Vigne e vini

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Primi consuntivi della vendemmia nella Doc Orcia

Nella DOC Orcia perso oltre metà del raccolto dell’uva. La siccità ha inciso per il 60% del calo che la restante parte è dipeso da cinghiali e caprioli

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Primi consuntivi della vendemmia 2017

La vendemmia delle uve rosse non è ancora finita ma è già possibile fare una prima stima dei cali produttivi nei 12 comuni della DOC Orcia che appare una delle zone toscane con situazione più grave. Rispetto a una previsione UIV di -32% nella regione la DOC Orcia potrebbe registrare medie di perdite che superano il 50%.

Si sono infatti sommati tre problemi: uno, più marginale, relativo alla gelata di fine aprile, quelli più devastanti causati dal clima e dagli ungulati che qui sono stati più numerosi e famelici che altrove.

Vendemmia-2017-Sangiovese-Fattoria-del-Colle-DOC-Orcia

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La zona più colpita, dagli effetti del caldo e della mancanza di piogge, risulta quella di Sarteano ma anche i comuni di Trequanda e Buonconvento lamentano forti riduzioni produttive legate alla siccità. Purtroppo a questa calamità si è sommato un autentico attacco da parte degli ungulati che sono arrivati nelle vigne fino da giugno mangiando anche l’uva acerba nel tentativo di sfamarsi e dissetarsi. La selvaggina di grossa taglia arriva generalmente fra i filari a settembre quando l’uva inizia ad essere dolce, mentre quest’anno l’assalto è avvenuto con enorme anticipo quando ancora i vigneti non erano protetti dai recinti elettrificati. Il risultato è stato devastante con perdite complessive che toccano fino all’80% del raccolto d’uva. I danni causati da cinghiali e caprioli, in qualche caso, eguagliano o superano persino quelli della siccità.

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Ancora premi ai vini di Donatella Cinelli Colombini

Premi: Decanter 94 al Brunello 2012 Merano Wine Festival medaglia d’oro al Rosso di Montalcino 2015, Wine Spectator 90 al Cenerentola DOC Orcia. Evviva

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Ancora premi per i Brunello si Donatella Cinelli Colombini ma non solo per quelli, è tutta la gamma dei suoi vini che ottiene successi.
Il BRUNELLO 2012 è fra i TOP WINES della rivista inglese “Decanter” con il giudizio di 94 centesimi è firmato da Richard Baudains <<Concentrated ruby shade. An intense, concentrated fruit nose with hints of sloe gin. Big impact on the palate, dense ripe tannins and a long complex finish with notes of tobacco leaf, plummy fruit and wood smoke>> Colore rubino denso. Profumo intenso e concentrato di frutta con sentori di gin. Grande impatto in bocca con fitti tannini maturi e un lungo finale complesso che richiama tabacco, prugne e fumo.
Lo stesso vino nella descrizione di Bruce Sanderson del “Wine Spectator” si arricchisce di suggestioni di frutti rossi, terra e sottobosco. Anche per lui un giudizio molto buono di 93 centesimi.

Ancora-premi-per-i-vini-di-Donatella-CinelliColombini

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Ma i successi non si fermano qui anche il ROSSO DI MONTALCINO 2015 che sta facendo i suoi primi nel mercato ottiene la Gold Medal assegnata dai degustatori del Wine Hunter Award 2017 del Merano wine festival , una medaglia riservata ai <<Prodotti di eccellenza superiore grazie a una produzione artigianale di alta qualità frutto di passione e dedizione>>. Ancora da Merano arriva anche la medaglia rossa per il Cenerentola DOC Orcia 2015.

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Vendemmia 2017 Brunello ok

Il Brunello 2017 sarà poco, avrà molti estratti e molto alcool. Un grande vino mediterraneo, potente che darà il meglio di se in giovinezza

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Di Donatella Cinelli Colombini

La vendemmia 2017 si conclude oggi e ha dimostrato, ancora una volta, la superiorità della coltivazione biologica e la straordinaria vocazione di Montalcino. Il nostro territorio sembra protetto da Dio e, anche nell’anno tragico della viticultura europea mette, in cantina una vendemmia fra il buono e l’ottimo. Nei nostri vigneti di Brunello il calo produttivo c’è stato ma complessivamente fra il 10 e il 20% rispetto allo scorso anno.

