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OPPORTUNITA’ PER LE PICCOLE CANTINE IN USA

Qualche buona idea per vendere il vino nei ristoranti USA e non solo. Quando il covid finirà, le bottiglie di vino dovranno essere parlanti e personalizzate

 

Donatella Cinelli Colombini: piccole cantine e ristoranti USA

Donatella Cinelli Colombini: piccole cantine e ristoranti USA

di Donatella Cinelli Colombini

Il Covid-19 ha messo a dura prova le piccole cantine indirizzate sulla produzione di vini di eccellenza e commercializzate quasi solo nei ristoranti. Per loro, entrare nel GDO è difficile e poco conveniente. Organizzare la vendita diretta è possibile solo per chi ha un bel pacchetto di contatti privati ed una forte attività on line. Ma forse ci sono canali export sottostimati e molto promettenti, anche a lungo termine.
Le note sotto riguardano gli Stati Uniti ma rispecchiano una situazione presente in quasi tutti i mercati.
Come sappiamo il sistema distributivo USA è diviso su 3 passaggi: 1) importatori o cantine locali, 2) distributori, 3) rivenditori o ristoranti. Si tratta di un’eredità del proibizionismo che solo le pochissime compagnie nate prima del 1920, riescono a superare. E’ un sistema che ingenera costi ed è adatto alle cantine italiane grandi o medio-grandi che fanno un grosso lavoro di marketing per accreditare brand e vini.

 

I PICCOLI IMPORTATORI “IN PROPRIO” PERFETTI PER LE PICCOLE CANTINE

Tuttavia esistono tanti piccoli importatori che non comprano per rivendere ma per consumare in proprio. Si tratta di titolari di catene di negozi o di gruppi di ristoranti che hanno creato una piccola ditta di import e comprano limitate quantità di vino direttamente dalle cantine. Generalmente non vengono in Italia per cercare i vini da importare ma usano il web o i consulenti. Se vengono nel nostro Paese chiedono consiglio alle migliori enoteche situate nell’area di produzione.
Cercano cantine piccole, di ottimo livello ma poco conosciute.

 

Houston: Donatella Cinelli Colombini e l'astronauta

Houston: Donatella Cinelli Colombini e l’astronauta

LA VOCE DEI RISTORATORI USA: COSA AMANO COMPRARE

Ovviamente c’è una componente da talent scout, ma il principale motivo di una simile strategia è quello di evitare i confronti, sia con il prezzo della stessa bottiglia sugli scaffali dei rivenditori, sia nei portali online.
Per chiarire meglio la dinamica ripercorro un articolo di W. Blake Gray su WineSearcher, intitolato “Wine List Secrets Revealed”, vi rivelo i segreti della carta dei vini.
L’autore ha intervistato Bill Rancic vincitore del programma televisivo di Donald Trump “The Apprentice” nel 2004. Successivamente Rancic ha aperto i ristoranti RPM Italian e RPM Steak a Chicago, con un avamposto a Washington, DC. Recentemente ha organizzato un evento online con i grossisti di vino e alcolici d’America. Questo ha messo a fuoco il motivo per cui i ristoranti preferiscono vendere vini sconosciuto rispetto ai “soliti noti”.
Ci guadagnano di più.

 

Vini passati di moda. Come e perché succede

Come mai ci sono vini che mantengono il successo per secoli e altri che, dopo qualche anno, passano di moda? Qual è il segreto dell’eterna giovinezza?

vini-che-non-passano-di.-moda-Bordeaux-Borgogna-Champagne

vini-che-non-passano-di.-moda-Bordeaux-Borgogna-Champagne

di Donatella Cinelli Colombini

Va detto che il vino, come qualunque prodotto, ha un ciclo di vita di durata variabile. In certi casi può durare moltissimo, come avviene per i rossi di Bordeaux o lo Champagne che si avviano verso il millennio. Ma sono casi eccezionali, in genere la fortuna non dura così a lungo ed è più facile arrivare al successo che mantenerlo.
A accelerare il ciclo di obsolescenza c’è la civiltà umana e gli stili di consumo in evoluzione molto rapida, gusto compreso.

LA MODA E GLI EVERGREEN

Il mio ragionamento sui segreti della durata parte da altri settori, come la cultura: non tutta la musica del Settecento piace ancora oggi ma vi sfido a trovare un melòmane che non apprezza Mozart. Quindi l’alto livello qualitativo aiuta a durare nel tempo.
Scendendo al livello dei prodotti industriali longevi citerei il maggiolino -Volkswagen Typ 1 l’auto che ha avuto il ciclo di vita più lungo al mondo dal 1938 al 2003. Anche in questo caso il mix di meccanica, funzionalità e qualità progettuale è altissimo, anche nei restyling, con l’aggiunta di un elemento di simpatia che l’ha fatta amare da molte generazioni e si traduce nei nomignoli: scarabeo, scarafaggio, maggiolone …

Barolo-un-territorio-e-un-vino-che-non-passano-di-moda-.

