Forum

Cibi vini e dittatori Hermann Goering, Heinrich Himmler, and Adolf Hitler

Cibi e vini dei dittatori

Cibi vini e dittatori Hermann Goering, Heinrich Himmler, and Adolf Hitler

Cibi vini e dittatori Hermann Goering, Heinrich Himmler e Adolf Hitler

Cibi e vini dei dittatori. Cercare un nesso fra cibi vini e ferocia indagando nelle abitudini alimentari dei dittatori è molto difficile: fra loro ci sono comportamenti molto diversi. A dispetto della convinzione che la carne renda aggressivi e inclini alla violenza molti dei personaggi più sanguinari del Novecento preferivano la verdura. Adolf Hitler, per esempio era vegetariano e pressoché astemio. Alla fine della sua vita mangiava quasi solo purea di patate ma aveva 15 assaggiatori per accertarsi di non venire avvelenato, si avvicinava al cibo 45 minuti dopo di loro ovviamente se nessuno mostrava sintomi sospetti.

Cibi vini e dittatori Stalin a tavola

Cibi vini e dittatori Stalin a tavola

Benito Mussolini amava le insalate condite con olio sale, aglio e succo di limone. Non era un gran buongustaio e disprezzava cibi e vini francesi considerandoli “inutili”.
Amava l’aglio anche Stalin insieme a noci, prugne, melograni e vino. La sua cucina preferita era quella tradizionale georgiana e il suo cuoco era Spiridon Putin, nonno dell’attuale presidente russo Vladimir. Pare che Stalin amasse organizzare banchetti con giochi alcolici e balli.
Ma vediamo le abitudini alimentari di alcuni dittatori particolarmente sanguinari.

Comune Valdorcia: si all’unione se c’è Trequanda

Nasce il comitato “Per il Comune della Valdorcia” per raccoglie le firme e indire il referendum sulla fusione. Io sono unionista se c’è anche Trequanda

Di Donatella Cinelli Colombini, Agriturismo, Toscana, Fattoria del Colle

Pienza Possibile aggregazione nel Comune della Valdorcia figure a cavallo di Piero Sbarluzzi

Pienza Possibile aggregazione nel Comune della Valdorcia figure a cavallo di Piero Sbarluzzi

Il comitato guidato da Glauco Guidotti propone la costituzione di un solo comune fra quelli appartenenti al Parco della Val d’Orcia: Castiglion d’Orcia, Montalcino, Pienza, Radicofani e San Quirico d’Orcia. Tutti comuni piccolissimi escluso Montalcino che ora conta circa 6.000 abitanti e un’organizzazione comunale oltre che una solidità finanziaria di gran lunga superiore a tutti gli altri anche grazie alla recente fusione con San Giovanni d’Asso. E infatti Silvio Franceschelli, giovane e volitivo sindaco di Montalcino dice no al Comune della Valdorcia << Se si tratta di condividere servizi, riscuotere tributi, realizzare piani urbanistici, gestire il turismo, anche domattina. Ma nessuna fusione. Il nostro percorso lo abbiamo già fatto con San

Montalcino-San-Giovanni-nuovo comune

Montalcino-San-Giovanni-nuovo comune

Giovanni d’Asso. E poi il nostro Comune non può prescindere dal nome esclusivo di Montalcino in quanto marchio di un prodotto territoriale>> ha detto Franceschelli a MontalcinoNews. Come dagli torto?
Ma il Comitato per il Comune della Valdorcia non si scoraggia <<«anche senza Montalcino arriveremmo a una popolazione di circa 9 mila abitanti: un Comune piccolo, ma più forte sulle politiche di area>> ha dichiarato Guidotti al Corriere Fiorentino << in particolare si avvertirebbe un notevole progresso per l’intero settore turistico, un ritorno di immagine che andrebbe a vantaggio del territorio, un miglioramento amministrativo, e, non ultimo, ingenti incentivi economici>>.

