Vigne e vini

Biologico Biodinamico, Naturale Enoteca AssoVino

Biologico, biodinamico e naturale

Con l’aiuto di Alberto dell’Enoteca AssoVino cerchiamo di capire le differenze fra vini convenzionali, biologici, biodinamici e naturali

Biologico Biodinamico, Naturale Enoteca AssoVino

Biologico Biodinamico, Naturale Enoteca AssoVino

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne, Brunello
Leggendo gli schemi sembra tutto facile ma in realtà regna la confusione e la polemica.
Lo scontro maggiore è fra i sostenitori del bio-biodinamico-naturale anche in presenza di evidenti difetti nel vino, come il sentore di “merdina” e quelli che rifiutano in blocco tutto il comparto proprio a causa delle bottiglie con queste puzze schifosette.
Poi ci sono gli scettici che si chiedono se la pretesa naturalezza senza certificazioni è vera oppure no. Infatti l’unica tipologia normata è il biologico che, dal 2012,

Vini veri

Evento Vini veri

richiede controlli e un organismo certificatore che rilascia la famosa foglia verde fatta di stelline. Se però andiamo a vedere i prodotti ammessi nella produzione del vino biologico scopriamo che la lista è poco più breve di quella del vino convenzionale. E’ pur vero tuttavia, che nei vigneti biologici sparisce la chimica di sintesi, diserbanti compresi, con un enorme vantaggio per l’ambiente e per le persone che vivono nei distretti del vino. Per capire la grandissima differenza fra l’agricoltura convenzionale e il biologico basta vedere il programma di France 2 sugli effetti dell’inquinamento da fitofarmaci sui bambini di Bordeaux che hanno il 20% di probabilità in più di ammalarsi di cancro rispetto ai coetanei del resto del Paese.

Carlo con l'uva di Traminer per il Passito

Passito 2014 un piccolo capolavoro dolce 

Nelle cantine al femminile di Donatella Cinelli Colombini l’unico uomo è Carlo, l’appassionato di vini dolci e di questo passito

Carlo con l'uva di Traminer per il Passito

Carlo con l’uva di Traminer per il Passito

La produzione del passito è un rito annuale che coinvolge moltissimo Donatella Cinelli Colombini e soprattutto suo marito Carlo Gardini. Una cura quasi maniacale che è possibile solo perché vengono prodotte pochissime bottiglie e perché Carlo Gardini e la cantiniera Barbara Magnani hanno una passione sconfinata per i vini dolci. I loro sforzi sono stati premiati con 93 centesimi per la produzione 2013 da parte dell’importante rivista statunitense “Wine Advocate

Il 2014 è stata l’annata del “bio” perché chi, come la Fattoria del Colle, coltiva le vigne senza l’uso di prodotti chimici ha portato in cantina un’uva sana e matura.

All’inizio di settembre i piccoli grappoli rosa di uva Traminer del vigneto Sanchimento, intorno alla cappella della Fattoria del Colle, sono stati raccolti, a mano, scegliendoli uno per uno. I grappoli sono stati poi disposti in cassettine traforate e messi ad appassire naturalmente.

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

WINE SPECTATOR WINE ADVOCATE

Questa è la fase più laboriosa della produzione del passito perché la cantiniera Barbara Magnani deve spostare l’uva continuamente a seconda se piove o fa bel tempo. Nel 2014 l’estate era stata piovosa e fresca ma i primi di settembre il cielo era diventato sereno con solo 3 piogge in tutto il mese. Le condizioni di bel tempo proseguirono d’ottobre mentre i cestini con dentro l’uva Traminer continuavano a viaggiare avanti e indietro cercando ogni raggio di sole.