Barolo-un-territorio-e-un-vino-che-non-passano-di-moda-.

Quindi l’elisir di lunga vita non è solo l’alta qualità ma anche l’emozione che un prodotto riesce a suscitare.
E arriviamo al vino per capire quali tipologie non berremmo più e perché sono passate di moda. Non mi riferisco a tempi lontani, come il Falerno amato dai Romani, ma a quelli che ogni wine lover con più di 50 anni di età, amava un tempo ed ora non metterebbe fra i suoi preferiti.

I VINI CHE PASSANO DI MODA

Mi aiuto con un delizioso articolo di Il Foglio firmato da Camillo Langone.
La lista dei vini obsoleti si desume da un gran numero di interviste a scrittori, giornalisti, grandi degustatori …. E il giudizio è unanime <<ora amo vini diversi da quelli di 30 anni fa>>. Primo nella black list il vino maturato in barrique e con forte impronta di legno, opinione che getta un’ombra anche sui Supertuscan e i vini da vitigni internazionali prodotti in Toscana. Circostanza singolare visto che, in questo momento, sono proprio quelli a trascinare in alto le quotazioni dell’enologia italiana in LivEx cioè nel borsino dei collezionisti.

Vino da compleanno: Brunello, Barolo, Aglianico…

Vini capaci di durare nel tempo. Vini dell’anno di nascita, splendidi per celebrare compleanni, laure, matrimoni e, per i veri appassionati, i 100 anni di età

 

Donatella Cinelli Colombini nella sua cantinetta privata

Fattoria del Colle cantinetta privata con Carabiniere

di Donatella Cinelli Colombini

Mi ricordo di aver visto, nei sotterranei del Castello di Nipozzano una piccola stanza in cui erano conservati i vini imbottigliati nel giorno della nascita di ogni nuovo membro della famiglia dei Marchesi Frescobaldi: per i maschi qualche centinaio, per le femmine alcune decine. Non tutti hanno la fortuna di possedere un maniero medioevale con mille anni di storia e neanche delle riserve private di grandi vini da stappare a ogni compleanno. La grande nobiltà ha privilegi davvero esclusivi!
Tuttavia il desiderio di bottiglie personalizzate oppure del proprio anno di nascita, è piuttosto diffuso.
C’è chi compra i millesimi in cui sono nati i figli, oppure chi li regala all’amico wine lover in occasione della sua laurea. I motivi sono sempre celebrativi e finalizzati a creare, con il passare degli anni, l’occasione di qualcosa di straordinario, perché l’assaggio di un vino di 40, 50 oppure 60 anni è sicuramente un’emozione eccezionale.

 

SOLO POCHI VINI SONO ADATTI PER IL LUNGO INVECCHIAMENTO, COME IL BRUNELLO

Ovviamente non tutti i vini sono adatti a simili progetti. Ottima la zona di Rufina, dove si trova il Castello di Nipozzano di cui ho parlato prima, altrettanto buona Montalcino, le Langhe, l’avellinese e il Vulture … La scelta fra una zona invece che un’altra dovrebbe tenere conto dalla qualità della vendemmia perché solo i grandi millesimi sono in grado di sfidare il tempo.
Altro elemento da considerare è la presenza di un luogo adatto per conservare il vino. Se il destinatario della bottiglia non ha un ambiente freddo (14-16°C) buio e umido (80-90%) dove tenere la bottiglia distesa al buio, è meglio che se la beva subito. Non festeggerà con lei le nozze d’oro ma magari avrà un momento magico nella luna di miele.

SMART WORKING NEL VERDE ALLA FATTORIA DEL COLLE

Il WiFi è stato potenziato in ville, appartamenti e camere per consentire a chi vuole lavorare in smart working immerso nella natura e di alternare il pc con la vacanza rigenerante

 

Smart working e vacanza in Toscana alla Fattoria del Colle

Smart working e vacanza in Toscana alla Fattoria del Colle

Lavorare guardando le vigne e un paesaggio creato dai contadini in quasi mille anni, nel silenzio di una campagna incantata e magari con un calice di Brunello da sorseggiare con calma ….

Non assomiglia all’idea stressante dell’ingegnere che verifica i calcoli del cemento armato oppure dell’avvocato che studia una causa, ma forse la qualità del lavoro è anche migliore. Anzi forse arriva l’idea geniale, il colpo d’ala che fa risolvere i problemi!

