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Il mio cane Felix cammina sull’acqua

Vi presento Felix, il Golden Retriever della Fattoria del Colle felice di nome e di fatto. Si chiama Valerio, ma dopo un sondaggio web, è stato battezzato Felix

Fattoria del Colle -ingresso del parco delle piscine

Fattoria del Colle -ingresso del parco delle piscine

Qualcuno dice che è un nome da gatto, per il personaggio dei cartoni animati, ma in realtà il suo nome deriva dalla parola latina felix cioè fortunato e lui è proprio un cane fortunato e felice. E’ nato il 24 settembre 2010 nell’allevamento Antica Etruria di Asciano e ora pesa oltre 40 kg. E’ insomma un gigante biondo. Ha un carattere estremamente socievo le e accoglie tutti i turisti al loro arrivo alla Fattoria del Colle.

Se è buio li accompagna dall’auto alla reception dell’agriturismo, ma nella maggior parte dei casi li saluta mentre si registrano infilandosi fra le loro gambe  e dando dei colpetti affettuosi col muso. Felix vive libero, dorme in casa, ma entra e esce quando vuole,  scorrazzando senza guinzaglio. Qualche tempo fa ci siamo accorti che rientrava tutto bagnato ma soprattutto con un odore terribile addosso. Indagando abbiamo scoperto che lui cammina sull’acqua delle piscine. D’inverno le vasche sono coperte da un telo di plastica. Felix si diverte a camminarci sopra e se c’è dell’acqua piovana fa delle vere e proprie scivolate  tipo snow board. E’ proprio l’acqua stagnante sopra il telo che ha quell’odore terribile che, evidentemente, a lui piace.

Arcioni – centovini, ottant’anni ma non li dimostra

Arcioni, una delle enoteche più importanti di Roma, ricorda la sua storia, una bella storia italiana fatta di lavoro, coraggio e successi

 

Roma-Arcioni-testimonianze della storia aziendale

Roma-Arcioni-testimonianze della storia aziendale

Nel 1932 Mario Arcioni apre il loro primo negozio in una delle zone di nuova espansione di   Roma,  vicino a Villa Ada e alle catacombe di Santa Priscilla. E’ un bar con torrefazione di caffè e una rivendita di coloniali e profumi. Passano gli anni e gli Arcioni, che nel frattempo sono diventati 3 con l’arrivo di Claudio e Massimo, nel 1967 decidono di affrontare una nuova sfida: aprono una delle prime enoteche di Roma.  Sono gli anni eroici in cui il vino viene venduto, in Italia, prevalentemente sfuso e il tentativo degli Arcioni di qualificare l’offerta, puntando sulle bottiglie migliori, scatena lo scandalo. Quando, negli anni Settanta, le cantine imbottigliatrici cominciano a moltiplicarsi, gli Arcioni spingono sull’acceleratore.

Anno dopo anno l’enoteca si allarga e sviluppa la sua attività diventando anche distributore e infine aprendo un wine bar capace di affiancare la vendita di bottiglie alla somministrazione di happy hour.

Chicago: le donne del vino sono anche qui

3 appuntamenti di vino nella città del vento e dei grattaceli d’autore con la più grande collezione di impressionisti fuori dell’Europa

Chicago - degustazione vini importati da Banville & Jones

Chicago - degustazione vini importati da Banville & Jones

Prima degustazione nel grande wineshop “Mainstreet Wine ” che alcuni anni fa il Wall Street Journal ha eletto “Miglior Wine Shop dell’anno”. E’ nella periferia di Chicago e qui abbiamo venduto le bottiglie. Rosso di Montalcino “sold out” e una sola bottiglia di Brunello rimasta. I clienti hanno letteralmente assalito i tavoli di degustazione per accaparrarsi le bottiglie. La proprietaria, Nancy Sabatini, sommelier molto competente, era entusiasta. Ha una wine letter con 2000 iscritti, che la seguono fedelmente. Il 5 maggio  organizzerà una giornata dedicata alle Donne produttrici di vino in cui sarà servito il Brunello Prime Donne 2006.

La sera ho cenato con Lia Tolaini, titolare del nostro importatore Banville & Jones, erano con noi il distributore ed altri 2 produttori. Il ristorante nel centro di Chicago si chiama “Coco Pazzo” e serve cucina di alto livello; l’anziano proprietario “lucchese”, Sergio, è a dir poco “un personaggio”.

