wine-destination: Paolo De Castro

Paolo De Castro

Vorrei Paolo De Castro Ministro

Ora dopo ora la speranza di un governo di specialisti, che allontani l’Italia dal baratro del fallimento, si affievolisce. Io tuttavia continuo a sostenerla e propongo un nome per il Ministero delle Politiche agricole forestali e alimentari: Paolo De Castro

di Donatella Cinelli Colombini

De Castro è ora parlamentare europeo e Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, in passato è già stato Ministro, conosce la macchina burocratica, sa usare le normative italiane e europee in   materia di agricoltura, conosce la geografia produttiva e commerciale dell’agroalimentare italiano e le sue criticità. E’ l’unico, oltre a Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto, che potrebbe essere operativo in poche ore. Non stò parlando di Mago Merlino. Paolo De Castro non ha la bacchetta magica e non potrà risolvere i decennali problemi dell’agricoltura italiana in pochi mesi ma forse è in grado di richiamare al Ministero i tecnici che, negli ultimi anni, sono stati sostituiti dai politici a caccia di voti. Forse è in grado di andare a Bruxelles e discutere dignitosamente, con i colleghi esteri che guardavano il Ministro Romano, indagato per mafia, come fosse un pericolo per noi e per loro.

Forse De Castro è disposto a giocarsi la faccia per il bene del Paese. Perché chi entra nel governo Monti,

 ammesso che questo governo riesca a nascere, lo farà a proprio danno: lasciare gli incarichi precedenti, chiedere sacrifici agli italiani, interrompere la catena del clientelismo politico e di affari poco chiari che hanno caratterizzato l’ultima stagione politica…..…

Paolo-De-Castro

Renzi facci sognare! Vogliamo De Castro commissario Europeo

Paolo De Castro è il nostro super esperto di agricoltura e di  Parlamento Europeo ed è l’unico che potrebbe tesaurizzare la vittoria elettorale italiana

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Il portafoglio più grosso dell’Unione Europea è quello agricolo. Assorbe il 34% delle risorse comunitarie e attraverso la PAC -sigla ombrello che significa Politica Agricola Comune- ha allargato il concetto di agricoltura alla difesa ambientale, alla sicurezza alimentare e alla salute pubblica cioè ha dato un connotato sociale a ogni decisione sul mondo rurale. Bellissimo a dirsi e difficilissimo a farsi. I negoziati estenuanti e la continua contrapposizione fra il Nord Europa e l’area mediterranea hanno visto spesso l’Italia alle corde, a subire decisioni svantaggiose. Tra gli agricoltori è diffusa la convinzione che solo i Ministri tecnici come Luchetti, De Castro, Zaia o Catania siano riusciti a tenere testa alle agguerritissime delegazioni straniere.
Per questo, per trasformare il successo elettorale di Matteo Renzi  in qualcosa di vantaggioso per il nostro Paese bisogna far sedere Paolo De Castro nella sedia di Commissario Europeo.…

Monfortino

Le truffe del vino: dai domini web ai Barolo falsi

Un futuro di pirateria informatica per chianti.wine e bordeaux.vin. Intanto c’è chi falsifica il Monfortino di Giacomo Conterno

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Esiste il rischio che i domini web “premium” come wine oppure vin vengano venduti all’asta. ICANN -Internet Corporation for Assigned Names and Numbers – che assegna i domini internet a tutto il mondo, ha sede a Los Angeles ed è privata, vorrebbe liberalizzarli mettendoli in vendita al miglior offerente. Potrebbe dunque succedere che www.chianti.wine corrisponda a una ditta di abbigliamento, oppure www.brunello.wine serva per proporre auto d’epoca. Insomma potrebbe ingenerarsi una confusione e uno sfruttamento improprio dei nomi di vini celebri. Una prospettiva di “pirateria informatica” che ha spinto Paolo De Castro (Presidente della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo) a scrivere a ICANN e poi al Presidente dell’Assemblea Ue, Martin Schulz. Insieme intendono dare battaglia. Secondo De Castro potrebbe succedere che << nomi a dominio contenenti celebri indicazioni geografiche (ad esempio chianti.wine, bordeaux.vin, rioja.wine) vengano utilizzati da imprese che nulla hanno a che vedere con i vini di qualita’ delle denominazioni indicate>> insomma si prospetta un futuro sempre più complicato per le cantine.…

Mauro Rosati

Mauro Rosati un senese accanto al Ministro dell’Agricoltura

Direttore della Fondazione Qualivita che dal 2000 valorizza i prodotti DOP e IGP aiuterà il Ministro Martina nella difesa del nostro agroalimentare

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
E’ il paladino dei formaggi, gli ortaggi, le carni … che rappresentano da secoli la tipicità italiana.
Mauro Rosati è un senese nato nel ‘68 che della sua città possiede le passioni e dell’anno di nascita lo spirito rivoluzionario evidente anche nell’aspetto: capelli molto lunghi e abbigliamento colorato.
Nella difesa delle eccellenze alimentari italiane invece ha fatto tutto molto sul serio

collaborando per anni con Paolo De Castro e redigendo l’Atlante Qualivita il primo repertorio sugli alimenti con denominazione italiani e europei. Un lavoro certosino di raccolta e elaborazione dei dati che ha fatto di Mauro Rosati un punto di riferimento a livello internazionale, un consulente della Rai (Occhio alla spesa di Rai 1)e ora del Ministro Maurizio Martina per il quale si occuperà del marchio unico del made in Italy che sarà presentato all’Expò 2015. Si occuperà inoltre di tutelare meglio i prodotti a indicazione geografica tipica all’interno del web ad esempio delle attività di e-commerce e nei domini.…

Ministro Maurizio Martina

Chi è il nuovo Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina

35 anni, un diploma di perito agrario e anni di politica come esperto di agricoltura. Le premesse perché il bel bergamasco diventi un grande Ministro ci sono

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Dal 2009, in cinque anni, abbiamo avuto 8 ministri all’Agricoltura: Paolo De Castro, Luca Zaia, Giancarlo Galan, Francesco Saverio Romano, Mario Catania, Nunzia De Girolamo, Enrico Letta ad interim e adesso Maurizio Martina.
Una frammentazione che, basterebbe da sola a rendere poco efficace l’azione di governo ma ad essa si aggiunge l’arresto di una parte del personale dirigente e l’imbottitura di parenti, clienti e grandi elettori che molti ministri hanno fatto fra le file dei dipendenti di alto grado.
Alla fine un ministero un grandissimo affanno che ha un estremo bisogno di un ministro che duri molto, sappia molto di coltivazioni e allevamenti ma soprattutto lavori moltissimo. Tutti gli agricoltori, forti del nuovo prestigio che la crisi ha conferito al primo settore –fra i pochi che hanno tenuto in termini di produzione e addetti- fanno il tifo per Maurizio Martina. E’ interesse generale che ce la faccia.
Ma chi è?
35 anni, sposato e padre di due bambini, ha un bell’aspetto e una faccia aperta e intelligente. Dopo la maturità presso l’Istituto agrario di Bergamo si è laureato in Scienze Politiche. A 26 anni era già segretario provinciale dei DS e a 29 è diventato segretario regionale. Insomma Martina è uno che brucia le tappe.…

antinori famiglia

Le 100 persone che contano di più nel vino italiano

The wine power list italiana: il primo è Piero Antinori, segue Paolo De Castro e Angelo Gaja … non ci crederete ma ci sono anch’io

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Cronache di gusto, un blog sempre aggiornato su eventi e news, ci propone la lista delle 100 persone che siedono nella stanza dei bottoni del vino italiano. Alcuni sono politici, altri professori universitari, giornalisti e poi ci sono tanti produttori. La classifica ricalca quella di Decanter che ogni anno pubblica l’elenco mondiale degli “influencers”. Sia per Decanter che per Cronache di gusto il primo degli italiani è Piero Antinori, 37° nel mondo e 1° nel nostro Paese. Il Marchese fiorentino produce 22 milioni di bottiglie in alcune delle cantine più belle e tecnologicamente avanzate del mondo. Sempre sorridente, sempre cortese, sembra il ritratto della serenità e invece ha una velocità di pensiero che sbalordisce. Precorrere i tempi e pensa in grande come nessun altro riesce a fare. La sua nuova cantina Antinori nel Chianti Classico ha appena vinto il Premio assegnato da Archdaily superando concorrenti del calibro di Norman Foster e Christian de Portzamparc. E’ un capolavoro architettonico ma anche una struttura che rivoluziona il turismo del vino in Italia. …

