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Donatella mette i nonni in vetrina

Alla Fattoria del Colle una vetrina protegge dei ricordi di  famiglia: una collana maschile, i gemelli di Trieste liberata …. la borsetta da ballo in argento

Collana sarda in argento

Collana sarda tradizionale

A volte, la storia è raccontata più efficacemente da piccoli oggetti che da libri celebrativi. Questa è la convinzione di Donatella Cinelli Colombini che ha deciso di esporre in una vetrina, alcune testimonianze particolarmente significative dei suoi avi.

La maggior parte non hanno un valore intrinseco ma raccontano delle bellissime storie. Qui ne diremo due che ci fanno entrare nell’intimità di una famiglia fuori dal comune.
Il bisnonno materno di Donatella,  Pio Colombini, professore di dermatologia e rettore delle Università di Cagliari e successivamente di Modena era un raffinatissimo collezionista. Durante il suo primo incarico a Sassari raccolse mobili, pistole, fucili, corni incisi, costumi, teste di muflone, cartoline e soprattutto monili in oro e argento. La maggior parte di essi confluirono nel Museo Etnografico Sardo di Nuoro dove sono tutt’ora esposti. Della sua collezione pochissime cose sono rimaste in famiglia, fra esse una collana in argento brunito è stata regalata a Donatella come ricordo di un uomo geniale nella medicina come nella vita che durante le sue vacanze a Montalcino curava gratuitamente i contadini e in un’epoca in cui erano disprezzate, credeva nel valore delle tradizioni locali.

Le stelle dei ristoranti italiani non brillano più?

Fatturati e vino in calo nel 61% dei ristoranti stellati nel primo semestre 2012. JFC  fa la radiografia alla ristorazione italiana che conta

Vissani cena dell'olio extravergine

Vissani rigatoni con vongole e pomodoro cena olio

I ristoranti premiati delle Guide Michelin, Espresso e Gambero Rosso sono un comparto importantissimo per l’appeal del nostro Paese nei confronti dei visitatori esteri. Massimo Feruzzi titolare di JFT, fra i più importanti centri di studio e consulenza sul turismo, fa notare che <<garantisce il lavoro a 17.220 dipendenti con profili e competenze di altissimo livello professionale>>. Insomma è la vera ciliegina sulla torta dell’offerta enogastronomica nazionale.
Ma nei ristoranti stellati le cose vanno tutt’altro che bene! Il 61,6% ha visto diminuire il fatturato nel primo semestre 2012. Un calo del  19,1% di ricavi che nasce soprattutto dalle bevande cioè dal vino ( 64,7%) e dai banchetti. Attività quest’ultima che sembra tuttavia concentrarsi in poche società più strutturate che hanno infatti rilevato una crescita del volume d’affari.
Per i titolari dei ristoranti stellati i maggiori problemi sono quelli finanziari e l’impossibilità di fare investimenti. Meno critica la gestione del personale e delle materie prime di eccellenza mentre pesano l’aumento della burocrazia e la difficoltà di reperire personale occasionale.

San Giuseppe frittellaio e le sue delizie

19 marzo festa di San Giuseppe  e delle frittelle di cui vi diamo una delle migliori ricette. A  Siena la Contrada dell’Onda festeggia con le bancarelle

Festa del Papà, tradizione senese le frittelle di riso

Frittelle di riso, ecco la ricetta per San Giuseppe

I frittellai più famosi del senese sono i Savelli e i Bianchi. Ogni inverno, in Piazza del Campo a Siena, i Savelli friggono le frittelle dentro enormi padelle dentro un gazebo verde che attrae i bambini come il pifferaio magico.

I più vecchi frittellai della città sono però della famiglia Bianchi che continua una tradizione iniziata all’inizio del Novecento. Ognuno ha il suo segreto ma tutti offrono ottime frittelle.

Sindaco di Siena cercasi

Dopo la rinuncia di Franco Ceccuzzi i democratici di Siena cercano un candidato in grado di ridare unità e rilancio alla città del Palio 

Siena centro storico

Siena, Duomo

L’identikit è facile, trovare il candidato è difficile.
Ci vuole una persona nuova, priva di passato politico e soprattutto priva di legami diretti o indiretti con i due schieramenti che si sono confrontati nell’ultimo anno a sostegno e contro l’ex sindaco Ceccuzzi. Le recenti elezioni hanno detto chiaro quale sia il sentimento della gente verso la politica e i politici, bisogna rinnovarsi.
Ci vuole una persona giovane ma che abbia già dimostrato le sue capacità manageriali. Siena non può affidarsi a chi “forse” ha le doti per guidare la sua struttura complessa, il futuro leader deve essere “garantito” deve, cioè, aver già dato buona prova di sè nel mondo del lavoro.
Ci vuole qualcuno che conosca la città e sia in grado di ripartire dal tessuto di piccole imprese artigiane, commerciali, ristorative … per far leva sulla sola risorsa rimasta: il turismo.

Dove va il vino italiano?

