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Prosecco, conviene o no usare questo nome?

La petizione della Confraternita di Valdobbiadene per togliere la parola Prosecco dalle bottiglie di Conegliano Valdobbiadene ha scatenato un putiferio 

Conegliano-Valdobbiadene

Conegliano-Valdobbiadene-Prosecco-Superiore

Di Donatella Cinelli Colombini

Forse l’ultima goccia è stata l’iscrizione del territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG nel patrimonio dell’umanità Unesco mentre i titoli della maggior parte dei giornali erano “Il Prosecco diventa patrimonio Unesco” come se Prosecco e Valdobbiadene fossero la stessa cosa. In effetti in una delle lezioni di marketing a cui ho assistito a New York il relatore faceva l’esempio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco superiore per indicare un nome talmente lungo da non essere memorizzabile e pronunciabile per un americano oltre a confondere anche gli esperti.

PROSECCO UN NOME CHE CREA CONFUSIONE

calici-di-conegliano-prosecco-superiore

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Un problema simile a quella del Chianti con il Chianti Classico oppure del Vino Nobile di Montepulciano con il Montepulciano d’Abruzzo. Il Prosecco con il suo mezzo miliardo di bottiglie, il nome del vino italiano più cercato in internet e i 458 milioni di business nel solo primo semestre 2019, ha la forza di un fiume in piena e il Conegliano Valdobbiadene, benché più ricco di storia e tradizione finisce per confondersi perdendo la sua identità distintiva.

PETIZIONE PER TOGLIERE LA PAROLA PROSECCO DALLE BOTTIGLIE DI VALDOBBIADENE

Per questo motivo e per il rallentamento nella crescita commerciale del Prosecco, rallentamento che potrebbe trasformarsi in una frenata per effetto della brexit e dei nuovi dazi USA che faranno concentrare le cantine francesi e spagnole sui vini sparkling, nel Conegliano Valdobbiadene sono cominciati i ripensamenti sull’opportunità di usare il nome Prosecco Superiore in etichetta. In effetti il disciplinare di produzione della DOCG Valdobbiadene prevede già adesso la possibilità di riportare in etichetta solo il nome della località di produzione, senza quello del vino e quindi di togliere il termine Prosecco.

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Hong Kong, James Suckling, Cina e il Brunello

A Hong Kong con le 100 cantine italiane scelte da James Suckling. In Cina con il Brunello fra i grattacieli di Shanghai, Hangzhou, Shenzen, Guangzhou, Zhuhai

James-Suckling-Hong-Kong- Great-wines-of-Italy-2019

James-Suckling-Hong-Kong- Great-wines-of-Italy-2019

Di Donatella Cinelli Colombini

Dopo il piovosissimo autunno italiano Hong Kong sembra il paradiso. Temperature primaverili, sole e una città sfavillante dove le vetrine traboccano di prodotti luxury. La città è un immenso centro commerciale del lusso lungo le strade e dentro i grattacieli collegati da passerelle coperte. Dalla baia lo spettacolo notturno sbalordisce, sembra di essere dentro un cartone animato gigantesco con centinaia di grattacieli si colorano di disegni e luci.

HONG KONG IL PARADISO DEL LUSSO E I DANNI DELLE PROTESTE

Io e mio marito Carlo Gardini non vediamo gli studenti protagonisti delle proteste di cui hanno parlato i media di tutto il mondo, ma incontriamo gruppi di poliziotti in assetto anti sommossa e leggiamo sui quotidiani il resoconto dei danni che hanno fatto: 85 delle 94 principali stazioni della metropolitana danneggiate e 62 delle più piccole. Distrutti 1800 tornelli 1100 macchine di biglietteria, 1200 telecamere di sorveglianza e 170 fra scale mobili e ascensori. Se questi sono i danni visibili, quelli più disastrosi sono i danni all’economia di Hong Kong dove il turismo è letteralmente collassato. A ottobre il calo degli arrivi è stato del 43,7% rispetto allo stesso mese del 2018.
Gli effetti sulla ristorazione sono stati pesantissimi: 300 ristoranti chiusi dallo scorso giugno. Per il vino italiano è un disastro perché gli importatori non vendono e quindi non

Bucci-CinelliColombini-Cortonesi-Bindocci-Hong-Kong- Great-wines-of-Italy-2019

Bucci-CinelliColombini-Cortonesi-Bindocci-Hong-Kong- Great-wines-of-Italy-2019

comprano.