Fillossera della vite

La fillossera torna a fare paura

Le estati più lunghe e calde, gli inverni tiepidi e il biologico hanno fatto aumentare la fillossera e il processo di selezione ha favorito gli insetti più aggressivi

Di Donatella Cinelli Colombini

Fillossera della vite

Fillossera della vite

Paradossalmente la diffusione dell’agricoltura biologica ha favorito <<l’aumento della fauna pedologica>> cioè dei fitofagi come la fillossera Daktulosphaira vitifoliae . L’agricoltura più rispettosa dell’ambiente << laddove non esistano gli antagonisti naturali, come nel caso della fillossera, può creare squilibri>> spiega Astrid Formeck responsabile dei ricercatori che studiano la fillossera all’Università di Vienna.
A Montalcino abbiamo notato le foglie con galle di fillossera nei vigneti. Fino all’anno scorso nella zona Ovest e ora nella zona Nord.
In Europa, al momento il terribile fitofago produce danni alle foglie in cui si formano galle tondeggianti dove le femmine depongono fino a 500 uova per volta. Favorita da un clima caldo umido, come negli ultimi tre anni, la fillossera si riproduce a dismisura infestando interi distretti viticoli. Da qui l’allarme e il tentativo di contenere il numero degli insetti. Si tratta della sola cosa che gli agricoltori possono fare, contenere la popolazione di fitofagi usando estratti vegetali, mentre non possono affrontare il problema più grosso. Il timore vero è infatti, quello di una possibile mutazione del pestilenziale fitofago e che i “mutanti” riescano ad attaccare le radici americane delle viti facendo morire le piante come avvenne con quelle “a piede franco” cioè con impianto radicale europeo, un secolo e mezzo fa. Il variare delle condizioni climatiche avvenuto negli ultimi anni potrebbe infatti favorire un simile processo.

Paolo Basso al Casato Prime Donne di Montalcino

Paolo Basso campione mondiale sommelier visto da vicino

Un sabato con Paolo Basso al Casato Prime Donne di Montalcino .. incontrare persone eccezionali come lui è uno dei motivi per cui mi piace il mio lavoro

Paolo Basso al Casato Prime Donne di Montalcino

Paolo Basso al Casato Prime Donne di Montalcino

Di Violante Gardini Cinellicolombini Jr.
E’tutto programmato da settimane, con precisione svizzera. Alla fine invece, tutto da rifare, c’è un grosso imprevisto, mamma si rompe una vertebra a Gozo e rimane bloccata nelle isole maltesi. Io sono in azienda da sola ma di spostare la visita di Paolo Basso non se ne parla proprio, hai presente la precisione svizzera!
Non è la prima volta che riceviamo un super vip del vino, anzi, quest’anno sono stati da noi Monica Larner del Wine Advocate e Bruce Sanderson del Wine Spectator, ma questa è la prima volta che sono da sola. Sono agitata come prima di un esame e preparo tutto in anticipo: con la cantiniera Barbara Magnani decidiamo i vini da degustare e con la

Paolo Basso Campione del mondo sommelier ASI 2013

Paolo Basso Campione del mondo sommelier ASI 2013

chef Roberta dell’Osteria della Fattoria del Colle fisso il menù dei un pranzo leggero ma appetitoso, in modo da sposarsi bene coi vini.
Paolo Basso è preceduto dalla sua fama. Ha vinto il concorso ASI di miglior sommelier del mondo a Tokyo nel 2013 battendo i concorrenti di 54 Paesi davanti a 4.000 delegati internazionali. Nel suo palmarès c’è anche un titolo europeo, nel 2010, e tre secondi posti mondiali.
È una giornata calda al Casato Prime Donne ed il sole ci invita a portare gli occhiali scuri ma le piogge degli ultimi giorni ci impediscono di andare in vigna. Ci vediamo costretti a rimanere nel piazzale, davanti alla cantina, per parlare delle nuove vigne, delle potature stile Simonit&Sirch e della conversione al biologico.
Paolo Basso è accompagnato dalla moglie e dalla figlia Chiara, tutte persone molto piacevoli.

