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Donne, cambiano l’Italia e l’agricoltura

Le donne mettono il turbo nell’agricoltura, le imprese dirette da loro, possiedono il 21% della superficie coltivata ma producono il 28% del Pil agricolo nazionale

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Di Donatella Cinelli Colombini

Il Censis ha pubblicato il 7 febbraio 2019 uno studio intitolato “Affiancamento e crescita” sulle trasformazioni della società negli ultimi 15 anni individuando i 3 drive principali: genere, cittadinanza e tecnologia.

TRASFORMAZIONE SOCIALE: DONNE, STRANIERI, TECNOLOGIA

Per capire il fenomeno bisogna riprendere Roberto Calasso e il suo “Il Cacciatore Celeste” che spiega come tutta la storia umana, fino da quando i nostri progenitori si trasformarono da preda degli animali carnivori in cacciatori, è sempre avvenuta con lo stesso processo: il gruppo sociale affianca quello al potere lo imita e lo sostituisce portando con sé il ricordo della sua condizione originaria e quindi grandi cambiamenti. Per quanto riguarda le donne, la ricerca 2019 ha usato come indicatori le posizioni di

Donne-e-agricoltura-una rivoluzione-in-atto-Donatella-Cinelli-Colombini-e-Violante

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vertice suddividendole tra professioniste, dirigenti nel comparto pubblico e imprenditrici o socie d’azienda nel comparto privato.

DONNE  MANAGER IN AGRICOLTURA: + 2,3%

Fra il 2003 e il 2017, le donne in posizione dirigente nel settore agricolo sono cresciute del 2,3%, portando con loro poco sapere accumulato, una capacità di adattamento e un pensiero differente medio ma un alto apporto specifico.
Quest’ultimo elemento è stato vincente e si è manifestato in tre settori, dove le donne hanno aumentato significativamente la loro quota, vale a dire le imprese agricole, le imprese dei servizi alla persona e le imprese di istruzione dove evidentemente ha pagato uno stile diverso di lavoro e la ricerca di obiettivi differenti.
Dando uno sguardo generale all’intera ricerca CENSIS vediamo che il numero delle donne professioniste è aumentata del 10,8%, l’incremento maggiore si è avuto in campo giuridico, tra gli avvocati la percentuale di donne è cresciuta del 17,3% e del 15,4% tra i magistrati, ma anche tra gli architetti, più 12,5 % è tra i medici più 12% . Consistente è stato anche l’avvicendamento nelle cariche dirigenziali del settore pubblico. Diversa la crescita femminile nelle imprese private, dove la crisi ha influito negativamente nel processo di femminilizzazione: nel caso delle socie d’azienda e imprenditrici, l’incremento della quota è stato solo dell’ 1%; numeri un po’ sopra la media si registrano solo nelle imprese agricole + 2,3%.

La prima impressione dei turisti in cantina 2

Le infrastrutture esterne della cantina turistica sono importantissime: parcheggi, zone attrezzate per sostare all’aperto e cartellonistica interna

Grandi-cantine-siciliane-Cusumano

Grandi-cantine-siciliane-Cusumano

Di Donatella Cinelli Colombini

Istruzioni pratiche per come realizzare le infrastrutture esterne più necessarie ai turisti in cantina

PARCHEGGI

Le cantine turistiche hanno bisogno di parcheggi di dimensioni sufficienti alla loro massima capacità ricettiva. Parcheggi abbastanza vicini al punto vendita ma da non risultare dissuasivi allo shopping. Bisogna sempre ricordare che le bottiglie di vino sono molto pesanti, e avvicinare le auto al punto vendita è indispensabile per garantire le vendite. Questo vale anche per i bus da 12 metri che devono sostare e girare agevolmente così come i camper che sempre più spesso chiedono di passare la notte in prossimità delle cantine. Una sosta quest’ultima, che in molte regioni rientra fra le attività dell’agricampeggio per il quale servono specifiche autorizzazioni. La novità sono le colonnine di erogazione di energia per auto elettriche, elemento che, se

esterno delle cantine turistiche

esterno-delle-cantine-turistiche- Cantine Ceretto

presente, evidenzia una particolare attenzione della cantina verso l’ambiente. Le colonnine sono pubblicizzate on line per cui costituiscono un motivo di maggiore visibilità e persino un attrattore rispetto a quel segmento di clientela giovane, ricco e etico che, per primo ha scelto le auto elettriche.

