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Premio del Cuore Galvanina a Donatella e alle Donne del Vino

Il Premio Nazionale Galvanina assegnato a Pesaro a Daniele Cernilli,Cristina Bowerman, Damijan Podversic e Donatella Cinelli Colombini

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Di Donatella Cinelli Colombini

Pesaro, salone nobile di Palazzo Mazzolari, il Premio nazionale Galvanina si svolge all’interno del Festival della Cucina Italiana e delle celebrazioni dei 150 anni dalla morte di Gioacchino Rossimi (nato nel palazzo di fronte a quello della premiazione), il personaggio centrale dell’anno della cultura italiana del cibo. Gli organizzatori del Premio sono Madia Travel-food rivista diretta da Elsa Mazzolini e Rino Mini presidente dell’acqua Galvanina.
Nelle passate edizioni il Premio è stato assegnato a Gualtiero Marchesi, Tonino Guerra, Vittorio Sgarbi, Alessandro Regoli, Anna Scafuri, Andrea Scanzi, Gioacchino Bonsignore, Bruno Gambacorta …..tanti personaggi di spicco della cultura, il giornalismo, del vino, della cucina e del cuore cioè i portatori di contenuti etici. E’

Premio-Galvanina-2018-Antonietta-Mazzeo-Donatella-Cinelli-Colombini

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appunto per questi che vengo premiata insieme alle Donne del Vino. Vado molto fiera del riconoscimento pubblico attribuito all’associazione che presiedo e che svolge un’opera assidua: raccolte fondi in favore dei pastori terremotati e dei grandi ustionati dell’Africa, corsi sulla “sicurezza a tavola”- disostruzione del soffocamento da cibo, accoglienza di produttrici provenienti da Paesi in via di sviluppo come il Perù, oppure azioni locali in favore dei centri antiviolenza e del volontariato. Le Donne del Vino hanno un cuore grande e una capacità di mobilitazione che commuove.
Insieme a me sono stati premiati personaggi di primo piano del panorama enogastronomico nazionale, come Daniele Cernilli uno dei padri delle guide dei vini italiani che ha insistito sul giornalismo come pratica di servizio lontana dal narcisismo di chi assaggia e giudica i vini esibendo la propria bravura. Ecco che a Elsa Mazzolini che gli presentava la coppa in vetro di Murano donata ai vincitori e <<utile per i fiori e per raffreddare lo Champagne>>. Ma Daniele, con encomiabile antisnobismao ribatteva << anche il Verdicchio>>.

Prosecco rosé il vino che si vende ma non esiste

Il Prosecco esiste solo bianco invece molti rosati a base di Glera, compreso il Flor di Joe Bastianich, vengono chiamati Prosecco rosé
Di Donatella Cinelli Colombini

Prosecco rosè

Prosecco rosè

Il Prosecco rosé per ora non esiste ma, in attesa che il Consorzio  ne ottenga la legittimazione, viene già prodotto e venduto. La notizia è troppo divertente per essere ignorata anche se riguarda soprattutto Joe Bastianich il figlio della mia amica Lidia. Conosco Joe da quando era appena laureato e venne a Montalcino per vedere come nascevano i formaggi, i salumi, i biscotti … nei piccoli laboratori artigiani più tradizionali della Toscana. E’ simpatico, allegro, curioso, intelligente ma irrefrenabile.
Per questo vederlo coinvolto nel pasticcio del Prosecco rosè non mi sorprende più di tanto.
Il problema nasce dall’uso troppo disinvolto della parola Prosecco in sostituzione di Glera, l’uva che serve per produrlo. I due termini non sono sinonimi, o per lo meno non lo sono più dal 2009, per questo sostituirli uno all’altro crea una confusione imbarazzante.
Il vino descritto come Prosecco rosé nasce nelle cantine di diversi produttori ma il più noto è Flor. Le bottiglie hanno un elegante giglio argento e sono descritte in molti siti come The Champagne of Venice, brut rosè sparkling prodotto da Bastianich e

Joe-Bastianich

Joe-Bastianich

distribuito da “Batali-Bastianich wine & Spirit Merchants”. La parola Prosecco appare nella spiegazione dell’uvaggio in sostituzione di Glera, insieme al Pinot Noir che conferisce al vino la tinta rosata. Il blog Vinialsupermercato di Davide Bortone ce lo segnala da Ricci a Milano ristorante di Joe Bastianich e Belen Rodriguez vicino alla stazione centrale.
Oltre a Flor c’è “Motivo” Rosé Prosecco extra Dry dell’azienda Borgo Molino. Anche in questo caso il pasticcio nasce dall’uvaggio del vino descritto come Prosecco o Glera, Pinot Noir e Raboso.

Vino e bellezza Hask spray e maschere al vino per capelli

Vino e bellezza: capelli giovani e sorriso smagliante

Le ultime novità su vino e bellezza, creme a base di Cabernet e Pinot per ringiovanire i capelli e vino rosso per mantenere sani denti e gengive

Vino e bellezza Hask spray e maschere al vino per capelli

Vino e bellezza Hask spray e maschere al vino per capelli

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colleo

Dopo le notizie sugli effetti benefici del vino per la salute e i trattamenti di bellezza a base di uva, vino e vinaccioli ora scopriamo come usare il vino per avere capelli più belli e denti più sani.
Ecco l’ultima novità su vino e bellezza: maschere e spray per ringiovanire e nutrire i capelli a base di Cabernet Sauvignon, Pinot noir e rosè prodotti dall’azienda statunitense Hask. Si tratta di una ditta specializzata in prodotti per i capelli che ha nel suo assortimento preparati fatti con acqua di cactus, sale del mare delle Hawaii, olio di argan, orchidee, tartufi bianchi e altri prodotti provenienti da ogni parte del mondo. La nuova linea “Ulta beauty” è consigliata come “gifts for mom hair” cioè da regalare alla mamma grazie ai suoi effetti anti età.

Vino e bellezza Hask spray e maschere al vino per capelli

Vino e bellezza Hask spray e maschere al vino per capelli

Comprende tre spray -rosè bianco e rosso – capaci di mantenere morbidi e lucenti i capelli oltre a una serie di maschere per nutrire e ringiovanire la chioma (8,99$ ciascuno). Contengono frutta e un intero assortimento di vini: rosè della Provenza, brut rosè, Pinot Noir, Sauvignon blanc, Pinot grigio e Cabernet Sauvignon al costo di 3,99 Dollari per ogni bustina.
Ma non finisce qui gli effetti benefici del vino sulla bellezza di ogni parte del corpo si allargano ai denti. Una recente ricerca spagnola (Journal of Agricultural and Food Chemistry” della American Chemical Society) sembra dimostrare che i polifenoli del vino rosso sono utili contro la carie e favoriscono il benessere delle gengive.

Guigal

Guigal e Chaputier i miti della Valle del Rodano

Chi dice Syrah pensa alla Côte du Rhône, a Guigal e Chaputier come chi dice Chiraz pensa all’Austalia e Penfolds. Ecco il patriarca del Syrah

Guigal

Guigal

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello, Casato Prime Donne

Pensando alla Valle del Rodano e ai suoi stupendi Syrah vengono subito in mente due nomi: Chapoutier e Guigal. Il primo è riuscito a un’impresa che tutti gli invidiano 9 vini della stessa annata con 100 centesimi da Robert Parker-Wine Advocate. Mamma mia! Chaputier è una specie di icona della naturalezza nel vigneto, un genio guidato dall’idea visionaria del perfetto equilibrio fra ambiente e qualità del vino. Oggi il marchio Chaputier abbraccia un impero colossale con vigneti in tre zone della Francia, in Portogallo e Australia.

Guigal-La-Mouline

Guigal-La-Mouline

Ma fra i vini con più “centoni” nel rating di Robert Parker, il campione assoluto è La Mouline” Côte-Rôtie di Guigal. Ha ottenuto 100 centesimi 31 volte e continua. I vigneti sono celebrati secoli e ricordano le risaie tale è l’intrico di muretti che sorreggono la poca terra dove crescono le viti. La collina è ripidissima e esposta al sole infatti Cote Rotie significa letteralmente parete arrostita.