Prezzo dei vigneti TOP in Italia nel 2017

Negli ultimi 50 anni il prezzo dei vigneti è cresciuto del 2.500% nel Brunello di Montalcino, del 1.400% nell’Amarone e di oltre il 700% nel Barolo

Prezzi-dei-vigneti-vecchi-e-nuovi-proprietrai-di-Vietti-Krause

Prezzi-dei-vigneti-vecchi-e-nuovi-proprietrai-di-Vietti-Krause

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Seguiamo WineNews alla scoperta dei prezzi dei vigneti italiani con cifre da capogiro che spesso, come sottolinea Alessandro Regoli, tagliano fuori i produttori di vino e diventano accessibili solo a fondi di investimento, banchieri, grandi industriali o comunque a chi ha disponibilità finanziarie enormi e voglia di regalarsi una griffe dell’enologia. La cosa più sorprendente è la corsa all’acquisto che sembra inarrestabile nonostante la salita dei prezzi e anzi apparentemente li spinge sempre più su.
Posso testimoniare personalmente di ricevere, almeno una volta al mese, una

Brunello Biondi-Santi-Riserva

Valore-dei-vigneti-in-Italia-Biondi-Santi-recentemente acquistato-da-EPI

telefonata o un e-mail che mi chiede <<non sa mica di qualche proprietà in vendita a Montalcino?>> frase che poi, spesso, ha un proseguo nella richiesta <<la cifra dell’investimento è molto importante, lei per caso non sarebbe interessata?>>
Ma torniamo alle analisi di WineNews. Le quotazioni più alte per i vigneti italiani sono in tre aree: Barolo, Cartizze e Alto Adige. Nelle zone alpine i valori superano il milione di Euro l’ettaro ma le compravendite sono rarissime come del resto nei 106 ettari del Cartizze che tuttavia spunta cifre fra 1,5 e i 2 milioni per ettaro. Invece nella zona più famosa del vigneto piemontese si è assistito a diverse acquisizioni negli ultimi mesi. I prezzi sono arrivati alle stelle, da 1 a 1,5 milioni di Euro con punte di 2 milioni per i cru più prestigiosi.

angelo-gaja-nel-vigneto

Angelo Gaja cosa ci ha insegnato l’annata 2017

Riflessioni di Angelo Gaja sull’annata 2017: convenzionale o biologico? Irrigazione o zappature? Alla fine è la natura del suolo la cosa determinante

angelo-gaja-nel-vigneto

Angelo-Ggaja-nel-vigneto

A seguito dell’articolo di Donatella Cinelli Colombini su questo stesso blog, Angelo Gaja espone le sue riflessioni come sempre profonde, lontane da ogni luogo comune e a tratti provocatorie. Conferma quanto dice il grande Angelo, il diffondersi di un inerbimento a filari alternati (finalizzato a ridurre il vigore vegetativo), che viene rimosso in caso di stagione siccitosa e che quindi non è permanente.

Il consiglio di Angelo Gaja è chiaro: non innamorarsi del metodo ma del terreno da vigna!
Ecco l’e-mail che mi ha mandato

Cara Donatella,
complimenti per tuo articolo “Cosa ha insegnato l’annata 2017 nelle vigne”.
Prezioso l’appello all’umiltà.

Angelo-Gaja

Angelo-Gaja

Ho visto quest’anno vigneti condotti in modo “convenzionale” presentarsi alla vendemmia con un ottimo raccolto.
E vigneti inerbiti (dove si esitava a rompere la cotica confidando in una pioggia benefica che invece non arrivava mai) essere in sofferenza (è successo in parte anche a noi).
Mentre nel 2013 e 2014, annate caratterizzate da forte piovosità, quegli stessi vigneti mantenuti foltamente inerbiti si erano comportati ottimamente, proprio secondo i nostri desideri.
Lezione importante per noi: imparare ad essere flessibili, a non innamorarsi del metodo, ma di adattarlo alle condizioni esterne.

Denise-Cosentino-enologa-italiana-in-Cina

Denise Cosentino prima enologa italiana in Cina

Trent’anni appena compiuti la calabrese Denise Cosentino dirige la cantina del banchiere tedesco Karl Heinz Hauptman nella penisola dello Shandong in Cina