ZONE ATTREZZATE ALL’APERTO PER PASTI E PANORAMI

Creare degli spazi illuminati e attrezzati con sedie e tavoli  all’esterno delle cantine è molto gradito da parte dei turisti del vino, specialmente da quelli provenienti da Paesi freddi, dove consumare pasti all’aperto è difficile soprattutto di notte.

Luciano zazzeri - La Pineta bibbona LI - 8 marzo 2012 - cena Donne del vino

Ciao Luciano

Luciano Zazzeri si è tolto la vita, ieri sera, sparandosi con un fucile da caccia nel garage della casa dei genitori. Lascia tanto rimpianto e tanta gratitudine

Luciano zazzeri - La Pineta bibbona LI - 8 marzo 2012 - cena Donne del vino

Luciano zazzeri – La Pineta bibbona LI – 8 marzo 2012 – cena Donne del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Amatissimo dagli appassionati della cucina di pesce e tormentatissimo dalle pratiche amministrative per il suo ristorante “La Pineta” di Bibbona a pochi metri dal mare.
Persona gentile, affettuosa, di talento stellare sapeva interpretare i piatti di pesce trasformandoli in delle esperienze gustative ineguagliabili. Aveva trasformato una baracca di legno sulla spiaggia in un tempio della cucina a cui si recavano artisti del calibro di Mick Jagger o politici come Beppe Grillo. Dai VIP fino ai normalissimi golosi lui trattava tutti con gentilezza facendo sentire ognuno a suo agio. Per questo il Financial Times, nel 2013,  lo aveva messo fra i 10 ristoranti, del mondo,  da non perdere.

La prima impressione dei turisti in cantina 1

Perché l’esterno della cantina è importante per ottenere successo turistico? E’ il primo contatto visivo con la cantina e la prima impressione non si scorda mai

Eventi in cantina - Arcobaleno estate, Doc Orcia punto panoramico

prima-impressione-Doc Orcia punto panoramico

di Donotella Cinelli Colombini

Chi di voi non cura il proprio aspetto prima di incontrare per la prima volta una persona importante? Questo perché tutti cerchiamo di dare una prima impressione positiva e possibilmente di mostrarci subito come siamo o persino meglio di come siamo. Ma allora perché gli ingressi delle cantine turistiche italiane sono spesso trascurati?

LA PRIMA IMPRESSIONE DELLA CANTINA E’ L’ESTERNO

Franciacorta, cantina Fratelli Berlucchi

Franciacorta, cantina Fratelli Berlucchi

Nella stragrande maggioranza quelli che sono sempre vissuti in campagna, persino le famiglie di antica e grande nobiltà, vivono l’ambiente agricolo in modo rilassato, lasciando alla natura molta autonomia d’azione e senza curarsi troppo dei muri a secco che crollano, i prati seccati dal sole o i cespugli cresciuti a dismisura. Io faccio mea culpa e mi metto in questa categoria.
Opposto comportamento di chi viene dalla città e ha comprato l’azienda agricola per farci una villa con cantina oppure per avere una cantina con villa. Spesso la loro prima azione è recintare, poi la creazione di prati all’inglese perfettamente rasati e verdi anche in piena estate, infine vengono piantate essenze non autoctone ma molto colorate … L’effetto è poco tipico ma decisamente attraente, e spesso i visitatori lo giudicano più positivamente rispetto allo stile “nature” dei marchesi di campagna o dei contadini DOC.
C’è tuttavia una via di mezzo che mi sembra la scelta giusta, perchè <<non avrai una seconda occasione di fare una prima buona impressione>> diceva Oscar Wilde: la stessa cosa che oggi dicono gli esperti di comunicazione. Infatti la “prima impressione” tende a radicarsi nella mente come un giudizio definitivo -positivo o negativo- rispetto al quale il nostro turista cercherà inconsciamente delle conferme. Giocarsi bene i primi 20 secondi di contatto visivo significa dunque creare aspettative positive rispetto alla successiva esperienza enoturistica. Non tenerne conto è decisamente controproducente.