AIV-visita in Toscana Antinori nel Chianti Classico, Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja-Piero-Antinori-Donatella-CinelliColombini

AIV Académie Internationale du Vin con me in Toscana

Due giorni nel TOP del vino toscano per l’AIV: Casanova di Neri, Antinori nel Chianti Classico, Gaja Cà Marcanda, Sassicaia e naturalmente Casato Prime Donne

AIV-visita in Toscana Antinori nel Chianti Classico, Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja-Piero-Antinori-Donatella-CinelliColombini

AIV-visita in Toscana Antinori nel Chianti Classico, Maurizio-Zanella-Angelo-Gaja-Piero-Antinori-Donatella-CinelliColombini

Di Donatella Cinelli Colombini

Un viaggio che ha lasciato sbalorditi gli accademici AIV che non si aspettavano un livello così alto di cantine e di vini. Tanto forse troppo anche perché ovunque siamo stati accolti in modo principesco dai protagonisti in persona: Piero Antinori e Renzo Cotarella, Giacomo Neri, Priscilla Incisa della Rocchetta per non parlare di Angelo Gaja che ha invitato tantissimi produttori di Bolgheri, ha trasformato la cantina in sala conferenze e ha spiegato il suo concetto di naturalezza nella coltivazione del vigneto; poi ha fatto liberare farfalle (dai suoi addetti), coccinelle (da noi) e bachini rossi fra i filari. .
E’ vero che l’AIV – Académie internazionale du Vin nasce per salvaguardare il terroir e l’identità delle zone viticole valori che si rispecchiano maggiormente nei vitigni autoctoni e nelle piccole cantine, per questo la mia scelta di visitare anche la cantina

AIV Académie-Internationale-du-Vin-Montalcino-Ratti-CinelliColombini-Zanella-Nei-Gaja

AIV Académie-Internationale-du-Vin-Montalcino-Ratti-CinelliColombini-Zanella-Nei-Gaja

monumentale di Antinori – secondo più grande gruppo enologico italiano – e la zona di Bolgheri che tutti considerano una piccola Bordeaux per la presenza di vitigni internazionali, sembra una provocazione. Tuttavia credo di aver dato una chiara idea delle diversità che sono alla base del successo dei vini toscani. Un mix di tradizione, innovazione, artigianalità, manualità, storia, cultura, piccole e grandi dimensioni produttive. E’ questa la Toscana che vince e convince: una squadra fatta di piccole cantine come la mia, o anche più piccole, che presentano i loro vini all’estero negli stessi eventi collettivi in cui c’è anche Frescobaldi o Banfi.

The Macallan 1026 Whisky più caro del mondo

Il whisky più caro del mondo

Si tratta di due bottiglie di Scotch whisky Macallan del 1929 vendute a Dubai per 1,2 milioni di Dollari, sono i whisky più cari del mondo

The Macallan 1026 Whisky più caro del mondo

The Macallan 1026 Whisky più caro del mondo

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Sono state vendute dall’enoteca Le Clos nell’aeroporto di Dubai, un negozio che vende eccellenze enologiche di tutto il mondo a un pubblico di viaggiatori ma soprattutto di milionari. Ricordo che mia figlia Violante si era fermata in questa celebre enoteca durante la sosta di un suo viaggio in Asia rimanendo sbalordita dal numero di vini a prezzi stellari ma anche della presenza del direttore in persona alle tre del mattino. Evidentemente è proprio durante il cambio di aereo dei voli diretti in Cina o in India che il pubblico dei collezionisti sosta a Le Clos facendo shopping di bottiglie introvabili. << We are thrilled to be able to celebrate our 10 year anniversary with another world-record sale>> ha detto il direttore di Le Clos Iain Delaney a Forbes ribadendo che l’enoteca intende diventare il leader nella vendita di vini luxury a livello mondiale.

