Vigne e vini

Vino, il valore creato nella vigna si perde per strada

La Bocconi promuove vigneti e cantine italiane ma boccia il marketing e la comunicazione del vino. Il dopo Expo promette bene per il padiglione vino

Rea, Acuri, Boscaini, ICE, Zonin, Bocconi SDA

Rea, Acuri, Boscaini, ICE, Zonin, Bocconi SDA

Di Donatella Cinelli Colombini vignaiola di Brunello

Cronaca di una mattinata in prima fila soffrendo nell’ascoltare una diagnosi ben nota sul vino che ancora non ha una cura.
Il Professor Andrea Rea “wine management Lab” della SDA Bocconi descrive la situazione del vino italiano come un sorriso storto. Il lato della bocca in cui si crea maggior valore è la vigna e la cantina. Sul lato opposto della bocca c’è la parte in cui questo valore va perduto. Purtroppo, noi italiani siamo più bravi a produrre uva e vinificarla che nelle strategie di mercato e comunicazione e dunque la bocca non ha un bel sorriso, bensì una

Taste of Italy Expo

Taste of Italy Expo

smorfia perché al consumatore non riusciamo a portare la stessa percezione di valore che abbiamo fabbricato nella vigna.
Brutto ma vero.
Anche se in questo momento le condizioni per giocare una partita vincente ci sono: i consumatori millennials che hanno trent’anni o giù di li, amano il piccolo e diverso, per cui la parcellizzazione del vino italiano in migliaia di etichette cessa di essere un problema e diventa un’opportunità come ha giustamente osservato Domenico Zonin Presidente Unione Italiana Vini.E allora che fare? Sandro Boscani numero uno di Federvini sorride e con il suo

Wine Lab Bocconi Sda

Wine Lab Bocconi Sda

dolce accento veneto taglia come il rasoio <<abbiamo tante istituzioni preposte a fare marketing e comunicazione, il loro lavoro dovrebbe creare una sorta di vassoio su cui appoggiare i bicchieri pieni di vino, che sono le aziende>> e invece << a volte sono i bicchieri che reggono il vassoio>>.
E allora, torno a dire, che facciamo? Riccardo Cotarella super capo mondiale degli enologi esordisce dicendo cosa non va fatto <<parlare male gli uni degli altri e soprattutto sovraesporre controlli e sequestri facendo apparire inaffidabile l’intero comparto produttivo>>. E da qui una riflessione che trova tutti d’accordo: unire le forze e spendere tutti i fondi OCM per la promozione. << Negli ultimi 3 anni abbiamo perso oltre un milione di Euro di

taste of Italy Expo

taste of Italy Expo

fondi europei non spesi e poi ci sono state regioni che hanno usato quelle risorse per tutt’altri scopi>> ha detto Zonin togliendosi un sassolino dalla scarpa che da tempo gli faceva male. E poi <<basta con la comunicazione del vino che dice sempre la stessa cosa>> ha infierito il Professor Andrea Rea proponendo la creazione di un “advisory board 12 marketing” che crei un modello inedito e fatto su misura per la realtà italiana che crei il famoso vassoio in modo che ICE, Regioni, Consorzi … e tutti quelli che fanno promozione lo usino per metterci sopra i nostri bicchieri di vino e portarli all’estero. Questa si che è una bella idea!
Chiudo con una indiscrezione che va proprio in questa direzione. Il padiglione del vino “Taste of Italy” creato da Veronafiere- Vinitaly  nell’Expo potrebbe diventare un’istallazione permanente. Quasi un passaggio di testimone con Vinopolis di

Expo padiglione spagnolo stanza dei paitti

Expo padiglione spagnolo stanza dei paitti

Londra che chiuderà alla fine dell’anno. L’idea mi piace parecchio e allora sono andata a vedere l’area del vino creata da Vinitaly a Expo sopportando stoicamente il mal di piedi e una folla esagerata soprattutto nel tardo pomeriggio. Il padiglione del vino è bello, soprattutto nella zona assaggi, meno entusiasmate a piano terra dove ci vorrebbero della sale davvero interattive (tipo quella dei piatti nel padiglione spagnolo) e magari capaci di far viaggiare il wine lover nei territori del vino. Sogniamo fino in fondo e immaginiamo 15 vespe in cui salire mettendosi il casco come per una vera gita. Ciascuno sceglie la sua lingua, si spengono le luci, le vespe cominciano a sobbalzare e il viaggio ha inizio con le pareti che diventano in 3D e mostrano i vignaioli a lavoro che salutano i wine lovers sulle vespe. alla fine saranno veri Sommelier a offrire veri calici di vino del territorio in cui si è viaggiato. Impossibile? Evitiamo di spostare l’albero della vita ( che delusione, sembra una cosa da circo) nel centro di Milano e avremo la somma necessaria per realizzare le animazioni sul vino! Speriamo ….

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