 

SMART WORKING CON VISTA E TREKKING

Smart working e vacanza in Toscana alla Fattoria del Colle

Smart working e vacanza in Toscana alla Fattoria del Colle

Lavorare in un territorio bellissimo permette di rigenerarsi ed accrescere le proprie performance professionali. La Fattoria del Colle è nella campagna più fotografata e utilizzata per spot pubblicitari al mondo. A cavallo fra la Val d’Orcia e le Crete Senesi. Ha un ristorante che serve antichi piatti toscani. C’è una sala banchetti dove, covid permettendo, organizzare compleanni o feste di laurea, ma anche team building e meeting di lavoro. Ci sono percorsi di trekking dedicati alla natura e al vino, 3 parchi attrezzati, un safari fotografico per immortalare i paesaggi più belli. Cosa più importante, il programma di esperienze propone ogni giorno più di un’attività. Intorno, il numero di piccole città d’arte da visitare è enorme: Cortona, Pienza, Montepulciano, Montalcino e poco più lontano Siena, Assisi, Arezzo ….

 

ESPERIENZE CON BRUNELLO E GRANDI VINI ROSSI

Ovviamente le opportunità più eccezionali sono per gli amanti dei grandi vini rossi e della buona tavola. Visite guidate nelle cantine del Brunello – Casato Prime Donne a Montalcino – e della Doc Orcia – Fattoria del Colle. Degustazioni itineranti che riguarderanno anche il vigneto. La scoperta dei piccoli segreti dei vini di Montalcino, del Chianti Superiore e dei Supertuscan avverrà anche durante degustazioni guidate. Vengono proposte la verticale di varie annate di Brunello e il “piccolo enologo” in cui ciascuno prepara il suo superuscan da etichettare e portare a casa per un assaggio con gli amici.

 

LE SEI PAROLE DEL VINO PIU’ FRAINTESE

Riduzione, varietà, riserva … parole che possono confondere il consumatore di vino perché significano anche altre cose e perché non vogliono dire sempre la stessa cosa

 

Sei parole del vino più fraintese

Sei parole del vino più fraintese

Di Donatella Cinelli Colombini

Il maggior numero delle parole che creano fraintendimenti sono nella vigna. Per un avvocato, un medico oppure un commerciante, le parole “densità di impianto” vengono capite come il riferimento al numero di prese elettriche e non collegate al numero di viti presenti in un ettaro di vigna, così come “piede americano” suggerisce la diversa taglia delle scarpe USA tipo Lumberjack e non l’apparato radicale successivo all’epidemia di fillossera.
La possibilità di fraintendimento è un serio pericolo nella comunicazione del vino soprattutto perchè molte delle parole legate all’enologia hanno un significato completamente diverso nella vita normale oppure cambiano la loro valenza nelle varie parti del mondo.

Per questo l’articolo sulle parole del vino che confondono o che vengono usate in senso improprio, pubblicato dal grande portale inglese thedrinksbusiness, mi ha subito interessato e desidero qui riassumerlo sollecitando tutti a una riflessione sulle parole che vengono dette con un intendimento e sono invece capite in tutt’altra maniera.

 

LE SEI PAROLE DEL VINO PIU’ FRAINTESE: VEGETALE O ERBACEO

Riserva: una delle parole del vino più fraintese

Riserva: una delle parole del vino più fraintese

Queste prime quattro parole sono usate per criticare un vino, ma talvolta sono invece un indicatore positivo.  Erbaceo: si tratta della sensazione olfattiva e gustativa che si sente in vini prodotti con uve raccolte molto presto. Generalmente è un difetto ma, in qualche caso, evidenzia i caratteri varietali dell’uva, aggiungono freschezza e complessità  al vino.

 

LE SEI PAROLE DEL VINO PIU’ FRAINTESE: ASTRINGENTE

Quando i tannini asciugano la lingua e creano un effetto duro come mangiando un frutto acerbo. Il difetto diventa pregio quando si collega all’invecchiamento. Infatti bevendo certi vini di Bordeaux, nella loro giovinezza, l’astringenza produce sensazioni sgradevoli ma permette la successiva evoluzione e serbevolezza del vino per cui diventa un elemento indispensabile delle grandi etichette.

 

Turismo del vino: Donatella al Senato con 3 Ministri

Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini con Franceschini, Patuanelli e Garavaglia per presentare il libro Turismo del Vino in Italia e parlare di ripartenza

 

Turismo del vino: Franceschini, Patuanelli, Cinelli Colombini, Quaranta, Stefano, Garavaglia

Turismo del vino: Franceschini, Patuanelli, Cinelli Colombini, Quaranta, Stefàno, Garavaglia

Di Donatella Cinelli Colombini

Il Senatore Dario Stefàno – Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato della Repubblica ha voluto che la presentazione del libro scritto a quattro mani con me “Turismo del Vino in Italia. Storia, normativa e buone pratiche” (Ed. Edagricole – News Business Media, nella collana “Strategia e Management”, pag. 198) diventasse un momento veramente importante. Quasi un summit sul ruolo del vino e dell’enoturismo nella ripartenza post covid e sulla necessità di unire le forze su progetti strategici.

 

I MINISTRI FRANCESCHINI, PATUANELLI E GARAVAGLIA PARLANO DI ENOTURISMO

Nella Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama sede del Senato della Repubblica, alla presenza dei tre Ministri che, in modo diverso, interagiscono con l’enoturismo.

Senato della Repubblica: Dario Stefano e Donatella Cinelli Colombini - Turismo del vino

Senato della Repubblica: Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini – Turismo del vino

C’erano il titolare del dicastero della Cultura Dario Franceschini, delle Risorse Agricole Stefano Patuanelli e del Turismo Massimo Garavaglia. Oltre a loro due padrini di eccezione: Federico Quaranta di Decanter e Riccardo Cotarella Presidente mondiale degli enologi che hanno firmato le prefazioni del libro ed il giornalista di Edagricole Lorenzo Tosi collegato online.

 

MASSIMO GARAVAGLIA: UN PIANO SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO CE L’HA ANCHE IL CAMERUN

Tutti hanno concordato sul ruolo strategico del vino e dei territori del vino per la ripartenza turistica. C’è chi lo fa in modo quasi scherzoso, come il Ministro Garavaglia <<un libro interessante, curioso, pieno di aneddoti (come quello su Carlo Magno). E che ci fa scoprire le Regioni d’Italia inseguendo i propri vini … E che Dio benedica gli astemi che non sanno quel che si perdono!>>. Garavaglia ha comunque le idee chiare sulla necessità di un piano sul turismo enogastronomico <<ce l’ha anche il Camerun>>.

 

STEFANO PATUANELLI: E’ NECESSARIO SOSTENERE IL VINO E SOPRATTUTTO LE CANTINE CHE HANNO PIU’ SOFFERTO PER LA PANDEMIA

Il Ministro Patuanelli ha fatto un ragionamento più tecnico. <<Io intendo sostenere il vino, soprattutto le cantine che vendevano quasi solo nell’HORECA e hanno sofferto di più con la pandemia. E’ sempre più centrale il ruolo dell’enogastronomia nel turismo>> e poi entrando nel vivo dell’argomento <<le destinazioni del turismo del vino, grazie alla loro diffusione sul territorio nazionale, alla disponibilità di spazi aperti, sono sembrate subito una valida alternativa alle tradizionali destinazioni di viaggio. In questo quadro, l’Italia vanta il primato in Europa dell’offerta enoturistica>>.

 

VACANZE BIO ALLA FATTORIA DEL COLLE

Ricarica per le auto elettriche, vigneti e oliveti BIO, pannelli solari, orto con erbe alimentari toscane… per vacanze sicure e a contatto con la natura

 

La novità è la colonnina di ricarica delle auto elettriche che i turisti più ecologisti troveranno proprio all’ingresso della Fattoria del Colle. E’ dell’azienda italiana E-Station ed ha una potenza massima di 22 kW con presa Tipo 2 (standard Europeo). Rimane sempre accesa, per cui chi vuole rifornirsi, anche di notte, può scaricare il QR code, pagare (Euro o,32/kWh ) e ricaricare la macchina.

Per ora le auto elettriche arrivate alla Fattoria del Colle sono poche ma in futuro sicuramente aumenteranno e dovremo mettere altre colonnine di rifornimento. Almeno speriamo!

 

COLONNINA PER LA RICARICA DELLE AUTO ELETTRICHE

Ricarica elettrica per auto alla Fattoria del Colle con Enrico Pelagatti

Ricarica elettrica per auto alla Fattoria del Colle con Enrico Pelagatti

Gli amanti della natura e i più sensibili all’ambiente noteranno i nostri sforzi per adattare una fattoria con 400 anni di età a un minor impatto ambientale: sono state cambiare tutte le lampadine mettendo quelle a basso consumo. Sono stati sostituiti i motori che raffreddano tini e zone di affinamento del vino con impianti di ultima generazione. Ai pannelli solari sul tetto della cantina ne sono stati aggiunti altri vicino all’ingresso ….

 

ORTO DI PIANTE ALIMENTARI SELVATICHE TOSCANE

Questi sono interventi che non influiscono sulla vacanza dei turisti mentre altre scelte ambientaliste si: l’orto ad esempio. Caterina ci ha guidato nella scelta delle piante alimentari selvatiche della Valdorcia. Erbe che fanno parte da secoli dei nostri prati e ora ci permettono di servire zuppe di pane e panzanelle di tipo ancestrale. Ovviamente l’orto contiene anche pomodori, zucchine … che arrivano in tavola per la gioia degli amanti delle insalate ma l’aglione, il dragoncello, la borragine … sono invece essenze che raccontano storie millenarie. Sapevate che il tipico aglio gigante che cresce nei nostri terreni sabbiosi è senza aglina e quindi non fa puzzare l’alito e viene chiamato “a prova di bacio”?

 

TURISMO DEL VINO DARIO STEFÀNO E DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Venerdì 9 Aprile al Senato webinar con gli autori, interverranno i Ministri dell’Agricoltura Patuanelli, del Turismo Garavaglia e della Cultura Franceschini

 

Donatella Cinelli Colombini e Dario Stefàno: "Turismo del Vino in Italia"

Donatella Cinelli Colombini e Dario Stefàno: “Turismo del Vino in Italia”

Il turismo del vino e il suo ruolo per la ripartenza dei viaggi verso l’Italia dopo il Covid. La presentazione del manuale del Senatore Dario Stefàno e di Donatella Cinelli Colombini è l’occasione per accendere i riflettori su un comparto che può dare una spinta decisiva alla ripresa.

 

TURISMO DEL VINO IN ITALIA DI DARIO STEFÀNO E DONATELLA CINELLI COLOMBINI

Il libro contiene un vademecum sul turismo del vino: la sua storia ed il suo inquadramento concettuale e normativo. E’ una guida per gli imprenditori per collocare la propria cantina tra le wine destination più ricercate e gestire l’accoglienza in una logica di sviluppo economico e sostenibilità ambientale e sociale.

 

I MINISTRI FRANCESCHINI, GARAVAGLIA E PATUANELLI PER PARLARE DI ENOTURISMO

Questo è il contenuto del volume “Turismo del Vino in Italia. Storia, normativa e buone pratiche” (Ed. Edagricole – News Business Media, nella collana “Strategia e Management”, pag. 198) che sarà presentato in diretta venerdì 9 aprile alle ore 11 sul canale youtube del Senato della Repubblica dalla Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama alla presenza dei due autori il Senatore Dario Stefàno – Presidente della Commissione Politiche dell’Unione Europea del Senato della Repubblica – e Donatella Cinelli Colombini, fondatrice del Movimento Turismo del Vino e creatrice della giornata Cantine Aperte.

Donatella Cinelli Colombini e Dario Stefàno: "Turismo del Vino in Italia"

Donatella Cinelli Colombini e Dario Stefàno: “Turismo del Vino in Italia”

Nell’ottica di sollecitare le Istituzioni ad una strategia congiunta di rilancio turistico che coinvolga il vino, interverranno anche tre membri dell’attuale Esecutivo: il Ministro della Cultura Dario Franceschini, il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia ed il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Stefano Patuanelli. Tra i relatori del webinar di presentazione del libro il Presidente di Assoenologi e presidente dell’Union Internationale des Œnologues Riccardo Cotarella, il conduttore ed autore televisivo Federico Quaranta ed il giornalista di Edagricole Lorenzo Tosi.

 

Il sessismo fra i fornelli dagli stellati al fast food

Le chef donne crescono di numero e di reputazione ma il sessismo nelle cucine stellate è ancora forte e qualcuna comincia a dire basta specialmente in Francia

 

Sessismo nei ristoranti

Sessismo nei ristoranti

Di Donatella Cinelli Colombini

Il “me too” delle cheffe – chef al femminile – inizia con un articolo pubblicato su Le Monde Magazine ripreso dall’ Internazionale del 15 gennaio 2021. Riguarda 5 testimonianze su quello che viene detto e fatto nelle cucine dei grandi ristoranti. Ambienti dove normalmente gli apprendisti entrano ancora minorenni, il lavoro dura 12 ore al giorno, al caldo, con un’enorme pressione per la velocità e la precisione nell’esecuzione dei piatti, con una piccola pausa e un solo pasto. Un mix di tensione e abitudini che porta ad un linguaggio ed a comportamenti pesantissimi soprattutto per le donne e ancora di più per chi è diverso per colore della pelle o inclinazione sessuale.