winefolly i migliori wine Istagramers del mondo

Wine instagramers: i migliori del mondo

Nella classifica mondiale de best wine instagramers di Francesco Saverio Russo vincono i più spiritosi e quelli che coinvolgono i lettori

winefolly i migliori wine Istagramers del mondo

winefolly i migliori wine Istagramers del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini

Instagram sembra il social del futuro quello più adatto alla civiltà dell’immagine e della velocità, in cui stiamo vivendo. Anche la comunicazione del vino deve fare i conti con questo network dove la bellezza delle foto e l’ironia dei video conta più dei testi ma l’uso appropriato degli hashtag è decisivo. In effetti dietro un’apparenza scanzonata si nascondono spesso società agguerritissime con specialisti in marketing web.
Instagram premia la qualità dell’immagine a non è un campo esclusivo dei professionisti, anzi la fantasia e la curiosità sono le armi vincenti e permettono a tutti di catturare migliaia di followers.

 jmiguelwine best wine istagramers

jmiguelwine best wine istagramers

Con l’aiuto di Francesco Saverio Russo – Wine blog roll e della sua classifica dei best wine instagramers andiamo a vedere chi sono i migliori del mondo con migliaia e migliaia di followers.
Il primo nella lista è The Wine Wankers la costola visual di uno dei più forti wine blog del mondo con sede in Australia. Ha un approccio leggero, che è la chiave del suo successo, ma a volte è persino troppo leggero. L’articolo sui vini da bere nel pranzo di Pasqua aveva un’immagine di Gesù con la scritta “Cambia l’acqua in vino!” che sembrava la richiesta di un nuovo miracolo.
Le sue immagini instagram sono belle ma non al punto da mettere in imbarazzo tutti i dilettanti con la voglia di fotografare. Il più delle volte ritraggono situazioni normali in cui ciascuno di noi può immedesimarsi ( specialmente chi abita in Australia), persino lo style life è tratto dalla vita reale e non scattato negli studi fotografici. I testi di accompagnamento sono brevi ma gli # sono messi in modo molto sapiente. Colpisce il carattere internazionale e molto attivo del pubblico.

Jon Arvid Rosengren miglior sommelier del mondo

Per diventare campione sommelier bisogna espatriare?

E’ lo svedese Arvid Rosengren il miglior Sommelier del mondo ASI 2016. L’esame della lista dei campioni internazionali mostra che vivono quasi tutti all’estero

Jon Arvid Rosengren miglior sommelier del mondo

Jon Arvid Rosengren miglior sommelier del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini Brunello di Montalcino

Arvid Rosengren è svedese ma lavora a New York il suo predecessore nel titolo Paolo Basso è italiano ma abita in Svizzera. Sembra una casualità ma non lo è.
La finale del concorso per miglior sommelier del mondo ASI, l’associazione internazionale più importante, si è svolta a Mendoza in Argentina con 60 candidati da tutto il mondo fra cui il nostro  Gennaro Buono del ristorante Il Pagliaccio di Roma. Nessun italiano fra i 15 semifinalisti e la corona della vittoria allo svedese Jon Arvid Rosengren con la cerimonia di premiazione il 19 aprile nel teatro de la Indipendencia davanti a 500 entusiasti sommelier in rappresentanza di tutte

Mendoza Finalisti al campionato del mondo sommelier ASI

Mendoza Finalisti al campionato del mondo sommelier ASI

le delegazioni mondiali. Ai posti d’onore il francese David Biraud e Julie Dupouy (terza) nata in Francia ma concorrente per l’Irlanda. Julie è la seconda donna sul podio del concorso ASI.
Lo svedese Arvid Rosengren ha 31 anni e lavora nel ristorante di cucina italiana Charlie Bird di New York, nel 2013 aveva vinto il titolo di miglior sommelier europeo. Anche Davide Dargenio è un “sommelier con la valigia” originario della Puglia è cresciuto professionalmente a Milano per poi andare a lavorare in Svizzera dove è il capo sommelier dell’Hotel Suisse Majestic a Montreux. Fra i finalisti della passata edizione c’era un altro “oriundo” italiano Francesco Azzarone anche lui di origine pugliese e anche lui a lavoro all’estero, in Svezia dove l’ho incontrato due anni fa in occasione della degustazione del Gambero Rosso.

