Vigne e vini

Eventi in cantina Cantine Florio - ClassVenues

Gli eventi in cantina per i turisti

Come usare gli eventi per aumentare il numero e la qualità dei visitatori della cantina – Prima parte:  perchè bisogna evitare ciò che è fuori contesto

Eventi in cantina Cantine Florio - ClassVenues

Eventi in cantina Cantine Florio – ClassVenues

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

In Italia siamo in un periodo strapieno di eventi legati al vino, ogni consorzio, comune e grande cantina organizza festival o appuntamenti dove bottiglie d’autore accompagnano musica, letteratura, cinema, cucina, mostre d’arte, convegni … con una corsa al gigantismo e alla presenza di personaggi televisivi che sembra inarrestabile. Una proliferazione così fitta che finisce per avere un effetto cannibale dove ogni iniziativa oscura l’altra ed è sempre più difficile essere percepiti con un profilo definito e soprattutto ottenere un’utilità superiore al costo. Nella sovrabbondanza tanti progetti si ripetono, i personaggi finiscono per essere gli stessi e l’interesse diminuisce.

Eventi in cantina

Eventi in cantina

In questo quadro così competitivo, gli eventi in cantina per i turisti sono da studiare con cura per non risultare inutili. Per le aziende piccole e medio piccole, con budget limitati, diventa importantissimo avere le idee chiare sugli obiettivi da raggiungere e sugli strumenti da usare.
Per questo cercherò di dare delle linee guida, quasi delle regole, nella speranza che siano utili a chi vuol usare un evento per accrescere il numero o innalzare il target dei visitatori nella propria azienda
EVITARE CIO’ CHE E’ FUORI CONTESTO
L’indicazione di evitare ogni iniziativa scollegata al vino o ai valori su cui si appoggia la cantina vale soprattutto per le sponsorizzazioni di iniziative come festival del cinema, premiazioni …. Non credete a chi vi dice che suscitano contatti, in realtà servono solo a ridurre i costi agli organizzatori.

Le origini del vino. La Toscana sempre in prima fila. 1° Parte

Dagli Etruschi a Wine Spectator, la Toscana insegna a fare il vino e detta le regole della qualità

di Sara Mazzeschi

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

Andrea Pisano Noè e le origini del vino

La storia del vino si intreccia con quella della civiltà umana fin dagli albori, non a caso Sapere e Sapore, Cultura e Coltura, Vita e Vite hanno la stessa radice etimologica. Alcune leggende, spesso legate al Cristianesimo, vogliono l’uva come frutto proibito al posto dell’anonima mela ed un passo della Genesi racconta di come Noè, passato il Diluvio Universale, avesse piantato una vite e bevuto il succo fino ad ubriacarsi. Bibbia a parte, in Toscana e più precisamente vicino ad Arezzo, sono stati ritrovati fossili di Vitis Vinefera di oltre 2 milioni di anni fa.

A testimonianza che il vino di eccellenza proviene sempre dalle stesse zone, a Montepulciano esiste un documento del 789 dC che sancisce il lascito di una vigna alla Chiesa e a Tenuta Capezzana, nella zona del Carmignano, è conservato un contratto di affitto della fattoria, con vigneti ed ulivi, datato 804 dC.

Donne-del-vino-Puglia-una-squadra-vincente

Puglia in festa per Donne e Turismo del vino super

Puglia, cioè festa, cioè nuovo turismo, Puglia laboratorio di esperienze per Donne del vino e Movimento turismo del vino: SummerWine e Calici di Stelle

Donne-del-vino-Puglia-una-squadra-vincente

Donne-del-vino-Puglia-una-squadra-vincente

Di Donatella Cinelli Colombini

#SummerWine2016 a Margherita di Savoia, #Calicidistelle2016 a Lucera due eventi spettacolosi …. e poi .. chi si lagna perché i francesi sono riusciti a riconquistare i giovani al consumo del vino e gli italiani no, dovrebbe venire a imparare in Puglia. Qui c’è il nuovo, il coraggio di provare qualcosa di diverso, di giovane, di allegro, di trendy ma sempre con il vino di qualità.
Trovo le Donne del vino nel lido Copacabana (è il giorno inaugurale delle

Movimento-turismo-vino-Puglia-CalicidiStelle2016-Lucera-Donatella-Cinelli-Colombini-Vittoria-Cisonno

Movimento-turismo-vino-Puglia-CalicidiStelle2016-Lucera-Donatella-Cinelli-Colombini-Vittoria-Cisonno

Olimpiadi di Rio e siamo nel posto giusto) a Margherita di Savoia, la città con le seconde saline più grandi del mondo. Il lido è grande, costruito con un design di tendenza, c’è una discoteca e un american bar dove alcuni dei migliori barman pugliesi prepreranno cocktail con il vino. Le Donne del vino hanno le loro bottiglie a coppie, su piccoli tavoli, serviti dai sommelier. Loro sono bellissime, sorridenti, colorate e consapevoli di aprire un nuovo futuro per il vino. Trascinate da una delegata regionale trentenne e piena di vita –Marianna Cardone– lo squadrone pugliese è un’autentica forza che deve molto a Sabrina Soloperto ex delegata e attuale consigliera nazionale.

Drops of Good

Drops of God il manga giapponese sul vino fa il bis

E’ il racconto sul vino più diffuso nel mondo, il fumetto Drops of God e ora fa il bis con una storia intitolata Mariage sull’abbinamento perfetto cibo vino

Drops of Good

Drops of God

Di Donatella Cinelli Colombini

Drops of God” è un fenomeno editoriale senza precedenti nel mondo, nessun libro sul vino ha mai venduto 500.000 copie come uno dei volumetti del manga. Una storia a fumetti che dura dal 2004 e racconta di Shizuku Kanzaki un giovane e bellissimo assaggiatore che cerca di identificare 13 vini per ottenere l’eredità del padre. Un’impresa quasi impossibile che lo vede in competizione con il fratellastro Toomine Issei davanti a bottiglie di tutto il mondo.
Traduzioni anche in francese e inglese per un racconto che pare interminabile ma avvince in modo impressionante per cui moltiplica le vendite dei vini citati. In Corea lo usano come un libro di testo per acculturarsi sul vino e lo considerano una fonte assolutamente affidabile. Michele Bernetti di

Tadashi Agi

Tadashi Agi

Umani Ronchi mi ha detto che la citazione del suo Verdicchio nel manga giapponese gli ha aperto le porte del mercato giapponese.
Per questo Yuko e Shin Kibayashi fratello e sorella, che hanno ideato il manga “Drops of God” e si firmano con lo pseudonimo Tadashi Agi, sono le persone che hanno maggiormente contribuito alla diffusione dei grandi vini nel Paese del sol levante.

Vigne-di-Brunello-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Nelle vigne di Brunello con tante speranze

Nelle vigne c’è un’uva splendida anche se scarsetta, l’inizio della vendemmia è prevista verso il 25 settembre con una sola grande incognita: la grandine

Vigne-di-Brunello-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Vigne-di-Brunello-Montalcino-Casato-Prime-Donne

Di Donatella Cinelli Colombini

Un tempo che oscilla fra giornate caldissime, sopra i 35°C e temporali di violenza impressionate ha creato le condizioni per le grandinateun’autentica minaccia per le vigne di Brunello. Un fenomeno che sembra non avere confini:  dal Canada (Manitoba e Saskatchewan) arrivano immagini di palle di ghiaccio grandi come quelle da baseball, ma le foto delle grandinate in Italia sono altrettanto spaventose. A Benevento del 25 luglio, i chicchi hanno sfondato gli infissi e sono entrati nelle case mentre fuori formavano cumuli di mezzo metro. Il 19 luglio

Nelle vigne di Brunello 31 luglio 2016

Nelle-vigne-di-Brunello-31-luglio-2016

è toccato a Pisa che ha visto imbiancare Piazza dei Miracoli, il 13 luglio ad Arezzo, il 23 luglio nell’astigiano e il 26 nel Monferrato …. un bollettino meteorologico che sembra quello di guerra e terrorizza tutti. E’ l’effetto di un clima impazzito dove tutto è estremo, il caldo con temperature record, la pioggia tipo cascata, le trombe d’aria simili ai tornado e ovviamente la grandine.
Dopo aver fatto i debiti scongiuri torniamo nelle vigne di Brunello del Casato Prime Donne, per descrivere una situazione che sembra preludere a una delle migliori vendemmie.

Brunello di Montalcino: storie, ettari e tanti tanti euro

Una stella rossa tra premi Nobel, scandali e miliardari. Il Brunello di Montalcino è molto più di un vino, è l’anima di una terra con una specialissima forza di gravità

di Sara Mazzeschi

I love brunello di Montalcino

I love brunello di Montalcino

Forza di gravità. Il Brunello ne ha una tutta sua ma cos’è che attrae così tanto le persone? E’ da anni sulla cresta dell’onda, chiunque beva vino, dunque non necessariamente un appassionato, lo conosce e ne ha letto su riviste, siti web e anche su qualche muro ma nonostante ciò l’interesse non cala, al contrario.  Il fatto è che il Brunello non è solo un grande vino, è l’essenza stessa di Montalcino, entrambi legati da sempre al territorio e chi lo vive creano  –penso- una speciale attenzione per il prodotto finale, per la gente e per l’origine di tutto.

Vino rosato

Rosato, il vino dei giovani

Rosato il vino fresco e spensierato dei giovani che in Italia non sfonda e invece in Francia va fortissimo 

Vino rosato

Vino rosato

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

L’Italia in Rosa 2016 a Moniga del Garda ha messo a segno un successo senza precedenti con 130 produttori e oltre mille visitatori ma soprattutto ha aperto una finestra su una tipologia di cui si parla molto e si conosce poco: il rosato. Federico Latteri ha scritto un dettagliato resoconto su Cronache di Gusto dal quale ho attinto con aggiunte e commenti di altra fonte.
Il consumo di rosati nel mondo è di 22,7- 24 milioni di ettolitri cioè circa il 9% del totale. La moda del rosato cresce, non c’è alcun dubbio, persino lo Champagne rosè va forte. Solo in Italia i consumi sono in calo. Gli aumenti più consistenti sono in Regno Unito, Svezia, Canada e Hong Kong e in Francia dove, fra il 2002 e il 2004 ha segnato un +43%.
Il Paese che consuma una maggior quota di vini rosati sul totale dei vini fermi è il Brasile (25%) seguito dalla Francia e sorprendentemente dalla Cina con il 18%.

vino rosato

vino rosato

Il successo del rosato va messo in diretta correlazione con una nuovo stile di vita in cui sono diventati frequenti i pasti veloci, freddi, multietnici, da accompagnare a vini poco complicati come appunto sono i rosati. E’ insomma un vino friendly, la cui immediatezza e piacevolezza sono forse alla base dell’apprezzamento dei giovani.
In effetti il grafico presentato da OIV mostra come, in tutto il mondo, i consumatori di rosato siano i giovani sotto i 25 anni. Con il crescere dell’età questa predilezione cala visibilmente come se il rosato si associasse a uno stile di consumo spensierato e festaiolo tipico dei teenager.

Denis-Dubourdieu

Denis Dubourdieu ci ha lasciato

Oggi è un giorno triste per il vino, è morto uno degli enologi più geniali del mondo Denis Dubourdieu il mago del Sauternes 

Denis-Dubourdieu

Denis-Dubourdieu

Di Donatella Cinelli Colombini

Aprite il sito dell’istituto di Scienze della Vigna e del Vino di Bordeaux, la mitica facoltà di enologia fondata da Jean Ribéreau-Gayon, dove hanno insegnato Émile Peynaud e Yves Glorie, i mostri sacri che hanno creato la scienza del vino. Nella home page troverete questa frase « At the heart of the world’s most prestigious wine producing region, the Institute of Vine and Wine Sciences of the University of Bordeaux is a multidisciplinary centre of research, higher learning and development for tomorrow’s wine industry challenges ». Pr Denis Dubourdieu
E’ una descrizione breve del centro di ricerca sul vino più importante del mondo, dove Dubourdieu era il personaggio di spicco. L’uomo del Sauternes, l’aristocratico bello, elegante che pretendeva attenzione assoluta durante le lezioni e perfezione assoluta nei vini. L’ho incontrato la prima volta proprio nelle aule della facoltà di enologia, dove frequentavo un corso intorno al 1999 e ricordo ancora la lavata di capo che fece a noi italiani per non aver condiviso alcune sue valutazioni di degustazione. L’ho visto l’ultima volta nella mia azienda poco prima dell’ultima vendemmia quando era e già sofferente. Non aveva più i suoi bei capelli ondulati ma manteneva un carattere deciso e ebbe un ruvido scambio di idee con i tecnici di Rauscedo sulla scelta delle barbatelle per il nuovo vigneto. Lui era convinto che gran parte del mal dell’esca delle viti arrivasse dai vivai.

Arvid Rosengren miglior Sommelier del mondo ASI

Cosa influenza il prezzo del vino al ristorante?

Il prezzo del vino al ristorante dipende soprattutto dal suo stile e colpisce soprattutto i vini più semplici. Una bottiglia pagata 5€ può arrivare a 118

Arvid Rosengren miglior Sommelier del mondo ASI

Arvid Rosengren miglior Sommelier del mondo ASI – Prezzo del vino al ristorante

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

267 Sommelier ASI International Sommelier Association hanno partecipato a un sondaggio nel 2014 sul prezzo del vino al ristorante pubblicata su “Wine Economics” nell’aprile 2016 da parte di Florine Livat e Hervé Remaud del KEDGE Business School & Bordeaux Wine Economics.
E’ evidente che il vino è una componente importante del business dei ristoranti e che la presenza di un Sommelier nella sala favorisce la presenza di wine list più curate e una maggior attenzione dei clienti sulle bottiglie. Da notare come l’abbinamento cibo-vino incentivi le ordinazioni mentre la proposta delle bottiglie in base a categorie di altro tipo le deprima.

Marco Reitano Sommelier Hilton Roma

Marco Reitano Sommelier Hilton Roma

Gli elementi che determinano il ricarico del vino nel ristorante sono tantissimi: dalla politica delle cantine, alle mode, alla presenza di un monopolio pubblico…. In genere il ricarico è più basso sui vini molto cari, ma la possibilità di aumentare considerevolmente il prezzo è un elemento decisivo nella scelta dei vini da comprare perché le performance dei vini sono decisive ai fini del buon andamento economico del locale.
Il primo dato risultante della risposte dei Sommelier è che, un vino del valore di 5€ arriva in tavola a 15€ in un ristorante semplice ma può essere ricaricato del 237% quando è servito in un locale elegante.

Il prezzo del vino dopo il successo

Cosa succede al prezzo del vino che ottiene 100 centesimi di Robert Parker o conquista la vetta del Top 100 del Wine Spectator? Si moltiplica velocemente

Screaming Eagle Cabernet Sauvignon

Screaming Eagle Cabernet Sauvignon

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Un intrigante articolo di Sam Behrend pubblicato in Wine Searcher esamina cosa avviene al prezzo di un vino dopo un punteggio di 100/100 da parte di Robert Parker o la conquista del primo posto nella classifica dei Top 100 del Wine Spectator oppure nella Whisky Bible di Jim Murray. I risultati sono impressionanti e vanno oltre il vino premiato e addirittura vanno oltre eventuali successive cadute di qualità. Insomma hanno un effetto ampio e duraturo che funziona anche quando la tipologia premiata non è assolutamente di moda, insomma sono in grado di invertire la rotta del mercato in qualunque situazione.
Altro che terroir, storia, esclusività ….. leggete di seguito come i prezzi abbiano una dinamica completamente diversa dal costo di produzione ma si leghino al mito del premio ricevuto.
Gli esempi e i numeri parlano da soli.

Dow's Port Vintage 2011

Dow’s Port Vintage 2011

Nel 2015 la classifica più importante per il Whisky, cioè la Bibbia di Murray mise sul trono un distillato giapponese, il Suntory’s Yamazaki Sherry Cask Single Malt Whisky. Costernazione in Scozia dove gli alambicchi sono riprodotti persino sulle banconote e titoli cubitali dei quotidiani britannici che considerarono il fatto come una tragedia nazionale. Intanto i prezzi del Whisky con gli occhi a mandorla lievitavano.

Priscilla-Occhipinti-Donne-del-Vino-alla-distilleria-Nannoni

Priscilla Occhipinti e la sua festa d’estate al femminile

La festa d’estate 2016 di Priscilla Occhipinti nella Distilleria Nannoni è stata dedicata alle Donne del Vino e alla presidente Donatella Cinelli Colombini

Priscilla-Occhipinti-Donne-del-Vino-alla-distilleria-Nannoni

Priscilla-Occhipinti-Donne-del-Vino-alla-distilleria-Nannoni

500 persone e un bel gruppo di Donne del Vino provenienti da tutta Italia che hanno tagliato un’enorme torta di due metri quadrati: Thessie Gennazzani, Manuela Fiscetto, Cinzia Tosetti, Paola Rastelli, Lucia Peranio, Loretta Zammarchi, Luciana Cancelli, Fosca Tortorelli, Prisca Mencacci, Stefania Pepe, Elena Erman, Marta Da Ponte, Marzia Morganti, Alessandra Fedi, Angela Dragone, Daniela Prisco, Camilla Guiggi, Valentina Niccolai.
Il premio per Donatella Cinelli Colombini era una bottiglia da 5 litri di grappa di Brunello Riserva “Oro dei Carati –spirito eccelso per eccelsi spiriti” vincitrice dei 5 grappoli Bibenda, due Double Gold CWSA, medaglia d’oro World Spirit Award. L’etichetta creata appositamente conteneva una dedica meravigliosa << Grande

Distillerie-Nannoni-Festa-d-estate-dedicata-alle donne-del-vino

Distillerie-Nannoni-Festa-d-estate-dedicata-alle donne-del-vino

Donna che con spirito libero e creativo porta entusiasmo, gioia e innovazione nell’ambito di ogni sua iniziativa, ben oltre il mondo del vino. Questa gente di Maremma, temprata agli affanni, mai vinta dalla fatica, ne piegata dall’ostilità della natura …. Gente che ha curato con amore e lungimiranza la sua “amara terra” trasformandola da inospitale nel più accogliente giardino; gente di cui, con gratitudine, orgoglio, rispetto, vogliamo essere gli eredi morali … Priscilla>>
Altro premio ancora più spiritoso la caricatura disegnata da Dominga Tammone <<mi racconta meglio di qualunque fotografia>> ha detto Donatella apprezzando l’immagine che la ritrae con in mano un grappolo di Sangiovese e il simbolo delle Donne del vino.

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

Collisioni: il debutto rock della Doc Orcia

Le Langhe nella loro più abbagliante bellezza fanno da cornice a Collisioni: musica, vino, cultura in una girandola di incontri al top

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle

Concerti di Elton John, Mika, Modà, Marco Mengoni, Niccolò Fabi, Negramaro. Oltre centomila persone ogni sera per un’operazione culturale senza eguali in Italia che letteralmente rivoluziona la tranquilla vita di Barolo. Il centro storico chiuso al traffico e i parcheggi iniziano a molti chilometri di distanza e sono allestiti in campi illuminati da cellule fotoelettriche. Da li si arriva in paese con i bus. Anche l’antico borgo è trasformato con i palchi dei talk show nelle piazze e gli stand gastronomici nelle strade. Ma non pensate a uno stile “fiera paesana” qui tutto è al massimo e persino il ristorante sotto i gazebo è gestito dallo chef Massimo  con due stelle Michelin Massimo Camia.

Collissioni

Collissioni

Ma non solo musica! Ci sono poi incontri con personalità della cultura prima fra tutti il Premio Nobel Svetlana Aleksievic e poi una raffica di opportunità capaci di aprire il cuore e la mente. Sul palco Wine&Food arrivano le contaminazioni: gli scrittori Richard Ford e Michel Houllebecq, il regista Aton Egoyan, gli intellettuali Corrado Augias, Beppe Severgnini, i cantanti Francesco Guccini, Emma, Loredana Bertè, Ron, Alessandra Amoroso, Noemi, Francesco Renga, Nek, Ligabue, … e persino politici come il Ministro Maurizio Martina.

Vernaccia di San Gimignano, il bianco di Toscana

Le 16 torri di San Gimignano vegliano sui filari di Vernaccia, il vino bianco che migliora invecchiando e sa di pietra focaia

di Sara Mazzeschi

San_Gimignano e vigne di vernaccia

San_Gimignano e vigne di vernaccia

Ricordo bene la mia prima degustazione orizzontale, a Siena l’Enoteca Italiana aveva riunito nelle esclusive sale sotteranee molti produttori di San Gimignano e per me, appena uscita dal 2°corso AIS, era un’incredibile occasione per conoscere meglio il vino bianco toscano per eccellenza, la Vernaccia Docg.  Che delusione! Al sesto assaggio già i vini mi sembravano tutti uguali ed in più la beffa, quel bianco asciutto dal retrogusto amarognolo e minerale proprio  non “andava giù”! Ho impiegato un po’ di tempo e numerosi bicchieri per apprezzarlo ed oggi, come spesso accade nel mondo del vino, non solo ho cambiato idea ma  ne sono diventata un’appassionata estimatrice, soprattutto della versione Riserva.

puzza di tappo, metodo Amorim per scartare i sugheri difettori

La puzza di tappo ha i giorni contati, finalmente

Il naso elettronico di Amorim e quello da applicare alle imbottigliatrici scarteranno i tappi difettosi metteranno forse la parola fine alla puzza di tappo

puzza di tappo, metodo Amorim per scartare i sugheri difettori

puzza di tappo, metodo Amorim per scartare i sugheri difettori

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

La pestilenziale puzza di tappo deriva dall’uso dei pesticidi e degli erbicidi insomma è un regalino che ci arriva dall’uso della chimica in agricoltura. Infatti la molecola responsabile, il tricloroanisolo TCA è un derivato dal triclorofenolo che è arrivato nella natura a partire dagli anni ‘Sessanta. Bastano due parti per trilione per appestare l’acqua. Per la verità il TCA agisce sui centri nervosi di chi avvicina il naso al bicchiere e inibisce la percezione degli odori creando il noto fastidiosissimo effetto, per questo, più che una puzza è il blocco dell’olfatto, ci che viene percepito. Tuttavia è qualcosa di repellente che le industrie produttrici di tappi cercano di eliminare da anni. Ed ecco che nella nazione produttrice il 45% di sughero mondiale, il

querce da sughero

querce da sughero

Portogallo, e nella fabbrica che produce di più tappi, Amorim, nasce finalmente la soluzione: il naso elettronico NDtech®, che scarta tutti quelli difettosi. Un gascromatografo effettua analisi velocissime che permettono di verificare i tappi senza rallentare il processo produttivo. 10.000.000 Euro in investimenti e finalmente è arrivata la certificazione della Geisenheim University, e di The Australian Wine Research Institute (AWRI).
Ovviamente il problema della puzza di tappo riguardava solo i tappi monopezzo, quelli dei vini di pregio, perché nei tappi tecnici, quelli fatti con trucioli agglomerati, era già risolto da anni. In questo tipo di chiusure meno prestigiose i problemi sono eventualmente legati ai prodotti usati per tenere insieme i granelli di sughero. In base alla mia esperienza, i tappi tecnici DIAM sono nettamente superiori agli altri, anche se, sono piuttosto cari.

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