JAMES SUCKLING GREAT WINES OF ITALY A HONG KONG

L’evento di James Suckling Great Wines of Italy 2019 è stato un segno di forte incoraggiamento verso la filiera commerciale del vino italiano e questo ha prodotto un afflusso senza precedenti al wine tasting organizzato in modo impeccabile all’interno del Four season. Duemila persone con tantissimi importatori, buyer e ristoratori.
Gli operatori di Hong Kong non si arrendono ma sono preoccupati. Tutti vogliono mantenere la libertà del loro paradiso dorato ma temono gli effetti delle proteste e non capiscono cosa sta realmente accadendo perché fra i 1100 arrestati al Politecnico solo 46 erano realmente studenti.
Io e Carlo andiamo nella zona più suggestiva di Hong Kong per la cena di benvenuto ai produttori italiani nel nuovo locale very cool “James Suckling wine central”. Partecipiamo a una cena e a un pranzo nel ristorante Giando del nostro importatore dove incontriamo manager e imprenditori italiani e cinesi. La preoccupazione è generalizzata anche fra quelli che si occupano di moda <<se la situazione non si normalizza e i cinesi non tornano è un disastro>>.
Speriamo che l’incoraggiamento dei 100 produttori italiani scelti da Suckling serva a aiutarli, anche psicologicamente.

IL GIGANTE CINESE E LA CITTA’ DI ALIBABA

In Cina invece l’economia è in piena corsa. Gli effetti dei dazi USA ci sono ma meno del previsto.
Tutti i cinesi  hanno gli occhi fissi sui telefonini e il contante non circola quasi più perché persino le patatine nel distributore automatico vengono pagate col cellulare.

Denis-Pantini-Nomisma-WineMonitor

Wine Marketing di Nomisma: istruzioni per l’export

Sei un giovane export manager oppure hai appena creato la tua cantina? L’ultimo Wine Marketing di Nomisma Wine Monitor ti dice come e dove esportare

Nomisma-Denis-Pantini-richeste-di-export-manager

Nomisma-WineMonitor-Denis-Pantini-manuale-Wine-Marketing

Di Donatella Cinelli Colombini

Il nuovo manuale di “Wine marketing” a cura di Nomisma Wine Monitor ci regala 112 pagine piene di importatori di tutto il mondo. Un elenco aggiornato di nomi indirizzi, dati sul tipo di attività e persino l’indicazione dei top manager. Preziosissimo per i giovani export manager e le cantine esordienti.
Ma non è l’unico contenuto di questo manuale improntato sulle notizie utili e ultra aggiornate. Ogni mercato estero è esaminato in base ai trend, i prezzi, i competitori, i canali di vendita e alla fine c’è persino l’elenco delle principali fiere.
Basta tenerlo sul tavolo per non fare grossi errori nelle trattative internazionali del vino.
Nella parte iniziale ci sono i dati di scenario e autentiche perle di conoscenza. Non opinioni ma velocissime informazioni con percentuali e sondaggi. Ve ne propongo due: la vendita on line e l’enoturismo

VENDITA ON LINE IN ITALIA PREZZI E TARGET

L’indagine realizzata da Wine Monitor con VINO75.COM nel 2017 riguarda 300 imprese vinicole italiane. Il 50% vende già on line direttamente o

Denis-Pantini-Nomisma-WineMonitor

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indirettamente. La crescita di interesse, per questo canale è forte, al punto che un ulteriore 17% pensa all’e-commerce nel prossimo futuro.
On line comprano vino soprattutto uomini (85%) fra i 36 e i 55 anni (61%), residenti nel Centro Nord Italia. La spesa media è di 13€ a bottiglia che sale di un euro per rossi fermi e spumanti. I Millennials acquistano meno ma vini più cari e per i rossi fermi e gli spumanti arrivano a pagare una media di 16€.
Le sorprese arrivano dall’analisi di genere: cosa comprano gli uomini e cosa comprano le donne.
Rosati: 2,4% uomini 3% donne
Bianchi fermi: 25,2% uomini 26,2% donne
Spumanti: 26,7% uomini 31,4% donne
Rossi fermi 41,7% uomini 45,6% donne
Era facile prevedere che il gentil sesso amasse le bollicine più dei maschietti ma credo che nessuno avrebbe immaginato la netta predilezione femminile per i rossi fermi al punto da superare le scelte maschili.

Violante Gardini Cinelli Colombini

Violante Gardini Cinellicolombini presidente AGIVI

29 novembre 2019  AGIVI l’Associazione Giovani Imprenditori Vinicoli Italiani ha eletto Violante Gardini presidente nazionale per i prossimi tre anni

Succede a Federico Terenzi e avrà al suo fianco, come vicepresidenti Marzia Varvaglione e Enrico Gobino. Il consiglio AGIVI è composto anche da Emanuela Tamburini, Nicola Guidi, Silvia Franco, Matteo Magnabosco, Vittoria Rocca, Ernesto Rocca, Anna Maria Sorricchio, Giulia Goretti.