 

ME TOO, COMINCIA LA RIVOLTA CONTRO IL SESSISMO IN CUCINA

C’è chi ce l’ha fatta e le donne Cheffe cominciano ad essere molte anche in Italia; partendo dalle più celebri e celebrate tristellate: Nadia Santini (Il Pescatore di Canneto sull’Oglio) e Annie Féolde (Enoteca Pichiorri) per poi scorrere una lista molto lunga che comprende, fra le altre, Christina Bowerman, Antonia Klugmann, Angelika Schmid, Viviana Varese, Luisa Marelli Valazza, Valeria Piccini, Caterina Ceraudo, Katia Maccari, Silvia Baracchi …..

Sessismo nei ristoranti

Sessismo nei ristoranti

E’ vero esistono esempi virtuosi ma il settore del food è ancora un feudo maschile in Italia: fra i 3.218 dirigenti solo il 16% sono donne (Manageritalia su dati INPS) due punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale che è comunque bassa.  Nei ristoranti italiani lavoravano (prima del covid) 1,2 milioni di addetti di cui il 52% donne.

 

TESTIMONIANZE DI DONNE FRA I FORNELLI STELLATI FRANCESI

Le 5 donne francesi che hanno rotto l’omertà di quelli che lavorano nelle cucine dei grandi ristoranti hanno ora i loro locali e si sentono al sicuro rispetto ad un sistema che hanno subito per anni. Con le loro denunce sperano di contribuire al cambiamento della mentalità <<bisogna smettere di credere e di far credere che il subire sessismo sia un passaggio obbligato>>.
Hanno deciso di raccontare le loro storie per evitare <<che il loro silenzio metta in pericolo altre donne>>, infatti chi subisce violenze, verbali o fisiche, si trova da sola e spesso è troppo giovane per valutare la situazione <<sul momento ti limiti a proteggerti. Ti dici che forse hai esagerato, che è frutto della tua immaginazione e che magari è normale>>.

 

Vini per gay, per singoli e per innamorati

Qualche nota semiseria sui vini preferiti o più adatti per gay, single e coppie con la premessa che il vino accresce la seduzione solo se è buono e poco

 

Vino e seduzione - Alessandra Rotondi: vino per gay, single e coppie

Vino e seduzione – Alessandra Rotondi: vino per gay, single e coppie

di Donatella Cinelli Colombini

L’alimentazione e la cultura dei diversi Paesi ma anche l’età dei consumatori influiscono sulla scelta del vino ma ci sono anche altri elementi dello stile di vita che influenzano la predilezione per un certo tipo di vino anziché un altro; ad esempio essere gay oppure single o ancora innamorati.

 

VINI DEI GAY

Cominciamo con i Gay. Il sociologo e comunicatore Klaus Davi, ha analizzato 100 giornali statunitensi scoprendo che la comunità gay americana predilige i vini italiani. Notizia molto positiva visto che gli omosessuali sono noti per lo spiccato senso estetico e la predilezione per le eccellenze enogastronomiche. La classifica delle etichette predilette comprende solo vini simbolo molto costosi al punto che Sara Boriosi è sbottata commentandola su Intravino <<non credo di aver mai visto tanti luoghi comuni tutti assieme>>. Le prime 5 bottiglie della lista sono Sassicaia, Ornellaia, Amarone Allegrini, Brunello Biondi Santi e Barbaresco Gaja.

 

VINI PER SINGLE

Vino per gay, single e coppie

Vino per gay, single e coppie

Andiamo a vedere i vini per single aiutandoci con Scattidigusto. Le indicazioni sono meno glamour e più attente alla presenza di mezze bottiglie. Si tratta infatti di un elenco ragionato di grandi vini in edizione mignon con qualche suggerimento più fantasioso. Anche in questo caso cito i primi cinque vini della lista: Barolo Serralunga Principiano, Bolgheri Varvàra Castello di Bolgheri, Pigato Terre Bianche, Rossese di Dolceacqua Terre Bianche, Teroldego Foradori.

 

Per gli innamorati ho cercato i vini proposti per la cena di San Valentino 14 di Febbraio. Il giorno dell’amore celebra il vescovo di Terni che venne decapitato nel 273 dopo Cristo per aver unito in matrimonio un legionario e una giovane cristiana.

