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Saranno-Famosi-nel-Vino-Stazione-Leopolda-Firenze-3-4-dicembre 2022

SARANNO FAMOSI NEL VINO 3-4 DICEMBRE

FIRENZE – STAZIONE LEOPOLDA: IN PASSERELLA 124 CANTINE E VINI NATI DA POCO MA DESTINATI A UN GRANDE FUTURO. DEGUSTAZIONI, ESPERIENZE, SCOPERTE E APPRENDIMENTO

 

E’ un evento che rivoluziona lo schema classico degli appuntamenti del vino incentrati sui “soliti noti”. Saranno Famosi nel Vino è quasi un talent show di emergenti dell’enologia italiana: cantine sorte negli ultimi anni o vini creati nelle ultime 5 vendemmie.
Dal 3 al 4 dicembre, i nuovi wine lover che hanno lo spirito degli esploratori, potranno scoprire e in molti casi comprare, dei piccoli gioielli in bottiglia.

 

PARTECIPIAMO CON LO SPUMANTE BRUT ROSE’ METODO CLASSICO

Io partecipo con lo Spumante Brut Rosè metodo classico prodotto con le uve di Sangiovese, della Fattoria del Colle, nella vendemmia 2018 in sole 1.433 bottiglie. Una bollicina da tutto pasto, creata per accompagnare il tartufo bianco delle Crete Senesi in cui si mischiano la freschezza degli spumanti italiani all’intensità gustativa delle bolle a lungo affinamento.

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Premio-Casato-Prime-Donne-2022

Il Premio Casato Prime Donne 2022

Una grande festa per le donne per Montalcino e per i giovani nelle parole di Donatella Cinelli Colombini. Il suo discorso in apertura della premiazione 2022

Saluto e ringrazio tutti voi, amici per la vostra presenza che è un segno di sostegno verso la nostra iniziativa e ci sostiene nell’impegno di

renderci utili alle donne nel loro cammino verso la parità e al meraviglioso territorio in cui ci troviamo.
Saluto le autorità e soprattutto il Prefetto Maria Forte che, spero sarà vicino alla nostra iniziativa come i suoi predecessori.

 

I VINCITORI DEL PREMIO CASATO PRIME DONNE 2022: ELENA TESTI, ALDO FIOREDELLI E CHIARA BEGHELLI

Ringrazio e saluto i vincitori Elena Testi, Aldo Fiordelli e Chiara Beghelli
Ringrazio le giurate Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti (assente), Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione e condivido con tutti voi un pensiero grato a mia madre Francesca Colombini che ha fondato il premio e purtroppo non è qui per motivi di salute.…

Abbazia-di- Hautvillers-statua di Dom-Pérignon

Il Vino delle abbazie in Borgogna e in Champagne

Nei luoghi di Dom Pérignon a Hautvillers per scoprire la storia della più celebre abbazia del vino e del più celebre brand dello Champagne e il modo per visitarlo

 

di Donatella Cinelli Colombini

La rivista “il Sommelier” dell’associazione Fisar, è sempre ricca di informazioni e, certe volte, stuzzica irresistibilmente la mia curiosità. Nell’ultimo numero del 2021 ha presentato il “vino abbaziale” cioè quello prodotto dalle vigne millenarie piantate dai monaci. Ce ne sono parecchie in Europa, una delle quali proprio vicino alla Fattoria del Colle nell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore.

 

LE ABBAZIE DELLA BORGONA CLUNY, ST.VIVANT, VERGY, CITEAUX, TOURNUS

Tuttavia quelle più celebri sono in Borgogna. La leggenda dice che i monaci della potentissima abbazia di Cluny costruita nel 910, assaggiassero la terra per capire la sua potenzialità nella produzione di vino e scegliere le zone migliori (cru) da dividere con muretti a secco (clos). Per capire la Borgogna e le sue Cote è necessario comprendere il suo passato religioso.

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Orcia-Wine-Festival-2022-degustazione-con-Davie-D'Alterio

Orcia Doc da Bibenda all’Orcia Wine Festival

Settimana sfavillante per l’Orcia Doc, il vino più bello del mondo, che mette in fila 6 degustazioni guidate, 1 cena a palazzo e 4 giorni di assaggi around the table

di Donatella Cinelli Colombini

Un finale col botto per la mia presidenza del Consorzio Orcia e l’orgoglio di veder accompagnato una denominazione giovane, nella sua crescita in termini di qualità, autostima e prestigio.

 

L’ORCIA DOC A ROMA DA FIS BIBENDA

La galoppata finale è iniziata giovedì 21 aprile a Roma fra gli arazzi e gli specchi della sala da degustazione FIS Bibenda del Cavalieri Waldorf Astoria. 8 vini in assaggio fra cui il mio Cenerentola Doc Orcia 2018 spiegati magistralmente da Daniela Scrobogna. Pubblico di professionisti nel pomeriggio e di amatori nella degustazione serale. Sala piena per cui i produttori Orcia sono stati costretti a sedersi di fianco. Era evidente la sorpresa dei partecipanti che conoscevano il territorio sotto il profilo turistico ma non la varietà e qualità delle sue proposte enologiche.

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Premio-Verdicchio-d'oro-Staffolo-a-Donatella-Cinelli-Colombini

Verdicchio d’Oro a Donatella Cinelli Colombini

Staffolo 56° edizione del Premio Verdicchio d’Oro a Donatella Cinelli Colombini, Maurizio Oliviero Rettore dell’Università di Perugia e l’enologo Giancarlo Soverchia

 

di Donatella Cinelli Colombini

L’iniziativa si svolge nel borgo medioevale di Staffolo, ed è organizzata dal Comune, in collaborazione con l’Accademia italiana della cucina, quella dei Georgofili (sezione centro-est) e con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche. Un programma di due giorni che permette di assaporare l’ospitalità marchigiana e i meravigliosi Verdicchio di questa terra. L’accoglienza da parte del vulcanico sindaco Sauro Ragni e di Sandro Marani dell’Accademia Italiana della Cucina, avviene infatti nell’Enoteca comunale con degustazione delle eccellenze marchigiane fra cui lo strepitoso ciauscolo. A seguire, nella Sala Cotini spazio a ‘Wine & Fashion’, con il tenore David Mazzoni come ospite d’onore. Uno spettacolo dal sapore antico che valorizza l’artigianalità e la creatività della popolazione locale. Altre piccole perle sono il gruppo folcloristico e la banda di Staffolo specchio di una comunità coesa e legata alle tradizioni.

 

PREMIO VERDICCHIO D’ORO A STAFFOLO

Il clou della festa è stato il convegno “L’uomo e il vino” nella Collegiata di San Francesco seguita dalla consegna del Premio Nazionale di Cultura Enogastronomica ‘Verdicchio d’Oro’ che viene assegnato a chi si è distinto nella promozione e valorizzazione della cultura enogastronomica italiana. Nel 2021, insieme a me come presidente delle Donne del Vino, sono stati premiati Maurizio Oliviero, Rettore dell’Università di Perugia; a Giancarlo Soverchia, agronomo ed enologo.…

merlot-il-vigneto-mondiale-parla-francese

Il vigneto mondiale parla sempre più francese

Anche se i critici e i wine lover più trendy storcono il naso al solo pronunciare il nome dei vitigni internazionali, i loro ettari di vigna crescono ovunque

 

di Donatella Cinelli Colombini

Il “localismo vignaiolo” e la moda dei vitigni autoctoni è un processo lento e, per ora, poco rilevabile su scala planetaria. Purtroppo <<l’estensione della diversità varietale sia a livello nazionale che globale si è ridotta>>. Questa è la triste constatazione di Kym Anderson e Signe Nelgen che stanno per far uscire la nuova edizione di WHICH WINEGRAPE VARIETIES ARE GROWN WHERE aggiornata sui dati 2016 che sono i più recenti disponibili.

 

LA GLOBALIZZAZIONE DEL VIGNETO MONDIALE VA VERSO VARIETA’ FRANCESI

La globalizzazione del vigneto mondiale sembra assolutamente impermeabile alla nuova moda dei vitigni autoctoni. L’unico reale cambiamento, rispetto al passato, è la maggiore diffusione dei vitigni francesi (39%) e la riduzione di quelli spagnoli (21%), ma facendo le somme, vediamo che questi due insieme costituiscono, da soli, metà del vigneto mondiale. I primi hanno guadagnato dieci punti percentuali in soli sei anni e sono i veri protagonisti di un fenomeno di omologazione che, evidentemente, ha le sue ragioni economiche e commerciali.
La colonizzazione delle varietà francesi è particolarmente accentuata nel vigneto del Nuovo Mondo che ora è french oriented per il 68% (+ 9% dal 2000). C’è anche un 2% dei vitigni italiani ma è una briciola in confronto alla globalizzazione che parte dalla Francia.
Se andiamo a vedere dove è cresciuta la vigna di Tempramillo, vitigno che si è espanso più di ogni altro negli ultimi anni, lo troviamo soprattutto in Spagna dove ha sostituito l’Airén.…