Ministra-Teresa-Bellanova

Ministra Teresa Bellanova fra speranze e timori

L’hanno attaccata subito con ferocia ma a noi agricoltori non interessa come si veste bensì quello che Teresa Bellanova sarà capace di fare come Ministra

di Donatella Cinelli Colombini

Cara Ministra Bellanova, lei ha tutto il diritto di vestirsi come vuole. Chi ha criticato il suo vestito azzurro della cerimonia di giuramento, ha fatto una cosa inutile, cattiva e sbagliata. Anch’io sono grassottella ma non faccio l’indossatrice e vengo giudicata su quello che dico e che faccio non dal look.
Oppure per avere un ruolo nella società e nel lavoro bisogna assomigliare alle veline?

TERESA BELLANOVA  DA BRACCIANTE A MINISTRA

Non è colpa sua se non ha un titolo di studio. Andare a lavorare a 14 anni, non è un demerito. Se mai devono vergognarsi quegli sfaticati che parcheggiano a scuola e poi all’ università per anni senza imparare niente perché tanto c’è la paghetta dei genitori che dura fino a 35 anni!
Anzi, non mi meraviglierebbe scoprire che Teresa Bellanova, sul diritto del lavoro, è più ferrata di un avvocato giuslavorista.

LA DIFFICOLTA’ DI DIFENDERE GLI INTERESSI ITALIANI A BRUXELLES

Il problema è un altro: quando andrà a Bruxelles a trattare con i ministri dell’agricoltura francesi, tedeschi, polacchi, olandesi … che magari parlano inglese e francese, ma soprattutto sono spalleggiati da ottimi staff tecnici dei loro ministeri, la nostra Teresa riuscirà a difendere gli interessi delle 600.000 imprese agricole italiane?
Purtroppo il Mipaaft – Ministero dell’agricoltura negli ultimi 20 anni ha accumulato una dirigenza con molte relazioni politiche e deboli competenze tecniche.…

Studio-di-Donatella-Fattoria-del-Colle

Vita da produttore di vino: l’ ufficio di Donatella

Vi faccio entrare nella mia vita privata, nella stanza dove trascorro la maggior parte del tempo, il mio ufficio alla Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini

Il mio ufficio è nella Fattoria del Colle, nella parte dell’edificio costruita nel 1592 per cui ha il fascino delle cose autentiche ma anche la loro scomodità. Il soffitto suscita l’invidia dei turisti che sbirciano dalla porta sempre aperta. Ci sono travi decorate con greche e rosette e un bordo perimetrale con festoni di gusto rinascimentale. Anche il lampadario, in cristallo bianco è molto bello ma illumina la stanza in modo quasi subacqueo e poco adatto a un luogo di lavoro.

I libri foderano quasi interamente le due pareti più lunghe della stanza e sono ormai talmente tanti da costringermi a periodici sfoltimenti e l’aggiunta di una libreria più piccola dietro lo schienale del divano. Davanti al mio tavolo conservo i libri autografati. Opere di premi Nobel come Saul Bellow e di amici di scarsissime capacità letterarie. Conservo ogni libro con lo stesso affetto anche se il valore culturale è abissalmente diverso.
Non riesco ad essere ordinata e le cose che voglio conservare sono talmente tante che l’effetto è piuttosto caotico. Tuttavia riesco quasi sempre a ritrovare libri e documenti.
Ho un tavolo da lavoro piccolo, che prima di me è stato usato da mia nonna Lelia Socini Cinelli, ma ho rifiutato di usare la sua scomodissima sedia preferendo qualcosa di ergonomico, anzi aspiro a qualcosa di ancora più adatto alla mia schiena dolorante dopo la frattura dello scorso anno.…

Il Vinitaly: monstre per mettere il turbo all’export

Bellissimo 50° Vinitaly più spumeggiate che mai. 55.000 operatori e i produttori che non hanno neanche il tempo di mangiare con la fila di buyer in attesa.