WINE DOGS – CANI DI CANTINA ORA E’ IL LORO MOMENTO

Cani come attrattiva turistica e come visitatori. Anche Wine Spectator mette i wine dogs in evidenza raccogliendo le immagini dei cani di produttori e wine lovers

 

wine-dogs-cani-vignaioli-Fattoria-del-Colle-Felix ottobre 2018

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Donatella Cinelli Colombini

Come ogni abbonato al Wine Spectator ricevo giornalmente delle comunicazioni, generalmente non le apro, ma questa era troppo forte <<Nel numero del 31 marzo, in vendita la prossima settimana, metteremo in evidenza una delle parti più apprezzate delle cantine visitabili: i loro cani! Abbiamo pensato che sarebbe stato divertente mettere in risalto anche alcuni dei cani dei nostri lettori! Inviaci le tue foto preferite del tuo cane o di te con il tuo cane, insieme ad alcuni elementi divertenti, fra ci selezioneremo quelle da pubblicare in WineSpectator.com/Dogs>>

WINE DOGS CHE PASSIONE ANCHE NOI NE AVEVAMO UNO E TUTTI LO AMAVANO

In effetti il mio adorato Felix, era la vera star della Fattoria del Colle. Ricordo quanti turisti ci hanno scritto <<how is Felix?>> oppure <<greetings to Felix>> perché lo ricordavano con affetto. Alfredo Santo, che ha celebrato il suo sessantesimo compleanno alla fattoria del Colle con un gruppo di amici ha poi raccolto le immagini della festa in un volume mettendo la sua foto con Felix in copertina. Quando Felix è morto, nell’inverno dello scorso anno ho ricevuto messaggi da tutto il mondo. Forse presto riprenderemo un nuovo Felix  intanto stiamo organizzando l’accoglienza per i cani e i gatti alla Fattoria del Colle. Chi ha la fortuna di avere un piccolo amore peloso deve sentirsi accolto.

Fattoria del Colle, ingresso di cantina,cuccie dei gatti

Fattoria del Colle, ingresso di cantina-cucce-dei gatti

Per questo l’iniziativa di Wine Spectator mi sembra giusta e opportuna. I cani sono grandi amici dei produttori di vino e degli appassionati di grandi vini.
Qui in Italia in una casa su due ci sono animali. Con il 52% abbiamo battuto i britannici (34%) che tradizionalmente adorano i quadrupedi. Nel nostro Paese la vendita dei prodotti per cani e gatti ha superato quella di prodotti per bambini. In altre parole quando Wine Spectator dice che in cantina dobbiamo aspettarci molti visitatori a quattro zampe dice la verità!

WINERY DOG HARD ROCK PER WINERY E LIBRI SUI CANI DELLE CANTINE

Poi c’è The Winery Dogs un super gruppo di hard rock formato nel 2012 a New York
C’è il Pet Winery Pet Bar creato per offrire bevande e prelibatezze salutari per cani e gatti analcoliche addizionate con vitamine e ottenute solo da materie prime BIO in California. Nel sito è visibile un video dove i quadrupedi bevono da calici da vino e da coppe per Champagne dei liquidi evidentemente molto graditi e sicuramente carissimi.
Altra cosa incredibile è la collana di libri di Craig McGill & Susan ElliottCraig sui cani delle cantine di California Oregon e di tutti gli Stati Uniti a cui si aggiunge il volume Wine cats. La seconda edizione del libro sui cani delle cantine californiane contiene oltre 120 ritratti dei fedeli pelosi – dai purosangue ai bastardini-intervallati da brevi saggi di Robert Parker Jr, Nick Ryan, Eve Bushman, Sam Neill e Max Allen. Da non credere.

La wine destination Fattoria del Colle riapre a maggio

Non vediamo l’ora di mostravi la nuova cantina con la zona spumante, i piccoli restauri, l’orto e farvi assaggiare le nuove annate dei vini le nuove ricette

 

Wine destination Fattoria del Colle - Trekking nei Vigneti - Toscana

Wine destination Fattoria del Colle – Trekking nei Vigneti – Toscana

di Donatella Cinelli Colombini

Siamo stati chiusi al pubblico ma non siamo mai stati fermi. Chi ci ha seguito sui social ha visto i premi che arrivavano da tutto il mondo per i nostri vini, la nascita del safari fotografico e la nuova cartellonistica, la sperimentazione dei piatti da parte della chef Doriana, le bottiglie di spumante sulle pupitre, la piantagione delle erbe spontanee valdorciane nell’orto ….

 

WINE DESTINATION: SALA IMMERSIVA CON LA VIGNA NELLE 4 STAGIONI

Tante piccole cose che stanno trasformando la Fattoria del Colle in una wine destination capace di offrire esperienze autentiche e coinvolgenti con il vino e con le antiche tradizioni toscane.