VIOLANTE GARDINI UNA PICCOLA GRANDE DONNA

35 anni toscana Violante Gardini è il responsabile commerciale delle cantine della madre Donatella Cinelli Colombini (Casato Prime Donne a Montalcino e Fattoria del Colle a

Violante Gardini Cinelli Colombini

Violante Gardini Cinelli Colombini

Trequanda), una laurea in Economia Aziendale all’Università di Firenze e un Master OIV a Parigi che l’ha portata a visitare tutte le regioni viticole e i principali mercati enologici del mondo.
Nella storia professionale e umana di Violante l’associazionismo ha sempre avuto un ruolo importante: nel 2008 – 2009 è stata presidente Toscana dei Leo (giovani del Lions), a giugno 2013 è stata eletta Presi

dente toscana del Movimento Turismo del Vino portando la sua regione ad essere la più numerosa in Italia. E’ vicepresidente AGIVI dal 2016 ed ora ha deciso di dedicare tutto il suo tempo libero a questa

associazione rinunciando a ogni altra carica.

<<Credo moltissimo nel fare squadra>> ha detto Violante dopo l’elezione avvenuta all’unanimità per acclamazione a Mondodelvino -Wine Experience di Priocca << e intendo applicare in AGIVI quel metodo di decidere e lavorare in gruppo che nelle esperienze precedenti mi ha perm

Violante-Gardini-Calici di stelle

Violante-Gardini-Calici di stelle

esso di aumentare i soci e organizzare iniziative importanti>>.

AGIVI ASSOCIAZIONE GIOVANI IMPRENDITORI VINICOLI ITALIANI

AGIVI è nata nel 1989 per volontà di un gruppo di giovani imprenditori, già appartenenti all’Unione Italiana Vini e alla Confederazione della Vite e del Vino. Riunisce under 40 di tutte le regioni italiane che sono o stanno per diventare titolari e manager di importanti imprese del vino. Agivi li stimola a “fare sistema” creando un reticolo di rapporti che parte dalla comunanza di interessi e si trasforma in amicizia. Rapporti che, nella vita professionale permettono di scambiarsi esperienze e progettare insieme.

Sveva Casati Modignani e i suoi “segreti e ipocrisie”

Vi racconto “Segreti e ipocrisie” il libro di Sveva Casati Modignani la scrittrice italiana più amata che ci insegna il valore dell’amicizia e i rischi del perbenismo

Sveva Casati Modignani

Sveva Casati Modignani

Di Donatella Cinelli Colombini

Il suo vero nome è Bice Cairati e con questo nome firma i messaggini che mi manda e che finiscono con la parola “bacetti” così come le sue telefonate si concludono con “saluti a Sir Charles” nickname con cui mio marito Carlo è ormai noto a tutte le Donne del Vino.

SVEVA CASATI MODIGNANI – BICE CAIRATI

Ma il nome con cui la conoscono milioni di lettori è Sveva Casati Modignani, una scrittrice che sa affrontare argomenti difficili con la franchezza, la leggerezza e l’assenza di retorica di chi conosce a fondo l’animo umano ed è mosso esclusivamente dal desiderio di suscitare sentimenti positivi. Questi suoi valori la fanno amare da un pubblico immenso ed attraggono verso di lei persone molto diverse come il Cardinale Ravasi e Maurizio Landini segretario generale delle CGL che le ha regalato la felpa della FIOM dono rarissimo di cui Sveva è molto fiera.

SEGRETI E IPOCRISIE ULTIMO LIBRO DI SVEVA CASATI MODIGNANI

Sveva Casati Modignani inaugura l'evento delle Donne del vino a Portopiccolo

Sveva Casati Modignani inaugura l’evento delle Donne del vino a Portopiccolo

Il suo ultimo libro “Segreti e ipocrisie” (Sperling &  Kupfer pp 227 € 15,9) sembra fatto apposta per essere regalato, per Natale, alle amiche del cuore. Racconta di quattro donne Maria Sole, Carlotta, Gloria e Andreina che hanno l’abitudine di incontrarsi al ristorante ogni giovedì per cene raffinate in cui bevono ottimi vini come il mio Cenerentola DOC Orcia.
Le quattro amiche vivono esperienze diverse che comunque evidenziano lo stesso concetto: il perbenismo che orienta la scelte in base a “quello che direbbe la gente” porta in un labirinto di segreti, ipocrisie, verità non dette, paure, divieti …. Un percorso senza uscita che rende infelici se stessi e il prossimo. Ecco che l’ingenua Maria Sole sposa Mariano scoprendo la sua omosessualità dopo la nascita del primo figlio benché sua madre e sua suocera ne fossero consapevoli da anni senza averglielo mai detto. 

Brunello-Prime-Donne-2015-Montalcino

Brunello Prime Donne 2015 un vino da sposare

Grande annata di Brunello 5 stelle adatto al lungo invecchiamento e alle ricorrenze importanti. Chi ha avuto un figlio nel 2015 può conservarlo per le sue nozze

Il Brunello di Montalcino Prime Donne viene prodotto solo nelle annate migliori. E’una piccola selezione di 6.000 bottiglie destinate a ristoranti e enoteche di alto livello di tutto il mondo.

