Vigne e vini

Vino rosato

Rosato, il vino dei giovani

Rosato il vino fresco e spensierato dei giovani che in Italia non sfonda e invece in Francia va fortissimo 

Vino rosato

Vino rosato

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

L’Italia in Rosa 2016 a Moniga del Garda ha messo a segno un successo senza precedenti con 130 produttori e oltre mille visitatori ma soprattutto ha aperto una finestra su una tipologia di cui si parla molto e si conosce poco: il rosato. Federico Latteri ha scritto un dettagliato resoconto su Cronache di Gusto dal quale ho attinto con aggiunte e commenti di altra fonte.
Il consumo di rosati nel mondo è di 22,7- 24 milioni di ettolitri cioè circa il 9% del totale. La moda del rosato cresce, non c’è alcun dubbio, persino lo Champagne rosè va forte. Solo in Italia i consumi sono in calo. Gli aumenti più consistenti sono in Regno Unito, Svezia, Canada e Hong Kong e in Francia dove, fra il 2002 e il 2004 ha segnato un +43%.
Il Paese che consuma una maggior quota di vini rosati sul totale dei vini fermi è il Brasile (25%) seguito dalla Francia e sorprendentemente dalla Cina con il 18%.

vino rosato

vino rosato

Il successo del rosato va messo in diretta correlazione con una nuovo stile di vita in cui sono diventati frequenti i pasti veloci, freddi, multietnici, da accompagnare a vini poco complicati come appunto sono i rosati. E’ insomma un vino friendly, la cui immediatezza e piacevolezza sono forse alla base dell’apprezzamento dei giovani.
In effetti il grafico presentato da OIV mostra come, in tutto il mondo, i consumatori di rosato siano i giovani sotto i 25 anni. Con il crescere dell’età questa predilezione cala visibilmente come se il rosato si associasse a uno stile di consumo spensierato e festaiolo tipico dei teenager.

Denis-Dubourdieu

Denis Dubourdieu ci ha lasciato

Oggi è un giorno triste per il vino, è morto uno degli enologi più geniali del mondo Denis Dubourdieu il mago del Sauternes 

Denis-Dubourdieu

Denis-Dubourdieu

Di Donatella Cinelli Colombini

Aprite il sito dell’istituto di Scienze della Vigna e del Vino di Bordeaux, la mitica facoltà di enologia fondata da Jean Ribéreau-Gayon, dove hanno insegnato Émile Peynaud e Yves Glorie, i mostri sacri che hanno creato la scienza del vino. Nella home page troverete questa frase « At the heart of the world’s most prestigious wine producing region, the Institute of Vine and Wine Sciences of the University of Bordeaux is a multidisciplinary centre of research, higher learning and development for tomorrow’s wine industry challenges ». Pr Denis Dubourdieu
E’ una descrizione breve del centro di ricerca sul vino più importante del mondo, dove Dubourdieu era il personaggio di spicco. L’uomo del Sauternes, l’aristocratico bello, elegante che pretendeva attenzione assoluta durante le lezioni e perfezione assoluta nei vini. L’ho incontrato la prima volta proprio nelle aule della facoltà di enologia, dove frequentavo un corso intorno al 1999 e ricordo ancora la lavata di capo che fece a noi italiani per non aver condiviso alcune sue valutazioni di degustazione. L’ho visto l’ultima volta nella mia azienda poco prima dell’ultima vendemmia quando era e già sofferente. Non aveva più i suoi bei capelli ondulati ma manteneva un carattere deciso e ebbe un ruvido scambio di idee con i tecnici di Rauscedo sulla scelta delle barbatelle per il nuovo vigneto. Lui era convinto che gran parte del mal dell’esca delle viti arrivasse dai vivai.

Arvid Rosengren miglior Sommelier del mondo ASI

Cosa influenza il prezzo del vino al ristorante?

Il prezzo del vino al ristorante dipende soprattutto dal suo stile e colpisce soprattutto i vini più semplici. Una bottiglia pagata 5€ può arrivare a 118

Arvid Rosengren miglior Sommelier del mondo ASI

Arvid Rosengren miglior Sommelier del mondo ASI – Prezzo del vino al ristorante

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

267 Sommelier ASI International Sommelier Association hanno partecipato a un sondaggio nel 2014 sul prezzo del vino al ristorante pubblicata su “Wine Economics” nell’aprile 2016 da parte di Florine Livat e Hervé Remaud del KEDGE Business School & Bordeaux Wine Economics.
E’ evidente che il vino è una componente importante del business dei ristoranti e che la presenza di un Sommelier nella sala favorisce la presenza di wine list più curate e una maggior attenzione dei clienti sulle bottiglie. Da notare come l’abbinamento cibo-vino incentivi le ordinazioni mentre la proposta delle bottiglie in base a categorie di altro tipo le deprima.

Marco Reitano Sommelier Hilton Roma

Marco Reitano Sommelier Hilton Roma

Gli elementi che determinano il ricarico del vino nel ristorante sono tantissimi: dalla politica delle cantine, alle mode, alla presenza di un monopolio pubblico…. In genere il ricarico è più basso sui vini molto cari, ma la possibilità di aumentare considerevolmente il prezzo è un elemento decisivo nella scelta dei vini da comprare perché le performance dei vini sono decisive ai fini del buon andamento economico del locale.
Il primo dato risultante della risposte dei Sommelier è che, un vino del valore di 5€ arriva in tavola a 15€ in un ristorante semplice ma può essere ricaricato del 237% quando è servito in un locale elegante.

Il prezzo del vino dopo il successo

Cosa succede al prezzo del vino che ottiene 100 centesimi di Robert Parker o conquista la vetta del Top 100 del Wine Spectator? Si moltiplica velocemente

Screaming Eagle Cabernet Sauvignon

Screaming Eagle Cabernet Sauvignon

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Un intrigante articolo di Sam Behrend pubblicato in Wine Searcher esamina cosa avviene al prezzo di un vino dopo un punteggio di 100/100 da parte di Robert Parker o la conquista del primo posto nella classifica dei Top 100 del Wine Spectator oppure nella Whisky Bible di Jim Murray. I risultati sono impressionanti e vanno oltre il vino premiato e addirittura vanno oltre eventuali successive cadute di qualità. Insomma hanno un effetto ampio e duraturo che funziona anche quando la tipologia premiata non è assolutamente di moda, insomma sono in grado di invertire la rotta del mercato in qualunque situazione.
Altro che terroir, storia, esclusività ….. leggete di seguito come i prezzi abbiano una dinamica completamente diversa dal costo di produzione ma si leghino al mito del premio ricevuto.
Gli esempi e i numeri parlano da soli.

Dow's Port Vintage 2011

Dow’s Port Vintage 2011

Nel 2015 la classifica più importante per il Whisky, cioè la Bibbia di Murray mise sul trono un distillato giapponese, il Suntory’s Yamazaki Sherry Cask Single Malt Whisky. Costernazione in Scozia dove gli alambicchi sono riprodotti persino sulle banconote e titoli cubitali dei quotidiani britannici che considerarono il fatto come una tragedia nazionale. Intanto i prezzi del Whisky con gli occhi a mandorla lievitavano.

Priscilla-Occhipinti-Donne-del-Vino-alla-distilleria-Nannoni

Priscilla Occhipinti e la sua festa d’estate al femminile

La festa d’estate 2016 di Priscilla Occhipinti nella Distilleria Nannoni è stata dedicata alle Donne del Vino e alla presidente Donatella Cinelli Colombini

Priscilla-Occhipinti-Donne-del-Vino-alla-distilleria-Nannoni

Priscilla-Occhipinti-Donne-del-Vino-alla-distilleria-Nannoni

500 persone e un bel gruppo di Donne del Vino provenienti da tutta Italia che hanno tagliato un’enorme torta di due metri quadrati: Thessie Gennazzani, Manuela Fiscetto, Cinzia Tosetti, Paola Rastelli, Lucia Peranio, Loretta Zammarchi, Luciana Cancelli, Fosca Tortorelli, Prisca Mencacci, Stefania Pepe, Elena Erman, Marta Da Ponte, Marzia Morganti, Alessandra Fedi, Angela Dragone, Daniela Prisco, Camilla Guiggi, Valentina Niccolai.
Il premio per Donatella Cinelli Colombini era una bottiglia da 5 litri di grappa di Brunello Riserva “Oro dei Carati –spirito eccelso per eccelsi spiriti” vincitrice dei 5 grappoli Bibenda, due Double Gold CWSA, medaglia d’oro World Spirit Award. L’etichetta creata appositamente conteneva una dedica meravigliosa << Grande

Distillerie-Nannoni-Festa-d-estate-dedicata-alle donne-del-vino

Distillerie-Nannoni-Festa-d-estate-dedicata-alle donne-del-vino

Donna che con spirito libero e creativo porta entusiasmo, gioia e innovazione nell’ambito di ogni sua iniziativa, ben oltre il mondo del vino. Questa gente di Maremma, temprata agli affanni, mai vinta dalla fatica, ne piegata dall’ostilità della natura …. Gente che ha curato con amore e lungimiranza la sua “amara terra” trasformandola da inospitale nel più accogliente giardino; gente di cui, con gratitudine, orgoglio, rispetto, vogliamo essere gli eredi morali … Priscilla>>
Altro premio ancora più spiritoso la caricatura disegnata da Dominga Tammone <<mi racconta meglio di qualunque fotografia>> ha detto Donatella apprezzando l’immagine che la ritrae con in mano un grappolo di Sangiovese e il simbolo delle Donne del vino.

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

Collisioni: il debutto rock della Doc Orcia

Le Langhe nella loro più abbagliante bellezza fanno da cornice a Collisioni: musica, vino, cultura in una girandola di incontri al top

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

Collisioni-Orcia-doc-DonatellaCinelliColombini-e-Violante

di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del Colle

Concerti di Elton John, Mika, Modà, Marco Mengoni, Niccolò Fabi, Negramaro. Oltre centomila persone ogni sera per un’operazione culturale senza eguali in Italia che letteralmente rivoluziona la tranquilla vita di Barolo. Il centro storico chiuso al traffico e i parcheggi iniziano a molti chilometri di distanza e sono allestiti in campi illuminati da cellule fotoelettriche. Da li si arriva in paese con i bus. Anche l’antico borgo è trasformato con i palchi dei talk show nelle piazze e gli stand gastronomici nelle strade. Ma non pensate a uno stile “fiera paesana” qui tutto è al massimo e persino il ristorante sotto i gazebo è gestito dallo chef Massimo  con due stelle Michelin Massimo Camia.

Collissioni

Collissioni

Ma non solo musica! Ci sono poi incontri con personalità della cultura prima fra tutti il Premio Nobel Svetlana Aleksievic e poi una raffica di opportunità capaci di aprire il cuore e la mente. Sul palco Wine&Food arrivano le contaminazioni: gli scrittori Richard Ford e Michel Houllebecq, il regista Aton Egoyan, gli intellettuali Corrado Augias, Beppe Severgnini, i cantanti Francesco Guccini, Emma, Loredana Bertè, Ron, Alessandra Amoroso, Noemi, Francesco Renga, Nek, Ligabue, … e persino politici come il Ministro Maurizio Martina.

Vernaccia di San Gimignano, il bianco di Toscana

Le 16 torri di San Gimignano vegliano sui filari di Vernaccia, il vino bianco che migliora invecchiando e sa di pietra focaia

di Sara Mazzeschi

San_Gimignano e vigne di vernaccia

San_Gimignano e vigne di vernaccia

Ricordo bene la mia prima degustazione orizzontale, a Siena l’Enoteca Italiana aveva riunito nelle esclusive sale sotteranee molti produttori di San Gimignano e per me, appena uscita dal 2°corso AIS, era un’incredibile occasione per conoscere meglio il vino bianco toscano per eccellenza, la Vernaccia Docg.  Che delusione! Al sesto assaggio già i vini mi sembravano tutti uguali ed in più la beffa, quel bianco asciutto dal retrogusto amarognolo e minerale proprio  non “andava giù”! Ho impiegato un po’ di tempo e numerosi bicchieri per apprezzarlo ed oggi, come spesso accade nel mondo del vino, non solo ho cambiato idea ma  ne sono diventata un’appassionata estimatrice, soprattutto della versione Riserva.

puzza di tappo, metodo Amorim per scartare i sugheri difettori

La puzza di tappo ha i giorni contati, finalmente

Il naso elettronico di Amorim e quello da applicare alle imbottigliatrici scarteranno i tappi difettosi metteranno forse la parola fine alla puzza di tappo

puzza di tappo, metodo Amorim per scartare i sugheri difettori

puzza di tappo, metodo Amorim per scartare i sugheri difettori

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

La pestilenziale puzza di tappo deriva dall’uso dei pesticidi e degli erbicidi insomma è un regalino che ci arriva dall’uso della chimica in agricoltura. Infatti la molecola responsabile, il tricloroanisolo TCA è un derivato dal triclorofenolo che è arrivato nella natura a partire dagli anni ‘Sessanta. Bastano due parti per trilione per appestare l’acqua. Per la verità il TCA agisce sui centri nervosi di chi avvicina il naso al bicchiere e inibisce la percezione degli odori creando il noto fastidiosissimo effetto, per questo, più che una puzza è il blocco dell’olfatto, ci che viene percepito. Tuttavia è qualcosa di repellente che le industrie produttrici di tappi cercano di eliminare da anni. Ed ecco che nella nazione produttrice il 45% di sughero mondiale, il

querce da sughero

querce da sughero

Portogallo, e nella fabbrica che produce di più tappi, Amorim, nasce finalmente la soluzione: il naso elettronico NDtech®, che scarta tutti quelli difettosi. Un gascromatografo effettua analisi velocissime che permettono di verificare i tappi senza rallentare il processo produttivo. 10.000.000 Euro in investimenti e finalmente è arrivata la certificazione della Geisenheim University, e di The Australian Wine Research Institute (AWRI).
Ovviamente il problema della puzza di tappo riguardava solo i tappi monopezzo, quelli dei vini di pregio, perché nei tappi tecnici, quelli fatti con trucioli agglomerati, era già risolto da anni. In questo tipo di chiusure meno prestigiose i problemi sono eventualmente legati ai prodotti usati per tenere insieme i granelli di sughero. In base alla mia esperienza, i tappi tecnici DIAM sono nettamente superiori agli altri, anche se, sono piuttosto cari.

1° vino al mondo La Tâche di Romanée Conti

Il vino n°1 al mondo è La Tâche di Romanée-Conti

Ha una reputazione enorme ma siamo certi che La Tâche sia il vino n°1 al mondo oppure è Tetrus o Salon? E esiste davvero un primato calcolabile a punti?

1° vino al mondo La Tâche di Romanée Conti

1° vino al mondo La Tâche di Romanée Conti

Di Donatella Cinelli Colombini , Brunello, Casato Prime Donne

Nell’epoca della “società liquida” teorizzata da Zygmunt Bauman e descritta come la crisi ogni certezza e dell’apparire a tutti costi … l’arrivo della super classifica mondiale di Wine Lister fa sorridere, soprattutto perché cerca una precisione matematica – addirittura in millesimi- che nella realtà non esiste. C’è poi qualcosa in questa formula che punta alla sovraesposizione, al primato a tutti i costi, che richiama immediatamente alla mente i talent show televisivi.
Tuttavia esistono effettivamente dei vini circondati da un’aurea quasi magica, storie straordinarie, clientela di altissimo livello e soprattutto un’immutabilità che sfida il tempo come le certezze assolute. …. Insomma si tratta di icone che durano da secoli. Sono proprio i vini su cui si concentra l’attenzione di Wine Lister. Vediamo i 3 del podio.

Petrus

Petrus

Di Romanée è nota la contesa che nel 1760 oppose l’amate e il pupillo del Re di Francia Luigi XV – Madame de Pompadour e Louis Francois di Borbone Principe di Conty- per accaparrarselo. Vinse lui e il nome del domaine cambiò in Romanée Conti. La Tâche si unì agli altri vigneti di questa prestigiosa proprietà dopo la rivoluzione francese e costituisce il cuore del vigneto forse più prezioso del mondo: secondo Slow Food ogni acino costa 16€.
Ma anche Petrus è qualcosa di sacrale con i suoi 11,4 ettari di misterioso terreno argilloso dove nasce il Merlot perfetto. Ricordo che rimasi sorpresa dalla piccola dimensione delle sue cantine ma ora accanto al celebre edificio con le arcate c’è la nuova cantina progettata da Herzog & de Meuron gli architetti svizzeri dell’Allianz Arena di Monacoe del National Stadium di Beijing. Lo Champagne Salon, Come dire, li è tutto al massimo!

Turismo del vino al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle Toscana

Il turismo del vino e il vino impara dal turismo

Il turismo può insegnare molto al vino e soprattutto al turismo del vino perché è più grande veloce e comunica in modo più innovativo. Vediamo cosa c’è di nuovo

Turismo del vino al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle Toscana

Turismo del vino al Casato Prime Donne e alla Fattoria del Colle Toscana

Turismo del vino- Terrina di Chianina - Brunello Prime Donne

Turismo del vino- Terrina di Chianina – Brunello Prime Donne

di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Il più grande gruppo mondiale del vino, la Costellation Brand ha un fatturato di 2.078 milioni di Euro. Nel panorama del vino sembra un gigante ma se confrontato al maggior player alberghiero appare un nanetto: il nuovo gruppo, nato dalla fusione di Starwood e Marriott, ha un business di 20 miliardi di Dollari cioè è dieci volte più grande della Costellation.
Il turismo è un settore enorme e velocissimo che anticipa le tendenze e quindi è giusto guardarlo con attenzione. In questo senso va letta la classifica che vede la Cina al primo posto fra i Paesi generatori di fatturato turistico con 164 miliardi pari al 13% del totale del business. La Cina non è ancora il maggiore mercato del vino ma sta scalando la classifica esattamente come ha fatto nel turismo.
L’Italia è la destinazione turistica più desiderata nel mondo ma, se andiamo a vedere i risultati concreti si piazza solo al 5° posto per arrivi di turisti esteri con 48 milioni di viaggiatori che varcano i confini. In altre parole siamo un Paese più attraente ma poi non riusciamo a portare “a casa” i turisti. Mancano rotte aeree, porti, linee di treni ad alta velocità, autostrade, un sistema di promozione turistica efficiente….
Avviene esattamente come con il made in Italy, un brand che fa arricchire i produttori di italian sounding più delle nostre imprese agroalimentari. Ovviamente le dimensioni sono diverse, il business turistico italiano vale 67 miliardi che diventano 165 con l’indotto mentre Il vino tricolore ha un giro d’affari di 9,4 miliardi di cui 5 venduti all’estro. Un granello in confronto al turismo! Tuttavia la situazione è simile, un enorme potenziale che non si trasforma in sviluppo.

taglio delle viti, la vendetta

La vendetta vignaiola è il taglio delle viti

Sembrano storie antiche ma sono invece di pochi giorni fa: 7000 viti di Lugana tagliate una per una di notte con le cesoie. Non è l’unico caso

taglio delle viti, la vendetta

taglio delle viti, la vendetta

La vendetta vignaiola ha ancora un rituale antico: il taglio delle viti durante la notte. E’ la vendetta di chi vuol rimanere nascosto ma desidera che tutti sappiano quanto è odiato il suo nemico. Raffaello Ceschi autore del saggio “Nel labirinto delle valli, uomini e terre di una regione alpina, la Svizzera italiana”, descrive la vendetta ai danni dei signorotti locali mediante il taglio delle viti, come una pratica diffusa ancora alla metà dell’Ottocento.

Una vendetta faticosa perché tagliare settemila viti a mano con le cesoie, per non farsi sentire, è un lavoro enorme che richiede una forza e un allenamento da campione olimpionico; specialmente se il “vendicatore” ha agito senza complici in

Luciano Ricchelli dopo il taglio delle viti

Luciano Ricchelli dopo il taglio delle viti

modo da ridurre il rischio di venire scoperto. Eppure l’episodio di cui, il 15 maggio, è stato vittima Luciano Ricchelli di Pozzolengo non è un caso isolato (ringrazio Lori Iannuzzo per avermelo segnalato)
Lo scorso novembre a Ormelle nei terreni della famiglia Gaiotto furono tagliate 200 viti di Glera usate per la produzione di Prosecco e 100 viti di Pinot Grigio in due diversi vigneti degli stessi coltivatori diretti. Nel 2010 i Gaiotto avevano subito un altro atto vandalico, con il taglio dei fili di un intero vigneto. <<Le mie viti tagliate per invidia>> ha detto il vignaiolo facendo riferimento ad alcune diatribe riguardanti i rifiuti abbandonati lungo il Piave.

Riesling alsaziano Zind Humbrecht vigneti biodinamici

La battaglia del Riesling: Mosella o Alsazia?

Ovviamente il Riesling è tedesco ma anche l’Alsazia era tedesca fino al Settecento. A confronto le due zone principali del Riesling: la Mosella e l’Alsazia

Riesling alsaziano Zind Humbrecht vigneti biodinamici

Riesling alsaziano Zind Humbrecht vigneti biodinamici

Di Donatella Cinelli Colombini

Quale preferite? Il Riesling più corposo francese o quello più esile e minerale dei tedeschi? Wine Searcher fa parlare i protagonisti mettendo a confronto vini e opinioni al top. Ne viene fuori una battaglia fra titani che vi invito a leggere anche perché in fondo c’è la lista dei 10 migliori. Qui tratteggerò lo scontro Mosella-Alsazia con qualche aggiunta personale. Partiamo dall’uva. Pare che il Reisling sia uno dei vitigni più antichi, presente in Germania da circa 2.000 anni e molto diffuso nelle regioni di Reno, Mosella e Palatinato (Pfalz). Nell’Ottocento ebbe un momento di eclissi a favore di altri vitigni come il Müller Thurgau che, per altro, è un incrocio della stessa vite. Oggi il Riesling costituisce oltre il 20% del vigneto tedesco, e viene prodotto quasi sempre senza l’ausilio di botti.

Riesling Egon Muller Scharzhof Scharzhofberger riesling trockenbeerenauslese

Riesling Egon Muller Scharzhof Scharzhofberger trockenbeerenauslese

Il più celebrato e caro dei Rieslig tedeschi è di Egon Muller il mitico Scharzhofberger.  Egon Müller IV, attuale proprietario della storica tenuta di famiglia di Wiltingen nel distretto della Saar punta sull’invecchiamento, per bere il suo Scharzhofberger Kabinett del 1990 ha dovuto aspettare vent’anni <<but it is now drinking beautifully. I recently had a 1976 Kabinett that was singing. A 1949 naturrein drunk last year was very young>> ma ora è meraviglioso. Ho assaggiato recentemente un Kabinett del 1976 che cantava. Lo Scharzhofberger 1949 che ho bevuto lo scorso anno era ancora molto giovane.

LOVELY vini aromatizzati RBA Design

Vini aromatizzati, un nuovo trend in crescita

Flavored wines – vini aromatizzati alla frutta, sono bevande con poco alcool e confezioni festaiole, che sperano di avvicinare i giovani al vino. Oppure no?

LOVELY vini aromatizzati RBA Design

LOVELY vini aromatizzati RBA Design

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Angelo Faravelli ha studiato, per la COOP Svizzera 5 vini aromatizzati. Non storcete la bocca grastrofighetti! Lo sappiamo tutti che per bevande del genere vengono usati dei vini semplici e non certo il top della Nuova Zelanda o del Collio. Ma esistono anche i vini meno riusciti e forse l’aromatizzazione può offrire loro una nuova prospettiva. Per raccontare la sua esperienza Faravelli l’ha pubblicata nel gruppo Linkedin chiamato “Wine&Spirits. Marketing e Comunicazione nel mercato italiano”, che egli stesso modera. E’ destinato allo sharing, azione che a me piace da morire, condividiamo dunque!

vini aromatizzati alla frutta

vini aromatizzati alla frutta

Tutto parte da una dichiarazione di Amy White del californiano Echo Falls su come approcciare i nuovi consumatori. Argomento dibattuto da anni che arriva sempre alle stesse due risposte: creare vini modellati sul gusto di chi è abituato a latte, succo di frutta e Coca Cola oppure proporre ai giovani un percorso formativo che mira subito a vini buoni e alla scoperta dei territori di produzione.
Io propendo per la seconda strategia mentre Amy White per la prima. Sta di fatto, che i “Flavored spirits”con poco alcool, gusti accattivanti e confezioni colorate, negli ultimi anni, sono cresciuti 10 volte di più delle bevande alcoliche tradizionali, fa notare Angelo Faravelli citando uno studio dell’Us. Beverage Alcohol Forum.

Gozo Cittadelle di notte

Alison e William sposi a Gozo

Nessun matrimonio ha avuto una cornice più bella: la Cittadella di Gozo appena restaurata e i Templi Gigantija patrimonio dell’Umanità Unesco

Gozo Cittadelle di notte

Gozo Cittadelle di notte

Di Donatella Cinelli Colombini

Il padre di Alison Joseph Xuereb è uno dei più noti dentisti delle isole maltesi ma il suo talento lo ha portato ad avere relazioni professionali e amici in tutto il mondo, così come la sua passione per i grandi vini da invecchiamento lo ha messo al centro di un network internazionale di appassionati e esperti. Al matrimonio della figlia c’erano dunque invitati di parecchie nazionalità oltre che l’elite dei maltesi gourmand. Un matrimonio pensato nei minimi dettagli per unire le cose più care: la famiglia, Gozo con i suoi monumenti più belli, gli amici la grande enogastronomia.

Brunello Prime Donne 2008 matrimonio di Alison e William a Gozo

Brunello Prime Donne 2008 matrimonio di Alison e William a Gozo

Ed ecco che da queste passioni sincere viene fuori una festa spettacolosa e capace di mettere il rilievo la bellezza dei luoghi come neanche il più abile ufficio di promozione turistica sarebbe riuscito a fare.
La cerimonia nuziale è alle 17,30 nella cattedrale, nel cuore della Cittadella, un enorme fortezza in pietra calcarea che si innalza in uno dei punti più alti dell’isola. I restauri appena conclusi le hanno ridato la bellezza possente che aveva nel XVI secolo, arricchendo con giardini e spazi per attività culturali le zone  che erano originariamente destinate a proteggere la popolazione di Gozo dai pirati. E’ uno splendore.

Alison e William uscita dalla Cattedrale

Alison e William uscita dalla Cattedrale

La sposa, al braccio del padre visibilmente commosso, arriva in cattedrale in perfetto orario. La cerimonia dura un’ora e un quarto, è celebrata da tre sacerdoti in maltese; è solenne ma anche intima. Dopo la Messa, sulle scale esterne, gli invitati tirano petali di rose agli sposi. Poi tutti salgono sulle mura per brindare con lo Champagne. Alison e William sono innamorati e bellissimi. Abbracciano tutti, accettano di fare foto a ripetizione, vivono il momento con la calma di chi ha coronato un autentico sogno d’amore.

Ornellaia Vendemmia d’artista

Ornellaia va in museo

La Vendemmia d’autore di Ornellaia ribalta il concetto moderno di opera d’arte e porta un prodotto di uso comune, il vino, nei musei anziché nelle cantine

Di Donatella Cinelli Colombini Montalcino Casato Prime Donne

Ornellaia Vendemmia d’artista

Ornellaia Vendemmia d’artista

Non è la prima volta che un grande artista crea l’etichetta di un vino, basta pensare a Mouton Rothschild con le etichette di Miró, Chagall, Braque, Picasso, Dali …. ma in questo caso le bottiglie – opere d’arte finanziano il museo e lo finanziano a colpi di centinaia di migliaia di Dollari. Succede con la Vendemmia d’artista di Ornellaia che quest’anno sostiene l’Armand Hammer Museum di Los Angeles, un centro culturale dove sono esposti Rembrandt, Tiziano, Goja…
Lo scorso anno le bellissime bottiglie di Ornellaia create dall’artista John Armleder hanno raccolto un milione e mezzo di Dollari in nove aste. Quest’anno le bottiglie

Mouton Rothschild

Mouton Rothschild

della Vendemmia d’autore sono firmate da Yutaka Sone. Per trovare l’ispirazione l’artista giapponese si è recato nelle cave di marmo di Carrara, dove Michelangelo traeva il materiale per scolpire, in quel luogo lunare i Frescobaldi hanno organizzato un pic nic per lui e per i suoi due amici. Il paesaggio, la conversazione, il cibo e il vino di Ornellaia erano l’armonia perfetta che egli ha rappresentato nelle etichette ed ha trovato nei bicchieri. 100 doppi Magnum (3L), 8 Imperiali (6L) e un unico esemplare di Salmanazar (9L) oltre all’etichetta speciale che Yutaka ha creato per il formato 0,750. Una bottiglia con la sue etichetta verrà messo in ogni cassa di Ornellaia 2013.

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