Accoglienza-in-cantina-Montalcino-Casato-PrimeDonne

Decreto Ministeriale sull’enoturismo: regole e commenti

Simbolo delle cantine turistiche, apertura obbligatoria, sistema di prenotazione, formazione per gli addetti, ecco il Decreto Ministeriale dell’enoturismo del Ministro Centinaio

standard minimi dell'accoglienza in cantina Donatella Cinelli Colombini - cantina storica - Fattoria del Colle

standard minimi dell’accoglienza in cantina Donatella Cinelli Colombini – cantina storica – Fattoria del Colle

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne 

Il Decreto del Ministero dell’Agricoltura sugli standard minimi dell’accoglienza turistica in cantina è stato discusso per mesi anche nella scorsa legislatura. Non contiene agevolazioni ma solo qualche regola poco stringente. La sola grande novità introdotta da Gianmarco Centinaio è il simbolo nazionale “cantine turistiche” che, i ben informati, dicono essere stato oggetto di uno scontro con le Regioni. Bravo Ministro! Questo il logo uguale in tutta Italia è il primo passo verso l’introduzione di un simbolo nella segnaletica stradale, qualcosa che le cantine chiedono con forza e che può dare un’aiuto enorme alle wine destination rendendole visibili .

Nell’insieme tuttavia il decreto delude le attese delle 20.000 cantine turistiche che volevano un innalzamento degli standard di accoglienza anche per alzare la soglia rispetto a chi si improvvisa.  C’è chi sta sul pezzo e cercherà di ottenere di più nel futuro: il Movimento Turismo del Vino e l’Unione Italiana Vini che hanno seguito lo sviluppo normativo dell’enoturismo con tenacia  e continueranno a farlo.

Quattro articoli di cui il primo serve a precisare il collegamento con la Legge Finanziaria 2018 (27 dicembre 2017, n° 205 art.1 com 504) che, nel dare un inquadramento amministrativo e fiscale alle attività enoturistiche delle cantine prevedeva appunto la pubblicazione di un decreto sui requisiti dell’accoglienza, la formazione degli addetti, la cartellonistica e la creazione di una cabina di regia nazionale.

standard minimi dell'accoglienza in cantina- Casato Prime Donne- Montalcino

standard minimi dell’accoglienza in cantina- Casato Prime Donne- Montalcino

Il periodo elettorale  in cui è avvenuta la gestazione del decreto e forse il tentativo di arrivare sulla Gazzetta Ufficiale prima del cambio di Governo hanno fortemente condizionato il testo, limitandolo alle norme “senza spese”, cioè a quelle che non configurano la necessità di investimenti. Cancellati dunque la creazione di un osservatorio e di un portale web che avrebbero dato spessore all’azione pubblica sul turismo del vino. Cancellate anche le norme sulla cartellonistica, altro grande problema delle cantine aperte al pubblico. Defiscalizzare i cartelli o aumentarne il numero oltre i due incroci attualmente autorizzati, è apparso troppo complicato e troppo oneroso.

Nonostante questa partenza veloce, il Decreto non fu approvato nella scorsa legislatura e arrivò sul tavolo del nuovo Ministro Gianmarco Centinaio che l’ha migliorato nei limiti in cui poteva operare su qualcosa di già confezionato.

Ecco che, nel decreto, l’unico accenno ad azioni di marketing è proprio in fondo e appare piccolissimo in rapporto a quello che fanno in Francia, Germania o Spagna.  << Le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in collaborazione con i Comuni che ricevono la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, possono altresì istituire, provvedendo con le risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, elenchi regionali degli operatori che svolgono attività enoturistiche>>.