Denise-Cosentino-enologa-italiana-in-Cina

Denise-Cosentino-enologa-italiana-in-Cina

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ la prima enologa donna italiana nel gigante asiatico. Bruna, capelli lunghi, sguardo diretto in un volto dai lineamenti minuti, è giovane ma ha un carattere fortissimo. Denise Cosentino si è laureata in enologia a Torino ed ha proseguito i suoi studi sulla vigne e sul vino a Montpellier e a Bordeaux. Ha fatto vendemmie in molte delle zone TOP mondiali: Toscana, Paulliac e Rheinhessen. E’ in Cina dal 2014 ed ha lavorato nei distretti vincoli di Shaani e Ningxia dove ha anche partecipato al “Ningxia Winemakers Challenge. <<E’ stata un’esperienza indimenticabile>>ha detto alla fine e, anche se non ha vinto, << non capita tutti i giorni di ritrovarti un mezzo ad altri 47 enologi provenienti da tutte le parti del mondo>>

Denise-Cosentino-great-river-hill-shandong-chateau-nine-peaks-cabernet-sauvignon-2011-blind-tasting-in-beijing-china

Denise-Cosentino-great-river-hill-shandong-chateau-nine-peaks-cabernet-sauvignon-2011-blind-tasting-in-beijing-china

Ora è nello Shandong nell’Est della Cina ai piedi della montagna di Nine Peaks che da in nome allo Chateau Great River Hill costruito dal banchiere tedesco Hauptman nel 2008. 85 ettari soprattutto di Cabernet e Chardonnay. Si tratta di una zona nuova per l’enologia <<fino a 10 anni fa >> in questa parte della regione <<non avevano mai visto ne una vigna ne una cantina>> ha detto Denise a Andrea Gabbrielli del Gambero Rosso descrivendo il problema di trovare personale competente.

calici-da-Champagne

Il bicchiere flûte: favorevoli o contrari?

Sono fra quelli che odiano i bicchieri flûte e anche le coppe che “infestano” le cristalliere prendendo tantissimo posto. Eppure molti insistono a usarli

champagne-bollicine-5-550x328
Di Donatella Cinelli Colombini

Molti di noi hanno i bicchieri a coppa, magari li hanno ereditati e li conservano perché sono un dono di nozze ricevuto dalle mamme o dalle nonne. Ma sono rimasti nelle cristalliere inutilizzate per decenni. <<Come il seno di Madame de Pompadour>> dicevano gli esperti esaltando la bellezza dell’amante di Luigi XV di Francia e la storia straordinaria dello Champagne che questo bicchiere dovrebbe esaltare. Questa è anche l’opinione di Marco Cenedese ambasciatore del brand Mumm che sottolinea come, nella coppa, il liquido ambrato

chateau-Baccarat-calice-per-tutti-i-vini

chateau-Baccarat-calice-per-tutti-i-vini

raggiunge la punta della lingua prima delle bollicine risultando delicato e ampio mentre nel flûte acquisisce un carattere più secco e deciso. Il bicchiere affusolato che prende il suo nome dal flauto, in francese flûte, è il bicchiere da Champagne più diffuso ma anche più contestato. In un recente articolo di The Drinks Business il CEO di Krug Maggie Henriquez, ha fatto questo paragone <<going to a concert with ear plugs>> è come andare a un concerto con tappi per gli orecchi.
Tuttavia, nella maggior parte dei locali francesi dedicati alle mitiche bollicine, le champagnerie, vengono usati i tipici bicchiere a ampolla che somigliano a un flûte con base tondeggiante e allargata.
Quindi il flûte ha un grandissimo numero di estimatori. Io non credo sia capace di esaltare il vino effervescente che vi viene versato ma certamente, insieme al freddo, permette di nascondere i difetti delle bottiglie di bassa qualità.

L'annata 2017

Cosa ha insegnato l’annata 2017 nelle vigne

Gelate, siccità, temperature da deserto, grandinate l’annata 2017 ha fatto tremare i vignaioli ma ha anche insegnato l’umiltà e l’ascolto della natura

L'annata 2017

L’annata 2017

di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Insieme alle dichiarazione choc sulla vendemmia 2017 di Riccardo Cotarella arriva il suo auspicio di pensare al futuro insieme ai tecnici e non affidarsi all’improvvisazione << I colleghi dicano la verità …. Aborro quando sento alcuni colleghi parlare di annata del secolo, è un’annata povera anche sul piano qualitativo: gli enologi non devono seguire logiche di mercato né cercare di indorare la pillola, non è utile per nessuno>>.
In realtà le cose sono poi andate meglio di come sembrava il I° ottobre, data delle