All’estero ma se resta in Italia in supermercato o nella vendita diretta delle cantine. I nuovi consumatori sono in America e in Asia, sono millennials e donne

Giappone Violante Gardini

Giappone Tokio Violante Gardini

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini

E’ dunque oltre confine il destino di gran parte delle bottiglie italiane. I primi dati 2012 indicano per l’export un aumento del 6,3%, un valore che diventa un 7,5% se consideriamo solo i rossi con denominazione. Crescono quasi tutti i principali mercati esteri  del vino italiano che sono in ordine decrescente USA, Germania, Regno Unito, Canada, Svizzera, Giappone, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia. Le performance migliori in Giappone (+32%) e Svezia ( + 23%) ma è la dimensione del mercato statunitense la cosa più impressionante: 640.168.534€ importati in un anno.

Questi dati sono la diretta conseguenza di un cambiamento di “peso” dei Paesi consumatori.  Insomma benchè l’Europa rimanga il primo mercato mondiale per il vino  in realtà  la sua importanza cala a vista d’occhio mentre America e Asia crescono. Nel periodo fra il 91-95 e il 2011 vediamo che  la prima nazione consumatrice, la Francia, perde il 20%,  l’Italia e la Spagna cedono del 34% mentre  gli Stati Uniti segnano un +53%, la Cina un + 233% e la Russia un + 80%. 

Pistacchi di Bronte e Brunello di Montalcino ma perchè no!

Cena siciliana in una casa di Montalcino con 10 antiche pietanze  e il pistacchio di Bronte come protagonista esaltato dal  Brunello  

pistacchi di Bronte

Montalcino casa Di Stefano pasta con salsa di pistaccchi di Bronte

Visto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Salvatore Di Stefano ha una farmacia storica nel centro di Montalcino, una delle più belle d’Italia, con i mobili originali realizzati da Agostino Fantastici all’inizio dell’Ottocento. Quasi uno scrigno raffinato con un panorama spettacolare sulla Val d’Orcia e le crete senesi. Chi visita Montalcino deve andarci anche solo per comprare un’aspirina.
Ha lasciato la Sicilia, dov’è nato, proprio per diventare farmacista nella terra del Brunello. Dopo quasi trent’anni lui e la moglie conservano gelosamente il ricordo della terra d’origine e specialmente Lina storica d’arte, artista e grande cuoca, ama offrire agli amici pranzi e cene di altissimo livello con piatti di antica tradizione.

I potenziali espressi di un giovane scrittore di Siena

Nelle campagne senesi, alle porte del Chianti, si nascondono talenti di vario genere, anche letterari. Eccone uno. 

 

Guido Fruscoloni autore di Siena POtenziali Evocati

La copertina del libro di Guido Fruscoloni Potenziali Evocati

Guido Fruscoloni è nato a Grosseto nel 1980, ma è un senese d’adozione, in quanto da anni vive a Siena e lavora come coordinatore infermieristico in una delle realtà ospedaliere più prestigiose della Toscana. “Potenziali Evocati” è il suo primo romanzo, uscito circa un anno fa.

Quando un amico mi chiede di leggere il suo libro, come di ascoltare il suo demo musicale o di andarlo a vedere nella sua performance teatrale, io tremo. Tremo perché temo. Temo che non mi piaccia, che sia banale, o scontato, o dilettantesco. E temo di non avere la diplomazia necessaria per dirglielo.

La Toscana vince nell’export rinnovando le fiere del vino

700 milioni di Euro nel 2012 con + 6,8% nei primi 9 mesi per i vini toscani esportati, un successo costruito con missioni all’estero e un nuovo modo di fare le fiere

Firenze Fortezza da Basso buy wine 2013

Toscanapromozione Buy wine 2013

Letto per voi da Donatella Cinelli Colombini
Positivi commenti ai risultati dell’export enoico toscano dove i vini DOCG e DOC hanno tirato la volata con un +9,6% costruito soprattutto grazie alle spedizioni in USA. I wine lovers a stelle e strisce sono trai maggiori estimatori del vino toscano che segna un meritato + 14% proprio in quel mercato dove, infatti, sono stati investite le maggiori risorse in eventi e degustazioni organizzate dai consorzi e dalla Regione Toscana.
Proprio l’amministrazione regionale – Toscanapromozione – ha organizzato la prima vera borsa del vino del nuovo millenni: Buy Wine alla Fortezza da basso di Firenze dove i produttori hanno incontrato gli operatori con un inedito meccanismo di avvicinamento fra domanda e offerta. 10.000 espositori e 30.000 operatori hanno partecipato all’evento.

Baccalà alla fratina una ricetta di Trequanda in Toscana

Il baccalà è proprio adatto alla quaresima anche se un tempo era un pesce da poveri mentre oggi è una prelibatezza da ricchi, questa è un’antica ricetta toscana

Di Donatella Cineli Colombini

Baccalà alla fratina 8 - baccalà aggiunto al pomodoro

Baccalà alla fratina di Trequanda

Nella campagna toscana il baccalà era, insieme alle acciughe, l’unico pesce disponibile e il re dei giorni di vigilia.

