Vigne e vini

Vini-dei-vulcani-Scammacca del Murgo

E’ l’ultima moda: Volcan wines – vini dei vulcani

I territori vulcanici sono conosciuti da millenni per la loro vocazione viticola ma con il global warming sono quasi la terra promessa per i grandi vini

Vini-dei-vulcani-Scammacca del Murgo

Vini-dei-vulcani-Scammacca del Murgo

di Donatella Cinelli Colombini

Il master sommelier canadese John Szabo  ha recentemente pubblicato un saggio intitolato Volcanic Wines: Salt, Grit and Power. Questo insieme al forum sui vini vulcanici, che si svolge ogni anno a Soave, hanno letteralmente acceso i riflettori su una nuova categoria, che pur nella sua disomogeneità, ha caratteri propri legati al suolo. I vini vulcanici rispecchiano un nuovo approccio non legato al vitigno, qualcosa di molto intrigante. John Szabo è stato il primo Master Sommelier canadese nel 2004 e ha una capacità di assaggio impressionante. L’ho incontrato una sola volta a Toronto e sono rimasta impressionata dal suo talento. Nel suo libro Szabo individua 8 aree di vini vulcanici:

vini-dei-vulcani-Graci

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il nord est della costa del Pacifico, il Nord della California, le isole africane dell’Atlantico, il Cile, l’Alsazia e la Germania, l’Italia, Santorini e l’Ungheria.
Nasce dunque una nuova categoria che non lascia nessuno indifferente. Le parole di Monica Larner intervistata da Luciano Ferraro del Corriere della Sera –DiVini appaiono esplicite << Per la Basilicata ho un particolare amore, il Vulture e il suo Aglianico mi affascinano. Punto sul Nerello Mascalese dell’Etna, dove vado spesso>>.
I vini dell’Etna e del Vulture sembrano dunque la nuova tendenza. Sul vulcano siciliano si assiste a una vera corsa ad accaparrarsi i terreni più pregiati con vigneti in produzione e da piantare. Di recente hanno investito Tasca d’Almerita che ha comprando cinque ettari a vigneto mentre altri 10 ettari acquisiti dal produttore di Barolo Davide Rosso. Anche Donnafugata ha un piede sull’Etna nel versante Nord a 750 metri sul mare, tutti in zona Doc per la produzione di Nerello Mascalese (13 ettari) e di Carricante (2 ettari).

Chianti-Superiore-2015-Fattoria-del-Colle

Chianti superiore di nome e di fatto

Il Chianti Superiore è prodotto in tutto il territorio del Chianti ad esclusione del Chianti Classico. Indica le selezioni migliori di uva e vino Chianti

Chianti-Superiore-2015-Fattoria-del-Colle

Chianti-Superiore-2015-Fattoria-del-Colle

di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, cantina

2015 annata di vette e di abissi: nelle nostre vigne una vendemmia strepitosa mentre a pochi chilometri la grandine ha distrutto persino i tetti e le auto. Ci sentiamo strafortunati!
I millesimi migliori degli ultimi trent’anni, come il 2010 e il 2015, hanno grandi somiglianze: inverno piovoso, maltempo in primavera che ha disturbato la fioritura riducendo la quantità di uva prodotta, estate calda con temperature alte a luglio e più basse a agosto cielo sereno durante la vendemmia.
Uno schema che conduce alla produzione di grandi vini rossi. Il 2015 è dunque un’ottima annata.
Alla Fattoria del Colle i vigneti sono sulla sommità di alte colline, a 404 m sul mare. I suoli neoquaternari profondi hanno una prevalenza di sabbie marine e frammenti di arenaria. I vigneti più vecchi sono stati piantati nel 1996 quelli più giovani hanno dieci anni. Sono coltivati in modo biologico e hanno la forma di allevamento a cordone speronato.

Sangiovese-Per-Chianti-Superiore-Fattoria del Colle

Sangiovese-Per-Chianti-Superiore-Fattoria del Colle

Vederli è una gioia per gli occhi perché mostrano viti sane, in equilibrio naturale con intorno un paesaggio bellissimo, salubre e preservato nei secoli: non ci sono fabbriche, agricoltura intensiva, niente di diverso rispetto a centinaia di anni fa.
Il Chianti Superiore di Donatella Cinelli Colombini è fatto quasi solo con Sangiovese, la presenza di qualche grappolo di vitigni complementari è nel rispetto della tradizione che vuole il Chianti come un mix di più uve. Il suo elemento dominante è dunque l’eleganza gentile del Sangiovese con quel particolare profumo di viola mammola che caratterizza questa denominazione fra tutte le altre.

kerin-O'Keefe-con-i-produttori-dell'Orcia-Doc

Kerin O’Keefe il talent scout dell’Orcia

Kerin O’Keefe inaugura l’Orcia Wine Festival 2017 con una masters class di 10 vini Orcia Doc. E’ lei il pigmalione dell’Orcia e la fata di Cenerentola?

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Di Donatella Cinelli Colombini

ORCIA DOC
Orcia, un territorio incantato di alte colline, nel Sud della Toscana, dove il tempo sembra essersi fermato. Paesaggio, piccole città, d’arte, stile di vita, tutto è in armonia con la storia e la natura. Il vino è prodotto da millenni ma solo da una ventina d’anni, dopo il global warming le cantine hanno iniziato a puntare in alto. Prima le gelate primaverili distruggevano un raccolto su tre e spesso, in estate e nel primo autunno, era troppo freddo per arrivare a una perfetta maturazione dell’uva. Oggi invece l’altitudine e la
forte escursione termica estiva fra la notte e il giorno, sono una vera fortuna e aiutano a produrre vini di notevole ricchezza aromatica, che in bocca sono eleganti e armonici ma si distinguono fra i rossi toscani per la piacevole freschezza (struttura acida) che promette una grande longevità. Sono dunque vini raffinati e di grande qualità che in pochi anni hanno fatto una crescita qualitativa impressionate. Piccole produzioni artigianali, curate a mano giorno per giorno, che complessivamente si traducono in 240.000 bottiglie annue e sono

OrciaDoc-Vino-più-bello-del-mondo-BagnoVignoni

OrciaDoc-Vino-più-bello-del-mondo-BagnoVignoni

vendute quasi tutte in zona ai turisti.
Vini che hanno nell’Orcia Wine festival il loro palcoscenico e hanno bisogno di un pigmalione che se ne innamori e ne diventi il portabandiera davanti al mercato e ai critici del vino di tutto il mondo. Sarà Kerin O’Keefe il talent scout?
La fata che trasforma Cenerentola in principessa?
Si perché il mio vino Orcia porta il nome della giovane che pulisce il camino mentre le sorellastre più grandi vanno al ballo. Per il vino Orcia le sorelle grandi sono le denominazioni a destra e a sinistra del suo territorio, il Brunello di Montalcino e il Vino Nobile di Montepulciano, quelle che vanno al ballo del principe. Ci vuole dunque un pizzico di magia e forse la raffinata editor del Wine Enthusiast ha la bacchetta magica.

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Gelate e eroismo vignaiolo. 100 milioni di danni

Quest’anno le gelate primaverili hanno colpito duro nei vigneti italiani con intere zone distrutte ma c’è anche chi è riuscito a salvarsi accendendo fuochi di notte

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Gelo-Venica&Venica-fuochi-per-salvare-la-vigna

Di Donatella Cinelli Colombini

Le gelate nelle notti 19-20-21 aprile hanno distrutto interi vigneti in Valle d’Osta, Valtellina, Monferrato, Franciacorta, Oltrepò Pavese, Lugana, Valdobbiadene, Colli Berici, Bardolino, Romagna, zone di Toscana e Umbria….. L’elenco delle zone colpite da grandine e gelate anche nello stesso giorno, sembra un bollettino di guerra. Cronache di gusto riporta una lista da paura.
Credevamo fossero finite grazie al global warming invece l’anno scorso le gelate primaverili hanno colpito i vigneti della Borgogna e quest’anno quelli italiani.
Noi ci sentiamo fortunatissimi per aver perso solo qualche vite di una vecchia vigna nel punto più basso del Casato Prime Donne. Per il resto siamo stati risparmiati dal gelo che ha decimato intere denominazioni.

Gelo-2017-distrutti-moltissimi-vigneti

Gelo-2017-distrutti-moltissimi-vigneti

Un disastro!
Le viti avevano germogliato quasi un mese prima del solito battendo ogni record di precocità. Complice il clima caldo con 2,5°C più della media e le piogge dimezzate rispetto al normale le nuove buttate erano cresciute fino a una ventina di centimetri, c’erano persino i grappolini. Ora invece i ramoscelli verdi di molti vigneti di Gattinara e Ghemme, Grumello e Marzemino …. pendono a testa in giù. Nella notte il gelo ha colpito prima il Nord e poi è sceso verso il Centro Italia e quindi il Sud.
Bruciati i germogli di fondo valle e di pianura oppure quelli di alta collina <<noi abbiamo acceso i fuochi>> mi ha detto Daniela Mastroberardino di Terredora in Irpinia, dove anche lo scorso anno era successo più o meno lo stesso << sono state due annate con germogliamento precoce e hanno avuto entrambe la gelata, è qualcosa su cui riflettere>>. La famiglia Venica con lo staff aziendale ha acceso i fuochi in piena notte salvando i vigneti con uno sforzo enorme degno dell’eroismo dei veri vignaioli. Bravi, un esempio di amore per le viti che ispira rispetto e fa capire quanta passione, quanto amore c’è dietro a ogni grande bottiglia. 

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Brunellomania

Brunellomania: è la febbre di appassionati e ricchi collezionisti nei confronti del Brunello, i prezzi delle bottiglie e dei vigneti salgono

Brunellomania-Robert-Parker-e-Monica-Larner-a-Montalcino

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Arrivano i punteggi di Wine Advocate-Robert Parker Jr per il Brunello 2012 e le nostre bottiglie vengono premiate con due ottimi rating: 94+/100 al Brunello Prime Donne e 93/100 al Brunello classico.
Insieme ai giudizi sull’intera produzione Monica Larner ha pubblicato un lungo commento che fotografa la realtà 2017 di Montalcino. Va detto che Monica Larner, giovane wine citics di Robert Parker Jr- Wine Advocate ha una capacità di raccontare i territori del vino spettacolare, degna della più grande tradizione del giornalismo anglosassone. Si potrebbe pensare che esperti come lei vengano selezionati solo per il talento nell’assaggio del vino, invece non è così. Monica ha raccontato che quando Robert Parker le propose di diventare editor per i vini italiani aveva già

Benvenuto-Brunello-2017-Monica-Larner

Benvenuto-Brunello-2017-Monica-Larner

verificato sia la sua capacità di degustazione sia la sua capacità espositiva e il suo acume di giornalista. Insomma per lavorare nel più temuto giornale di rating sul vino, bisogna eccellere su più fronti e Monica Larner eccelle senza ombra di dubbio.
Andiamo dunque a leggere cosa ha scritto Monica Larner nell’articolo <<Italy, Tuscany: Brunello di Montalcino (New Releases) and the Undeniable Effects of Brunellomania>> l’innegabile effetto della Brunellomania.
Per Monica la Brunellomania ha la faccia sorridente dei produttori, commercianti e gestori di attività turistiche di Montalcino e si manifesta in alcuni fenomeni ben evidenti: in primo luogo l’aumento dei prezzi del Brunello al consumo in USA.

Nello-Baricci-Colombaio-di-Motosoli

Addio Nello Baricci nonno del Brunello

Oggi ci ha lasciato Nello Baricci uno dei patriarchi del Brunello

Nello-Baricci-Colombaio-di-Motosoli

Nello-Baricci-Colombaio-di-Motosoli

Di Donatella Cinelli Colombini

Uomo di straordinaria sensibilità per la vigna e la cantina ha saputo interpretare il mestiere di produttore di vino con umiltà e grandezza. Pensiamo a lui con gratitudine e affetto
Nato contadino con grandi sacrifici, nel 1955, riesce a comprare il podere dove lavora, il Colombaio di Montosoli, 16 ettari su una collina nota da secoli per la sua vocazione enologica. Scommette sulla terra, Nello Baricci, mentre tutti scappavano in città, lui resta e pazientemente coltiva le sue viti portandole a un perfetto equilibrio . E’ fra i fondatori del Consorzio nel 1967 e l’anno dopo imbottiglia il suo primo Rosso di Montalcino. Nel 1971 riesce a produrre il Brunello che da quel momento in poi si distinguerà nel panorama montalcinese per un’estrema armonia e eleganza.
Nello Baricci è l’esempio concreto dell’antico proverbio <<contadino scarpe grosse e cervello fino>> un uomo che ha imparato dall’esperienza e dal rapporto con la natura come far nascere un grande vino.

Wine-Advocat-Robert-Parker-Brunello-Brunello-Prime-Donne-2012

Brunello e Brunello Prime Donne 2012 94-93-94-92

Ottimi giudizi sui Brunello 2012 del Casato Prime Donne da parte di Wine Advocate, Jancis Robinson, James Suckling e Vinous

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Wine-Advocat-Robert-Parker-Brunello-Brunello-Prime-Donne-2012

I due Brunello 2012 di Donatella Cinelli Colombini piacciono proprio a tutti e sono fra i migliori prodotti al Casato Prime Donne. L’annata accreditata di 5 stelle ha diviso la stampa internazionale, l’unica cosa certa è la sua estrema piacevolezza che fa felici i ristoratori perché, dopo pochi minuti dall’apertura della bottiglia, è già in grado di donare profumi complessi e sensazioni appaganti.
I due Brunello del Casato Prime Donne nascono nella parte più fresca del comune di Montalcino che nel 2012 fu poco colpita dagli effetti del caldo estivo. Questo insieme alla preparazione del terreno, che in inverno è coltivato con vescia e favino mentre in luglio e agosto viene zappato frequentemente, hanno permesso la produzione di Brunello di eccellente qualità.

Qui di seguito trascrivo i giudizi di Monica Larner per Wine Advocate – Robert Parker Jr e poi di seguito quelli di altri wine critics.

Robert-Parker-Brunello-Prime-Donne-2012

Robert-Parker-Brunello-Prime-Donne-2012

BRUNELLO DI MONTALCINO 2012 PRIME DONNE 94+
Mostra note floreali di estratto di viola e petali di rosa rossa che lo distinguono. Questi toni delicati sono molto in linea con il Sangiovese malgrado la stagione calda in cui l’uva è maturata. Un fondo di cassis, prugne secche e spezie nel finale. Appare una mineralità che richiama la pietra pomice e il granito. Questo vino mostra un meraviglioso bouquet che infonde eleganza e grazia. La sensazione in bocca è pulita e estremamente fine. La persistenza è inferiore al 2010 ma questo vino, grazie al suo aroma, mostra una qualità più alta. Maturità anticipata 2018-20130

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Rivoglio il simbolo del vino da vigneto biologico

Ci sono molti ottimi motivi per coltivare le vigne in modo eco-compatibile, ho invece dei dubbi sull’eliminazione dei solfiti in cantina

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

La ragione principale per coltivare la vigna in modo biologico o biodinamico è l’amore del vignaiolo per le sue piante e il desiderio di vederle in equilibrio perfetto. In piccolo, con lo stesso sentimento che si sente per un figlio. Avere viti sane, capaci di reagire da sole elle avversità del clima e quindi anche di dare un’uva di qualità superiore, questo dovrebbe essere il secondo motivo. Infatti uno studio della Prestigiosa University of California Los Angeles UCLA (ha 13 premi Nobel fra i suoi laureati) su un campione di 74.000 vini degustati da Wine Advocate-Robert Parker, Wine Enthusiast e Wine Spectator ha rivelato che il giudizio medio sui rossi da uve biologiche e biodinamiche è di 5,6 punti più alto rispetto agli altri. Un vantaggio che scende a 1,3 punti per i bianchi. Un segno forte che andrebbe considerato con attenzione da chi aspira a produrre vini di eccellenza.

DonatellaCinelliColombini-vigneto-coltivazione-biologica

DonatellaCinelliColombini-vigneto-coltivazione-biologica

Le ragioni per scegliere un sistema di coltivazione rispettoso della natura sono anche legate al desiderio di abitare in mezzo alle vigne. Senza arrivare alle situazioni di vero inquinamento mostrate dal programma France 2 Cash Investigation nel febbraio 2016 relativamente alla zona di Bordeaux, dove l’analisi dei capelli dei bambini rivelò l’assorbimento di sostanze proibite e cancerogene, ebbene anche senza arrivare a questi estremi, la nuova consapevolezza ambientale spinge tutti a vivere in ambienti sani. Ambienti che sono messi a rischio da coltivazioni agricole in cui si fa ricorso alla chimica anche in forma controllata come nella lotta guidata.
Allo stesso modo come, chiunque pratica l’agricoltura biologica, si rende conto che non basta per consegnare un ambiente naturale alle future generazioni, bisogna fare di più. Il rame è un metallo inquinante il cui uso nel vigneto va ridotto. E’invece necessario imparare a usare funghi, la confusione sessuale, accrescere la popolazione dei predatori già presenti in quell’ambiente per creare equilibri biologici che rafforzino le “difese immunitarie” delle piante così come ricorrere a altri presidi naturali tipo le alghe.

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Super selezione di 320 bottiglie di Passito di Traminer

Passito 2015:un  piccolo capolavoro dolce che nasce in un vigneto di 50 anni coltivato in modo biologico e diventa grande per le cure di Carlo e Barbara

Passito-di-Traminer-Fattoria-del-Colle

Passito-di-Traminer-Fattoria-del-Colle

Una produzione esclusiva a cui Carlo Gardini, marito di Donatella Cinelli Colombini, dedica cure assidue con l’aiuto della cantiniera Barbara Magnani. Il vigneto Sanchimento da cui proviene l’uva del Passito ha quasi 50 anni ed è il più vecchio della Fattoria del Colle. Un’età che conferisce al vino elementi di finezza, complessità e mineralità.
Si tratta di un Passito artigianale fatto con tanta passione e nient’altro. Carlo e Barbara curano le cassettine traforate in cui sono distesi i grappoli di uva Traminer come fossero culle di neonati. Le spostano con il sole, le ripongono se piove e controllano ogni giorno tutti i grappoli per essere sicuri che l’appassimento naturale proceda in modo perfetto. Un lavoro enorme per 120 litri di produzione finale giustificato solo dalla gran passione che i due hanno per i vini dolci.

Traminer-per-il Passito-Carlo-Gardini-con-l'uva

Traminer-per-il Passito-Carlo-Gardini-con-l’uva

Donatella Cinelli Colombini non condivide il loro entusiasmo, anzi per lei il vino deve avere un bel colore rosso intenso e non partecipa agli assaggi con cui Carlo e Barbara studiano Sauternes, Tokay, vini muffati e passiti di tutto il mondo. Per fortuna non tutti la pensano come Donatella e i loro sforzi sono stati premiati con 93 centesimi per la produzione 2013 da parte dell’importante rivista statunitense “Wine Advocate”.
Il Passito nasce su suoli profondi e ben drenati di epoca neo quaternaria caratterizzati da calcare anche in forma conglomerata. Il vigneto di Traminer è coltivato in modo biologico. Si trova accanto alla Cappella della Fattoria del Colle, a 404 metri sul livello del mare.

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Il Principe di Galles incontra il Brunello

Il I° aprile ho incontrato il Principe di Galles Carlo che mi letteralmente affascinato. Vi assicuro che non è un “pesce d’aprile” anzi vi racconto tutto

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Principe-di-Galles-Carlo-e-Donatella-CinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Brunello, Casato Prime Donne

Noi produttori eravamo convocati per le sei ma la coppia reale sarebbe arrivata due ore dopo. Allegra Antinori, Jacopo Biondi Santi, Leonardo Frescobaldi, Vittorio Moretti di Petra, Giuseppe Mazzacolin di Felsina, Giovanni Manetti di Fontodi …. Tutti pronti a servire le bottiglie impeccabilmente presentate dai sommelier FIS Fondazione Italiana Sommelier guidati da Franco Ricci in persona. La cornice è spettacolare: Villa San Michele, una terrazza su Firenze con una facciata disegnata da Michelangelo. Il panorama è simile a quello di casa mia, dove nel Trecento Giovanni Boccaccio ambientò il “Ninfale fiesolano”, anzi forse la mia vista di Firenze più bella,

Donatella-CinelliColombini, FrancoRicci-Sommelier-FIS-AllegraAntinori- JacopoBiondiSanti-Leonardo-Frescobaldi-VittorioMoretti-Petra-GiuseppeMazzacolin-Felsina-GiovanniManetti-Fontodi

Donatella-CinelliColombini, FrancoRicci-Sommelier-FIS-AllegraAntinori- JacopoBiondiSanti-Leonardo-Frescobaldi-VittorioMoretti-Petra-GiuseppeMazzacolin-Felsina-GiovanniManetti-Fontodi

ma io non ho la squisita eleganza dei saloni di questo esclusivo e romantico albergo. E’ forse per questo “lusso invisibile” che il Principe di Galles Carlo e sua moglie Camilla lo hanno scelto per il loro soggiorno italiano.
Mi aspettavo un personaggio triste, raggelato dall’etichetta e invece il Principe Carlo è un uomo delizioso, con un “sense of humour” stupendamente britannico e una capacità di stare con le persone frutto di in una vita al servizio del suo Paese. E’ uno straordinario ambasciatore del Regno Unito, si fa amare. Quando gli ho detto che il mio Brunello riserva nasceva in una cantina di sole donne si è divertito immaginando come venisse coccolato e si è invece interessato alla coltivazione biologica dei vigneti <<è difficile qui da voi? E come curate le malattie>> ha voluto sapere.

Drago e le 8 colomne IGT Toscana 2014

Supertuscan multietnico Il Drago e le 8 colombe 2014

2014 ci sorprende con vini di grandissima piacevolezza alla Fattoria del Colle, vini “stile Novecento” eleganti, complessi e profumati come Il Drago e le 8 colombe

Drago e le 8 colomne IGT Toscana 2014

Drago e le 8 colomne IGT Toscana 2014

2014 l’anno del biologico. Solo chi, come noi, ha scelto di coltivare le sue vigne senza prodotti sistemici ha portato in cantina uve mature e sane. Contro la diffusa convinzione che << nelle annate piovose solo la chimica permette di produrre della buona uva >> sono stati proprio i vignaioli più attenti all’ambiente a fare il raccolto migliore.

L’annata 2014 de Il Drago e le 8 colombe si caratterizza per grande eleganza, bevibilità e piacevolezza, con alcolicità moderata e grande armonia. Le notti fresche dell’estate 2014 hanno favorito una maturazione lenta dell’uva e una ricchezza aromatica superiore al solito.

Il nome e l’etichetta di questo vino – il Drago e le 8 colome – raccontano la curiosa situazione della prima cantina italiana in cui lavorano solo donne, ma dove c’è

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Cenerentola-Doc-Orcia-Fattoria-del-colle-foto-di-Leslie-Brienza

anche una presenza maschile. Si tratta di Carlo Gardini, il marito della proprietaria Donatella Cinelli Colombini, che esprime la sua passione per i grandi vini seguendo le tipologie dolci Vin Santo e Passito.
E’ lui il drago dell’etichetta mentre le otto colombe sono Donatella, la figlia Violante, l’enologa Valerie Lavigne, la cantiniera Barbara e tutto lo staff del vino della Fattoria del Colle: Debora, Alessia, Antonella e Margherita.

Il Drago e le 8 colombe è un “Supertuscan” cioè un vino toscano con un uvaggio più libero rispetto a quello delle DOC e infatti contiene, oltre al Sangiovese anche Merlot e Sagrantino. Un vitigno, quest’ultimo, tipico della vicina Umbria che nella Fattoria del Colle cresce in modo perfetto. In questo vino i tre vitigni apportano caratteri diversi: il Sangiovese conferisce eleganza, il Merlot piacevolezza e il Sagrantino accresce la struttura.

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Remo Farina: a cena nel cuore della Valpolicella

Serate di Vinitaly: il lavoro continua a tavola con importatori e colleghi produttori. Per me con Banville Wine Merchans da Remo Farina

Remo-Farina-ingresso-vecchia-cantina

Remo-Farina-ingresso-vecchia-cantina

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Aprile 2016: arriviamo nelle cantine Farina in ritardo, <<come al solito>> dice mio marito Carlo che mi assilla costantemente perché ho più impegni che tempo e questo mi porta a rosicchiare minuti a ogni appuntamento. Gli altri ospiti sono già tutti a tavola ma, stringendosi un pochino, ci fanno posto accanto alle altre cantine importate da Banville Wine Merchants. Agli altri tavoli ci sono i migliori clienti USA dei nostri vini e il “capo” il super Boss Lia Tolaini Banville che, in pochi anni, ha portato la sua compagnia di importazioni a essere

Remo-Farina-cena-con-produttori-importati-da Banville-Wine-Merchans

Remo-Farina-cena-con-produttori-importati-da Banville-Wine-Merchans

una delle più rispettate e performanti di tutti gli Stati Uniti. Il clima è goliardico, da gita scolastica e in effetti dopo le giornate indaffaratissime del Vinitaly tutti hanno voglia di togliersi la cravatta e farsi quattro risate.
La mia inguaribile curiosità e il mio pessimo inglese che mi impedisce di capire le battute in uno slang che richiederebbe anni di vita in America, mi spinge su altri percorsi <<posso vedere la cantina>> chiedo ai padroni di casa ben sapendo di interferire con la cena dei quaranta ospiti, ma loro sorridono gentilmente<<si prego venga>>. Dal sito dell’azienda è praticamente impossibile capire l’anima di questa cantina … arrivando mi sono accorta che è quasi nel centro abitato … ma i vini della Valpolicella di  Remo Farina, mi sono piaciuti molto e dunque, qual’è la speciale magia di questo posto?

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Le Donne del vino sbancano il Sakura

Il concorso del vino più importante del Giappone, il Sakura vede il trionfo delle Donne del Vino italiano che si accaparrano 51 medaglie

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Di Donatella Cinelli Colombini, Cantina, Montalcino, Casato Prime Donne

Anche il mio Brunello di Montalcino riserva 2010 vince una medaglia d’oro.
Sakura è dopo Feminalise (Beaune FR) la maggiore competizione mondiale con giuria femminile, cioè una gara dove i vini vengono valutati da enologhe, sommelier e giornaliste donne. Ma a differenza del concorso francese, quello nipponico è il principale del Paese e quest’anno ha avuto 4.212 concorrenti provenienti da 37 diverse nazioni.
Vincere una medaglia significa aprire le porte del mercato perché, in Asia, il gentil sesso ricopre posti chiave nel commercio e nel consumo del vino.
Per questo il grande successo delle bottiglie delle Donne del vino è un autentico “colpo grosso”: 12 doppio oro, 26 oro, 14 argento per un totale di 51 medaglie. Un vero trionfo per le cantine italiane in rosa!

Sakura-gold-medal-Brunello-riserva-2010-Donatella-CinelliColombini

Sakura-gold-medal-Brunello-riserva-2010-Donatella-CinelliColombini

Lo strepitoso risultato ribadisce le capacità delle Donne del vino attive nella produzione e nel marketing enologico e il lavoro di divulgazione di Antonella Cantarutti, delegata dall’associazione a seguire i rapporti con i concorsi del vino con giuria femminile. Grazie a lei le DDV produttrici hanno ricevuto notizie e moduli di adesione incrementando la loro partecipazione al Sakura. Il risultato è strepitoso, con 52 vini premiati. Possiamo presumere che la quasi totalità delle bottiglie delle Donne del vino concorrenti abbiano ricevuto medaglie.

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British Fizz il nome dello spumante di Sua Maestà

Mentre i produttori inglesi sono ancora alla ricerca di un nome per le loro bollicine gli americani l’hanno già battezzate in modo orribile: British fizz

British-Fizz-Nyetimber

British-Fizz-Nyetimber

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Agriturismo, Fattoria del Colle

British Fizz …..  suona anche male e fa pensare a frizzy, i capelli che con la pioggia diventano come un cespuglio selvatico. Poi ci sono le bevande FIZZ cioè miscelate con limone e soda. Chi non conosce il Gin Fizz?
Insomma dopo averci pensato tanto i produttori di spumante inglese potevano scegliere un nome che nobilitasse le loro bottiglie invece di un termine precedentemente utilizzato per l’effervescenza del seltz.
Mamma mia, e dire che le bollicine inglesi sono carissime! Altro che Fizz.
Poco convincente, direi anzi l’opposto di ogni logica di marketing, è il modo con cui è stato scelto il termine. La storia viene raccontata in un delizioso articolo di The Drinks Business. Pare che tutto sia nato dalla lista dei vini del Jones Wood pub di New York che è stata fotografata e postata su Twitter il 5 gennaio scorso. Il cartoncino elencava 6 British Fizz seguiti da 11 Champagne e sparkling fra cui un Lambrusco. Dopo questo fatto Bob Lindo

British-Fizz-Gusbourne

British-Fizz-Gusbourne

chairman dell’associazione dei produttori britannici UKVA ha dichiarato di voler registrare il nome FIZZ affinchè diventi quello della denominazione inglese dei vini spumanti inglesi prodotti con metodo classico . Anzi il progetto è più ampio perché le DOP inglesi sarebbero tre:
British Fizz
British Sparkling
Wine from Great Britain
La Duchessa di Cornovaglia, che è la presidente del UKVA ha commentato l’uscita di Bob Lindo con un tatto regale e britannico <<new name needs to be found to better describe English sparkling wine>> suggerendo un nome che descriva nel miglior modo gli spumanti britannici. Qualche giorno dopo, tuttavia mentre le polemiche sul nome infuriavano sulla stampa si è mostrata molto più positiva sul British Fizz.

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Festa delle Donne del Vino al Casato Prime Donne

Sabato 4 marzo Donatella Cinelli Colombini apre le porte della sua cantina di Montalcino per due visite multisensoriali guidate da lei alle 16 e alle 17

Fesa.Delle-Donne-del-vino.Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

Fesa.Delle-Donne-del-vino.Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

Due degustazioni itineranti alla ricerca della multisensorialità in equilibrio perfetto nella cantina Casato Prime Donne un luogo dove la passione per il vino e la cultura locale di Donatella hanno dato vita a un percorso con caratteri originali e di grande suggestione. Le botti ed i tonneau sono infatti intercalati da dipinti storici e nella nuova sala da vinificazione un video esprime lo spirito del popolo montalcinese.

Il 4 marzo in occasione della Festa delle Donne del Vino che si celebra in tutta Italia con oltre 70 eventi, Donatella Cinelli Colombini Presidente delle Donne del Vino, guiderà personalmente, nella sua cantina di Montalcino,  due degustazioni itineranti (gratuite). Il percorso prevede l’assaggio di 4 vini in abbinamento con 4 formaggi e

Fesa.Delle-Donne-del-vino-Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

Fesa.Delle-Donne-del-vino-Casato-Prime-Donne-Montalcino-4-marzo

con l’ascolto di 4 brani musicali scelti dal sommelier musicista Igor Vazzaz.
Ogni dettaglio è stato studiato da grandi esperti di vino, musica e formaggio per proporre un evento unico capace di donare l’emozione irripetibile di un’armonia multisensoriale.
Ecco i vini e le musiche
• Chianti Superiore DOCG 2014 Claudio Monteverdi, Ouverture da L’Orfeo (1607).
• Rosso di Montalcino 2015 Thelonious Monk, Cootie Williams, ‘Round Midnight (1944)
Brunello di Montalcino DOCG 2012 Zoltàn Kodàly nella Sonata for solo cello opus 8, Adagio con grand’espressione (1915)
• Passito di uva Traminer 2015 Frank Zappa con Mother People (1968)

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