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Glifosato: voglia di proibirlo perchè è ovunque

Glifosato, il più usato erbicida del mondo è presente in tantissimi alimenti e persino nell’acqua. Nei consumi quotidiani un cumulo rischioso per la salute

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Di Donatella Cinelli Colombini

La recente dichiarazione del Presidente Emmanuel Macron <<J’ai demandé au gouvernement de prendre les dispositions nécessaires pour que l’utilisation du glyphosate soit interdite en France dès que des alternatives auront été trouvées, et au plus tard dans 3 ans>> che annuncia l’intenzione di proibire l’uso dell’erbicida più diffuso del mondo, il glifosato, entro tre anni, ha scatenato un vero putiferio.

LA PROIBIZIONE DEL GLIFOSATO IN FRANCIA

L’amico Angelo Gaja mi segnala l’articolo di Bertrand Collard ,capo redattore del periodico “La Vigne” che prospetta un’autentica catastrofe a seguito della proibizione del glifosato, poichè produrrebbe l’abbandono dei terreni più costosi da coltivare e aumenterebbe l’utilizzo dei trattori con conseguente crescita dei gas che emettono. <<Et beaucoup ne veulent pas, considérant qu’elle rend bien plus de services qu’elle ne cause de problèmes…. Une interdiction du glyphosate dans quelques mois conduirait à une catastrophe pour notre secteur …>>

coltivazione-con-diserbante

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PROIBIZIONE DEI PESTICIDI NOCIVI IN ITALIA

La stessa decisione, in Italia, è passata quasi sotto silenzio. Del resto, come ha scritto Albino Russo nel Rapporto Coop 2018 <<nel nostro Paese, molto più che nel resto d’Europa, è diffusa la consapevolezza che l’ambiente è componente fondamentale del nostro benessere individuale>> Forse per questo la mozione proposta da Rossella Muroni e Serse Soverini  sull’abolizione dei pesticidi nocivi è stata approvata all’unanimità da parte della Camera dei Deputati.

RESIDUI DI GLIFOSATO IN BIRRE E VINI

Intanto arrivano notizie ancora più preoccupanti: tracce di glifosato sono state rilevate in diverse tipologie molto note di birra e vino, tra cui Coors Light, Budweiser e Beringer, secondo un rapporto pubblicato da US.PIRG, gruppo statunitense di interesse pubblico.
I ricercatori di US PIRG hanno testato cinque vini e 15 birre cercando tracce di glifosato – l’erbicida più comune al mondo. 19 dei 20 campioni esaminati contenevano tracce di glifosato e il Merlot di Sutter Home 2018 era quello con maggiore presenza di 51 parti per miliardo (ppb). Persino i vini ottenuti da agricoltura biologica risultavano contaminati, forse a causa dell’enorme diffusione dell’erbicida che lo ha portato a contaminare persino l’acqua piovana. Qualcosa di simile è avvenuto, nel passato, con il DDT, le cui tracce erano anche nel grasso dei pinguini del Polo.

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Dal 25 aprile al I° maggio nella campagna toscana

Nel ponte di primavera 25 aprile – I° maggio la Fattoria del Colle diventa una wine destination e offre soggiorni “di vini” con pranzi, viste e assaggi

25 aprile-I° maggio alla Fattoria del Colle - Agriturismo in toscana

25 aprile-I° maggio alla Fattoria del Colle – Agriturismo in Toscana

Nel più lungo ponte di primavera la Fattoria del Colle aspetta gli amanti della natura e dei grandi vini per offrire loro delle esperienze emozionanti con il Brunello e nelle cantine.

25 aprile -I° maggio alla Fattoria del Colle

Nell’angolo più intatto e panoramico della Toscana, la Fattoria del Colle costituisce un “unicum”, un luogo sospeso nel tempo che Donatella Cinelli Colombini ha consacrato alla memoria: appartamenti arredati con veri mobili di antiquariato locale, orto con 80 varietà di essenze, ricette delle nonne nel ristorante, vigneti coltivati a mano e in modo biologico, parchi e giardini piantati dagli antenati … Ogni cosa – dai grandi vini al semplicissimo formaggio fresco – viene raccontato, toccato, annusato, assaggiato nel corso di esperienze in cui i turisti giocando, entrano in una storia millenaria.