annata-2017-nel-vigneto-italiano-Donatella-Cinelli-Colombini

annata-2017-nel-vigneto-italiano-Donatella-Cinelli-Colombini

frasi di Cotarella, ma i cali produttivi sono stati enormi e la qualità dei vini è buona a tratti molto buona ma non arriva ai vertici di altri anni. I vini rossi sono mediterranei: potenti, alcolici e sicuramente daranno il meglio di sé nella giovinezza. Per noi si prospettano forse i migliori Rossi di Montalcino mai prodotti e piccole quantità di grande Brunello da vigneti e uve sceltissime.
L’annata 2017 ha insegnato molto a tutti, l’importanza di avere vigneti vecchi e di coltivarli in modo biologico cercando l’equilibrio delle piante. Avere terreni soffici perché coltivati con leguminose d’inverno e zappati spesso in estate, significa avere viti in buona salute nonostante il caldo e la siccità così come in caso di annate piovose. Molti hanno detto <<le zappature servono più dell’irrigazione di soccorso>> e probabilmente è vero.

angelo-gaja-nel-vigneto

Angelo Gaja senza peli sulla lingua

Angelo Gaja mi manda una lunga riflessione intitolata Cambiamenti e conclusa da un colpo di cannone contro chi, nel 2017, usa il mosto concentrato

angelo-gaja-nel-vigneto

Angelo-Ggaja-nel-vigneto

Quello che segue è un distillato del “Gaja pensiero” sui tre maggiori cambiamenti che hanno interessato il mondo del vino negli ultimi decenni. Il vino che da alimento diventa prodotto di lusso e non sempre in modo appropriato. Il cambiamento climatico che potrebbe favorire alcuni vitigni tardivi italiani. Infine una lunga riflessione sui vitigni varietali, il ruolo dei piccoli produttori e infine un messaggio sibillino sulla possibile e quasi miracolosa apparizione di vino 2017 in quantità superiori ai cali generalizzati in tutta Italia.  Leggetelo vi farà riflettere Donatella Cinelli Colombini

Angelo Gaja
Settembre 2017

CAMBIAMENTI 

Angelo+Gaia-Gaja

Angelo.e-Gaia-Gaja

1. Perdita della funzione alimentare.
Ovunque nei paesi produttori il vino da bene alimentare che era, ha assunto la funzione di bene di lusso,indipendentemente dal prezzo, perché non indispensabile, non di prima necessità. Il paese più preparato ad affrontare la transizione fu la Francia che al vino bevanda di lusso aveva sempre riservato una minuscola nicchia. Mentre per l’Italia, il passaggio è stato culturalmente più faticoso da affrontare per le molte strutture, regolamenti e resistenze che traevano ispirazione dalla funzione alimentare. I beni di lusso richiedono tecniche di vendita diverse: occorre mettere in atto azioni di marketing appropriate, aggressive e continue nel tempo anziché accontentarsi della vecchia strategia rinunciataria e perdente del prezzo basso.

tappi di sughero da vino

Enoteca Italiana addio

L’unico Ente italiano preposto alla valorizzazione del vino all’estero chiude i battenti. Un altro pezzo di Siena che finisce in una città sempre più povera

Enoteca Italiana

Enoteca Italiana

Di Donatella Cinelli Colombini

I senesi la considerano un wine bar piuttosto invecchiato. Pochi sanno, in città, dell’enorme ruolo avuto dall’ Enoteca Italiana nella diffusione del vino italiano in Germania, Russia, Polonia….. e più recentemente in Cina. Sono certa che rimarrebbero sorpresi vedendo, come è capitato a me, un manifesto dell’Enoteca, con le principali denominazioni disegnate sulla carta italiana esposto in un ristorante di Bauru nuova città del Brasile che solo chi fa un’azione di marketing straordinariamente capillare va a visitare. Questa era l’Enoteca Italiana.

Enoteca Italiana

Enoteca Italiana Siena riprese TV

Ha fatto da incubatore alle DOC e a Vinitaly con la Mostra mercato dei vini tipici e di pregio italiani, (1933) e successivamente alle Città del vino, alle Donne del vino, al Movimento del Turismo del vino ….. quando l’Italia doveva essere presente, con i suoi vini, a qualche grande evento internazionale come l’Expo o le Olimpiadi erano gli uomini dell’Enoteca a partire. Così come era l’Enoteca Italiana a seguire le azioni nazionali di contrasto all’abuso d’alcol dei giovani (ricordate le “Viniadi”?) e soprattutto a spiegare i vini italiani ai grandi buyers esteri compresi i monopoli canadesi e scandinavi.
Insomma un susseguirsi continuo di missioni all’estero, pubblicazioni ( va ricordato l’Atlante dei Territori del Vino Italiano del 2013) convegni, incontri …..