Ed infatti è proprio qui che un collezionista ha comprato 2 bottiglie di Whisky Macallan

Le-Clos-Dubai-ha-venduto-il-whisky-più-caro-del-mondo

Le-Clos-Dubai-ha-venduto-il-whisky-più-caro-del-mondo

del 1926 alla modica cifra di 600.000€ ciascuna. Un prezzo mai pagato nel passato che rende questi esemplari i whisky più cari del mondo.  In effetti non si tratta di bottiglie qualsiasi. Il liquido in essi contenuto è stato distillato nel 1926 e ha maturato per 60 anni in ex botticelle da sherry prima di venir imbottigliato nel 1986. Anche le etichette costituiscono qualcosa di raro: una è disegnata da Sir Peter Blake molto noto per la sua collaborazione con The Beatles e dall’artista italiano Valerio Adami. Complessivamente furono prodotte solo 40 bottiglie di cui 12 + 12 confezionate con le etichette firmate dai due artisti. La Macallan le mise in vendita al prezzo di 27.000 Dollari ciascuna dopo di che le bottiglie scomparirono nelle casseforti dei collezionisti finchè, nel 2007 una di esse fu battuta all’asta da Christie’s al prezzo di 75.000$.

Eleonora Marconi Masseto

Graziana Grassini e Eleonora Marconi regine di Bolgheri

Hanno la responsabilità dei vini super star d’Italia: Graziana Grassini firma il Sassicaia e Eleonora Marconi è appena stata nominata wine maker di Masseto

Eleonora Marconi Masseto

Eleonora Marconi Masseto

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Ecco le due enologhe dei vini italiani che sbancano le aste internazionali e portano il tricolore nel mondo dorato delle bottiglie di lusso Graziana Grassini detta “Lady Sassicaia” e Eleonora Marconi appena nominata wine maker di Messeto. Due vini cult dove la qualità intrinseca si associa al prestigio, a una clientela abituata al meglio e all’esclusività di luoghi dove può entrare solo chi ha enormi ricchezza o grande potere.
Entrambi i vini nascono a Bolgheri, e entrambi hanno la polvere di stelle di un blasone millenario. Delle cornici talmente sbalorditive che sembrano incredibili. Sassicaia nasce

Graziana Grassini Sassicaia

Graziana Grassini Sassicaia

nella Tenuta San Guido del Marchese Incisa della Rocchetta. Per arrivarci c’è il viale di cipressi della celebre poesia di Carducci vicino alla cantina ci sono le stalle della Razza Dormello Olgiata, quella del famoso cavallo Ribot e poco distante l’Oasi primo rifugio faunistico italiano WWF. Lo scrigno delle barriques del Sassicaia è stato progettato da Agnese Mazzei con un’eleganza sobria squisitamente toscana. Da qui escono le bottiglie che il nostro Capo del Governo ha portato a Obama e che è stata servita a Madonna durante l’intervista televisiva.

Cantine aperte 2018 a Montalcino e in Toscana

Cantine aperte 2018 domenica 27 maggio con Violante e Donatella. Vi aspettiamo al Casato Prime Donne di Montalcino con un “tesoro” da scoprire

Cantine aperte 2018 Casato Prime Donne Montalcino

Cantine aperte 2018 Casato Prime Donne Montalcino

CANTINE APERTE IN TOSCANA
Gustiamo il bello della Toscana” questo il tema di Cantine aperte 2018 che chiede alle aziende partecipanti di far scoprire un gioiello nascosto usando il vino come un mecenate del nuovo millennio, cioè come una chiave per apprezzare la cultura della buona tavola ma anche le bellezze artistiche e paesaggistiche di una regione piena di capolavori. Circa 100 cantine da visitare in tutta la Toscana.

