Vigne e vini

Stemma-fa-vendere-il-vino-Giacomo-Conterno-Francia-Barolo

Lo stemma fa vendere il vino

Ma dove vai se lo stemma non ce l’hai? Lo scudo nobiliare fa vendere il vino e le probabilità di business crescono ancora se c’è anche l’immagine del luogo d’origine

Stemma-fa-vendere-il-vino-Giacomo-Conterno-Francia-Barolo

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Chi non ha un blasone è bene che corra da un esperto di araldica e si faccia creare uno stemma adatto al suo nome e alla sua cantina. Infatti il fascino legato alla nobiltà e alla storia, a quell’intreccio di mistero e ricchezza che lo stemma nobiliare simboleggia, è ancora molto forte e fa persino vendere il vino. Insomma fa presa e non solo sulle persone più semplici che magari pensano al principe azzurro nel castello con il ponte levatoio, ma anche su laureati con ottimi stipendi. Lo stemma nobiliare da prestigio alla bottiglia.
E’ questa la sorprendente rivelazione della seconda indagine Spot & Web effettuata con la metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso il monitoraggio dei più importanti social network e su un campione di 500 persone, tra i 25 e i 60 anni, analizzato da un pool di psicologi coordinati dalla psicologa Serenella Salomoni.

Lo-stemma-fa-vendere-il-vino-Ornellaia

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Ecco dunque cosa influenza il consumatore: lo stemma (26%), il nome (22%), l’immagine del luogo di provenienza (17%), l’etichetta (14%) e la bottiglia (11%).
Senza negare l’importanza della qualità del vino, della denominazione o del brand, l’indagine ha messo in luce quanto conti mostrare l’aristocrazia del produttore e il castello, la villa o il palazzo monumentale dove è prodotto il vino. Ed ecco infatti le etichette preferite: primo il Barolo Francia di Giacomo Conterno nella cui etichetta c’è lo stemma sullo sfondo, secondo Ornellaia di Tenuta dell’Ornellaia con l’immagine dell’originario edificio e la corona nobiliare ( rispettivamente con il 21 e il 19% dei voti). Segue l’Amarone Classico Calcarole di Guerrieri Rizzardi, anche in questo caso ci sono lo stemma e il disegno della tenuta (17% delle preferenze). Barolo Monprivato di Mascarello Giuseppe e Figlio con lo stemma avito molto grande a colori. Nel Sassicaia della Tenuta San Guido c’è la rosa dei venti dei Marchesi Incisa della Rocchetta.

Sélections Mondiales des Vins Canada

Donatella giudice alla Sélections Mondiales des Vins

Donatella Cinelli Colombini giudice alla Sélections Mondiales des Vins Canada (SMV) il piu’ grande concorso internazionale di vini in Nord-America

Sélections Mondiales des Vins Canada

Sélections Mondiales des Vins Canada

Di Donatella Cinelli Colombini

Quando ho ricevuto l’invito a partecipare alla giuria de la Sélections Mondiales des Vins Canada (SMV), non volevo accettare. E’ stato il giornalista Emanuele Pellucci a convincermi <<ma vien via, certo che devi venire!>>. Alla fine la curiosità è stata troppa e anche la voglia di un’esperienza unica, che non mi ricapiterà mai nella vita.
E’ intrigante trovarsi, per la prima volta, dall’altra parte del tavolo, quella dei critici che giudicano i vini. Ne sto assaggiando 130 in quattro giorni e vi assicuro che è un lavoro davvero faticoso e difficile. Lo stress maggiore è con i rossi tannici che strapazzano le papille gustative della lingua per cui si è continuamente costretti a sciacquarsi la bocca; ma i più difficili, per me, sono stati i

Donatella-Cinelli-Colombini-Carlo-Gardini-in-Quebec

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vini effervescenti. Pochi secondi per esprimere un giudizio e un solo assaggio in bocca. Tutto è velocissimo e in completo silenzio perché solo quando tutti hanno consegnato la valutazione al giurato capo del tavolo, nel caso le opinioni non coincidano, viene discusso il punteggio. Sono avvantaggiati i vini armonici di “modello” francese. Vini tannici oppure con caratteristiche anomale come, ad esempio, quelli ottenuti da vitigni o denominazioni con caratteri distintivi, hanno difficoltà a emergere.
Alla fine della seduta di assaggio, gli organizzatori mostrano il Paese di origine di ciascun vino e le sorprese sono davvero tante.