Wine destination Fattoria del Colle - Cantina

Wine destination Fattoria del Colle – Cantina

Ovviamente i cambiamenti più grandi sono nella cantina della Fattoria del Colle. La tinaia è ora chiusa ed ha una pensilina che coprirà l’uva in arrivo durante la vendemmia. Nella zona di confezionamento è già in funzione la nuova imbottigliatrice e fra poco ci sarà la nuova etichettatrice per garantire la massima cura anche nell’ultimo ma importante momento della produzione del vino. C’è una stanza immersiva dove i visitatori potranno vedere e sentire quello che avviene nella vigna nelle 4 stagioni e nelle diverse ore del giorno. Per imparare che la luce cambia il paesaggio e le cicale non si sentono sempre, ma anzi l’estate e l’inverno hanno i loro rumori e la tramontana ha un suono diverso dallo scirocco, mentre le campane sono ancora l’orologio delle campagne. Un’esperienza immersiva dove suoni, immagini e luci insegnano ai turisti che la meravigliosa campagna che hanno introno va guardata con occhio attento e fra qualche mese sarà completamente diversa.

 

UNA CANTINA CHE SOMIGLIA AD UN BOSCO CON DENTRO BOTTIGLIE

La nuova bottiglieria sotterranea di 450 mq (18°C) contiene la stanza, a temperatura più bassa (12°C), dove lo spumante riposa sui lieviti dopo la presa di spuma. Si tratta di una produzione artigianale di 1800 bottiglie all’anno di spumante metodo classico ottenute da uve Sangiovese. Anche il remuage delle bottiglie sulle pupitre viene fatto a mano.
La cosa più spettacolare è il rivestimento esterno della nuova sezione della cantina con un bosco in corten disegnato dall’Architetto Elisa Boldi a somiglianza delle querci nel periodo invernale. Di notte il bosco di metallo è retroilluminato e fa pensare ad uno scenario fiabesco. Naturalmente la cosa più preziosa, anche se meno scenografica, sono le bottiglie all’interno. Stanno ottenendo una raffica di premi da tutto il mondo. Gli ultimi sono dalla GuidaBIO che ha assegnato l’eccellenza di 5 foglie al Chianti Superiore 2018 e 4 foglie al Leone Rosso Doc Orcia e al Rosso di Montalcino Doc 2018.

 

Il Louvre del vino, bottiglieria TOP del mondo

La collezione di bottiglie pregiate di Michel-Jack Chasseuil considerata il Louvre del vino, verrà aperta al pubblico con un biglietto di ingresso di 500 €

 

Michel-Jack Chasseuil, collezione di vini

Michel-Jack Chasseuil, collezione di vini

di Donatella Cinelli Colombini

Il proprietario la considera il Louvre del vino, ma in realtà il suo biglietto di ingresso costa 25 volte quello del celebre museo parigino: 20€ per vedere la Gioconda e 500€ per la collezione di bottiglie rare e costosissime di Michel-Jack Chasseuil.

Viene da chiedersi se davvero esistano luoghi da mito che i collezionisti di vino vogliono visitare ad ogni costo. Sembra strano visto che le bottiglie di vino sono comunque dei prodotti di serie e non pezzi unici come i quadri dei grandi pittori, per cui vederle dal vero non è così diverso dall’osservarle in fotografia. Al momento è esclusa l’ipotesi di assaggiare uno dei vini, cosa che renderebbe davvero irresistibile l’esperienza. L’esempio più simile è infatti l’Abbazia d’Hautvillers vicino a Épernay dove visse Dom Perignon e dove il biglietto di ingresso di 650€ comprende anche l’assaggio di 6 vini tra cui tre Plénitude vecchi di dieci o vent’anni che, da soli valgono il biglietto.

 

MICHEL-JACK CHASSEUIL E LA SUA BOTTIGLIERIA

Michel-Jack Chasseuil e il Louvre del Vino

Michel-Jack Chasseuil e il Louvre del Vino

Tuttavia esiste la possibilità che i collezionisti con la stessa passione e lo stesso intento speculativo che ha animato Michel-Jack Chasseuil siano calamitati da quello che viene considerato il sacrario delle bottiglie rare e costose. Anche per confrontare le proprie scelte con le sue e vedere se ci sono pezzi unici che lui non è riuscito a catturare. Va considerato che la collezione Chasseuil ha richiesto anni di ricerche personali di tutto ciò che è più raro, anticipando le mode e cercando nelle cantine dei defunti che venivano vuotate e non solo nelle aste. Alcuni cimeli sono davvero incredibili come un cognac del 1840, un tempo appartenuto ad Alain Delon oppure una bottiglia di Champagne del 1805 della cantina di Napoleone confezionata per la battaglia di Austerlitz.

 

IL LOUVRE DEL VINO E IL TURISMO DEI COLLEZIONISTI

Chasseuil si prepara a esporre i suoi vini, Champagne e distillati in uno spazio di 350 mq a tre metri di profondità sotto la sua villa di La Chapelle-Bâton, nella Francia occidentale. L’inaugurazione è prevista la prossima estate, dopo un anno di lavori, ma già adesso è possibile prenotare la visita.

                                                                       

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