Cantine aperte Casato Prime Donne Montalcino

Cantine aperte 2016 al Casato Prime Donne

Tutti in movimento per Cantine aperte 2016 con l’itinerario enomusicale di 4 vini accompagnati da musiche e gastronomia , domenica alle 16 Sigaro Toscano

Cantine aperte Casato Prime Donne Montalcino

Cantine aperte Casato Prime Donne Montalcino

Domenica 29 maggio Cantine aperte 2016, al Casato Prime Donne di Montalcino gli invitati d’onore saranno i wine lovers in Vespa a cui sarà riservato anche uno sconto sulla bottiglia che ha ottenuto i più alti punteggi sulla stampa internazionale, il Brunello Riserva 2010 premiata con 97/100 da parte della super rivista di vino Wine Spectator .
Il Casato Prime Donne di Montalcino azienda di Donatella Cinelli Colombini ideatrice di Cantine aperte, e della presidente toscana del Movimento Turismo del vino, sua figlia Violante Gardini, offrirà ai visitatori un’esperienza straordinaria: un percorso in 4 tappe con l’assaggio di Chianti Superiore, Rosso di Montalcino, Brunello e Passito ascoltando i brani scelti in

Cantine aperte in Vespa

Cantine aperte in Vespa

abbinamento, dal sommelier musicista Igor Vazzaz. Monteverdi e Frank Zappa … dipinti a soggetto storico … intramezzati da spiegazioni sul vino e sul territorio. Ci saranno anche piccoli assaggi di cacio pecorino, salsiccia e biscotti tradizionali. In altre parole un’esperienza che stimolerà tutti i sensi e anche la mente. L’itinerario enomusicale è stata creato nel 2015 e costituisce una novità assoluta che suscita nuove emozioni anche ai wine lovers più esperti. Partenze dei tour ogni ora dalle 10 alle 17.

Donne e vino Fattoria del Colle Toscana brindisi con candele

Donne e vino fra seduzione e razionalità

Donne e vino: affascinate dal vino e persino dagli uomini che lo bevono, preferiscono gli autoctoni e il consiglio del contadino a quello degli esperti

Donne e vino Fattoria del Colle Toscana brindisi con candele

Donne e vino Fattoria del Colle Toscana brindisi con candele

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino
Il profilo delle donne consumatrici di vino, che emerge dalla ricercaDonne e vino” curata dal Professor Gabriele Micozzi e realizzata dallo spin off dell’Università politecnica delle Marche su incarico del Consorzio Vini Piceni, ci rivela un personaggio a due facce: quella razionale della diplomata o laureata (85%) che vorrebbe etichette più esplicative su abbinamenti e storia del vino, l’altro lato c’è il carattere sempliciotto che mette fra i marchi più seducenti la Ferrero e il Campari, così come fra i brand alimentari più apprezzati Barilla e Parmigiano Reggiano. Infine c’è il

Gabriele Micozzi e suoi collaboratori Donne e vino

Gabriele Micozzi e suoi collaboratori Donne e vino

carattere più istintivo che giudica gli uomini bevitori di vino, colti (32%) interessanti (26) e divertenti (24%) mentre gli astemi risultano noiosi anche se salutisti. Infatti nella classifica <<secondo lei è più interessante l’uomo che beve: vino, birra, cocktail, acqua …?>>il vino vince con il 70% di preferenze.
In altre parole se il 84% delle donne sarebbe disposta a approfondire la conoscenza del vino con un corso, per cui dimostra vero interesse, è poi più affascinata dallo story telling del contadino (22%) che dalle spiegazioni dei giornalisti e dei sommelier (rispettivamente 13 e 12%) per cui la qualità intrinseca passa in secondo piano rispetto al contesto emozionale suscitato dal racconto.