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Montalcino-Brunello-Vendemmia-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

Incredibile ma vero il territorio del Brunello è passato indenne dalle calamità naturali che altrove, nel 2017, sono state di una violenza impressionate: la gelata di fine aprile che ha seccato i germogli in gran parte d’Europa, il caldo estivo con 43°C per dieci giorni di fila, le grandinate e infine le bombe d’acqua durante la vendemmia. Ecco che mentre a Livorno cadevano 400 mm di pioggia in quattro ore allagando e uccidendo intere famiglie, sui nostri vigneti di Montalcino scendeva una pioggerella leggera appena sufficiente a rifrescare le foglie.
Siamo stupefatti anche noi da quello che sembra un miracolo anche perché altrove era da “piange a pezzi” come diciamo nel vernacolo senese. E infatti alla Fattoria del Colle, nella Doc Orcia è stato un disastro. Il vigneto Cenerentola di 2,5 ettari ha prodotto 9 q d’uva, il vigneto Poggione 40 q in 6 ettari. Praticamente abbiamo perso il raccolto a causa del terreno sabbioso che ha trasformato l’assenza di piogge, da febbraio in poi, in una situazione da deserto del Sahara. Inoltre da giugno i cinghiali sono arrivati nelle vigne cercando di dissetarsi e sfamarsi con i grappoli acerbi. Il risultato è stato tragico. Solo il vitigno Foglia Tonda è arrivato alla vendemmia con bellissimi grappoli maturi. Tutto il resto non c’era più.

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Sax sotto le stelle alle saline di Gozo

Uno dei party più suggestivi e divertenti dell’estate  nelle saline di Gozo di a Marsalforn ospiti del re dell’isola Mabraham Said con il mio Rosso di Montalcino

Saline-di-Gozo-prima-del-party-Sax-under-the-stars

Saline-di-Gozo-prima-del-party-Sax-under-the-stars

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Le saline di Gozo a Marsalforn sono uno dei luoghi più belli delle isole maltesi. Nella forma attuale hanno 350 anni ma probabilmente erano già in uso all’epoca romana. Sono sulla scogliera di tufo giallo che, per circa 2 chilometri, ha della zone pianeggianti prima di precipitare in mare. Qui sono stati scavati piccoli recinti che formano una sorta di ricamo pietrificato dove il sale viene raccolto a mano ancora oggi, con piccoli scopini, nei mesi di luglio e agosto. Si tratta di un luogo magico e unico al mondo.
E’ protetto da particolari restrizioni e organizzarvi un evento è davvero difficile. Quasi solo il re di Gozo Abraham Said ci riesce. Abraham con il suo” Vini e Capricci” sta diventando il fulcro della migliore enogastronomia delle isole maltesi e anche di attività

Saline-di-Gozo-durante-il-party-Sax-under-the-stars

Saline-di-Gozo-durante-il-party-Sax-under-the-stars

culturali che comprendono nostre di arte contemporanea, concerti e performance.
Quella organizzata alle saline prometteva di essere un evento memorabile, ma la realtà ha superato le attese. Per aumentare la suggestione sono arrivati dal Piemonte il sassofonista Mikele Lazzarini e la cantante Alea dalla voce potente e melodiosa.

Brunello 2012 Wine Advocate

Il Medagliere dei vini di Donatella Cinelli Colombini

Gli strepitosi giudizi della stampa estera sui vini di Donatella Cinelli Colombini prodotti nelle prime cantine italiane con sole donne

Brunello 2012 Wine Advocate

Brunello 2012 Wine Advocate

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

I ratings sono ottimi, su tutta la gamma, ovviamente i Brunello ottengono i punteggi più alti ma anche i vini più semplici hanno ottime valutazioni. E’ un grande motivo di orgoglio e perché significa avere lavorato bene in vigna e aver preservato la qualità in cantina ma soprattutto significa avere grande rispetto dei propri clienti. << Nella mia cantina non ci sono bottiglie per i giornalisti e i VIP, abbiamo solo selezioni a prezzi più alti, ma tutte le bottiglie sono uguali e il mercato sta premiando questa scelta di onestà e correttezza. Aspettiamo il giudizio delle guide italiane nella speranza che confermi  il successo>>.

Brunello 2012 Wine Spectator e Wine Enthusiast

Brunello 2012 Wine Spectator e Wine Enthusiast

Il Casato Prime Donne a Montalcino e la Fattoria del Colle di Trequanda hanno 34 ettari di vigneto coltivati in modo biologico e con cura manuale. Le cantine sono due con bottaie negli edifici storici e tinaie in strutture nuove. Anche qui la passione e l’attenzione quotidiana sono evidenti nei tonneau fatti artigianalmente, i nuovi tini troncoconici in cemento nudo, i follatori che consentono di vinificare senza l’uso delle pompe … tanti particolari che servono a preservare la naturale armonia che il vino riceve dall’uva. Alla fine, solo 160.000 bottiglie che vengono vendute in 35 nazioni ma nessuna va ai supermercati.
<<Ecco i rathing della stampa specializzata estera sulle mie ultime annate>> dice Donatella Cinelli Colombini, giustamente fiera <<vi aspetto in Toscana per vedere le mie piccole ma meravigliose cantine>>

Collisioni 2017 Donne del vino

Collisioni: musica, vitigni autoctoni e Donne del Vino

Venerdì 14 luglio a Barolo, in occasione del Festival Collisioni Silvestri-Consoli-Gazzè, Placebo, Robbie Williams, Renato Zero ….. e 14 Donne del vino

Collisioni 2017 Donne del vino

Collisioni 2017 Donne del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Collisioni è ormai uno dei maggiori appuntamenti estivi con una sequenza di concerti che trasformano la capitale del Barolo in un palcoscenico musicale con decine di migliaia di spettatori. E poi ci sono gli incontri con il Premio Nobel per la letteratura Gao Xingjang, il giornalista Aldo Cazzullo, il divulgatore Alberto Angela, il Presidente del Senato Pietro Grasso, lo scrittore Roberto Saviano, lo storico d’arte Vittorio Sgarbi, il giornalista Marco Travaglio, Luciana Littizzetto, l’attore americano Matt Dillon e il duo comico Ale&Franz…..
Insomma una sequenza di celebrità infinita e di altissimo livello a cui si affiancano nomi

Collisioni Donne del Vino Giovanna Prandini

Collisioni Donne del Vino Giovanna Prandini

eccellenti della cucina e del vino. Fra gli chef c’erano Antonio Cannavacciuolo e Joe Bastianich, ma anche tanti produttori di tutta Italia e fra loro io e 13 altre Donne del Vino. Partecipiano al “Progetto vino” diretto da Ian D’Agata che prevede degustazioni di fronte a giornalisti, influencer e buyer internazionali. Ian D’Agata Senior editor di “Vinous”, è anche il direttore scientifico Vinitaly International Academy ed ha scritto “Native Wine Grapes of Italy”, unico libro firmato da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year.

VinoVip Cortina DonatellaCinelliColombini con Charlie Arturaola

VinoVip 2017 c’era anche Cenerentola

Donatella Cinelli Colombini a VinoVip di Alessandro Torcoli fra i protagonisti delle “piccole patrie”- denominazioni emergenti con la Doc Orcia Cenerentola

VinoVip Cortina DonatellaCinelliColombini con Charlie Arturaola

VinoVip Cortina DonatellaCinelliColombini con Charlie Arturaola

Di Donatella Cinelli Colombini

VinoVip Cortina 10 luglio – Ci sono oltre decine di migliaia di cantine che imbottigliano con il loro marchio in Italia e la stragrande maggioranza sono piccole. Per questo guadagnarsi un posto nelle occasioni che contano è difficilissimo, la competizione è enorme. Ogni volta che vengo invitata lo considero un privilegio ma soprattutto una fortuna straordinaria perché fra i tanti bravi produttori che meritano questa opportunità essere prescelti è come vincere alla lotteria.
VinoVip è uno di questi eventi. Nasce nel 1997 a opera di uno dei più geniali giornalisti del vino italiani Pino Kahil, uno degli uomini che hanno fatto grande il vino italiano nel

VinoVip Cortina Riccardo Cotarella

VinoVip Cortina Riccardo Cotarella

mondo. Ogni due anni, riunisce a Cortina, le cantine più titolate d’Italia cioè quelle che producono vini di alta qualità da molti anni e in grandi volumi. Ricordo che mia madre era orgogliosissima di far parte di questo gotha, ma io non ho mai avuto l’opportunità di rappresentare l’azienda di famiglia e, quando ho creato la mia, nel 1998, sapevo bene che difficilmente avrei avuto la fortuna di andarci.
Invece, qualche mese fa, ho ricevuto l’invito a partecipare a VinoVip in una sezione intitolata “Giovani sognatori e piccole patrie” cioè produttori in erba con progetti audaci e rappresentanti di piccole denominazioni.

