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Una antica ricetta per il dessert: il Latte in piedi

La pasticcera della Fattoria del Colle, Patrizia Cenni, ci prepara un gustoso dessert al cucchiaio ideale per concludere i vostri pasti

Latte in piedi al cioccolato osteria di Donatella

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Una ricetta sfiziosa, molto gustosa e poco calorica. Una piccola nota storica: la gelatina di pesce venne introdotta in Toscana agli inizi del Novecento. Questa novità permise di dare rigidità e corpo ai dolci morbidi e quindi di creare nuovi piatti dall’aspetto sorprendente. Grazie alla gelatina anche il latte riesce a stare in piedi ed è proprio da questa caratteristica che il dolce prende nome.

Torneranno le guerre di religione?

Dopo il ferimento della studentessa  Malala e il Premio Nobel per la Pace  all’Unione Europea l’ex Ministro Gerardo Bianco parla dello scontro religioso

Chianciano -convegno del Circolo Verso l'Europa

Chianciano -convegno del Circolo Verso l'Europa

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini

L’ex Ministro Gerardo Bianco, il Professor Paolo Nepi dell’Università di Roma e l’Ambasciatore Gianfranco Facco Bonetti  sono a Chianciano su invito di Donato Palarchi del Circolo Verso l’Europa, per parlare di un tema caldo: la religione e la pace. Nepi offre una lettura più tecnica descrivendo i caratteri dell’attuale società secolarizzata dove la religione è relegata alla sfera privata staccandola dallo Stato laico.  Tuttavia, proprio la religione può dare compimento al principio di fratellanza che, fra quelli della rivoluzione francese “liberté, égalité,fraternité” fraternité” appare l’unico realmente disatteso. E’ infatti considerano gli uomini tutti figli di Dio, cioè fratelli,  che è possibile diffondere il concetto di fratellanza universale.

Anche in Italia sono le donne a comprare il vino

Nel 60% dei casi, è la donna a scegliere ed dunque lei il nuovo bersaglio del marketing del vino. Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini  

Le Donne del vino in azione

Le Donne del vino in azione

La notizia arriva da Denis Pantini che ha presentato lo studio “I consumatori italiani e l’agroalimentare. Il caso dell’Emilia Romagna” dove ha indagato sulla spesa di 800 famiglie. Un campione rappresentativo che rivela come la componente femminile nello shopping alimentare e del vino prevalga su quella maschile.
Una situazione comune a molti Paesi esteri, ad esempio negli USA l’acquisto rosa vale il 65% delle vendite di vino.
Ma vediamo le logiche di questi consumi che Pantini- responsabile Agricoltura di Nomisma – ha presentato in occasione di “Enologica” (Salone dell’agroalimentare 16-19 novembre Faenza). Il primo fattore di scelta è la provenienza italiana (26%), poi la denominazione (23,8%), seguita dalla regione di origine (16,4%) e dai caratteri organolettici (12,4%). La marca del produttore orienta solo il 10% dei consumatori.

Arriva il “Leone Rosso” Orcia DOC 2010

Il leone rampante della Fattoria del Colle nel 2010 ruggisce davvero. Una grandissima annata 5 stelle e un grandissimo Leone. Di Donatella Cinelli Colombini

Leone Rosso doc Orcia_2010_

Leone Rosso doc Orcia_2010_

Il 2010 è stata una vendemmia perfetta. Nessuno ricorda una stagione altrettanto favorevole alla produzione dell’uva e i risultati hanno premiato le ottime condizioni atmosferiche con un ottimo accumulo d’acqua nel terreno durante l’inverno e la primavera seguito da un’estate calda e assolata. Vini straordinariamente potenti e armonici, ricchi di aromi e appaganti in bocca. Tutte le varietà d’uva sono arrivate a livelli di eccellenza: sia il Sangiovese che il Merlot, usati per la produzione del Leone Rosso.
Una caratteristica tipica delle grandi annate, che il 2010 ha a livelli eccelsi, è di dare vini piacevoli da giovani ma contemporaneamente capaci di durare nel tempo. Insomma il Leone Rosso è molto buono adesso e sarà molto buono fra qualche anno. Solo delle uve perfette producono vini con queste caratteristiche.

Il Leone Rosso deve il suo nome al leone nello stemma degli antenati di Donatella Cinelli Colombini che nel 1592 costruirono la Fattoria del Colle. Immagini del leone rampante sono nei portali e nei saloni della villa cinquecentesca e nella Cappella della Fattoria.
Il vino Leone Rosso è Doc Orcia, una denominazione istituita nel 2000, nel territorio collinare e boscoso che si trova fra le aree di produzione del Brunello e del Vino Nobile di Montepulciano.

