Vivi e rivivi l’esperienza in Fattoria

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Ricordi buffi di una storica d’arte mancata

Donatella Cinelli Colombini racconta gli episodi più strani e buffi che le sono capitati a contatto con le opere d’arte, quando era storica d’arte e non solo

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Di Donatella Cinelli Colombini – Toscana Agriturismo Fattoria del Colle
Forse già sapete che prima di occuparmi di vino Brunello, di turismo del vino, di Donne del vino e di vino Orcia …. Insomma di vino, ho vissuto un’altra vita da storica d’arte medioevale e soprattutto di oreficeria medioevale. Gli orafi avevano la formazione più complessa e completa fra tutti gli artisti: studiavano di tutto dagli astrolabi al disegno, dalla filosofia alle fusioni dei metalli, dalla scultura al significato delle gemme. Per questo sono stati apprendisti nelle botteghe orafe artisti diversi: architetti come Filippo Brunelleschi, scultori come Donatello o Ghiberti, pittori come Ghirlandaio e per certi versi anche Leonardo da Vinci. La più interessante delle produzioni orafe erano i bassorilievi in metallo per i sigilli o per gli oggetti devozionali. Insieme a miniature, ricami e avori, queste piccole sculture erano fra i pochi oggetti d’arte a viaggiare e permettevano la propagazione dei nuovi stili, come una sorta di internet culturale del medioevo. In

Guccio-di-Mannaia-Calice-Niccolò-IV

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un’epoca in cui viaggiare era difficile e rischioso gli orafi ebbero dunque un ruolo chiave e alcuni dei più bravi erano senesi.
Fra le oreficerie senesi più celebri e celebrate c’è il calice di Papa Niccolò IV eseguito da Guccio di Mannaia (1288-1292). Niccolò fu il primo papa francescano e il suo calice è conservato nella Basilica di San Francesco ad Assisi dove si è salvato dalla distruzione del tesoro papale in epoca napoleonica.
Come sempre ho fatto, in ogni attività della mia vita, da ragazza mi ero buttata nello studio della storia dell’arte con esagerato trasporto, trascinando anche altri membri della famiglia in mostre, musei e chiese con un pellegrinaggio instancabile.

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Il tuo Brunello e non solo un Brunello

Ecco come portare a casa un Brunello con il proprio nome in etichetta e come dal vino Cenerentola DOC Orcia è nata una storia d’amore che porta alle nozze

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Il-tuo-Brunello-con-etichetta-personalizzata

Di Donatella Cinelli Colombini

Due bei racconti di cantina: il primo riguarda l’ultima idea di mia figlia Violante Gardini. Insieme con i giovani produttori di vino AGIVI, fa spesso viaggi di studio con lezioni e visite. Da queste esperienze torna sempre con gli occhi brillanti e molte idee. L’ultima era <<facciamo in modo che i migliori clienti abbiamo le nostre bottiglie personalizzate, con la loro etichetta e il loro nome sopra >>. Io non sono favorevole a levare il nostro marchio dalle bottiglie e quindi ero piuttosto  restia ma l’energetica Violante non mollava <<dai mamma proviamo, oggi tutti cercano qualcosa di esclusivo, di diverso dagli altri>> e alla fine ho accettato. Violante si è messa in contatto con le Grafiche Federighi che realizzano etichette con carte, tecniche e effetti straordinari, ha fatto progettare una cornicina bianca a rilievo su carta bianca finemente lavorata e poi abbiamo attrezzato due punti con lapis, gomme, colori e tutto quello che serve per realizzare un’etichetta su misura. Via via che la notizia si diffonde e i visitatori delle due cantine – Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle

Stefano-e-Serena-con-il-loro-Cenerentola

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a Trequanda– notano la proposta chiedono di avere la loro bottiglia. Basta che il primo dica <<voglio 6 bottiglie di Brunello ma una con la mia etichetta perché la tengo per il mio compleanno>> che tutti gli altri lo seguono. Violante aveva ragione. Ovviamente l’etichetta personalizzata non ha l’importanza di quella aziendale che ha ottenuto alti punteggi nella stampa internazionale ma è unica e per un wine lover è un oggetto cult, perché è solo suo.
Possono essere personalizzati tutti i vini delle mie cantine (l’etichetta a norma di legge è quella nel retro) con un piccolissimo sovraprezzo di 8,5€ e i membri del nostro wine club potranno anche avere le loro bottiglie esclusive a casa.

E’ un modo nuovo per far parte della nostra cantina perché in ognuna di quelle bottiglie le nostre storie si uniscono: quella nostra di vignaioli appassionati e quella dei wine lover appassionati.

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Vita da produttore di vino: nella borsa di Donatella

Sbirciamo nella borsa di Donatella Cinelli Colombini per scoprire personalità anticonformista ma anche amante delle cose belle e esclusive

Nella-borsa-di-Donatella-Cinelli-Colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini
Il mio amico Luca Bianchini, scrittore, conduttore radiofonico e giornalista di successo, mi raccontò di aver avuto l’incarico, da una notissima rivista di scrivere una serie di articoli descrivendo il contenuto della borsa di celebrity italiane e straniere. La cosa che lo aveva colpito era stata la fragilità di alcune queste donne famose messe letteralmente in crisi dalla prospettiva di rivelare qualcosa che sentivano come molto intimo. La borsa è infatti un luogo in cui, spesso, vengono nascosti segreti e piccole manie. Pare anzi che i personaggi più glamour-veline, cantanti, volti televisivi- quelli che i rotocalchi da gossip sembrano seguire passo passo, siano invece particolarmente riservati della loro sfera intima.

Nella-borsa-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Nella-borsa-di-Donatella-Cinelli-Colombini

Noi del vino siamo più tosti delle cantanti. Forse perché, nel nostro lavoro la sostanza deve sempre prevalere sull’apparenza. Quando succede il contrario la fine è invariabilmente la vendita della cantina.
Per questo raccontare cosa c’è nella mia borsa non mi mette in nessun imbarazzo ma anzi mi diverte e serve a svelare quel mix di esclusività e semplicità che caratterizza tutta la mia vita. Prima di tutto la borsa: fatta a mano, con pelli scelte per me da un artigiano che accetta le mie richieste e modifica i suoi modelli. Si chiama Pianigiani è di Buonconvento e mi ha guarito dalla dipendenza da Céline. Ho comprato borse di questa marca per decine d’anni con fedeltà assoluta finché ho scoperto che le pelli di vitello che si graffiano sono di scarsa qualità: quelle di Céline si riempiono di segni, quelle di Pianigiani no perché lui sceglie le pelli una per una e, a volte, proprio per me.

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Casato Prime Donne un premio nel segno della Valdorcia

Una festa sul tema Ricchezza e povertà della Valdorcia per i vincitori del Premio Casato Prime Donne: Bertocchini, Di Lazzaro, Pancera, Patanè e Rontini

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Il territorio e l’ambiente protagonisti come non mai nel Premio Casato Prime Donne che è stato consegnato a Montalcino, nel Teatro degli Astrusi, domenica 17 settembre. Una bomboniera settecentesca che ha ospitato la premiazione di Federica Bertocchini, scopritrice del bruco-mangia plastica e dei migliori contributi alla valorizzazione di Montalcino e dei suoi vini: Pietro di Lazzaro, Stefano Pancera, Vannina Patanè e Andrea Rontini. La foto di Rontini è stata scelta fra 5 finaliste da una giuria popolare che ha votato on line. La sua immagine della Valdorcia -fra realismo e fantasy- introduce il tema della festa in onore dei vincitori che

Federica-Bertocchini-Casato-Prime-Donne-2017

Federica-Bertocchini-Casato-Prime-Donne-2017

si è svolta alla Fattoria del Colle di Trequanda e ha celebrato la rinascita di questo territorio dalla miseria del passato al successo enologico e turistico di oggi.

Il Premio Casato Prime Donne ha una crescente notorietà come vetrina dei nuovi modelli femminili e delle azioni più incisive nella divulgazione dei territorio in cui nascono i vini Brunello e Orcia. Deve molta della sua reputazione al rigore della giuria che sceglie i vincitori, essa è presieduta da Donatella Cinelli

Premio-Casato-Prime-Donne-2017-vincitori

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Colombini ed composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.
Quest’anno ha scelto come personaggio emblematico dell’universo femminile: Federica Bertocchini la microbiologa italiana che ha scoperto un bruco contenente l’agente capace di degradare la plastica dando una soluzione all’enorme inquinamento di questo materiale.
Nelle sezioni giornalistiche del Premio hanno vinto Pietro di Lazzaro per il servizio

Premio-Casato-Prime-Donne-lo-staff-organizzatore

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televisivo dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello trasmessi dal TG3 RAI. Stefano Pancera con il servizio televisivo intitolato “Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani” trasmesso da Mattino 5 di Canale 5 che ha avuto il Premio Consorzio del Brunello sul tema “Il Brunello e gli altri vini di Montalcino”. Premio “Montalcino la sua storia, la sua arte e il suo vino” per opere a firma femminile a Vannina Patanè per l’articolo intitolato “Montalcino acqua e vino” pubblicato in “In Viaggio”. Il vincitore del Premio per fotografie sul tema “Genti e terre dei vini Brunello e Orcia” è Andrea Rontini, con l’immagine Val d’Orcia dicembre 2016.

Sangiovese Donatella Cinelli Colombini

Straordinario weekend di vendemmia e svinatura

Weekend di vendemmia e svinatura nel Brunello con esperienze uniche, emozionanti e capaci di insegnare come nascono i grandi vini in modo divertente

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Un programma intensissimo che comprende tante esperienze diverse: una visita in cantina con degustazione itinerante abbinata a brani musicali, diventare enologi per un giorno e produrre il proprio vino supertuscan, assaggiare in verticale il Brunello mentre è ancora in botte e poi in bottiglia fino a riserve importanti … entrare in vigna nel momento della vendemmia per cogliere l’uva che servirà per una bottiglia di vino e poi andare in cantina a vedere la vinificazione assaggiando il mosto …. Tante emozioni come quella di realizzare la propria bottiglia personalizzata di Brunello da portare a casa come ricordo di un week end indimenticabile a contatto con la natura e i grandi vini di Toscana.

Casato-Prime-Donne-Montalcino-Canttina-Brunello

Casato-Prime-Donne-Montalcino-Canttina-Brunello

Un weekend di vendemmia e svinatura diverso, pensato per emozionare e insegnare sia agli esordianti che ai grandi esperti. Il programma propone infatti esperienze divertenti, inconsuete ma anche molto formative dove tutti, anche se in modo diverso, imparano come nascono i grandi vini e la sensibilità che serve per interpretare in modo diverso l’uva di ogni vendemmia e di ogni vigna.

Le due cantine di Donatella Cinelli Colombini sono piccole ma hanno fama internazionale, Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle nel sud del Chianti. Con uno staff interamente femminile producono vini d’autore – Brunello, Chianti Superiore, Orcia, Supertuscan- che ogni anno ottengono giudizi eccellenti da parte della stampa di vino più importante del mondo.

Agriturismo Vinoterapia Toscana Fattoria del Colle 4

Il wellness in fattoria è meglio

Il wellness in fattoria è personalizzato, usa la naturalezza di vino e olio con effetto rigenerante sulla pelle, in tavola e nel paesaggio

Agriturismo Vinoterapia Toscana Fattoria del Colle 4

Agriturismo Vinoterapia Toscana Fattoria del Colle 4

Donatella Cinelli Colombini vi invita alla Fattoria del Colle in Toscana

E’ meglio perché sei coccolato e non ti infilano nella “catena di montaggio” dei massaggi; i terapisti sono tutti professionisti esperti, non giovani alle prime armi. E’ meglio perché tutto è solo per te cioè sono a tua disposizione esclusiva locali, persone, attrezzature come la vasca per la vino terapia e la saletta per i massaggi di coppia, sauna, bagno turco, doccia emozionale, jacuzzi con cromoterapia e panorama.
Scegliere una fattoria con una piccola zona benessere ha i suoi vantaggi perché la

wellness-e-vino-brindisi-nella-jacuzzi-alla-Fattoria-del-Colle

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mancanza di un brand famoso, costringe a competere sulla qualità dei servizi e cercare di darti il meglio. Questo è un grande vantaggio per chi arriva con il desiderio di rigenerare la pelle e dare una spinta alla mente stressata dai problemi quotidiani.

C’è poi l’intimità delle camere e degli appartamenti dove il restauro conservativo e l’utilizzo di mobili di piccolo antiquariato creano un’atmosfera da “casa dei nonni toscani”.
Per chi ama i grandi vini ci sono le visite delle cantine del Casato Prime Donne a Montalcino e della Fattoria del Colle nel chianti e nella Doc Orcia, insieme alle degustazioni itineranti o guidate.
Proposte altrettanto allettanti per gli amanti della buona tavola con cene a lume di candela o lezioni di cucina.

Paolo Penko nella sua bottega orafa

Paolo Penko l’orafo fiorentino di Toscana Lovers

Un orafo,  il vero artigiano d’arte fiorentino  non un artigiano d’arte come tanti. Paolo Penko unisce estro, cultura, tecnica e grande tradizione

Paolo Penko nella sua bottega orafa

Paolo Penko nella sua bottega orafa

Quando, nel 2015, il Comune di Firenze, Modo Fiorentino e l’Osservatorio dei Maestri d’arte, dettero vita al progetto “Lo scrigno segreto” che esponeva a Palazzo Medici Riccardi le migliori opere dell’artigianato artistico toscano, chiamarono per primo Paolo Penko con le <<sue gioie, la loro unica bellezza>> come scrisse il sindaco Dario Nardella. Dal 2007 le sue creazioni sono esposte nel Museo degli argenti, in Palazzo Pitti, insieme ai capolavori del tesoro dei Granduchi, sono dunque entrate nella storia dell’arte italiana e non solo nel catalogo del museo.
Paolo Penko non è dunque un artigiano come tanti altri, è l’artigiano artista nel vero senso della parola come furono, prima di lui, Ghiberti o Cellini. E’ il vero erede dell’arte orafa rinascimentale.

Paolo-Penko-l'orafo-di-Toscana-Lovers

Paolo-Penko-l’orafo-di-Toscana-Lovers

Avere le sue opere nei negozi Toscana Lovers di Siena e Bagno Vignoni è un onore, un privilegio e una grande opportunità per i turisti che entrano cercando oggetti unici, belli e frutto di una tradizione centenaria. Molti dei suoi monili fanno parte della collezione “Gioielli nell’arte” e riproducono monili dipinti da Botticelli o Ghirlandaio nel Quattrocento a Firenze. Cera persa, bulino, cesello, sbalzo, traforo, niello, agemina … tecniche antiche per realizzare pendenti o orecchini capaci di trasformare qualunque donna in una nobile “madonna fiorentina”.

Donatella e Carlo in Canada per la Selection Mondial du vin Canada

Il compleanno di Donatella

Compleanno di Donatella a Gozo-Malta fra ricordi lontani e vicini, cena sul mare a base di Champagne, Brunello, pesce crudo e fassona arrosto

Donatella e Carlo in Canada per la Selection Mondial du vin Canada

Donatella e Carlo in Canada per la Selection Mondial du vin Canada

Di Donatella Cinelli Colombini

Siena 24 agosto 1953. Sono nata nella casa dei mie nonni in via Lelio e Fausto Socini. Mio padre ci teneva moltissimo che nascessi nel luogo dedicato ai miei antenati. I Socini sono citati in tutti i manuali di storia e di filosofia per essere stati fra i personaggi di punta della Riforma protestante in Italia. Ideologi delle dottrine antitrinitarie portarono alla rovina la famiglia che era potente e ricca perché essere “eretici” all’epoca dell’inquisizione portava alla scomunica e alla confisca dei beni. La famiglia ha impiegato 400 anni per rimettersi in sesto. Il mio bisnonno Livio costruì la casa in cui

Il Palio dalle trifore della Fondazione Monta dei Paschi di Siena

Il Palio dalle trifore della Fondazione Monta dei Paschi di Siena

sono nata, poco fuori porta Camollia e comprò la Fattoria del Colle nel 1919 scoprendo poco dopo il rogito, di aver acquistato una delle proprietà confiscate ai suoi avi.
Ho la presunzione di assomigliare al mio bisnonno Livio Socini che, quando presi la direzione della Fattoria del Colle, mi mandò misteriosi segni di gradimento, come se volesse mettere nelle mie mani il fil rouge che portava a lui: le vasche da bagno usate dal Conte Spannocchi probabilmente a causa di una malattia della pelle che gli impediva di ben dirigere l’azienda e lo costrinse a venderla al Socini, le stanze segrete dove ho realizzato la vinsantaia e il caveau del Brunello antiquario …Persino quando ero assessore al Comune di Siena il ricordo del mio bisnonno Livio mi seguiva. Soprattutto durante le riunioni nella stanza del Sindaco che lui aveva occupato in qualità di primo cittadino all’inizio del Novecento e che, in alto sono affrescate con le immagini dei nostri comuni antenati Socini impegnati come ambasciatori della Repubblica Senese.

Premio Casato Prime Donne

Premio Casato Prime Donne alla Bertocchini ricercatrice disoccupata

Premio Casato Prime Donne 2017 sui tagli alla ricerca e le migliori valorizzazioni di Montalcino e dei suoi vini: di Lazzaro, Pancera e Patanè

Premio Casato Prime Donne

Premio Casato Prime Donne

Negli anni il Premio Casato Prime Donne ha scelto vincitrici emblematiche di grandi argomenti e del contributo femminile a una società che cambia: il contrasto al terrorismo di matrice religiosa, l’accoglienza dei profughi, i cervelli in fuga che decidono di tornare, la violenza sulle donne e quest’anno la mancanza di investimenti sulla ricerca scientifica che blocca anche scoperte capaci di risolvere gravi malattie o problemi globali come l’inquinamento causato dalla plastica.
La giuria presieduta da Donatella Cinelli Colombini e composta da Rosy Bindi, Anselma Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione ha scelto una vincitrice 2017 che è un esempio degli effetti dei tagli alla ricerca: Federica Bertocchini , la scopritrice del bruco mangia plastica che, dal 21 aprile, è disoccupata.

Premio Casato Prime Donne

Premio Casato Prime Donne

VINCITORI 2017: PIETRO DI LAZZARO, STEFANO PANCERA, VANNINA PATANE’
Nelle sezioni giornalistiche del Premio, che ha lo scopo di valorizzare i migliori contributi alla divulgazione di Montalcino e del Brunello i vincitori sono due giornalisti televisivi e una giornalista di turismo.
Vince il Premio sul tema “Io e Montalcino” Pietro di Lazzaro per il servizio televisivo dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello trasmessi dal TG3 RAI. Un racconto breve ma incisivo e a tratti provocatorio, di un anniversario che celebra la folgorante ascesa del vino Brunello da eccellenza per pochi estimatori a star dell’enologia internazionale.

Violante-Gardini- compleanno a Gozo

Violante compleanno a Gozo

Per la prima volta, Violante festeggerà il suo compleanno a Gozo nell’isola maltese dove la famiglia ha creato la sua seconda casa

Violante-Gardini- compleanno a Gozo

Violante-Gardini- compleanno a Gozo

Di Donatella Cinelli Colombini

Il viaggio a Gozo era in programma da tempo e aveva già comprato i biglietti quando a Violante è arrivata la possibilità di partecipare alla festa di Sting in Toscana. La piccola Cinellicolombini Jr si mangiava le mani al pensiero di perdere un appuntamento per il quale il nostro importatore in Ontario viene appositamente dal Canada … ma poi ha adocchiato il concerto di Bocelli a Malta e il nostro importatore e amico Abraham Said le ha trovato per lei dei biglietti molto speciali.
Il compleanno è un giorno importante che mette una persona al centro dell’attenzione e qui vi racconto qualch’cosa di Violante che forse non sapete.

Violante cappelli New Orleans

Violante cappelli New Orleans

Da piccola era pigrissima ora invece corre per oltre 10 km e quando non ha tempo per sgambettare si sente in gabbia. Le piace anche ballare e fare trekking ma soprattutto è instancabile e riesce a sopportare viaggi di lavoro massacranti con spostamenti continui e appuntamenti a raffica per cui dorme “a pezzi” in aereo, nelle sale di attesa, in auto … e qualche volta anche a letto.
Le piacciono i bei vestiti e, nonostante il disordine dei suoi armadi, trova il modo di farli durare per anni. Quando era bambina comprarle qualcosa era un dramma perché Violante si innamorava del primo abito che si provava e era impossibile farle cambiare idea. Invece ora ne prova tanti ma finisce sempre per scegliere quelli più austeri, senza decorazioni o svolazzi; la sua è un’eleganza toscana fatta di misura e di sobrietà.
A differenza di me, ma come la nonna, Violante ama i gioielli ed ha sempre gli orecchini o qualche altro monile a ingentilire il viso sempre poco truccato.

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In vigna a Montalcino dopo i 10 giorni di fuoco

Il 2017 ci mostra il volto cattivo del global warming: gelate primaverili, oltre 40°C per 10 giorni e poi le grandinate. La vigna a Montalcino  recupererà? 

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Di Donatella Cinelli Colombini

Di sicuro sarà una vendemmia scarsa perché parte dell’uva è andata perduta: è verde e rimarrà tale, oppure è scottata. Altra cosa certa è che la prossima vendemmia sarà costosa perché solo una raccolta manuale e anzi una doppia vendemmia negli stessi filari con attentissima selezione, manderà in cantina dell’uva capace di trasformarsi in vini di qualità. E’ tutto questo nella speranza che piova senza grandine e che le temperature si abbassino.
Di sicuro quella 2017 sarà la più scarsa vendemmia europea degli ultimi 50 anni. Gelate, grandinate e sole come nessuno aveva mai visto. Nell’Ottocento tutto questo avrebbe causato carestie e migrazioni. Oggi, per fortuna, non ci farà soffrire la fame ma certo i vignaioli ricorderanno quest’annata come una delle più povere.

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In-vigna-a-Montalcino-2017-sangiovese-lato-a-nord

Massima incertezza per tutto il resto.

Nessuno aveva mai visto niente di simile; nei primi 10 giorni di agosto le querce sono diventate gialle, le siepi di bosso centenarie si sono seccate, la produzione di olive è persa totalmente perchè gli alberi non “hanno più la trama”, il terreno e coperto di foglie secche come in autunno e le viti soffrono come non mai.
Dopo le piogge del 10-11 agosto tutti si chiedono se la vigna a Montalcino avrà un recupero oppure i danni da sole sono talmente gravi che richiederanno mesi per il ritorno a un fisiologico funzionamento dei sistemi vitali.
Il giugno 2017 è stato il secondo più caldo dopo quello del 2003.

matrimoni di Donatella

Parte seconda dei 200 matrimoni di Donatella

Fa un certo effetto dire la frase <<con i poteri conferitemi dalla legge … vi dichiaro marito e moglie>>. Storie tristi e allegre di Donatella e dei suoi 200 matrimoni

matrimoni di Donatella

matrimoni al Comune di Siena

Di Donatella Cinelli Colombini, Agriturismo, matrimoni, Fattoria del Colle

La maggior parte dei matrimoni sono tra persone evidentemente innamorate che, in qualche caso, hanno già un bel numero di bambini e decidono di festeggiare il loro amore con amici e parenti. Ne ho celebrati così tanti che proprio non li ricordo. Mentre mi rammento di quelli peggio assortiti tipo il ricco americano, magro e aitante ma chiaramente sessantenne che aspettando la sposa mi disse dei supermercati che possedeva e il prezzo dell’anello che stava per regalare alla futura moglie. Poi arrivò lei, asiatica, giovane e bella accompagnata dalla madre e dai parenti stretti. I suoi occhi erano talmente gonfi e rossi che il trucco e il velo non riuscivano a nasconderli.

Matrimoni bouquet

Matrimoni bouquet

Ancora a proposito di anelli ho visto dei brillanti grossi come ceci nelle mani dei futuri mariti americani. Ricordo che una volta fummo costretti a spostare la celebrazione dei matrimoni nel consiglio comunale che, proprio davanti al tavolo ha, nel pavimento, le grate dell’antica areazione. Lo sposo era un inglese con una banca a Singapore e l’anello aveva un brillante quadrato enorme. Lui prese l’anello, guardò la grata, riposò l’anello, spostò la fidanzata e poi le mise al dito quel brillante milionario. Anch’io sospirai di sollievo pensando a cosa sarebbe successo se l’anello fosse caduto nei condotti sotto la grata.

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I miei 3 Calici di Stelle 2017

Castiglion d’Orcia, Fattoria del Colle e Vivo d’Orcia 3 Calici di stelle 2017 pieni di wine lover e di emozioni … seguitemi vi sorprenderò

Calici-di-stelle-2017-alla-Fattoria-del-Colle

Calici-di-stelle-2017-alla-Fattoria-del-Colle

di Donatella Cinelli Colombini 
Un Calici di stelle 2017 lungo tre giorni in coincidenza con la fine del caldo africano. Una situazione che ha ridato speranze a noi produttori e ha fatto tremare quelli che erano arrivati alle feste notturne senza neanche un golfino leggero.
Prima serata il 10 agosto a Castiglion d’Orcia con il borgo medioevale pieno di gente e tanti stand gastronomici e di artigianato d’arte. Atmosfera festosa d’altri tempi con la banda e i maggiaioli a percorrere le stradine in salita e un tocco magico per i trampolieri luminosi che aprivano le loro ali come farfalle. Le 12 cantine della Doc Orcia sono state protagoniste anche di una degustazione guidata dagli assaggiatori ONAV nella sala consiliare.

Taverna-di-Pian-delle-Mura-Calici-di-stelle-2017

Taverna-di-Pian-delle-Mura-Calici-di-stelle-2017

L’11 alla fattoria del Colle replica dedicata al vino Cenerentola Doc Orcia con un pic nic nel bosco ascoltando la musica dal vivo del cantautore Andrea Pinsuti un giovane capace di suonare con la stessa maestria le tastiere, il clarino e il violino. Ha incantato tutti con la sua voce e la sua bravura. Nel menù dieci piatti preparati dalla chef Roberta Archetti e dedicati alla zucca che, trasformata in carrozza, porta Cenerentola al ballo del principe. Ed eccola la principessa in forma di vino: anteprima del vino Cenerentola Doc Orcia 2015 potente, morbido e avvolgente costituisce una svolta nella storia di questo vino che punta davvero in alto.

Federica Bertocchini Vincitrice Premio Casato Prime Donne 2017

Federica Bertocchini è la Prima Donna 2017

Premio Casato Prime Donne 2017 alla scopritrice del baco mangia plastica  Federica Bertocchini e ai giornalisti Pietro di Lazzaro, Stefano Pancera e Vannina Patanè

Federica Bertocchini Vincitrice Premio Casato Prime Donne 2017

Federica Bertocchini Vincitrice Premio Casato Prime Donne 2017

Federica Bertocchini 49 anni biologa molecolare di Piombino ha scoperto il bruco che mangia la plastica. Una scoperta capace di risolvere grossi problemi ambientali, soprattutto in mare dove c’è un’sola galleggiante di rifiuti grande come il Texas. Nonostante la scoperta, a causa della mancanza d’investimenti nella ricerca Federica, da qualche mese, è disoccupata.

A Federica Bertocchini e al mondo scientifico, generoso e attento all’ambiente che lei rappresenta va il Premio Casato Prime Donne 2017 per decisione unanime della giuria presieduta da Donatella Cinelli Colombini e composta da Rosy Bindi, Anselma

Pietro-di-Lazzaro-TG3-Premio-Casato-Prime-Donne-2017

Pietro-di-Lazzaro-TG3-Premio-Casato-Prime-Donne-2017

Dell’Olio, Anna Pesenti, Stefania Rossini, Anna Scafuri e Daniela Viglione.
Insieme a lei, nelle sezioni giornalistiche e fotografiche, riservate a chi ha meglio divulgato Montalcino e i suoi vini, vincono Pietro di Lazzaro per il servizio televisivo dedicato al 50° anniversario del Consorzio del Brunello del TG3 RAI, Stefano Pancera per il  pezzo intitolato Il futuro del vino italiano nelle mani dei giovani trasmesso da Mattino 5 Mediaset e Vannina Patanè per l’articolo Montalcino acqua e vino pubblicato in “In Viaggio” di Aprile 2017. Ad essi si aggiungerà l’autore della migliore foto dei territori dei vini Brunello e Orcia che verrà scelto nel mese di agosto fra 5 finalisti da una giuria popolare attraverso il voto online.

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