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2018 le nuove tendenze del vino

Il vino è trendy ma nel 2018 deve essere una scoperta, raccontare, contenere valori, essere bio e forse rosato da vitigni autoctoni, magari anche con le bolle

IMG_2067Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello
WineNews insiste su un punto: il vino sempre più trendy, simbolo di socialità, cultura, diversità, naturalezza. Ma il vino del 2018 saprà anche raccontare e avere significati che vanno oltre la qualità. Un vino da scoprire costantemente esplorando il mondo attraverso il bicchiere. Un vino sempre più digitale e social. Ecco che Marilena Colussi, ricercatrice del food & beverage e sociologa dei consumi indica i drive del nuovo anno: vini biologici, biodinamici e naturali che sono ormai una moda mondiale e inarrestabile per il bisogno di mangiare cose sicure e salutari. Contemporaneamente c’è il Novel food con gli insetti in prima linea. E un crescente bisogno di valori e di territorio.

Novel-food-Cina-mercatino

Novel-food-Cina-mercatino-spiedini-di-insetti

Un sondaggio sui principali distributori italiani aggiunge 3 tendenze: i rosati che finalmente diventano di moda anche in Italia, i vini autoctoni e persino le bollicine autoctone. La fine del monopolio dei grandi nomi e la ricerca delle piccole particolarità, cantine di nicchia capaci di raccontare qualcosa di diverso.
Ecco The Drinks Business con 10 tendenze 2018 viste dall’osservatorio di Londra.
Basta con la carne. Persino il celebre chef Alain Ducasse ha trasformato il suo ristorante al Plaza Athénée hotel di Parigi in un locate “meat free”. La cucina vegetariana e vegana non è più solo una cosa da hippy, alla Tate Modern di Londra si mangiano hamburger di fagioli neri e brioche di barbabietola.

Women of Wine Festival (WOW)

Women of Wine Festival e la Festa delle Donne del Vino

Debra Meiburg la regina del vino in Cina e il suo Women of Wine Festival si collega alla Festa delle Donne del Vino  che diventa un network internazionale

Women of Wine Festival (WOW)

Women of Wine Festival (WOW)

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Debra Meiburg è uno dei wine expert  più noti al mondo: è il primo Master of Wine  in Asia e fa parte del l’Education Committee  del celebre Istituto britannico. E’ 7° fra le donne del vino più influenti del mondo  nella classifica del Global Ranking, il suo show  televisivo trasmesso nei taxi cinesi ha 70 milioni di utenti al mese ed è consulente per il vino delle linee aeree Cathay Pacific.

Nel 2008 ha fondato a Hong Kong una società – Meiburg Wine Media MWM- con lo

Women of Wine Festival (WOW) Debra Meiburg e altre influencer

Women of Wine Festival (WOW) Debra Meiburg e altre influencer

scopo di diffondere la cultura del vino in Asia. Si tratta di una vera e propria “wine hub” che lavora su uno scenario immenso: da New Delhi a Tokyo, da Beijing a Jakarta. Si rivolge ai professionisti del mercato e agli amatori ma è anche un punto di riferimento per tutta la stampa di settore perché, oltre all’attività di formazione tradizionale offre esperienze innovative e stimolanti che permettono ai buyer di esplorare vini emergenti e nuove tendenze.  Un’attività incessante di concorsi, degustazioni,  festival, worksop in cui le cantine incontrano i buyers, azioni di branding e conferenze che portano all’estero una maggiore conoscenza del mercato cinese e aiutano le cantine  di tutto il mondo a vendere in Asia.

Champagne-Carles-de-Cazanove-tradition-brut

Le donne bevono di più accanto a un uomo che puzza

Imbarazzante scoperta dell’University of South Florida mette in relazione la sessualità e il consumo d’alcool: se gli uomini puzzano le donne bevono di più

Montalcino-Brunello-Vendellia-2017-Donatella-Cinelli-Colombini

Le-donne-bevono-di-più-accanto-a-un-uomo-che-puzza

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

La ricerca è stata fatta su 103 donne con un’età compresa fra i 21 e i 31 anni alle quali è stato detto di partecipare a un’analisi sulle fragranze. Invece la ricerca era di tutt’altro genere: metà di loro ha annusato striscette imbevute d’acqua e metà spruzzate con androstenone – un derivato del testosterone, che è un importante costituente dell’odore umano, in particolare del maschio ed è presente nel sudore. Dopo il test le partecipanti hanno ricevuto l’offerta di due bicchieri di birra (analcolica per motivi di sicurezza) ma solo le donne che hanno sniffato l’aroma di sudore hanno bevuto in abbondanza. 10% in più delle altre. Secondo gli psicologi esiste un legame antico e consolidato fra l’alcool, con le sue virtù disinibitorie e la sessualità. Per questo l’odore di androstenone ha stimolato il desiderio di bere. Evidentemente accanto a un uomo che puzza le donne bevono di più e forse sono addirittura attratte.

Champagne-Carles-de-Cazanove-tradition-brut

Champagne-Carles-de-Cazanove-tradition-brut

E dire che invece il rito di bere il vino in coppia, suscita immagini eleganti, con abbigliamenti ricercati sia per lei che per lui. Invece la realtà è che una bella sniffata puzzolente sollecita molto di più la bevuta. Con la crescita dei consumatori donne c’è da aspettarsi spot o immagini di maschi sudati accanto alle bottiglie!
Ma il mondo del vino, manda anche segnali di tipo opposto. Anzi direi quasi bigotti.
Il Conte Charles Gabriel de Cazanove ha denunciato gli attuali proprietari della cantine di Champagne Charles de Cazanove perché hanno scelto come testimonial l’ex porno star Clara Morgane.

Roberta-Archetti-chef-Fattoria-del-Colle

La guerra dei ristoranti contro l’agricoltura

FIPE contro l’agriturismo e l’enoturismo: i pubblici esercizi si sentono abbandonati e attaccano. Nel turismo si vince in squadra! E’ meglio unire le forze

Ristoranti-contro-agricoltura-Fattoria-del-Colle-l'unione-fa-la-forza

Ristoranti contro l’ agricoltura  Fattoria-del-Colle-l’unione-fa-la-forza

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Per capire cosa sta succedendo vi racconto quello che è successo a me. Alcuni mesi fa è uscita la nuova classificazione toscana degli agriturismo con 5 livelli, come gli alberghi. La Fattoria del Colle puntava ovviamente al massimo punteggio (appartamenti, ville, camere con bagno, ristorante,  3 piscine, campo da tennis,  centro benessere, scuola di cucina, 3 parchi, 4 percorsi per trekking …) ma scopriamo che il ristorante, regolarmente autorizzato come pubblico esercizio, non può essere considerato fra i servizi offerti agli ospiti e quindi, la nostra struttura è classificata con un girasole, il punteggio minimo come i piccoli agriturismi senza servizi.

Ristoranti-presidio-dell'agroalimentare-locale-bolliti Osteria del Borgo Arrù

Ristoranti-presidio-dell’agroalimentare-locale-bolliti Osteria del Borgo Arrù

Per non avere quello che giudicavamo un giudizio disastroso per la reputazione della Fattoria del Colle e per le sue prospettive commerciali, abbiamo dovuto riportare nell’agricoltura il ristorante e tutti i suoi magazzini. Scopriamo inoltre che i ristoranti agrituristici hanno la possibilità di servire pasti anche a chi non pernotta con la sola restrizione di usare solo alimenti toscani (con eccezione di caffè, pepe e simili).

Da un punto di vista fiscale e retributivo poco cambia fra pubblico esercizio e ristorante agrituristico. Rimane l’amarezza di aver buttato via soldi e tempo per deruralizzare i locali e acquisire la licenza di ristorazione che ora riporteremo in comune.

Tuttavia è giusto fare una riflessione sulle logiche “politiche” che stanno dietro alla nuova legge sull’agriturismo toscano, così come sulle norme relative ai “Distretti del Cibo” (40 milioni in 3 anni) e all’enoturismo che sono stati inseriti all’interno dell’ultima legge di Bilancio.

Storia e leggenda del Chianti

Pochi territori hanno lo stesso mito del Chianti. E’ una delle 10 parole italiane più conosciute nel mondo e ha una storia nobile come tutti i grandi vini

PARTE PRIMA

Chianti Classico Revolution indosso a Sara e Diletta

Chianti Classico Revolution indosso a Sara e Diletta

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Il Chianti, un territorio di boschi, castelli e borghi fortificati con un passato guerriero di contese fra Siena e Firenze. Le due ricche città di banchieri che, nel medioevo, prestavano denaro a re e papi avevano qui le loro vigne migliori come ci mostra l’affresco con “Gli effetti del buono e cattivo governo” dipinto da Ambrogio Lorenzetti nel 1337-9 nel Palazzo Pubblico della città del Palio. Le colline del Chianti sono quasi coperte di vigne “fitte” cioè senza altre colture a intercalare i filari. Un esplicito segno della vocazione di quel terreno nella produzione del vino.

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Chianti-Rocca di Staggia

Un territorio in cui c’erano briganti ma anche corti quasi principesche come (nel XII

secolo) la rocca di Staggia oppure conventi come Abbadia Isola poco distante da Monteriggioni, che aveva una cantina, dove ancor oggi è possibile vedere un tino da vinificazione in muratura.

Non vorrei deludervi, ma il vino migliore di quel territorio era originariamente bianco, anche se prodotto da uve a bacca rossa.  Come ci ha spiegato lo storico  Gianfranco Pasquali <<fino al XII secolo il vino importante era solo bianco, come in epoca romana. L’uva veniva prima torchiata e poi fatta fermentare . I contadini invece vinificavano le uve rosse con le loro bucce in modo da ottenere prima il vino e poi il “vinello” facendo rifermentare le vinacce con l’acqua. Sono nel XIII-XIV secolo si diffuse la vinificazione in rosso grazie alla scoperta del processo che permetteva di ottenere rossi più gradevoli>>.

Festa delle Donne del Vino, vuoi brindare con noi?

Fai un video, con le cose che ti legano al vino oppure mostraci il tuo brindisi. Basta un # oppure un tag e daremo al tuo video una grande visibilità

Di Donatella Cinelli Colombini
Partecipare è facile, divertente e non costa niente. Serve per unire le donne che producono, promuovono, commercializzano o semplicemente apprezzano i grandi vini.
La Festa delle Donne del Vino è sabato 3 marzo (nel resto d’Italia la festa continua con eventi fino quasi all’estate) quel giorno ci dedicheremo a creare una grande community fra tutte le appassionate di grandi vini che avranno pubblicato il loro video. Daremo una grandissima visibilità a tutte, sarà divertente.

Video brevi -30 secondi basteranno- da fare con il cellulare o il tablet. Riprendi le cose che ti legano al vino: le bottiglie che hai in casa, la tavola apparecchiata, la vigna che vedi dalla finestra …. Oppure ancora meglio fatti riprendere mentre degusti un vino.

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Violante al Gambero Rosso

Corso ” I nuovi orizzonti del vino ” organizzato dal Gambero Rosso con Paolo Zaccaria, Marco Sabellico e Gianni Fabrizio per Agivi giovani imprenditori del vino

Gambero Rosso-corso-Agivi

Gambero Rosso-corso-Agivi

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Due giorni full immersion – giovedí 22 e venerdì 23 febbraio- per Violante Gardini, energetica Cinellicolombini jr – e alti 18 giovani produttori di vino, a Roma nella sede del Gambero Rosso, la mitica redazione della più importante guida italiana dei vini.
Il corso era organizzato da Agivi un’associazione che riunisce imprenditori e futuri imprenditori di ogni parte d’Italia. Giovani che credono nei vantaggi di fare squadra e affrontare il futuro forti di una rete di amicizie capaci di dare stimoli e aiuto reciproco.

Violante-Gardini-corso-AGIVI-al-Gambero-Rosso

Violante-Gardini-corso-AGIVI-al-Gambero-Rosso

Nel corso dell’anno Agivi propone viaggi didattici, incontri con imprenditori di successo e occasioni formative di tipo molto diverso: dal public speaking, al marketing, oppure, come in questo caso, degustazioni che insegnano l’evoluzione stilistica e culturale del vino in uno scenario internazionale.
Giovani che alla fine vanno volentieri a ballare ma vogliono migliorare sé stessi e le prospettive delle rispettive aziende. In questo spirito, determinato ma anche allegro, Violante e i suoi amici sono entrati nelle aule del Gambero Rosso.
Paolo Zaccaria ha fatto la lezione sui vini bianchi con 12 assaggi. <<Ha scelto per noi vini molto vari che spaziavano dal nord al sud Italia fino alla Mosella e alla Francia>> racconta Violante <<Etna Bianco Cantine Nicosia, Fiano di Avellino di Villa Raiano, Poggio della Costa di Sergio Mottura fino ad uno splendido Chenin blanc Saumur Domaine des Roches >>.

Can Rafols dels Claus

Francia e Spagna colleghi, rivali nel turismo del vino

Attenti a quei due: Francia e Spagna sono concorrenti temibili del nostro turismo del vino. In modo diverso stanno crescendo entrambe più dell’Italia

Turismo-del-vino-in-Spagna-Catalogna

Turismo-del-vino-in-Spagna-Catalogna

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, turismo del vino, Fattoria del Colle

In Spagna il turismo del vino è iniziato insieme al nostro intorno al 1995. Nelle prime riunioni internazionali a cui partecipavo in rappresentanza dell’Italia i francesi ci guardavano dall’alto in basso forti della Strada del vino dell’Alsazia e dei flussi verso le cave de Champagne. Loro portavano gli psicologi per progettare la comunicazione web e noi portavamo i primi ingegneri informatici. Ci sentivamo dei dilettanti. Erano gli anni in cui le cantine di Bordeaux e di Borgogna erano chiuse al pubblico perché la loro produzione era interamente commercializzata dai négociant.
Poi anche le cantine italiane e spagnole hanno cominciato a organizzarsi per accogliere i visitatori e con ottimi risultati.

Turismo-del-vino-in-Spagna-Catalogna- Cava

Turismo-del-vino-in-Spagna-Catalogna- Cava

Ecco i dati spagnoli tratti dal Corriere Vinicolo.
2,7 milioni di visitatori nelle cantine e nelle “Rutas” + 21% rispetto al 2015
54 milioni di € di fatturato enoturistico diretto + 11% rispetto al 2015
77% di turisti spagnoli 23% turisti esteri
Settembre –ottobre mesi di maggior flusso
I turisti del vino sono coppie, piccoli gruppi e famiglie. 46-65 anni, con scarsa cultura del vino, soprattutto donne. In crescita i wine tour organizzati.

Turista del vino in California? E’ donna

L’identikit del turista del vino USA vi stupirà: è donna! Ricca e coltiva la sua passione associandosi a un wine club e assaggiando almeno una volta la settimana

Turisti-del-vino-in-California-ingresso-Opus-One

Turisti-del-vino-in-California-ingresso-Opus-One

Di Donatella Cinelli Colombini, turismo del vino, Montalcino, Casato Prime Donne

43 anni, 86.00$ di reddito annuo, donna (53%) sposata (68%) laureata (58%).
Nella stragrande maggioranza dei casi vive in città o in zone limitrofe. E’ californiana (50%).
Ha grande passione per il vino e infatti è iscritta a un wine club (30%) e beve vino almeno una volta alla settimana spendendo 29 $.
Chi l’avrebbe mai detto! Eravamo così certi che il turista del vino fosse maschio da rimanere sbalorditi per una simile rivelazione. Donna, ricca, colta e bevitrice competente. Il panorama dei consumatori sta davvero cambiando!

Mondavi winery ingresso

Turismo-del-vino-in-USA-Mondavi-winery ingresso

Il profilo della turista del vino californiana scaturisce da un’indagine del 2016 su un campione di 2.000 persone effettuata dal Wine Institute in collaborazione con USDA Dipartimento USA per l’Agricoltura e reso noto in Italia dal “Corriere Vinicolo”.
Va tenuto presente che il business enotuiristico in USA è gigantesco: 7,2 miliardi di Dollari cioè più che il doppio di quello italiano. Se consideriamo che normalmente la vendemmia italiana è doppia di quella statunitense e che l’intero business del vino italiano è di circa 10 milioni di euro, c’è da mangiarsi le mani.
E sono le contee di Napa e Sonoma hanno fatturati enoturistici per oltre 3 miliardi.
Un turismo in piena espansione che nella sola Napa Valley ha ormai toccato i 3,5 milioni di visitatori.

Pasqua-visita nella cantine del Brunello e dell'Orcia

Pasqua sacra e profana alla Fattoria del Colle

Spiritualità, natura, visite guidate in cantina, degustazioni di grandi vini, piccole lezioni di cucina, e qualche peccato di gola per Pasqua alla Fattoria del Colle

Pasqua-Fattoria del Colle - Agriturismo in toscana

Pasqua-Fattoria del Colle – Agriturismo in toscana

Chi ama trascorrere la Pasqua con la famiglia, con gli amici e con gli amici a quattro zampe, troverà alla Fattoria del Colle, nella Toscana più panoramica e intatta,  il luogo ideale. Il giusto mix di nobili tradizioni e informalità campagnola, grandi vini con premi internazionali e piatti poveri fatti a mano secondo una tradizione centenaria.
Nel programma ci sono la visita con degustazione della cantina del Brunello Casato Prime Donne e quella della Fattoria del Colle che comprende anche le 4 sale storiche della villa cinquecentesca e con i racconti, anche molto romantici, della fattoria.

Pasqua- Vinoterapia-Fattoria del Colle

Pasqua- Vinoterapia-Fattoria del Colle

Due appuntamenti da non perdere sono la degustazione verticale di 5 Brunello dal 1999 al 2013 e la piccola lezione di cucina per imparare a “tirare” i pinci e preparare un dolce primaverile veloce e prelibato: la ricotta montata.
Hanno un posto particolare nel programma le cene e i pranzi che introducono nella civiltà della Toscana: ecco il baccalà alla fratina di Trequanda della venerdì santo, ecco il peposo degli artigiani della terracotta la cui leggendaria invenzione è attribuita a Filippo Brunelleschi autore della cupola del Duomo di Firenze. Il principe della tavola è la bistecca e la tagliata di bue chianino, gigante bianco che vive libero sulle colline intorno alla fattoria ma ha una storia che rimanda agli antichi romani.

Sting-Benvenuto-Brunello-2018

La stella del rock Sting e le 4 stelle del Brunello 2017

A message in the bottle di Sting apre la stagione delle anteprime di Toscana a Firenze e la conclude a Montalcino davanti al popolo del Brunello entusiasta

Sting-Benvenuto-Brunello-2018

Sting-Benvenuto-Brunello-2018

Di Donatella Cinelli Colombini

<<Al Festival di Sanremo ho chiesto un bicchiere di vino ma non me l’hanno dato>> ha esordito Sting prima di cantare “A message in the bottle”. La sua performance che inaugura le Anteprime di Toscana e lascia tutti di stucco per la forza espressiva della sua voce e quando inaspettatamente Shaggy gli si avvicina e inizia un duetto il risultato è da brivido.
A Firenze l’ex leader dei Police insieme alla moglie Trudie Styler fanno il giro dei banchi d’assaggio dei consorzi dei vini toscani e poi vengono letteralmente sequestrati da Mediaset. Meno male perché mia figlia Violante che girava da oltre un’ora con una grande macchina fotografica e il cavalletto si era appena accorta di aver lasciato la pila a casa. In questi casi meglio non avere rimpianti! Lasciamo la rock star produttore di

Casato-Prime-Donne-Benvenuto-Brunello-2018

Casato-Prime-Donne-Benvenuto-Brunello-2018

vino a Figline Valdarno e torniamo alle Anteprime di Toscana. L’Assessore Marco Remaschi ci comunica le misure per impedire lo “scippo” di vigneti che pare stia avvenendo, soprattutto in Sicilia, a opera delle cantine venete. Chi affitta un vigneto in Toscana con l’intento di portare i diritti di impianto fuori regione dovrà aspettare sette anni prima di avere l’autorizzazione. Bravo assessore!

Casato-Prime-Donne-Benvenuto-Brunello-2018

Brunello-Casato-Prime-Donne-Benvenuto-Brunello-2018

Le anteprime si mescolano con Buy-Wine organizzato dalla Regione Toscana attraverso PromoFirenze con incontri B2B e poi visita nei territori del vino. Nell’Orcia arrivano 20 buyer provenienti da dieci diversi Paesi. Lo splendido palazzo Chigi di San Quirico, con i suoi saloni affrescati lascia gli ospiti sbalorditi. Dopo il seminario guidato da Suzanne Branciforte e la degustazione dei vini delle 9 cantine partecipanti, i buyer vanno nelle aziende. Da noi alla Fattoria del Colle arrivano  importatori da Azerbaijan, Olanda, Messico, Brasile e Taiwan.

Enoturismo-SebastianoDiCorato-Vittoria-Cisonno-Dario-Stefano-Donatella-CinelliColombini

Enoturismo: cosa cambia con l’emendamento Stefano

Le cantine che fanno enoturismo – 20.000 in Italia – hanno finalmente una disciplina fiscale e amministrativa chiara e uguale in tutta la nazione

Enoturismo-SebastianoDiCorato-Vittoria-Cisonno-Dario-Stefano-Donatella-CinelliColombini

Enoturismo-SebastianoDiCorato-Vittoria-Cisonno-Dario-Stefano-Donatella-CinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini, enoturismo, Montalcino, Casato Prime Donne

Fino ad ora c’erano enormi diversità da regione e a regione: in Toscana le attività enoturistiche di somministrazione e animazione erano legittimate e regolamentate all’interno delle attività agrituristiche. In Veneto invece ogni compenso per assaggi o visite guidate era praticamente vietato salvo per cifre irrisorie.
Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2018 entra in vigore l’emendamento sul turismo del vino del Senatore Dario Sefano, capogruppo nella commissione agricoltura di Palazzo Madama. L’enoturismo è finalmente definito nell’Art 1 commi dal 502 al 505.

Enoturismo-Dario-Stefano

Enoturismo-Dario-Stefano

Con i termini enoturismo o turismo del vino si intendono tutte le attività di conoscenza del prodotto vino espletate nel luogo di produzione cioè degustazioni, visite, wine class, trekking nei vigneti e altre offerte di tipo ludico o didattico delle cantine. Esse diventano attività complementari a quella agricola in tutto il territorio nazionale. La nuova normativa riguarda le aziende agricole e a quelle di imbottigliamento, se nei territori dei vini Docg, Doc e Igt che producono, in pratica esclude gli imbottigliatori industriali.

Sabrina Manolio la Lady Sommelier pugliese di Londra

Poco più di 30 anni Sabrina Manolio è la capo sommelier in uno dei ristoranti italiani più esclusivi di Londra, Margot, e si è già fatta notare dai grandi esperti

Sabrina-Manolio-Margot-Restaurant

Sabrina-Manolio-Margot-Restaurant

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne
Data di nascita 8 ottobre 1986 pugliese di nascita parla un inglese impeccabile e ha una eleganza innata. Volto appena truccato, capelli raccolti sulla nuca veste delle uniformi sobrie di taglio quasi maschile come a nascondere la sua bellezza molto mediterranea. I genitori sono chef e lei è cresciuta con il culto della grande cucina. Fino ad ora la carriera è stata la sua priorità ( si è formata nell’ ‘Atelier del celebre chef francese Joël Robuchon) ma sogna di farsi una famiglia e di avere un vigneto in Puglia.
Il ristorante in cui lavora, Margot, è un raffinato locale italiano nel cuore del Covent Garden di Londra, dove c’è il mitico Royal Opera House che pullula di celebrità sul palcoscenico e in platea. E’ in questo ambiente colto e luccicante che Sabrina Manolito

Margot-London

Margot-London

è capo sommelier e propone una lista di 350 vini cercando di intuire le preferenze di ogni cliente. In cantina le bottiglie italiane sono la maggioranza (45%) ma ci sono anche etichette del nuovo mondo e molti vini di vitigni o denominazioni poco conosciute come il Susumaniello pugliese oppure il Vermentino corso.
The Drinks Business le ha dedicato una lunga intervista che l’ha portata alla ribalta facendone un’autentica star della sommellerie.

Violante nelle vigne di Opus One

Packaging del vino: quanto conta

Il “wine package design” è un driver degli acquisti soprattutto in USA e soprattutto fra i giovani: vino in lattina e bottiglie sempre più elaborate

Packaging-del-vino-Violante con la magnum di Opus One

Packaging-del-vino-Violante con la magnum di Opus One

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle
Secondo Nielsen, non c’è alcun dubbio. In USA l’influenza del contenitore sulle vendite è talmente alta da spingere i produttori a cercare soluzioni innovative sia sui vini a basso costo sia su quelli cari.
Ecco che nella grande distribuzione c’è chi confeziona i vini premium in boxed wine cioè bag in box o in Tetra Paks. Cose impensabili in Italia dove un vino di qualità scriverebbe la sua fine presentandosi nei cartoni. C’è da dire che in USA la progressione dei contenitori alternativi è impressionate: il vino in lattina -canned wine– ha segnato un + 59,5% negli ultimi tre mesi dell’anno scorso e in generale tutti i nuovi formati hanno registrato incrementi maggiori delle bottiglie di vetro. In effetti le bottiglie tradizionali sono fra i packaging più vecchi, pensanti e complicati da usare che esistano ma forse proprio la loro immutabile forma ne decreta il successo nei momenti di consumo più formale e elegante: al ristorante. E’ infatti fuori casa che le bottiglie in vetro riconquistano la leadeship con il 72,5% dei consumi, seguite dai

Packaging-del-vino-enoteca-USA

Packaging-del-vino-enoteca-USA

magnum da 1,5 litri (15,4%). <<Come si vede>> sottolinea Fabio Piccoli di WineMeridian << la grande crescita del vino in lattina negli Usa è tutt’oggi rappresentata da prodotti a prezzi bassi che però intercettano un target di consumatori sempre più numeroso>>.
A queste analisi è giusto collegare uno studio realizzato da Nomisma Wine Monitor per Verallia, terzo produttore globale di contenitori in vetro per l’industria alimentare. L’analisi mette a confronto i Millennials USA e italiani. Si tratta di uno studio molto interessante per il vino italiano visto che una bottiglia su dieci, del nostro prodotto finisce nel mercato statunitense. << Nella scelta del vino entrano anche fattori puramente estetici e di design come il packaging e le etichette, indicati dal 10% del campione USA e dal 5% di quello italiano>> dice Denis Pantini responsabile Wine Monitor di Nomisma.

Fattoria del Colle infernotto

Tappi di sughero e ossidazione del vino

Forse i tappi di sughero sono più magici di quanto sembra e cambiano nel tempo preservando il vino. L’Università di UC Davis li testerà per 100 anni

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Tappo-in-sughero-Fattoria del Colle infernotto-del-Brunello-antiquario

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

<<Un esperimento che forse durerà più della vita umana sulla terra>> ha commentato W. Blake Gray raccontando su Wine searcher la ricerca in atto nella più grande università statunitense d’agricoltura, la mitica UC Davis che sforna gran parte dei migliori enologi a stelle e strisce.
Fare un esperimento che dura 100 anni è infatti qualcosa di difficile da capire nella nostra società basata sulla velocità e sull’oggi. Ricorda piuttosto l’empirismo settecentesco ma forse proprio per questo, si adatta allo studio di un tipo di chiusura che, proprio nel XVIII secolo, perfezionò i suoi caratteri: il tappo sulle bottiglie di vetro contenenti vino.
L’esperimento parte da un mistero: come mai l’ossigeno che penetra attraverso il tappo in sughero nella misura di un milligrammo per anno non ossida il vino?

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Potremmo pensare che sia l’anidride solforosa immessa all’atto dell’imbottigliamento (generalmente 20-25 milligrammi per litro) che protegge il vino ma è proprio l’ossigeno che la consuma nell’arco di 5-6 anni e quindi dopo 10 anni o oltre niente difende il nettare di bacco, come ha spiegato il professor Andy Waterhouse autore dell’ardito progetto di ricerca sui tappi in sughero e l’ossidazione del vino.
Waterhouse ha una teoria per spiegare perché le bottiglie di 50 o 60 anni siano ancora bevibili contro ogni logica di chimica enologica; secondo lui anche il sughero si modifica diventando impermeabile all’ossigeno.

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