Cenerentola-2015-Orcia-Doc

La Cenerentola dell’Orcia Doc mette la corona

Cenerentola diventa principessa con la vendemmia 2015. Annata 5 stelle e una qualità mai raggiunta prima per l’Orcia Doc di Donatella Cinelli Colombini

Cenerentola-2015-Orcia-Doc

Cenerentola-2015-Orcia-Doc

Cenerentola diventa principessa con la vendemmia 2015. E’ la felice conclusione di un lungo percorso, di tante prove, di tante speranze di un grande sogno. Era il 2000 quando Donatella Cinelli Colombini si innamorò di un vitigno senese quasi estinto: il Foglia tonda. Una varietà vigorosa e rustica che nelle povere campagne toscane di un secolo fa, non veniva diradata, con la vendemmia verde, e quindi non maturava. Ma lei e i suoi agronomi hanno trovato il modo di rendere le viti meno produttive e portare i grappoli alla perfetta maturazione. Hanno anche imparato quali sono i terreni e le esposizioni più gradite a questo vitigno che, se coltivato in zone umide e poco solatie mette in bella evidenza la sua contrarietà.
Anche in cantina le sperimentazioni sono state tante e non sempre fortunate. Ora il foglia tonda viene raccolto per ultimo, fermenta da solo e matura da solo, per almeno 12 mesi, in tonneax da 5 ettolitri di rovere francese. E’a questo punto che va a unirsi con il miglior Sangiovese della Fattoria del Colle.

P1060730Anche nel marketing Cenerentola ha fatto una strada in salita, come tutti i vini a base di vitigni autoctoni rari.
E’ diverso e quindici anni fa l’apprezzamento dei giornalisti non andava certo all’enologia più territoriale. Poi è arrivata la moda del raro, dell’autoctono, del naturale e Cenerentola ha cominciato a trovare clienti sempre più importanti e giudizi sempre migliori da parte dei maggiori esperti.

Stemma-fa-vendere-il-vino-Giacomo-Conterno-Francia-Barolo

Lo stemma fa vendere il vino

Ma dove vai se lo stemma non ce l’hai? Lo scudo nobiliare fa vendere il vino e le probabilità di business crescono ancora se c’è anche l’immagine del luogo d’origine

Stemma-fa-vendere-il-vino-Giacomo-Conterno-Francia-Barolo

Stemma-fa-vendere-il-vino-Giacomo-Conterno-Francia-Barolo

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Chi non ha un blasone è bene che corra da un esperto di araldica e si faccia creare uno stemma adatto al suo nome e alla sua cantina. Infatti il fascino legato alla nobiltà e alla storia, a quell’intreccio di mistero e ricchezza che lo stemma nobiliare simboleggia, è ancora molto forte e fa persino vendere il vino. Insomma fa presa e non solo sulle persone più semplici che magari pensano al principe azzurro nel castello con il ponte levatoio, ma anche su laureati con ottimi stipendi. Lo stemma nobiliare da prestigio alla bottiglia.
E’ questa la sorprendente rivelazione della seconda indagine Spot & Web effettuata con la metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso il monitoraggio dei più importanti social network e su un campione di 500 persone, tra i 25 e i 60 anni, analizzato da un pool di psicologi coordinati dalla psicologa Serenella Salomoni.

Lo-stemma-fa-vendere-il-vino-Ornellaia

Lo-stemma-fa-vendere-il-vino-Ornellaia

Ecco dunque cosa influenza il consumatore: lo stemma (26%), il nome (22%), l’immagine del luogo di provenienza (17%), l’etichetta (14%) e la bottiglia (11%).
Senza negare l’importanza della qualità del vino, della denominazione o del brand, l’indagine ha messo in luce quanto conti mostrare l’aristocrazia del produttore e il castello, la villa o il palazzo monumentale dove è prodotto il vino. Ed ecco infatti le etichette preferite: primo il Barolo Francia di Giacomo Conterno nella cui etichetta c’è lo stemma sullo sfondo, secondo Ornellaia di Tenuta dell’Ornellaia con l’immagine dell’originario edificio e la corona nobiliare ( rispettivamente con il 21 e il 19% dei voti). Segue l’Amarone Classico Calcarole di Guerrieri Rizzardi, anche in questo caso ci sono lo stemma e il disegno della tenuta (17% delle preferenze). Barolo Monprivato di Mascarello Giuseppe e Figlio con lo stemma avito molto grande a colori. Nel Sassicaia della Tenuta San Guido c’è la rosa dei venti dei Marchesi Incisa della Rocchetta.