Fattoria del Colle vince il premio Food & Travel 2020

We are the winner!!!! La Fattoria del Colle in Toscana è l’agriturismo dell’anno 2020 di Food and Travel Award, il 2 ottobre al San Barbato Resort Spa&Golf

 

Un grande riconoscimento che arriva alla Fattoria del Colle da Food and Travel, testata internazionale capace di orientare il turismo più esigente e fargli scoprire le eccellenze enogastronomiche in tutto il mondo.

 

FATTORIA DEL COLLE UN PREMIO ALLA TOSCANA PIU’ AUTENTICA

L’Award 2020 come miglior agriturismo italiano premia le scelte di Donatella Cinelli Colombini in favore della riproposta “filologica” della civiltà rurale. Una scelta che si traduce in appartamenti arredati con mobili di piccolo antiquariato, ricette tradizionali eseguite a mano nel ristorante, verdure dell’orto … fino alle visite guidate che insegnano la storia toscana oppure il trekking per imparare i segreti delle vigne. La Fattoria del Colle ha un’anima e un’autenticità molto forti, frutto di scelte coraggiose e decisamente contro corrente. Questo distingue l’agriturismo premiato da Food and Travel dai resort, dove gli interventi di restauro hanno omologato i caratteri originari.

Donatella Cinelli Colombini, ex storica d’arte e oggi produttrice di vino di successo, ha tenacemente voluto trasformare la Fattoria del Colle in una wine destination capace di far vivere esperienze emozionanti e autentiche, trasmettendo ai visitatori il vero spirito della campagna toscana. Questo premio ci dice che ci è riuscita.

 

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Raffaello 1500-02 autoritratto Pieve di Sant'Ippolito a Asciano

Ad Asciano il Raffaello segreto

10 motivi per andare a Asciano dove fare una caccia al tesoro cercando capolavori: mosaici romani, Raffaello, istallazioni contemporanee e ciaccino

 

Di Donatella Cinelli Colombini

Avete mai pensato di vivere un’avventura tipo Indiana Jones a caccia di capolavori? Ad Asciano, nel Sud della Toscana, a 20 km dalla Fattoria del Colle, potete fare un’esperienze del genere.
Asciano era un florido centro medioevale rimasto quasi intatto per secoli per poi degradarsi nel Novecento con i soliti portoni in alluminio anodizzato, tubi in plastica, intonaci colorati …. Insomma per intravedere il nobile passato bisogna aguzzare l’occhio ma poi …. Ecco l’elenco in ordine cronologico.

 

I 10 MOTIVI PER ANDARE A ASCIANO

1- MOSAICO ROMANO IN FARMACIA

Tappeto a mosaico di una villa romana del IV secolo. Per vederlo bisogna chiedere alla farmacista che possiede il giardino con i resti archeologici (e magari comprare molti, molti prodotti).

2- MONTE OLIVETO MAGGIORE

In direzione Buonconvento. Luogo straordinario che richiede un viaggio a sé stante.

3- MUSEO DI PALAZZO CORBOLI

Nel 2011 “The Telegraph” mise Palazzo Corboli tra i migliori 15 piccoli musei d’Italia. E in effetti contiene capolavori di livello assoluto come il crocifisso di Giovanni Pisano (1248-1315) forse il più grande scultore del Duecento italiano, un’Annunciazione di Francesco di Valdambrino, il San Michele di Ambrogio Lorenzetti … ma la cosa più sensazionale sono le sale affrescate che ci fanno entrare nella vita quotidiana di una casa ricca e colta del XIV secolo.…

Brindisi con vista Doc Orcia

Brindisi con vista nell’Orcia vino più bello del mondo

10 cantine della Doc Orcia offrono assaggi e paesaggi, esperienze uniche, rigeneranti, di vini che diventano cartoline liquide del proprio territorio

Nell’anno in cui l’enoturismo riscopre le esperienze all’aria aperta, come il trekking e le visite guidate nei vigneti, i panorami assumono una nuova importanza. L’Orcia, che vanta il paesaggio agricolo più celebre e celebrato, un autentico miracolo di armonia e bellezza, lo propone come scenario dei propri assaggi.

