Vigne e vini

Montalcino. Stop al mordi e fuggi

Basta col turismo che consuma parecchio e lascia poco: Montalcino può essere il primo distretto enoturistico innovativo, sostenibile, social e persino sofisticato

Montalcino-centroStorico

Montalcino-centroStorico

Il turismo inquina, non solo con i tubi di scappamento di auto e bus, inquina perché distrugge l’anima vera dei luoghi; dove c’era la merceria per i residenti apre il negozio dei souvenir, i piatti si riempiono di ricette tipiche mai mangiate prima, i mobili dell’osteria vengono sostituiti da sedie e tavoli di design uguali a quelli di Capri e Cortina. Pian piano i residenti si sentono attori su un palcoscenico che rappresenta il loro paese. Non per altro nel marketing turistico i residenti si chiamano “consumati” per distinguerli dai “consumatori”  che vengono a vederli.

E quel ch’è peggio il turismo va giù a picco. Infatti le destinazioni turistiche, come qualunque altro prodotto, hanno un ciclo di vita. E’ diviso in 4 fasi; l’esordio è tutto rose e fiori con i turisti accolti come amici. Poi i primi contrasti per i disagi creati dai turisti che si appropriano di parcheggi, spazi e servizi creati per i residenti. Arriva la fase della “colonizzazione” – il momento che sta attualmente vivendo Montalcino – e se questa non si arresta c’è poi il declino: il luogo è famoso  ed attrae un turismo di massa con grandi numeri e piccola spesa.

Solo le località che sanno rigenerarsi, riproporsi, difendersi dal degrado turistico riescono a durare nel tempo. Montalcino deve

Montalcino maglietta

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riuscirci. Ma come? Con un distretto rurale  impostato sull’enoturismo. Non una Strada del vino, non mescolandosi con le oltre 150 Strade esistenti. Oltre tutto Montalcino ha già tutto ciò che viene normalmente creato con la Strada del vino: ufficio informazioni turistiche, cantine aperte al pubblico e attrezzate,  segnaletica stradale, depliant con le mappe delle cantine, ristoranti ed enoteche con assortimento di vini locali … c’è tutto, persino 3 musei del vino. Montalcino è il territorio italiano dove il turismo del vino è più sviluppato. Secondo le stime del “Mondo” del 9.03.2012 il business  turistico è di circa  27 milioni di Euro l’anno senza considerare l’indotto. Montalcino ha 1777 posti letto in 109 strutture ricettive e 30 ristoranti. Evidentemente il primo settore economico è il vino, con un volume d’affari di circa 150 milioni di Euro, ma il numero degli occupati in enologia è forse poco superiore a quello del terziario legato ai visitatori. Insomma un grande territorio del vino con una struttura turistica di tutto rispetto, compreso i due alberghi a 5 stelle e i ristoranti stellati che, con fasi alterne, hanno offerto anche cucina d’autore.

Montalcino maglietta

Montalcino maglietta

Creare un distretto enoturistico in questa realtà così altamente performante significa trasformare un gruppo di imprese piene di talento in una squadra. Il Distretto rurale è  il sistema territoriale integrato su cui sta investendo l’Europa, come dice il Professor Alessandro Pacciani, che di questi sistemi è il maggiore conoscitore e sostenitore.  Implica una forte integrazione fra istituzioni, imprese e cittadini per guardare al futuro, creando modelli di sviluppo più sostenibili, solidali e tecnologicamente avanzati.  A Montalcino permetterebbe di mettere a sistema l’esistente e aiutare le imprese ad allearsi su progetti innovativi come il wine bus, la scuola di degustazione del Brunello per turisti, il museo- laboratorio sensoriale del vino e perché non un festival . Qualcosa che va molto oltre la Strada del vino e si appoggia su un sistema di comunicazione interattiva, ma soprattutto un sistema di nuove regole nel rispetto dell’identità locale e dello sviluppo diffuso ( di tutti e non di pochi).

Basta quindi con i prodotti artigianali finti, la cucina tipica che sembra composta dalle solite 6 ricette, i muri di pietra a vista

Montalcino Sant'Antimo

Montalcino Sant'Antimo

dove c’è sempre stato l’intonaco… La competizione turistica si vince offrendo le verdure dell’orto, spiegando in inglese i pregi del prosciutto di cinta, riducendo i consumi d’acqua, gas e differenziando l’immondizia … Sogni? No, questo è il solo futuro possibile!

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

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