Vigne e vini

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Le Prime Donne al NY Wine Experience: un sogno si avvera

Il Brunello di Donatella Cinelli Colombini va al NY Wine Experience, la degustazione dei 250 vini top scelti dal Wine Spectator per prestigio e qualità

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Ha 18 anni, la giovane impresa di Donatella Cinelli Colombini (è nata nel 1998) è maggiorenne e ha ricevuto l’invito più atteso, quello che per una cantina equivale al ballo delle debuttanti all’Operà di Vienna. L’invito a partecipare al Wine Experience, la degustazione organizzata a New York dalla prestigiosa rivista statunitense Wine Spectator. Una selezione dei migliori 278 vini del mondo scelti per prestigio e qualità. Una degustazione così esclusiva da attrarre wine lovers da Paesi lontani perché sono certi di trovarvi il meglio del meglio e anche molte novità. Il biglietto di ingresso costa 2.495$ ed è a numero chiuso, gli ingressi vengono acquistati on line

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fino al full booking. Per il Brunello di Donatella Cinelli Colombini c’è stato un regalo ulteriore: il suo è uno dei 4 Brunello scelti per il seminario. Davanti a 1.000 persone lei racconterà la storia di un casolare diroccato che diventa la prima cantina italiana con uno staff interamente femminile e del vigneto Ardita, un piccolo appezzamento di circa due ettari, dove nasce un’uva straordinaria con una straordinaria continuità qualitativa nelle diverse annate. Un luogo magico per la coltivazione del Sangiovese.

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Il Drago e le 8 Colombe 2013

La storia del Supertuscan di Donatella Cinelli Colombini dedicato a un uomo – il drago – nella cantina delle donne colombe

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Il vino “Drago e le 8 colombe” ha un nome strano che ha una storia curiosa. E’ prodotto nelle cantine di Donatella Cinelli Colombini che hanno un organico di sole donne, simboleggiate dalle 8 colombe dell’etichetta: Donatella, sua figlia Violante che con Debora si occupa di commercializzare il vino, Alessia che dirige l’accoglienza, la cantiniera Barbara con le sue aiutanti Antonella e Margherita, ultima ma più importante l’enologa Valerie Lavigne. Un team formidabile al cui fianco ci sono i vignaioli maschi e femmine ma anche il marito di Donatella Carlo Gardini che in cantina ha creato la linea dei vini dolci. E’ lui il drago nell’etichetta che simboleggia la presenza maschile in una cantina femminile ma non femminista

Il Drago e le 8 colombe è un “supertuscan” cioè un vino toscano senza DOC. In origine, questa tipologia comprendeva vini da

8-colombe-Donatella-Cineli-Colombini.Fattoria-del-Colle

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tavola di stile moderno e di alta qualità. Nacque negli anni 70 del Novecento come reazione alle regole delle denominazioni di origine e dell’impossibilità di sperimentare. Quasi una rivolta contro la tradizione fortemente sostenuta dalla stampa e dai consumatori americani. Successivamente i vini Supertuscan divennero IGT Toscana e, in certi casi (come Sassicaia), delle DOC. Il Drago e le 8 colombe è un vino IGT Supertuscan prodotto alla Fattoria del Colle.

Nebbiolo Dave Fletcher

I migliori nebbiolo fuori dal Piemonte

Solo pochi centinaia d’ettari in giro per il mondo ma il Nebbiolo cresce anche in Australia, California, Cile e Sud Africa

Nebbiolo Dave Fletcher

Nebbiolo Dave Fletcher

Di Donatella Cinelli Colombini

Che dite lo assaggiamo? E’ vino da uve nebbiolo ma non si chiama Barolo o Barbaresco anche se in certi casi proviene dai cloni di Angelo Gaja. So che i puristi considerano il nebbiolo australiano una specie di sacrilegio, ma, che si voglia o no, questa varietà è arrivata nel continente australe intorno al 1980 e si sta diffondendo nelle zone più fresche e argillose.
Tanto vale dunque capire i suoi caratteri e soprattutto il suo potenziale qualitativo fuori dal Piemonte. Per il resto la battaglia sembra persa in partenza perché il nebbiolo piemontese ha una storia fatta di migliaia di vignaioli che, nel corso dei secoli, hanno cercato di interpretare la vocazione dei terreni e delle viti per ottenere la migliore qualità. Sperare di superarli

Ravensworth-Hilltops-Nebbiolo-Canberra-Australia

Ravensworth-Hilltops-Nebbiolo-Canberra-Australia

è pura follia.
Va sottolineato che la maggior parte dei vini di Nebbiolo esteri sono nati intorno al 2000 e denotano un grande rispetto per le varietà italiane. Molti produttori hanno fatto soggiorni di studio in Italia e si stanno riconvertendo all’agricoltura biologica.

Resta la curiosità e per questo elenco i 12 migliori nebbiolo non piemontese scelti da Darren Smith per Drinks Business. L’articolo a cui faccio riferimento è molto interessante e vi consiglio di leggerlo. Qui c’è solo qualche appunto
• SC Pannell Nebbiolo, Adelaide Hills, Australia – Il titolare dell’azienda è un enologo con un lungo curriculum ed ha fatto un’esperienza nel Barolo ( Aldo Vajra) e in Borgogna
• Giornata Nebbiolo, Paso Robles, California Giornata è il nome di un progetto che impiega uve italiane di nebbiolo, sangiovese, aglianico e barbera che Stephanie Terrizzi produce ispirandosi a Elisabetta Foradori

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Brunello vendemmia al via

Poca uva ma perfetta. Da noi il primo semestre 2016 è stato il più piovoso da un secolo: niente stress idrico alle viti ma pochi grappoli

Vendemmia-Montalcino-Casato-Prime-Donne

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Di Donatella Cinelli Colombini

Contando 60 giorni dall’invaiatura possiamo prevedere la vendemmia del Casato Prime Donne a Montalcino  e alla Fattoria del Colle nella Doc Orcia fra il 20 settembre e i primi di ottobre. La qualità del vino si forma fra agosto e settembre ora servono giornate assolate, notti fresche e soprattutto nessuna grossa perturbazione perché il 2016, in molti vigneti italiani, verrà ricordato come quello della grandine. Soprattutto di luglio ci sono stati temporali catastrofici.

COSA E’ CAMBIATO NEGLI ULTIMI VENT’ANNI

Cenerentola-Doc-Orcia-Fattoria-del-colle-Leslie-Brienza

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Cioè le diversità da prima del global warming? La cosa più eclatante riguarda il grado alcolico: prima era un problema arrivare sopra il 12 % oggi è un problema stare sotto il 14%. Ricordate la famosa questione dello zuccheraggio e dei controlli nelle cantine per impedire l’aggiunta del saccarosio a mosti troppo bassi di gradazione? Negli anni ’80 era la voce principale delle sofisticazioni. Adesso invece i vignaioli studiamo tutti i sistemi per impedire una maturazione “tecnologica” troppo veloce e troppo intensa dell’uva.

Sassicaia, Ornellaia, Tignanello

Sassicaia, Ornellaia, Tignanello al top per Vivino

Quali sono i vini che interessano di più i wine lovers internazionali? Sono rossi e vengono dalla Toscana e dal veronese, lo dice Vivino

Sassicaia, Ornellaia, Tignanello

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Di Donatella Cinelli Colombini

Vivino ha comunità di wine lovers pù grande del mondo: 17 milioni di utenti internazionali e in Italia ha un successo crescente (grazie a WineNews per questa segnalazione). Basta fotografare l’etichetta del vino con il telefonino per ottenere da Vivino il prezzo indicativo e l’opinione degli altri consumatori. Ovviamente il numero di ricerche non corrisponde alla presenza nel mercato di quella specifica etichetta e neanche alla sua qualità o al suo successo ma è comunque un riferimento di quello che interessa agli appassionati più giovani e più virtual. Insomma rivela il loro immaginario e i loro desideri.
Per quanto riguarda i vini italiani l’esame delle 25 etichette più cercate riguarda solo due aree: la Toscana e la provincia di Verona. La Toscana con 16 vini e la

Niccolò-Incisa-Tenuta-san-Guido-Sassicaia

Niccolò-Incisa-Tenuta-san-Guido-Sassicaia

Valpolicella con 7 insieme al Primitivo di Manduria Sessantanni delle cantine San Marzano e il Montepulciano d’Abruzzo Dal Tralcetto di Ciccio Zaccagnini .
Antinori fa il pieno con 5 referenze: Tignanello, Villa Antinori, Santa Cristina, Il Bruciato, e Marchese Antinori. Il marchese fiorentino riconferma la forza del suo brand in tutti i suoi prodotti, dalle bottiglie super premium a quelle più diffuse e meno care.

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Cenerentola Orcia Doc 2013 alla conquista del mondo

Cenerentola un vino che porta il nome di una fiaba e contiene due antichi vitigni toscani ma vuole conquistare i signori del vino del mondo

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2013 anno fortunato per i vini della Fattoria del Colle di cui Cenerentola è il fiore all’occhiello. Un vino importante perché profondo e complesso, quindi destinato a durare nel tempo evolvendosi verso eleganze straordinarie.

<<In questa annata abbiamo visto la maturazione procedere lentamente con gli zuccheri e gli acidi che si evolvevano di pari passo con i polifenoli della buccia dell’uva. Ma a differenza di quanto avveniva nel passato la vendemmia a cavallo delle piogge autunnali ha mandato in cantina uva sanissima>>ha detto Donatella Cinelli Colombini.
Il vino Cenerentola prende il nome dalla famosa novella dove una giovane con due sorelle più grani e invitate al ballo del principe, sfida la sorte e in modo avventuroso va anche lei alla festa e conquista il principe azzurro. Anche la DOC Orcia a cui il

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vino Cenerentola appartiene, è nata per ultima (il 14 febbraio 2000) fra le storiche denominazioni del Brunello e del Nobile di Montepulciano. Giovane e con due sorellastre ma anche con l’ambizione di arrivare sulla tavola del principe e farlo innamorare.
Da questa somiglianza deriva il nome del vino.
Cenerentola è prodotto con due vitigni autoctoni: il Sangiovese (65%) uva protagonista dei grandi rossi toscani e Foglia tonda (35%) varietà antica della zona senese abbandonata da circa un secolo. Nel 2001 Donatella Cinelli Colombini decise di puntare su questo vitigno e negli anni è riuscita a ridurre il numero dei suoi grappoli che era all’origine dei suoi problemi cento anni fa.

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Cenerentola DOC al Festival del Cinema di Venezia

C’è anche il vino alla 73a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia: The Duel of Wine e Cenerentola DOC Orcia

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Di Donatella Cinelli Colombini

6 settembre, nello spazio della Regione Veneto, all’interno del Festival viene presentato il libro Lo specchio dipinto: Ettore Scola e dintorni a cura di Paola Dei. L’opera del regista e sceneggiatore morto nel gennaio scorso viene ripercorsa attraverso suggestioni, aneddoti, interviste e revisioni critiche della sua filmografia.
Proprio l’autrice del saggio, Paola Dei, ha voluto le bottiglie del mio Cenerentola Doc Orcia per regalarle alle figlie del regista in occasione della presentazione del libro. Qualche giorno prima quindi sono state spedite al Lido per essere presenti

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Cenerentola 2012 Orcia Doc

all’evento che segnava anche i 10 anni di attività del il Centro Studi di Psicologia dell’Arte e Psicoterapie Espressive di Siena. Io purtroppo non ho potuto presenziare ma c’era invece Gianpiero Brunetta, grande storico della cinematografia mondiale, Gianni Ippoliti, noto volto televisivo, presentatore, ballerino e attore in alcuni film di Scola e Franco Mariotti. Alla fine Paola Dei ha commentato << è stato davvero splendido avere le vostre bottiglie>> che erano insieme a meravigliose grappe Nannoni.

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Simone Cristicchi a Montalcino

Giullare moderno appassionato, ironico, poetico Simone Cristicchi nella terra del Brunello per ricevere il premio “Città di Montalcino”

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Simone-Cristicchi-canta-sorseggiando-Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini

Il premio “Città di Montalcino è giunto alla XVII e si affianca a una parte didattica che, quest’anno, è stata dedicata alla storia agraria degli ultimi due decenni. E’ organizzato dal “Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino” nato per opera di 5 studiosi della civiltà rurale: Massimo Montanari, Alfio Cortonesi, Danilo Gasparini, Gabriella Piccinni e Giuliano Pinto.
Momento conclusivo con la consegna del premio a Gian Maria Varanini storico fra i maggiori esperti di tardo medioevo in Italia settentrionale e specificamente di storia agraria del Veneto. Il Consorzio del Brunello ha premiato con un significativo

Simone-Cristicchi-riceve-il-premio-del-Consorzio-da-Adriano-Rubegni

Simone-Cristicchi-riceve-il-premio-del-Consorzio-da-Adriano-Rubegni

numero di bottiglie anche Simone Cristicchi l’artista che ha dato dignità e fama ai canti dei minatori del Monte Amiata.
SIMONE CRISTICCHI
Romano, classe 1977, Simone Cristicchi inizia disegnando fumetti all’ombra di Jacovitti ma il suo amore per la canzone lo porta a emergere a soli 21 anni fra i cantautori con un messaggio forte e la forza per farlo arrivare alla gente. Talento sorprendete e geniale, spazia fra passato e presente della canzone d’autore, indaga nei sentimenti e nella vita della gente comune, propone la follia come liberazione dai ricatti della vita moderna … poi, nel 2008, incontra il coro dei Minatori di Santa Fiora e nasce “Canti di vino, amore ed Anarchia”.

Vigne più straordinarie del mondo Lerkekåsa Gvarv Norvegia

Le 10 vigne più straordinarie del mondo

Ci sono vigneti estremi per latitudine, pendenza, animali usati per la coltivazione. Sono le vigne più straordinarie quelle che nessuno si aspetta

Vigne più straordinarie del mondo Lerkekåsa Gvarv Norvegia

Vigne-più-straordinarie-del-mondo-Lerkekåsa-Gvarv-Norvegia

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

E’ una classifica inedita, direi intrigante: le vigne più straordinarie del mondo, quelle estreme che sfidano la cultura locale, il clima e la legge di gravità. Le note che troverete sotto sono tratte da The Drink Business, che vi invito a leggere. Ad esse io ho aggiunto qualche possibile alternativa e molti commenti.
N° 1 Lerkekåsa Gvarv Norvegia uno dei regali del global warming  come i vini

Vinge-più-meravigliose-del-mondo-Cinque-Terre

Vinge-più-meravigliose-del-mondo-Cinque-Terre

spumanti d’Inghilterra. E’ stata piantata nel 2008 con il vitigno tedesco Solaris su un suolo ricco di minerali (59°40′N; 09°19′E). Accoglie i visitatori in piccole botti con camere e patio. C’è da chiedersi come vengano difese le viti durante l’inverno!
N° 2 DOC Cinque Terre Liguria denominazione istituita nel 1973 sulle pendici scoscese che scendono fino ai villaggi dei pescatori Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al Mare, Tramonti di Biassa e Tramonti di Campiglia nella provincia di La Spezia. Il territorio è di straordinaria bellezza iscritto nel patrimonio dell’umanità Unesco dal 1997. Solo 150 ettari arrampicati sulle colline e coltivati soprattutto con le varietà Albarola e Vermentino.

Cantine-turistiche-Banfi-Montalcino-ristorante

Non solo cantine: quello che non è vino

Il turismo del vino può ricevere accelerazione oppure può dare accelerazione alle altre attività delle cantine: ristorazione, ricettività, wellness

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Non solo cantine-Banfi-Montalcino-ristorante

Di Donatella Cinelli Colombini
Il punto fermo è il vino, senza un territorio di grande vocazione viticola e delle bottiglie straordinarie non esiste l’enoturismo e quindi neanche le cantine turistiche. Ma il vino non basta. Sappiamo da anni che il turista del vino è attratto da un paniere di elementi fra cui la qualità del territorio, elemento sempre più influenzato dalla salvaguardia ambientale, la cultura, l’enogastronomia tipica e il vino. Da un’indagine Coldiretti/lxè risulta che il 30% degli italiani valuta il successo della vacanza in base alla possibilità di mangiare bene.

Non-solo-cantine-wellness-le-Tre-vaselle-Lungarorri-Torgiano

Non-solo-cantine-wellness-le-Tre-vaselle-Lungarorri-Torgiano

I viaggiatori foodies o gastronauti, come li chiama Davide Paolini, sono una bella fetta di turisti del vino perché sentono la stessa passione per la cultura e le scoperte enogastronomiche.
Dunque il vino è determinante ma deve allearsi a altri elementi di offerta per generare flussi turistici. Per mantenerli deve inoltre rinnovarsi perché, come tutti i turisti, anche il turista del vino è un amante infedele e si disamora se la sua passione non viene riaccesa da qualcosa di nuovo ma anche se stravolgimenti profondi offendono i suoi sentimenti. Quindi le cantine devono arricchirsi di nuove proposte ma non tradire la loro identità.
Va considerato che gli interessi dei consumatori cambiano: ieri la calamita era il lusso, poi è diventata la scelta estrema del produttore

Museo-contadino-Tenuta-Bonzara

Museo-contadino-Tenuta-Bonzara

“senza compromessi” oggetto di culto, oggi l’orientamento è sulla naturalezza e il paesaggio. E’ cambiato anche il confronto con le altre cantine. Ormai la competizione è globale e virtuale. Le distanze vengono valutate in ore e non più in km per cui sono avvantaggiate le wine destination che risultano meglio collegate dai voli low cost, dai trasporti a terra e riescono a comunicarlo via internet. La scelta del wine lovers non è più dunque fra due cantine delle Langhe ma fra una cantina della Franciacorta e una della Borgogna perché lui ha digitato le parole “winery with Michelin stars restaurant”.

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Cacio e vino Orcia una coppia perfetta

Pienza città del Rinascimento e del pecorino, la Doc Orcia, vino più bello del mondo, per la fiera del cacio festeggiano un abbinamento perfetto

Fiera del Cacio Pienza 31 agosto – 6 settembre

Cacio-e-vino-Orcia-a-Pienza

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Di Donatella Cinelli Colombini Cenerentola DOC Orcia

Gli abbinamenti formaggio – vino seguono logiche di affinità e contrasto e offrono alcune delle esperienze golose più raffinate e piacevoli agli amanti della buona tavola. Nel caso del cacio cioè il pecorino toscano, che a Pienza ha la sua capitale, il compagno perfetto è il vino Orcia e durante la Fiera, in programma nella città di Papa Pio II, dal 31 agosto al 6 settembre, lo dimostreremo.
Prima di tutto Pienza, la perla del Rinascimento, incorniciata da una dolce campagna di armonia centenaria, è uno dei luoghi più romantici al mondo. Non solo per la “via del bacio”, la “via dell’amore” e per i tanti scorci panorami che sembrano suggerire selfie di abbracci, non solo per la dimensione intima ma colta che nel Duomo arriva la culmine ( avete visto come l’apside sta sprofondando?), non solo per i tanti negozi eleganti …. Pienza è

cacio-e-vino-Orcia-Cenerentola

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una poesia in muratura, un sogno iniziato nel 1462 e capace di dare emozioni ancora oggi. Tuttavia … è pervasa da un inconfondibile odore di cacio, un effluvio che in estate prende toni di eccessiva intensità ma che avvolge i visitatori come a dire <<ciao siamo la città del formaggio pecorino>> cioè cacio. Un termine che deriva dal latino caseus mentre la parola formaggio è di ascendenza longobarda e quindi medioevale. Pienza è l’antichissimo mercato del formaggio di pecora del sud della Toscana. Tradizionalmente avveniva per San Matteo, la prima settimana di settembre e nel 1974 è divenuta la “Fiera del Cacio”. Un appuntamento che si è arricchito con cortei storici, stand gastronomici e il gioco del “cacio al fuso”.
Ma riportiamo il profumatissimo formaggio li dove deve stare: sulla tavola. Il cacio è fresco, abbucciato, secco, stagionato nelle foglie di noce, negli ziri, nella vinaccia … ha dunque intensità e sapore diverso per cui può abbinarsi a vini, soprattutto rossi, di intensità e persistenza diverse. Per questo i vini Orcia, che provengono da Pienza e da altri 12 comuni intorno sono i perfetti compagni del cacio.

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L’enoturista: non chiede solo vino

Come cambia l’offerta turistica nelle cantine lontane dalle wine destination e come recuperare il “costo turista” – Parte 2

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Di Donatella Cinelli Colombini

Nelle zone dove le cantine attrezzate per l’accoglienza sono rare e isolate ma soprattutto manca una denominazione celebre, le cantine hanno cercato di creare un microcosmo dove il visitatore trova quasi tutto: da mangiare, da dormire, da comprare e ovviamente da assaggiare. Una simile strategia è in diretta correlazione al “costo turista” cioè all’investimento necessario per portare il visitatore sul posto, cifra inversamente proporzionale alla capacità attrattiva del territorio come wine destination. Per spiegare questo concetto userò le mie due aziende: il “costo turista del vino” è basso a Montalcino dove il Brunello è una calamita formidabile e ci sono milioni di visitatori, mentre è alto alla Fattoria del Colle nella giovane e poco

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conosciuta Doc Orcia. Qui c’è bisogno di un ampio numero di servizi e prodotti per attrarre il visitatore ma anche per recuperare l’investimento di comunicazione e marketing necessario a portarcelo.
Il caso più emblematico, è rappresentato dalle Cantine Lungarotti con il Museo del Vino, l’albergo Le tre Vaselle, il wine bar, la vinoterapia … Con un lavoro assiduo durato cinquant’anni, i Lungarotti sono riusciti a dare visibilità al paese di Torgiano e maggiori prospettive commerciali al loro vino sviluppando un’offerta turistica articolata e di altissimo, direi anzi inarrivabile, livello culturale. Ovviamente il buon risultato finale ha richiesto la presenza di vini prestigiosi e di un enorme lavoro di marketing e comunicazione.

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell'erbicida

Glyphosate: uccide solo l’erba?

L’Unione Europea non trova l’accordo sulla proibizione di questo diserbante che molti ritengono cancerogeno e quindi proroga il suo uso

 

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell'erbicida

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell’erbicida

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il Ministro Martina ne ha limitato l’uso ma questo basta?

Il glyphosate o glifosato come lo chiamiamo in Italia, Monsanto è uno dei prodotti chimici per l’agricoltura più usati nel mondo, campi di cereali, frutteti e vigneti sono pieni di questo diserbante. In Francia è il pesticida più usato. Ma non è sicuro che sia innocuo per la salute, anzi! <<L’Organizzazione mondiale della Salute lo considera un probabile cancerogeno. L’agenzia europea Efsa ha invece definito “improbabile” il rischio cancro>>. Nel dubbio l’Europarlamento ha autorizzato il suo uso per altri 7 anni con 374 voti a favore, 225 contrari e 104 astensioni. Nella commissione sono contrari quattro

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Paesi: Italia, Francia, Svezia e Olanda… speriamo che basti a limitare, visto che vietare sembra impossibile, l’uso di questo prodotto così dannoso per il paesaggio e forse anche per l’uomo. Si perché il rischio cancro non è il solo problema innescato dai pesticidi, altri sono le mutazioni del DNA e i disturbi alla riproduzione. Su questi piccoli inconvenienti i dati epidemiologici sono top secret.
Speriamo bene!
<<Abbiamo comunque ottenuto la richiesta che il discusso erbicida non sia più impiegato in prossimità di parchi pubblici e scuole>> ha spiegato Michele Rivasi, vicepresidente del gruppo politico dei Verdi all’Assemblea di Strasburgo. Poco ma sempre meglio di niente.

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

Gli eventi per turisti in cantina 3° parte

Quanto conta la comunicazione nel caso di eventi per turisti in cantina e quali sono le iniziative a pagamento destinati ai wine lovers 

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino e Trequanda in Toscana

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

L’INIZIATIVA NON COMUNICATA E’ INESISTENTE

Fotografie, video, comunicati stampa azioni di PR, article marketing … l’azione di comunicazione deve essere forte e mirata ma soprattutto deve continuare nel tempo perché non tutte le opportunità di visibilità arrivano immediatamente dopo gli eventi per turisti in cantina. A volte il follow up deve continuare per mesi.
La comunicazione deve usare l’evento come argomento di attualità che riaccende l’interesse ma poi concentrarsi sulla cantina, il produttore, i vini e soprattutto sull’offerta turistica che l’iniziativa mette in evidenza. Non deve raccontare

Alessandro Maurilli uffici stampa

Alessandro Maurilli uffici stampa

solo l’appuntamento, dunque, ma usarlo come riflettore per illuminare quello che ci sta dietro.
In genere la comunicazione più efficace è mista: l’azione dell’ufficio stampa tradizionale con comunicati e inviti spediti ai giornalisti, il recall e l’inoltro di foto, notizie più dettagliate. Accanto l’azione on line che sfrutta i contatti costruiti in precedenza cioè le offerte del sito, il blog con la news letter ad esso collegata e soprattutto i social c on un’azione virale che comprende la scelta di un hashtag a piccoli investimenti che accrescono la visibilità dei post.
Molto spesso il feedback degli eventi dedicati al vino influenza anche l’incoming dei visitatori. Il caso più clamoroso è quello della splendida cantina Antinori nel Chianti

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Classico in cui i Master of Wine fecero la cena di gala in occasione del loro symposium in Toscana nel 2014. Le foto di questa splendida serata hanno fatto il giro del mondo accrescendo la fama e la forza attrattiva di questa cantina capolavoro.

EVENTI IN CANTINA PER TURISTI IN SENSO STRETTO
Si tratta di piccole iniziative dirette proprio ai turisti del vino: appuntamenti a data fissa oppure creati e lanciati via internet. Si tratta generalmente di iniziative a pagamento che, nella stragrande maggioranza dei casi riguardano degustazioni verticali dei propri vini o assaggi di grandi vini altrui.

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Eventi in cantina per i turisti 2° parte

Seconda parte delle “istruzioni pratiche” da usare per organizzare eventi in cantina capaci di qualificare e accrescere i visitatori

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

INSIEME E’ MEGLIO
Quando le risorse sono poche meglio unire le forze come hanno fatto le cantine della Franciacorta sostenendo la passerella dorata sul lago d’Iseo dell’artista visionario Christo. Un successo di pubblico senza precedenti ma anche un business da 3 milioni di Euro al giorno che ha valorizzato in modo enorme la zona e i suoi prodotti con le bollicine di Franciacorta in posizione privilegiata.
Quindi partecipare alle iniziative collettive è sempre positivo, specialmente quando tali eventi hanno un carattere diffuso e si svolgono nelle cantine secondo un programma condiviso come avviene per la giornata “Cantine aperte“. Anche in

Eventi in cantina, Marsala, Cantine aperte

Eventi in cantina, Marsala, Cantine aperte

Franciacorta è successo lo stesso, le grandi aziende hanno organizzato cene con chef stellati, serate con personaggi della cultura e l’inaugurazione della passerella di Christo ha coinciso con il festival della denominazione.
Qualche volta i produttori di vino reagiscono da individualisti cercando di accaparrarsi giornalisti e parlando male dei vicini. Non c’è tattica più sbagliata, è invece la squadra che vince e questo avviene quando tutti esprimono al meglio la loro diversità in un clima di lealtà reciproca.

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