BRINDISI CON VISTA NEL VINO PIU’ BELLO DEL MONDO

Nei mesi di agosto e settembre 10 cantine della Doc Orcia offriranno un brindisi con panorama a tutti coloro che

prenoteranno (la prenotazione è obbligatoria) una visita con degustazione. <<E’ il nostro modo per offrire benessere dopo il lockdown>> ha spiegato la Presidente del Consorzio del Vino Orcia, Donatella Cinelli Colombini, facendo diretto riferimento alla “terapia del paesaggio”. Bellezza dei panorami come tocca sana della mente insieme allo stimolo positivo che viene dalla scoperta di una giovane denominazione come l’Orcia nata nel 2000 nel Sud della Toscana, fra i territori del Brunello e del Vino Nobile, che si sta facendo notare come una delle Doc emergenti in Italia…

Roberta Garibaldi-I°-Rapporto-turismo-enogastronomico

Roberta Garibaldi e il suo terzo rapporto

Tutti i turisti vogliono fare esperienze enogastronomiche ma soprattutto i giovani e cercano qualcosa di nuovo, unico e sorprendente

 

di Donatella Cinelli Colombini

Nel 2007 solo il 17% dei viaggiatori mondiali aveva partecipato a un’esperienza di tema enogastronomico (TIA & Edge 2007) ma già nel 2013 questa percentuale era salita al 77% (Mandala Research 2013) oggi secondo il Rapporto sul turismo enogastronomico di Roberta Garibaldi, la quasi totalità (94%) dei visitatori vuole arricchirsi partecipando a un appuntamento sul vino o sul cibo.
Il 71% dei turisti francesi, del Regno Unito, canadesi, statunitensi, messicani e cinesi parte proprio per vivere momenti unici legati all’enogastronomia, mentre il 59% sceglie la destinazione di viaggio in base a questo tipo di offerte.

 

TREND DI TRIPADVISOR SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO

 

Per quanto riguarda i trend, TripAdvisor ha dichiarato che, nel 2018, in Italia, la categoria “Cibo, vino e vita notturna” ha avuto una crescita di prenotazioni del 141% risultando il segmento più attrattivo. Il picco dell’incremento riguarda le fabbriche di cioccolato (+195%) e le distillerie (+779%) .
Il 69% dei turisti cerca dove mangiare prima di partire, ma il 68% fa la stessa ricerca on line mentre è arrivato nella destinazione del viaggio.

 

I MILLENNIALS E LA GENERAZIONE Z SONO FOODIES

Le nuove generazioni di turisti – i Millennials e la Generazione Z – sono dei super foodie con crescente attenzione al cibo come chiave per capire i territori visitati e come salute del corpo.…

Ristorante agriturismo Fattoria del Colle

Donatella e Trequanda un amore forte

20 anni di delusioni e successi alla Fattoria del Colle. Donatella racconta il cambiamento del territorio di Trequanda e le sue speranze per il futuro

In vent’anni la fatica è stata tanta e anche le delusioni, come quando cercai di convincere i produttori di terracotta, attività di cui Petroio, frazione di Trequanda, ha una tradizione che affonda fino al Rinascimento, di scegliere un marchio collettivo e puntare sul turismo come primo mercato. Ricordo che la presidente del consorzio della terracotta mi disse <<ma se devo stare aperta al pubblico la domenica come faccio a trovare marito?>> E non fu l’unica reazione negativa. I produttori affissero anche un manifesto contro il sindaco che mi appoggiava e alla fine rinunciammo anche al contributo della Camera di Commercio. Perdemmo una cifra che potrebbe corrispondere a 100.000 Euro di oggi e che vent’anni fa avrebbe permesso di realizzare un’azione importante e probabilmente capace di salvare le fabbriche di terrecotte dal tracollo che hanno avuto negli anni seguenti.

