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Le 10 donne del vino più potenti del mondo

Sono 10 leonesse, una per nazione, donne del vino celebri, coraggiose e talentuose, scelte da The Drinks Business come esempi del nuovo protagonismo femminile

10 donne del vino più potenti del mondo Domaine Leroy

10 donne del vino più potenti del mondo Domaine Leroy

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Lalou Bize-Leroy – La vera prima donna della Borgogna. 85 anni, tenace e intransigente non ha paura di sporcarsi le mani. Dopo essere stata con-direttore di Romanée Conti insieme all’attuale proprietario Aubert de Villaine, a causa del disaccordo con lui, nel 1992 ha rassegnato le dimissioni e ha comprato Domaine Leroy creando dei vini capolavoro come il suo Richebourg.
Albiera Antinori – la prima donna a capo del business familiare dei celebri marchesi fiorentini in 632 anni di storia e 27 generazioni. Albiera è un manager di talento che ha dato un grande contributo alla diffusione dei vini più prestigiosi delle cantine Antinori – Tignanello e Solaia – nel mercato asiatico.
María Vargas, direttore tecnico di una delle più prestigiose cantine della Rioja – Marqués de Murrieta. Il rosso Castillo Ygay da lei creato è un vino mito che nelle aste viene venduto a prezzi da capogiro

Susana Balbo 10 donne del vino più potenti del mondo

Susana Balbo 10 donne del vino più potenti del mondo

Celia Welch figlia d’arte il padre era enologo, dopo la laurea in enologia ha lavorato in Nuova Zelanda e Australia per poi tornare in USA a Napa Valley. A lei si deve il vino Scarecrow 2003 che ha ottenuto 98 punti da Robert Parker
Judy Chan nata a Hog Kong ha iniziato lavorando nella finanza finchè, a 24 anni, il padre le ha affidato Grace Vineyard a Shanxi e lei lo ha trasformato nel fiore all’occhiello dell’enologia cinese con 2 milioni di bottiglie l’anno di grande qualità
Susana Balbo, la chiamano l’Evita del vino, è la più famosa enologa argentina ed è stata per tre volte presidente dei vini argentini. Dopo 20 anni come consulente ha creato la sua cantina Dominio del Plata

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Enoteche: la seconda giovinezza in Italia

Le 7300 enoteche italiane sono trendy. Napoli è la città che ne ha di più con 546 esercizi. Le donne dirigono il 27% del totale, crescono i gestori giovani al Sud

Enoteca-Molesini-Cortona-vita-da-produttori

Enoteca-Molesini-Cortona

Di Donatella Cinelli Colombini

Dopo il boom negli anni Settanta del Novecento, quando le enoteche accesero i riflettori sulla scalata qualitativa del vino italiano e dopo la crisi dei primi anni Duemila, le enoteche vivono, in Italia, una seconda giovinezza.
Due tendenze sembrano emergere: i wine bar per consumare vino, cibo e intrattenimento e i negozi per i turisti. I primi sono luoghi dove i wine lovers trovano amici vecchi e nuovi, scoprono vini rari e vigneti sconosciuti, partecipano a intrattenimenti in chiave enoica, soprattutto vivono il vino come life style capace di dare stimoli e socializzazione. Insomma più che un luogo per lo shopping l’enoteca è vista come un luogo dove trascorrere il tempo libero all’interno di uno stile di vita più lento e attento alla salute. In altre parole nessun cliente cerca la sbornia quanto piuttosto di emozionarsi con la scoperta di una piccola cantina in un’isola vulcanica dove le viti sono coltivate interamente a mano.

Benvenuto-Brunello Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio

Enoteca-bd-di-Bruno-Dalmazio-Montalcin

Poi ci sono le enoteche pensate per i turisti che arrivano nelle zone del vino o genericamente in Italia, con l’intenzione di assaggiare ma soprattutto comprare eccellenze, rarità e novità del vigneto tricolore. Questa tipologia di negozi ha sicuramente beneficiato della crescita dei turisti esteri 2017 così come del segmento di quelli interessati al vino. In pratica due visitatori stranieri su 3 tornano tornano  a casa con una bottiglia in valigia. L’enoturismo fa breccia anche sugli italiani ed ecco che, nell’ultimo anno, 16,1 milioni di connazionali hanno partecipato ad almeno un evento enoico. Appuntamenti che spesso avvengono nei distretti di produzione ed hanno nelle enoteche dei punti di sosta quasi obbligatori.