Un successone che è andato oltre le più rosee speranze degli organizzatori. Un successo annunciato visto che il direttore generale Giovanni Mantovani aveva prospettato un investimento aggiuntivo di 8 milioni di Euro nell’incoming di buyer esteri. Una circostanza che aveva trovato conferma nell’edizione sotto tono della fiera tedesca Prowein diretta concorrente di Vinitaly. Alle e-mail delle cantine gli importatori rispondevano <<quest’anno ci vediamo a Vinitaly>> e infatti gli export manager sono partiti per Verona con le agende belle piene di appuntamenti. Poi in fiera sono stati letteralmente presi d’assalto. Un super Vinitaly e un’euforia generale che ha comunque creato dei piccoli problemi con ingorghi stradali enormi.

4.100 espositori, 100.000 metri quadri di padiglioni fieristici, 55.000 operatori, con il 37%

di buyer esteri ( di 140 Paesi esteri) sul totale degli operatori presenti. Tutto in crescita rispetto alle precedenti edizioni.  Persino i telefonini funzionano!

Inaugurazione alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. E’il primo Vinitaly aperto dalla più alta carica dello Stato e il massimo riconoscimento istituzionale al 50° anniversario della fiera. Mattarella parla delle Donne del Vino e riconferma la sua straordinaria sensibilità quando, alla fine del pranzo, stringe la mano a tutto il personale di cucina.…

Vinitaly 2015 stand Brunello

Vinitaly 2015: cronaca da una superfiera

Vinitaly vince la sfida con Prowein con un’edizione traboccante di operatori esteri e con un sorprendente afflusso di buyer italiani

Di Donatella Cinelli Colombini
Ingressi presi d’assalto con file di 45 minuti per entrare, ingorghi stradali, persino superiori a quelli degli anni scorsi, insomma un successone che crea anche qualche disagio ma sicuramente entusiasma le cantine espositrici e sarei molto meravigliata se Vinitaly 2015, non battesse ogni record di partecipazione.
Questo sembra l’anno della Puglia che sfavilla con un gran numero di stand nuovi, belli e molto grandi. <<In 12 mesi, siamo passati da essere l’ultima regione italiana, per uso di fondi europei, ad essere la prima>> ha detto l’Assessore all’Agricoltura

Fabrizio Nardoni. E i risultati si vedono. I vitigni autoctoni Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia e il turismo fanno da traino alle cantine che a Vinitaly sembrano aspettarsi un successo importante. Attivissimo il Movimento turismo del vino sotto la guida di Sebastiano de Corato e Vittoria Cisonno anche con azioni di solidarietà in favore delle carcerate.…

Prosecco alla spina

Scandaloso! Prosecco alla spina

A Londra lo vendono come “Vino frizzante italiano” e sta dilagando: Pizza Pilgrims a Soho, Tozi a Victoria e il ristorante del Covent Garden

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Tutto è iniziato prima di Natale quando un pub di Leeds ha pubblicizzato su Facebook il Prosecco alla spina. La notizia è stata ripresa dal quotidiano Daily Mail e ha avuto anche un hashtag Twitter di notevole successo #proseccoontap cioè prosecco alla spina. A quel punto i produttori del Veneto sono scesi sul piede di guerra sollecitando l’intervento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi.

Infatti il regolamento europeo impone di commercializzare il Prosecco solo in bottiglia. Il nome del vino è quindi scomparso sostituito dalla dizione “vino frizzante italiano” ma la tipologia del vino è proprio quella sia negli aromi che al gusto e anzi i gestori dei pub giocano sul “detto e non detto” per commercializzarlo come Prosecco anche senza scriverlo esplicitamente. …

Bologna Nomisma Convegno Wine Monitor

Wine monitor per sapere dove va il vino italiano

Dove va? All’estero! Anche nel terribile 2012 c’è stato un aumento del valore del vino esportato del 6,6% ma per le piccole cantine è sempre più dura 

Nomisma celebre e celebrato istituto bolognese di studi economici, presenta il suo “Wine monitor” osservatorio sul mercato del vino che aiuta le imprese a esportare soprattutto nei mercati extraeuropei. La presentazione é sottolineata da un convegno con relatori e pubblico di altissimo profilo: Denis Pantini di Nomisma, Fabio Piccoli, Emilio Pedron, Antonio Rallo, Gianni Zonin ….. e Giorgio Dell’Orefice come moderatore. Comincia Pietro Modiano Presidente di Nomisma che elenca le (poche) cose che vanno bene in Italia: la finanza pubblica, le banche e l’esportazione. Subito dopo la doccia fredda di Rolando Chiossi di Giv Cantine riunite << il 2013 é iniziato con un crollo dei consumi del 9%>>. Agrodolce da me, sul turismo, che cresce nonostante tutto grazie ai visitatori esteri e anche lo scorso anno ha portato in Italia 32 miliardi di Euro. L’ 11% di questa somma é costituito da cibi e vini e sicuramente molte delle migliori bottiglie vendute in Italia sono lì dentro.…