Rapporto turismo enogastronomico 01

Turismo enogastronomico: fattorie più attraenti delle cantine

La crescita del turismo goloso in Italia è spettacolare  +45% nel 2018. Ecco cosa emerge dal secondo rapporto sul turismo enogastronomico

Rapporto turismo enogastronomico 01

Rapporto turismo enogastronomico 01

Di Donatella Cinelli Colombini

I numeri sono da paura, l’enogastronomia è ormai una calamita turistica potentissima e capace di influenzare la scelta della destinazione del viaggio. Gli italiani mossi che partono a caccia di sapori prelibati crescono del 21% nel 2016 rispetto all’anno precedente, del 30% nel 2017 e ancora del 45% lo scorso anno.
E’ la gola a muovere i flussi, questo è ormai dato di fatto. Se la zona alpina offre anche ottimi ristoranti e artigiani di specialità gastronomiche venderà molte più settimane bianche rispetto al centro sciistico accanto dove si mangia male. Il 98% di chi viaggia per la vacanza al mare, -mosso da interessi culturali o per business- fa almeno un’esperienza gastronomica. Ormai è quasi un must.
Qui riassumo i dati pubblicati nel 2° Rapporto sul turismo enogastronomico italiano di Roberta Garibaldi, da cui ho tratto le percentuali indicate sopra. Leggete e rimarrete sbalorditi.

IDENTIKIT DEL TURISTA ENOGASTRONOMICO ITALIANO

Rapporto turismo enogastronomico 01

Rapporto turismo enogastronomico

E’ un uomo sposato o convivente, vive nel Sud Italia (i meno interessati al turismo goloso sono quelli del Nord Est con il 39%). Prevalgono i giovani nati dopo il 1965 ma sono i Millennials che crescono maggiormente, soprattutto se la destinazione enogastronomica offre anche bei paesaggi e contatto con la popolazione residente. Questo tipo di offerta ha un tale successo che adesso ha anche un nome: “paesaggio gastronomico”, per indicare la somma di specialità tipiche da gustare, ambiente, persone e tradizioni

QUALI SONO LE ESPERIENZE ENOGASTRONOMICHE PIU’ APPREZZATE

Praticamente tutti gli italiani (98%) hanno partecipato a almeno un’esperienza enogastronomica negli ultimi 3 anni. Le più gettonate sono l’assaggio dei prodotti tipici, il mercato, i pasti o le consumazioni in ristoranti o caffè storici. Cresce moltissimo la visita dei luoghi di produzione, ma a sorpresa la vista delle aziende agricole (62%) supera la voglia di  entrare nelle cantine (56%).
Nonostante la crescita velocissima del segmento enogastronomico c’è ancora un 22% di persone che “vorrei ma non posso”, cioè di turisti che ancora aspettano di realizzare l’esperienza enogastronomica dei loro sogni: visitare una fabbrica di cioccolato (54% di gap fra desiderio e fruizione), un pastificio, fare un viaggio di più giorni alla ricerca dei piaceri del palato.
Un elemento che spicca sugli altri è il fascino esercitato dalle antiche tradizioni, infatti i maggiori incrementi di interesse si registrano nei ristoranti e caffè storici, l’assaggio di piatti tipici nella loro zona d’origine.

Nicola-Biasi

Nicola Biasi giovane winemaker sognatore

E’ uno degli enologi giovani di maggior talento, Nicola Biasi ha il cervello dello scienziato sperimentalista ma anche il cuore del poeta innamorato della natura

Nicola-Biasi

Nicola-Biasi

Donatella Cinelli Colombini

38 anni una volontà di ferro e una passione infinita nel vino. Nicola Biasi nacque sulle Dolomiti in una famiglia trentina che sessant’anni fa rientrò dall’emigrazione in Australia. Una famiglia aperta sul mondo ma con i piedi nella vigna, che ha fatto crescere in lui un animo da poeta e una mente scientifica. Dopo il diploma di enotecnico