Fattoria del Colle Wine Destination con animazioni permanenti

Fattoria del Colle cantina

Fattoria del Colle cantina

Ogni giorno c’è il programma della “Wine Destination” che comprende una lezione di cucina tipica che insegna a preparare la panzanella e il raviggiolo (ore 11) due degustazioni itineranti lungo itinerari che tocca le sale storiche della villa, la cantina, l’orto e la cappella cinquecentesca (ore 12), i vigneti e la cantina (ore 15). Il pranzo diventa un’esperienza del territorio con 8 salumi oppure 8 formaggi tipici che associano i sapori con le loro storie. Nel pomeriggio la degustazione verticale di 3 Brunello (ore 17) seguita qualche ora dopo dall’aperitivo.

Diventare enologi per un giorno

Un programma intenso e stimolante che domenica 28 e martedì 30 aprile ha un’eccellente alternativa: nel pomeriggio alle 17, nella cantina storica della fattoria del Colle, i turisti diventeranno “piccoli enologi” e produrranno il loro vino Supertuscan imparando a tagliare Sangiovese, Merlot e Sagrantino in purezza per ottenere quello del loro cuore, da tappare e etichettare per portarlo a casa come ricordo di un’esperienza che insegna molto sulla ricerca delle armonie gustative nei grandi vini rossi toscani. Sembra un gioco divertente ma in realtà è un modo per conoscere sé stessi, i propri gusti e i caratteri del vino.

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Alcool: perché le donne devono bere meno degli uomini

Sesso, età, alimentazione, influiscono sulla quantità di vino che è possibile bere ma c’è una regola assoluta per tutti: bere poco e spesso per stare sani

Di Donatella Cinelli Colombini

Consumo-del-vino-differenze-fra-uomini-e-donne

Consumo-del-vino-differenze-fra-uomini-e-donne

A volte gli incontri “di vini” sono più inaspettati, più interessanti e più sorprendenti di quanto si immagina. Mi è successo quest’anno durante le Anteprime di Toscana con il giornalista Michael Apstein che mi ha chiesto di visitare le cantine della Doc Orcia, per un articolo da pubblicare nella rivista inglese “Decanter” con solo due giorni di preavviso. Io e mio marito Carlo Gardini siamo andati a prenderlo a San Gimignano e in macchina ho esordito: <lei non ha un accento british…> <no> ha risposto lui <sono di Boston e sono un medico, insegnavo gastroenterologia>. Cavoli, mi sono detta: Boston è la città di Harvard e dei premi Nobel , questo deve essere un tipo forte! E infatti, quando mi ha mandato un suo articolo sul consumo dell’alcol, ho finalmente capito perché i medici rispondono <dipende> alla domanda sulla dose consigliata.
L’articolo che qui vi riassumo ha basi scientifiche ma, finalmente, è scritto in modo da essere comprensibile da tutti.

UOMINI, DONNE E ALCOL

Donne-e-vino-Violante-in-degustazione

Donne-e-vino-Violante-in-degustazione

Un uomo di 80 kg che beve vino regolarmente e ha appena consumato due calici di vino durante un pasto concedendosi due ore di relax a tavola ha un livello d’alcol nel sangue enormemente inferiore rispetto a una donna di 60 kg che beve solo occasionalmente ed ha gustato gli stessi due calici spilluzzicando velocemente. Gli scienziati non hanno capito esattamente le cause, ma le donne metabolizzano meno alcol nello stomaco dove l’enzima alcol deidrogenasi – ADH funziona meno bene perché gli estrogeni lo inibiscono. A causa di questo fatto un maggior quantitativo d’alcol passa nell’intestino tenue dove viene assorbito. Il risultato finale è che una donna, bevendo la stessa quantità di alcol, avrà una percentuale d’alcol nel sangue molto più alta di un uomo.
Altro elemento sfavorevole per le donne è la diversa composizione del corpo maschile, che contiene più acqua. Infatti l’alcol viene diluito nei tessuti ricchi d’acqua e non in quelli grassi.

Vinitaly 2019 cena inaugurale

Un Vinitaly pieno di sorprese

Dopo tanti Vinitaly questa fiera ancora sorprende: la sua crescita costante, le opportunità, gli insegnamenti e gli stimoli che offre

festa-di-fine-Vinitaly-delle-Donne-del-Vino

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Finale in bellezza con la grande festa delle Donne del Vino e il presidente di Veronafiere – Vinitaly Maurizio Danese che da il via ai corsi di formazione Future e E-learning nati per creare la generazione 4.0 del vino al femminile.