CANTINE APERTE AL CASATO PRIME DONNE DI MONTALCINO
Al Casato Prime Donne di Montalcino dove convivono Donatella Cinelli Colombini che 25 anni fa ideò Cantine Aperte e sua figlia Violante attuale presidente regionale del Movimento Turismo del Vino che organizza la giornata dell’enoturismo, l’esperienza creata per i visitatori sarà davvero coinvolgente, divertente e inaspettata. Mostrerà che una fiaba può diventare vino e Cenerentola Orcia DOC si veste con un

Cantine-aperte-2018-Cenerentola-vestita-di-luce

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abito di luce per andare alla festa del principe e farlo innamorare.
Domenica 27 maggio le visite guidate, partiranno ogni mezz’ora dalle 9 alle 18 proponendo una degustazione itinerante di 4 vini accompagnati da musiche e video in mezzo a tini e botti.
Piccole soste anche davanti al calendario del Brunello e alla cornice creata da Alessia Bernardeschi per i selfie di fronte ai vigneti di Sangiovese. Un modo inconsueto e pieno di suggestioni per scoprire il re dei vini di Montalcino – il Brunello- e il vicino territorio della DOC Orcia il vino più bello del mondo, che mostra in anteprima il suo gioiello da scoprire: la lampada di Cenerentola con dentro la magnum di Orcia 2015 della Fattoria del Colle.
Solo 50 esemplari che avranno i nomi dei wine lovers a cui sono destinati. Piccoli capolavori di artigianato d’arte fatti con il rovere dei tonneau da 5 hl in cui ha maturato il vino e una parte centrale in plexiglas decorata da corone principesche che si illuminano con un effetto nuovo e sontuoso ma anche autenticamente toscano. La forma della lampada richiama infatti le più celebri torri del romanico-gotico toscano -quella pendente a Pisa e il campanile di Giotto a Firenze – con il loro finale piatto.

Fotografia-degli-italiani-RapportoCoop2017

La fotografia degli italiani è nel cibo

Il rapporto COOP 2017 ci mostra la fotografia degli italiani: il cibo ha sostituito l’abbigliamento per esprimere valori, appartenenza sociale e sentimenti

Fotografia-degli-italiani-RapportoCoop2017

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Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Speriore, DOC Orcia, Fattoria del Colle

Schifati dai politici, alla ricerca di un benessere psicofisico individuale che sembra la nuova religione soft che li porta più spesso al ristorante e nei centri estetici che in Chiesa. Questa la fotografia degli italiani che esce dallo studio di Albino Russo nel Rapporto COOP. Un’analisi senza veli dei nostri vizi e delle nostre virtù ma che, in 263 pagine rivela davvero tanto.
Partiamo dalle parole e dai sentimenti che suscitano in noi italiani. Quelle che non piacciono sono in ordine decrescente: politici, terrorismo, Trunp, Grillo, Lega nord, partiti, Islam, Forza Italia, Berlusconi, Renzi

Fotografia-degli-italiani-RapportoCoop2017-percezione-delle-parole

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Sul lato opposto le parole apprezzate sono prima di tutto famiglia e poi cuore, Papa Francesco e ambiente-energie rinnovabili. Ci sono poi le reazioni alle parole in relazione ai concetti di passato e futuro. La sensazione di vecchio prende il nome di Berlusconi e di Grillo mentre aprono alla speranza il concetto di ambiente associato alle energie rinnovabili e al cibo made in Italy.
Alla luce delle recenti elezioni l’analisi del sentiment politico non appare troppo centrata ma è più che evidente la percezione negativa verso il mondo politico vissuto come qualcosa di vecchio e dannoso.

Cenerentola Doc Orcia un vino con la corona

2016 vendemmia vecchio stile che entusiasma i grandi wine lover e mette la corona sopra l’etichetta del Cenerentola Doc Orcia

Annata 2016 da incorniciare: profondità, complessità, finezza e soprattutto grande capacità di invecchiamento, caratteri che solo una lenta maturazione dell’uva riesce a donare al vino.

Il Sangiovese, vitigno principale del Cenerentola DOC Orcia (insieme al Foglia tonda), produce un’uva “metereopatrica” cioè molto influenzata dal clima. La sua buccia è composta da pochi strati di cellule e quindi ha bisogno dell’aiuto del sole per esprimersi al meglio.
Per questo, nelle alte colline del Sud della Toscana, dove il clima è arido ma fresco, il Sangiovese ha il suo habitat ideale e giunge a livelli di eccellenza inarrivabili in qualunque altra parti del mondo.

