Vigne e vini

Ladri “sommelier” nelle cantine di Brunello

Il 5 dicembre a Cupano e il 20 gennaio a Col d’Orcia. La prima volta 900 bottiglie e la seconda mille scegliendo accuratamente le annate più care

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Un tempo i furti su commissione riguardavano opere d’arte talmente famose da non poter essere esposte per cui il nuovo proprietario doveva goderle in solitudine. In pratica il collezionista truffaldino poteva avere un Caravaggio pagandolo solo poche centinaia di migliaia di Euro invece dei 10 milioni che gli sarebbe costato sul mercato, ma poi non poteva mostrarlo ad altri o venderlo senza rischiare le manette.
Ora i furti su commissione hanno cominciato a interessare il Brunello ed è evidente che hanno alle spalle un’organizzazione capace di riciclare grandi vini perchè i malviventi scelgono le bottiglie come esperti sommelier ma non le possono immettere sul mercato.

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La prima volta i ladri sono andati nell’azienda Cupano mentre i proprietari, Lionel e Ornella Cousin erano assenti. Sono entrati in ufficio cercando le chiavi della cantina e non avendole trovate hanno forzato le porte portando via 900 bottiglie di Brunello Riserva.  Detto così potrebbe sembrare una banda che poi fa entrare il Brunello nel normale circuito commerciale delle enoteche e dei ristoranti. Ma invece questo non è possibile perché il contrassegno di stato che chiude ogni bottiglia ha un numero progressivo che viene registrato dal Consorzio del Brunello e pubblicato nel sito per cui, qualunque acquirente, digitandolo, potrebbe sapere di avere davanti una bottiglia rubata e denunciare chi l’ha venduta. Quindi la refurtiva ha un’altra destinazione, verosimilmente dei wine lovers ricco ma poco onesti e capaci di consumare quantità enormi di bottiglie molto pregiate. Infatti il secondo furto è arrivato poco dopo, ed è stato ancora più abile e consistente del primo.

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Furgone-sottratto-dai-ladri-con-il-vino-nella-cantina-Col-d’Orcia

I ladri hanno agito velocemente e senza fare alcun rumore. Sono andati nella cantina Col d’Orcia di notte in assoluto silenzio, senza svegliare neanche i cani. Francesco Marone Cinzano, titolare della splendida Tenuta Col d’Orcia nella zona di Sant’Angelo, frazione di Montalcino, è tornato da Firenze alle 1,30 di notte ed era tutto tranquillo ma quando è uscito con i cani la mattina dopo mancavano circa 1000 bottiglie di Brunello delle annate migliori. Apparentemente i colpi sono fatti con precisa cognizione del valore qualitativo ed economico di ciò che viene portato via. Non bottiglie da etichettare bensì esemplari già confezionati e non bottiglie tipologia “base” ma pezzi quasi unici come i Brunello 1964 e 1967, oppure piccole serie che hanno ottenuto premi importanti e riserve super rare che il committente del furto può

Brunello-Col-d'Orcia

Brunello-Col-d’Orcia

portare in tavola facendo un figurone. Il valore della refurtiva dovrebbe oscillare fra 60 e 100.000€ per ogni colpo. La cosa più sorprendente è la competenza enologica e l’abilità di chi riesce a spostare qualcosa di molto ingombrante e pesante come 1000 bottiglie di vino, al buio, velocemente e senza farsi sentire. A Col d’Orcia i ladri hanno caricato la refurtiva sul furgone portando via anche quello. Si tratta di un Fiat Ducato di colore bianco con i riferimenti dell’azienda scritti sulle fiancate. Francesco Marone Cinzano ha promesso una ricompensa a chi aiuta a ritrovarlo (tel 0577-80891).
Mentre il Comune di Montalcino istalla 110 telecamere e i Carabinieri sono riusciti a recuperare parte delle bottiglie rubate a Cupano, anche noi potenziamo l’impianto di allarme e le telecamere, che fin ora erano puntate sulle casse, la strumentazione elettronica ma ci chiediamo come contrastare un fenomeno che non appare più come un caso isolato ma prende la forma di un autentico network criminale. I furti nelle cantine di Montalcino sono stati molto numerosi negli ultimi mesi. Ad aprile 2017 anche il Casato

Cupano-Montalcino

Cupano-Montalcino

Prime Donne è stato visitato da una banda di 5 uomini. All’apparenza, come mi hanno spiegato i Carabinieri, i ladri arrivano nel territorio del Brunello, agiscono per alcuni giorni rapinando più cantine nella stessa notte e poi si allontanano. Evidentemente hanno capito che i soldi nelle casse dei punti vendita sono pochi – i clienti pagano quasi tutti con carta di credito- ed è quindi hanno iniziato a prendere le bottiglie.
Forse la cosa più importante è cercare, oltre agli esecutori, il mandante. Cioè cercare il misterioso personaggio o i personaggi che riciclano o consumano bottiglie di grande pregio come quelle rubate nelle cantine di Brunello. Non dovrebbe essere così difficile, 1.900 bottiglie di Brunello sono troppe per diventare quasi invisibili. E’ anzi probabile che siano gli stessi network criminali che si occupano dei falsi Romané Conti o Chateau Margaux o Petrus … perché furti e contraffazioni di bottiglie costose esistono da anni anche se in Italia non erano mai stati così enormi come quelli di Montalcino.

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