Il vino dei giganti mondiali

Costellation, LVMH, Treasury Wine, Distell Group,  Concha y Toro queste sono le 5 cantine più grandi del mondo  e nessuna di loro è italiana

Concha y Toro - Barrio

Concha y Toro - Barrio

La prima tricolore è la Giv -Cantine Riunite settima con 449 milioni di Euro di fatturato annuo. Sembra una cifra enorme ma in realtà è un quinto della statunitense Costellation che vanta un business di 2.494 milioni di Euro. Il secondo in classifica è il gruppo Lvmh , con 1.664.000.000 €. Si tratta del colosso francese del lusso costituito da Bernard Arnault.  La sigla – LVMH – Luis Vuitton Moet  Hennessy  –  indica un aggregato di 60 griffe di moda, gioielleria, profumi e vino.  C’è di tutto: dal re dei diamanti De Beers,   al re dei vini da dessert  Chateau d’Yquem ,  al monopolio delle grandi case  di Champagne fino all’ultimo acquisto Bulgari.

A cena con Angelo Gaja in terra di Brunello

Il grandissimo Gaja porta a Montalcino il Sindaco di Barbaresco Alberto Bianco e ci offre una cena super toscana all’Osteria del Pozzo bevendo Riesling e Borgogna

Angelo Gaja

Angelo Gaja

Angelo è piemontese che più piemontese non si può ma il suo cuore comincia a battere toscano. Ha due splendide aziende in questa regione, Ca Marcanda a Bolgheri e Pieve di Santa Restituta a Montalcino. Indubbiamente le pinete costiere lo affascinano ma la rude grandiosità della terra del Brunello lo intriga ogni anno di più perché la forza di questo territorio antico è congeniale al suo temperamento e il suo Brunello è ogni anno più buono come il concerto di un musicista che prende confidenza con lo strumento e ogni volta suona meglio. Del resto la sua cantina montalcinese è in un posto speciale, accanto alla Pieve di Santa Restituta che esisteva già nel 650 dopo Cristo e fu poi  riedificata intorno al 1136. La sua cantina avveniristica è il giusto contrappeso di tanta antichità.

Ristorazione e turismo del vino

I turisti del vino amano mangiare bene e tipico. Per questo la ristorazione gioca un ruolo fondamentale nel successo turistico dei distretti viticoli

Fattoria del Colle - prosciutto di cinta senese

Fattoria del Colle - prosciutto di cinta senese

Per questo il suo innalzamento qualitativo è importantissimo. Allo stesso tempo è indispensabile indagare, valorizzare e preservare il ricettario tradizionale di ogni denominazione prima che i visitatori ne corrompano l’integrità. I piatti tipici sono infatti, contemporaneamente, fra le calamite turistiche più potenti e insieme fra le cose più soggette ad alterarsi a causa del turismo. Vediamo il primo punto: enogastronomia come potenziatore dell’appeal turistico. Secondo l’Osservatorio delle Città del Vino curato da Fabio Taiti del CENSIS (2011) i turisti del gusto italiani sono circa tre milioni, provengono soprattutto da piccoli centri e sono prevalentemente maschi. Anche i dati dell’ Osservatorio Nazionale del Turismo (2010) confermano l’importanza numerica di questo segmento capace di ingenerare 18 milioni di presenze cioè di pernottamenti. Del resto, la nota indagine GPF per Negroni del 2009, che ha stimato il fenomeno “foodies” per l’Italia, ha rivelato che l’ 8% della popolazione cioè 4.500.000 dei connazionali vivono la buona tavola come socialità, innalzamento della qualità della vita e sperimentazione di culture diverse.

Susanna e Cristina ceramiste in Chianti

 Sono la novità di Toscana Lovers, il negozio del miglior artigianato nel cuore di Siena: mattonelle e coppette interamente fatte a mano

 

Siena -Toscana Lovers - mattonelle delle Ceramiche

Siena -Toscana Lovers - mattonelle delle Ceramiche

Si tratta di due artigiane artiste che, all’inizio dl 2012, hanno aperto il loro laboratorio in un piccolo borgo del Chianti vicino a Tavarnelle Val di Pesa.  Il nome è semplice: Ceramiche e tutto viene fatto a mano, come nel medioevo, rifiutando persino l’ausilio del tornio elettrico. Mattonelle, coppette, bicchieri .. con animali fantastici disegnati in verde e marrone (ramina e manganese) a imitazione della maiolica duecentesca, fiori arancio e verde acqua come le brocche senesi del cinquecento, piccole case azzurre che ricordano i ceramisti di Savona … insomma decorazioni che si rifanno a un passato più o meno lontano e sono eseguite con la freschezza tipica di chi cambia continuamente soggetto.

Infatti ogni mattonella, ogni coppetta ha l’imprecisione dell’esecuzione manuale e l’eccezionalità del pezzo unico. << Oggetti d’uso “umani”, gradevoli da tenere in mano e guardare>> ce li descrive Susanna . E infatti le loro opere hanno qualcosa di antico e insieme di attuale, di intimo e allo stesso tempo di colto.

Qualcosa a cui non siamo più abituati nella nostra epoca dominata dai computer, dalle multinazionali e dalle cose fatte in serie.