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Solforosa e qualità dei vini rossi invecchiati

Arriva l’enologia di precisione con dosaggi “su misura” della solforosa nei vini e la scoperta dei suoi effetti benefici nell’invecchiamento dei grandi rossi

F.CANIN,P. ARAPITSAS, S.GRANDO, 2 ricercatrici,F.MATTIVI

F.CANIN,P. ARAPITSAS, S.GRANDO, 2 ricercatrici,F.MATTIVI

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Casato Prime Donne

Per anni la parola anidride solforosa pareva una bestemmia. Fra le cose aggiunte al vino era quella maggiormente sul banco degli imputati per il suo carattere allergenico. Chi la usa deve Infatti scrivere sulla bottiglia “Contiene solfiti” quasi a dire “attenzione pericolo”. Esistono limiti all’uso della solforosa SO2 che diventano particolarmente bassi nei protocolli biologico e soprattutto biodinamico ma c’è anche chi, come il Professor Riccardo Cotarella, svolge sperimentazioni per produrre vini senza aggiungerne neanche un grammo.
In realtà la solforosa è il principale conservante del vino che aiuta a proteggere da microorganismi e ossigeno durante tutte le fasi della produzione, dall’uva al mosto, della maturazione in botte all’affinamento.

Washington-Ambaciata_italiana_Mattivi

Washington-Ambaciata_italiana_Mattivi

Fin ora i dosaggi erano basati su prove empiriche senza avere un’esatta nozione di quali fossero le reali reazioni chimiche di solfonazione che avvengono nei vini ma uno studio di Panagiotis Arapitsas, Graziano Guella & Fulvio Mattivi pubblicato nella rivista “Scientific Reports” con il titolo “The impact of SO2 on wine flavanols and indoles in relation to wine style and age” getta nuova luce sull’argomento e prefigura un’enologia di precisione. Introduce cioè un nuovo metodo quantitativo per misurare i derivati solfonati. Inoltre prefigura un futuro, non molto lontano, in cui sarà possibile calibrare al meglio l’aggiunta di anidride solforosa nei vini, tenendo conto della diversa capacità di ciascun vino di consumarla.

Violante al reality sul vino War of Wineries

Si chiama War of Wineries e andrà in onda dal 25 marzo su Real Time alle 12,20. E’ il primo reality sul vino ed ha fra i protagonisti Violante Gardini

WAR-of-WINERRIES-Violante -Gardini

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Non perdetelo sul canale 31 del digitale terrestre; Sky canale 131 e 132 (+1) e tivùsat canale 31).

Ed ecco la programmazione:

– 1^ e 2^ puntata Domenica 25 Marzo alle h 12.20 e 12.50

– 3^ e 4^ puntata Domenica 1 Aprile alle h 12.20 e 12.50

– 5^ e 6^ puntata Domenica 8 Aprile alle h 12.20 e 12.50

Questo è lo spot

Si tratta del primo reality dedicato al vino con giovani produttori che si sfidano in gare semi serie e in certi casi costruite apposta per far entrare nel panico i partecipanti. Ma il bello del

WAR-of-WINERRIES-Violante -Gardini

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reality è anche saper ridere e saper far ridere chi guarda. Con questo spirito Violante ha accettato di partecipare e con la convinzione che un approccio più virtuale e scanzonato possa avvicinare al vino anche quei giovani che, fin ora, lo hanno visto come qualcosa di troppo difficile e lontano dalla loro quotidianità. Ecco dunque il racconto di prima mano della nostra concorrente

War of wineries– Guerra tra cantine….. l’unica guerra le cui vittime sorridono.