NICOLA BIASI  LA STORIA DI UN WINE MAKER  CHE IMPARA A VOLARE

Nicola Biasi ha fatto esperienze in cantine di altissimo profilo: Jermann, Zuani della famiglia Felluga, Mazzei, Allegrini con due periodi all’estero nell’australiana VictorianAlps di Gapsted e in Sud Africa da Bouchard Fialayson. Io lo incontrai a Montalcino, ancora giovanissimo, ma era già evidente in lui, quel talento che lo rende fra i migliori winemaker della sua generazione. Cercai di portarlo a Malta proponendolo a una delle maggiori cantine dell’isola ma purtroppo l’accordo non si concretizzò.
Nel 2015 si è aggiudicato il premio Next in Wine dei Preparatori d’Uva Simonit & Sirch . Nel 2016 Nicola decise di fare il “gran salto” lasciando il lavoro di

Vin-de-la-neu-Nicola-Biasi

Vin-de-la-neu-Nicola-Biasi

dipendente e iniziando l’esperienza di enologo consulente tra Toscana, Lazio, Veneto, Friuli. Trentino e Georgia. Intanto è diventato coordinatore del Wine Research Team che, sotto la direzione di Cotarella e Scienza, coinvolge oltre 35 cantine italiane e straniere, con sperimentazioni e innovazioni come la produzione di vini senza solfiti aggiunti.

VIN DE LA NEU

A questo progetto e alle audaci sfide che contiene, fa riferimento Vin de la Neu – vino della neve così battezzato a causa dalla grande nevicata caduta durante la prima vendemmia.
E’ il vino in cui Nicola Biasi ha messo tutto il suo coraggio e la sua capacità di enologo.
La vigna è a Coredo, nella particella 209 di un ettaro di superficie, a 832 metri sul livello del mare, in una zona nota solo per la produzione di mele. Si tratta della valle della Melinda la gustosa Golden Delicious.

VITI RESISTENTI

La sfida di Nicola assume, fino dall’inizio, la forma dell’eroismo perché il nostro giovane enologo, diviso fra un’anima ambientalista e una mente scientifica, sceglie un vitigno molto particolare: Johanniter, un ibrido che contiene geni di Riesling e Pinot Grigio. Un ibrido, che al momento in cui Nicola l’ha piantato, non era ancora stato autorizzato, ed è stato creato per resistere alle principali malattie fungine della vite per cui può essere coltivato in modo ultra-ambientalista.

Graziana Grassini Sassicaia

L’inarrestabile successo del Sassicaia

Dopo il I° posto nella classifica dei TOP 100 di Wine Spectator arrivano i 100 centesimi di Robert Parker. La stella di San Guido brilla sempre più forte

Sassicaia

Sassicaia

Di Donatella Cinelli Colombini
Oltre che bravissimi sono gentili, non si danno arie, anzi vestono, parlano e si comportano con estrema semplicità e riservatezza, da autentici aristocratici.
E’ proprio questa austerità elegantissima in ogni particolare ma manca la più lieve traccia di ostentazione, che fa impazzire i competitori <<ma come fanno ad avere tutto quel successo senza fare assolutamente niente>>, è il commento sbalordito di tutti gli altri. Un pizzico di invidia e la parola niente che racchiude tante cose: niente sgomitamenti alla ricerca dei riflettori, niente eventi faraonici, niente libri autocelebrativi, niente sovraesposizione mediatica delle bottiglie e delle persone …. La cosa grande è solo l’incremento di valore delle bottiglie che è stato evidenziato da Liv-ex  il portale del vino di lusso. Una crescita che, negli anni recenti, ha avuto performance superiori anche ai maggiori chateau francesi.

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Sassicaia-Priscilla-Incisa-della-Rocchetta-con-l’Académie-internationale-du-vinfrancesi.

TENUTA SAN GUIDO A BOLGHERI

La tenuta in cui nasce il vino Sassicaia è un luogo leggendario per tanti motivi. C’è la fila dei cipressi cantato dal Premio Nobel della letteratura Giosuè Carducci “, che a Bólgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar, quasi in corsa giganti giovinetti”.
C’è la scuderia della Razza Dormello Olgiata, quella del super cavallo Ribot, uno dei più prodigiosi campioni di galoppo di tutti i tempi.
C’è la prima oasi naturalistica italiana creata da Mario Incisa della Rocchetta che fu anche primo presidente del WWF.
In questa sequenza di eccellenze c’è il vino che per primo riuscì a battere le bottiglie francesi sfidandole con il loro vitigno principe, il Cabernet Sauvignon. Era il 1978, a Londra, il critico Hugh Johnson all’epoca senza rivali per notorietà e autorevolezza organizzò, per la rivista “Decanter” la degustazione bendata dei 33 migliori Cabernet Sauvignon del mondo e, a sorpresa, Sassicaia 1975 vinse.