Petrus

I Merlot più cari del mondo

Masseto, Tua Rita Redigaffi, Miani …. 8 dei 10 Merlot più cari del mondo sono italiani. Alla faccia del vitigno piacione! Ma il re dei Merlot è Petrus

Merlot-più-cari-del-mondo-Petrus

Merlot-più-cari-del-mondo-Petrus

Di Donatella Cinelli Colombini, Il Drago e le 8 colombe

Merlot, il vitigno che da vini piacioni, che cresce ovunque …. Vero ma non troppo. Pochi lo prendono davvero sul serio ma chi lo fa, ed ha il terreno giusto, arriva a livelli straordinari. Insomma è un vitigno “ubiquitario” ma non troppo.

Evidentemente il Merlot ama i suoli argillosi, cresce bene ovunque ed infatti è uno dei vitigni più diffusi del mondo, ma arriva all’eccellenza solo in piccolissimi vigneti dove riceve cure straordinarie. La cosa bella è che molti di questi terreni sono in Italia anzi in Toscana.

Un articolo di Don Kavanagh pubblicato su Wine Searcher, il maxi portale con i prezzi di 9milioni e mezzo di vini da 89.822 rivendite di ogni parte del globo, ha messo in fila i 10 vini Merlot più cari del mondo.

Merlot-più-cari-del-mondo-Masseto

Merlot-più-cari-del-mondo-Masseto

img_157068
E’ forse la sua enorme diffusione, il suo carattere piacione che lo rende adatto al taglio con altri vitigni e gli ha appiccicato un’etichetta di banalità. In realtà come nelle discipline sportive più diffuse, tipo il tennis, o il calcio, il grande numero dei praticanti porta a una selezione straordinaria dei migliori e questi toccano vertici impressionanti. La stessa cosa succede con i vitigni molto diffusi come il Merlot.
Una cosa spicca nell’indagine di Don Kavanagh: l’eccellenza del Merlot non ha più una targa francese ma bensì italiana e specificamente toscana: 5 dei più cercati dai wine lover nell’immenso catalogo di WineSeracher e 8 dei più cari provengono dal nostro Paese. Tuttavia i prezzi stellari rigurardano solo Petrus e Masseto – $ 4975. Vi invito a leggere l’articolo originario per maggiori dettagli mentre io qui mi limito a qualche breve nota sui TOP 10 MERLOT

TripAdvisor-Fattoria-del-Colle

TripAdvisor istruzioni per l’uso

150 milioni di visitatori mensili, TripAdvisor è sicuramente il più grande sito di viaggi del mondo e ora fornisce anche mappe e itinerari

TripAdvisor-Fattoria-del-Colle

TripAdvisor-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle, agriturismo, Toscana

TripAdvisor è nato nel 2000 da parte Stephen Kaufer. In quel momento Kaufer stava organizzando un viaggio in Messico e aveva difficoltà a trovare gli alberghi. Oggi ha un patrimonio di 260 milioni di Dollari ed è fra degli uomini che hanno cambiato il mondo. Si perché la sua invenzione, basata su un portale dove chiunque può iscriversi e mettere la sua opinione su un albergo, un ristorante oppure un museo, ha cambiato il modo di viaggiare facendo diventare i turisti più attivi e i giudizi più “democratici”.
La novità, annunciata alla fiera dell’elettronica di consumo IFA a Berlino, è l’alleanza fra TomTom e Tripadvisor, per proporre itinerari personalizzati che uniscono le mappe del navigatore con le recensioni del più famoso portale turistico. Si chiama “TomTom Road Trips” e permette di prenotare alberghi e ristoranti all’interno di un percorso di viaggio su misura. Per chi non ha il navigatore basterà uno smartphone Android o iOS.

