Vigne e vini

La certificazione delle cantine turistiche

Dal Grand Wine Tour e il suo enoturismo lussuoso all’accoglienza coi fiocchi del Movimento Turismo del vino. Perché  certificare le cantine aperte al pubblico

Certificazione-delle-cantine-turistiche-Barone di Villagrande-Sicilia

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Di Donatella Cinelli Colombini, Casato Prime Donne, Fattoria del Colle

Ha riscosso una grande interesse la presentazione del marchio The Grand Wine Tour.Si tratta di un tour operator che propone qualcosa di nuovo  rispetto alle normali agenzie di wine-winery tour, si basa infatti su un manifesto e una carta della qualità che danno origine a un marchio.  Il manifesto è suddiviso in 10 punti sugli scopi del Grand Wine Tour; esso si ispira ai viaggi settecenteschi di chi percorreva la Francia e soprattutto l’Italia acculturandosi attraverso la vista delle opere d’arte   e il rapporto con i circoli culturali delle varie località.  Il Gran tour era una sorta di rito iniziatico per i più talentuosi rampolli dell’aristocrazia europea e apriva loro la mente verso le diverse civiltà del presente e del passato, in certi casi durava più di un anno.

Certificazione-delle-cantine-turistiche-visita in cantina

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Il Grand Wine Tour ha dunque un obiettivo ambizioso e per realizzarlo chiede alle cantine la sottoscrizione di una carta della qualità con 50 criteri suddivisi in tre sezioni di valutazione:  tour e tasting, ristorante e ospitalità, vino. Dei tecnici verificano l’esistenza dei  requisiti che puntano decisamente sul lusso. Una proposta turistica sicuramente gradita al segmento più danaroso dei viaggiatori  che vuole dormire in strutture cinque stelle superiore, predilige i ristoranti stellati e compra i vini più cari.  Per ora le cantina prescelte sono 19 sparpagliate nelle principali regioni .Applaudo  alla selezione in base a criteri predefiniti e sul riferimento al Gran tour settecentesco con itinerari culturali decisamente coraggiosi rispetto a  un pubblico di

Brunello Prime Donne e cacio

Brunello Prime Donne e cacio

wine lovers che spesso non brilla per cultura umanistica.  Ci sono infatti il Museo della Ferrari ma anche il percorso su Piero della Francesca . Bravi! L’occasione è adatta per tornare sull’annoso problema della certificazione delle cantine aperte al pubblico. Mi auguro che, con l’arrivo del Ministro Gian Marco Centinaio, in cui si sommano le competenze di turismo e agricoltura,  al Decreto ministeriale sull’enoturismo venga aggiunto di un serio elenco di requisiti minimi che, nella bozza attuale, non ci sono. Le imprese del vino che voglio i vantaggi fiscali e amministrativi previsti dall’emendamento Stefano alla Finanziaria 2018 (Emendamento Art 1 commi dal 502 al 505) dovrebbero, a mio avviso, possedere standard obbligatori:

  • segnalazione del percorso di arrivo anche attraverso l’uso di GPS
  • personale poliglotta formato sull’azienda, i processi produttivi del vino e la tecnica di degustazione
  • sistema informativo e di prenotazione on line

    Accoglienza-coi-fiocchi-Movimento-Turismo-del-Vino-mtvtoscana

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  • orario di apertura segnalato all’esterno e apertura festiva almeno su richiesta
  • locali attrezzati per la vendita e la degustazione (calici da degustazione), bagni ad uso pubblico
  • percorso delle visite predefinito. Carnet di attività didattiche e di intrattenimento incentrate sul vino
  • distribuzione materiale didattico e illustrativo sull’azienda, sulla denominazione e sul territorio
  • accessibilità ai diversamente abili

Ovviamente questo non basta a dare il successo a una cantina turistica, ma garantisce i visitatori sull’esistenza di un’accoglienza  ben fatta. Il Movimento del Turismo del vino ha iniziato nel 2003 un meritevole lavoro di certificazione  chiamato “Accoglienza coi fiocchi” ed esso potrebbe essere alla base di un rinnovato impegno nella qualificazione dell’offerta enoturistica.

A fianco del decalogo dell’incoming  in cantina credo debba essere organizzata una griglia capace di spingere le aziende del vino a diversificare la loro proposta facendo leva sull’identità che distingue ciascuna di esse.  Nel mio ultimo manuale “Marketing delle cantine aperte“, ho proposto 5 tipologie principali all’interno delle quali servirebbero almeno una ventina si sottogruppi.

  • CANTINE STORICHE E MONUMENTALI
  • CANTINE FUNZIONALI
  • CANTINE CAPOLAVORO DI ARCHITETTURA MODERNA
  • CANTINE FAMILIARI E BOUTIQUE
  • CANTINE STAR – WINE STAR

I turisti cercano  diversità, di elementi unici, di esperienze partecipate, di momenti memorabili … e c’è già chi, all’estero, sta costruendo l’offerta enoturistica proprio  partendo da questa logica. Allora, visto che le cantine italiane,  sono un universo di castelli, borghi medioevali, bagli, masserie, capolavori di architettura contemporanea, scrigni di passione familiare …. Allora perché non trasformare questa diversità brulicante di vignaioli appassionati in un motore di sviluppo? Basterebbe un sito …..

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