Sandro_Vannucci_Oscar_Farinetti

Non solo “Vacanze romane” la Stampa Estera ha 100 anni

L’Associazione  Stampa estera di Roma compie 100 anni e festeggia con una Mostra e dei convegni  ”L’italia vista dal mondo”.  Di Donatella Cinelli Colombini

Quello sull’agroalimentare ha un titolo emblematico “Mangiar bene non basta”.

E’ stato organizzato da Alfredo Tesio, giornalista  italo-danese responsabile del “Gruppo del gusto” della Stampa estera a Roma e ha messo in luce lo strettissimo legame fra consumi, export e stile di vita. Legami complessi ma ricchi di opportunità come ha spiegato Oscar Farinetti, che ha portato le eccellenze alimentari italiane nel mondo con Eataly,  << la cucina italiana non nasce dagli chef come quella francese, la nostra nasce dalle massaie e dunque è facile da preparare. Questa è la chiave del successo di Eataly, grandi materie prime che tutti possono portare a casa, cucinarle e mangiarle al massimo della loro qualità >>.

Una visione unitaria dell’agroalimentare italiano che trae spinta dalle sue diversità ma “giocando in squadra” diventa più forte.  Anzi, dice Matteo Lunelli delle Cantine Ferrari, <<l’alleanza  fra le eccellenze va allargata a tutti i settori : moda, design, grandi marchi>>.…

frutta e verdura

Con la crisi l’agricoltura ridiventa importante

Tampieri a capo di AGEA. Uno dei pochi vantaggi della pessima congiuntura economica in campagna è vedere di nuovo l’agricoltura in alto nell’agenda politica

I prezzi all’origine dei prodotti agricoli non sono stati mai così bassi ma poi crescono a dismisura in una catena distributiva lunghissima e divisa troppi punti vendita, per cui il consumatore ha difficoltà a fare la spesa fino alla fine del mese.

Per gli agricoltori non è affatto un momento semplice anche perché la spinta  all’innalzamento qualitativo dei prodotti agricoli vino, carne, ortaggi …. li ha costretti a investire e a indebitarsi. Ma ora le banche non fanno credito e l’aumento dei costi di produzione non può essere recuperato nell’aumento dei prezzi. Un bel guaio per i moderni contadini!

L’unica nota positiva, nel generale pianto di un ambito agricolo a secco di liquidità e di guadagni, è l’aumento di importanza dell’agricoltura. Il Premier Monti ci crede. Abbiamo finalmente un Ministro, come Mario Catania, capace di citare i regolamenti a memoria e di presentarsi con efficacia ai tavoli di Bruxelles in cui si decide la politica agricola comunitaria. …

Marzia-Morganti-Tempestini

Marzia Morganti Tempestini e il Ministro Mario Catania

Elegante, calmo, autorevole il Ministro Catania ci piace sempre di più. Finalmente darà  nuove regole alle etichette in modo che rivelino l’origine dei prodotti

Visto per voi da Marzia Morganti Tempestini

Di recente, ho avuto modo di seguire un paio di conferenze stampa del Ministro Mario Catania. Mi sono sentita rassicurata da questo distinto signore, sempre impeccabile, misurato, competentissimo di agricoltura. Non ha il piglio comunicativo di Luca Zaia, ma di certo non fa rimpiangere  il Ministro Giancarlo Galan, più adatto ai beni culturali e soprattutto il Ministro Saverio Romano.  Rivaleggia per sobria leganza con Paolo De Castro e, come  Walter Luchetti grande amico di Donatella Cinelli Colombini, si è fatto le ossa difendendo l’agricoltura italiana nelle difficili trattative comunitarie. Non è un politico. L’unico neo è il nome del dicastero MIPAAF. Ma che orribile sigla per un Ministero dal nome chilometrico “Ministero delle politiche agricole, ambientale e forestali”. …

                                                                       

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