E’ il primo Brunello prodotto e pensato al femminile. Infatti la cantina che lo produce, il Casato Prime Donne a Montalcino, è la prima in Italia con un organico di sole donne, enologa compresa. Inoltre è il primo vino rosso a lungo invecchiamento che viene seguito, dalla nascita all’imbottigliamento, da un pannel di 4 espertissime assaggiatrici internazionali: una enotecaria, una sommelier e due Master of Wine: Astrid Schwarz, Daniela Scrobogna, Rosemary George MW a cui sta per aggiungersi la svedese Madeleine Stenwreth MW. Sono loro a scegliere il vino fra le diverse vigne di Sangiovese Brunello, decidono il tipo di botte di rovere e infine il blend fra il vino di più fusti in legno.

Ovviamente il Brunello Prime Donne piace molto anche agli uomini ed ha ottimi rating nella principale stampa internazionale, ma è anche una bandiera per il vino al femminile. Infatti, nel 1998 quando Donatella

Brunello-Prime-Donne-2015-Montalcino

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Cinelli Colombini ha inaugurato il “progetto Prime Donne” e il ruolo del gentil sesso in enologia era piccolissimo, questo vino è stato il primo a celebrare l’importanza del gusto femminile.

Il Brunello Prime Donne è molto tradizionale, di ottima struttura con tannini vellutati e grande armonia.
Negli ultimi dieci anni le assaggiatrici hanno sempre scelto i vini ottenuti dalle uve del vigneto Ardita sulla sommità della collina del Casato Prime Donne. Un appezzamento piantato nel 2001 a 250 m sul mare, con splendida esposizione e suolo con prevalenza di argilla e calcare.

DESCRIZIONE DEL BRUNELLO PRIME DONNE 2015

TIPOLOGIA: rosso secco.
ZONA DI PRODUZIONE: Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne
CLIMA: Inverno mite e piovoso, primavera piovosissima. Le viti iniziarono il ciclo vegetativo precocemente e si svilupparono velocemente bloccandosi a luglio a causa del caldo molto intenso. L’invaiatura iniziò intorno al 20 luglio. Agosto con piogge alternate a giornate calde e assolate. Settembre con fortissime escursioni fra notte e giorno.

Non fidatevi del gusto fra i sensi è il più manovrabile

La vista è il senso più forte, poi l’udito. Sono in grado di alterare il gusto e cambiare le scelte: effetto Lafitte, ascoltando Mozart scegli vini più cari

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Di Donatella Cinelli Colombini

Vincenzo Russo professore di Neuromarketing alla IULM di Milano, pubblica sul settimanale economico del Gambero Rosso “Trebicchieri” delle pillole di scienza estremamente utili a chi vende il vino ma anche a chi lo compra perché rivelano come non tutto è come appare.

NEUROMARKETING: LA VISTA CONTA PIU’ DEL GUSTO

Nel nostro cervello le cellule deputate alla vista sono circa il 50% mentre quelle deputate al gusto solo l’1%. A conti fatti il gusto è un senso meno “forte” degli altri e subisce l’influenza di vista, udito e tatto.
Ecco perché la stessa bevanda colorata di rosso viene percepita più dolce fino al 10%.

NEUROMARKETING: SUONI, SENSAZIONI TATTILI PIACEVOLI FANNO SEMBRARE IL VINO PIU’ BUONO

Non solo la vista altera la percezione gustativa, anche l’udito e persino il tatto.

Vincenzo-Russo-e-Donatella-CinelliColombini-a-Wine2wine

Vincenzo-Russo-e-Donatella-CinelliColombini-a-Wine2wine

Charles Spence il professore di gastrofisica all’Università di Oxford ha fatto assaggiare lo stesso vino ascoltando suoni dolci ad alta frequenza e toccando una tovaglietta di peluche bianco poi ha ripetuto l’assaggio ascoltando suoni acuti a bassa frequenza e toccando la carta vetrata.
Il primo vino è stato giudicato molto ma molto più buono.
Allo stesso modo sentire il rumore dl cavatappi crea un’aspettativa di qualità che fa sembrare il vino migliore perché il tappo in sughero è inconsapevolmente associato alle bottiglie più pregiate.
Con gli odori la questione è ancora più complicata. Non vengono percepiti come tali ma filtrati dalla memoria tipo le madeleine di Marcel Proust. Gli aromi compiono un lungo viaggio nel cervello, passano dal bulbo olfattivo e poi dalla corteccia olfattiva dove vengono riconosciuti in base alle esperienze precedenti. Solo alla fine l’informazione arriva alla corteccia orbito frontale, diventa consapevole e prende un nome. Per questo il giudizio sugli aromi è poco obiettivo e molto evocativo.