Appetizer al Brunello oggi su Teleidea

Chiara Lanari intervista Donatella Cinelli Colombini e Alessia Bianchi della Fattoria del Colle nel suo salotto delle 18,30 su Teleidea di Chianciano

Teleidea-ChiaraLanari-DonatellaCinelliColombini

Teleidea-ChiaraLanari-DonatellaCinelliColombini

Brunello e non solo in una conversazione che ha toccato il turismo e soprattutto il turismo enogastronomico, i viaggi di Donatella a Strasburgo e in Canada, le Donne del vino e il nuovo protagonismo femminile nella produzione e nei consumi enologici…. Insomma tanti argomenti, anche importanti, che hanno preso un taglio giornalistico e un ritmo televisivo grazie a Chiara Lanari.
Ma chi è questa bella giovane bionda che conduce le trasmissioni di Teleidea? Prima di tutto due parole sul luogo dove lavora: l’emittente Teleidea è nata nel 1982 ed ha ascoltatori nella val di Chiana Senese, la pianura aretina, fino a Terni e Viterbo. Lo studio è letteralmente tappezzato di splendide tele di Alessandro Grazi, per cui sembra una galleria d’arte contemporanea. Nel palinsesto giornaliero si alternano TG e rubriche come quella “Ridendo e scherzando” di Gigliola Cinquetti e “Appetizer” della nostra Chiara Lanari.

Lieviti autoctoni dei calabroni nel nostro Brunello

I lieviti indigeni sono trendy e sempre più spesso vengono usati per salvaguardare la tipicità del vino come ha fatto Donatella Cinelli Colombini 

Tinaia del vento

Tinaia del vento

Ma è una trovata di marketing o un reale elemento di identità?

Noi crediamo che siano davvero un elemento identitario. Al Casato Prime Donne di Montalcino usiamo lieviti autoctoni selezionati nel 2008.  Non è una contraddizione. Si tratta di una pratica scientificamente ineccepibile ( per noi realizzata nei laboratori Oliver Ogar): è infatti possibile isolare ceppi presenti in una fermentazione spontanea per poi riprodurli in laboratorio e utilizzarli nella produzione. Noi ne abbiamo sperimentati tre e uno di essi con risultati strepitosi. Nella logica di aumentare l’interscambio con la vigna e gli insetti è stata costruita la tinaia – battezzata tinaia del vento – in cui vinificare il Brunello in tini tronco conici a cappello aperto. I risultati sono stati eccellenti.

Ma andiamo a vedere cosa ha scoperto la scienza sui lieviti autoctoni.  Linda Bisson  dell’Università di Davis ha recentemente pubblicato un articolo sull’ “American Journal of Enology and Viticulture”  intitolato “Origine geografica e diversità dei ceppi di lieviti vinari”. In base alle sue ricerche il 95% dei lieviti Saccharomyces presenti nei mosti di tutto il mondo appartengono a un solo insieme da dividere in 5 sottogruppi,  il maggiore dei quali è il “centroeuropeo”.

Fotogallery dal Canada: gastronomia, personaggi e vino

Il Canada è un Paese da leccarsi i baffi: ecco a voi piatti, chef, blogger, eventi  di un viaggio all’insegna della buona tavola

Toronto-Bymark Restaurant-tonno

Toronto-Bymark Restaurant-tonno

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Abbiamo visto di tutto ma qui racconterò solo le cose più curiose. Il club esclusivo Soho è in un antico edificio rimontato, mattone su  mattone, in mezzo ai grattacieli di Toronto e poi  arredato con  soli mobili d’antiquariato. Qui ho mangiato il super grano –quinoa in un salotto tipo castello inglese.
A Edmonton, Corso 32 ristorante è piccolo, semplice ma ha una cosa straordinaria,  il giovanissimo chef di origine italiana Daniel Costa considerato uno dei 5 migliori del Canada. Serve a me e Luca Mittica – responsabile commerciale delle mie cantine per l’America – un’ insalata di rucola e finocchiella, fiorellini e nocciole tostate che ci lascia basiti per la semplicità di questo piatto dal sapore strepitoso.

L’Osteria di Donatella alla Fattoria del Colle

Dalle ricette delle massaie di Trequanda alle lezioni di “Pinci”  piccola storia del ristorante di Donatella Cinelli Colombini nella Fattoria del Colle

Fattoria-del-Colle-camino3

Fattoria-del-Colle-camino3

Quando il padre di Donatella Fausto Cinelli le donò la Fattoria del Colle, nella sala liberty dell’ attuale ristorante c’era un locale buio utilizzato per giocare a ping-pong, la cucina era vuota e al posto della veranda c’era un prato che scendeva verso vecchi vigneti. Creare l’Osteria fu per Donatella il primo passo nella trasformazione dell’agriturismo della Fattoria del Colle in un luogo raffinato e capace di raccontare il territorio in modo indimenticabile. Furono riaperti gli antichi archi a mattoni della sala e le pareti vennero decorate con un disegno primi Novecento tratto da una villa del Chianti Classico appartenuta ai nonni di Donatella.

Fu attrezzata la cucina e soprattutto Donatella trascrisse le ricette locali intervistando le massaie. Nelle serate d’estate, nei paesi della zona – Trequanda, Petroio, Castelmuzio, Chiusure – gli abitanti hanno l’abitudine di sedersi fuori di casa per chiaccherare con i vicini. Era in quel momento che Donatella si avvicinava (o come dice Violante si “approdava”) con il suo PC portatile e chiedeva le ricette. Alla fine ne trascrisse una quarantina che furono poi pubblicate in un opuscolo intitolato Ricettario di Monte Oliveto e Trequanda nelle Crete Senesi.

Canada dreams: curiosità e non solo da un Paese felice

Atterrare in una “pista da sci”, l’aurora boreale, le cascate del Niagara colorate. Di tutto e di più nel Canada sorprendente. Di Donatella Cinelli Colombini

Toronto Donatella al Royal Ontario Museum

Toronto Donatella al Royal Ontario Museum

Toronto, la città di Frank Ghery  e dove gli italiani sono così numerosi  da avere un quotidiano nella loro lingua, la città dove  le donne fanno opinione e c’è persino una squadra femminile di hockey, la città dove se consulti una mappa c’è sempre qualcuno che si ferma per aiutarti e spesso è cinese …. Multietnica, piena di università e di stimoli, con i suoi 6 milioni di abitanti, è un esempio di luogo vivibile, aperto al mondo e al futuro.
Nella metropolitana trovo il quotidiano “Corriere Canadese” in italiano. Il titolo di apertura riprende una battuta di Romney  <<Con Obama finiamo come l’Italia>>. Una frase che suona offensiva e che certo non l’ha aiutato (infatti!). Nella stessa edicola un rotocalco titola <<la nuova classe dirigente di Toronto>> e nella foto ci sono sudamericani, asiatici ed europei arrivati qui con super lauree in tasca.

Toscana superstar del turismo e del turismo enogastronomico

E’ la regione più venduta dai tour operator USA e la seconda da quelli Europei, canadesi, giapponesi e australiani. Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Santa_Maria_della_Scala_Pellegrinaio

Santa_Maria_della_Scala_Pellegrinaio

Insomma la Toscana, terra di Dante e Michelangelo, si conferma ricca di appeal per i visitatori stranieri diretti in Italia e soprattutto si dimostra capace di soddisfare i loro interessi che, guardando le statistiche, sono nell’ordine città d’arte, itinerari e enogastronomia. Tre settori su cui la Toscana è veramente forte.

Se fermiamo l’attenzione sulla capacità attrattiva di vini e cibi, notiamo che i più interessati  sono gli statunitensi, con il 34% delle preferenze, seguiti a ruota dagli australiani (33%) e poi dai giapponesi (12%) le stesse nazionalità dei tour operator maggiormente  attivi nel commercializzare la Toscana.  La fama e la ricca offerta ricettiva dei distretti del vino  toscani – Chianti e Brunello in testa – gioca un ruolo decisivo in questa partita e ingenera un “effetto vetrina” che avvantaggia persino l’export del vino.

Come e perché Brunello trova l’assassino nella Ragnatela

Brunello Dotti il criminologo di Montalcino protagonista del nuovo giallo di Maurizio Centini. Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

Montalcino-Teatro-degli-Astrusi-Presentazione-libro-Maurizio-Centini

Montalcino-Teatro-degli-Astrusi-Presentazione-libro-Maurizio-Centini

Questa volta il libro mi riguarda direttamente e fra i vini apprezzati dal criminologo gourmand c’é anche il mio Cenentola DOC Orcia,  insomma il mio nome compare più volte in questo giallo. Si intitola Ragnatela (Editore Memoranda pp. 257 € 17) come la tessitura di delitti horror complicati.