TripAdvisor

TripAdvisor

Oggi TripAdvisor ha un’importanza enorme sul business di ogni attività e i 4,2 milioni di ristoranti presenti nel sito possono usarlo come strumento di marketing. Per questo motivo sono gli stessi gestori del portale a rivelare le cose più importanti da fare.
Prima di tutto rispondere alle recensioni, accettando le critiche come consigli costruttivi e ringraziando per gli apprezzamenti. Il cliente che riceve attenzione, è gratificato e tende a accrescere il suo coinvolgimento verso il ristorante.
Seconda cosa le foto. Influiscono molto sulla decisione del cliente e quindi devono essere tante e belle. Chi ha almeno 11-20 immagini suggestive del locale e dei piatti ottiene il doppio di interazioni rispetto ai ristoranti che non ne hanno.

wine-destination-isole-canarie

Le 10 migliori wine destination 2017

4 classifiche di wine destination, Wine Enthusiast invita a fare scoperte, la CNN punta su tipologie diverse, ma di solito sono  le più famose a venire citate

wine-destination-isole-canarie

wine-destination-isole-canarie

Di Donatella Cinelli Colombini

Le classifiche si moltiplicano e sono tutte diverse ma alcuni elementi di vengono fuori con chiarezza: le wine destination più apprezzate sono i luoghi dove ai buoni vini si associa  un paniere di attrattive: paesaggio, gastronomia e suggestioni storiche.

Prima lista  è quella del Wine Enthusiast che esce ogni anno. Ha il pregio di anticipare le tendenze e favorire un atteggiamento esplorativo negli amanti del turismo del vino << to explore beyond the glass>>

  • Cafayate | Argentina un territorio di grandi Malbec, artigianato tipico e ottima gastronomia
  • Tracia | Bulgaria vicino al Mar Morto combina resti archeologici e vini moderni
  • Isole Canarie Spagna suoli vulcanici
    wine-destination-Hunter Valley

    wine-destination-Hunter Valley

  • Marlborough | Nuova Zelanda piena di cantine aperte al pubblico e deliziosi ristoranti
  • Provenza | Francia la terra dei rosè, dell’olio d’oliva, della lavanda e del mare
  • Londra United Kingdom luogo di grande cultura del vino dove puoi assaggiare il meglio che c’è nel mondo
  • Calistoga | U.S.A. unisce terme, cantine e ottimi ristoranti
  • Sicilia | Italia mare, resti archeologici, grandi vini e grande cucina
  • Valle del Reno Germania vigneti storici, deliziosi villaggi e vini da scoprire
  • Hood River | U.S.A. il posto giusto per unire turismo sportivo, cantine e distillerie
Daphne Carruana uccisa a Malta

Daphne Carruana: attentato a Malta di stile mafioso

L’attentato a Daphne Carruana cambia l’immagine di Malta. Da tranquilla destination di turismo d’arte a luogo di mafiosi. Invece non è così

Daphne Carruana uccisa a Malta

Daphne Carruana uccisa a Malta

Di Donatella Cinelli Colombini

Chi mi conosce sa quanto amo Malta. Per questo l’attentato che ha ucciso Daphne Carruana mi ha sconvolto. Perché l’uccisione di una giornalista che indaga sui “poteri forti” è qualcosa che avviene in Turchia, in Egitto, in Venezuela … ma non mi aspettavo potesse succedere a Malta, un Paese che fa parte dell’Unione Europea e che sembra il più tranquillo del mondo.
Un Paese che tuttavia sta cambiando rapidamente con il PIL che cresce del 7% l’anno ma dipende anche per il 16% dalle tasse sul gioco d’azzardo via internet che avviene in tutta Europa. Malta ha venduto quasi mezzo milione di cittadinanze a ricchi stranieri e

auto di Daphne Carruana dopo l'attentato

auto di Daphne Carruana dopo l’attentato

ha un quartiere particolarmente lussuoso che letteralmente pullula di russi milionari. Ci sono cantieri con gru ovunque e la popolazione non ha mai avuto così tanti soldi in tasca.
Per questo i maltesi sostengono il Primo Ministro Joseph Muscat. Quando sua moglie e due dei suoi più stretti collaboratori sono stati pescati con i conti e aziende a Panama aperti (proprio da Daphne) quando erano già in carica, Muscat ha dovuto dimettersi e indire nuove elezioni ma stato rieletto con un fiume di voti. 