Luca ci racconta Detroit, la cucina e il mercato del vino

La capitale dell’auto USA è un luogo di situazioni estreme: quartieri fantasma pericolosissimi e zone da  top manager con ristoranti stellati

Brunello Casato Prime Donne - Detroit degustazione Banville e Jones

Brunello Casato Prime Donne - Detroit degustazione Banville e Jones

Partenza angosciante da New York per un cane che, entrato nelle piste di decollo, non voleva andarsene. Hanno provato a catturarlo per 35 minuti e poi l’hanno abbattuto. Da noi l’avrebbero addormentato sparandogli del sonnifero … Il risultato, oltre al povero cane morto, è stata un’attesa di quasi un ora fermi in aereo sulle piste e un arrivo a Detroit solo 15 minuti prima dell’inizio del tasting.

Detroit, la città dell’auto, è la nostra Torino in versione americana, infatti il legame tra Fiat e Chrisler, ha portato qui gli alti dirigenti Fiat, Marchionne in testa. Detroit ha subito, dal 60 ad oggi, varie crisi che l’hanno portata da essere una metropoli con una popolazione di 2 milioni di abitanti a scendere fino ai 700.000 di oggi, creando veri e propri quartieri fantasma, completamente disabitati e pericolosissimi. E’ studiata da sociologi ed esperti di sicurezza proprio per questa incredibile escalation di violenza. Nonostante la crisi, Detroit ha ancora molte risorse nelle zone vicine dove è costellata da una galassia di piccole cittadine residenziali sicure e in alcuni casi bellissime.

Berlino, colpita al cuore dal Brunello

Siamo in Germania, la seconda tappa del tour del Brunello nei Paesi di lingua tedesca e per la seconda volta è un successo

Brunello - workshop  Berlino aprile 2012

Brunello - workshop Berlino aprile 2012

Nel colosso industriale europeo tutto è grande, è solido, è efficiente, è pulito. Arriviamo qui con 40 cantine di Montalcino, carichi di speranze e di ottimo umore dopo il successo di Zurigo ma anche con una certa preoccupazione visto l’atteggiamento tedesco verso l’Italia in questi ultimi mesi.

Riuscirà il Brunello a risollevare la fiducia tedesca verso il Made in Italy? All’apparenza si, l’apprezzamento verso i vini di Montalcino è alto, anzi, forse altissimo. Grazie alle tre vendemmie 5 stelle che abbiamo con noi (Rosso di M. 2010, Brunello 2007 e riserva 2006) e all’ottima organizzazione della rivista Vinum che ha fatto conoscere l’iniziativa a tutti gli importatori e dettaglianti di Berlino, l’attenzione nei nostri confronti è cresciuta.

Svizzera: la nazione dei Brunello lovers

In Svizzera il rapporto fra il numero delle bottiglie vendute e la popolazione è il più alto del mondo, cioè la densità dei fan del  Brunello non ha eguali

Brunello -Missione commerciale  a Zurigo - C. Eder D.Cinelli Colombini S.Campatelli

Brunello -Missione commerciale a Zurigo - C. Eder D.Cinelli Colombini S.Campatelli

Per questo i produttori di Montalcino si sentono a casa a Zurigo. Ogni 3 anni il Consorzio del Brunello organizza una grande degustazione  in Svizzera e  questa volta ha ottenuto un successo travolgente:  al work shop erano presenti 40 cantine con i loro vini, questo significa 1/5 dei produttori e circa il 60% della produzione totale di Montalcino. Nella grande sala sono entrati 600 operatori e appassionati svizzeri. Ai 2 seminari magistralmente condotti da Christian Eder  sono stati presenti 160 opinion maker. Insomma praticamente un’affluenza quasi doppia delle normali degustazioni organizzate dalle altre denominazioni. Il pranzo per la stampa, con 40 invitati, è iniziato con l’esperienza multi sensoriale creata appositamente da Filippo Bartolotta. Immagini, musiche, spiegazioni e ovviamente assaggi di Brunello con l’ effetto di emozionare i presenti molto più di quanto si aspettassero. Vinum, la più letta rivista di vino in lingua tedesca, è stato il partner e co-organizzatore dell’evento.

Cuneo, Siena e Verona al top del turismo enogastronomico

Ecco le 10 migliori destinazioni enogastronomiche italiane:  Cuneo, Siena, Verona, Bolzano, Firenze, Trento, Asti, Brescia, Udine e Gorizia

Città del Vino - Assemblea - Riccardo Margheriti

Festa grande a Siena per i 25 anni dell’ Associazione Città del Vino presieduta da Gianpaolo Pioli e riunita nelle sale del Santa Maria della Scala anche per modificare il proprio statuto. C’erano i sindaci dei  550 comuni associati e gli ambasciatori che  costituiscono l’ala più appassionata della compagine.