Brunello-Prime-Donne-2012_casato_prime_donne

Brunello Prime Donne 2012 altri ottimi punteggi WS e WE

93 e 93 centesimi per il Brunello Prime Donne 2012 da Wine Spectator e Wine Enthusiast. Donatella Cinelli Colombini << rating che premiano un grande lavoro in vigna>>

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ bello quando tutti i giudizi su un vino sono positivi e concordi. Soprattutto è rarissimo che critici, buyer e consumatori diano la stessa valutazione entusiasta come succede a questo Brunello di stile molto tradizionale. Se tenete conto che fra i nostri importatori ci sono Master of Wine come Frank Roeder e sommelier campioni del mondo come Paolo Basso capirete che avere l’unanimità dei consensi è difficilissimo. Frank mi ha detto <<è il miglior Brunello che tu abbia mai fatto>>.
Il Brunello Prime Donne 2012 riesce a mettere tutti d’accordo
E’ come se il benessere delle viti – il loro equilibrio naturale ottenuto con cure quotidiane – in un’annata abbastanza complicata sotto il profilo climatico, si fosse tramutato in un’uva splendida che in cantina è diventata un vino splendido. Lo splendore del Sangiovese di un territorio, quello di Montalcino, che più di ogni altro gli è congeniale.
La descrizione scritta da Bruce Sanderson è nell’Insider, il mitico elenco di “most ecxiting new wines”- i nuovi vini più eccitanti- che arriva per e-mail ai wine lovers di

Brunello-Prime-Donne-2012_casato_prime_donne

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tutto il mondo ancora prima della copia del Wine Spectator. Essere in quell’elenco e soprattutto nel lancio iniziale, come è capitato a noi, è una gioia immensa.
Come sempre la descrizione di Sanderson è bellissima << Fruity, sporting cherry, strawberry and floral notes alongside soy and leather accents, this is firmly structured, ending with iron and tobacco elements. Very long and beautifully balanced. Best from 2020 through 2033.—B.S.>> L’accento è sull’armonia e sulla complessità delle suggestioni: ciliegia, fragola fiori insieme a sentori d cuoio, tabacco … ma la cosa più spettacolare è la previsione del momento top che il critico del Wine Spectator situa fra il 2020 e il 2033 dando al vino una prospettiva di grande longevità.

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Una Rosa di tetto per Donatella Cinelli Colombini

2016 annata 5 stelle in cui le viti hanno avuto un ciclo vegetativo lunghissimo. Una maturazione lenta e perfetta che ha prodotto poca uva capolavoro

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Di Donatella Cinelli Colombini, Rosato IGT, Toscana

Rosa di tetto è un vino rosato prodotto alla Fattoria del Colle in un vigneto piantato nel 1999 e coltivati in modo biologico a 400 metri di altitudine. Ha uno stile più francese che italiano, evidente nel colore “rosa antico” ma soprattutto nel gusto e nell’aroma ricco che richiama la mela verde e i fiori.

Strano a dirsi, a volte l’uva di Sangiovese migliore non è bellissima a vedersi. Infatti gli acini di questa varietà hanno una buccia molto più delicata di quella del Cabernet o del Merlot e per questo, quando sono perfettamente maturi, come è avvenuto nel 2016, sono fragilissimi e si rompono anche solo con il contatto delle mani. Nella nostra azienda vendemmiamo a mano, scegliendo i grappoli uno per uno nella vigna. Poi bisogna portarli in cantina a tutta velocità per evitare che, quelli aperti perdano liquido e facciano iniziare la fermentazione dentro i contenitori da

Vendemmia-2016-Fattoria-del-Colle

Vendemmia-2016-Fattoria-del-Colle

trasporto. Il risultato è una specie di balletto, nei filari della vigna, i coglitori si piegano e si alzano, i cestelli d’uva salgono e scendono velocissimi rovesciando i grappoli nei bins che li portano in cantina. In meno di 20 minuti l’uva arriva sul tavolo di cernita che seleziona gli acini migliori e poi nel tino per la vinificazione.