UN PICCOLO INGANNO

Le massaie avevano imparato a cucinarlo con grandi intingoli per cui, anche se nel piatto arrivava solo un pezzettino di baccalà, il saporitissimo sugo intinto nel pane permetteva di saziarsi a puntino. Nessuno ricorda il motivo dello strano nome di questa ricetta anche se i frati da cerca erano una presenza consueta nelle fattorie e nelle case del contado per cui possiamo pensare all’esistenza di piatti studiati apposta per onorarli. Alla Fattoria del Colle c’è addirittura una camera chiamata “monache” predisposta per ospitare questi religiosi di passaggio e messa in una posizione che consente di uscire all’aperto senza passare dalla cucina e dalla dispensa. Non era infrequente infatti che i frati da cerca fossero degli impostori che tentavano di introdursi nei magazzini per fare razzia di cibarie era dunque indispensabile prendere delle precauzioni.

Piacere, sono Donatella Cinelli Colombini vignaiola

Entusiasta, fantasiosa, prepotente, idealista, cocciuta, golosa …. sono la creatrice di Cantine aperte, la paladina delle donne in cantina e del Brunello superstar

Donatella Cinelli Colombini con un grappolo di Sangiovese

Vendemmia Sangiovese 2012 Donatella Cinelli Colombini

Di Donatella Cinelli Colombini vignaiola a Montalcino
Detesto fare sport, preferisco leggere e guardare il balletto classico via internet. Mi piacerebbe mangiare cioccolato, salmone, parmigiano e spaghetti ma tutte cose che mi fanno male… io non mi arrendo, la buona cucina mi piace troppo.
Quando ero Assessore a Siena mi chiamavano “carrarmato” perché affrontavo i progetti con molta e forse troppa energia. Uno dei miei difetti è infatti la mancanza di mezze misure, se credo in un’idea mi ci butto a corpo morto.
Ho una fortuna sfacciata e anche le imprese più incredibili vanno a buon fine.
Appartengo a una famiglia “storica” del Brunello ma dal 1998 ho lasciato l’azienda di famiglia per crearne una mia composta dal Casato Prime Donne a Montalcino e dalla fattoria del Colle nel Sud del Chianti. Trasformarle in delle eccellenze nel vino e nel turismo era davvero una “mission impossible” ma ce l’ho fatta.

Bonella sceglie la musica per il Brunello: Grandi & Bollani

Se il vino sta diventando un mezzo di socializzazione, allora ha anche il suo giusto momento, la giusta cornice e la giusta musica.

Happy wine alla Fattoria del Colle

Bonella e Riccardo happy wine

Forse influenzati dalla nuova passione americana per il vino, sdoganandolo da quell’immagine un po’ elitaria e snob, e donandogli una nuova valenza culturale, giovanile, di oggetto di culto (cult) e anche, se si vuole, di status symbol di una nuova generazione di giovani (i millennials), ecco che il vino anche in Italia entra in ambienti sociali dei più disparati.
Dal pub, alla discoteca, al bar per gli aperitivi, senza mai aver lasciato il suo posto nei ristoranti più ricercati, il vino è entrato nella cultura di tutti. Il vino è diventato pop.

Ma quale vino va bene in quale luogo? E soprattutto, quale è la sua giusta cornice? Perché se comunemente un Prosecco è adatto ad un aperitivo con gli amici, tra risate e stuzzichini, non lo è altrettanto un Amarone. Se un vino liquoroso come un Porto, o un vino dolce come un Aleatico, si addicono ad una serata in un pub/enoteca o a casa tra amici dopo una bella cena, è altrettanto vero che non proporrei mai il Vino Nobile di Montepulciano in un sushi-bar.

Le uova di Pasqua dipinte di Jana

Paese che vai usanze che trovi e per Pasqua la tradizione delle uova dipinte è particolarmente diffusa nell’Est Europa. Ecco come si fanno 

Uova di Pasqua decorazione

Uova di Pasqua dipinte

Di Donatella Cinelli Colombini

Alla Fattoria del Colle c’è una tirocinante proveniente da Chomutov una città industriale di 50.000 abitanti non

lontana da Praga. Si chiama Jana Kurucova ed è una bella ragazza poliglotta che sta imparando il lavoro di front office turistico.
Jana ha appreso dalla madre che a sua volta ha visto la nonna dipingere le uova di Pasqua. Si tratta di una tradizione antichissima e originaria della campagna che viene continuata anche oggi in tutte le case. Le uova dipinte vengono poi attaccate ai rami fioriti di laburno e costituiscono il simbolo festoso della Resurrezione e della rinascita della natura collegata con la primavera.

Nel programma del week end di Pasqua alla Fattoria del Colle è previsto un laboratorio sulle uova dipinte con Jana in veste di super docente. Tutti gli ospiti porteranno a casa un delizioso uovo colorato.

                                                                       

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