Vigne e vini

La disfida del puro Sangiovese va in scena a Montalcino

Nessuno prima del Brunello aveva tentato di certificare la tipologia e la zona d’ origine dell’uva usata per il vino ma a Montalcino ci sono riusciti

Tracciabilità del Sangiovese

Tracciabilità del Sangiovese

Un convegno, il 24 maggio dalle 9,30, nel teatro di Montalcino, metterà fine a una polemica durata 4 anni fra chi sostiene che il DNA è il sistema migliore per accertare se il Brunello è fatto con 100% Sangiovese e chi invece, come il  Consorzio del Brunelloha puntato sugli antociani per avere la stessa certificazione.

Nel rispetto di tutta la ricerca scientifica, al convegno verranno presentati entrambi gli studi. La Dottoressa Vignani, maggiore sostenitrice dell’indagine fatta con il DNA, confronterà il suo metodo con quello dell’equipe della fondazione Edmund Mach – Istituto di San Michele all’Adige guidata dal Professor Fulvio Mattivi che ha sviluppato il profilo antocianico del Brunello per conto del Consorzio.

Un confronto leale sul piano scientifico che speriamo metterà fine a un lungo scontro dove non sono mancate le accuse. In qualche blog serpeggiava il sospetto che il Consorzio non volesse un sistema capace di rivelare l’uva usata per il Brunello. Invece la dirigenza del Brunello questo sistema lo ha cercato con decisione e lo ha trovato. 5 anni di lavoro e 150.000 € di investimento, la collaborazione con l’istituto di ricerca enologica più importante d’Italia

sangiovese per il Brunello

sangiovese per il Brunello

e ora arriva il metodo di indagine capace di certificare tutto il Brunello , in modo certo e a costi ragionevoli. Il sistema si basa sul profilo antocianico di 17 elementi che danno una sorta di impronta digitale specifica del Sangiovese. A questa si associa l’analisi degli isotopi stabili che dicono la provenienza dell’uva. In pratica la pioggia lascia un segno nell’uva e quindi nel vino per cui è possibile identificare la sua zona di provenienza. Un’indagine stile Sherlock Holmes che funziona alla grande.

Ho avuto la soddisfazione di accompagnare il Professor Mattivi alla presentazione dei due metodi di indagine al temutissimo TTB – Alchol and Tobacco tax and trade Bureau del governo americano lo scorso I° febbraio all’Ambasciata Italiana di Washington. Vedere l’approvazione degli specialisti del TTB è stato bellissimo così come sono state bellissime le parole dei dirigenti dell’Ambasciata << finalmente c’è chi, in Italia, promette di fare una cosa e poi la fa veramente, siamo molto soddisfatti di voi!>>
Di Donatella Cinelli Colombini

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