La vendemmia 2016 aveva un potenziale qualitativo straordinario e, per questo, la squadra dei vendemmiatori era di oltre 15 persone. Questo ci ha permesso di vendemmiare ogni piccola “parcella” cioè zona del vigneto nel giorno esatto della maturazione perfetta e produrre vini di grandissima qualità sull’intera gamma delle due cantine della Fattoria del Colle e della Fattoria del Colle

Concero-20-maggio-San-Quirico-Casa.dell'Abate-Naldi

Un raffinatissimo concerto con brindisi sabato 20 a San Quirico

Sabato alle 18 a San Quirico d’Orcia, per ascoltare 8 brani musicali e poi brindare con Cenerentola Doc Orcia e altri vini della Fattoria del Colle

Concero-20-maggio-San-Quirico-Casa.dell'Abate-Naldi

Concero-20-maggio-San-Quirico-Casa.dell’Abate-Naldi

Vi aspettiamo il 20 maggio alle 18 nella Casa dell’Abate Naldi – via Dante Alighieri 24- San Quirico d’Orcia da Vittorio e Lorenza Cipolla che ci accoglieranno con il consueto calore.

Il programma della serata fa parte di Musica negli Horti e prevede un recital di ALTRIO con Katrina Emtage flauto, Alda Dalla Lucche saxofono, Alessandra Garosi pianoforte. Suoneranno 8 brani di musica classica moderna e contemporanea composti da donne di tutto il mondo.

Sanchimento-IGT-Toscana-2016

Sanchimento-IGT-Toscana-2016

IMG_2091Dopo il concerto ci sarà un brindisi di Rosa di Tetto e Sanchimento IGT Toscana 2016 oltre a Cenerentola DOC Orcia 2013.
Tre vini prodotti alla Fattoria del Colle di Donatella Cinelli Colombini in una cantina con un organico di sole donne per festeggiare tre musiciste donne che interpretano musiche scritte da donne.
Una serata tutta al femminile dunque! Una festa in onore della creatività, del talento e della cultura in rosa che si prospetta piacevole e intensa. Spero che la trascorreremo insieme
Programma
VIVIENNE OLIVE
Short Fantasy on “Lulay Lulla”
ELLEN SHWINDT
Trio per flauto saxofono e pianoforte
Adagio, Giocoso, Allegretto, Allegro Moderato

Sorrento-rosé

Con Lidia Bastianich al Sorrento Rosé

12-14 maggio a Sorrento rosé un centinaio di vini di tutta Italia coi pizzaioli napoletani per promuovere pizza e rosato in una festa piena di Donne del Vino

Sorrento-rosé

Sorrento-rosé

Di Donatella Cinelli Colombini

<<Sono onorata di essere la madrina del Sorrento Rosé, l’evento organizzato dalle Donne del Vino>> ha detto la mia amica Lidia Bastianich, la chef più nota d’America che quest’anno affianca Antonella Clerici a “La prova del cuoco”.
E’ proprio Lidia a introdurre l’argomento chiave sui rosati italiani <<quando stai per ordinare un’altra birra da abbinare alla tua pizza, sostituiscila con un bicchiere di rosé, come farei io>> . Rosato e pizza, questa è la proposta che arriva da Sorrento e dai pizzaioli campani guidati da Antonino

Sorrento-Rosé-Donne-del-Vino

Sorrento-Rosé-Donne-del-Vino

Esposito, executive pizza chef paladino della pizza con ingredienti artigianali e naturali.