Rosa di Tetto 2015 Fattoria del Colle

Un super rosato di una super vendemmia

Donatella Cinelli Colombini vi presenta il suo super rosato Rosa di tetto 2015 della Fattoria del Colle nato in un’annata 5 stelle 

Rosa di Tetto 2015 Fattoria del Colle

Rosa di Tetto 2015 Fattoria del Colle

Quella del 2015 è stata una vendemmia fantastica e ha l’ambizione di passare alla storia come una delle migliori annate del secolo. Questo super rosato lo dimostra!
Le piogge che hanno preceduto l’estate 2015 hanno avuto due effetti, il primo negativo e il secondo positivo. La fioritura è stata disturbata dal maltempo e questo ha ridotto la produzione d’uva, per cui la vendemmia è risultata quantitativamente scarsa. Dall’altra parte l’acqua immagazzinata nel terreno ha permesso alle viti di sopportare bene un luglio caldissimo creando le condizioni per una maturazione graduale dell’uva. L’agosto fresco, ha completato l’opera e l’escursione termica fra la notte e il giorno ha favorito la sintesi dei profumi. Il risultato è un ottimo rosato.

Vigneto sangiovese Cenerentola Fattoria del Colle

Vigneto sangiovese Cenerentola Fattoria del Colle

Rosa di tetto nasce alla Fattoria del Colle a 400 metri di altitudine, in un vigneto di Sangiovese piantato nel 1999. Ha uno stile più francese che italiano, evidente nel colore a “rossa antico” ma soprattutto nel gusto e nell’aroma ricco che richiama la mela verde e i fiori.

Alla Fattoria del Colle esiste una lunga tradizione nella produzione del rosato, iniziata intorno al 1990 con il nome “Acqua di tetto”. E’ stata l’attuale proprietaria Donatella Cinelli Colombini cambiare nome scegliendo “Rosa di tetto” in omaggio alle tre piante centenarie che si arrampicano sulla facciata della villa e della cappella del Colle con straordinaria vigoria mettendo a rischio i tetti e costringendo Donatella a potature annuali che prendono la forma di grandi manovre con cestelli sospesi, carrettoni, trattori e un grande impiego di seghe.

Chianti Classico ma non troppo

Il Chianti Classico , vino rosso della Toscana tra i più famosi, non è poi così “classico” anzi, quest’anno 300 candeline per lui ma in realtà è una Docg giovane e alla moda

Di Sara Mazzeschi

Chianti Classico Collection 2016

Chianti Classico Collection 2016

Lo scorso febbraio  si è svolta a FirenzeChianti Classico Collection”, presentazione delle nuove annate ed occasione per festeggiare un  compleanno importante, 300°annivesario dall’emanazione del bando di Cosimo III de Medici che fissò, per la prima volta nella storia, i confini delle zone di produzione del Chianti. Aveva capito l’importanza di tutelare un vino che secoli dopo sarebbe diventato il Chianti Classico e per questo creò anche delle Congregazioni di Vigilanza, veri e propri antenati dei Consorzi che oggi controllano e promuovono le denominazioni.  Nel 1932 viene

Mappa Chianti Classico

Mappa Chianti Classico

aggiunto il suffisso “classico” proprio per distinguere  quei Comuni, tra Siena e Firenze, delimitati nel 1716 da Granduca di Toscana.

Il Consorzio del Chianti Classico è prodotto oggi con uve Sangiovese  per almeno l’80%, nel restante 20% possono andare altri vitigni a bacca rossa – dal 2006 sono state vietate uve bianche – sia autoctoni come Canaiolo o Colorino sia internazionali come Merlot e Cabernet.  La produzione media annua si aggira sui 270 mila ettolitri che in termini di bottiglie equivale a circa 35 milioni, vendute in oltre 100 Paesi.  Questo vino ha caratteri simili a quelli del Chianti ma più eleganti e raffinati, i profumi che lo contraddistinguono richiamano giaggiolo, mammola e frutti di bosco, grazie poi ad un affinamento in legno di minimo 11 mesi (24 per la Riserva), note speziate e balsamiche rendono il rosso toscano particolarmente complesso ed armonico.