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Il mercato top del vino USA ha smesso di crescere

I consumi di vino USA salivano dal 1993 ma ora non crescono più: i “Baby boomers” vanno in pensione e i “Millennials” non sono innamorati del vino

USA-consumatori-di-vino-top-New-York-Wine-Experience

USA-consumatori-di-vino-top-New-York-Wine-Experience

Di Donatella Cinelli Colombini
La buona notizia è che in USA i vini oltre i 10$ aumenteranno le loro vendite perché il mercato si sta spostando su bottiglie considerate premium cioè più buone e più care delle commodity. Le notizie arrivano da The Wine Intelligence US Landscapes 2019. <<The number of regular drinkers in the US aged under 55 has fallen from 88 million in 2015 to 84 million in 2018, despite the population of adults of drinking age rising over the same period>> i bevitori abituali USA sotto i 55 anni sono diminuiti di 4 milioni nel 2018 nonostante la popolazione di quella età sia aumentata. Triste per noi che produciamo vino e vediamo gli USA come principale mercato delle nostre bottiglie.

MENO VINO PIU’ BUONO IN USA

USA-Vineyard-wine-shop-Violante-Gardini

USA-Vineyard-wine-shop-Violante-Gardini

Gli USA sono una nazione “assetata” che nel 2018 ha speso 253 miliardi in bevande alcoliche. La ricerca Bw166 conferma i dati esposti sopra: lo scorso anno i volumi hanno smesso di crescere ma il business segna un + 3,61 che indica lo spostamento verso vini più cari << Il prezzo medio per una bottiglia (0,75 litri) è stato di 10,84 dollari (esclusi i ricarichi al dettaglio)>> scrive Trebicchieri settimanale economico del Gambero Rosso che osserva con molta attenzione il mercato principale dei vini recensiti nella Guida d’Italia. In effetti per ora le importazioni dall’Italia premiano proprio la qualità e il 2018 chiude in crescita del +9,3% in valore e del +2,2% in quantità.

Ruralmanager-Pisa-Università-Normale-SantAnna

L’agricoltura ha bisogno di ruralmanager ma chi li forma?

Le Facoltà di Agraria insegnano a produrre ma poco il management e il marketing dell’agroalimentare mentre le multinazionali degli agrofarmaci formano ruralmanager

Ruralmanager-Pisa-Università-Normale-SantAnna

Ruralmanager-Pisa-Università-Normale-SantAnna

Di Donatella Cinelli Colombini

745.000 aziende agricole in Italia, di cui poco meno di un terzo diretta da  donne e solo una su dieci guidata da un giovane sotto i 35 anni. A fronte di questo panorama piuttosto maschilista ed invecchiato, le facoltà di agraria vedono crescere le iscrizioni a ritmi vertiginosi e negli ultimi cinque anni hanno aumentato gli studenti del 36% fino a toccare i 45.566 futuri agronomi. In effetti il tasso di occupazione dei neo laureati a un anno dalla fine del ciclo universitario è del 73%,quindi più che buona. Sono loro i futuri ruralmanager a cui viene chiesto di cambiare il profilo delle imprese e del lavoro agricolo.