VINITALY 2019 BATTE I RECORD SI RIEMPIE DI POLITICI E DI COMPRATORI ITALIANI

E’ stato il Vinitaly del mercato italiano che è tornato protagonista nonostante le minacce di recessione e la presenza massiccia di 33mila buyer esteri, provenienti anche da mercati nuovi come il Kenia. Complimenti a Gianni Bruno, brand manager Vinitaly che anche quest’anno è riuscito a superare le attese.
E’ stato l’anno dei politici, mai così tanti: Conte, Salvini, Di Maio, Centinaio, la commissione Agricoltura della Camera al completo …

VINITALY PAROLA D’ORDINE CREARE VALORE

Vinitaly 2019 cena inaugurale

Vinitaly 2019 cena inaugurale

C’è una parola d’ordine nel Vinitaly 2019 <<creare valore>> lo dice Giovanni Geddes da Filicaja mentre riceve il premio Internazionale Vinitaly (lo stesso che ho avuto io sei anni fa) durante la spettacolare cena offerta da Vinitaly e intramezzata da balletti ispirati a Leonardo da Vinci. Lo ha detto Giovanni Mantovani DG di Veronafiere durante la cerimonia inaugurale, presentando il nuovo programma di eventi all’estero che avranno una piattaforma italiana e non si appoggeranno più su fiere altrui.

VINITALY 2019 E DONNE DEL VINO

E’ stato l’anno trionfale delle Donne del Vino: mai così tante, attive, unite in tutti i 15 eventi che hanno organizzato. Meravigliosa la degustazione di 8 vini creati da giovani donne e guidata dal super assaggiatore Ian D’Agata, vini che hanno dimostrato l’apporto rivoluzionario delle wine makers rosa.
La cosa stupefacente dopo aver partecipato a tanti Vinitaly è che questa edizione è riuscita ancora a sorprendermi e a insegnarmi.
Ecco alcune perle che ho annotato e vorrei condividere con voi.

Orario di apertura delle cantine turistiche

Le cantine turistiche devono stare aperte nei giorni festivi almeno da aprile a ottobre. Meglio l’orario continuato piuttosto che la chiusura all’ora di pranzo

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Di Donatella Cinelli Colombini

Una cantina turistica chiusa nei giorni festivi è come un bagnino che va in ferie d’agosto oppure un maestro di sci che prende le vacanze nel periodo di capodanno.
Per questo la resistenza delle aziende a stare aperte nel weekend e nei festivi è un suicidio, impedisce il loro successo turistico e va contrastata con decisione.

L’IMPORTANZA DI ESSERE APERTI NEL WEEKEND E NEI FESTIVI

 

Ingresso della cantina Fattoria del Colle

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Le cantine non diventeranno mai delle wine destination se non accolgono i visitatori nei giorni di maggiore richiesta.
Come tutte le attività turistiche anche l’enoturismo segue un ciclo inverso alle normali attività lavorative, in altre parole gli addetti all’incoming del vino lavorano quando tutti gli altri fanno vacanza.
I flussi delle visite aumentano da aprile ai primi di novembre con punte in agosto per gli italiani e in settembre-ottobre per i wine lovers stranieri. Questo influisce anche sul fabbisogno di personale e la tipologia di addetti all’accoglienza: i primi più formati allo storytelling in italiano e i secondi più poliglotti.
Durante la “stagione turistica” l’afflusso in cantina è maggiore durante il week end e cresce nel pomeriggio. La visita in cantina è una delle mete privilegiate dell’escursionismo goloso di chi abita o soggiorna nel raggio di cento chilometri.
Per questo, escluso in inverno, è indispensabile predisporre l’apertura festiva della cantina, almeno su richiesta o almeno a turno fra le aziende di una stessa Strada del vino o denominazione. Bisogna evitare di deludere i wine lover arrivati per conoscere dove nasce il vino del loro cuore. Questi clienti affezionati devono trovare almeno un produttore che li accoglie.