Foglia-tonda-donatella-cinelli-colombini

Foglia-tonda-donatella-cinelli-colombini

Nel 2016 il primo semestre dell’anno è stato piovosissimo, ha idratato la terra in profondità creando le riserve per i mesi caldi, ma ha anche disturbando la fioritura al punto da ridurre sensibilmente il numero e la dimensione dei grappoli. Poi è arrivata un’estate “pazzerella”. Giornate molto calde -sopra i 35°C- alternate a temporali di grande violenza e i produttori hanno avuto autentici batticuore per il rischio grandine.
Chi, come noi, è stato risparmiato dalle calamità, ha fatto una delle migliori vendemmie a memoria d’uomo.
Anche sulla data della raccolta ci sono state delle sorprese: il germoglio delle viti era avvenuto 15 giorni prima del solito e tutti, noi compresi, prevedevamo una vendemmia anticipata, invece già nel momento dell’invaiatura (cambio di colore dei grappoli da verde a blu) il calendario del ciclo vegetativo si era riallineato a quello tradizionale e poi la maturazione è andata avanti lentamente e con regolarità. Nel 2016, la prima volta dopo diversi anni, i grappoli hanno percorso il cammino verso la vendemmia a passo di lumaca con l’accumulo degli zuccheri nella polpa degli acini che procedeva più lentamente della maturazione polifenoloca, cioè quella delle sostanze nobili contenute nella buccia.

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La realtà aumentata batte l’alcol test

Realtà aumentata e vino con luci e ombre: cambia la gestione del vigneto e il turismo, La cosa migliore sono le auto senza autista che fregano l’alcol test

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Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Il mondo agricolo, tradizionalmente conservatore è davanti a una cascata di tecnologia. Fin ora ha brillato per la raccolta di dati inutilizzati. Rilevamenti che permetterebbero di gestire i vigneti quasi pianta per pianta che invece restano nei cassetti e non guidano trattori e irroratori per ridurre acqua e prodotti chimici. Situazione ben nota che fa spesso sorridere gli esperti di intelligenza artificiale applicata come Phil Van Allen, docente all’ Art Center College of Design di Pasadena in California. << He joked that while executives in the wine world are well known for their data gathering,

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they don’t have a stellar reputation for doing their due diligence in terms of adequately analyzing it>> ha detto al Consumer Wine Symposium (DTCWS) 2018 a San Francisco scherzato sul fatto che i managers del vino sono ben noti per la loro raccolta di dati, mentre non hanno una reputazione stellare in termini di analisi di questi dati.
Verissimo, ed è proprio questo che mi ha sempre fermato dall’aderire ai progetti di agricoltura di precisione: non siamo in grado di trasformare i dati raccolti del satellite, dei droni, delle centraline … nel miglioramento della coltivazione più che biologica che pratichiamo nel vigneto.

A Nipozzano nel castello dei Frescobaldi

Il castello di Nipozzano fa da cornice alla tavola rotonda dell’UIV sui mercati internazionali e sulla necessità di più “tricolore” per vincere all’estero

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell'Unione Italiana Vini

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell’Unione Italiana Vini

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello

Avete presente la serie televisiva I Medici? Quella che raccontava dello scontro feroce, avvenuto nel primo Quattrocento, fra le famiglie Medici e Albizzi per la supremazia su Firenze e probabilmente su enormi flussi finanziari in tutta Europa. Ecco, il castello degli Albizzi è Nipozzano. Oggi non ci sono più i banchieri armati di pugnale ma il fascino di questo luogo è intatto anche perché non è mai stato venduto ma è passato per via ereditaria per circa un millennio arrivando, nel 1877 ai Frescobaldi grazie al matrimonio di Leonia Albizzi. Ecco che dalla storia antica si arriva alla storia recente forse persino più intrigante. Fa un certo effetto mangiare alla stessa tavola dove i Frescobaldi siedono con il Principe di Galles Carlo oppure vedere le foto di una giornata di relax dei marchesi fiorentini insieme a Bill Clinton. Tessere di un mosaico affascinante con saloni pieni di arredi di grande antiquariato e, nelle

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell'Unione Italiana Vini

Nipozzano-Ferescobaldi-tavola rotonda dell’Unione Italiana Vini

cantine, oltre alle botti anche una grotta segreta con le bottiglie confezionate nel giorno di nascita di ogni membro del nobile casato: qualche centinaio per i maschi e qualche decina per le femmine…
Sono andata a Nipozzano per la tavola rotonda dell’Unione Italiana Vini presieduta da Ernesto Abbona che ha esortato all’unità di intenti affinché le grandi cantine uniscano la loro azione a quella delle denominazioni consolidando i risultati commerciali nei mercati esteri. Un appello che Andrea Rea SDA Bocconi Wine Lab ha ribadito con accenti più tecnici proponendo la sua divisione dei consumatori in 3 tipologie: “Trendy” legati alle mode e alla convivialità, “Fine” interessati all’esperienza e alla scoperta dei territori, “Icon” desiderosi di simboli, lusso e esclusività.

Marie Antoinette brinda con le Donne del vino

A Prato nel Museo del Tessuto le Donne del Vino onorano con una degustazione la mostra sui costumi -Premio Oscar- di Milena Canonero per il film Marie Antoinette

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

Di Donatella Cinelli Colombini

Sposa a 14 anni regina di Francia a 19 Maria Antonietta è passata alla storia con la frase <<se non hanno pane che mangino brioches>> rivolta al popolo affamato e per le frivolezze, l’irresponsabilità, gli sprechi e di lussuosi divertimenti a cui dedicava tutto il suo tempo.
Il film Marie Antoinette che la regista Sofia Coppola ha girato nel 2006 ottenendo un enorme successo ce la racconta nel fasto della corte di Versailles oltre che nel letto di Luigi XVI. Il Re aveva una tale avversione per lei da riuscire ad avere il primo rapporto sessuale solo dopo sette anni di

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

Marie Antoinette Prato Mostra ei costumi e degustazione delle Donne del vino

matrimonio. Ovviamente i vestiti hanno un ruolo importante nel definire il personaggio e sono dei piccoli capolavori realizzati patendo dai ritratti e dalle fonti storiche. Sono stati realizzati dalla costumista Milena Canonero che con questa produzione ha vinto il premio Oscar.
Da febbraio a maggio sono stati esposti a Prato nel Museo del tessuto e le Donne del Vino hanno voluto dare il loro contributo al successo di questa mostra organizzando una degustazione. Oltre a me con il Rosso di Montalcino, erano presenti Badia Coltibuono, Cantine Dei, Castello di Querceto, Castello di Sonnino, Fattoria Dianella, Castello del Corno, Scopone, Distilleria Nannoni, Fattoria Le Pupille, Fortulla, Tenuta di Capezzana.
Poco afflusso di pubblico ma alcuni contatti utili e persino un importatore USA in cerca di cantine. Alla fine un bilancio positivo soprattutto grazie all’azione sulla stampa regionale curata da Marzia Morganti anche lei Donna del vino e alla degustazione guidata da Pietro Palma enotecario di grande talento e ambasciatore 2017 dello Champagne.

Vita da produttore di vino: Donatella e il suo tempo

La corsa con l’orologio di Donatella, produttrice, wine blogger, presidente di associazioni con l’ambizione di godersi il meraviglioso territorio in cui vive

Donatella-insegnante-di-turismo-del-vino-Pisa Scuola -Universitaria-Superiore-Pisa

Donatella-insegnante-di-turismo-del-vino-Pisa Scuola -Universitaria-Superiore-Pisa

Di Donatella Cinelli Colombini, Fattoria del ColleTrequanda, Casato Prime Donne, Montalcino 