Sorrento rosè è stato organizzato da Ilaria Donateo con la collaborazione di Sabrina Soloperto e Lorella Di Porzio ed ha per protagoniste le Donne del vino. Fra i rosati presenti al festival c’è anche il mio Rosa di Tetto IGT Toscana, prodotto con solo Sangiovese alla Fattoria del Colle.

Una sorta di consacrazione del rosè che mette l’accento sulla declinazione di questa tipologia: dal vino fresco, senza pretese, alle tipologie maturate in botte e di raffinata complessità.

Sanchimento-2016-IGT-Toscana-bianco-Fattoria-del-Colle

Sanchimento 2016 solo 2000 bottiglie IGT

2016 vendemmia 5 stelle, edizione limitata di sole 2.000 bottiglie per l’IGT toscano Sanchimento della Fattoria del Colle di Donatella Cinelli Colombini

Sanchimento-2016-IGT-Toscana-bianco-Fattoria-del-Colle

Sanchimento-2016-IGT-Toscana-bianco-Fattoria-del-Colle

Il piccolo vigneto di Sanchimento fu piantato nel 1990 con viti Traminer nel versante Nord della collina che sale dietro alla cappella della Fattoria del Colle, a 404 metri sul livello del mare. Il terreno è profondo a prevalenza calcarea e depositi neoquaternari con presenza di litologie resistenti cioè calcareniti e conglomerati.
La scelta del vitigno Traminer è piuttosto inusuale in Toscana e dipende dalla predilezione di Fausto Cinelli, padre dell’attuale proprietaria Donatella Cinelli Colombini, per questo vitigno che vuole climi freschi e soprattutto notti fredde come quelle che caratterizzano il microclima della Fattoria del Colle.

Da questo vigneto Donatella Cinelli Colombini produce solo 2.000 bottiglie all’anno

Trequanda-Fattoria-del-Colle-Cappella-di-San-Clemente

Trequanda-Fattoria-del-Colle-Cappella-di-San-Clemente

di IGT Toscana bianco. Una piccolissima e curatissima selezione che porta il nome della cappella accanto alla vigna: San Clemente I Papa martire nel 97 d.C. a Sebastopoli. San Chimento è infatti il nome medioevale toscano dello stesso Santo.

L’annata 2016 è stata una delle migliori deli ultimi anni grazie al lunghissimo ciclo vegetativo delle viti che hanno germogliato in anticipo e sono arrivate a perfetta maturazione nelle date consuete, in modo graduale e lento. Da questa felice circostanza e dalle fredde notti di settembre, dipende la particolare ricchezza aromatica del Sanchimento 2016.

Vini-dei-vulcani-Scammacca del Murgo

E’ l’ultima moda: Volcan wines – vini dei vulcani

I territori vulcanici sono conosciuti da millenni per la loro vocazione viticola ma con il global warming sono quasi la terra promessa per i grandi vini

Vini-dei-vulcani-Scammacca del Murgo

Vini-dei-vulcani-Scammacca del Murgo

di Donatella Cinelli Colombini

Il master sommelier canadese John Szabo  ha recentemente pubblicato un saggio intitolato Volcanic Wines: Salt, Grit and Power. Questo insieme al forum sui vini vulcanici, che si svolge ogni anno a Soave, hanno letteralmente acceso i riflettori su una nuova categoria, che pur nella sua disomogeneità, ha caratteri propri legati al suolo. I vini vulcanici rispecchiano un nuovo approccio non legato al vitigno, qualcosa di molto intrigante. John Szabo è stato il primo Master Sommelier canadese nel 2004 e ha una capacità di assaggio impressionante. L’ho incontrato una sola volta a Toronto e sono rimasta impressionata dal suo talento. Nel suo libro Szabo individua 8 aree di vini vulcanici:

vini-dei-vulcani-Graci

vini-dei-vulcani-Graci

il nord est della costa del Pacifico, il Nord della California, le isole africane dell’Atlantico, il Cile, l’Alsazia e la Germania, l’Italia, Santorini e l’Ungheria.
Nasce dunque una nuova categoria che non lascia nessuno indifferente. Le parole di Monica Larner intervistata da Luciano Ferraro del Corriere della Sera –DiVini appaiono esplicite << Per la Basilicata ho un particolare amore, il Vulture e il suo Aglianico mi affascinano. Punto sul Nerello Mascalese dell’Etna, dove vado spesso>>.
I vini dell’Etna e del Vulture sembrano dunque la nuova tendenza. Sul vulcano siciliano si assiste a una vera corsa ad accaparrarsi i terreni più pregiati con vigneti in produzione e da piantare. Di recente hanno investito Tasca d’Almerita che ha comprando cinque ettari a vigneto mentre altri 10 ettari acquisiti dal produttore di Barolo Davide Rosso. Anche Donnafugata ha un piede sull’Etna nel versante Nord a 750 metri sul mare, tutti in zona Doc per la produzione di Nerello Mascalese (13 ettari) e di Carricante (2 ettari).

Chianti-Superiore-2015-Fattoria-del-Colle

Chianti superiore di nome e di fatto

Il Chianti Superiore è prodotto in tutto il territorio del Chianti ad esclusione del Chianti Classico. Indica le selezioni migliori di uva e vino Chianti

Chianti-Superiore-2015-Fattoria-del-Colle

Chianti-Superiore-2015-Fattoria-del-Colle

di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, cantina

2015 annata di vette e di abissi: nelle nostre vigne una vendemmia strepitosa mentre a pochi chilometri la grandine ha distrutto persino i tetti e le auto. Ci sentiamo strafortunati!
I millesimi migliori degli ultimi trent’anni, come il 2010 e il 2015, hanno grandi somiglianze: inverno piovoso, maltempo in primavera che ha disturbato la fioritura riducendo la quantità di uva prodotta, estate calda con temperature alte a luglio e più basse a agosto cielo sereno durante la vendemmia.
Uno schema che conduce alla produzione di grandi vini rossi. Il 2015 è dunque un’ottima annata.
Alla Fattoria del Colle i vigneti sono sulla sommità di alte colline, a 404 m sul mare. I suoli neoquaternari profondi hanno una prevalenza di sabbie marine e frammenti di arenaria. I vigneti più vecchi sono stati piantati nel 1996 quelli più giovani hanno dieci anni. Sono coltivati in modo biologico e hanno la forma di allevamento a cordone speronato.

Sangiovese-Per-Chianti-Superiore-Fattoria del Colle

Sangiovese-Per-Chianti-Superiore-Fattoria del Colle

Vederli è una gioia per gli occhi perché mostrano viti sane, in equilibrio naturale con intorno un paesaggio bellissimo, salubre e preservato nei secoli: non ci sono fabbriche, agricoltura intensiva, niente di diverso rispetto a centinaia di anni fa.
Il Chianti Superiore di Donatella Cinelli Colombini è fatto quasi solo con Sangiovese, la presenza di qualche grappolo di vitigni complementari è nel rispetto della tradizione che vuole il Chianti come un mix di più uve. Il suo elemento dominante è dunque l’eleganza gentile del Sangiovese con quel particolare profumo di viola mammola che caratterizza questa denominazione fra tutte le altre.

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Kerin O’Keefe il talent scout dell’Orcia

Kerin O’Keefe inaugura l’Orcia Wine Festival 2017 con una masters class di 10 vini Orcia Doc. E’ lei il pigmalione dell’Orcia e la fata di Cenerentola?