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Il risiko delle fiere del vino visto da Gaja

Si intitola “Cambiamenti” la riflessione di Angelo Gaja sulle fiere del vino e su Wine Advocate-Robert Parker che aprono più interrogativi che sorprese

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Angelo-Gaja

Di Donatella Cinelli Colombini

Vinexpo si trasferisce a Parigi dopo che il fuori salone di Vinexpo Bordeaux aveva svuotato la fiera portando negli chateaux i buyer e i giornalisti. Un monito ai produttori veneti che fanno la stessa cosa durante Vinitaly?
Wine Advocate – Robert Parker – Guida Michelin sta nascendo una super potenza dei rating. Ma è un bene o un male?
Queste e altre riflessioni nelle parole di Angelo Gaja che alla fine stimolano anche quando sembrano proprio delle provocazioni

Angelo Gaja marzo 2

AIV-visita in Toscana Antinori nel Chianti Classico, Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja-Piero-Antinori-Donatella-CinelliColombini

AIV-visita in Toscana Antinori nel Chianti Classico, Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja-Piero-Antinori-Donatella-Cinelli Colombini

CAMBIAMENTI NELLE FIERE DEL VINO

Non è solo il clima a minacciare di cambiare. VINEXPO BORDEAUX è stata per lungo tempo la fiera internazionale del vino per eccellenza. Nata nel 1981, con cadenza biennale, è via via cresciuta attirando espositori e visitatori da tutto il mondo. Anche troppi per una città che non era abbastanza grande da accoglierli tutti e soffriva momenti di forte disagio. Fu così che un numero crescente di produttori dell’area bordolese, in concomitanza, si attrezzarono ad accogliere negli chateaux gli ospiti più qualificati offrendo loro di partecipare agli eventi prestigiosi che venivano in essi organizzati; innescando una competizione con le manifestazioni fieristiche che non fu di beneficio alla qualità di Vinexpo Bordeaux e produsse disaffezione negli espositori. A gennaio 2020 per la prima volta nella capitale francese si svolgerà VINEXPO PARIGI, da tenersi ogni due anni in alternanza a VINEXPO BORDEAUX. Se non sorgeranno intoppi sarà Parigi in futuro ad ospitare la più prestigiosa fiera internazionale del vino che abbia luogo in Europa.

Guide di Repubblica, La tradizione nel piatto Toscana Le Fornelle

3 libri, tre storie e tanti amici

Guida di Repubblica, un minimanuale e un romanzo storico: La tradizione nel piatto -Toscana, Degustare il vino, Florentine la pupilla del Magnifico

Guide di Repubblica, La tradizione nel piatto Toscana Le Fornelle

Guide di Repubblica, La tradizione nel piatto Toscana Le Fornelle

LA TRADIZIONE NEL PIATTO – LE GUIDE DI REPUBBLICA

Di Donatella Cinelli Colombini
<<Memoria è tante cose, è quella sequenza di gesti ripetuti dalle nostre nonne, dalle nostre mamme, nei giorni di festa, quegli odori che si sono persi, cancellati e dispersi ai quattro venti da centinaia di puntate di master chef>> scrive Giuseppe Cerasa, Direttore delle Guide di Repubblica, nell’introduzione al volume “La tradizione nel piatto – Toscana” (pp 231, 4,90€).
E’ il primo libro di una nuova collana, nata per conservare la storia gastronomica familiare: quella dove i sapori si mescolano con gli affetti per creare il gusto più intimamente italiano, quello che cambia in ogni regione e in ogni paese. Il gusto che non dobbiamo e non vogliamo dimenticare. Nella guida un mix di indicazioni per lo shopping goloso più tradizionale, i

Marzia Morganti Temestini piatti della memoria Prato Villa Rospigliosi

Marzia Morganti Tempestini piatti della memoria Prato Villa Rospigliosi

ristoranti tipici, le locande dove dormire nella storia e soprattutto le ricette storiche. La presentazione della guida è stata memorabile nella Limonaia di Villa Rospigliosi a Prato. Una degli autori, la giornalista gastronoma Marzia Morganti Tempestini, ha chiesto alle persone che avevano dato le ricette di famiglia (e fra loro tante “Fornelle”) di cucinare i piatti e portarli. Ne è uscito fuori un buffet difficilmente replicabile con alcuni dei piatti poveri più antichi della Toscana eseguiti in modo impeccabile. I miei Brunello e Rosso di Montalcino hanno accompagnato i piatti in modo straordinario. Che dire, la guida è bellissima ma il buffet era strabiliante.

