Francesco-Lollobrigida-Ministro-dell’agricoltura-e-della-sovranità-alimentare

Il Ministro della sovranità alimentare Francesco Lollobrigida

Francesco-Lollobrigida-Ministro-dell'agricoltura-e-della-sovranità-alimentare

Accolto con scetticismo si rivela un uomo determinato a imparare, ad ascoltare e a fare. Anche la sovranità alimentare piace per il contrasto all’italian sounding

 

Francesco-Lollobrigida-Ministro-dell'agricoltura-e-della-sovranità-alimentare

Francesco-Lollobrigida-Ministro-dell’agricoltura-e-della-sovranità-alimentare

di Donatella Cinelli Colombini

La prima reazione alle parole “sovranità alimentare” è stata negativa perché richiamava “l’autarchia” dell’epoca fascista.
Tuttavia quando è risultato chiaro il piano di valorizzare il made in Italy contro l’italian sounding e ogni forma di scippo al patrimonio nostrano di saperi e sapori l’opinione è cambiata in apprezzamento.

 

LA SOVRANITA’ ALIMENTARE CONTRO L’ITALIAN SOUNDING

Il Ministro Lollobrigida lo ha spiegato alle Commissioni di Camera e Senato in un documento di 40 pagine. Sovranità alimentare va intesa come tutela dell’agroalimentare italiano, identità territoriale, agricoltori custodi e principali attori dello sviluppo del settore primario.
Tutte cose che ci piacciono.
Del resto anche i francesi chiamano il loro Ministère dell’Agricolture et de la Souveraineté alimentaire e sono molto più bravi di noi a difendere vini e formaggi.
Quindi il ministero di via XX Settembre è passato dall’orribile nome Mipaaf, che sembrava quello di un puffo, in Misaf che fa pensare a un personaggio arabo di “Mille e una notte”.
Ma Francesco Lollobrigida non intende cambiare solo le sigle. La sua strategia è vicina a quella Coldiretti – cioè il Km 0 e filiera corta – che punta all’approvvigionamento dagli agricoltori, la stagionalità e la dieta mediterranea. Per questo ha prorogato la sperimentazione che obbliga a indicare in etichetta l’origine delle materie prime di pasta, pomodoro, latte, prodotti caseari e salumi. In altre parole chi produce prosciutti con maiali polacchi deve dirlo al consumatore, altrimenti la sua diventa una concorrenza sleale verso chi usa carni nostrane più care. Ed il Nuovo ministro vuole difendere proprio questi ultimi << i piccoli imprenditori e le filiere corte che hanno esaltato i prodotti di eccellenza>> come ha detto a WineNews in occasione del Merano Wine Festival. Infatti << più si ragiona sul fatto che non siamo competitivi sulle quantità, ma sulla qualità, e più la proteggiamo, e più potremo esportare>>.
Anche questo ci piace.

 

ITALIA PAESE DELLA QUALITA’ DEL CIBO

Del resto, nel 2008, l’International Assessment of Agricultural Science & Technology for Development (IAASTD) – con il patrocinio delle Nazioni Unite – ha definito la sovranità alimentare come “il diritto dei popoli e degli Stati sovrani a determinare democraticamente le proprie politiche agricole e alimentari” e nel 1998 lo stesso concetto è stato introdotto da Via Campesina, movimento internazionale che coordina le organizzazioni contadine mondiali. Alla luce di questi precedenti, bocciare la sovranità alimentare come una nostalgia per l’autarchia fascista appare del tutto fuori luogo.
Mi piace anche l’accordo con le università per usare l’intelligenza artificiale contro i cibi italiani tarocchi. Una mossa che, tuttavia, sarà più efficace nel commercio elettronico del “Parmisan” o della “mozzarilla” rispetto al più grande segmento del GDO. Il problema infatti è, a mio avviso, più politico che tecnico visto che il principale produttore di cibi italian sounding sono gli Stati Uniti.

 

FRANCESCO LOLLOBRIGIDA UN UOMO CONCRETO CHE CE LA STA METTENDO TUTTA

Lo scetticismo nei confronti di Francesco Lollobrigida partiva dalle parentele che gli appiccicavano sulla fronte la scritta “nepotismo”. La star del cinema Gina Lollobrigida, scomparsa nei giorni scorsi, aveva fama e bellezza, decisamente superiori a quelle di Francesco, di cui era un lontanissimo parente. Soprattutto l’essere il marito di Arianna Meloni sorella di Giorgia. Vincere sul pregiudizio di essere un “raccomandato di ferro” è dura, ma Francesco Lollobrigida ci sta riuscendo bene. Anzi, a conti fatti, avere come Ministro dell’Agricoltura la persona più vicina alla Presidente del Consiglio potrebbe rivelarsi una grandissima opportunità per il settore primario e il vino perché sicuramente il dicastero di Lollobrigida non sarà quello meno finanziato e neanche il meno visibile.
Francesco Lollobrigida ha un bel curriculum politico con numerosi incarichi di amministratore in giunte provinciali e regionali. E’ concreto, studia e si prepara prima di parlare, è instancabile nel presenziare il fittissimo calendario di appuntamenti agricoli … insomma appare sempre di più come uno che ha più sostanza che apparenza.
Alla fine, il contrasto alla globalizzazione teorizzato da Giorgia Meloni convince perché la strategia del mercato globale ha condotto a uno smisurato arricchimento delle multinazionali ed a un impoverimento delle nazioni e dei popoli. Ha reso i grandi players addirittura più potenti dei governi. <<Devi controllarle le catene di approvvigionamento, altrimenti sei in balia degli eventi. E vale ovviamente per l’agroalimentare. Che è anche una questione di sicurezza, oltre che ad essere una di quelle attività non delocalizzabili, e che quindi aiuta a far crescere la ricchezza del Paese>> ripete da anni il Premier Meloni e come si fa a darle torto anche senza essere del suo partito?