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Di Donatella Cinelli Colombini

ORCIA DOC
Orcia, un territorio incantato di alte colline, nel Sud della Toscana, dove il tempo sembra essersi fermato. Paesaggio, piccole città, d’arte, stile di vita, tutto è in armonia con la storia e la natura. Il vino è prodotto da millenni ma solo da una ventina d’anni, dopo il global warming le cantine hanno iniziato a puntare in alto. Prima le gelate primaverili distruggevano un raccolto su tre e spesso, in estate e nel primo autunno, era troppo freddo per arrivare a una perfetta maturazione dell’uva. Oggi invece l’altitudine e la
forte escursione termica estiva fra la notte e il giorno, sono una vera fortuna e aiutano a produrre vini di notevole ricchezza aromatica, che in bocca sono eleganti e armonici ma si distinguono fra i rossi toscani per la piacevole freschezza (struttura acida) che promette una grande longevità. Sono dunque vini raffinati e di grande qualità che in pochi anni hanno fatto una crescita qualitativa impressionate. Piccole produzioni artigianali, curate a mano giorno per giorno, che complessivamente si traducono in 240.000 bottiglie annue e sono

OrciaDoc-Vino-più-bello-del-mondo-BagnoVignoni

OrciaDoc-Vino-più-bello-del-mondo-BagnoVignoni

vendute quasi tutte in zona ai turisti.
Vini che hanno nell’Orcia Wine festival il loro palcoscenico e hanno bisogno di un pigmalione che se ne innamori e ne diventi il portabandiera davanti al mercato e ai critici del vino di tutto il mondo. Sarà Kerin O’Keefe il talent scout?
La fata che trasforma Cenerentola in principessa?
Si perché il mio vino Orcia porta il nome della giovane che pulisce il camino mentre le sorellastre più grandi vanno al ballo. Per il vino Orcia le sorelle grandi sono le denominazioni a destra e a sinistra del suo territorio, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, quelle che vanno al ballo del principe. Ci vuole dunque un pizzico di magia e forse la raffinata editor del Wine Enthusiast ha la bacchetta magica.

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Gelate e eroismo vignaiolo. 100 milioni di danni

Quest’anno le gelate primaverili hanno colpito duro nei vigneti italiani con intere zone distrutte ma c’è anche chi è riuscito a salvarsi accendendo fuochi di notte

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Gelo-Venica&Venica-fuochi-per-salvare-la-vigna

Di Donatella Cinelli Colombini

Le gelate nelle notti 19-20-21 aprile hanno distrutto interi vigneti in Valle d’Osta, Valtellina, Monferrato, Franciacorta, Oltrepò Pavese, Lugana, Valdobbiadene, Colli Berici, Bardolino, Romagna, zone di Toscana e Umbria….. L’elenco delle zone colpite da grandine e gelate anche nello stesso giorno, sembra un bollettino di guerra. Cronache di gusto riporta una lista da paura.
Credevamo fossero finite grazie al global warming invece l’anno scorso le gelate primaverili hanno colpito i vigneti della Borgogna e quest’anno quelli italiani.
Noi ci sentiamo fortunatissimi per aver perso solo qualche vite di una vecchia vigna nel punto più basso del Casato Prime Donne. Per il resto siamo stati risparmiati dal gelo che ha decimato intere denominazioni.

Gelo-2017-distrutti-moltissimi-vigneti

Gelo-2017-distrutti-moltissimi-vigneti

Un disastro!
Le viti avevano germogliato quasi un mese prima del solito battendo ogni record di precocità. Complice il clima caldo con 2,5°C più della media e le piogge dimezzate rispetto al normale le nuove buttate erano cresciute fino a una ventina di centimetri, c’erano persino i grappolini. Ora invece i ramoscelli verdi di molti vigneti di Gattinara e Ghemme, Grumello e Marzemino …. pendono a testa in giù. Nella notte il gelo ha colpito prima il Nord e poi è sceso verso il Centro Italia e quindi il Sud.
Bruciati i germogli di fondo valle e di pianura oppure quelli di alta collina <<noi abbiamo acceso i fuochi>> mi ha detto Daniela Mastroberardino di Terredora in Irpinia, dove anche lo scorso anno era successo più o meno lo stesso << sono state due annate con germogliamento precoce e hanno avuto entrambe la gelata, è qualcosa su cui riflettere>>. La famiglia Venica con lo staff aziendale ha acceso i fuochi in piena notte salvando i vigneti con uno sforzo enorme degno dell’eroismo dei veri vignaioli. Bravi, un esempio di amore per le viti che ispira rispetto e fa capire quanta passione, quanto amore c’è dietro a ogni grande bottiglia. 