Donatella-CinelliColombini-CristianaCirielli-StevieKim-organizzatrice-di-Wine2wine

Wine2wine 2019 e l’assunzione in cantina

Il workshop creato da Stevie Kim per Veronafiere è una vera palestra per i wine manager e aspiranti tali. Le Donne del Vino insieme a WinePeople sono fra i protagonisti

Wine2wine - il-workshop-del-wine-business

Wine2wine – il-workshop-del-wine-business

WINE2WINE 2019 “COME ASSUMENRE LA PERSONA GIUSTA E COME FARSI ASSUMERE”

Quest’anno il tema sviluppato a Wine2wine 2019 (Verona lunedì 25 novembre ore 15,45) è “Come assumere la persona giusta e come farsi assumere”. Ancora una volta l’Associazione Donne del Vino si è unita a WineMeridian-WinePeople al fine di dare indicazioni utili alle cantine che hanno bisogno di persone di talento e vogliono capire come selezionarle ma anche a chi vorrebbe lavorare nel mondo del vino e non ha ben chiaro come presentarsi.

IL COLLOQUIO DI ASSUNZIONE DIVENTA TEATRO

Donatella-CinelliColombini-CristianaCirielli-StevieKim-organizzatrice-di-Wine2wine

Donatella-CinelliColombini-CristianaCirielli-StevieKim-organizzatrice-di-Wine2wine

La prima parte interamente curata da Wine People è composta da 5 pieces teatrali scritte da Fabio Piccoli e recitate da Massimilla Serego Alighieri. Situazioni paradossali che mettono alla berlina i principali errori dei candidati: curricula troppo lunghi e dettagliati, eccessiva fiducia nei titoli accademici quando invece conta soprattutto ciò che si sa fare nel concreto, poca padronanza delle lingue estere, insufficiente consapevolezza dei propri punti di forza e di debolezza. Elementi che Lavinia Furlani e Andrea Pozzan commentano con precisione rimandando gli approfondimenti al loro “Talenti per il vino” manuale di recruitment  per le cantine.

IL PROCESSO CHE PORTA ALL’ASSUNZIONE

La seconda parte riguarda “l’assunzione fai da te” cioè i consigli pratici destinati a chi deve scegliere fra decine di candidati, quello più adatto alla propria cantina. Si tratta di assunzioni per i ruoli intermedi: wine hospitality, front office turistico, addetti al commerciale ….
Non vengono presi in esame i metodi per selezionare i manager e i top manager, un’attività per la quale servono recruiter professionisti come quelli che lavorano a WinePeople e quindi difficilmente può essere fatta senza ausili esterni.

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Case history: enoturismo a Conegliano Valdobbiadene

Finalmente un’analisi approfondita sul potenziale di sviluppo innescato dall’enoturismo! Arriva dal CISET e riguarda il distretto del Conegliano Valdobbiadene

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di Donatella Cinelli Colombini

CISET Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica, lunga mano sul turismo dell’Università di Venezia Cà Foscari,  può contare su un autentico genio come Mara Manente le cui analisi prefigurano il futuro con precisione permettono di orientare le scelte politiche come un radar. La zona interessata dall’analisi CISET è quella del Prosecco iscritta dal 2019 nel patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

ENOTURISMO NELLE ZONE UNESCO E NEL DISTRETTO CONEGLIANO VALDOBBIADENE

Le previsioni, ponderate in base alle esperienze dei comprensori viticoli che hanno ricevuto lo stesso riconoscimento prima di quello veneto, parlano di un incremento fino al 50% di visitatori nei 10 anni successivi all’iscrizione Unesco.
Vengono proposti due scenari: il primo, cauto prevede +12% di visitatori entro il 2029 con una crescita annua del 3% dei fatturati turistici e un tasso

Conegliano-Valdobbiadene

Conegliano-Valdobbiadene

di occupazione delle strutture ricettive in aumento fino al 35-37% in 10 anni.
Lo scenario ottimistico che, tuttavia sembra spaventare il presidente del Consorzio consapevole dei rischi di degrado connessi a un successo turistico troppo abbondante e troppo veloce, riguarda un +50% di visitatori entro il 2029, con una crescita del business turistico del 6% l’anno e un tasso di occupazione delle strutture ricettive , fra il 35 e il 47% in più alla fine del periodo.
Queste proiezioni partono dalla fotografia del distretto Conegliano Valdobbiadene effettuata dal Centro studi, l’immagine ci mostra una realtà pronta a cogliere l’opportunità turistica veicolata dal riconoscimento Unesco ottenuto nel 2019.

Amarone e Valpolicella il coraggio di cambiare

Andrea Sartori rivoluziona l’Amarone e la Valpolicella con una manovra che punta a ridurre i volumi e innalzare i valori. Ecco le novità dei disciplinari

Di Donatella Cinelli Colombini

Conosco Andrea Sartori da tantissimi anni, grazie alla sua amicizia con mio fratello. Fino da giovanissimo è sempre stato una persona brillante, un imprenditore capace e convinto dell’opportunità di fare squadra per ottenere risultati maggiori.