TREQUANDA E LA DOC ORCIA PER UN FUTURO DA VIGNAIOLI

In altri campi invece la reazione positiva c’è stata anche grazie alla nascita della Doc Orcia, la denominazione che riguarda i vigneti sulle colline comprese fra i territori del vino Nobile e del Brunello. Oggi anche a Trequanda c’è la capacità e la volontà di coltivare le viti in modo impeccabile cercando ogni mezzo per accrescere la qualità dell’uva. Un enorme cambiamento rispetto ai primi anni in cui gli operai della Fattoria del Colle lasciavano la vendemmia per andare a cercare i funghi oppure per partecipare al “fierone di Sinalunga”.…

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Angelo Gaja: no all’ assistenzialismo si alla ricerca

Il grande Angelo Gaja ci fa riflettere sui finanziamenti UE del vino dicendo una grande verità: il denaro pubblico va speso nell’interesse di tutti

ANGELO GAJA FINANZIARE LA RICERCA

La Comunità Europea sostiene l’agricoltura con lauta elargizione di denaro pubblico. Ne gode anche il settore vinicolo italiano. Del vino si celebrano i successi per la propensione all’export, la funzione di traino dell’agroalimentare e l’immagine di prestigio che dona al nostro Paese. Oltre un centinaio di milioni di euro all’anno di contributi provenienti dalla Comunità Europea vengono destinati ad azioni di promozione del vino italiano sui mercati extra-europei. E’ stato possibile beneficiarne per 12 anni. E’ certo che, almeno agli inizi, il contributo pubblico sia servito per spronare le cantine che seppero beneficiarne ad avviare sui mercati esteri azioni di marketing più coraggiose. Attualmente ne beneficiano cantine che hanno nel frattempo acquisito consapevolezza di quanto sia indispensabile operare sui mercati esteri per realizzare obiettivi di crescita e mettere in sicurezza i fatturati aziendali. La larga maggioranza delle cantine beneficiarie avrebbero possibilità ormai di attingere a mezzi propri, rinunciando almeno in parte al sostegno pubblico. Si tratta allora di vedere come potrebbe essere investita parte del finanziamento pubblico, distraendola dalla ripetitiva azione di stimolo all’export a beneficio di tutti gli operatori del settore vinicolo. Proporrei di destinarla alla ricerca.
Giusto per fare un esempio, orientandola alla produzione di:
– Portainnesti e varietà capaci di fronteggiare gli stress climatici

– Varietà atte a produrre vini DOP ed IGP che possano essere coltivate con zero-bassissimo impiego di fitofarmaci
– Sistemi di lotta biologica (attraverso l’impiego di parassitanti dei patogeni)
– Metodi di contrasto all’eccessivo accumulo di zucchero nell’uva
– Individuazione di lieviti dal minore potere alcoligeno
– Metodi “puliti” di contrasto dei batteri inquinanti che possono alterare la qualità organolettica del
vino
– eccetera
In presenza delle problematiche causate dal cambiamento climatico la ricerca scientifica costituisce la risorsa alla quale attingere per ottenere soluzioni di contrasto praticabili e compatibili.…

Malta - Gozo - Qala - panorama from our terrace

La rivoluzione femminile nel commercio estero del vino

A Malta il vino italiano presentato dalle donne: missione commerciale di 26 cantine di tutta Italia, primo passo per l’internazionalizzazione al femminile

Dal 14 al 16 novembre, per la prima volta, le cantine italiane delle donne si presentano all’estero per una missione commerciale. Una degustazione around the table e una cena di gala nel Corinthia Palace Hotel ad Attard saranno organizzate dal Capitolo Maltese della Chaine des Rotisseurs e dal club per wine lovers Il-Qatra.

VINI E CAPRICCI OSPITA LA DEGUSTAZIONE DI GOZO

La  degustazione e il pranzo di Gozo saranno invece ospitate da Vini e Capricci il raffinato store di Abraham Said dove sono in vendita e in assaggio le migliori specialità alimentari made in Italy. Questa struttura è il vero avamposto dell’agroalimentare italiano di qualità nell’arcipelago maltese.

DONNE DEL VINO MISSIONE COMMERCIALE  SOLENNIZZATA DALLE PRESENZE ISTITUZIONALI

Sottolineano l’importanza di questa inedita missione commerciale al femminile le presenze istituzionali che daranno il via alle due degustazioni: a Malta l’Ambasciatore d’Italia Mario Sammartino e da Vini e Capricci il Ministro di Gozo Justyne Caruana..
La missione organizzata dalla Vicepresidente esecutiva delle Donne del Vino Daniela Mastroberardino fa perno sulle due più influenti associazioni maltesi per la cultura del cibo e del vino di eccellenza.

CHAINE DES ROTISSEURS  E IL QUATRA LE ASSOCIAZIONI ORGANIZZATRICI DEGLI EVENTI DI MALTA

La Chaine des Rotisseurs, è l’organizzazione di appassionati della buona tavola, più grande al mondo, con più di 25,000 soci in oltre 80 paesi.…

Turismo-da-innamorati-Via-del-Bacio

Turismo da innamorati in Toscana

Via del bacio, albero dell’amore, tartufo, panforte, camera del Granduca tanti piccoli ingredienti del turismo da innamorati nella più bella campagna toscana

 

La Toscana del Sud è il luogo ideale per un viaggio in coppia. Ci sono luoghi dove farsi i selfie più romantici, cibi afrodisiaci che da tempo immemorabile sono usati per riaccendere la passione e riti di antichissima tradizione per giurarsi amore eterno.
Di seguito la mappa dei posti e delle date per il turismo da innamorati in Toscana.

 

TURISMO DA INNAMORATI: I LUOGHI DA SELFIE

I luoghi TOP per i selfie romantici sono a Pienza (30 km dalla Fattoria del Colle) in Via del Bacio e in Via dell’amore. Fra muri in pietra della cittadina creata per il Papa Pio II alla metà del Quattrocento, sembra di essere nel set di una serie TV come “I Medici”. Le stradine costeggiano le mura e permettono di godere un panorama mozzafiato sulla Valdorcia territorio iscritto nel patrimonio dell’Umanità Unesco per l’armonia del paesaggio rurale.

 

TURISMO DA INNAMORATI: DOVE DORMIRE

Altro luogo romantico è la camera del Granduca della Fattoria del Colle, costruita alla fine del Settecento come un rifugio romantico e segreto per Pietro Leopoldo d’Asburgo Granduca di Toscana e la sua amante Isabella. Nel soffitto con dipinti tutti gli uccelli presenti in Toscana e l’arredamento è tutto di mobili d’antiquariato. Dormire in questa camera significa entrare in una storia d’amore che dura da oltre duecento anni.…

Tenuta San Guido Sassicaia winery

Le più grandi cantine italiane 2018

Le  più grandi cantine italiane per fatturato, crescita, export, superficie dei vigneti, profitti … secondo la classifica della super esperta Anna Di Martino

Di Donatella Cinelli Colombini  

Anna Di Martino, super esperta di vino e economia, ci regala anche quest’anno l’analisi delle grandi cantine italiane. E’ pubblicata dal Corriere della Sera ma nel sito di Anna viene illustrata più nel dettaglio.
Le cantine con business sopra i 100 milioni di Euro fanno da sole un terzo dell’intero giro d’affari del vino italiano (10,6 miliardi). Sono solo 21 ma da sole fatturano 3.745 milioni. Rispetto al 2017 entrano in questo club esclusivo le Aziende Lunelli -Cantine Ferrari e Vi.Vo. del Prosecco mentre Contri Spumanti  e Villa Sandi di Polegato stanno per arrivare a conferma del momento felice delle bollicine italiane.
Se allarghiamo lo sguardo all’intera compagine di 105 cantine analizzate da Anna Di Martino notiamo che, tutte insieme, producono 2 miliardi di bottiglie e raggiungono 6,5 miliardi di fatturato, cioè il 56% dell’intero giro d’affari del vino italiano. Rispetto al 2017 hanno accresciuto del 2% il loro peso a riprova di un processo di concentrazione che, sebbene inferiore a quello degli altri Paesi, tuttavia è in atto anche in Italia.

Essere grandi aiuta, infatti mentre l’intero comparto del vino cresceva, nel 2018,  del 2,3% le grandi cantine mettevano a segno un +6,29% del loro business.

LECANTINE PIU’ GRANDI PER FATTURATO

Cantine Riunite e GIV Gruppo Italiano Vini                           615milioni di Euro
Caviro                                                                                              338milioni di Euro
Fratelli Martini                                                                              220milioni di Euro
Marchesi Antinori                                                                         213milioni di Euro…