Sélections Mondiales des Vins Canada

Donatella giudice alla Sélections Mondiales des Vins

Donatella Cinelli Colombini giudice alla Sélections Mondiales des Vins Canada (SMV) il piu’ grande concorso internazionale di vini in Nord-America

Sélections Mondiales des Vins Canada

Sélections Mondiales des Vins Canada

Di Donatella Cinelli Colombini

Quando ho ricevuto l’invito a partecipare alla giuria de la Sélections Mondiales des Vins Canada (SMV), non volevo accettare. E’ stato il giornalista Emanuele Pellucci a convincermi <<ma vien via, certo che devi venire!>>. Alla fine la curiosità è stata troppa e anche la voglia di un’esperienza unica, che non mi ricapiterà mai nella vita.
E’ intrigante trovarsi, per la prima volta, dall’altra parte del tavolo, quella dei critici che giudicano i vini. Ne sto assaggiando 130 in quattro giorni e vi assicuro che è un lavoro davvero faticoso e difficile. Lo stress maggiore è con i rossi tannici che strapazzano le papille gustative della lingua per cui si è continuamente costretti a sciacquarsi la bocca; ma i più difficili, per me, sono stati i

Donatella-Cinelli-Colombini-Carlo-Gardini-in-Quebec

Donatella-Cinelli-Colombini-Carlo-Gardini-in-Quebec

vini effervescenti. Pochi secondi per esprimere un giudizio e un solo assaggio in bocca. Tutto è velocissimo e in completo silenzio perché solo quando tutti hanno consegnato la valutazione al giurato capo del tavolo, nel caso le opinioni non coincidano, viene discusso il punteggio. Sono avvantaggiati i vini armonici di “modello” francese. Vini tannici oppure con caratteristiche anomale come, ad esempio, quelli ottenuti da vitigni o denominazioni con caratteri distintivi, hanno difficoltà a emergere.
Alla fine della seduta di assaggio, gli organizzatori mostrano il Paese di origine di ciascun vino e le sorprese sono davvero tante.

Brunello-Prime-Donne-2012_casato_prime_donne

Brunello Prime Donne 2012 altri ottimi punteggi WS e WE

93 e 93 centesimi per il Brunello Prime Donne 2012 da Wine Spectator e Wine Enthusiast. Donatella Cinelli Colombini << rating che premiano un grande lavoro in vigna>>

Di Donatella Cinelli Colombini

E’ bello quando tutti i giudizi su un vino sono positivi e concordi. Soprattutto è rarissimo che critici, buyer e consumatori diano la stessa valutazione entusiasta come succede a questo Brunello di stile molto tradizionale. Se tenete conto che fra i nostri importatori ci sono Master of Wine come Frank Roeder e sommelier campioni del mondo come Paolo Basso capirete che avere l’unanimità dei consensi è difficilissimo. Frank mi ha detto <<è il miglior Brunello che tu abbia mai fatto>>.
Il Brunello Prime Donne 2012 riesce a mettere tutti d’accordo
E’ come se il benessere delle viti – il loro equilibrio naturale ottenuto con cure quotidiane – in un’annata abbastanza complicata sotto il profilo climatico, si fosse tramutato in un’uva splendida che in cantina è diventata un vino splendido. Lo splendore del Sangiovese di un territorio, quello di Montalcino, che più di ogni altro gli è congeniale.
La descrizione scritta da Bruce Sanderson è nell’Insider, il mitico elenco di “most ecxiting new wines”- i nuovi vini più eccitanti- che arriva per e-mail ai wine lovers di