La Fattoria del Colle diventa wine destination

Alla Fattoria del Colle per partecipare a 5 esperienze al giorno: vera Toscana, grandi vini e 7 secoli di storia da toccare, annusare, assaggiare e scoprire

Fattoria-del-Colle-sala-degli-stemmi-Foto-dii-Leslie-Brienza

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di Donatella Cinelli Colombini

Nasce la “Fattoria con animazioni” dove degustazioni, visite, lezioni di cucina diventano permanenti e non più solo su richiesta. Chi arriva alla Fattoria del Colle trova una wine destination in cui, quasi ogni ora, c’è la possibilità di vivere un’esperienza che lo arricchisce all’interno di una contesto dove tutto è vero, proposto in modo divertente ma con grande professionalità. Anche nei due ristoranti arrivano in tavola, insieme a grandi vini, le verdure antiche dell’orto monumentale e le ricette della tradizione che diventano scoperta di sapori e saperi grazie al racconto di aneddoti della loro storia centenaria.

Tartarughe-di-terra-Fattoria-del-Colle

Tartarughe-di-terra-Fattoria-del-Colle

Non solo un luogo da vedere perché la Fattoria del Colle coinvolge e fa vivere esperienze che rimandano alla tradizione della campagna senese. Ecco che la visita guidata con assaggio itinerante entra nella villa cinquecentesca in cui abita Donatella e diverte con i racconti di nobili e contadini.
Nei vigneti del Chianti Superiore e della Doc Orcia c’è un trekking con cartelli didattici.
Nell’orto monumentale ci sono varietà alimentari antiche e rare come l’aglione, la liquirizia, il rabarbaro e i pomodori gialli e neri. C’è il giardino delle tartarughe di terra che rivela la vita di rettili con 200 milioni di anni di storia, nella scuola di cucina le massaie insegnano semplicissime ma

Fattoria-del-Colle-prosciutto di cinta

Fattoria-del-Colle-prosciutto di cinta

gustosissime ricette tradizionali. Per i più piccoli c’è anche il fantabosco e il giovedì, il tiro con l’arco.
Il protagonista assoluto è il grande vino con la visita delle cantine e la degustazioni verticali di Brunello e, una volta la settimana, la possibilità di diventare “enologo per un giorno” producendo il proprio Super Tuscan.
La Fattoria del Colle è un luogo della memoria con sette secoli di storia, un angolo di Toscana intatto e fuori dei grandi circuiti turistici (a 18 km dall’uscita Val di Chiana dell’Autosole 2 ore da Roma e una da Firenze) dove ogni visitatore si sente un esploratore alla scoperta della civiltà dei grandi vini toscani.

Bordeaux-Donatella-Cinellicolombini-a-Chateau-Margaux

Bordeaux, la Citè du Vin e Millésima

Donatella Cinelli Colombini a Bordeaux per visitare la Cité du Vin e Millésima il suo nuovo prestigiosissimo importatore in Francia

Bordeaux-Donatella-Cinellicolombini-a-Chateau-Margaux

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Di Donatella Cinelli Colombini

Bordeaux è la capitale mondiale del vino con intorno un distretto enologico che fattura oltre 14 miliardi di Euro l’anno cioè  più di tutta l’Italia
E’ la capitale della provincia romana dell’ Aquitania terra lungamente contesa fra i re di Francia e d’Inghilterra, da quando, nel 1154 Eleonora d’Aquitania duchessa di Aquitania e Guascogna, sposò Enrico Plantageneto e si ritrovò ad essere regina d’Inghilterra portando in dote le ricche terre francesi.
Grazie a questo passato anglo-francese Bordeaux sviluppò il business del vino con l’isola britannica e ne fece il trampolino di un successo mondiale. Furono gli inglesi i primi estimatori del Claret e poi del vino di Bordeaux rosso e potente, ancora prima dei francesi.

Bordeaux-Millésima-Chateau-Margaux

Bordeaux-Millésima-Chateau-Margaux

L’Aquitania è diventata definitivamente francese nel 1653 ma l’istinto ribelle ha continuato ad animarla tanto da avere un regolamento edilizio che vi impediva la costruzione di edifici alti per agevolare il tiro dei cannoni del re di Francia. Nonostante questo, o forse per essere sempre bastian contraria, nell’epoca napoleonica Bordeaux appoggiò i Borboni e durante l’occupazione tedesca divenne il luogo migliore per espatriare illegalmente.