DEGUSTARE IL VINO: UN’INTIMA QUESTIONE DI MARIA CRISTINA FRANCESCON

Ho visto per la prima volta i testi sulla degustazione di Maria Cristina Francescon alle Donne del Vino ,quando lei chiese di metterci il marchio dell’associazione. Il Consiglio di Amministrazione le disse di no, ma Maria Cristina non perse entusiasmo per il suo libro e per l’associazione. Ecco che ora è stata eletta Delegata delle Donne del Vino per la Lombardia e il suo dattiloscritto è diventato un manuale intitolato Degustare il vino (Aliberti pp 86 € 5,99).

Forbes mette in fila le 100 donne italiane vincenti

Forbes: le 100 italiane TOP. Albiera Antinori al 2°posto, Camilla Lunelli e Cristina Nonino tre donne davvero vincenti che fanno onore al vino e all’Italia

Albiera, Allegra e Alessia Antnori

Albiera, Allegra e Alessia Antnori- Forbes-le-100-donne italiane-vincenti

Di Donatella Cinelli Colombini
Forbes ha messo in fila 100 personaggi femminili che ci rendono orgogliose di essere donne e italiane. Sportive, manager, scienziate, stiliste, artiste, giornaliste… che sono riuscite ad affermarsi a livello internazionale. Una speranza per il mondo. Infatti se le donne raggiungessero la piena parità nel lavoro, anche in termini di partecipazione ai ruoli dirigenti, il PIL del pianeta crescerebbe del 26%, cioè dell’enorme cifra di 28 mila miliardi.

Forbes: le donne più potenti del mondo

Forbes ha redatto anche la classifica delle 100 donne più potenti del mondo, con la cancelliera tedesca Angela Merkel sul podio e quattro europee nelle prime 10 posizioni, ma con una sola italiana al 67° posto: Federica Mogherini. Un dato che evidenzia la debolezza delle donne italiane nella scacchiera del potere politico e economico.

La Vendemmia 2015 Montenapoleone, Buffo, Lunelli, Boscaini, Soldati, Nonino, Antinori

Buffo, Lunelli, Boscaini, Soldati, Nonino, Antinori

Forbes le 100 donne vincenti italiane. Al 2° posto Albiera Antinori

Buffo, Lunelli, Boscaini, Soldati, Nonino, Antinori
Una situazione che pian piano sta cambiando anche per merito delle Donne del Vino: ecco che nella lista delle 100 donne italiane vincenti di Forbes la seconda posizione è occupata da Albiera Antinori, superata solo dall’étoile della danza Eleonora Abbagnato.
Albiera è presidente dell’azienda di famiglia che riunisce sotto il marchio Antinori cantine in Toscana, Piemonte, Lombardia, Umbria, Puglia, Cile, Stati Uniti, Malta, Ungheria e Romania. Una storia di sei secoli e un business di 220 milioni di Euro concentrato sui vini di alta gamma. Antinori è il simbolo dell’Italia del vino più aperta al nuovo e insieme più attaccata alle tradizioni, con un mix vincente che anche nella costruzione della splendida cantina del Chianti Classico ha spinto gli Antinori a sfidare le convenzioni creando un capolavoro di architettura e un esempio di enoturismo senza eguali in Italia.

Sanchimento IGT Toscana 2018 BIO

Bianco Sanchimento 2018 della Fattoria del Colle, per la prima volta BIO. Donatella Cinelli Colombini presenta i primi frutti della sua scelta ambientalista:

Il bianco “Sanchimento” e il rosato “Rosa di tetto” sono i primi vini con certificazione biologica della Fattoria del Colle. E’ ottenuto con le uve del piccolo vigneto intorno alla cappella della Fattoria; il suo nome deriva infatti dal Santo patrono della chiesetta, Clemente I, Papa martire nel 97 d.C. a Sebastopoli. San Chimento è infatti il nome medioevale toscano dello stesso Santo ancora oggi usato dalla popolazione locale.

SANCHIMENTO, UN VINO  DI FATTORIA CON LA SUA CAPPELLA

Il vigneto fu piantato nel 1989 con viti Traminer ed è a un’altitudine di 404 metri sul livello del mare con un terreno a prevalenza calcarea.

Sanchimento è dunque un “family wine” ottenuto da uve prodotte in fattoria, vendemmiate a mano, vinificato a regola d’arte e

2018-vendemmia-traminer-Fattoria-del-Colle

2018-vendemmia-traminer-Fattoria-del-Colle

imbottigliato in una piccola serie di soli 2.000 esemplari.

L’annata 2018 è caratterizzata da una straordinaria ricchezza aromatica grazie a un’estate fresca e un autunno assolato ma con forti escursioni termiche fra la notte e il giorno.

Corrado Barberis

Grazie Professor Barberis e addio

Corrado Barberis, padre della sociologia rurale, ci ha lasciati. Uomo di enorme cultura ha dato dignità e voce ai contadini e ai loro prodotti 

Corrado Barberis

Corrado Barberis

Devo molto al Professor Corrado Barberis, non solo perché ha riscoperto le tipicità locali, la loro storia e la loro ragion d’essere.

I miei ricordi personali di Corrado Barberis

Corrado Barberis ha creduto in me quando ero solo una neo laureata in storia dell’arte che si avventurava nel mondo agricolo con tanta passione e poca competenza. Nel 1990 mi chiamò a collaborare all’”Atlante dei prodotti tipici – i formaggi” per scrivere la scheda del pecorino delle Crete Senesi. Quando lesse il mio pezzo mi disse sorridendo << ora capisco perché fare l’agricoltore non le basta >> e lo piazzò quasi all’inizio del volume. Parlava con un accento emiliano spiccato e una leggera lisca che curiosamente rendeva più persuasiva la sua voce. Mi sostenne in imprese davvero visionari e come quella di usare la degustazione organolettica per comparare e far competere i formaggi così come già avveniva per il vino. Qualcosa che appariva rivoluzionario trent’anni fa e servì anche a Carlin Petrini che stava trasformando Arcigola in Slow Food.

aspettando-Vinitaly-2019

Aspettando Vinitaly 2019

Qualche anticipazione e qualche curiosità sul programma di Vinitaly 2019 a cui partecipo in veste di produttrice, wine blogger e presidente delle Donne del vino

aspettando-Vinitaly-2019

aspettando-Vinitaly-2019

Di Donatella Cinelli Colombini

Il mio Vinitaly comincia la sera della vigilia con lo show dinner dedicato a Leonardo da Vinci a 500 anni dalla sua morte. Un omaggio ai valori dell’innovazione, tecnologia e la cultura che hanno fatto grande Vinitaly e l’Italia nel mondo. Primo incontro con gli amici di Veronafiere: il presidente Maurizio Danese, il DG Giovanni Mantovani, il genio tranquillo che dirige Vinitaly Gianni Bruno, la vulcanica Stevie Kim …. Una grande squadra che passa da un successo all’altro.

VINITALY 2019 LO STAND DI DONATELLA CINELLI COLOMBINI E’ AL PADIGLIONE 6 D4

Lo stand aziendale, troppo piccolo per le nostre attuali necessità, è nel padiglione 6 (D4) fra il Friuli Venezia Giulia e l’Alto Adige. Una posizione anomala ma che non è mai cambiata nei 20 anni di storia dell’azienda mentre la fiera cresceva e si modificava. Importatori e clienti sanno che siamo li e questo ci impone di tenere una posizione che indubbiamente sembra stravagante.
Per noi si prospetta un Vinitaly all’insegna della continuità: esportiamo in 39 Paesi, siamo contenti dei nostri buyer e i nostri vini piacciono. Tuttavia ogni Vinitaly promette nuove opportunità e per noi arriveranno fino dal primo giorno quando mi aspettano la foto celebrativa della Guida di Repubblica DIWINE storie di donne e di terre da amare insieme al curatore Giuseppe Cerasa e nel pomeriggio due degustazioni importanti anche se molto diverse.

aspettando-Vinitaly-2019

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DEGUSTAZIONI STRAORDINARIE GUIDATE DA ATTILIO SCIENZA E IAN D’AGATA

La prima è sui “Figli del Sangiovese” fra i quali il Professor Attilio Scienza, più celebrato dovente di viticultura in Italia, ha messo il Foglia Tonda e per questo farà assaggiare Cenerentola, Doc Orcia 2016 a base di Sangiovese e Foglia Tonda.
La seconda (ore 15 sala Tulipano) è proposta dalle Donne del Vino e guidata da Ian D’Agata Senior Editor Vinous, autore di “Native Wine Grapes of Italy” unico libro scritto da un italiano ad avere vinto il premio Louis Roederer International Wine Awards Book of the Year.