Lo scenario di fondo è ancora Montalcino, come nei precedenti due gialli di Maurizio Centini, che, benché “espatriato” da trent’anni, si sente <<ancora e totalmente montalcinese>> . Altri elementi comuni ai libri precedenti dello stesso autore, sono la presenza di un serial killer, la componente simbolica quasi in forma di rebus e la crudeltà dei delitti. Per il resto la nuova storia è inedita e avvincente anche se decisamente forte nei contenuti violenti.

Vi consiglio di leggero e di regalarlo come farò io. 

Sorpresa! Ecco a voi il vino canadese

Pinot Noir, Chardonnay, Riesling … grazie al cambiamento climatico, vicino alle cascate del Niagara cresce in numero e qualità, la viticultura canadese

Chardonnay-Canada Rist.Splendido Toronto

Chardonnay-Canada Rist.Splendido Toronto

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini


Chi pensa che il Canada sia troppo freddo per produrre vino sbaglia, il vino c’è e fra qualche anno potrebbe insidiare la Borgogna.
Al ristorante “Splendido” di Torono, complici i piatti stratosferici del giovane chef Victor Barry, io e Luca Mittica, responsabile commerciale dell’America per i miei vini, rimaniamo affascinati da un Pinot Noir e uno Chardonnay canadesi. Il primo elegantissimo anche se leggermente corto, il secondo molto legnoso ma entrambi fatti con grande maestria.

I weekend del tartufo 10-11 novembre e 17-18 novembre

Nel territorio delle Crete Senesi nasce una delle più pregiate varietà di tartufo bianco ogni anno celebrato a San Giovanni d’Asso in autunno

san_giovanni_d_asso_castello

san_giovanni_d_asso_castello

Nel castello di San Giovanni d’Asso, il tartufo viene festeggiato con assaggi, pranzi, visite guidate alle tartufaie e soprattutto con un piccolo mercato in cui è possibile comprare i tartufi appena trovati. La Fattoria del Colle, che al suo interno ha 5 riserve tartufigene, dedica a lui un menu, insieme ad altri prodotti di élite di queste terre, come il Brunello di Montalcino del Casato Prime Donne, il Chianti Superiore DOCG e i vini DOC Orcia della Fattoria del Colle e l’olio extravergine di oliva prodotto qui a Trequanda.

Programma del weekend

Montreal una città per i peccati di gola e per Cenerentola

Un’autentica ovazione per Cenerentola Doc Orcia che addirittura toglie attenzione al Brunello nella capitale del Quebec. Di Donatella Cinelli Colombini

Montreal Ristorante Graziella- Tartar

Montreal Ristorante Graziella- Tartar

Montreal  è  la città nel mondo con la maggiore densità di ristoranti per abitante. E che ristoranti!!! E che esperti di vino!!!! Tanti sommelier con una competenza sconfinata sui vini di tutti i continenti.
Montreal associa la capacità organizzativa americana al buon gusto francese. Il risultato è strepitoso, una città bella, vivibile e ghiotta. Si perché i ristoranti di alto livello sono più piccoli e più abbordabili di quelli newyorkesi (come prezzi intendo) ma mettono in campo un livello professionale stratosferico sia in cucina che in sala. La preparazione del cibo è spesso “a vista” in cucine, tutto sommato, piccole rispetto al numero dei coperti e al numero dei piatti del menù. Apparentemente quasi tutto viene fatto sul momento da ingredienti freschi. 

Ricetta: Gnocchi di semolino con tartufo bianco delle Crete

Lo chef della Fattoria del Colle, Antonio Corsano, ci prepara gli gnocchi di semolino con tartufo bianco delle Crete Senesi ideali per le domeniche invernali

Gnocchi di semolino_ristorante_Fattoria del Colle

Gnocchi di semolino_ristorante_Fattoria del Colle

Vi proponiamo una ricetta semplice e veloce: gli gnocchi di semolino. Si tratta di dischetti di pasta di semolino di forma rotonda oppure a seconda delle occasioni è possibile farli con forme più originali. Sono anche chiamati gnocchi alla romana, infatti non è un piatto tipicamente toscano ma nella zona in cui ci troviamo, nel sud della Toscana, è ormai entrato nella tradizione dei piatti cucinati nelle fredde serate invernali.

Già nel tardo Ottocento questa ricetta è stata inserita nel famoso manuale di Pellegrino Artusi La Scienza in cucina e l’Arte di mangiar bene” nella sezione dei piatti “trasmessi” cioè di minor conto poiché venivano serviti tra una portata e l’altra. Invece è un piatto ricco e delizioso altro che di poco conto…provatelo e diteci cosa ne pensate!

 

                                                                       

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