Nei due giorni di celebrazioni il contributo tecnico più rilevante è stato l’”Atlante

Marco Lisi - Lorenzo Palazzoli Ambasciatori delle Città del Vino

geografico dell’Italia enogastronomica di qualità” redatto dal Censis e presentato dal suo presidente, il celebre sociologo e economista Giuseppe De Rita. Un approccio nuovo che <<registra e misura il livello di competitività raggiunto dai territori >>  ha detto Fabio Taiti estensore dell’indagine e grandissimo esperto del fenomeno enoturistico. La classifica delle aree  in cui si realizza il miglior connubio fra la produzione di grandi vini e la cucina d’eccellenza scaturisce dall’esame delle guide di settore. Su tutti emerge Cuneo con i suoi 177 produttori di qualità e i 77 presenti in almeno due guide. Trento è invece la provincia con il maggior numero di bottiglie di qualità superando abbondantemente i cento milioni di pezzi ed ha anche la più grande estensione di ettari vitati -11.647 – per la produzione di vini d’eccellenza. Roma ha il più alto numero di ristoranti premiati dalle guide, ben 393 e supera di molto Milano, ferma a 321. Seguono Napoli, Bolzano, Perugia e Firenze.

I giovani dipendenti della Daytona alla Fattoria del Colle

Daytona , riconosciuta come la miglior agenzia digitale svedese, ha portato suoi giovani dipendenti alla Fattoria del Colle per un pomeriggio tra buoni vini, pasta fresca e una lauta cena. 

visto per voi da Bonella Ciacci

Gruppo Daytona - foto d'insieme nel cortile della Fattoria del Colle

Gruppo Daytona - foto d'insieme nel cortile della Fattoria del Colle

Un bel gruppo numeroso, ben 31 tra ragazzi e ragazze giovanissimi, allegri e molto interessati a conoscere tutti i segreti della Fattoria del Colle e della produzione di vino e olio che abbiamo qua.  Ogni anno la loro azienda, Daytona, organizza per i dipendenti un viaggio di qualche giorno all’estero. Sono stati a Barcellona, l’anno scorso in Islanda, e quest’anno hanno scelto la Toscana.

Gozo l’isola che ha stregato Ulisse, Sarkozy e Donatella

Qui la ninfa Calypso tenne con sé Ulisse per sette anni. Gli offrì l’immortalità ma lui preferì  tornare da Penelope e ripartì su una zattera

Malta - Gozo - Qala - panorama dal balcone di casa

Malta - Gozo - Qala - panorama dal balcone di casa

Sarkozy ci è venuto per rigenerarsi dopo le fatiche della prima campagna presidenziale. Io e mio marito Carlo ci veniamo spesso e abbiamo anche una casa.  In certi punti l’isola è ancora il paradiso incontaminato visto dall’eroe di Omero,  altrove, purtroppo,  le nuove costruzioni e il degrado di quelle vecchie rovinano il paesaggio. Complessivamente però Gozo è un posto magico.

Inoltre è senza eguali: dove trovate un luogo raggiungibile in poco più di un’ora di aereo, dove a marzo si può prendere il sole in costume da bagno, non c’è criminalità, chi si sente male può usare un sistema sanitario fra i migliori del mondo …. Per non parlare dei 7.000 anni di storia, dei monumenti d’arte, dello stile di vita a mezza strada fra Europa e Africa … la campagna è coltivata a terrazze con campicelli divisi da muri a secco su un terreno scosceso e roccioso. Le coste vanno giù a picco nel mare ed hanno un andamento frastagliato con gole che assomigliano ai fiordi norvegesi.  L’effetto è di una bellezza mozzafiato. Dopo cinque anni e decine di viaggi  ci sorprende  ancora. 

Enoteca Italiana: vi apro il salotto “buono” del vino italiano

E’ l’Ente istituito nel 1933 per promuovere i vini tipici italiani e da allora porta la miglior enologia italiana nel mondo, ora con particolare efficacia

 

Inaugurazione della Settimana dei vini 2011 a Siena

Inaugurazione della Settimana dei vini 2011 a Siena

Da 4 anni sono vicepresidente dell’ Enoteca Italiana e ora che l’incarico di amministratore sta per finire, vorrei farvela conoscere dall’interno.  Sono stata nominata fra gli amministratori dal Sindaco di Siena con l’incarico di tenere d’occhio il bilancio. La situazione economica dell’Ente era infatti molto critica. Ebbene nonostante un calo dei finanziamenti pubblici (che si sono ridotti a un ventesimo di quelli originari) nonostante la crisi internazionale … nonostante tutto l’Enoteca ha messo in fila una serie di buoni bilanci. Sotto la guida del Presidente Claudio Galletti e del Direttore Fabio Carlesi  l’Enoteca Italiana sta vivendo una seconda giovinezza.

                                                                       

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