Lia Tolaini proprietaria della Banville Wine Merciant che importa il mio vino in USA. C’è quindi più di un motivo per fare festa e per organizzare una cena a lume di candela nella sala del camino dell’Osteria. Menù vegetariano, perché Kerin non mangia carne, camino acceso per il freddo ritornato all’improvviso e il piacere dell’amicizia e dei grandi vini.

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