COSA INSEGNANO LE FACOLTA’ DI AGRARIA

Ma cosa devono sapere i “fattori” delle aziende moderne? Cioè cosa chiedono loro le imprese rurali nel colloquio di assunzione e,            soprattutto, queste competenze sono le stesse insegnate all’università?
Va detto che le facoltà che un tempo si chiamavano “Agraria” sono ora spacchettate in tanti corsi di laurea su

Università di Davis fuori lezione

Università di Davis fuori lezione

produzioni alimentari, produzioni animali, enologia, settore forestale e naturalmente “scienze e tecnologie agrarie”. L’ultimo arrivato è il paesaggio per il quale, a Firenze, nel mese di gennaio è partito un Master dedicato proprio al paesaggio agrario. Andando a vedere gli insegnamenti ci rendiamo conto che l’università,  salvo poche eccezioni, forma consulenti ma non futuri manager aziendali dell’agricoltura.
Nel corso più specificamente rurale abbondano gli insegnamenti di chimica, biochimica, coltivazioni e fisiologia vegetale, estimo, statistica, enologia, matematica, economia, animali, tecnologie delle produzioni agroalimentari, idraulica, difesa ambientale e della salute ….. pochissimo marketing, niente management, niente comunicazione, poco diritto, poco inglese, poco sulla gestione aziendale e nessuna nozione sul turismo. Insomma, se consideriamo i futuri colloqui di assunzione del neo laureato, c’è di che preoccuparsi per lui.

Cenerentola-doc-Orcia-protagonista-Festa-delle-Donne-del-Vino-a-Livorno

Donne Vino Design con Alessia fata di Cenerentola

Venerdì 8 marzo Festa della Donna e Festa delle Donne del Vino a Livorno nell’Enoteca La Cantina con nuovi cocktails e grandi vini come Cenerentola Doc Orcia

Enoteca La Cantine-Livorno-Festa-delle-Donne-del-Vino

Enoteca La Cantine-Livorno-Festa-delle-Donne-del-Vino

La Festa della donna al sapore di vino per apprezzare l’apporto femminile in uno dei comparti più tradizionalmente maschili: quello della vigna, della cantine e delle grandi bottiglie. Venerdì 8 marzo alle 18 a Livorno nell’Enoteca La Cantina (Piazza Sforzini 29) con la regia nazionale delle Donne del Vino, Alessia Bernardeschi, grafica e sommelier, vi invita ad una serata da “fiaba” nel vero senso della parola: grandi vini e cocktail creati appositamente per le donne.

ALESSIA BERNARDESCHI VI INVITA A DEGUSTARE VINI E COCKTAIL

La fiaba di Cenerentola viene sviluppata nel vino. Ecco che le due sorellastre Anastasia e

Cenerentola-doc-Orcia-protagonista-Festa-delle-Donne-del-Vino-a-Livorno

Cenerentola-doc-Orcia-protagonista-Festa-delle-Donne-del-Vino-a-Livorno

Genoveffa. Diventano cocktail creati per l’occasione da barwoman (declinazione femminile di barman) mixologist, mentre Cenerentola è il vino Doc Orcia di Donatella Cinelli Colombini che da quest’anno porta la corona di principessa sull’etichetta. Segno di un successo di critica e vendite che corrisponde all’arrivo della proposta di nozze del Principe azzurro.

CENERENTOLA DALLA FIABA AL VINO

Giocando sull’intreccio fra la fiaba e la storia del vino, Alessia Bernardeschi mostrerà il lavoro preparatorio del “vestito” scintillante che contiene la magnum del vino Cenerentola. Si tratta di una lampada eseguita con plexiglass e rovere delle botti di maturazione che è stata disegnata da Toscana Made in collaborazione con Winetrade, la società di comunicazione e grafica di cui Alessia è titolare, insieme al marito Simone Nannipieri. Un percorso visivo racconterà ai partecipanti la lampada di Cenerentola dall’ideazione, alla progettazione dell’opera di design funzionale, fino alla realizzazione finale.
Come l’abito di Cenerentola per la festa del principe azzurro così la lampada che contiene il vino è lo strumento per valorizzare qualcosa di straordinario rendendolo più visibile e più prestigioso.
Questo è il modo scelto da Alessia Bernardeschi per interpretare il tema “Donne Vino e Design” indicato dalle Donne del vino per celebrare la Festa della Donna 2019 e mostrare come l’universo femminile stia cambiando il look e la percezione delle grandi bottiglie. Più fantasia, più trasgressione, più fashion, con un linguaggio fuori dagli schemi tradizionali.

