Vigne e vini

Simone-Cristicchi-canta-sorseggiando-Brunello

Simone Cristicchi a Montalcino

Giullare moderno appassionato, ironico, poetico Simone Cristicchi nella terra del Brunello per ricevere il premio “Città di Montalcino”

Simone-Cristicchi-canta-sorseggiando-Brunello

Simone-Cristicchi-canta-sorseggiando-Brunello

Di Donatella Cinelli Colombini

Il premio “Città di Montalcino è giunto alla XVII e si affianca a una parte didattica che, quest’anno, è stata dedicata alla storia agraria degli ultimi due decenni. E’ organizzato dal “Centro di studi per la storia delle campagne e del lavoro contadino” nato per opera di 5 studiosi della civiltà rurale: Massimo Montanari, Alfio Cortonesi, Danilo Gasparini, Gabriella Piccinni e Giuliano Pinto.
Momento conclusivo con la consegna del premio a Gian Maria Varanini storico fra i maggiori esperti di tardo medioevo in Italia settentrionale e specificamente di storia agraria del Veneto. Il Consorzio del Brunello ha premiato con un significativo

Simone-Cristicchi-riceve-il-premio-del-Consorzio-da-Adriano-Rubegni

Simone-Cristicchi-riceve-il-premio-del-Consorzio-da-Adriano-Rubegni

numero di bottiglie anche Simone Cristicchi l’artista che ha dato dignità e fama ai canti dei minatori del Monte Amiata.
SIMONE CRISTICCHI
Romano, classe 1977, Simone Cristicchi inizia disegnando fumetti all’ombra di Jacovitti ma il suo amore per la canzone lo porta a emergere a soli 21 anni fra i cantautori con un messaggio forte e la forza per farlo arrivare alla gente. Talento sorprendete e geniale, spazia fra passato e presente della canzone d’autore, indaga nei sentimenti e nella vita della gente comune, propone la follia come liberazione dai ricatti della vita moderna … poi, nel 2008, incontra il coro dei Minatori di Santa Fiora e nasce “Canti di vino, amore ed Anarchia”.

Vigne più straordinarie del mondo Lerkekåsa Gvarv Norvegia

Le 10 vigne più straordinarie del mondo

Ci sono vigneti estremi per latitudine, pendenza, animali usati per la coltivazione. Sono le vigne più straordinarie quelle che nessuno si aspetta

Vigne più straordinarie del mondo Lerkekåsa Gvarv Norvegia

Vigne-più-straordinarie-del-mondo-Lerkekåsa-Gvarv-Norvegia

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

E’ una classifica inedita, direi intrigante: le vigne più straordinarie del mondo, quelle estreme che sfidano la cultura locale, il clima e la legge di gravità. Le note che troverete sotto sono tratte da The Drink Business, che vi invito a leggere. Ad esse io ho aggiunto qualche possibile alternativa e molti commenti.
N° 1 Lerkekåsa Gvarv Norvegia uno dei regali del global warming  come i vini

Vinge-più-meravigliose-del-mondo-Cinque-Terre

Vinge-più-meravigliose-del-mondo-Cinque-Terre

spumanti d’Inghilterra. E’ stata piantata nel 2008 con il vitigno tedesco Solaris su un suolo ricco di minerali (59°40′N; 09°19′E). Accoglie i visitatori in piccole botti con camere e patio. C’è da chiedersi come vengano difese le viti durante l’inverno!
N° 2 DOC Cinque Terre Liguria denominazione istituita nel 1973 sulle pendici scoscese che scendono fino ai villaggi dei pescatori Riomaggiore, Vernazza, Monterosso al Mare, Tramonti di Biassa e Tramonti di Campiglia nella provincia di La Spezia. Il territorio è di straordinaria bellezza iscritto nel patrimonio dell’umanità Unesco dal 1997. Solo 150 ettari arrampicati sulle colline e coltivati soprattutto con le varietà Albarola e Vermentino.

Cantine-turistiche-Banfi-Montalcino-ristorante

Non solo cantine: quello che non è vino

Il turismo del vino può ricevere accelerazione oppure può dare accelerazione alle altre attività delle cantine: ristorazione, ricettività, wellness

Cantine-turistiche-Banfi-Montalcino-ristorante

Non solo cantine-Banfi-Montalcino-ristorante

Di Donatella Cinelli Colombini
Il punto fermo è il vino, senza un territorio di grande vocazione viticola e delle bottiglie straordinarie non esiste l’enoturismo e quindi neanche le cantine turistiche. Ma il vino non basta. Sappiamo da anni che il turista del vino è attratto da un paniere di elementi fra cui la qualità del territorio, elemento sempre più influenzato dalla salvaguardia ambientale, la cultura, l’enogastronomia tipica e il vino. Da un’indagine Coldiretti/lxè risulta che il 30% degli italiani valuta il successo della vacanza in base alla possibilità di mangiare bene.

Non-solo-cantine-wellness-le-Tre-vaselle-Lungarorri-Torgiano

Non-solo-cantine-wellness-le-Tre-vaselle-Lungarorri-Torgiano

I viaggiatori foodies o gastronauti, come li chiama Davide Paolini, sono una bella fetta di turisti del vino perché sentono la stessa passione per la cultura e le scoperte enogastronomiche.
Dunque il vino è determinante ma deve allearsi a altri elementi di offerta per generare flussi turistici. Per mantenerli deve inoltre rinnovarsi perché, come tutti i turisti, anche il turista del vino è un amante infedele e si disamora se la sua passione non viene riaccesa da qualcosa di nuovo ma anche se stravolgimenti profondi offendono i suoi sentimenti. Quindi le cantine devono arricchirsi di nuove proposte ma non tradire la loro identità.
Va considerato che gli interessi dei consumatori cambiano: ieri la calamita era il lusso, poi è diventata la scelta estrema del produttore

Museo-contadino-Tenuta-Bonzara

Museo-contadino-Tenuta-Bonzara

“senza compromessi” oggetto di culto, oggi l’orientamento è sulla naturalezza e il paesaggio. E’ cambiato anche il confronto con le altre cantine. Ormai la competizione è globale e virtuale. Le distanze vengono valutate in ore e non più in km per cui sono avvantaggiate le wine destination che risultano meglio collegate dai voli low cost, dai trasporti a terra e riescono a comunicarlo via internet. La scelta del wine lovers non è più dunque fra due cantine delle Langhe ma fra una cantina della Franciacorta e una della Borgogna perché lui ha digitato le parole “winery with Michelin stars restaurant”.

Cacio-e-vino-Orcia-a-Pienza

Cacio e vino Orcia una coppia perfetta

Pienza città del Rinascimento e del pecorino, la Doc Orcia, vino più bello del mondo, per la fiera del cacio festeggiano un abbinamento perfetto

Fiera del Cacio Pienza 31 agosto – 6 settembre

Cacio-e-vino-Orcia-a-Pienza

Cacio-e-vino-Orcia-a-Pienza

Di Donatella Cinelli Colombini Cenerentola DOC Orcia

Gli abbinamenti formaggio – vino seguono logiche di affinità e contrasto e offrono alcune delle esperienze golose più raffinate e piacevoli agli amanti della buona tavola. Nel caso del cacio cioè il pecorino toscano, che a Pienza ha la sua capitale, il compagno perfetto è il vino Orcia e durante la Fiera, in programma nella città di Papa Pio II, dal 31 agosto al 6 settembre, lo dimostreremo.
Prima di tutto Pienza, la perla del Rinascimento, incorniciata da una dolce campagna di armonia centenaria, è uno dei luoghi più romantici al mondo. Non solo per la “via del bacio”, la “via dell’amore” e per i tanti scorci panorami che sembrano suggerire selfie di abbracci, non solo per la dimensione intima ma colta che nel Duomo arriva la culmine ( avete visto come l’apside sta sprofondando?), non solo per i tanti negozi eleganti …. Pienza è

cacio-e-vino-Orcia-Cenerentola

cacio-e-vino-Orcia-Cenerentola

una poesia in muratura, un sogno iniziato nel 1462 e capace di dare emozioni ancora oggi. Tuttavia … è pervasa da un inconfondibile odore di cacio, un effluvio che in estate prende toni di eccessiva intensità ma che avvolge i visitatori come a dire <<ciao siamo la città del formaggio pecorino>> cioè cacio. Un termine che deriva dal latino caseus mentre la parola formaggio è di ascendenza longobarda e quindi medioevale. Pienza è l’antichissimo mercato del formaggio di pecora del sud della Toscana. Tradizionalmente avveniva per San Matteo, la prima settimana di settembre e nel 1974 è divenuta la “Fiera del Cacio”. Un appuntamento che si è arricchito con cortei storici, stand gastronomici e il gioco del “cacio al fuso”.
Ma riportiamo il profumatissimo formaggio li dove deve stare: sulla tavola. Il cacio è fresco, abbucciato, secco, stagionato nelle foglie di noce, negli ziri, nella vinaccia … ha dunque intensità e sapore diverso per cui può abbinarsi a vini, soprattutto rossi, di intensità e persistenza diverse. Per questo i vini Orcia, che provengono da Pienza e da altri 12 comuni intorno sono i perfetti compagni del cacio.

Ceretto-Cubo-sala-degustazione-Bricco-Rocche

L’enoturista: non chiede solo vino

Come cambia l’offerta turistica nelle cantine lontane dalle wine destination e come recuperare il “costo turista” – Parte 2

Ceretto-Cubo-sala-degustazione-Bricco-Rocche

Ceretto-Cubo-sala-degustazione-Bricco-Rocche

Di Donatella Cinelli Colombini

Nelle zone dove le cantine attrezzate per l’accoglienza sono rare e isolate ma soprattutto manca una denominazione celebre, le cantine hanno cercato di creare un microcosmo dove il visitatore trova quasi tutto: da mangiare, da dormire, da comprare e ovviamente da assaggiare. Una simile strategia è in diretta correlazione al “costo turista” cioè all’investimento necessario per portare il visitatore sul posto, cifra inversamente proporzionale alla capacità attrattiva del territorio come wine destination. Per spiegare questo concetto userò le mie due aziende: il “costo turista del vino” è basso a Montalcino dove il Brunello è una calamita formidabile e ci sono milioni di visitatori, mentre è alto alla Fattoria del Colle nella giovane e poco

Ceretto-sala-da-degustazone

Ceretto-sala-da-degustazone-l’enoturista-non-chiede-solo-vino

conosciuta Doc Orcia. Qui c’è bisogno di un ampio numero di servizi e prodotti per attrarre il visitatore ma anche per recuperare l’investimento di comunicazione e marketing necessario a portarcelo.
Il caso più emblematico, è rappresentato dalle Cantine Lungarotti con il Museo del Vino, l’albergo Le tre Vaselle, il wine bar, la vinoterapia … Con un lavoro assiduo durato cinquant’anni, i Lungarotti sono riusciti a dare visibilità al paese di Torgiano e maggiori prospettive commerciali al loro vino sviluppando un’offerta turistica articolata e di altissimo, direi anzi inarrivabile, livello culturale. Ovviamente il buon risultato finale ha richiesto la presenza di vini prestigiosi e di un enorme lavoro di marketing e comunicazione.

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell'erbicida

Glyphosate: uccide solo l’erba?

L’Unione Europea non trova l’accordo sulla proibizione di questo diserbante che molti ritengono cancerogeno e quindi proroga il suo uso

 

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell'erbicida

Glifosato- Glyphosate la battaglia dell’erbicida

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Il Ministro Martina ne ha limitato l’uso ma questo basta?

Il glyphosate o glifosato come lo chiamiamo in Italia, Monsanto è uno dei prodotti chimici per l’agricoltura più usati nel mondo, campi di cereali, frutteti e vigneti sono pieni di questo diserbante. In Francia è il pesticida più usato. Ma non è sicuro che sia innocuo per la salute, anzi! <<L’Organizzazione mondiale della Salute lo considera un probabile cancerogeno. L’agenzia europea Efsa ha invece definito “improbabile” il rischio cancro>>. Nel dubbio l’Europarlamento ha autorizzato il suo uso per altri 7 anni con 374 voti a favore, 225 contrari e 104 astensioni. Nella commissione sono contrari quattro

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Glifosato gli erbicidi nei vigneti

Paesi: Italia, Francia, Svezia e Olanda… speriamo che basti a limitare, visto che vietare sembra impossibile, l’uso di questo prodotto così dannoso per il paesaggio e forse anche per l’uomo. Si perché il rischio cancro non è il solo problema innescato dai pesticidi, altri sono le mutazioni del DNA e i disturbi alla riproduzione. Su questi piccoli inconvenienti i dati epidemiologici sono top secret.
Speriamo bene!
<<Abbiamo comunque ottenuto la richiesta che il discusso erbicida non sia più impiegato in prossimità di parchi pubblici e scuole>> ha spiegato Michele Rivasi, vicepresidente del gruppo politico dei Verdi all’Assemblea di Strasburgo. Poco ma sempre meglio di niente.

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

Gli eventi per turisti in cantina 3° parte

Quanto conta la comunicazione nel caso di eventi per turisti in cantina e quali sono le iniziative a pagamento destinati ai wine lovers 

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino e Trequanda in Toscana

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

MarteComunicazione Marzia-Morganti ufficio stampa

L’INIZIATIVA NON COMUNICATA E’ INESISTENTE

Fotografie, video, comunicati stampa azioni di PR, article marketing … l’azione di comunicazione deve essere forte e mirata ma soprattutto deve continuare nel tempo perché non tutte le opportunità di visibilità arrivano immediatamente dopo gli eventi per turisti in cantina. A volte il follow up deve continuare per mesi.
La comunicazione deve usare l’evento come argomento di attualità che riaccende l’interesse ma poi concentrarsi sulla cantina, il produttore, i vini e soprattutto sull’offerta turistica che l’iniziativa mette in evidenza. Non deve raccontare

Alessandro Maurilli uffici stampa

Alessandro Maurilli uffici stampa

solo l’appuntamento, dunque, ma usarlo come riflettore per illuminare quello che ci sta dietro.
In genere la comunicazione più efficace è mista: l’azione dell’ufficio stampa tradizionale con comunicati e inviti spediti ai giornalisti, il recall e l’inoltro di foto, notizie più dettagliate. Accanto l’azione on line che sfrutta i contatti costruiti in precedenza cioè le offerte del sito, il blog con la news letter ad esso collegata e soprattutto i social c on un’azione virale che comprende la scelta di un hashtag a piccoli investimenti che accrescono la visibilità dei post.
Molto spesso il feedback degli eventi dedicati al vino influenza anche l’incoming dei visitatori. Il caso più clamoroso è quello della splendida cantina Antinori nel Chianti

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Fiammetta Mussio Pr e ufficio stampa

Classico in cui i Master of Wine fecero la cena di gala in occasione del loro symposium in Toscana nel 2014. Le foto di questa splendida serata hanno fatto il giro del mondo accrescendo la fama e la forza attrattiva di questa cantina capolavoro.

EVENTI IN CANTINA PER TURISTI IN SENSO STRETTO
Si tratta di piccole iniziative dirette proprio ai turisti del vino: appuntamenti a data fissa oppure creati e lanciati via internet. Si tratta generalmente di iniziative a pagamento che, nella stragrande maggioranza dei casi riguardano degustazioni verticali dei propri vini o assaggi di grandi vini altrui.

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Eventi in cantina per i turisti 2° parte

Seconda parte delle “istruzioni pratiche” da usare per organizzare eventi in cantina capaci di qualificare e accrescere i visitatori

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Eventi in cantina, Festival Franciacorta

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello

INSIEME E’ MEGLIO
Quando le risorse sono poche meglio unire le forze come hanno fatto le cantine della Franciacorta sostenendo la passerella dorata sul lago d’Iseo dell’artista visionario Christo. Un successo di pubblico senza precedenti ma anche un business da 3 milioni di Euro al giorno che ha valorizzato in modo enorme la zona e i suoi prodotti con le bollicine di Franciacorta in posizione privilegiata.
Quindi partecipare alle iniziative collettive è sempre positivo, specialmente quando tali eventi hanno un carattere diffuso e si svolgono nelle cantine secondo un programma condiviso come avviene per la giornata “Cantine aperte“. Anche in

Eventi in cantina, Marsala, Cantine aperte

Eventi in cantina, Marsala, Cantine aperte

Franciacorta è successo lo stesso, le grandi aziende hanno organizzato cene con chef stellati, serate con personaggi della cultura e l’inaugurazione della passerella di Christo ha coinciso con il festival della denominazione.
Qualche volta i produttori di vino reagiscono da individualisti cercando di accaparrarsi giornalisti e parlando male dei vicini. Non c’è tattica più sbagliata, è invece la squadra che vince e questo avviene quando tutti esprimono al meglio la loro diversità in un clima di lealtà reciproca.

Eventi in cantina Cantine Florio - ClassVenues

Gli eventi in cantina per i turisti

Come usare gli eventi per aumentare il numero e la qualità dei visitatori della cantina – Prima parte:  perchè bisogna evitare ciò che è fuori contesto

Eventi in cantina Cantine Florio - ClassVenues

Eventi in cantina Cantine Florio – ClassVenues

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

In Italia siamo in un periodo strapieno di eventi legati al vino, ogni consorzio, comune e grande cantina organizza festival o appuntamenti dove bottiglie d’autore accompagnano musica, letteratura, cinema, cucina, mostre d’arte, convegni … con una corsa al gigantismo e alla presenza di personaggi televisivi che sembra inarrestabile. Una proliferazione così fitta che finisce per avere un effetto cannibale dove ogni iniziativa oscura l’altra ed è sempre più difficile essere percepiti con un profilo definito e soprattutto ottenere un’utilità superiore al costo. Nella sovrabbondanza tanti progetti si ripetono, i personaggi finiscono per essere gli stessi e l’interesse diminuisce.

Eventi in cantina

Eventi in cantina

In questo quadro così competitivo, gli eventi in cantina per i turisti sono da studiare con cura per non risultare inutili. Per le aziende piccole e medio piccole, con budget limitati, diventa importantissimo avere le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere e sugli strumenti da usare.
Per questo cercherò di dare delle linee guida, quasi delle regole, nella speranza che siano utili a chi vuol usare un evento per accrescere il numero o innalzare il target dei visitatori nella propria azienda
EVITARE CIO’ CHE E’ FUORI CONTESTO
L’indicazione di evitare ogni iniziativa scollegata al vino o ai valori su cui si appoggia la cantina vale soprattutto per le sponsorizzazioni di iniziative come festival del cinema, premiazioni …. Non credete a chi vi dice che suscitano contatti, in realtà servono solo a ridurre i costi agli organizzatori.

Le origini del vino. La Toscana sempre in prima fila. 1° Parte

Dagli Etruschi a Wine Spectator, la Toscana insegna a fare il vino e detta le regole della qualità

di Sara Mazzeschi

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

La storia del vino si intreccia con quella della civiltà umana fin dagli albori, non a caso Sapere e Sapore, Cultura e Coltura, Vita e Vite hanno la stessa radice etimologica. Alcune leggende, spesso legate al Cristianesimo, vogliono l’uva come frutto proibito al posto dell’anonima mela ed un passo della Genesi racconta di come Noè, passato il Diluvio Universale, avesse piantato una vite e bevuto il succo fino ad ubriacarsi. Bibbia a parte, in Toscana e più precisamente vicino ad Arezzo, sono stati ritrovati fossili di Vitis Vinefera di oltre 2 milioni di anni fa.

A testimonianza che il vino di eccellenza proviene sempre dalle stesse zone, a Montepulciano esiste un documento del 789 dC che sancisce il lascito di una vigna alla Chiesa e a Tenuta Capezzana, nella zona del Carmignano, è conservato un contratto di affitto della fattoria, con vigneti ed ulivi, datato 804 dC.

Donne-del-vino-Puglia-una-squadra-vincente

Puglia in festa per Donne e Turismo del vino super

Puglia, cioè festa, cioè nuovo turismo, Puglia laboratorio di esperienze per Donne del vino e Movimento turismo del vino: SummerWine e Calici di Stelle

Donne-del-vino-Puglia-una-squadra-vincente

Donne-del-vino-Puglia-una-squadra-vincente

Di Donatella Cinelli Colombini

#SummerWine2016 a Margherita di Savoia, #Calicidistelle2016 a Lucera due eventi spettacolosi …. e poi .. chi si lagna perché i francesi sono riusciti a riconquistare i giovani al consumo del vino e gli italiani no, dovrebbe venire a imparare in Puglia. Qui c’è il nuovo, il coraggio di provare qualcosa di diverso, di giovane, di allegro, di trendy ma sempre con il vino di qualità.
Trovo le Donne del vino nel lido Copacabana (è il giorno inaugurale delle

Movimento-turismo-vino-Puglia-CalicidiStelle2016-Lucera-Donatella-Cinelli-Colombini-Vittoria-Cisonno

Movimento-turismo-vino-Puglia-CalicidiStelle2016-Lucera-Donatella-Cinelli-Colombini-Vittoria-Cisonno

Olimpiadi di Rio e siamo nel posto giusto) a Margherita di Savoia, la città con le seconde saline più grandi del mondo. Il lido è grande, costruito con un design di tendenza, c’è una discoteca e un american bar dove alcuni dei migliori barman pugliesi prepreranno cocktail con il vino. Le Donne del vino hanno le loro bottiglie a coppie, su piccoli tavoli, serviti dai sommelier. Loro sono bellissime, sorridenti, colorate e consapevoli di aprire un nuovo futuro per il vino. Trascinate da una delegata regionale trentenne e piena di vita –Marianna Cardone– lo squadrone pugliese è un’autentica forza che deve molto a Sabrina Soloperto ex delegata e attuale consigliera nazionale.

Drops of Good

Drops of God il manga giapponese sul vino fa il bis

E’ il racconto sul vino più diffuso nel mondo, il fumetto Drops of God e ora fa il bis con una storia intitolata Mariage sull’abbinamento perfetto cibo vino

Drops of Good

Drops of God

Di Donatella Cinelli Colombini

Drops of God” è un fenomeno editoriale senza precedenti nel mondo, nessun libro sul vino ha mai venduto 500.000 copie come uno dei volumetti del manga. Una storia a fumetti che dura dal 2004 e racconta di Shizuku Kanzaki un giovane e bellissimo assaggiatore che cerca di identificare 13 vini per ottenere l’eredità del padre. Un’impresa quasi impossibile che lo vede in competizione con il fratellastro Toomine Issei davanti a bottiglie di tutto il mondo.
Traduzioni anche in francese e inglese per un racconto che pare interminabile ma avvince in modo impressionante per cui moltiplica le vendite dei vini citati. In Corea lo usano come un libro di testo per acculturarsi sul vino e lo considerano una fonte assolutamente affidabile. Michele Bernetti di

Tadashi Agi

Tadashi Agi

Umani Ronchi mi ha detto che la citazione del suo Verdicchio nel manga giapponese gli ha aperto le porte del mercato giapponese.
Per questo Yuko e Shin Kibayashi fratello e sorella, che hanno ideato il manga “Drops of God” e si firmano con lo pseudonimo Tadashi Agi, sono le persone che hanno maggiormente contribuito alla diffusione dei grandi vini nel Paese del sol levante.

Vigne-di-Brunello-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Nelle vigne di Brunello con tante speranze

Nelle vigne c’è un’uva splendida anche se scarsetta, l’inizio della vendemmia è prevista verso il 25 settembre con una sola grande incognita: la grandine

Vigne-di-Brunello-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Vigne-di-Brunello-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Un tempo che oscilla fra giornate caldissime, sopra i 35°C e temporali di violenza impressionate ha creato le condizioni per le grandinateun’autentica minaccia per le vigne di Brunello. Un fenomeno che sembra non avere confini:  dal Canada (Manitoba e Saskatchewan) arrivano immagini di palle di ghiaccio grandi come quelle da baseball, ma le foto delle grandinate in Italia sono altrettanto spaventose. A Benevento del 25 luglio, i chicchi hanno sfondato gli infissi e sono entrati nelle case mentre fuori formavano cumuli di mezzo metro. Il 19 luglio

Nelle vigne di Brunello 31 luglio 2016

Nelle-vigne-di-Brunello-31-luglio-2016

è toccato a Pisa che ha visto imbiancare Piazza dei Miracoli, il 13 luglio ad Arezzo, il 23 luglio nell’astigiano e il 26 nel Monferrato …. un bollettino meteorologico che sembra quello di guerra e terrorizza tutti. E’ l’effetto di un clima impazzito dove tutto è estremo, il caldo con temperature record, la pioggia tipo cascata, le trombe d’aria simili ai tornado e ovviamente la grandine.
Dopo aver fatto i debiti scongiuri torniamo nelle vigne di Brunello del Casato Prime Donne, per descrivere una situazione che sembra preludere a una delle migliori vendemmie.

Brunello di Montalcino: storie, ettari e tanti tanti euro

Una stella rossa tra premi Nobel, scandali e miliardari. Il Brunello di Montalcino è molto più di un vino, è l’anima di una terra con una specialissima forza di gravità

di Sara Mazzeschi

I love brunello di Montalcino

I love brunello di Montalcino

Forza di gravità. Il Brunello ne ha una tutta sua ma cos’è che attrae così tanto le persone? E’ da anni sulla cresta dell’onda, chiunque beva vino, dunque non necessariamente un appassionato, lo conosce e ne ha letto su riviste, siti web e anche su qualche muro ma nonostante ciò l’interesse non cala, al contrario.  Il fatto è che il Brunello non è solo un grande vino, è l’essenza stessa di Montalcino, entrambi legati da sempre al territorio e chi lo vive creano  –penso- una speciale attenzione per il prodotto finale, per la gente e per l’origine di tutto.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Per capire quali cookie ed in che modo vengono utilizzati, consulta la nostra pagina della Privacy. Accetta i cookie cliccando sul pulsante 'Accetta'. In qualsiasi momento dalla pagina relativa potrai rivedere e cambiare il tuo consenso. MAGGIORI INFORMAZIONI

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi