Vigne e vini

Vendemmia 2017 Brunello ok

Il Brunello 2017 sarà poco, avrà molti estratti e molto alcool. Un grande vino mediterraneo, potente che darà il meglio di se in giovinezza

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Di Donatella Cinelli Colombini

La vendemmia 2017 si conclude oggi e ha dimostrato, ancora una volta, la superiorità della coltivazione biologica e la straordinaria vocazione di Montalcino. Il nostro territorio sembra protetto da Dio e, anche nell’anno tragico della viticultura europea mette, in cantina una vendemmia fra il buono e l’ottimo. Nei nostri vigneti di Brunello il calo produttivo c’è stato ma complessivamente fra il 10 e il 20% rispetto allo scorso anno.

Montalcino-Brunello-Vendellia-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

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Incredibile ma vero il territorio del Brunello è passato indenne dalle calamità naturali che altrove, nel 2017, sono state di una violenza impressionate: la gelata di fine aprile che ha seccato i germogli in gran parte d’Europa, il caldo estivo con 43°C per dieci giorni di fila, le grandinate e infine le bombe d’acqua durante la vendemmia. Ecco che mentre a Livorno cadevano 400 mm di pioggia in quattro ore allagando e uccidendo intere famiglie, sui nostri vigneti di Montalcino scendeva una pioggerella leggera appena sufficiente a rifrescare le foglie.
Siamo stupefatti anche noi da quello che sembra un miracolo anche perché altrove era da “piange a pezzi” come diciamo nel vernacolo senese. E infatti alla Fattoria del Colle, nella Doc Orcia è stato un disastro. Il vigneto Cenerentola di 2,5 ettari ha prodotto 9 q d’uva, il vigneto Poggione 40 q in 6 ettari. Praticamente abbiamo perso il raccolto a causa del terreno sabbioso che ha trasformato l’assenza di piogge, da febbraio in poi, in una situazione da deserto del Sahara. Inoltre da giugno i cinghiali sono arrivati nelle vigne cercando di dissetarsi e sfamarsi con i grappoli acerbi. Il risultato è stato tragico. Solo il vitigno Foglia Tonda è arrivato alla vendemmia con bellissimi grappoli maturi. Tutto il resto non c’era più.

Montalcino-Casato-Prime-Donne-vendemmia-2017-nella-donna-che-guarda

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I danni del clima sono stati a macchia di leopardo risparmiando alcuni vigneti e annientandone altri. Per fortuna il Casato Prime Donne di Montalcino è una delle zone dove l’enorme lavoro estivo di zappatura dei vigneti ha consentito una vendemmia davvero buona, la coltivazione biologica ha dimostrato quanto sia utile a mantenere in equilibrio i vigneti. Grappoli piccoli e soprattutto acini più piccoli del normale che probabilmente daranno basse rese in vino ma anche un’ottima concentrazione di estratti.
Sui due lati dei filari di vite, l’uva era di qualità diversa ed i raccoglitori sono passati due volte negli stessi vigneti per prendere prima i grappoli con segni di appassimento e dopo quelli perfetti. Eravamo pronti a fare vendemmie all’alba per mandare in cantina solo uva fresca ma, per

Montalcino-Casato-Prime-Donne-Vendemmia-2017

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fortuna, dai primi di settembre, le temperature sono scese a valori normali. Le vinificazioni sono state delicatissime e i nuovi tini conici di cemento con follatore sono stati di grande utilità.
Certo, fa impressione che la vendemmia in Toscana inizi prima che a Malta. Così come è raro cogliere l’uva di Brunello nella prima metà di settembre ma bisogna ricordare che il germoglio delle viti è avvenuto, quest’anno, con venti giorni di anticipo, e ciò ha spostato indietro tutto il ciclo vegetativo, vendemmia compresa.
Se guardiamo al futuro siamo fiduciosi per gli eccellenti risultati dei vigneti del Casato Prime Donne a Montalcino e preoccupati per i vigneti della Fattoria del Colle. Ovviamente li recinteremo perché coltivare le viti per sfamare i cinghiali con l’uva, è assurdo. Il danno al paesaggio è rilevante, specie in alcuni punti ma, purtroppo non ci sono alternative. La popolazione di ungulati ha superato il mezzo milione di unità, in Toscana, e continua a aumentare nonostante le nuove disposizioni regionali sulla caccia.

Vendemmia-2017-Brunello-Casato-Prime-Donne

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Tuttavia, i vigneti che quest’anno hanno sofferto per lo choc termico in occasione delle gelate di aprile e poi per la siccità estiva, probabilmente impiegheranno qualche anno per rimettersi in forma così come le api che sono state decimate dalla mancanza d’acqua e di fiori probabilmente non riusciranno a fare il loro lavoro di impollinatrici come nel passato. C’è quindi da aspettarsi che le zone colpite dalle calamità metereologiche 2017, come la Fattoria del Colle, avranno ancora da tribolare e bisognerà accudirle con attenzione affinché ritornino alla normalità.

Ultima nota sui dati analitici diffusi dal Consorzio del Brunello relativamente alla maturazione delle uve nelle 6 zone di Montalcino. Mi sembra che l’area Nord, in cui si trova il Casato Prime Donne, sia anche quest’anno, quella in cui il processo che porta alla vendemmia è più regolare e graduale.

Uve bianche raccolte il 21 agosto

Merlot 28 -31 agosto

Sangiovese 4 – 14 settembre

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