VINO DEL VENETO E VALPOLICELLA CON LUCI E OMBRE

Dal 2017 guida il consorzio che gestisce le denominazioni “Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso”, “Amarone” e “Recioto”. Uno dei 3 distretti italiani di maggiore importanza per i vini rossi all’interno di una Regione Veneto che ha letteralmente messo le ali all’export italiano con il suo Prosecco.

vigneti-della-Valpolicella-cambiamenti del-discipliare-firmati-da-Andrea-Sartori

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Un distretto che, tuttavia, nel 2018 ha visto scendere il giro d’affari dell’Amarone a 334 milioni, con un calo del -6% e un segno ancora più grave nell’export -10%. I dati Ismea indicano che l’Amarone, da gennaio 2018 allo scorso aprile, ha perso circa il 10% del valore per ettolitro, come la media della Valpolicella.

LA SFIDA DI ANDREA SARTORI MENO VOLUMI PIU’ QUALITA’ E PREZZI

In una simile situazione Sartori, come sempre innovativo, coraggioso e capace di interpretare le nuove tendenze, ha dato una svolta alle denominazioni della Valpolicella portando a compimento la modifica dei 4 disciplinari. Un colpo d’ala da vero imprenditore.

Dopo le ultime variazioni del 2010, le richieste di cambiamento, si sono incagliate nella girandola di ministri e nel blocco del Comitato Nazionale Vini che è durato fino a pochi mesi fa. Merito di Sartori essere arrivato in fondo puntando in alto, ancora più in alto rispetto alla situazione attuale, e creando le condizioni di un innalzamento qualitativo generalizzato. Ma, promette il mio amico Andrea, le modifiche attuali sono solo << l’inizio di una regolamentazione che investirà nei prossimi anni anche altri aspetti produttivi>>. Infatti sono trapelate notizie circa il suo orientamento ad allungare l’invecchiamento dell’Amarone.

Albiera Antinori, Priscilla Incisa e Cinzia Merli a Bolgheri

Triunvirato rosa al Consorzio di Bolgheri con Albiera Antinori (Guado al Tasso) presidente e le vicepresidenti Priscilla Incisa della Rocchetta e Cinzia Merli

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Di Donatella Cinelli Colombini

Finalmente le donne conquistano la leadership di un grande Consorzio del vino! A Bolgheri Albiera Antinori Presidente verrà affiancata dalle vicepresidenti Priscilla Incisa della Rocchetta e Cinzia Merli.

IL CONSORZIO DI BOLGHERI GUIDATO DA TRE DONNE

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Tre nomi di prestigio internazionale, tre donne di grandissimo talento che si mettono alla testa della denominazione italiana attualmente più performante, Bolgheri. C’è da aspettarsi qualcosa che lascerà tutti a bocca aperta e dimostrerà al mondo l’utilità di dare più spazio al gentil sesso. Albiera Antinori, primogenita del Marchese Piero è, insieme alle sorelle Allegra e Alessia, erede del gruppo enologico italiano più grande e prestigioso con oltre 200 milioni di fatturato annuo. Esperta di comunicazione e marketing, Albiera si è sempre distinta per l’impegno, l’equilibrio e il talento professionale. Doti che, insieme alla semplicità dei modi, l’anno fatta apprezzare come una delle vere “menti” del vino italiano.

ALBIERA, PRISCILLA E CINZIA TRE SIMBOLI DEL GRANDE VINO ITALIANO

Priscilla Incisa della Rocchetta, nipote di Mario “inventore” del Sassicaia è quasi un simbolo per Bolgheri. Discreta e garbata ha la capacità di non far pesare l’enorme successo internazionale del suo vino che quest’anno è salito sul gradino più alto della classifica TOP 100 del Wine Spectator. L’altra vicepresidente Cinzia Merli è a capo di un’altra cantina da mito, Le Macchiole acquistata da lei e dal marito Eugenio Campolmi nel 1983 e diretta, dopo la prematura morte di lui nel 2002, in solitario. Un esempio di coraggio e capacità che desta davvero ammirazione.

bruschetta

Olio EVO nuovo della Fattoria del Colle

Bruschetta, pan lavato, zuppa frantoiana, pinzimonio … tante ricette toscane per gustare l’olio Evo 2019 con i suoi effetti salutari

Olio Evo appena fatto

Olio Evo appena prodotto

Abbiamo una vera passione per l’olio extravergine di oliva. Da secoli, qui alla Fattoria del Colle la qualità delle olive è eccellente e noi mettiamo ogni cura nel raccogliere e frangere questi frutti prelibati. Abbiamo 6 ettari di oliveto tradizionale con le varietà frantoio (correggiolo) moraiolo e qualche olivastra lungo i sentieri. La Fattoria del Colle si trova a 400 metri sopra il livello del mare, in una zona a bassa piovosità, con terreni calcarei dove gli olivi hanno il loro habitat ideale. Negli oliveti non sono mai stati usati prodotti chimici e anche negli ultimi dieci anni quando la terribile mosca olearia è arrivata due volte le olive sono state difese con le trappole e niente altro.

QUALITA’ DELL’OLIO EVO: 50% DAL MICROCLIMA, 25% DALLA CULTIVAR E 25% DALLA RACCOLTA E LAVORAZIONE

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Il microclima dell’oliveto è importantissimo e incide per il 50% sulla qualità dell’olio, un altro 25% dipende dalla cultivar cioè dalla varietà delle piante. Trequanda è una zona rinomata da secoli per il suo ottimo olio e la fattoria del Colle conserva ancora oltre 20 orci di terracotta, alcuni dei quali di oltre duecento anni di età, che testimoniano la tradizione e la grande cura con cui è sempre stato prodotto l’extravergine.
Il rimanente 25% della qualità dell’olio dipende da come le olive sono raccolte e spremute. Noi raccogliamo le olive, a ottobre e novembre, iniziando poco dopo la vendemmia, quando sono ancora verdi. La “brucatura” è manuale con il solo aiuto di piccoli rastrelli elettrici. Ogni giorno le olive vengono portate a Castelmuzio nel piccolo frantoio Sant’Angelo gestito da un giovane competente e appassionato, Paolo Bindi. Grazie a una lavorazione lenta che non scalda le olive l’impianto Pieralisi di Paolo preserva tutta la fragranza dei frutti. Dopo la frangitura, per preservare i profumi e le virtù salutari dell’extravergine noi della Fattoria del Colle lo conserviamo a 15°C in fusti di acciaio saturati con azoto e poi lo imbottigliamo senza filtrarlo.
Viene venduto quasi tutto in fattoria nelle mono-cultivar correggiolo (frantoio), moraiolo e nel blend delle due varietà. E’ confezionato in bottiglie e in piccole taniche metalliche.

Donne-del-Vino- 2019-Donne-vino-e-design

Donne del vino del mondo unitevi

SIMEI Milano 19-22 novembre 2019 ospita il primo forum mondiale delle Donne del vino e la premiazione di Simonetta Doni Personaggio dell’anno 2019

Donne-del-Vino- 2019-Donne-vino-e-design

Donne-del-Vino- 2019-Donne-vino-e-design

di Donatella Cinelli Colombini

Simei, la più grande fiera mondiale di attrezzature per la produzione e il confezionamento del vino, quest’anno ha invitato delle ospiti nuove e importanti. Si tratta delle rappresentanti delle associazioni femminili del vino di tutto il mondo (ore 15 padiglione 11 sala convegni-wine bar). Un’enologa e una produttrice sono arrivare da Francia, Svizzera, Germania, Austria, Croazia, USA, Argentina, Australia, Sud Africa….. per costituire un network basato sullo sharing cioè lo scambio di esperienze, viaggi, know how, opportunità di formazione e di business, comunicazione. Seguendo il principio che “l’unione fa la forza” il vino al femminile ha risposto all’appello delle Donne del Vino italiane che sono, di gran lunga, l’associazione più numerosa e attiva a livello internazionale. L’obiettivo è di accrescere le opportunità affinché il processo verso la parità in termini di carriera, retribuzioni e riconoscimento sociale, avvenga più rapidamente possibile.

SIMEI 2019 PRIMO FORUM MONDIALE DEL VINO AL FEMMINILE

Donne-de-vino-2019-convention-in-Sicilia-Planeta -Sciaranuova

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Il programma  primo forum mondiale del vino al femminile è stato messo a punto da Tiziana Mori responsabile delle pubbliche relazioni di GIV e artefice del network internazionale delle Donne del vino.

Durante il Forum of the women in wine worldwide, che avviene durante SIMEI, oltre alla firma del protocollo di intesa che collega in un networking le principali associazioni dell’enologia al femminile, le delegate estere e le Donne del vino italiane parteciperanno a una welcome dinner e a un convegno (21 novembre ore 10 sala convegni padiglione 15 incentrato sulle opportunità e le sfide che attendono il mondo del vino in termini di turismo e economia circolare. Porteranno i loro contributi Carlos Santos di Amorim Cork Italia, Roberta Garibaldi docente all’Università di Bergamo e maggiore esperta di turismo enogastronomico, e il direttore di LCI Lavorazione Carta Riciclata Italiana.