Brunellomania-Robert-Parker-e-Monica-Larner-a-Montalcino

Brunellomania

Brunellomania: è la febbre di appassionati e ricchi collezionisti nei confronti del Brunello, i prezzi delle bottiglie e dei vigneti salgono

Brunellomania-Robert-Parker-e-Monica-Larner-a-Montalcino

Brunellomania-Robert-Parker-e-Monica-Larner-a-Montalcino

Arrivano i punteggi di Wine Advocate-Robert Parker Jr per il Brunello 2012 e le nostre bottiglie vengono premiate con due ottimi rating: 94+/100 al Brunello Prime Donne e 93/100 al Brunello classico.
Insieme ai giudizi sull’intera produzione Monica Larner ha pubblicato un lungo commento che fotografa la realtà 2017 di Montalcino. Va detto che Monica Larner, giovane wine citics di Robert Parker Jr- Wine Advocate ha una capacità di raccontare i territori del vino spettacolare, degna della più grande tradizione del giornalismo anglosassone. Si potrebbe pensare che esperti come lei vengano selezionati solo per il talento nell’assaggio del vino, invece non è così. Monica ha raccontato che quando Robert Parker le propose di diventare editor per i vini italiani aveva già

Benvenuto-Brunello-2017-Monica-Larner

Benvenuto-Brunello-2017-Monica-Larner

verificato sia la sua capacità di degustazione sia la sua capacità espositiva e il suo acume di giornalista. Insomma per lavorare nel più temuto giornale di rating sul vino, bisogna eccellere su più fronti e Monica Larner eccelle senza ombra di dubbio.
Andiamo dunque a leggere cosa ha scritto Monica Larner nell’articolo <<Italy, Tuscany: Brunello di Montalcino (New Releases) and the Undeniable Effects of Brunellomania>> l’innegabile effetto della Brunellomania.
Per Monica la Brunellomania ha la faccia sorridente dei produttori, commercianti e gestori di attività turistiche di Montalcino e si manifesta in alcuni fenomeni ben evidenti: in primo luogo l’aumento dei prezzi del Brunello al consumo in USA.

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Addio Nello Baricci nonno del Brunello

Oggi ci ha lasciato Nello Baricci uno dei patriarchi del Brunello

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Nello-Baricci-Colombaio-di-Motosoli

Di Donatella Cinelli Colombini

Uomo di straordinaria sensibilità per la vigna e la cantina ha saputo interpretare il mestiere di produttore di vino con umiltà e grandezza. Pensiamo a lui con gratitudine e affetto
Nato contadino con grandi sacrifici, nel 1955, riesce a comprare il podere dove lavora, il Colombaio di Montosoli, 16 ettari su una collina nota da secoli per la sua vocazione enologica. Scommette sulla terra, Nello Baricci, mentre tutti scappavano in città, lui resta e pazientemente coltiva le sue viti portandole a un perfetto equilibrio . E’ fra i fondatori del Consorzio nel 1967 e l’anno dopo imbottiglia il suo primo Rosso di Montalcino. Nel 1971 riesce a produrre il Brunello che da quel momento in poi si distinguerà nel panorama montalcinese per un’estrema armonia e eleganza.
Nello Baricci è l’esempio concreto dell’antico proverbio <<contadino scarpe grosse e cervello fino>> un uomo che ha imparato dall’esperienza e dal rapporto con la natura come far nascere un grande vino.

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Brunello e Brunello Prime Donne 2012 94-93-94-92

Ottimi giudizi sui Brunello 2012 del Casato Prime Donne da parte di Wine Advocate, Jancis Robinson, James Suckling e Vinous

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I due Brunello 2012 di Donatella Cinelli Colombini piacciono proprio a tutti e sono fra i migliori prodotti al Casato Prime Donne. L’annata accreditata di 5 stelle ha diviso la stampa internazionale, l’unica cosa certa è la sua estrema piacevolezza che fa felici i ristoratori perché, dopo pochi minuti dall’apertura della bottiglia, è già in grado di donare profumi complessi e sensazioni appaganti.
I due Brunello del Casato Prime Donne nascono nella parte più fresca del comune di Montalcino che nel 2012 fu poco colpita dagli effetti del caldo estivo. Questo insieme alla preparazione del terreno, che in inverno è coltivato con vescia e favino mentre in luglio e agosto viene zappato frequentemente, hanno permesso la produzione di Brunello di eccellente qualità.