Wine and Food Angels

Food and Wine Angels i talent scout delle cose buone

Carol Agostini, Giuseppe Tognazzi e Marco Moretti  Wine and Food Angels  esperti di cibi e vini d’eccellenza che vogliono trasformare la passione in professione

Wine and Food Angels

Wine and Food Angels

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Vi ricordate la serie televisiva Charlie’s Angels con Farrah Fawcett, Jaclyn Smith e Kate Jackson? Tre bellissime donne che facevano indagini poliziesche trovando sempre i colpevoli? Ebbene i nostri tre Angels sono forse meno belli ma altrettanto coraggiosi e scoprono, come le attrici, gli autori dei migliori cibi e delle migliori bottiglie.

Food and Wine AngelsCarol Agostini, Giuseppe Tognazzi e Marco Moretti– rappresenta l’esperienza di chi segue le proprie passioni  cercando di trasformarle in una vera attività mettendo in campo le competenze e i contatti acquisiti nel corso del tempo.

Il  loro simbolo è quasi un manifesto di intenti: un cappello da chef che somiglia a un

tappo da Champagne ma ha le ali. I tre Angels intendono proporsi come consulenti per eventi –  già lo fanno nel circuito Golf ” CHEFINGREEN” – e come comunicatori di eccellenze agroalimentari. Questa attività prende forma nella collaborazione con RADIO RADIO PER VIAGGIARE IN ITALIA e nella rubrica  ” Il Viaggio degli Umami ” su ESSEREWEBRADIO. Quest’ultimo format è anche nel giornale sfogliabile online ” Golf&Gusto.

Nel complesso FoodandWineAngels  vantano una rete di quasi 20 mila contatti prevalentemente nel settore.  Carol ha oltre 200 mila followers e sta inaugurando una nuova produzione di video su youtube.

Volpe nel pollaio

Il prezzo del vino e le medaglie dei concorsi

Vincere medaglie dei concorsi enologici può far aumentare il prezzo del vino del 13% con un effetto combinato che riguarda i critici e i consumatori

medaglie dei concorsi

medaglie dei concorsi Giuria a lavoro

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Il Journal of Wine Economics  organo dell’ AAWE – American Association of Wine Economists, è uno dei più letti e autorevoli repertori di studi economici sul vino. Pubblica, quasi contemporaneamente, due articoli sugli effetti delle medaglie vinte nei concorsi  dimostrando come abbiano un’influenza rilevante sui critici e, forse con effetto combinato, sui consumatori.
E’ l’analisi di Christopher Bitter a evidenziare questo aspetto curioso.  In base alle sue analisi ricevere una medaglia d’oro in un concorso enologico, di per sè, non serve a influenzare i consumatori e quindi a far crescere le vendite ma permette a un vino di uscire dal coro e di essere notato dai critici. Sono poi i punteggi dei grandi esperti a

Concorso enologico, giuria a lavoro

Concorso enologico, giuria a lavoro

produrre il vero effetto sul mercato. C’è quindi un invisibile ma solido fil rouge che lega il successo in un concorso importante, con giuria affidabile e una bassa percentuale di premi rispetto al numero dei partecipanti, e il successivo successo di vendite.
Va notato tuttavia, come ha giustamente sottolineato Bitter che i concorsi enologici spuntano come funghi e, in certi casi, hanno giurie poco competenti a cui vengono fatti assaggiare un numero enorme di vini in poche ore, inoltre incentivano la partecipazione dando medaglie a gran parte dei vini concorrenti.

2018 le nuove tendenze del vino

Il vino è trendy ma nel 2018 deve essere una scoperta, raccontare, contenere valori, essere bio e forse rosato da vitigni autoctoni, magari anche con le bolle

IMG_2067Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Brunello
WineNews insiste su un punto: il vino sempre più trendy, simbolo di socialità, cultura, diversità, naturalezza. Ma il vino del 2018 saprà anche raccontare e avere significati che vanno oltre la qualità. Un vino da scoprire costantemente esplorando il mondo attraverso il bicchiere. Un vino sempre più digitale e social. Ecco che Marilena Colussi, ricercatrice del food & beverage e sociologa dei consumi indica i drive del nuovo anno: vini biologici, biodinamici e naturali che sono ormai una moda mondiale e inarrestabile per il bisogno di mangiare cose sicure e salutari. Contemporaneamente c’è il Novel food con gli insetti in prima linea. E un crescente bisogno di valori e di territorio.

Novel-food-Cina-mercatino

Novel-food-Cina-mercatino-spiedini-di-insetti

Un sondaggio sui principali distributori italiani aggiunge 3 tendenze: i rosati che finalmente diventano di moda anche in Italia, i vini autoctoni e persino le bollicine autoctone. La fine del monopolio dei grandi nomi e la ricerca delle piccole particolarità, cantine di nicchia capaci di raccontare qualcosa di diverso.
Ecco The Drinks Business con 10 tendenze 2018 viste dall’osservatorio di Londra.
Basta con la carne. Persino il celebre chef Alain Ducasse ha trasformato il suo ristorante al Plaza Athénée hotel di Parigi in un locate “meat free”. La cucina vegetariana e vegana non è più solo una cosa da hippy, alla Tate Modern di Londra si mangiano hamburger di fagioli neri e brioche di barbabietola.

Women of Wine Festival (WOW)

Women of Wine Festival e la Festa delle Donne del Vino

Debra Meiburg la regina del vino in Cina e il suo Women of Wine Festival si collega alla Festa delle Donne del Vino  che diventa un network internazionale

Women of Wine Festival (WOW)

Women of Wine Festival (WOW)

Di Donatella Cinelli Colombini, Montalcino, Casato Prime Donne

Debra Meiburg è uno dei wine expert  più noti al mondo: è il primo Master of Wine  in Asia e fa parte del l’Education Committee  del celebre Istituto britannico. E’ 7° fra le donne del vino più influenti del mondo  nella classifica del Global Ranking, il suo show  televisivo trasmesso nei taxi cinesi ha 70 milioni di utenti al mese ed è consulente per il vino delle linee aeree Cathay Pacific.

Nel 2008 ha fondato a Hong Kong una società – Meiburg Wine Media MWM- con lo

Women of Wine Festival (WOW) Debra Meiburg e altre influencer

Women of Wine Festival (WOW) Debra Meiburg e altre influencer

scopo di diffondere la cultura del vino in Asia. Si tratta di una vera e propria “wine hub” che lavora su uno scenario immenso: da New Delhi a Tokyo, da Beijing a Jakarta. Si rivolge ai professionisti del mercato e agli amatori ma è anche un punto di riferimento per tutta la stampa di settore perché, oltre all’attività di formazione tradizionale offre esperienze innovative e stimolanti che permettono ai buyer di esplorare vini emergenti e nuove tendenze.  Un’attività incessante di concorsi, degustazioni,  festival, worksop in cui le cantine incontrano i buyers, azioni di branding e conferenze che portano all’estero una maggiore conoscenza del mercato cinese e aiutano le cantine  di tutto il mondo a vendere in Asia.

Champagne-Carles-de-Cazanove-tradition-brut

Le donne bevono di più accanto a un uomo che puzza

Imbarazzante scoperta dell’University of South Florida mette in relazione la sessualità e il consumo d’alcool: se gli uomini puzzano le donne bevono di più

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Le-donne-bevono-di-più-accanto-a-un-uomo-che-puzza

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, Montalcino, Casato Prime Donne

La ricerca è stata fatta su 103 donne con un’età compresa fra i 21 e i 31 anni alle quali è stato detto di partecipare a un’analisi sulle fragranze. Invece la ricerca era di tutt’altro genere: metà di loro ha annusato striscette imbevute d’acqua e metà spruzzate con androstenone – un derivato del testosterone, che è un importante costituente dell’odore umano, in particolare del maschio ed è presente nel sudore. Dopo il test le partecipanti hanno ricevuto l’offerta di due bicchieri di birra (analcolica per motivi di sicurezza) ma solo le donne che hanno sniffato l’aroma di sudore hanno bevuto in abbondanza. 10% in più delle altre. Secondo gli psicologi esiste un legame antico e consolidato fra l’alcool, con le sue virtù disinibitorie e la sessualità. Per questo l’odore di androstenone ha stimolato il desiderio di bere. Evidentemente accanto a un uomo che puzza le donne bevono di più e forse sono addirittura attratte.