Il giorno peggiore è il lunedì e i periodi più frenetici sono quelli prima delle vacanze o dopo i viaggi all’estero. Si tratta di giornate lunghissime con un’interruzione dietro l’altra.
L’avvento di internet ha aggravato la situazione moltiplicando i contatti e facendo sparire le vacanze. Ricevo circa 80 e-mail al giorno e ne mando una trentina. Ho un PC molto piccolo che mi segue ovunque nel mondo per cui rispondo alla posta ogni giorno anche quando viaggio per lavoro ed ho una degustazione dietro l’altra e un appuntamento dietro l’altro. Anzi, quando sono dall’altra parte del mondo, certe persone, cercano la mia attenzione come un bambino piccolo con la mamma e mi sommergono di e-mail, suscitando le mie rispostacce. Poi mi dispiace e impiego giorni per rasserenare i rapporti, ma detesto quando qualcuno mi toglie il poco tempo che ho per dormire, pensare, conoscere … facendomi sentire in trappola.

Donatella-CinelliColombini-Matla

Donatella-CinelliColombini-Matla

E’ così che anche le mie vacanza nell’adorata isola di Gozo si riducono a 3 ore al giorno perché invariabilmente c’è un problema che, per essere risolto da li, richiede moltissimo tempo.
Le interruzioni sono il mio incubo. Fare attività lunghe e complesse nella giornata lavorativa è praticamente impossibile perché, in campagna, non c’è l’abitudine a prendere appuntamenti. Cantiniere, vignaiole, addette al commerciale e al turismo … entrano nel mio ufficio e chiedono una immediata attenzione, soprattutto il mio dolce maritino e la vulcanica figlia Violante.

Pasquale-Forte-giornate-Giulio-Gambelli

Con Pasquale Forte e i vini dei luoghi

Con Pasquale Forte e grandi produttori di Borgogna, Montalcino e Barolo a Castiglion d’Orcia per parlare di “Vini dei Luoghi – Gusto del Luogo”

Pasquale-Forte-giornate-Giulio-Gambelli

Pasquale-Forte-giornate-Giulio-Gambelli

Di Donatella Cinelli Colombini
Arrivo a Castiglion d’Orcia invitata da Pasquale Forte, un nuovo produttore con un profilo straordinario. Originario della Calabria è cresciuto in Lombardia ed ha creato, dal niente, con il suo genio nell’elettronica, un impero industriale da quasi un miliardo di Euro di fatturato annuo. Nel suo settore è un leader mondiale. Piccolo, dinamico, con una chioma bianca e ricciuta, parla sottovoce ma dice parole decise. Vive a Castiglion d’Orcia con la moglie e i suoi figli più piccoli mentre quelli di maggiore età lavorano nelle aziende di famiglia in Italia, Turchia, Cina. In Toscana, in un angolo intatto della Valdorcia, ha creato un’azienda in perfetto equilibrio ambientale, il Podere Forte. Le vigne sono il suo maggiore orgoglio <<io voglio produrre il vino migliore del mondo>> ha detto ai produttori del Brunello al gran completo durante la cerimonia di

Pasquale-Forte-spiega-il-suo-vino-Petrucci

Pasquale-Forte-spiega-il-suo-vino-Petrucci

conferimento della cittadinanza onoraria di Montalcino a James Suckling. I miei colleghi lo hanno guardato sorridendo, pensando << noi siamo tanti e forti, tu sei solo e sei appena arrivato>> ma lui ci sta provando veramente e si è circondato di tecnologie avanzatissime e dei maggiori esperti come Attilio Scienza, Claude e Lydia Bourguignon, i menestrelli della viticultura biodinamica che lavorano anche a Romanée Conti e hanno introdotto Pasquale Forte nelle giornate Henry Jayer “patriarca del pinot nero”.

LE GIORNATE DI GIULIO GAMBELLI A CASTGLION D’ORCIA
Le “giornate Henry Jayer” sono incontri organizzati da Jacky Rigaux, a cui partecipano produttori borgognoni e di altre parti del mondo, raccontando le loro esperienze e facendo assaggiare il loro vino.

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