Qui di seguito trascrivo i giudizi di Monica Larner per Wine Advocate – Robert Parker Jr e poi di seguito quelli di altri wine critics.

Robert-Parker-Brunello-Prime-Donne-2012

Robert-Parker-Brunello-Prime-Donne-2012

BRUNELLO DI MONTALCINO 2012 PRIME DONNE 94+
Mostra note floreali di estratto di viola e petali di rosa rossa che lo distinguono. Questi toni delicati sono molto in linea con il Sangiovese malgrado la stagione calda in cui l’uva è maturata. Un fondo di cassis, prugne secche e spezie nel finale. Appare una mineralità che richiama la pietra pomice e il granito. Questo vino mostra un meraviglioso bouquet che infonde eleganza e grazia. La sensazione in bocca è pulita e estremamente fine. La persistenza è inferiore al 2010 ma questo vino, grazie al suo aroma, mostra una qualità più alta. Maturità anticipata 2018-20130

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Rivoglio il simbolo del vino da vigneto biologico

Ci sono molti ottimi motivi per coltivare le vigne in modo eco-compatibile, ho invece dei dubbi sull’eliminazione dei solfiti in cantina

logo-agricoltura-biologica

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

La ragione principale per coltivare la vigna in modo biologico o biodinamico è l’amore del vignaiolo per le sue piante e il desiderio di vederle in equilibrio perfetto. In piccolo, con lo stesso sentimento che si sente per un figlio. Avere viti sane, capaci di reagire da sole elle avversità del clima e quindi anche di dare un’uva di qualità superiore, questo dovrebbe essere il secondo motivo. Infatti uno studio della Prestigiosa University of California Los Angeles UCLA (ha 13 premi Nobel fra i suoi laureati) su un campione di 74.000 vini degustati da Wine Advocate-Robert Parker, Wine Enthusiast e Wine Spectator ha rivelato che il giudizio medio sui rossi da uve biologiche e biodinamiche è di 5,6 punti più alto rispetto agli altri. Un vantaggio che scende a 1,3 punti per i bianchi. Un segno forte che andrebbe considerato con attenzione da chi aspira a produrre vini di eccellenza.

DonatellaCinelliColombini-vigneto-coltivazione-biologica

DonatellaCinelliColombini-vigneto-coltivazione-biologica

Le ragioni per scegliere un sistema di coltivazione rispettoso della natura sono anche legate al desiderio di abitare in mezzo alle vigne. Senza arrivare alle situazioni di vero inquinamento mostrate dal programma France 2 Cash Investigation nel febbraio 2016 relativamente alla zona di Bordeaux, dove l’analisi dei capelli dei bambini rivelò l’assorbimento di sostanze proibite e cancerogene, ebbene anche senza arrivare a questi estremi, la nuova consapevolezza ambientale spinge tutti a vivere in ambienti sani. Ambienti che sono messi a rischio da coltivazioni agricole in cui si fa ricorso alla chimica anche in forma controllata come nella lotta guidata.
Allo stesso modo come, chiunque pratica l’agricoltura biologica, si rende conto che non basta per consegnare un ambiente naturale alle future generazioni, bisogna fare di più. Il rame è un metallo inquinante il cui uso nel vigneto va ridotto. E’invece necessario imparare a usare funghi, la confusione sessuale, accrescere la popolazione dei predatori già presenti in quell’ambiente per creare equilibri biologici che rafforzino le “difese immunitarie” delle piante così come ricorrere a altri presidi naturali tipo le alghe.

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