Manager del turismo in cantina

Il turismo in cantina ha bisogno di manager oltre che di addetti specializzati. Per ora esiste una sola figura ma presto nascerà il back office enoturistico

Donatella Cinelli Colombini

Manager-del-turismo-del-vino-in-cantina-ITB-Berlino

Manager-del-turismo-del-vino-in-cantina-ITB-Berlino

Nella stragrande maggioranza delle cantine italiane la persona addetta al turismo del vino svolge tutte le funzioni ma nella realtà esistono due ruoli diversi, come per le strutture ricettive, un front office, che è a diretto contatto con il pubblico, e un back office, che funge da regia.

Back office della cantina turistica

Il back office della cantina turistica è il luogo in cui vengono creati i prodotti e gli eventi, gestito il personale, in cui viene fatta l’attività commerciale, di marketing e di comunicazione; vi è un controllo sulla regolarità fiscale, amministrativa e sanitaria dell’incoming in cantina.

Manager-del-turismo-del-vino-in-cantina-BIT-Milano

Manager-del-turismo-del-vino-in-cantina-BIT-Milano

Il manager dell’incoming turistico in cantina ha le seguenti responsabilità:
• Creazione dell’offerta e degli eventi
• Marketing e commercializzazione
• Comunicazione
• Applicazione delle normativa amministrativa, fiscale, sanitaria
• Management

Vita da produttrice, tanti Km, tanti vini, tanti amici

Donatella Cinelli Colombini racconta una settimana da produttrice  davvero piena: Roma, Alessandria, Gavi, Pisa, Siena con tanti incontri anche sorprendenti

Donatella-CinelliColombini-all'UIV-con-Donne-del-vino-Presidente-Abbona-Direttore-Castelletti

Donatella-CinelliColombini-all’UIV-con-Donne-del-vino-Presidente-Abbona-Direttore-Castelletti

Lunedì rientro dalla Svizzera, dove ho partecipato a “Matter of Taste” grandiosa degustazione mondiale di Wine Advocate-Robert Parker. Mio marito Carlo Gardini non ha più febbre ma tossisce come un cane con il cimurro. Poverino ha stretto i denti ma è provato.

DOC ORCIA CONSIGLIO ALLA FATTORIA DEL COLLE

Martedì alla Fattoria del Colle di Trequanda. Consiglio di Amministrazione della DOC Orcia con approvazione del bilancio 2018 che porta un piccolissimo attivo. Uno dei consiglieri mi dice <<ho sempre partecipato a B2B di BuyWine ma dieci anni fa nessuno chiedeva la Doc Orcia, invece quest’anno c’erano 40 buyer esteri interessati alla nostra denominazione>> alla fine del mio secondo mandato da Presidente è un bellissimo risultato. La nostra DOC è considerata fra le emergenti in Italia.

ROMA UIV INCONTRO COL SOTTOSEGRETARIO ALL’AGRICOLTURA MANZANO

Mercoledì a Roma con mia figlia Violante, vado all’Unione Italiana Vini per il consiglio nazionale a cui prende parte il Sottosegretario

Alessandria-Vineria-Mezzo-Litro-Fiammetta-Mussio-Piercarla-Negro-Michela-Marenco

Alessandria-Vineria-Mezzo-Litro-Fiammetta-Mussio-Piercarla-Negro-Michela-Marenco

Franco Manzato e il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella. Insieme al Consiglio di Amministrazione delle Donne del Vino consegno all’Onorevole Manzato la richiesta di tenere a battesimo, al Ministero Agricoltura, i due progetti formativi su cui stiamo lavorando: Future e e-lerning sul marketing del vino. Dobbiamo molto all’amicizia e al sostegno del Presidente UIV Ernesto Abbona e del Direttore Paolo Castelletti due veri amici!

ALESSANDRIA CON MICHELA MARENCO PER UNA LEZIONE E UNA STRAORDINARIA VINERIA

Giovedì mi alzo con il mal di testa e la gola in fiamme. Mi dico <<ho beccato il cimurro anch’io >> ma parto con mio marito Carlo per Alessandria dove mi aspetta Michela Marenco Presidente delle Donne di Confagricoltura per una lezione sul turismo del vino.

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