Brunello-Prime-Donne-2012_casato_prime_donne

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tutto il mondo ancora prima della copia del Wine Spectator. Essere in quell’elenco e soprattutto nel lancio iniziale, come è capitato a noi, è una gioia immensa.
Come sempre la descrizione di Sanderson è bellissima << Fruity, sporting cherry, strawberry and floral notes alongside soy and leather accents, this is firmly structured, ending with iron and tobacco elements. Very long and beautifully balanced. Best from 2020 through 2033.—B.S.>> L’accento è sull’armonia e sulla complessità delle suggestioni: ciliegia, fragola fiori insieme a sentori d cuoio, tabacco … ma la cosa più spettacolare è la previsione del momento top che il critico del Wine Spectator situa fra il 2020 e il 2033 dando al vino una prospettiva di grande longevità.

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Una Rosa di tetto per Donatella Cinelli Colombini

2016 annata 5 stelle in cui le viti hanno avuto un ciclo vegetativo lunghissimo. Una maturazione lenta e perfetta che ha prodotto poca uva capolavoro

Rosa-di-tetto-IGT-Toscana-Rosato-Fattoria-del-Colle

Rosa-di-tetto-IGT-Toscana-Rosato-Fattoria-del-Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Rosato IGT, Toscana

Rosa di tetto è un vino rosato prodotto alla Fattoria del Colle in un vigneto piantato nel 1999 e coltivati in modo biologico a 400 metri di altitudine. Ha uno stile più francese che italiano, evidente nel colore “rosa antico” ma soprattutto nel gusto e nell’aroma ricco che richiama la mela verde e i fiori.

Strano a dirsi, a volte l’uva di Sangiovese migliore non è bellissima a vedersi. Infatti gli acini di questa varietà hanno una buccia molto più delicata di quella del Cabernet o del Merlot e per questo, quando sono perfettamente maturi, come è avvenuto nel 2016, sono fragilissimi e si rompono anche solo con il contatto delle mani. Nella nostra azienda vendemmiamo a mano, scegliendo i grappoli uno per uno nella vigna. Poi bisogna portarli in cantina a tutta velocità per evitare che, quelli aperti perdano liquido e facciano iniziare la fermentazione dentro i contenitori da

Vendemmia-2016-Fattoria-del-Colle

Vendemmia-2016-Fattoria-del-Colle

trasporto. Il risultato è una specie di balletto, nei filari della vigna, i coglitori si piegano e si alzano, i cestelli d’uva salgono e scendono velocissimi rovesciando i grappoli nei bins che li portano in cantina. In meno di 20 minuti l’uva arriva sul tavolo di cernita che seleziona gli acini migliori e poi nel tino per la vinificazione.

La vendemmia 2016 aveva un potenziale qualitativo straordinario e, per questo, la squadra dei vendemmiatori era di oltre 15 persone. Questo ci ha permesso di vendemmiare ogni piccola “parcella” cioè zona del vigneto nel giorno esatto della maturazione perfetta e produrre vini di grandissima qualità sull’intera gamma delle due cantine della Fattoria del Colle e della Fattoria del Colle

Concero-20-maggio-San-Quirico-Casa.dell'Abate-Naldi

Un raffinatissimo concerto con brindisi sabato 20 a San Quirico

Sabato alle 18 a San Quirico d’Orcia, per ascoltare 8 brani musicali e poi brindare con Cenerentola Doc Orcia e altri vini della Fattoria del Colle

Concero-20-maggio-San-Quirico-Casa.dell'Abate-Naldi

Concero-20-maggio-San-Quirico-Casa.dell’Abate-Naldi

Vi aspettiamo il 20 maggio alle 18 nella Casa dell’Abate Naldi – via Dante Alighieri 24- San Quirico d’Orcia da Vittorio e Lorenza Cipolla che ci accoglieranno con il consueto calore.

Il programma della serata fa parte di Musica negli Horti e prevede un recital di ALTRIO con Katrina Emtage flauto, Alda Dalla Lucche saxofono, Alessandra Garosi pianoforte. Suoneranno 8 brani di musica classica moderna e contemporanea composti da donne di tutto il mondo.

