Vinitaly 2024

VINITALY 2024

VINITALY SFIDA IL VENTO CONTRARIO CHE SOFFIA SUL VINO PER PORTARE AVANTI LA NAVE ITALIANA. 30.000 BUYER DI CUI 1.200 TOP BUYER, MAI COSI’ TANTI IN FIERA

Vinitaly 2024

Vinitaly 2024

Di Donatella Cinelli Colombini #winedestination 

When the going gets tough, let the tough get going – quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E’ un detto americano che invita al coraggio nell’affrontare gli ostacoli e potrebbe essere il motto di Vinitaly 2024.

VINITALY DECISIVO PER RIDARE SLANCIO AL VINO E A TUTTO L’EXPORT AGROALIMENTARE ITALIANO

La fiera italiana è la terza in Europa sul vino dall’inizio dell’anno, ma a Wine Paris, la maggior parte dei produttori italiani erano in “fase esplorativa”, mentre ProWein sono andati bene solo gli espositori che avevano preparato bene la fiera. Quindi Vinitaly sarà decisivo per ridare slancio al mercato del vino italiano in evidente difficoltà.
Le campagne salutistiche, i cambiamenti demografici, le bevande alternative anche a base di cannabis… stanno velocemente modificando il contenuto dei calici soprattutto dei consumatori giovani.

Nel mondo, dopo il picco di consumi di vino del 2021, con 322 milioni di ettolitri, il mercato si è contratto a 304 milioni di ettolitri nel 2023.
L’export italiano va male soprattutto per le Dop rosse, che hanno registrato un -8% nel 2023 mentre crescono dealcolati, low alcol e naturali.

Questo lo scenario a cui Vinitaly tenta di dare il contrattacco.  La partita è difficile anche per le sue enormi dimensioni e la necessità di agire da diverse posizioni: politica, commerciale e culturale.

Il vino europeo vale 45 miliardi dei quali un terzo sono italiani. Per questo la fiera veronese, giunta quest’anno alla 56° edizione, è stata presentata a Bruxelles dal Presidente Bricolo e dal DG Danese.  Ma le azioni sulla politica non si fermano qui.

Brand-manager-Vinitaly-Gianni-Bruno-

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CELEBRAZIONE DEI 100 ANNI DI OIV

Vinitaly 2024 segna un momento di svolta, anche istituzionale, rispetto ai recenti attacchi contro il vino che hanno prodotto un forte contraccolpo sulla percezione delle bevande alcoliche e un calo dei consumi specialmente fra i giovani. L’occasione sono i 100 anni dalla fondazione OIV Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino. Per celebrarli il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha ideato un evento mai realizzato prima riunendo i Ministri e i rappresentanti di 30 Paesi del mondo, per un lunghissimo meeting che inizia il 12 aprile in Franciacorta e si conclude a Vinitaly. Il presidente OIV Luigi Moio ha detto <<Abbiamo proclamato il 2024 anno internazionale della vite del vino, per promuovere il valore del settore da un punto di vista storico, scientifico e culturale. In questo quadro, nasce la prima Conferenza Internazionale Interministeriale del Vino>>.

MAI COSI’ TANTI BUYERS ESTERI A VINTALY

 

Oltre all’azione sulle istituzioni, battezzata dal ministro Lollobrigida “diplomazia dei prodotti”, che mira a scuotere i vertici politici europei e mondiali,  il contrasto al calo dei consumi passa attraverso un’energica azione commerciale. Vinitaly 2024 ospita 30.000 buyer da 140 Paesi fra cui gli statunitensi (primo mercato mondale) sono il 15%. Mai così tanti e mai così forti: 1200 top buyer con i responsabili delle maggiori catene di ristoranti ed hotel che possono fare la differenza per l’export italiano. 20% in più dello scorso anno e oltre il 70% in più rispetto al 2022.
La terza dimensione messa in campo a Vinitaly, per contrastare i cambiamenti sociali che potrebbero evolversi verso un modello che mette in discussione il vino, è quella culturale. Un padiglione, voluto dal Ministero della Sovranità alimentare, che ospiterà la storia del vino con documenti della biblioteca del Ministero e reperti messi a disposizione dal Museo del Vino di Torgiano della famiglia Lungarotti. La parte finale è dedicata all’innovazione comprensiva di una camera multimediale e poi sapori, odori, emozioni, raccontate con un filmato in 3D.

CHI SONO GLI ESPOSITORI DI VINITALY

Uno sguardo agli espositori di Vinitaly, sono 4 mila cantine. Esse costituiscono la punta commerciale delle 241mila imprese di produzione enologica nazionale. Una catena produttiva che fa crescere il valore del vino italiano dai 12,8 miliardi all’origine ai 30 miliardi del vino che arriva nei container di esportazione, negli scaffali di vendita e nella tavole della ristorazione.
In effetti, le cantine che affrontano il mercato e l’internazionalizzazione con coraggio e determinazione sono poche rispetto alle 33.000 imprese vinificatrici italiane. Tuttavia, il loro ruolo è strategico per tutta la filiera e per tutto l’agroalimentare italiano che viene letteralmente trainato avanti dai 7,8 miliardi di export enoico. Uno studio realizzato dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e da Prometeia sull’impatto che il Belpaese subirebbe in termini socioeconomici, turistici e identitari, da un’ipotetica scomparsa del vino dall’Italia ha mostrato “un tuffo nel bicchiere mezzo vuoto”
Vinitaly ha un’estensione nelle piazze di Verona – Vinitaly and the City – dal 12 al 15 aprile. Un evento che ha il merito di riservare la fiera ai buyer e offrire comunque degustazioni, masterclass, talk, incontri e visite guidate agli appassionati e ai curiosi che vogliono comunque assaporare l’atmosfera del maggior evento italiano del vino.
Chiudo con gli “assenti” cioè le cantine che non sono presenti a Vinitaly: da qualche anno Banfi, poi Livio Felluga e Biondi Santi.