Champagne-Carles-de-Cazanove-tradition-brut

Champagne-Carles-de-Cazanove-tradition-brut

E dire che invece il rito di bere il vino in coppia, suscita immagini eleganti, con abbigliamenti ricercati sia per lei che per lui. Invece la realtà è che una bella sniffata puzzolente sollecita molto di più la bevuta. Con la crescita dei consumatori donne c’è da aspettarsi spot o immagini di maschi sudati accanto alle bottiglie!
Ma il mondo del vino, manda anche segnali di tipo opposto. Anzi direi quasi bigotti.
Il Conte Charles Gabriel de Cazanove ha denunciato gli attuali proprietari della cantine di Champagne Charles de Cazanove perché hanno scelto come testimonial l’ex porno star Clara Morgane.

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La guerra dei ristoranti contro l’agricoltura

FIPE contro l’agriturismo e l’enoturismo: i pubblici esercizi si sentono abbandonati e attaccano. Nel turismo si vince in squadra! E’ meglio unire le forze

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Ristoranti contro l’ agricoltura  Fattoria-del-Colle-l’unione-fa-la-forza

Di Donatella Cinelli Colombini, Toscana, agriturismo, Fattoria del Colle

Per capire cosa sta succedendo vi racconto quello che è successo a me. Alcuni mesi fa è uscita la nuova classificazione toscana degli agriturismo con 5 livelli, come gli alberghi. La Fattoria del Colle puntava ovviamente al massimo punteggio (appartamenti, ville, camere con bagno, ristorante,  3 piscine, campo da tennis,  centro benessere, scuola di cucina, 3 parchi, 4 percorsi per trekking …) ma scopriamo che il ristorante, regolarmente autorizzato come pubblico esercizio, non può essere considerato fra i servizi offerti agli ospiti e quindi, la nostra struttura è classificata con un girasole, il punteggio minimo come i piccoli agriturismi senza servizi.

Ristoranti-presidio-dell'agroalimentare-locale-bolliti Osteria del Borgo Arrù

Ristoranti-presidio-dell’agroalimentare-locale-bolliti Osteria del Borgo Arrù

Per non avere quello che giudicavamo un giudizio disastroso per la reputazione della Fattoria del Colle e per le sue prospettive commerciali, abbiamo dovuto riportare nell’agricoltura il ristorante e tutti i suoi magazzini. Scopriamo inoltre che i ristoranti agrituristici hanno la possibilità di servire pasti anche a chi non pernotta con la sola restrizione di usare solo alimenti toscani (con eccezione di caffè, pepe e simili).

Da un punto di vista fiscale e retributivo poco cambia fra pubblico esercizio e ristorante agrituristico. Rimane l’amarezza di aver buttato via soldi e tempo per deruralizzare i locali e acquisire la licenza di ristorazione che ora riporteremo in comune.

Tuttavia è giusto fare una riflessione sulle logiche “politiche” che stanno dietro alla nuova legge sull’agriturismo toscano, così come sulle norme relative ai “Distretti del Cibo” (40 milioni in 3 anni) e all’enoturismo che sono stati inseriti all’interno dell’ultima legge di Bilancio.

Storia e leggenda del Chianti

Pochi territori hanno lo stesso mito del Chianti. E’ una delle 10 parole italiane più conosciute nel mondo e ha una storia nobile come tutti i grandi vini

PARTE PRIMA

Chianti Classico Revolution indosso a Sara e Diletta

Chianti Classico Revolution indosso a Sara e Diletta

Di Donatella Cinelli Colombini, Chianti Superiore, Fattoria del Colle

Il Chianti, un territorio di boschi, castelli e borghi fortificati con un passato guerriero di contese fra Siena e Firenze. Le due ricche città di banchieri che, nel medioevo, prestavano denaro a re e papi avevano qui le loro vigne migliori come ci mostra l’affresco con “Gli effetti del buono e cattivo governo” dipinto da Ambrogio Lorenzetti nel 1337-9 nel Palazzo Pubblico della città del Palio. Le colline del Chianti sono quasi coperte di vigne “fitte” cioè senza altre colture a intercalare i filari. Un esplicito segno della vocazione di quel terreno nella produzione del vino.