Sanchimento-IGT-Toscana-2016

Sanchimento-IGT-Toscana-2016

IMG_2091Dopo il concerto ci sarà un brindisi di Rosa di Tetto e Sanchimento IGT Toscana 2016 oltre a Cenerentola DOC Orcia 2013.
Tre vini prodotti alla Fattoria del Colle di Donatella Cinelli Colombini in una cantina con un organico di sole donne per festeggiare tre musiciste donne che interpretano musiche scritte da donne.
Una serata tutta al femminile dunque! Una festa in onore della creatività, del talento e della cultura in rosa che si prospetta piacevole e intensa. Spero che la trascorreremo insieme
Programma
VIVIENNE OLIVE
Short Fantasy on “Lulay Lulla”
ELLEN SHWINDT
Trio per flauto saxofono e pianoforte
Adagio, Giocoso, Allegretto, Allegro Moderato

Sorrento-rosé

Con Lidia Bastianich al Sorrento Rosé

12-14 maggio a Sorrento rosé un centinaio di vini di tutta Italia coi pizzaioli napoletani per promuovere pizza e rosato in una festa piena di Donne del Vino

Sorrento-rosé

Sorrento-rosé

Di Donatella Cinelli Colombini

<<Sono onorata di essere la madrina del Sorrento Rosé, l’evento organizzato dalle Donne del Vino>> ha detto la mia amica Lidia Bastianich, la chef più nota d’America che quest’anno affianca Antonella Clerici a “La prova del cuoco”.
E’ proprio Lidia a introdurre l’argomento chiave sui rosati italiani <<quando stai per ordinare un’altra birra da abbinare alla tua pizza, sostituiscila con un bicchiere di rosé, come farei io>> . Rosato e pizza, questa è la proposta che arriva da Sorrento e dai pizzaioli campani guidati da Antonino

Sorrento-Rosé-Donne-del-Vino

Sorrento-Rosé-Donne-del-Vino

Esposito, executive pizza chef paladino della pizza con ingredienti artigianali e naturali.

Sorrento rosè è stato organizzato da Ilaria Donateo con la collaborazione di Sabrina Soloperto e Lorella Di Porzio ed ha per protagoniste le Donne del vino. Fra i rosati presenti al festival c’è anche il mio Rosa di Tetto IGT Toscana, prodotto con solo Sangiovese alla Fattoria del Colle.

Una sorta di consacrazione del rosè che mette l’accento sulla declinazione di questa tipologia: dal vino fresco, senza pretese, alle tipologie maturate in botte e di raffinata complessità.

Sanchimento-2016-IGT-Toscana-bianco-Fattoria-del-Colle

Sanchimento 2016 solo 2000 bottiglie IGT

2016 vendemmia 5 stelle, edizione limitata di sole 2.000 bottiglie per l’IGT toscano Sanchimento della Fattoria del Colle di Donatella Cinelli Colombini

Sanchimento-2016-IGT-Toscana-bianco-Fattoria-del-Colle

Sanchimento-2016-IGT-Toscana-bianco-Fattoria-del-Colle

Il piccolo vigneto di Sanchimento fu piantato nel 1990 con viti Traminer nel versante Nord della collina che sale dietro alla cappella della Fattoria del Colle, a 404 metri sul livello del mare. Il terreno è profondo a prevalenza calcarea e depositi neoquaternari con presenza di litologie resistenti cioè calcareniti e conglomerati.
La scelta del vitigno Traminer è piuttosto inusuale in Toscana e dipende dalla predilezione di Fausto Cinelli, padre dell’attuale proprietaria Donatella Cinelli Colombini, per questo vitigno che vuole climi freschi e soprattutto notti fredde come quelle che caratterizzano il microclima della Fattoria del Colle.

Da questo vigneto Donatella Cinelli Colombini produce solo 2.000 bottiglie all’anno

Trequanda-Fattoria-del-Colle-Cappella-di-San-Clemente

Trequanda-Fattoria-del-Colle-Cappella-di-San-Clemente

di IGT Toscana bianco. Una piccolissima e curatissima selezione che porta il nome della cappella accanto alla vigna: San Clemente I Papa martire nel 97 d.C. a Sebastopoli. San Chimento è infatti il nome medioevale toscano dello stesso Santo.

L’annata 2016 è stata una delle migliori deli ultimi anni grazie al lunghissimo ciclo vegetativo delle viti che hanno germogliato in anticipo e sono arrivate a perfetta maturazione nelle date consuete, in modo graduale e lento. Da questa felice circostanza e dalle fredde notti di settembre, dipende la particolare ricchezza aromatica del Sanchimento 2016.

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