Valerio Marini vignetta del Brunello Casato Prime Donne

Vignette di Valerio Marini per Donatella

Il vignettista della Gazzetta dello Sport Valerio Marini disegna 10 tavole belle e divertenti su Brunello, donne, Vinitaly, tacchi a spillo e Donatella

Valerio Marini vignetta del Brunello Casato Prime Donne

Valerio Marini vignetta del Brunello Casato Prime Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Oggi vi parlo di Valerio Marini. Non Valeria Marini la procace showgirl con vestiti particolarmente scollati, ma Valerio grafico-umorista amante del calcio e del vino. All’inizio di marzo, quando organizzammo la “Festa delle donne del vino” insieme a 19 socie e alla bravissima delegata toscana delle Donne del Vino Antonella D’Isanto, mi arrivò una deliziosa vignetta. Raffigurava una scarpa da donna tacco 12 con un grappolo di Sangiovese dentro. Entusiasta di questo dono che ben rappresentava l’evento in programma alla Fattoria del Colle con i vini abbinati alle scarpe del Calzaturificio Gardenia, risposi con un e-mail euforico. Arrivò una seconda vignetta ancora più divertente, questa volta le gambe sexy camminavano su scarpe a forma di calici.

Valerio Marini 0 brunell

Valerio Marini 0 brunell

Ricambiai il regalo con alcune delle mie migliori bottiglie e cercai di capire chi fosse il mio sconosciuto ma argutissimo ammiratore. Valerio Marini, classe 1950, di Gallarate – Varese, è uno dei più grandi vignettisti italiani. Ha lavorato per Canale 5 con Columbro e Franesco Salvi, dal 1992 ha collaborato con il Giornale di Montanelli, poi con La voce, Italia Oggi, la Gazzetta dello Sport e tantissime altre testate.
Le sue vignette si distinguono per il tratto pulito, sicuro e di grande efficacia espressiva. La satira di Valerio Marini riguarda sport, politica, economia ma anche enogastronomia per la quale nutre una grande passione. La sua ironia trae ispirazione dai paradossi, i luoghi comuni e le contraddizioni; è sempre molto puntuale e diretta, ma mai cattiva. Una sfilza di premi e di mostre, un nome celebre ma un animo ancora giocoso da bambino.

guerra del vino attacco dei vignaioli francesi a 4 autobotti spagnole

Guerra del vino ricomincia 

Vignaioli francesi alla nuova guerra del vino vuotano in autostrada il contenuto di 4 autobotti di vino provenienti dalla Spagna 

guerra del vino attacco dei vignaioli francesi a 4 autobotti spagnole

guerra del vino attacco dei vignaioli francesi a 4 autobotti spagnole

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

La storia si ripete esattamente uguale, con i vigneron francesi che catturano le autobotti come novelli Robin hood e fanno uscire il vino sull’asfalto mentre la polizia locale fa finta di non vedere. La guerra del vino di trent’anni fa contro quello italiano si ripete esattamente identica.
La storia si ripete ma con trent’anni di vita all’interno di un’Europa dove la libera circolazione delle merci è uno dei presupposti base della coesistenza. Una distanza fra la teoria e la pratica che ben si legge confrontando il resoconto dei fatti scritto nei giornali francesi e in quelli internazionali e italiani.

guerra del vino scritta vino non conforme sulle autobotti spagnole

guerra del vino scritta vino non conforme sulle autobotti spagnole

 

Ecco che Le Figaro si schiera con i vignaioli dell’Aude la regione della splendida città di Carcassonne dove i vigneti arrivano a ridosso della cinta muraria medioevale. 150 viticultori francesi hanno creato una barriera all’interno dell’autostrada poco lontano dalla frontiera spagnola hanno bloccato 4 cisterne facendo uscire il 700 ettolitri di vino sull’asfalto e hanno scritto con la vernice sul camion “vino non conforme”. Intervistati hanno detto << On a importé 7,2 millions d’hectolitres de vins tous confondus en 2015, dont 5,6 en provenance d’Espagne >> nel 2015 abbiamo importato 7,2 milioni di ettolitri di vino di cui 5,6 di provenienza spagnola.

vino all'arsenico

Vino all’arsenico

Il giudice John Wiley Shepard ha deciso che il vino all’arsenico è legale e che i vini californiani contenenti tracce della micidiale sostanza sono in regola

vino all'arsenico

vino all’arsenico

Tutto è iniziato un anno fa quando le analisi rilevarono tracce di arsenico nei vini di 83 cantine californiane fra cui cinque delle sei aziende più grandi. I livelli erano nettamente superiori a quelli consentiti per l’acqua potabile e questo produsse una class action che fu depositata il 19 marzo 2015 contro TWG, Treasury Wine Estates, Trinchero, Fetzer Vineyards and Bronco. Nel settembre successivo i querelanti precisavano anche le loro richieste economiche davvero milionarie: 2.500 Dollari al giorno per ogni bottiglia contenente tracce di arsenico. La denuncia, come spesso avviene negli Stati Uniti, si basava sulla veridicità delle etichette, il “Prop 64” secondo il quale tutte le bottiglie di vino vendute negli Stati Uniti devono riportare una scritta sui pericoli che possono arrecare alla salute. E’ su questa linea che si è combattuta la battaglia in tribunale con le cantine che sostenevano di aver rispettato la legge che non precisa il massimo quantitativo di cianuro ammesso nel vino e l’accusa che sosteneva la pericolosità di bere arsenico senza saperlo.

Gozo panorama al tramonto maggio 2016

Perché amo Gozo?

Perché è l’isola dell’eterna primavera, perché ha delle coste che profumano di timo, perché ci sono tanti amici, perché è Gozo il cuore antico del Mediterraneo

Gozo panorama al tramonto maggio 2016

Gozo panorama al tramonto maggio 2016

Di Donatella Cinelli Colombini

Camminare sulle rocce che scendono a strapiombo nel mare di Gozo è un’esperienza aromatica per le erbe profumate –timo, origano, finocchio soprattutto – che crescono spontanee. Ora i sentieri di trekking sono di gran moda e ci sono decine di turisti che camminano godendosi i panorami mozzafiato. Sulle scogliere ci sono campicelli e piccoli pascoli con muri a secco che sembrano quelli di Ulisse e Calipso. In realtà l’isola sta cambiando rapidamente anche grazie ai finanziamenti europei. Strade rifatte, ottimo trasporto pubblico, servizi sanitari d’avanguardia (specialmente i dentisti come il bravissimo Joseph Xuareb di Savina Clinc) bus turistici,

Gozo, Dolce vita, azzurra a tavola

Gozo, Dolce vita, azzurra a tavola

tanti nuovi negozi e tanti ristoranti sempre più buoni. Qualche esempio: un indimenticabile branzino a Porto Vecchio, il pesce parata al sale di Ta Philip entrambi a Mgarr, i calamari di Dolce vita a Victoria, le fettuccine nell’hot pot del ristorante cinese Xi Xi a Xaghra, gli aperitivi del Capitan Spriss a Victoria preparati da Azzurra una toscana trapiantata a Gozo come i simpaticissimi gestori di +39 sulla baia di Marsalforn, oppure lo chef di Mille grazie (St Lawrence) che cuoce a basse temperature dei meravigliosi galletti. In effetti ci sono tanti italiani qui, anzi sempre più italiani e non solo ristoratori ma anche macellai, birrai (birra artigianale Lord Chambray) e persino apicoltori. Non lo immaginereste ma Gozo è diventato il maggior esportatore europeo di api regine.

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