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Chianti-Rocca di Staggia

Un territorio in cui c’erano briganti ma anche corti quasi principesche come (nel XII

secolo) la rocca di Staggia oppure conventi come Abbadia Isola poco distante da Monteriggioni, che aveva una cantina, dove ancor oggi è possibile vedere un tino da vinificazione in muratura.

Non vorrei deludervi, ma il vino migliore di quel territorio era originariamente bianco, anche se prodotto da uve a bacca rossa.  Come ci ha spiegato lo storico  Gianfranco Pasquali <<fino al XII secolo il vino importante era solo bianco, come in epoca romana. L’uva veniva prima torchiata e poi fatta fermentare . I contadini invece vinificavano le uve rosse con le loro bucce in modo da ottenere prima il vino e poi il “vinello” facendo rifermentare le vinacce con l’acqua. Sono nel XIII-XIV secolo si diffuse la vinificazione in rosso grazie alla scoperta del processo che permetteva di ottenere rossi più gradevoli>>.

Festa delle Donne del Vino, vuoi brindare con noi?

Fai un video, con le cose che ti legano al vino oppure mostraci il tuo brindisi. Basta un # oppure un tag e daremo al tuo video una grande visibilità

Di Donatella Cinelli Colombini
Partecipare è facile, divertente e non costa niente. Serve per unire le donne che producono, promuovono, commercializzano o semplicemente apprezzano i grandi vini.
La Festa delle Donne del Vino è sabato 3 marzo (nel resto d’Italia la festa continua con eventi fino quasi all’estate) quel giorno ci dedicheremo a creare una grande community fra tutte le appassionate di grandi vini che avranno pubblicato il loro video. Daremo una grandissima visibilità a tutte, sarà divertente.

Video brevi -30 secondi basteranno- da fare con il cellulare o il tablet. Riprendi le cose che ti legano al vino: le bottiglie che hai in casa, la tavola apparecchiata, la vigna che vedi dalla finestra …. Oppure ancora meglio fatti riprendere mentre degusti un vino.

Emanuela-Tamburini-Violante-Gardini-Marzia-Varvaglione

Violante al Gambero Rosso

Corso ” I nuovi orizzonti del vino ” organizzato dal Gambero Rosso con Paolo Zaccaria, Marco Sabellico e Gianni Fabrizio per Agivi giovani imprenditori del vino

Gambero Rosso-corso-Agivi

Gambero Rosso-corso-Agivi

Di Donatella Cinelli Colombini, Brunello, Montalcino, Casato Prime Donne

Due giorni full immersion – giovedí 22 e venerdì 23 febbraio- per Violante Gardini, energetica Cinellicolombini jr – e alti 18 giovani produttori di vino, a Roma nella sede del Gambero Rosso, la mitica redazione della più importante guida italiana dei vini.
Il corso era organizzato da Agivi un’associazione che riunisce imprenditori e futuri imprenditori di ogni parte d’Italia. Giovani che credono nei vantaggi di fare squadra e affrontare il futuro forti di una rete di amicizie capaci di dare stimoli e aiuto reciproco.

Violante-Gardini-corso-AGIVI-al-Gambero-Rosso

Violante-Gardini-corso-AGIVI-al-Gambero-Rosso

Nel corso dell’anno Agivi propone viaggi didattici, incontri con imprenditori di successo e occasioni formative di tipo molto diverso: dal public speaking, al marketing, oppure, come in questo caso, degustazioni che insegnano l’evoluzione stilistica e culturale del vino in uno scenario internazionale.
Giovani che alla fine vanno volentieri a ballare ma vogliono migliorare sé stessi e le prospettive delle rispettive aziende. In questo spirito, determinato ma anche allegro, Violante e i suoi amici sono entrati nelle aule del Gambero Rosso.
Paolo Zaccaria ha fatto la lezione sui vini bianchi con 12 assaggi. <<Ha scelto per noi vini molto vari che spaziavano dal nord al sud Italia fino alla Mosella e alla Francia>> racconta Violante <<Etna Bianco Cantine Nicosia, Fiano di Avellino di Villa Raiano, Poggio della Costa di Sergio Mottura fino ad uno splendido Chenin blanc Saumur Domaine des Roches >>.

                                               

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