 Chi seguire per diventare bravi del vino on line

I più bravi del vino on line  sono Veuve Clicquot, Consorzio della Vernaccia di San Gimignano e del Chianti, Dievole, Frescobaldi, Pasqua e San Mattia

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il panorama generale delle cantine italiane on line è deludente. Stevie Kim Managing director di Vinitaly International ha raccontato a “Pambianco Wine&Food che otto anni fa in occasione di Opera Wine alcune delle 100 cantine più gettonate nel mercato americano selezionate da Wine Spectator <<non avevano nemmeno la posta elettronica, comunicavamo solo con il fax. Così per spronarle all’uso del digitale e dei social, abbiamo chiesto agli operatori di twittare il loro vino preferito alla manifestazione. Di conseguenza le aziende sono state spronate ad aprire, a loro volta, un account Twitter…>>

VINO ON LINE , I PIU’ BRAVI SONO I CONSORZI DELLA VERNACCIA E DEL CHIANTI

Grazie anche a questi stimoli la situazione è migliorata e ci sono anche dei buoni esempi. Primi fra tutti i consorzi e soprattutto quelli toscani della Vernaccia e del Chianti. Quest’ultimo attraverso ChiantiLovers ha aperto un dialogo con i consumatori coinvolgendoli nelle anteprime e dialogando on line.

CANTINE BRAVE ON LINE: VEUVE CLICQUOT, DIEVOLE, FRESCOBALDI E PASQUA

L’esempio migliore fra le cantine è Veuve Clicquot, lo Champagne che nella multinazionale del lusso LVMH guarda maggiormente ai giovani, al

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consumo modaiolo e festaiolo. La tecnica usata dai comunicatori della celebre vedova è quella “glocal” come spiega Sabrina Nunziata <<In Italia, per esempio … comunica con la nostra lingua e racconta di realtà ed eventi territoriali, creando in questo modo maggiore engagement con il pubblico>>.

PODCAST E VIDEO DEL VINO ON LINE

Il video sono uno strumento di enorme efficacia. Fra quelli che li usano meglio Dievole ( che sta puntando sulle immagini Instagram dirette ai consumatori del lusso in generale) e Frescobaldi. Ha un successo crescente il podcast cioè i documenti sonori trasmessi in streaming. L’esempio migliore è Monty Waldin con il suo Italian Wine Podcast dove i contenuti più coinvolgenti in lingua inglese hanno un successo enorme e internazionale. 

Orcia e Tartufo accoppiata vincente

A San Giovanni d’Asso – Montalcino la degustazione dei vini Orcia guidata da Gabriele Gorelli propone l’abbinamento con il tartufo bianco delle Crete Senesi

weekend del tartufo bianco

Doc Orcia e tartufo-bianco-weekend-toscana

Di Donatella Cinelli Colombini

Per guidare la degustazione dei suoi vini la Doc Orcia il 19 novembre, ha scelto Gabriele Gorelli, l’italiano più vicino al titolo di Master of Wine. Riconoscimento che molti wine critics del nostro Paese, inseguono da anni senza successo e per il quale il giovane wine expert di Montalcino Gabriele Gorelli lavora da anni. Ha già superato tutti gli esami con degustazione (l’ultimo il 3 giugno scorso) e deve ora scrivere la tesina finale di 1.000 parole. Uno scoglio complesso ma non impossibile per entrare nel sodalizio fondato a Londra nel 1953 ed ora composto da 390 esperti di vino di 30 Paesi del mondo.

GABRIELE GORELLI GUID LA DEGUSTAZIONE DEI VINI ORCIA

Orcia-Doc-vini-

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La scelta di un degustatore con una forte impronta internazionale nasce dal mercato della Doc Orcia, denominazione nata nel 2000 e prodotta da una sessantina di piccole e piccolissime cantine con cura artigianale. 300.000 bottiglie all’anno quasi tutte vendute a chi viene nel territorio di produzione. Un’area collinare fra i territoti del Brunello e del Vino Nobile con una immensa vocazione per i rossi da lungo invecchiamento. Ma chi pensa a una clientela locale sbaglia: l’area dove nasce la Doc Orcia si allarga intorno alla splendida Valdorcia iscritta nel patrimonio dell’umanità Unesco dal 2004 per l’armonia del paesaggio agricolo creato da secoli di lavoro contadino. Ogni anno, la sua misteriosa armonia e le sue città d’arte, attraggono oltre un milione di presenze turistiche e circa altrettanti escursionisti. Un turismo soprattutto estero con una grossa componente statunitense. Persone molto sensibili all’agroalimentare che amano assaggiare, visitare cantine e vigneti, incontrare i produttori, fare lezioni di cucina, entrare nei laboratori delle eccellenze del gusto….. L’Orcia ha dunque un “export sotto casa”. Per questo vuole confrontarsi con i grandi esperti italiani ma anche con chi offre un punto di vista più internazionale. In passato si è rivolta alla statunitense Kerin O’Keefe di Wine Enthusiast, al britannico Richard Baudain di Decanter e all’olandese Walter Speller del super blog di Jancis Robinson alternando i loro contributi con quelli dei campioni mondiale e italiano dei Sommelier AIS.

                                                                                               

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