Si tratta di una degustazione rivoluzionaria e capace di mostrare lo straordinario contributo di valori, creatività e talento apportato dalla nuova generazione dell’enologia italiana. Vini di professioniste sotto i 40 anni di età, nati in zone molto diverse d’Italia, mostrano le scelte coraggiose di giovani donne che, con la loro vicenda personale e le loro scelte enologiche, stanno puntando veramente in alto. Alcuni di questi vini hanno già raggiunto il successo, altri stanno creando delle autentiche tendenze e in certi casi sono delle sorprendenti rivelazioni.

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Chi sono i Brunello Lovers?

Perché i vini francesi hanno prezzi più alti e un maggiore prestigio rispetto ai nostri? Quanto è grande la forbice? Chi sono i Brunello lovers in Italia e in USA?

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Di Donatella Cinelli Colombini

Durante Benvenuto Brunello, il giornalista Luciano Ferraro ha presentato un’indagine di Nomisma-WineMonitor su prezzi, mercati e sentiment rispetto ai vini francesi e a quelli italiani usando come metro di paragone le bottiglie di vino rosso. Capire i motivi del divario è difficile perché la forbice fra i prezzi è grande e sembra addirittura allargarsi benché nei giudizi della stampa specializzata e i maggiori wine critics avvenga il contrario.

PREZZI DEI VINI ROSSI IN ITALIA E IN FRANCIA

Come ho detto l’indagine di Nomisma-WineMonitor si concentra sui vini rossi imbottigliati, quelli per i quali la Toscana è famosa nel mondo. Partiamo da un dato a tutti noto: a livello nazionale il 40% del nostro export, pari a 2,5 miliardi di Euro, riguarda le bottiglie rosse e di questa quota oltre la metà è costituita da vini DOP. Il problema è che la loro galoppata verso il successo rallenta sempre di più.
Negli ultimi 5 anni la crescita dell’export italiano di vini rossi in bottiglia è cresciuto in valore del 7% mentre quello degli omologhi francesi faceva un balzo del 56%. In Cina loro esportano per 686 milioni di Euro e noi per 61. Se poi aggiungiamo Hong Kong viene da piangere: loro 371 milioni noi 16.

Benvenuto-Brunello-2019-indagine-Nomisma-sui-Brunello-lovers

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Guardando i prezzi medi all’export dei vini rossi imbottigliati la situazione è meno drammatica: Francia 6,09 € al litro Italia 4,64€. Ma è sulle punte che la forbice si allarga: Borgogna 25,54€ Bordeaux 12,05€ Toscana 6,89€. Se la cava meglio il Piemonte con un prezzo medio per litro di 9,12€.
Questa situazione poco allegra per i rossi toscani è ben evidente anche guardando alle esportazioni dove dal 2015 al 2017 il business è sceso da 552 milioni di Euro a 427. Anche Veneto e Piemonte hanno avuto una battuta d’arresto ma mentre loro volano con le bollicine di Prosecco e delle Langhe noi toscani non siamo altrettanto forti sugli spumanti per cui abbiamo avuto un contraccolpo maggiore nel comparto enologico. Tra i mercati principali solo Stati Uniti e Svizzera hanno segnato una consistente crescita di importazione di rossi toscani in bottiglia. Fortunatamente la Svizzera compra le bottiglie italiane più care rispetto a ogni altro mercato e infatti ha un prezzo medio di importazione di 12€ a litro che è bassissimo rispetto a quanto paga i Bordeaux (29,49€) e soprattutto i Borgogna (54,5€) ma è comunque molto superiore al Regno Unito dove le nostre bottiglie rosse arrivano a 4,5€.

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Cani contro la puzza di tappo

L’idea è semplice ma funziona: se i cani trovano tartufi e droga, allora possono individuare anche il sughero contaminato da TCA -e i cileni li addestrano-

TNCoopers- cane-anti-puzza-di-tappo

TNCoopers- cane-anti-puzza-di-tappo

Di Donatella Cinelli Colombini

La cooperativa cilena TN Coopeer della città di Chilen a Curacaví ha addestrato cinque cuccioli – Ambrosia, Odysé, Moro, Mamba e Zamba – per trovare TCA, TBA e altri composti che inquinano il sughero e se presenti nei tappi, danno al vino un orrendo sentore di segatura. Si tratta di molecole che in realtà non hanno odore, ma viceversa inibiscono l’olfatto cioè bloccano le parti del sistema nervoso che  consentono di percepire le sensazioni piacevoli. Di fatto rendono imbevibile il vino delle bottiglie tappate con un sughero contaminato.

CAUSE E RIMEDI CONTRO LA PUZZA DI TAPPO

In tempi recenti sono stati fatti enormi investimenti per sconfiggere il terribile “odore di

Cane-addestrato-dalla-polizia

Cane-addestrato-dalla-polizia

tappo”. L’origine del problema pare sia l’erbicida (Glifosato) usato nel terreno in prossimità delle querce da sughero da cui sono estratte le cortecce che servono per produrre i tappi. Per questo le fabbriche che lavorano il sughero destinano la parte inferiore delle plance per scopi diversi dai tappi da vino. Aziende come Amonim hanno un naso elettronico  NDtech®, costituito da un gascromatografo che analizza velocissimamente i tappi senza rallentare il processo produttivo.  Purtroppo il prezzo dei tappi certificati è altissimo e può essere sostenuto solo nei vini molto cari.

Un investimento di 10 milioni di Euro da parte di Amorim e dall’altro lato i cinque cuccioli cileni.

La notizia diffusa da Wine Spectator e poi da The Drinks Business ha fatto il giro del mondo creando un grande entusiasmo, infatti offre una soluzione a buon mercato in grado abbattere il costo dei tappi sicuramente senza difetti.

Wine-Experience-degustazione-New-York

I millennials rivoluzionano le degustazioni di vino

Napa è il passato, l’Oregon il futuro. La degustazione sacrale in cornici dorate è finita, oggi piacciono le esperienze divertenti, informali e formative

Wine-Experience-degustazione-New-York

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di Donatella Cinelli Colombini

Ricordate le Mercedes nere con autista che portavano i clienti vip nelle cantine per assaggiare in anteprima e in situazioni esclusive e scintillanti? Dalla California arriva la notizia <<it’s over!>> è un mondo finito. <<The typical wine tasting has changed as our relationship to wine has changed>> la tipica degustazione è cambiata così come la nostra relazione con il vino, ha detto a Kathleen Willcox di  Wine Searcher l’esperto di tendenze vinicole Daniel Levine. Le degustazioni tradizionali sono troppo ovvie. Il vino è infatti una delle prime cose di cui gli americani sono diventati intenditori ma non è più l’unica, ora sono assaggiatori di caffè, cioccolato, birra artigianale ….

Oregon nuova star dell’enoturismo

Napa-Valley-Opus-One-ViolanteGardini

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La zona del nuovo turismo del vino è l’Oregon: stile più informale e rilassato, incontro con i produttori, ambienti autentici del lavoro agricolo …. Insieme ci sono location più sofisticate ma sempre uno stile più orientato a offrire ai turisti esperienze vere, divertenti e formative. La parola chiave sembra essere “interattività” perché i wine lovers millennials chiedono seminari in cui imparare spensieratamente così come esperienze partecipate tipo la lezione di yoga nella vigna seguita da un buon calice. Ma tutto arriva in internet un minuto dopo.

Flussi e business del turismo del vino

Numeri da capogiro: fino a 800 persone in un solo giorno e dai 250.000 ai 300.000 turisti del vino all’anno nelle cantine più organizzate.
Anche le regioni vinicole meno reputate stanno salendo sul treno dell’enoturismo esperienziale. In Pennsylvania, le visite in cantina sono aumentate del 34% negli ultimi anni grazie a una varietà di proposte che vanno dalla “degustazione con delitto” alle torte al cioccolato e naturalmente allo yoga. Alla fine mentre il business enoturistico calava a Napa, l’Oregon nell’arco di tre anni, lo raddoppiava portandolo a 787 milioni di Dollari (studio condotto dalla Oregon Wine Board). E’ anche vero che il cambio del gusto dei consumatori verso vini meno alcolici e più fruttati ha favorito i Pinot Noir dell’Oregon rispetto ai poderosi rossi californiani, i cui produttori, tuttavia, non si danno per vinti.

                                               

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