Tio Pepe racconto in etichetta

Le storie in etichetta che fanno ricomprare il vino

Basta descrizioni generiche mettiamo le storie in etichetta con ciò che rende unico quello specifico vino. O ancora usiamo i vitigni come eroi

Tio Pepe racconto in etichetta

Tio Pepe racconto in etichetta

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Difficilmente il cliente si mette a leggere una storia in etichetta mentre compra una bottiglia in enoteca o al supermercato. Molto più probabilmente lo fa al ristorante mentre aspetta di mangiare oppure a casa mentre sorseggia dopo cena sul divano cercando di rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro. E’ questo il momento in cui la storia scritta in etichetta può fargli aumentare l’apprezzamento per il vino. Una storia che trasmette emozione è molto più memorizzabile di una sequenza di informazioni tecniche e quindi, il nostro cliente sarà più propenso a scegliere di nuovo quel vino nel futuro perché avrà un legame emozionale con esso.
Un recente studio dell’Università di Adelaide ha rivelato l’inefficacia di descrizioni che potrebbero adattarsi a tutti i vini dello stesso territorio o dello stesso vitigno. Funziona invece raccontare ciò che rende unica proprio quella bottiglia – della serie “ se non ti

Flexo lampada spagnola esempio di racconto in etichetta

Flexo lampada spagnola esempio di racconto in etichetta

distingui ti estingui”- basta la spiegazione di un particolare, anche piccolo, e il nostro vino esce dal coro e finalmente diventa visibile. Per spiegare il metodo The Drinks business fa l’esempio di una lampada da comodino spagnola in alluminio a basso prezzo. Sarebbe passata del tutto inosservata se non ci fosse stata una spiegazione che, solo in UK, ha colpito 30 milioni di lettori << The Flexo is an integral part of Spanish life, having been in continuous production since 1925. Although the designer is unknown, the Flexo is a design classic, a version being in the Design Museum in London>>

NewYork-anteprima-Brunello2008

OCM, il decreto c’è ma è sbagliato

Il Ministero dell’Agricoltura passa da una figuraccia all’altra. Il decreto OCM arrivato con 4 mesi di ritardo rischia di erogare i fondi a ottobre 2018

NewYork-anteprima-Brunello2008

NewYork-anteprima-Brunello2008

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino

Il 29 settembre, finalmente il nuovo bando per i fondi OCM destinati a finanziare la promozione del vino italiano sui mercati esterni all’Unione Europea è stato pubblicato dal Ministero dell’agricoltura. Un ritardo enorme rispetto a Francia, Germania, Spagna … dove le cantine stanno già realizzando eventi cofinanziati dall’Europa.
Ma i guai non finiscono qui perché, come giustamente osserva WineNews, nel testo ministeriale c’è un errore << l’articolo 5 del decreto Martina prevede che “le attività sono effettuate a decorrere dal primo giorno utile dell’esercizio finanziario comunitario di pertinenza successivo al giorno di stipula del contratto”, ma operando attualmente nell’esercizio finanziario comunitario 2017/2018, i programmi che verranno proposti in adesione del decreto Abate decorreranno dal 16 ottobre 2018>>.

Brunello LCBO seminar Toronto

Brunello LCBO seminar Toronto

Sarà possibile correggerlo senza dover ripercorrere l’intera procedura amministrativa?
Tutti sperano di si perché perdere i 102 milioni di Euro destinati a sostenere l’export del vino italiano sarebbe un colpo mortale per l’agricoltura italiana che ha già subito una batosta con la recente vendemmia, la più magra del dopoguerra.
C’è da chiedersi come faccia il Ministero all’Agricoltura a collezionare una così fitta sequenza di <<Ritardi, ricorsi, mancanze e istanze cadute nel vuoto>> come le ha definite Riccardo Ricci Curbastro Presidente Federdoc puntando l’indice accusatore sulla burocrazia. <<Il risultato è che dopo 16 anni i francesi ci hanno agganciato nel primo mercato al mondo, recuperando in 8 mesi oltre 130 milioni di euro>> ha detto la Ceo di Business Strategies, Silvana Ballotta.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per capire quali cookie ed in che modo vengono utilizzati, consulta la nostra pagina della Privacy. Accetta i cookie cliccando sul pulsante 'Accetta'. In qualsiasi momento dalla pagina relativa potrai rivedere e cambiare il tuo consenso. MAGGIORI INFORMAZIONI

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi