Vincenzo Buonassisi

GLI INNOVATORI DEL VINO ITALIANO 3

Vincenzo Buonassisi

Più vado avanti nella ricerca dei 100 personaggi che hanno rivoluzionato il vino italiano, più mi rendo conto del valore del coraggio, del talento, di dare l’esempio

Gino-Veronelli

Gino-Veronelli i personaggi che hanno rivoluzionato il vino italiano

di Donatella Cinelli Colombini #winedestination

A volte, il percorso professionale di queste persone visionarie, è giudicato da una scalata ambiziosa, perché, per cambiare le cose, serve anche un palcoscenico che renda visibile la nuova proposta. E non sempre è facile da conquistare questo palcoscenico. Anche quando non bisogna combattere, le contropartite sono pesanti come mi insegnò Sergio Zavoli <<il successo ha sempre un prezzo>> c’è chi viene tradito dalla moglie, chi ha i figli drogati, chi non ha amici e rimane da solo … il contesto sociale italiano non ammira chi riesce, come negli USA, ma lo invidia e a gode della sua rovina.
Strano posto questa nostra meravigliosa Italia!
Per questo forse, non c’è ancora una lista degli uomini e delle donne che hanno cambiato il mondo del vino ed io sto provando a raccogliere i loro profili con mezzi più che artigianali. Vi invito ad aiutarmi mandandomi nomi e 5 righe di spiegazione. Per arrivare a 100 profili ho bisogno di idee e suggerimenti donatella@cinellicolombini.it . Oggi vi propongo 5 profili che forse non vi aspettate, ma ognuno a suo modo, è un rivoluzionario.

 

LUIGI MOIO IL SUPER ENOLOGO

Luigi Moio è il presidente dell’OIV, Organisation Internationale de la Vigne et du Vin, cioè l’ONU del vino dove vengono firmati gli accordi internazionali, ad esempio quelli sulle etichette. E’ professore di Enologia all’Università di Napoli Federico II ed ha fatto ricerca per 4 anni a Dijon, in Borgogna, dove ora ha sede l’OIV. Autore di 250 pubblicazioni, è considerato un’autorità mondiale sugli aromi del vino, a cui ha dedicato il suo libro più celebre “Il respiro del vino”. La sua azienda Quintodecimo costituisce l’applicazione pratica delle sue teorie sull’”enologia leggera” cioè la necessità di concentrare lo sforzo sulla vigna e la produzione di uva perfetta, riducendo a poco o niente l’intervento in cantina. E’ questa la sua rivoluzione: l’enologo con più influenza nel mondo che punta sulla vigna. Questo insieme alla passione per i vitigni autoctoni, mi accomuna a Luigi Moio che considero uno dei miei ispiratori anche se, ogni volta che ci incontriamo, nonostante la stima e l’affetto reciproco, finiamo per parlare delle cose su cui non siamo d’accordo. Siamo polemici entrambi?

 

LUIGI VERONELLI IL FILOSOFO DEL VINO

Luigi detto Gino Veronelli (1926-2004) si forma come filosofo all’Università di Milano e come anarchico in ambito politico. Fu uno strenuo difensore dei contadini e delle realtà locali a cui dedicò la sua ultima battaglia sulle De.Co Denominazioni Comunali (quando ero assessore e mi rifiutai di seguirlo, si arrabbiò come una furia). Fu tra i primi a capire il potenziale dell’enogastronomia italiana e il bisogno di darle dignità e valore puntando sull’identità e l’origine, la manualità e andando contro la globalizzazione. “Col puntuale obiettivo di approfondire la classificazione dell’immenso patrimonio gastronomico nazionale e contribuire ad accrescere la conoscenza delle attrattive turistiche del paese più bello del mondo”. Instancabile suscitatore di iniziative editoriali e associazioni, di idee e di polemiche, con battaglie che lo portarono continuamente in tribunale, a lui dobbiamo il merito di aver sdoganato il lavoro agricolo dandogli prestigio e valore.

 

VINCENZO BUONASSISI L’UMANISTA

Vincenzo Buonassisi

Vincenzo Buonassisi

Vincenzo Buonassisi (1918-2004) con Luigi Veronelli e Mario Soldati è fra i padri del giornalismo enogastronomico italiano e mise le basi dell’attuale successo produttivo di questo comparto. Con una laurea in Legge e una profonda cultura, fu tra gli autori di punta del Corriere della Sera, dove si occupò di lirica e di musica. Passò poi a dedicarsi alla televisione e proprio in TV dette vita a rubriche enogastronomiche come “l’Almanacco del giorno dopo” e “Paese che vai … gente che trovi”. Instancabile promotore delle tradizioni culinarie ed enologiche aggiunse un contenuto culturale e antropologico alla lettura del patrimonio enogastronomico nazionale. La mia profonda amicizia con la moglie Anna Pesenti mi ha fatto apprezzare, anche il lato umano e la ricchezza interiore di un uomo che era amico di Maria Callas e Herbert von Karajan, scriveva canzoni di successo ma poi invitava a cena degli umili pizzaioli.

 

 

LORENZO BENCISTA’ FALORNI L’UOMO DELL’ENOMATIC

Lorenzo Bencistà Falorni, nel 2002, ha rivoluzionato il consumo del vino con l’invenzione e il brevetto

Lorenzo-Bencista-Falorni-creatore di Enomatic

Lorenzo-Bencista-Falorni-creatore di Enomatic

di Enomatic, un wine serving system che versa il vino dalle bottiglie nel bicchiere alla temperatura perfetta, mantenendo intatte le caratteristiche organolettiche, grazie a un gas inerte. Oggi Enomatic è il leader mondiale per la somministrazione automatica del vino e la rivista Decanter ha messo Falorni nella sua Power List Top 50. La cosa sorprendente è che Falorni non è un ingegnere ma un macellaio. Anzi, appartiene a una famiglia che dal 1729, per otto generazioni, pratica orgogliosamente nell’Antica Macelleria Falorni nel Chianti Classico. Ora esporta carne e salumi in tutto il mondo. Nel 1999, con suo fratello Stefano ha acquistato le Cantine di Greve in Chianti con la storica Enoteca dove hanno creato il Museo del Vino. Imprenditore e mecenate ha saputo trasformare ogni sua attività facendola crescere di dimensione, importanza e qualità.

 

GIORGIO PINCHIORRI L’ENOTECA TRISTELLATA

Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde Enoteca Pinchiorri

Giorgio Pinchiorri e Annie Feolde Enoteca Pinchiorri

Un’enoteca crea al suo interno un ristorante con 3 stelle Michelin. Caso unico e straordinaria vittoria del vino che diventa protagonista della tavola anche in presenza di uno chef di enorme talento. Nel 1972, il giovane sommelier Giorgio Pinchiorri acquista un’enoteca nello storico palazzo Jacometti Ciofi, a pochi passi dal convento di Santa Croce a Firenze -quello dei Sepolcri del Foscolo e degli affreschi di Giotto -. Appassionato di grandi vini, Giorgio crea una cantina senza uguali con i vini più prestigiosi e costosi del mondo. Accanto a lui la moglie, Annie Féolde, cucina con maestria impareggiabile e dal 2004 conquista ininterrottamente la terza stella Michelin dopo averla persa a causa di un incendio nei locali. L’Enoteca Pinchiorri diventa la meta dei grandi collezionisti e dei grandi appassionati di vino e ottiene per quarant’anni anni consecutivi il prestigioso Grand Award di Wine Spectator. Se oggi Firenze può dirsi una wine destination di prima grandezza è perché, oltre ad essere circondata da zone di produzione di vini DOCG e DOC, ha anche veri templi della grande enologia mondiale come l’Enoteca Pinchiorri.